"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

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Visualizzazione post con etichetta Vito D'Asio. Mostra tutti i post
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mercoledì 29 maggio 2019

Domenica "su la Mont di Cuar", per ricordare le vittime del terremoto

Anche quest'anno, il 2 giugno, il Comune di Forgaria,  ricorderà  le vittime del sisma del 1976 sulla vetta del Monte Cuar dove una campana, posizionata ancora  25 anni fa, farà sentire i suoi ritocchi in tutta la vallata. La cerimonia organizzata, oltre che dal Comune, anche dagli Amici della montagna e dell'Ana di Forgaria, vedrà la presenza del sindaco di Forgaria e di delegazioni dai Comuni  di Trasaghis  e di Vito d'Asio. Il ritrovo è sulla cima del monte Cuar alle 10.30, momento in cui verrà dato l'avvio alla cerimonia, nei due momenti della preghiera e del ricordo. 
Alle 11.45, nella malga di Monte Cuar, don Nello Marcuzzi celebrerà poi una Santa Messa


(Segnalato da Luigino Ingrassi)


mercoledì 30 maggio 2018

Sabato, "su la mont di Cuar", il ricordo delle vittime del terremoto

Sabato due giugno 2018 appuntamento sulla cima del monte Cuar per commemorare quanti persero la vita nel tragico terremoto del 1976. 

L' iniziativa, organizzata dal gruppo amici della montagna in collaborazione con il gruppo alpini di Forgaria nel Friuli e supportata dalle amministrazioni comunali di Forgaria nel Friuli, Trasaghis e Vito d'Asio prenderà corpo dalle ore 10, quando sulla cima del monte Cuar inizierà il momento di ricordo con la preghiera e l' omaggio floreale alla Madonna "Regina della Pace". Seguirà, presso la campana posata ventiquattro anni fa da un gruppo di amanti della montagna, una preghiera ed i rintocchi a ricordo dei defunti.

Alle 11:30, presso la malga Cuar, verrà celebrata la Santa Messa e letti i nomi delle vittime del terremoto delle tre Comunità, seguiranno gli indirizzi di saluto dei rappresentanti dei comuni di Forgaria nel Friuli, Trasaghis e Vito d'Asio; è  prevista la presenza dell' assessore regionale Barbara Zilli.

Al termine, momento conviviale offerto dal gruppo alpini di Forgaria nel Friuli.



(Segnalato da Luigino Ingrassi)


giovedì 1 giugno 2017

Su la Mont di Cuar, per ricordare le vittime del terremoto

 Riceviamo e volentieri pubblichiamo.
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Come ogni anno, appuntamento sulla cima del Monte Cuar per il ricordo delle vittime del terremoto del 1976.

Alle ore 10 e' previsto il momento di preghiera e l' omaggio floreale alla Madonna "Regina della Pace", seguirà, presso la campana voluta e messa in opera da alcuni appassionati di montagna nel 1994, la preghiera per i defunti e la lettura dei nomi dei tre comuni contermini: Forgaria, Trasaghis e Vito d'Asio.

Alle ore 11:30, presso la malga Cuar, santa messa officiata da Don Ennio Gobbato.

Al termine, dopo il saluto delle autorità intervenute, momento conviviale a cura del gruppo alpini forgarese.

L' iniziativa si svolgerà con qualsiasi condizione atmosferica ed è promossa dall'amministrazione comunale forgarese, dal gruppo amici della montagna e dal gruppo alpini forgarese, con la collaborazione dell' amministrazione comunale di Trasaghis.


Vi aspettiamo!!

Luigino Ingrassi
Vicesindaco
Forgaria nel Friuli - Ud

mercoledì 3 giugno 2015

Tre comunità sul monte Cuar, ricordando le vittime del terremoto (II)

CAMMINATA SUL MONTE CUAR, RICORDANDO LE VITTIME DEL TERREMOTO DI TRENTANOVE ANNI FA.
Anche quest' anno il Gruppo Amici della montagna di Forgaria nel Friuli (Ud), in collaborazione con la locale sezione ANA, ha organizzato la tradizionale camminata sul Monte Cuar.
L' iniziativa, nata ben ventuno anni fa con la posa della campana, ha l' intento di ricordare le vittime del terremoto delle tre Comunità contermini (Forgaria nel Friuli, Trasaghis e Vito d' Asio).
Alla presenza del sindaco di Forgaria nel Friuli, Pierluigi Molinaro, e di Trasaghis, Augusto Picco, la commemorazione ha preso il via dalla cima con un momento di preghiera e un omaggio floreale alla Madonna "Regina della Pace" a cui sono seguiti 39 rintocchi, ricordando gli anni del terremoto, presso la campana.
Alla malga Cuar don Ennio Gobbato ha officiato la Santa Messa assieme a Don Paolo Scapin; un ideale "passaggio di consegne" visto che Don Paolo Scapin e' stato per molti anni guida spirituale della comunità forgarese.
Dopo la lettura dei nomi delle vittime del terremoto sono seguiti i discorsi dei due sindaci e del capogruppo degli alpini.
La giornata si e' conclusa con un momento conviviale.

