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martedì 13 settembre 2011

Quel che si muove ... a Cesclans. Ricordando Siro Angeli - V

"Colpo di scena" lo ha definito il Messaggero Veneto: durante la commemorazione di Siro Angeli, tenutasi domenica a Cesclans, è stata data lettura di una lettera arrivata da parte di Andrea Camilleri, con un affettuoso ricordo della personalità di Siro Angeli, soprattutto per quanto riguarda l'aspetto della poesia e della produzione teatrale.
Così, sul Gazzettino di oggi, Gianfranco Ellero (che durante il convegno di Cesclans ha dato pubblica lettura del messaggio di Camilleri) descrive la manifestazione ed il rapporto tra i due autori:

Camilleri ricorda l’amico Siro Angeli
«Cullato dal ritmo dei suoi versi»



di Gianfranco Ellero


«Non importa se in lingua o in un dialetto che mi risultava di difficile comprensione. Allora, per risolvere il problema, non c'era che da andare da lui, mettergli la poesia sotto gli occhi e dirgli di leggerla ad alta voce. Subito a me, siciliano, diventava comprensibilissima. Spesso riprendevo in mano uno dei suoi libri e per ore mi lasciavo cullare dal ritmo perfetto dei suoi versi». Così lo scrittore Andrea Camilleri ricorda Siro Angeli in una lettera fatta pervenire al Convegno sulla figura e l'opera del Poeta tramite Marco Maria Tosolini, letta dallo scrivente nel pomeriggio dell'11 settembre nella rinata Pieve di Cesclans. «Poi, un giorno, sopra alla mia scrivania invece del libretto di poesie posò un voluminoso dattiloscritto. "È una commedia che ho appena finito di scrivere, vorrei che la leggessi". Mi emozionò il fatto che Siro tornasse al teatro dopo tanti anni d'assenza. La lessi e la rilessi, affascinato e intrigato. Era una storia chiaramente e soffertamente autobiografica, ma la forma che Siro le aveva dato non rientrava per niente negli schemi di una normale commedia da palcoscenico(...) Siro mi comunicò che la sua commedia aveva vinto il concorso indetto dalla "Pro Civitate Christiana" e che sarebbe stata rappresentata nel Teatro di Assisi da una compagnia da formare per l'occasione. "Hai scelto il regista?". "Sì, tu", mi rispose. Fu l'impegno teatrale più totalizzante e più entusiasmante della mia carriera. Per garantire la successione quasi cinematografica delle scene (da un vagone di tradotta a un'isba nella steppa russa, da una camera d'albergo al limbo dei non ancora nati, ecc. ecc.) impiegai ben tre palcoscenici girevoli che agivano quasi in contemporanea e una caterva di macchinisti e d'elettricisti.
      Per di più, la Rai comunicò che voleva trasmettere il lavoro in diretta. Si aggiunsero così altre complicazioni. Siro non venne ad Assisi, si sarebbe emozionato troppo. Preferì vedere la sua opera in televisione. Al termine, mi fece una telefonata piena di felicità».


da: Il Gazzettino, Martedì 13 Settembre 2011

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