"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

lunedì 31 dicembre 2018

Buon anno da "Alesso e Dintorni"

Il Blog "Alesso e Dintorni" rivolge a tutti i suoi lettori un sincero augurio per un 2019 pieno di soddisfazioni e gratificazioni, con la speranza che venga riservato uno spazio adeguato (nell'animo di ognuno, nell'elenco dei buoni propositi, nell'agenda delle cose da fare ) al rispetto per gli altri e per il territorio.

Continuate a seguire il Blog e sperimentate qualcuna delle tante modalità di collaborazione!

Bon an da banda di A&D



P.S. Quest'anno non ci saranno le foto della coscrizione "in presa diretta". Se qualche foto-lettore vuole mandarne qualcuna, in quello che è uno dei più significativi appuntamenti della tradizione dalessana, può inviarle via-mail al Blog: saranno pubblicate nei giorni successivi. Mandi

mercoledì 26 dicembre 2018

Rinnovata la tradizione del presepe subacqueo al lago di Cornino

Una limpida serata invernale ed un numeroso pubblico hanno fatto da cornice al Natale Subacqueo, l' evento che da quarantacinque anni viene organizzato dalla Friulana Subacquei in collaborazione con le amministrazioni comunali di Forgaria nel Friuli e Trasaghis.

Prima della Santa Messa, celebrata da Don Ennio Gobbatto, un rappresentante della Friulana Subacquei ha illustrato le fasi propedeutiche al momento dell' emersione del Bambin Gesù, già posizionato sui fondali del lago ed in attesa di essere accompagnato in superficie dal decano della manifestazione, Ledi Vidussi.

Il parroco, nella sua omelia, ha richiamato i valori dell' accoglienza e della famiglia, idealmente rappresentati dalla culla.

E' stata la volta, poi, degli interventi delle autorità intervenute: il sindaco Marco Chiapolino, originario della frazione di Cornino e per la prima volta presente all' evento in veste di primo cittadino, accompagnato dal vicesindaco Luigino Ingrassi e dall' assessore già sindaco Pierluigi Molinaro; nel suo intervento il sindaco ha ringraziato la Friulana Subacquei per offrirci uno spettacolo unico in tutta la Regione nonché tutti i volontari della protezione civile, le associazioni e gli alpini.

Ha portato il saluto della sezione provinciale dell' Associazione Nazionale Alpini il presidente Dante Soravito De Franceschi che, dopo aver ringraziato per il gradito invito, ha ricordato l' impegno degli alpini in tutti i momenti di aggregazione dove ci sia la necessità di portare un contributo concreto e fattivo alla comunità. 

Il Presidente del Consiglio Regionale Fvg, Piero Mauro Zanin, si è complimentato per la suggestiva iniziativa e la grande caparbietà della Friulana Subacquei e di tutte le amministrazioni comunali che in questi anni hanno fatto in modo che la Natività sul lago di Cornino sia diventato un appuntamento ormai conosciuto in tutta la Regione.

Dopo la  consegna da parte del sindaco Marco Chiapolino di una ceramica raffigurante lo stemma comunale a ari intervenuti,  il silenzio ed il buio tutto attorno al lago hanno catturato la scena, facendo in modo che l' attenzione del pubblico convenuto si spostasse al centro del lago dove pian piano le nuove statuine hanno iniziato il loro cammino verso la Natività, nell' attesa che il Bambin Gesù emergesse dal fondo del lago e venisse posizionato nella culla attorniato da una magia di colori e suoni, momento reso ancor più coinvolgente dal caloroso augurio di Buon Natale da parte dei subacquei.

Il presepe subacqueo è visitabile fino al giorno dell' Epifania compreso.

(Si ringrazia per la collaborazione Luigino Ingrassi)

martedì 25 dicembre 2018

"Caro Babbo Natale...". La letterina del Blog

Caro Babbo Natale, confessa: quest'anno hai pensato che da "Alesso e Dintorni" non sarebbe arrivata nessuna lettera. Sicuramente ti sei detto: - Lì, al Blog, han ridotto l'attività, non fanno più pubblicazioni quotidiane, non sbraitano, si fanno sentire poco ... il "taglio" interesserà dunque anche la lettera a Babbo Natale.

E invece no. Proprio per la rarefazione degli interventi, proprio per andar contro alla sensazione che in questo cjanton di mondo non accade più nulla... è il caso di guardare ancora verso il cielo aspettando le renne.

Che ne diresti, caro Babbo, di spargere sulla Valle un po' di polverina magica con effetto-svearìna?

Quaggiù la sensazione imperante è quella della rarefazione. Chiudono le fabbriche, chiudono i negozi, chiudono i bar. Rischiano di chiudersi ulteriormente gli animi, di fronte all'altro, di fronte alla stessa idea di sogno.
Non si sente più discutere, prospettare di futuro. Nessuno parla di Lago, di campi incolti, di boschi dilatati. I social, sulla Rete, dilagano, ma vi si parla solo di abbuffate e di ca**ipropri. 

Caro Babbo Natale, ci porteresti un po' di "inversione di tendenza"?

A&D


domenica 23 dicembre 2018

Lunedì a Braulins la corsa benefica dei Babbi Natale

Torna a Braulins  la  corsa benefica dei Babbi Natale (quest'anno la seconda edizione). 
L'appuntamento è per la vigilia di Natale, lunedì 24, alle 15.30, partendo dalla piazza di Braulins.
La proposta della associazione "Noi di Braulins" ha sempre finalità di destinazione sociale: quest'anno, lgli utili della manifestazione verranno utilizzate per finanziare la costituzione di borse di studio per gli alunni meritevoli di terza media delle scuole del Centro Studi di Alesso.


venerdì 21 dicembre 2018

L'intitolazione della scuola per l'infanzia di Avasinis

"Una scuola che porta avanti forme didattiche innovative, coltivando un forte collegamento con il territorio".