(dalla pagina fb di Luigino Ingrassi)

lunedì 1 giugno 2015

Tre comunità sul monte Cuar, ricordando le vittime del terremoto

Da Trasaghis, Forgaria e Val d'Arzino sul Cuar, per ricordare le vittime del sisma


Risultati immagini per monte cuarAnche quest'anno, il 2 giugno, Forgaria ricorderà le vittime del sisma del 1976 sulla vetta del Monte Cuar dove una campana, posizionata in questo luogo magico 21 anni fa, farà sentire i suoi ritocchi in tutta la vallata. La cerimonia organizzata dagli amici della montagna vedrà la presenza dei sindaci di Forgaria Pierluigi Molinaro, di Trasaghis Augusto Picco e di Vito d'Asio Piero Gerometta, mentre a celebrare la messa sarà il parroco don Ennio Gobbato. Il ritrovo è sulla cima del monte Cuar alle 10, momento in cui verrà dato l'avvio alla cerimonia. «Ogni anno – commenta Molinaro - percorriamo questi sentieri per raggiungere la vetta del monte Cuar dove possiamo ammirare tutta la pianura friulana e tutti insieme ricordare la tragedia del terremoto, leggendo i nomi delle vittime di ogni Comune, ma anche tutte le persone che hanno lasciato la nostra comunità e che hanno sempre creduto nella propria terra mettendoci passione. Un momento di preghiera sarà dedicato anche a chi ha posizionato la campana e a tutti coloro che continuano a salire fino quassù per un momento di raccoglimento e per ammirare una natura stupenda». (l.i.)
                                    Risultati immagini per monte cuar
Tratto dal "Messaggero veneto" del 31 maggio 2015 con qualche lieve adattamento dato che "quello lì" è il monte Cuar, e non il monte Corno, traduzione ovvia ma che per una volta non ha nemmeno il conforto della citazione sulle carte geografiche


mercoledì 4 giugno 2014

Da Trasaghis alla campana del Monte Cuar, con un commosso pensiero per il 1976 (II)

FORGARIA, TRASAGHIS E VITO D’ASIO

Tre comunità ricordano le vittime del terremoto


Le comunità di Forgaria, Trasaghis e Vito d’Asio si sono ritrovate lunedì mattina in cima al monte Cuar per ricordare le loro vittime del terremoto del 1976. Lassù, a quota 1.500 metri sul livello sul mare, persone di tutte le età si sono raccolte in preghiera davanti alla Madonna sistemata sulla cima oltre 10 anni fa, in uno dei luoghi più suggestivi, per ricordare i propri cari e per non dimenticare quell’immane tragedia che mise in ginocchio tante comunità. Un luogo ideale in cui il confine tra terra e cielo si riduce al minimo, complici una vista mozzafiato e le bellezze naturali che circondano la vetta della montagna.
Un centinaio di persone, tra cui anche molte famiglie con bambini, ha voluto passeggiare dalla forcella fino in cima, per due lunghe ore di camminata. Una volta arrivati sulla vetta, i rappresentanti delle tre comunità hanno letto, uno a uno, tutti i nomi degli oltre 80 morti, per poi chiudersi in preghiera guidati da don Paolo Scapin, parroco di Forgaria.
Questo appuntamento si ripete ormai da 20 anni, dal maggio del 1994, quando una decina di persone partì a piedi con gerle colme di sabbia, cemento, taniche d’acqua, assi di legno e tanta buona volontà per dare corso ad un progetto nato a tavolino e fortemente voluto da un gruppo di amici amanti della montagna: posizionare una campana in cima al monte Cuar in ricordo delle vittime del tragico terremoto del 1976 che colpì duramente le tre comunità. Conclusa la preghiera, un bambino ha fatto rintoccare la campana per ben 38 volte, un rintocco per ogni anno che separa la comunità dalla tragedia del terremoto.
La cerimonia è poi proseguita qualche metro più in basso, alla malga Cuar, dove i sindaci e altri rappresentanti civili e militari hanno portato il loro saluto sia ai partecipanti alla camminata sia a chi era arrivato in auto. Le penne nere del gruppo di Forgaria hanno, infine, offerto il pranzo a tutti i 200 presenti.
Luciana Idelfonso
(da Messaggero Veneto, 3 giugno 2014)

