"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

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Visualizzazione post con etichetta eolico. Mostra tutti i post
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venerdì 16 marzo 2012

Anche dal Friuli spunti per "storie della green economy"

Di ambiente, territorio, economia si parla parecchio anche su questo Blog. E magari far i lettori c'è qualcuno che vuole cimentarsi nelle "storie di green economy" come proposto dal concorso di cui si dà informazione qui sotto. Chissà se anche le vicende della Val del Lago possono dare suggerimento e ispirazione....


PREMIO DI SCRITTURA GIORNALISTICA: "STORIE DELLA GREEN ECONOMY"


Storie di ‘straordinaria’ economia. Al miglior contributo una borsa di studio per partecipare al Master in Comunicazione Ambientale 2012.



Il divulgatore scientifico e geologo Mario Tozzi insieme al Master di Comunicazione Ambientale presentano “Storie della green economy”: un Premio Giornalistico rivolto a chiunque abbia a cuore le tematiche ambientali e abbia voglia di cimentarsi in un esercizio di scrittura giornalistica in cui raccontare storie, casi, approfondimenti, che siano inchieste di denuncia o reportage di buone pratiche, il cui filo conduttore sia la green economy.

Tutti quei settori dell’economia che migliorano la qualità dell’ambiente, lo conservano in buona salute o aiutano a ridurre l’inquinamento e ogni altro danno rientrano nella green economy: dal settore delle energie rinnovabili a quello delle foreste, dalla chimica verde ai parchi naturali, dall’alimentazione “bio” o di qualità all’edilizia sostenibile, dal risparmio energetico all’ecoturismo, dalla conservazione dei beni culturali e ambientali alla bonifica e al disinquinamento di aree a rischio, ecc.


Regolamento in breve:

Gli elaborati dovranno essere costituiti da un breve scritto di massimo 3600 battute (spazi inclusi) e da un elenco delle fonti e dei riferimenti da cui sono tratte le informazioni contenute nell’articolo. Per chiunque lo volesse potrà aggiungere immagini.
Per mandare i propri lavori ci sarà tempo fino al 26 marzo.

Ciascun partecipante potrà inviare al massimo due (n°2) contributi. Potranno essere presentati solo elaborati originali e inediti.
Le opere correttamente spedite verranno sottoposte a una giuria composta da Maurizio di Marco (direttore del Centro Studi - CTS),  Stefania Divertito (quotidiano Metro), Vincenzo Ferrara (ENEA), Marco Gisotti (direttore scientifico del Master di Comunicazione Ambientale) e presieduta dal geologo, giornalista, autore televisivo e divulgatore scientifico Mario Tozzi.


mercoledì 23 marzo 2011

Eolico nostrano, il discorso s'allarga

Curiosando sulla Rete, ci siamo imbattuti nel Blog di Cristian (che ha già inserito un commento anche qui, a proposito delle tematiche che stiamo trattando). Cristian prende spunto dalla bocciatura del parco eolico di Trasaghis per alcune considerazioni più vaste: è più devastante per il paesaggio e per l'ambiente un parco eolico o la prossima autostrada Cimpello-Gemona? Se ne può discutere anche qui.

Un parco eolico a Trasaghis?

Non posso non citare una notizia che mi ha colpito che ho approfondito nei limiti delle mie possibilità e che ritengo meriti di essere approfondita maggiormente: lo scorso 18 Marzo 2011 la giunta regionale,all'unanimità ha approvato la delibera 460, con cui di fatto si è negata l'autorizzazione alla realizzazione di un parco eolico a Trasaghis (UD).
Prima di scrivere questo post ho cercato un po' di informazioni, sul sito della regione Friuli Venezia Giulia, qui, è disponibile tutta la documentazione relativa alla Valutazione di impatto ambientale (VIA). Ho dato una scorsa rapida a qualche documento per cui non posso dire molto, a parte che sono rimasto colpito da come si sia preso molto a cuore la difesa della fauna e del paesaggio della zona. Quello che non posso fare a meno di commentare è il livello ancora arcaico di informatizzazione dei nostri enti pubblici, tutta la documentazione è ottenuta tramite una pessima digitalizzazione del materiale in formato cartaceo, quand'è che questi enti cominceranno a scambiarsi (e pubblicare) tale documentazione in formato elettronico?
In ogni caso, tra i tanti "visto", "considerato", "tenuto conto" della delibera voglio riportare un passo significativo:
"Tenuto conto, altresì, di quanto osservato sotto il profilo paesaggistico:
- date le caratteristiche dimensionali dei aerogeneratori, verranno indotte alterazioni del contesto paesaggistico (intrusione) su una porzione di territorio vulnerabile, in quanto posto alla base dell’anfiteatro dalle Prealpi Carniche e delimitato dall’alveo del Fiume Tagliamento;
- mancata considerazione di alcuni punti di osservazione;
- i potenziali effetti costituiti da modificazioni dell’assetto percettivo e panoramico, alterazioni della coerenza e delle relazioni visive del sistema paesaggistico, possono costituire causa di sensibili detrazioni della percezione del paesaggio, sia da un punto di osservazione "vicino" all’impianto, a partire dall’alveo del Fiume Tagliamento, che dai punti panoramici localizzati sui rilievi circostanti il sito;"