È il commento che l'assessore alle Finanze del Friuli Venezia Giulia, Barbara Zilli, ha espresso ieri ad Avasinis, frazione del comune di Trasaghis (Udine), in occasione della cerimonia di intitolazione della locale scuola dell'Infanzia "Non ti scordar di me". Quasi un auspicio, come è stato spiegato dagli insegnanti, affinché i bambini, una volta cresciuti, non si dimentichino di quella stagione della loro vita.

L'assessore ha ricordato l'attenzione della Regione per le politiche della famiglia e, in particolare, per gli asili nido, evidenziando così che la scuola dell'Infanzia di Avasinis comprende anche una sezione primavera.

Anche nella didattica, ha ricordato Zilli, il sostegno regionale ha contribuito a mettere in atto diversi progetti nell'ambito delle attività della scuola. Tra gli ultimi, un momento aggregativo che ha coinvolto anche le famiglie e la realizzazione di un murales che ha visto protagonisti gli stessi bambini. 

Fonte: Agenzia Regione Cronache/GG/fc

Il sindaco Picco e l'assessore Zilli alla scuola di Avasinis

domenica 16 dicembre 2018

Un libro, un logo e l'intitolazione della scuola per l'Infanzia di Avasinis

Mercoledì 19, alle 15, avrà luogo la cerimonia di intitolazione della scuola per l'infanzia di Avasinis. Contestualmente, verrà presentato il nuovo logo della scuola stessa ed il libro "Il drac di Vasinis" realizzato da alunni e insegnanti.
L'appuntamento, negli ultimi giorni di scuola prima delle vacanze natalizie, viene promosso dall'Istituto Comprensivo di Trasaghis e dall'Amministrazione comunale di Trasaghis.


giovedì 6 dicembre 2018

Sabato 8 torna ad Alesso il mercatino della solidarietà

Ad Alesso, nel Centro Servizi di via Libertà (vicino al Centro Studi) sarà aperto anche quest’anno un mercatino di dolci ed oggetti natalizi allestito da volontarie in collaborazione con la Parrocchia di Alesso.
Le offerte raccolte saranno devolute in beneficenza.

Il mercatino è aperto :
SABATO 8 DICEMBRE DALLE 9 alle 19



E' un invito ad  approfittare dell'occasione per acquistare dei doni di Natale originali e fatti a mano e, nello stesso tempo, aiutare persone che vivono in difficoltà.



L'iniziativa ha il patrocinio del Comune di Trasaghis che l'ha inserita nel calendario delle manifestazioni dell'8 dicembre legate al 40ennale del gemellaggio con Griffen.

lunedì 3 dicembre 2018

Quarant'anni di gemellaggio tra Griffen e Trasaghis



Trasaghis si prepara a celebrare sabato la tradizionale festa dell’Immacolata, ricorrenza molto sentita in paese alla quale parteciperanno anche gli amici del Comune austriaco di Griffen, gemellato con Trasaghis già dal 1978. La giornata avrà dunque anche la connotazione particolare dedicata al quarantennale del gemellaggio tra i Comuni di Griffen e di Trasaghis. Il programma prevede alle 10.30 la santa messa celebrata dal parroco di Trasaghis, don Fausto Quai e cantata dal Gruppo Corale di Alesso e dal Coro Misto di Griffen. La cerimonia religiosa sarà seguita dalla processione per le vie del paese con l’accompagnamento del complesso bandistico di Griffen.
A mezzogiorno, nella sala consiliare, vi sarà la cerimonia ufficiale per il quarantennale del gemellaggio: agli interventi dei sindaci di Trasaghis e di Griffen faranno seguito i canti del Gruppo Corale di Alesso e del Coro Misto di Griffen.
Nel pomeriggio gli ospiti austriaci potranno assistere, nella ristrutturata latteria di Avasinis, ad una dimostrazione di attività tradizionali del territorio: la lavorazione del formaggio e la forgiatura.

Alle 17 la festa si sposterà nella frazione di Alesso dove sarà possibile visitare, all’interno del centro servizi, un mercatino di oggetti natalizi allestito da volontari in collaborazione con la parrocchia di Alesso (le offerte saranno devolute al funzionamento dell'asilo di Minas Novas in Brasile e ad altre iniziative di solidarietà parrocchiale),  e, successivamente, in piazza 1° maggio vi sarà l’esibizione della banda di Griffen, seguita da una castagnata e dalla degustazione di ribolla per tutti gli intervenuti.

                         