lunedì 2 giugno 2014

Da Trasaghis alla campana del Monte Cuar, con un commosso pensiero per il 1976

Tre comunità ricordano le vittime del terremoto


Oggi, come da tradizione, le comunità di Forgaria, Trasaghis e Vito d’Asio si incontrano sulla cima del monte Cuar per ricordare le vittime del terremoto.
Questo momento di affettuosa commemorazione si ripete ormai dal maggio del 1994, da quando cioé una decina di persone partì a piedi, con gerle colme di sabbia, cemento, taniche d’acqua, assi di legno e tanta buona volontà, per dare corso ad un progetto nato a tavolino e fortemente voluto da un gruppo di amici amanti della montagna: posizionare una campana in cima al monte Cuar a ricordo delle vittime del tragico terremoto del 1976 che colpì duramente le comunità di Forgaria, Trasaghis e Vito d’Asio. La campana ed il piedistallo furono realizzati da artigiani locali e anche molte persone di Forgaria parteciparono e contribuirono alla realizzazione di quest’opera d’arte con la consapevolezza che sarebbe stata un simbolo concreto e reale dell’amore per la montagna e che lo scampanio venisse portato lontano dal vento, fino a raggiungere tutte le persone defunte.
Il programma prevede: l’arrivo alle 10 in cima al monte Cuar per l’omaggio floreale alla Madonna della Pace; alle 10.15 commemorazione presso la campana; alle 11.30 la messa a malga Cuar; al termine, un momento conviviale per tutti i partecipanti. (l.i.)
(riel. da: Messaggero Veneto, 1° giugno 2014)
Il video sulla commemorazione del 2008:
www.youtube.com/watch?v=JaF7Fi9fL0Q 

sabato 11 gennaio 2014

Lago e Arzino, tra pericoli e prospettive

Centrali, centraline, piano delle acque: tematiche più volte affrontate sul Blog che, periodicamente, vengono riprese e approfondite.
In consiglio regionale c'è stata, in questi giorni, una presa di posizione di una consigliera del Mov. 5 stelle che, partendo dall'ipotesi di realizzazione d una centralina sull'Arzino, ha riaffrontato le tematiche generali delle acque in Friuli, Lago compreso.
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La consigliera regionale del MoVimento 5 Stelle Ilaria Dal Zovo prende posizione sull'ipotesi di sfruttamento a fini commerciali del torrente Arzino.

"Pur non ricadendo nel territorio di Vito d'Asio, la centralina si colloca su un torrente che la lungimiranza degli amministratori di quel Comune ha considerato come un bene da proteggere adottando le norme di tutela sopra descritte - aggiunge dal Zovo -. Il torrente va visto, infatti, come un elemento ambientale unico e continuo. Pertanto l'auspicio è che anche gli altri comuni adottino norme di tutela analoghe visto che la centralina in progetto si trova nel territorio del Comune di Preone dove non vige questo piano regolatore.

"Se tutto questo non bastasse a fermare questo progetto, in Regione stiamo trattando il piano tutela delle acque che prevede regole molto stringenti e severe per l'installazione di nuove centraline idroelettriche.

"È ora di dire basta allo sfruttamento dei nostri corsi d'acqua e dei nostri laghi. Abbiamo già visto gli effetti che possono avere le prese d'acqua nei nostri fiumi. Abbiamo devastato il Lago di Cavazzo con lo scarico della centrale e anche il fiume Isonzo risulta impoverito e ferito poiché quasi tutte le sue acque vengono convogliate nel canale dei dottori - precisa la portavoce M5S -. Dobbiamo riprenderci la nostra natura, tutelarla e difenderla. Altrimenti non ci rimarrà nulla. Per questo appoggiamo il Movimento Tutela Arzino e ci rendiamo disponibili a fare tutto ciò che potremo in Regione.

"Ricordiamo infine che il 24 ottobre 2012 è già stata presentata in Regione una petizione, la n.37, promossa dal Movimento Tutela Arzino con la collaborazione di Legambiente Fvg, Wwf e altri comitati. Una petizione firmata da 2.187 cittadini proprio per 'la salvaguardia dell'integrità ambientale e idraulica del torrente Arzino e dei suoi affluenti'. 