Non posso non collegare tali considerazione a un tema che ho trattato ultimamente: il progetto di realizzazione dell'autostradata "Cimpello-Sequals-Gemona".
La foto accanto l'ho fatta dalla camminata che c'è attorno al lago di Cornino, cioè dove c'è la riserva in cui fra l'altro ci sono i grifoni; il fiume è iltagliamento la, accanto a quel ponticello che si intravvede, provenendo da sinistra dovrebbe passare l'autostrada "Cimpello-Sequals-Gemona", quella non provocherebbe "alterazioni della coerenza e delle relazioni visive del sistema paesaggistico, [...]causa di sensibili detrazioni della percezione del paesaggio, sia da un punto di osservazione "vicino" all’impianto, a partire dall’alveo del Fiume Tagliamento, che dai punti panoramici localizzati sui rilievi circostanti il sito;"?


(da: http://cambierei.blogspot.com/2011/03/un-parco-eolico-trasaghis.html
)

domenica 20 marzo 2011

Eolico nostrano, è bocciatura


Stop definitivo, da parte della Regione, all'ipotesi di costruire un parco eolico nelle Gravatas di Trasaghis. "Hanno vinto i grifoni", ha titolato qualche giornale.
Ciò premesso, visto che si dibatte sull'idroelettrico (Edipower docet), che il petrolio va alle stelle (Gheddafi docet), che il nucleare (Giappone docet) vede aumentare la percentuale di dubbiosi, che il fotovoltaico pare sia senza finanziamenti... non è il caso di interrogarsi su QUALE energia si debba o si possa puntare?

Non si farà il parco eolico

TRASAGHIS. Dopo il no espresso alcune settimane fa dal Ministero, anche la giunta regionale boccia definitivamente il progetto di parco eolico a Trasaghis. L’esecutivo, riunito ieri, ha preso atto del parere negativo espresso all’unanimità dalla commissione competente in materia di Via - che comprende Regione, Arpa, Università, rappresentanti delle associazioni ambientaliste e tecnici -, motivato con l’impatto paesaggistico causato dalle dimensioni delle pale e con il disturbo derivante dalle stesse per i grifoni della riserva di Cornino. L’assessore regionale Luca Ciriani, cui fa capo il referato all’ambiente, ha dichiarato «non potevamo fare altro che prendere atto del parere tecnico della commissione e quindi bocciare il progetto». Sembra chiudersi così, almeno per il momento, la vicenda di quest’opera, che era stata proposta dalla ditta Enercom la quale, proprio a Trasaghis, intendeva realizzare nei pressi della zona industriale un parco eolico in cui sarebbero stati installati cinque aerogeneratori. «L’Ue – aveva commentato a suo tempo il sindaco Augusto Picco – che ha concordato impegni ufficiali con tutti gli stati membri per la riduzione delle emissioni di CO2 entro il 2020, tutela la biodiversità ma non per questo esclude la presenza di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili in prossimità di aree protette, anzi in tal caso ne favorisce l’integrazione».

lunedì 21 febbraio 2011

Eolico nostrano, verso la bocciatura? - VII

Il Gazzettino di domenica 20 febbraio ha dedicato un ampio articolo alle tematiche del rapporto tra ecologia ed energia, citando i casi della bocciatura del parco eolico di Trasaghis e del  dibattito in corso attorno al raddoppio della centrale di Somplago.