sabato 1 dicembre 2018

La ricostruzione di Bordano citata in una mostra milanese di architettura

MOSTRA: RICOSTRUZIONI ARCHITETTURA, CITTÀ E PAESAGGIO NELL’EPOCA DELLE DISTRUZIONI


FINO AL 10 FEBBRAIO 2019
PALAZZO DELLA TRIENNALE, Viale Alemagna 6, 21121 MILANO

La ricostruzione di territori e città, da occasionale che era, si pone ormai, a seguito di eventi epocali e rari, come pratica costante a causa del moltiplicarsi nel mondo di guerre, terremoti, catastrofi di vario tipo e alla impossibilità degli abitanti colpiti di gestire in autonomia le fasi successive alla distruzione. Tuttavia, non sempre l’accumularsi di una grande esperienza pregressa su cui contare si è tradotto in un reale patrimonio cui fare riferimento. I casi distruttivi più recenti in Italia dimostrano la progressiva prevalenza di un atteggiamento “emergenziale” e la conseguente rimozione di esperienze passate anche di straordinario livello che hanno connotato l’Italia nel segno di una costruzione attenta alle differenze dei luoghi e alle loro caratteristiche.
La mostra presenta una panoramica di ricostruzioni appartenenti a tempi e luoghi diversi e una riflessione sulle prospettive future di un’azione che, dall’Europa, al Medio Oriente alle Americhe, sempre più coinvolgerà l’azione dei governi e la cultura degli architetti. Una selezione dei più rilevanti casi italiani dal dopoguerra a oggi e una serie di esperienze avvenute in tutto il mondo come possibili riferimenti si susseguono nel percorso della mostra in un ambiente unico, illustrati attraverso una serie di documenti storici, come immagini di cronaca e fotografie di grandi autori, frammenti di film e documentari, progetti di architettura e piani urbani. Dall’accostamento dei singoli casi italiani e stranieri, presentati come esperienze specifiche, si potranno costruire percorsi di lettura intrecciati e riflessioni sulle grandi questioni comuni, strumenti indispensabili per affrontare con consapevolezza un tema sempre più diffuso come quello della ricostruzione. A conclusione del percorso, una riflessione sui casi più recenti, fissi nel momento dell’emergenza come in uno stato di sospensione, apre a ulteriori interrogativi sul ruolo degli architetti e della cultura architettonica nella ricostruzione.
Tra i casi citati vi è quello della ricostruzione del Comune di Bordano (UD) il cui piano, a seguito della distruzione seguita al sisma del 1976 in Friuli, è stato  redatto dall’architetto Vittorio Battigelli con l’Architetto Pianificatore Marino Pavoni nell’ambito dell’Ufficio comunale per la ricostruzione.
La mostra è curata da Alberto Ferlenga e Nina Bassoli.

domenica 25 novembre 2018

Trasaghis, 48mila euro per la sicurezza idrogeologica

Quattordici comuni della regione potranno usufruire del riparto da 2.162.810,19 euro approvato dalla Giunta regionale, su proposta dell’assessore all’Ambiente Fabio Scoccimarro, per realizzare opere di difesa del suolo a prevenzione di caduta di massi, smottamenti, frane. La scelta degli interventi tiene conto delle segnalazioni dei Comuni negli ultimi due anni, delle istruttorie del Servizio geologico regionale sulla base di sopralluoghi svolti nel corso del 2018 e della prevenzione basata sul grado di pericolosità – situazione idrogeologica, sismicità – stabilito dal Piano di assetto idrogeologico (Pai): alcuni interventi, infatti, interessano le frane censite in aree a pericolosità elevata e molto elevata dal Pai, altri risultano dalle segnalazioni pervenute attraverso il Sistema informativo difesa del suolo (Sids). “Implementiamo così – spiega Scoccimarro – le opere di difesa, un settore, quello della prevenzione, che non ha mai la ribalta mediatica ma che è importantissimo e direi indispensabile per mitigare l’effetto devastante di eventi atmosferici incontrollati come quello accaduto recentemente e con cui dovremo sempre più spesso confrontarci visto il cambiamento climatico in corso”. I Comuni interessati in provincia di Udine sono: Artegna (80mila euro per mitigazione rischio caduta massi sul versante iovest del Colle di San Martino); Chiusaforte (410mila euro per evitare caduta massi a Sella Nevea); Savogna (100 mila euro per interventi di mitigazione del rischio idrogeologico in località Polava e lungo viabilità Ieronizza-Masseris); Sutrio (120 mila euro completamento interventi di mitigazione del rischio da caduta massi della strada Priola-Monte Zoncolan); Taipana (220 mila euro per mitigazione del rischio idrogeologico nel capoluogo e a Prossenicco); Torreano (200mila euro per evitare caduta massi in località Casali Rieca e lungo la strada per Reant); Trasaghis (48 mila euro per interventi contro rischio idrogeologico lungo la viabilità di accesso alla presa dell’acquedotto comunale); Forgaria nel Friuli (90mila euro contro caduta massi in località Cà Jogna); Pulfero (150 mila euro contro caduta massi in località Capoluogo e Buttera) e Venzone (224.810 mila euro per intervento contro caduta massi lungo la comunale per Tugliezzo in frazione Carnia). In provincia di Pordenone riceveranno fondi Castelnuovo del Friuli (80 mila euro per opere di consolidamento di dissesti franosi in località Oltrerugo) e Pinzano al Tagliamento (100 mila euro per consolidare dissesto franoso in località Costabeorchia). Infine, sono interessati dagli interventi Doberdò del Lago (240 mila euro per evitare rischio caduta massi lungo la comunale per Doberdò) in provincia di Gorizia e San Dorligo della Valle (100 mila euro mitigare caduta massi su strada per la Val Rosandra) in provincia di Trieste.

(http://www.ilpais.it/2018/11/25/ambiente-oltre-2-mln-a-14-comuni-per-opere-difesa-frane-e-smottamenti/

lunedì 19 novembre 2018

Sabato Alesso propone una pastasciuttata di solidarietà con la Carnia alluvionata

Tutte le associazioni di Alesso propongono assieme una cena solidale per la Carnia. L'appuntamento è per le 18 di sabato 24, nei locali dell'ex asilo e della latteria. Gli organizzatori rivolgono un significativo appello per la solidarietà, rilanciando lo slogan del "Delés a nal dismentea": "Partecipiamo numerosi a quest importante iniziativa per la nostra terra. Tutti i contributi raccolti verranno donati alle popolazioni carniche colpite da quest'ultima alluvione". 


martedì 13 novembre 2018

Mercoledì sera a Cavazzo si parla di cosacchi

L'Associazione "Mille e una storia" propone per mercoledì 14 novembre, alle 20.30, nella sala dell'ex latteria  di Cavazzo, un incontro con Franceschino Barazzutti che parlerà sul tema "I cosacchi: dalle origini ai giorni nostri". Barazzutti, laureato all'Università Statale Lomonosov di Mosca, avendo operato a lungo in Russia, relazionerà sulle origini del popolo cosacco, sulla esperienza della occupazione cosacca in Carnia (proprio Cavazzo era stata ribattezzata dagli occupanti come la città cosacca di Krassnodar) per relazionare infine sul faticoso tentativo di ricostituzione delle comunità cosacche in Russia.