(http://www.consiglio.regione.fvg.it/pagine/comunicazione/comunicatistampa.asp?comunicatoStampaId=315502)

lunedì 30 settembre 2013

Val del Lago sul web: salita alla campana di Monte Cuar

Dal blog "Alpinauta", curato da Nadia e Luca (http://www.alpinauta.com/2013/09/della-serie-din-don-monte-cuar.html#more), la gioiosa cronaca della salita da Avasinis alla cima del monte Cuar. Lo  proponiamo sul Blog, oltre per le belle immagini dell'escursione e delle panoramiche, per la documentazione della presenza, nella malga di monte Cuar, degli ultimi esemplari dei cavalli Konik di cui anni addietro era stata tentata l'introduzione dalle parti di Amula (per chi la ricorda, una storia valdelaghina dal triste epilogo).
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Della serie "din don"... monte Cuar!

Ci avevamo provato lo scorso sabato, ma eravamo partiti troppo tardi e c'eravamo accontentati del sempre bello "Troi dal'ors".
Questa volta non ci lasciamo tentare dalle coperte e puntata l'auto verso Trasaghis, passiamo Avasinis e risaliamo la stretta rotabile che porta al Cuel di Forchia, deviando prima di raggiungerla per gli Stavoli Pra di Steppa, dove troviamo l'indicazione per la malga Cuar. La strada è lunga otto chilometri e dovendola percorrere piano per i continui scoli dell'acqua, ci impiegheremo mezz'ora per raggiungerla!
Parcheggiata l'auto nell'unico spiazzo indicato dal cartello, ci prepariamo e poco dopo siamo in cammino, raggiungendo la vicina malga, dove belanti caprette ci danno il benvenuto.



Imboccato il sentiero che parte proprio li vicino, risaliamo il pendio verso la vicina dorsale, dove vediamo volare i grifoni! 



Dopo una pausa presso un laghetto per tirare qualche sassolino, la raggiungiamo e anche l'Alpinfrut rimane meravigliato dall'ampio panorama che si gode da questo posto! Sopra di noi i grifoni vanno e vengono, fermandosi a volteggiare sopra la grande croce del Flagjel, giocando con le correnti e le nuvole, per poi tornare, passando per la nostra meta odierna, il monte Cuar, e tornare.



Percorriamo la lunga dorsale che dal vicino Cuel dai Poz sale verso il Cuar, fermandoci presso il recinto che la delimita, dove tre cavalli stanno pascolando. Loro sono molto socievoli, soprattutto dopo che Luca gli regala un grissino a testa! 




Il più piccolo proprio non ci molla più e ci segue per un bel tratto mentre proseguiamo verso la cima, Gabriele svelto in testa, un po' impaurito da tanto interesse equino!!!


La bestiola alla fine si arrende e ci lascia proseguire e dopo un paio di saliscendi per assecondare qualche piccola elevazione, entriamo in un boschetto che ci porta a sbucare sull'erboso pendio che porta alla campana di vetta. 


Gabriele felicissimo si attacca alla catenella e suona a mezzogiorno!!!!!!! 



Riusciamo a staccarlo solo attirandolo con la scusa di mangiare e così possiamo salutare anche la vicina Madonnina, dove lasciamo le firme sul libro di vetta. 


Il panorama verso la pianura è offuscato dalla foschia e da una fascia di nuvolette che soggiornano sul mare, ma verso nord l'aria è tersa e ci concede una bellissima visuale delle cime! 



Sfamiamo l'Alpinfrut e scattiamo un po' (molte!!) di foto e salutata una coppia di escursionisti saliti dal Cuel di Forchia, gli lasciamo la cima e ritorniamo sui nostri passi, per raggiungere poco dopo il terrazzo della malga Cuar, dove anche gli "Alpinauti" possono sfamarsi con cjarsons di erbe fatti in casa e formaggio di malga con polenta! 


Gabriele si gode la vista sul sottostante cortile dove i tre cavalli e le caprette riposano all'ombra delle stalle, circondati da oche, anatre e pure un tacchino! 


Passiamo così tranquillamente un po' di tempo godendoci il tepore del sole e le voci degli altri avventori e alla fine, dopo avere acquistato un po' di formaggio, paghiamo il conto e ritorniamo all'auto. Un gelato a Trasaghis per festeggiare un altra cima da aggiungere sul libretto di Gabriele e poi via, verso casa!  
 

domenica 3 febbraio 2013

Quel che si muove ... sul "fronte centraline". In tribunale per la mancata concessione sull'Arzino


Mentre si aspetta di riuscire a "capì un dret", capirci cioè qualcosa  districandosi nella selva di richieste di realizzazione di centraline tra Leale  e Tagliamento, dalla "cugina"  Val d'Arzino rimbalza la notizia che il "no"  dato da quelle amministrazioni comunali  e da Legambiente alla realizzazione di una Centralina sull'Arzino  viene contestato dalla Soietà che doveva eseguire i lavori. Della serie: il quadro è sempre più complesso...

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Finisce in tribunale il “no” alla centralina sull’Arzino

Una società di Teramo ha chiamato a giudizio Regione e Comune di Vito d’Asio. Prosegue intanto la battaglia per bloccare un altro impianto più impattante

di Fabiano Filippin
VITO D’ASIO. La mancata centralina sull’Arzino finisce in un’aula di tribunale. Comincerà mercoledì a Roma, di fronte allo speciale giudice per le acque pubbliche, il processo intentato da una ditta di Teramo contro il Comune di Vito d’Asio e la Regione.
Tutta colpa della delibera comunale dello scorso settembre con cui l’amministrazione civica ha dato parere negativo alla costruzione di un impianto idroelettrico in località Marins. Secondo i tecnici e gli amministratori dell’ente locale quel progetto, presentato dalle Industrie tessili del Vomano, non è in linea con i principi della tutela dell’ambiente. Dello stesso avviso la Regione, che ha definitivamente cassato l’idea.
La società abruzzese non si è però data per vinta e ha notificato ai due enti pubblici un ricorso giudiziario. Secondo la Itv gli atti amministrativi prodotti per l’occasione sono nulli e quindi Comune e Regione devono pagare i danni. Il risarcimento sarebbe equivalente all’energia elettrica che non è stato possibile vendere in questi mesi di impasse.
Il sindaco Pietro Gerometta ha discusso della vicenda con l’avvocato regionale, già costituitosi a Roma. «Abbiamo deciso di non partecipare al contenzioso visti gli alti costi che la difesa a Roma imporrebbe alle nostre finanze – ha spiegato il primo cittadino –. Siamo convinti della bontà del nostro operato. Il parere richiestoci è previsto dalla legge. La procedura è stata corretta. Di fatto siamo protetti dalla presenza in aula della Regione, alla cui assistenza ci rimettiamo senza timore alcuno».
Intanto in valle prosegue la battaglia per evitare la costruzione di una centrale ben più impattante lungo il greto dell’Arzino. Il geologo Dario Tosoni ha ricordato come già negli 50 ci avesse provato la Sade, la società veneziana responsabile del disastro del Vajont. L’idea dello sbarramento sull’Arzino venne però bocciata dagli stessi ingegneri veneziani, accusati dopo qualche anno della strage del 9 ottobre 1963.
«Prima di prendere una decisione furono studiate per anni le portate del fiume – ha raccontato l’esponente di Vito d’Asio –. Poi venne decretato di non fare nulla perché c’erano troppa poca acqua e dislivelli eccessivamente ridotti. Il bello è che gli attuali piani di sfruttamento usano quegli stessi dati, vecchi di 60 anni. Perché si cerca di accaparrarsi con violenza quello che non c’è, inviando carte in Regione che dicono tutto e il contrario di tutto?».
A settembre, poco prima dell’inizio della valutazione del progetto, i proponenti della diga avrebbero dichiarato di volere aumentare da 200 a 468 litri al secondo il deflusso minimo vitale, ovvero il volume di acqua lasciata in alveo.

Messaggero Veneto (edizione di Pordenone), 2 febbraio 2013

venerdì 28 settembre 2012

Centralina sull'Arzino: la Regione dice che non è compatibile


Bocciata la centralina in Val d'Arzino. Il Wwf esulta   versione testuale
E alla Regione chiede una lista dei torrenti di pregio da difendere
ALTA VAL D'ARZINO 

“L’idroelettrico è una fonte di energia rinnovabile e perciò meritevole di sostegno, però la sua attuazione sul territorio va fatta con criteri di compatibilità ambientale e di economicità, non può essere vista come un'iniziativa piratesca di depauperamento delle risorse locali, e per questo motivo in grado di pregiudicare lo sviluppo turistico e sociale dei territori in cui ricade”. È con queste parole che Wwf e Movimento tutela dell’Arzino plaudono alla decisione della giunta regionale di bocciare il progetto – presentato da Itv Industria tessile del Vomano srl – riguardante l’impianto idroelettrico "Di Marins" tra i comuni di Verzegnis e di Vito d'Asio in alta val d’Arzino, giudicandolo “non compatibile con l’ambiente”.
 