Mercoledì a Bordano il Quaderno dell'Ecomuseo sui misteri del San Simeone

L'Ecomuseo e gli enigmi del monte San Simeone

Mercoledì 14 novembre alle 20 sarà presentato a Bordano, nella sala consiliare, l'ultimo Quaderno dell'Ecomuseo della Val del Lago


Mercoledì 14 novembre alle 20 sarà presentato a Bordano, nella sala consiliare, l'ultimo Quaderno dell'Ecomuseo della Val del Lago, il n. 8, che  presenta le ricerche dallo studioso udinese  Sabino Leskovic svolte sino agli anni '50 sul monte San Simeone e sulle zone circostanti: un lavoro che lo appassionò a lungo e che fu praticamente l’ultimo della sua vita, tanto da rimanere incompiuto in alcune parti. La pubblicazione «Il Monte San Simeone ed i suoi enigmi» è stata curata da Danilo Bressan, con la collaborazione di Pieri Stefanutti del Centro di documentazione sul territorio e la cultura locale del Comune di Trasaghis e  di Luigi Stefanutti, Coordinatore dell’Ecomuseo.  Nella presentazione di mercoledì, a illustrare le caratteristiche e l'importanza del lavoro, oltre ai curatori, interverrà il professor Angelo Floramo, direttore della Biblioteca Guarneriana di San Daniele e appassionato ricercatore di storie e tradizioni friulane.
Da anni i Quaderni dell’Ecomuseo della Val del Lago cercano di  fornire materiali di documentazione utili alla comprensione degli aspetti naturalistici e culturali del territorio che sta attorno al Lago di Cavazzo / Tre Comuni e in questa occasione sono rivolti a esemplificare le ricerche di Leskovic relativamente alla conoscenza degli antichi insediamenti e dei castelli che anticamente erano posti attorno al monte, nonché al complesso patrimonio di leggende e tradizioni popolari che riguardano il monte.
Si tratta di un'opera rimasta incompiuta in quanto la morte, sopravvenuta nel 1957, non consentì a Leskovic di completare il lavoro. La ricerca, nel Quaderno dell'Ecomuseo,   è stata messa assieme con rispetto, cercando di ricomporre anche buona parte delle note, dei riferimenti, dei rimandi rimasti indefiniti. In appendice alla trascrizione dei capitoli e ai riferimenti bibliografici del Leskovic, viene infatti riportato un aggiornamento della bibliografia allo stato attuale, seguito da brevi considerazioni sugli argomenti trattati, anche alla luce di alcuni documenti non citati dal Leskovic. Il quadro complessivo viene comunque a testimoniare, una volta di più, l'amore e l'interesse di Sabino Leskovic per la zona attorno al Lago.

giovedì 8 novembre 2018

Venerdì a Cavazzo un libro con le immagini di Bujatti nella Valle del Lago

Com’erano 70 anni fa il Lago ed i Tre Comuni circostanti: 60 foto riscoperte del fotografo Bujatti


Venerdì 9 novembre, alle 20, nella sala del Museo del Forte di Monte Festa, in via San Rocco a Cavazzo, verrà presentato il libro fotografico “Un Lago per il mago del flou”, curato da Pieri Stefanutti e dedicato al lavoro fotografico di Silvio Maria Bujatti attorno al Lago di Cavazzo/Tre Comuni.
La ricerca, edita dall’Ecomuseo della Val del Lago, tende a documentare l'opera di uno dei più celebri fotografi friulani, Silvio Maria Bujatti (1890-1982) sulla zona del Lago dei Tre Comuni, rintracciando e catalogando il materiale fotografico prodotto da Bujatti relativamente a questa zona e cercando di inquadrare nel contesto storico relativo il periodo della produzione delle opere fotografiche.
Fra i paesaggi più amati da Bujatti ci furono infatti quelli legati alla zona del Lago di Cavazzo. È certo che egli abbia già, ancora tra la fine degli anni '20 e l'inizio degli anni '30, frequentato la zona ed eseguito fotografie.
Nel settembre del 1947 Bujatti presentò a Udine, in una sala dell'Ente Provinciale per il turismo, una serie di 25 fotografie sul lago, iniziativa commentata assai favorevolmente dalla stampa.
Intanto attorno al Lago i Comuni di Cavazzo, Trasaghis e Bordano avevano deciso di dare vita alla costituzione di un ente sovracomunale, un Consorzio capace di guardare ed affrontare i problemi in maniera coordinata, giungendo anche, non senza un sofferto dibattito interno, al proposito di ridenominare il lago col titolo "dei Tre Comuni" per superare antichi campanilismi. Con ogni probabilità, S. M. Bujatti venne espressamente contattato dal Consorzio per eseguire una serie di fotografie nella zona del lago. L’opera di promozione iniziò con i “quadri” di Bujatti che vennero ben presto trasformati in cartolina;a questo primo "stock" seguì l'uscita di diverse altre cartoline, questa volta eminentemente documentaristiche, finalizzate all'illustrazione di panoramiche e di scorci, oltre che del Lago, dei paesi circostanti compresi nell'area di influenza del Consorzio.
Le fotografie scattate da Silvio Maria Bujatti sul Lago e nella zona circostante non ebbero il successo previsto, per la crisi capitata al Consorzio; il diverso materiale prodotto venne disperso in vari rivoli, provocando - di fatto - la mancata conoscenza di questa importante fase dell'opera di Bujatti.
La complessa ricerca ed il lavoro di catalogazione operato da Pieri Stefanutti ha portato dunque a identificare oltre sessanta foto di Bujatti scattate sul lago e nei paesi circostanti; è stato fatto uno sforzo particolare per individuare le diverse edizioni promosse dal Consorzio.
Il materiale fotografico documenta quindi il paesaggio della Valle del Lago negli anni ’30 e ’40: in prospettiva, come ha sottolineato il prof. Gianfranco Ellero che ha scritto le note introduttive, “questo libro, che già oggi ricostruisce un dimenticato ma importante episodio della storia della fotografia regionale, sarà anche una finestra aperta sulla storia politica, economica ed ecologica del Friuli nel XX secolo”.