La decisione della giunta – sancita con delibera 1616 del 20 settembre – è secondo le associazioni, “una vittoria dell’ambiente e del buon senso, il risultato finale di una intensa e prolungata collaborazione tra Wwf, Legambiente Fvg, Movimento Tutela Arzino, Aiw Associazione italiana per la wilderness, Assieme per il Tagliamento e Comitato Arca che ha dato i frutti che tutti si aspettavano, il risultato finale della accresciuta sensibilità ambientale da parte della popolazione, non solo di quella residente, consapevole che è necessario tutelare e preservare le ultime oasi di naturalità del territorio regionale”.

Concetto, del resto, ribadito nella stessa delibera della giunta regionale dove si trova scritto che “i potenziali impatti negativi indotti in fase di esercizio dell’impianto si presentano prevalenti rispetto al beneficio ambientale legato al fatto che trattasi di energia da fonte rinnovabile considerato in particolare che la zona interessata è uno dei contesti ambientali più importanti del patrimonio naturalistico, paesaggistico e turistico dell’intero comprensorio regionale”e che quindi “…gli obiettivi di progetto sono comunque tali da generare impatti di natura ed entità non compatibili con l’ambiente interessato”.
 
Con questo atto si conclude una vicenda iniziata nel lontano 1985 quando venne rilasciata la concessione a derivare. Da allora, data anche la scarsa rimuneratività dell’investimento, il procedimento si è trascinato fino al 2009 quando, complice un generoso regime di incentivi, ha ricevuto un inaspettato impulso ed è stato sottoposto alla procedura iniziale di “screening” per arrivare poi rapidamente ai giorni nostri.

“A questo punto è necessario che la Regione – affermano le associazioni - si doti di linee guida con criteri certi e definiti per il rilascio delle autorizzazioni alla realizzazione di tali impianti, e che prima definisca l’elenco dei torrenti di particolare pregio ambientale, come l’Arzino, esclusi da qualsiasi ipotesi di sfruttamento a fini idroelettrici. Solo così l’impiego della risorsa acqua sarà compatibile con le imprescindibili esigenze di tutela del nostro territorio”.

venerdì 7 settembre 2012

Domenica il "conciert pal Tiliment"

Il concerto in difesa del Tagliamento e contro la costruzione della Cimpello - Sequals - Gemona, rimandato per maltempo il 26 agosto, si terrà domenica prossima a Colle di Pinzano.
Pubblichiamo il comunicato, col programma della manifestazione,  diramato da Arca e radio Onde Furlane.









ARCA e Onde Furlane us invidin ae 2e edizion dal

Conciert pal Tiliment

une zornade di musiche ad ôr dal flum par celebrâ il Tiliment e difindilu dal progjet de autostrade Cimpel-Glemone, che si tignarà domenie ai 09 di Setembar des 11 di buinore fin sere in localitât Pontaibe dongje Cuel di Pinçan (PN) ae confluence tra Arzin e Tiliment.

Al conciert, rimandât dai 26 di Avost par vie dal brut timp, a cjaparan part


MiG-29 over Disneyland (grande anteprime dal ultin CD "Robis di fâ"),
Pantan, G.B.U. - The Good, the Bad  and the Ugly,
Eleonora Cedaro, RuznoTone

che a sunaran tacant des 14.

Fieste a tacâ des 11 cun passegjadis vuidadis al Tiliment intune zone une vore salvadie e sugjestive, mostre naturalistiche, musiche e buine robe di bevi e mangjâ. In plui, aes 9 di buinore, escursion cul WWF al pont panoramic de Mont di Muris, di face de aree dal conciert, cun viodudis spetacolârs dal Tiliment (apontament aes 9:00 a Sant Pieri di Ruvigne, tal splaç ae crosere tra provinciâl 5 e vie dal Puint. In alternative si pues lâ sù in machine e cjatâsi cul grup dai cjaminadôrs aes 10:15 su la strade de mont. Info e plantutis sul sît www.comitato-arca.it).

Intervents di WWFLegambiente, CAI, i comitâts Assieme per il Tagliamento, Movimento tutela Arzino, Per Altre Strade, Comitato per la vita del Friuli rurale, Coordinamento territoriale per l'ambiente, No Tav Udine.

Par informazions: www.comitato-arca.it