domenica 4 novembre 2018

4 novembre 1918, la fine della Grande Guerra nella Valle del Lago

Dopo le pagine dedicate alla situazione della Valle del Lago nei giorni seguenti a Caporetto, è doveroso produrre una pagina simile dedicata alla fine della Grande Guerra che, anche nella Valle del Lago, si concluse il 4 novembre di cent'anni fa.



L'occupazione austroungarica si concluse, dopo un anno, con la controffensiva Italiana. Il 4 novembre del 1918 entrò in vigore l’armistizio tra Regno d’Italia e Impero Austro Ungarico.


In quelle ore, però, la Valle del Lago era ancora percorsa dalle truppe austro tedesche in ritirata e dalle avanzanti truppe italiane. A Somplago ricordavano: “Quando, un anno dopo i Tedeschi furono sconfitti sul Piave, nei nostri paesi riapparvero i soldati sbandati, feriti, sporchi, affamati; erano i soldati Tedeschi che fuggivano verso le loro terre. Ancora una volta i nostri paesi furono depredati”. Fu una fase tumultuosa di soldati in ritirata che, tra l’altro,impossibilitati a portarlo con sé, ma non volendo farlo arrivare in mani nemiche, provvidero a scaricare nel lago anche una ingente quantità di materiale bellico.

Dopo il transito degli austriaci in ritirata, gli abitanti di Somplago provvidero a recuperare una campana che era stata nascosta per evitarle il sequestro dell’occupante: essa fu riportata in paese e issata sul campanile dove è visibile ancora oggi,

Il 4 novembre 1918 anche nel comune di Trasaghis arrivarono le prime truppe Italiane in avanscoperta: i bersaglieri e la cavalleria.

Sono state raccolte le testimonianze di alcuni anziani che ricordavano ancora l'euforia di quel momento. Così Amalia Zilli: "Per primi sono arrivati i bersaglieri: sono arrivati in piazza e 4-5 donne hanno provveduto subito a fare delle polente e a portarle in piazza per loro. I bersaglieri ne prendevano una porzione, ringraziavano e poi continuavano la loro marcia verso Somplago".

Questo invece il racconto di Guido Stefanutti: “Quando è finita la guerra, ero sulle montagne di Val. Ho sentito una donna che gridava: «A son tornâts i talians, a son i bersaglîrs!». Dall’eccitazione, siamo scesi giù dalla montagna scalzi, per andare a vedere i soldati italiani arrivare!”.

Uguali sentimenti di gioia traspaiono dal diario di Antonio Franzil: “Il giorno 4 novembre alle ore 11 sono entrate in paese le truppe motorizzate italiane ed io ebbi immediatamente a issare il tricolore su una altissima pianta di pioppo di fronte all’abitazione, alcuni ufficiali si fermarono e mi fecero un cordialissimo applauso, regalandomi alcuni pacchetti di sigarette. La sera stessa dal comando militare italiano vennero distribuiti dei viveri a tutta la popolazione”

Anche il curato di Avasinis, prè Michieli, dopo vere annotato sul suo diario le vicende dolorose dell’occupazione, poté finalmente raccontare la gioia della conclusione della guerra con l’arrivo delle truppe italiane: “Vedo una <moto farer> percorrere a volo la via della palude e fermarsi al crocicchio del molino diritto di là del Tai. Poi giunto, si ferma, ne scende un individuo, parla con dei paesani e si ferma incerto. Poco dopo vedo una turba di ciclisti che muovono a quella volta e si fermano pure al crocicchio! Chi sono, chi non sono? È una novità interessantissima.

I tedeschi non costumano quei <moto farer> e <sidecar> e tante ciclette. Ma chi sono? Mi sporgo su una rupe a strapiombo in Cornolêt, acquisto la vista ed … oh, scoperta! Sono nientemeno che l’avanguardia italiana!!

Mi rizzo in piè sullo strapiombo, alo le braccia al cielo e grido con quanta voce ho in gola: Evviva l’Italia e giù a precipizio a portare la bella nuova in paese. Sono venuti gli italiani: li ho veduti io stesso. Allegri. Sono qua. Vado ad incontrarli. E di fatto vado al crocevia ove li saluto…”.

E effettivamente anche altre testimonianze confermano che “I primi soldati Italiani giunti a Somplago furono i bersaglieri in bicicletta”.

Dell’avanzata dei soldati italiani si ha una singolare testimonianza nel romanzo “L’alcova d’acciaio” che il famoso poeta futurista Filippo Tommaso Marinetti pubblicò nel 1921 per raccontare la propria esperienza da militare nell’ultimo anno di guerra:


A Trasadis [Trasaghis] riceviamo, Bosca ed io, l’ordine di lanciarci soli alla massima velocità verso Tolmezzo prima che il ponte sul Tagliamento sia fatto saltare. La piazza di Alesso è tutta ingombra di bersaglieri ciclisti. Sono uomini e biciclette tutti sdraiati a terra affranti, sfiniti dalla corsa sovramuscolare. Vorrei elogiare cantare i battiti burrascosi di quei cuori giovanili, l’ansare di quei polmoni, il respiro di quelle bocche bruciate e nutrite di polvere e il sudore grondante di quelle facce smaniose. (…)



Entriamo in Somplago come una pugnalata di velocità. Il paesello è come spento, chiuso inchiavardato dal terrore, e cacciato sotto delle coltri di pericolo e di morte. Presto, presto, correre, correre virare, scansare. Quel carretto abbandonato! Quel pietrone! Quel cumulo di ghiaia! Gli ostacoli sono innumerevoli. Agilità anguillesca della mia blindata 74 che sfiora tutto senza agganciare. Io prego, supplico, imploro il motore perché collabori senza posa. Basterebbe un po’ di grasso e un po’ di polvere di più! Ma il motore è fedele, pronto, obbediente e la sua quarta velocità è veramente alata, aerea, come se il vento prestasse alle ruote infiniti trampolini imbottiti di nuvole.



Testimonianze di civili e di soldati, seppur sporadiche, possono darci dunque un’idea del clima di quelle giornate , quando veniva a chiudersi, cent’anni fa, uno dei periodi più duri della storia d’Italia.







                                                                                      Pieri Stefanutti

(Dal Blog del Centro di Documentazione sul Territorio: 

giovedì 1 novembre 2018

Parte sabato a Interneppo il corso base col computer promosso dall'Auser

Si segnala una interessante iniziativa organizzata dall'Associazione Auser Volontariato Alto Friuli che, grazie alla collaborazione con l'Ecomuseo della Val del Lago, si è resa disponibile a realizzare corsi di computer di base anche nella Val del Lago. Grazie alla disponibilità dell’Amministrazione comunale di Bordano che ha messo a disposizione i locali dell’ex sede scolastica di Interneppo, il 3 novembre inizierà ad Interneppo un nuovo corso di informatica.
Il corso si svilupperà su 10 lezioni da 2 ore, il numero massimo dei partecipanti sarà di 10 (non 20, come precedentemente segnalato) corsisti. Il corso sarà dedicato alla terza età, però se ci fosse qualcuno più giovane non sarà un problema, anzi, se poi fosse già un po' formato potrebbe benissimo dare una mano a chi gestirà il corso (una specie di aiuto a disposizione per i neofiti).
L'Associazione Auser Alto Friuli mette a disposizione i formatori, il materiale didattico, la connessione alla rete internet (tramite modem gsm - quindi senza la necessità di disporre di linee telefoniche) e un terminale internet (pc o notebook) per ogni corsista, anche grazia alla collaborazione con l’Associazione CarniaLUG ONLUS.

Tipologia di corsi:
frequenza: gratuita aperta a tutti (iscrizione eventuale e volontaria all'Auser (13 euro annuali)
durata: 20 ore con cadenza settimanale
livello: base
sede: ex sede scolastica di Interneppo
Inizio previsto: 3 novembre 2018 orario 16.00-18.00

Iscrizioni ed informazioni presso:
Sede Auser a Gemona in via S.Giovanni 20, il GIOVEDI dalle ore 9.00 – alle 12.00 tel.0432/98141; per email all'indirizzo: gemonauser@yahoo.it
Vista l’imminenza dell’inizio del corso sarà possibile iscriversi presentandosi anche sabato all’avvio del corso.

Il responsabile del corso, Ernesto Gallo, precisa:
"il corso è per un max di 10 allievi e non 20 (la stanza è piccola e non ne può contenere oltre);
- gli allievi possono essere anche tra i meno anziani, ma il livello deve essere essenzialmente zero. Non accetterò gente che si improvvisa esperto e senza esperienza di insegnamento, nè tantomeno persone che pensando di sapere vanno a suggerire qua e là, ognuno deve cavarsela da solo. La cosa è già stata sperimentata e NON funziona assolutamente perchè si fa solo caos e si esce dal corso senza aver imparato nulla. Chiedo scusa se ho voluto rimarcare questo, ma vorrei evitare disguidi sin dall'inizio. L'ambiente deve essere sereno e tranquillo e le cose verranno fatte con la massima chiarezza e semplicità.".

mercoledì 31 ottobre 2018

Sabato a Mena la castagnata di San Leonardo

Sabato 3 novembre a Mena avrà luogo la tradizionale "castagnata di San Leonardo" proposta dalla Pro Loco di Somplago e Mena col patrocinio della Amminsitrazione comunale di Cavazzo.
Oltre ai consueti ed apprezzati  appuntamenti gastronomici (castagne, ribolla, vin brulè ed amatriciana), si segnala la presentazione del libro "Memorie di guerra di Ernesto Barazzutti" curato da Gianni Bressan.


domenica 28 ottobre 2018

Maltempo: scuole chiuse, lunedì e martedì, anche in tutti i Comuni della Val del Lago

Una eccezionale ondata di maltempo si sta abbattendo in queste ore sul Friuli e le previsioni per domani sono altrettanto preoccupanti.


In conseguenza di ciò, è stata disposta la chiusura, per lunedì 29, delle scuole di ogni ordine e grado dei comuni del Pordenonese e dell'Alto Friuli.

Questa la nota diffusa dal sindaco di Trasaghis:



Questo l'avviso diramato dal Sindaco di Bordano:



Ecco infine l'elenco dei Comuni nei quali la Regione ha disposto la chiusura delle scuole e raccomandato la riduzione degli spostamenti:


Visto il perdurare del maltempo, l'ordinanza è stata poi estesa anche a MARTEDI' 30

"Il Leale non si tocca!": ferma presa di posizione del Comitato

Riceviamo e pubblichiamo:

La Regione esprima parere negativo alla richiesta di una centralina sul t. Leale e approvi senza indugio il biotopo “Forra del t. Leale“, richiesto dall’Amministrazione comunale di Trasaghis, su suggerimento della Società Herpetologica Italiana, dall’omonimo Comitato e gia’approvato dalla competente Direzione regionale“! 
Si riaccendono i riflettori su questo suggestivo corso d’acqua prealpino, tuttora integro e con un ambiente primordiale, ricchissimo di biodiversità, oggetto di una datata richiesta di installazione di una centralina idroelettrica, di cui in ogni caso dovrebbe essere ripresentata la Valutazione di Impatto Ambientale.  
In questa zona inforrata vivono almeno 17 specie animali e vegetali di interesse unionale, alcune incluse nell’Allegato 2, altre nell’Allegato 4 e altre nel quinto della Direttiva europea 92/43/CEE “ Habitat “, in particolare il Gambero d’acqua dolce, l’Ululone dal ventre giallo, lo Scazzone, il Vairone, la Trota Marmorata, la Vipera dal Corno, la Natrice Tassellata, altri rettili, anfibi e vegetali. Abbiamo segnalato da tempo a chi di dovere, quali potrebbero essere gli impatti negativi della centralina, sia in fase di costruzione che di esercizio. Infatti la pregiata fauna che vive nel tratto a valle potrebbe essere pesantemente danneggiata in primis per i lavori di realizzazione del manufatto, con intorbidimenti delle acque o temporanee asciutte. Ma cio’ che a nostro parere darebbe il colpo di grazia all’ecosistema del torrente , sarebbe la penuria d’acqua nel tratto sotteso, lungo circa tre kilometri. Un impatto che la Direttiva “ Habitat “ chiede di evitare, non alterando i siti riproduttivi delle specie incluse nell’Allegato 2. Popolazioni che al contrario devono essere tutelate, istituendo specifiche zone di protezione, cosa che avverrebbe con l‘attuazione del richiesto biotopo “ Forra del torrente Leale”. Con questa seppur blanda forma di protezione in ogni caso, non sarebbero piu’ permessi interventi come quello previsto, salvaguardando altre attività umane come la caccia, la pesca sportiva o la raccolta del legname. La creazione del biotopo  permetterebbe infine di creare un interessante sentiero naturalistico nel tratto compreso  tra le sorgenti e la briglia di Avasinis. Un percorso ricco di suggestioni, in una natura selvaggia, oggi apprezzato solamente da chi vi pratica un avventuroso canyoning".

                    Claudio Polano, portavoce del Comitato "Forra del torrente Leale"


giovedì 25 ottobre 2018

Presentazioni editoriali dell'Ecomuseo: si inizia venerdì 26 a Trasaghis

I Quaderni dell’Ecomuseo della Val del Lago nascono con l’intento di fornire materiali di documentazione utili alla comprensione degli aspetti naturalistici e antropici del territorio che sta attorno al Lago. Esistono però anche altre modalità di approccio al territorio, sempre coerenti con le finalità dell'Ecomuseo, che si manifestano con la raccolta di elementi di documentazione e con l’offerta di strumenti che possono favorire la partecipazione, il coinvolgimento e la percezione consapevole del patrimonio territoriale. In quest'ottica si offrono alcune chiavi di lettura, che nascono dalla constatazione che i diversi aspetti paesaggisti offerti dal Lago hanno attirato, in maniera quasi costante nel tempo, l'attenzione di artisti, fotografi e scrittori che hanno cercato di ritrarre i diversi aspetti territoriali ottenendo risultati, diversi per sensibilità e tecniche, comunque estremamente significativi. Il senso di questa proposta è dunque anche quello di riuscire a documentare quanto è stato prodotto sinora sotto l'aspetto artistico per delineare quindi proposte capaci di operare nella contemporaneità.
Grazie al prezioso lavoro di ricerca e digitalizzazione dei collaboratori dell'Ecomuseo e del Centro di Documentazione sul territorio, l’attività di divulgazione di studi e ricerche prosegue ed ora, tra ottobre e novembre,  verranno presentati  gli ultimi lavori realizzati. 
Ecco le date:
  • venerdì 26 ottobre a Trasaghis (Centro don Celeste, ore 20), il Quaderno n° 7: "Cenni sulla flora della zona del Lago di Cavazzo, con particolare riguardo alle specie officinali" del dott. Giovanni Lenardon;
  • venerdì 9 novembre a Cavazzo Carnico (sala consiliare, ore 20), il libro fotografico: "Un Lago per il Mago del Flou - Il lavoro fotografico di S.M. Bujatti nella Val del Lago", a cura di P. Stefanutti;
  • mercoledì 14 novembre a Bordano (sala consiliare, ore 20), il Quaderno n° 8: "Il Monte San Simeone ed i suoi enigmi", di Sabino Leskovic (a cura di Danilo Bressan).

(dal sito del Centro di Documentazione: https://blog.libero.it/centrodocalesso/view.php?ssonc=1776478070)
 

mercoledì 24 ottobre 2018

"Acqua, energia, beni comuni", le foto della manifestazione al Lago

Carrellata fotografica con le immagini di Angelo Stefanutti a documentare la manifestazione di domenica scorsa, promossa dal Patto per l autonomia col sostegno dei Comitati e di varie associazioni ambientaliste, con la camminata lungo le sponde del Lago a reclamare una corretta gestione della energia e una autentica salvaguardia ambientale.















Come sempre, sono gradite osservazioni e commenti.

domenica 21 ottobre 2018

Lago, riflessione collettiva su "Acqua e energia, beni comuni"

«Stop centraline, no al saccheggio dei torrenti di montagna»: la protesta 

TRASAGHIS - No al «saccheggio» dei corsi d'acqua di montagna «sovvenzionato da incentivi statali» per alimentare le centraline idroelettriche. A dirlo è il gruppo del Patto per l'autonomia che oggi, 21 ottobre, per sensibilizzare le comunità locali sul tema e dire basta alla speculazione sull'acqua e a interventi che stravolgono l'ecosistema, ha promosso una manifestazione sul Lago di Cavazzo. Hanno partecipato numerosi cittadini e amministratori locali, associazioni ambientaliste e comitati territoriali impegnati nella difesa dei corsi d'acqua regionali, oltre ai consiglieri regionali Giampaolo Bidoli eMassimo Moretuzzo.  Con questa manifestazione, il gruppo consiliare del Patto per l'Autonomia sollecita nuovamente un intervento forte della Regione per bloccare la costruzione di altre microcentraline nei torrenti di montagna «dove il danno ambientale supera di gran lunga i benefici che derivano dalla loro realizzazione».

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Coro di no al “saccheggio” dell’acqua alla manifestazione del Gruppo Consiliare del Patto per l’Autonomia sul lago di Cavazzo

Basta speculazione sull’acqua. È stato un coro di no al “saccheggio” dei torrenti montani a scopo idroelettrico, sovvenzionato da incentivi statali, quello ascoltato oggi, domenica 21 ottobre, sulle rive del lago di Cavazzo dove si è svolta la manifestazione organizzata dal Gruppo Consiliare del Patto per l’Autonomia per sensibilizzare le comunità locali sul tema e sollecitare un intervento forte della Regione per bloccare la costruzione di altre microcentraline nelle aree di montagna, che, conti economici alla mano, sembrano più un affare speculativo e danneggiano irrimediabilmente il territorio. All’iniziativa – aperta da una camminata dalla riva est a quella ovest del lago – hanno partecipato numerosi cittadini, amministratori locali e rappresentanti di una ventina di associazioni ambientaliste e comitati territoriali impegnati nella difesa dei corsi d’acqua regionali. 
«Partire con una mobilitazione sul tema dell’acqua e dell’energia come beni comuni dal lago di Cavazzo, significa partire da un luogo simbolo. Qui – spiegano i consiglieri regionali Giampaolo Bidoli e Massimo Moretuzzo – è rappresentata la nostra regione, le sue potenzialità, la sua vocazione turistica e naturalistica, oggi fortemente a rischio. A livello nazionale si sta discutendo del nuovo decreto ministeriale sulle energie rinnovabili che prevede la possibilità di togliere gli incentivi ai microimpianti su corsi d’acqua naturali, a quelli cioè che producono così poca energia da non essere sostenibili se non attraverso gli incentivi che vengono pagati dalle bollette, dalle tasse dei cittadini. Con questa manifestazione – e da qui partiamo con una rivendicazione forte – chiediamo che la nostra Regione avvii immediatamente una riflessione ampia sul tema e, nel frattempo, sospenda i numerosi procedimenti autorizzativi per la realizzazione di nuove centraline, in attesa che il quadro nazionale si definisca, e che venga costituita – a breve depositeremo il progetto di legge regionale – una Società pubblica regionale per la produzione, il trasporto e la distribuzione autonoma dell’energia elettrica, che permetta di far sì che i benefici che arrivano dalla produzione di energia idroelettrica rimangono nelle tasche dei nostri cittadini, a vantaggio delle comunità locali. Non è più accettabile che i profitti derivanti dallo sfruttamento delle risorse naturali finiscano per arricchire società extraregionali». 
Unanime, nei numerosi interventi, la difesa del bene acqua – un diritto, non una merce, è stato ricordato – e la necessità di una gestione sostenibile di acqua ed energia, fondamentale per il futuro del Friuli-Venezia Giulia. Stop agli incentivi è la richiesta di Lucia Ruffato di Free Rivers Italia: «Gli impianti da realizzare sui corsi d’acqua naturali non vanno incentivati». Appoggia pienamente la richiesta di una moratoria sulla realizzazione di nuove centraline idroelettriche Claudio Polano, del Comitato “Forra del torrente Leale”, unica strada possibile davanti al «dissennato sfruttamento del territorio e delle sue ricchezze naturali». La battaglia contro le microcentraline idroelettriche è «una battaglia di principio che riguarda tutto il ciclo dell’acqua» per Sandro Cargnelutti, presidente regionale di Legambiente Friuli-Venezia Giulia. Sulla gestione centralizzata e lontana dalla gente del servizio idrico, che penalizza particolarmente i cittadini di montagna, è intervenuto Luca Boschetti, neoconsigliere regionale della Lega e già sindaco di Cercivento, unico Comune in regione a gestire in proprio l’acqua. Franceschino Barazzutti, per i comitati della Val del lago, ha sollecitato un intervento forte di amministratori e società civile a tutela dell’acqua, bene pubblico, che va sottratto al controllo di società esterne alla Regione Friuli-Venezia Giulia. «Si eserciti la specialità sull’esempio del Trentino-Alto Adige e della Valle d’Aosta», ha detto, per arrivare a una gestione autonoma di risorse e beni comuni, come acqua, energia e paesaggio, che appartengono a tutti, e, come tali, devono essere gestiti a beneficio delle comunità e dei territori nelle quali quelle risorse si trovano.

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Foto: Annamaria Gisolfi
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Quanti hanno partecipato all'iniziativa possono inviare al Blog osservazioni, commenti, foto