Anche l’ecologico può esser dannoso
di Umberto Sarcinelli
Il Gazzettino, Domenica 20 Febbraio 2011
Chi pianta un albero non sa se vi verrà impiccato", scrive Josè Saramago ne La Caverna. Paramentrando questa "pillola di saggezza" all’ambiente, cadono molti luoghi comuni, molte cose che sembrano sostenibili non lo sono, mentre altre, che appaiono negative, si possono rivelare benefiche.
      In Friuli Venezia Giulia questa situazione di rovesciamento di significati è molto attuale, come nel resto del pianeta.
      Prendiamo ad esempio l’energia eolica. Considerata una fonte alternativa non inquinante e economica, è molto diffusa nel nord Europa e in Spagna, ma il progetto di costruire cinque torri di 125 metri a 
Trasaghis è stato bocciato dall’Ispra, dal Ministero dell’Ambiente e dalla Regione, oltre che dal Wwf. Il motivo è stato indicato nella minaccia grave che rappresenta per una specie protetta e sensibile come il grifone, presente in un centinaio di esemplari nella vicinissima riserva naturale regionale del lago di Cornino, in comune di Forgaria nel Friuli. Dannoso, come hanno mostrato le ricerche e gli studi dell’Università di Udine, anche per le diverse specie di chirotteri (pipistrelli), per altre specie di uccelli. Inoltre le cinque torri previste disturbavano paesaggisticamente il territorio. In una regione come il Friuli Venezia Giulia che rappresenta uno dei nodi delle migrazioni dell’avifauna, gli impianti eolici diventano delle vere e proprio "affettatrici", provocando significative stragi. In Spagna hanno già sperimentato questo lato negativo degli impianti eolici.
      In questo caso il vantaggio di qualche chilowatt a basso costo viene annullato dal valore della fauna, del suo indotto e dalla qualità della vita.
      Ragionamento analogo si può fare per la risorsa acqua, di cui il Friuli Venezia Giulia è ricco. Negli anni 50-60 del secolo scorso la Carnia fu "prosciugata" per ricavare energia elettrica. Con opere di captazione "a gronda" si intercettarono quasi tutte le sorgenti e i torrenti per alimentare i bacini artificiali e quindi produrre energia con una fronte rinnovabile. Ma gli effetti sull’ambiente sono stati evidenti, a cominciare dal dissesto idrogeologico (il Vajont su tutti), dalle variazioni nel microlima (Il lago di Cavazzo) alla struttura e biologia dei corsi d’acqua, senza una portata minima garantita. L’idroelettrico, considerato "pulito" in effetti proprio ecologico non è. Dipende dai modi d’uso. In questo periodo si stanno studiando mini centraline idroelettriche rispettose dell’ambiente, che garantiscono la portata minima vitale, ma è difficile farle accettare, nonostante abbiano tutti i requisiti europei del caso.
      Viceversa pratiche che vengono accettate come compatibili provocano gravi danni. Per esempio la canoa fluviale, considerata ecologica, se praticata in ambienti sensibili, come le sponde dei fiumi, nei periodi della riproduzione degli uccelli acquatici possono portare un disturbo fatale per i nidi. Allo stesso modo l’arrampicata sportiva lungo le falesie nel periodo di nidificazione, per esempio, dei falchi pellegrini. Anche lo sci fuori pista è estremamente impattante sugli animali, molto di più di quello che si pratica negli impianti sciistici. In questi ultimi gli animali sono stati (ahimè) sfrattati dal disturbo e si rifugiano in zone più tranquille e isolate. Proprio quelle che interessano agli scialpinisti, agli escursionisti con le racchette da neve e con gli sci da fondo fuori pista. Caprioli, cervi, lepri bianche, mustelidi, già in difficoltà nella raccolta del cibo e per l’ambiente innevato vengono disturbati fino a provocarne la morte per stress o infarto.
      Molti animali hanno grandi capacità di adattamento all’ambiente, ma l’attività dell’uomo è talmente intensa e in crescendo che non permette nessuna forma di adeguamento. L’evoluzione culturale portata dall’uomo è molto più veloce di quella naturale. Ma questo vale anche per l’uomo.

domenica 13 febbraio 2011

Eolico nostrano, verso la bocciatura? - VI

Riceviamo da Roberta Michieli:


us segnali chest POST:


Mi displâs pal sindic di Trasaghis, ma jo .... o tifavi pai grifons!

mandi
Roberta Michieli


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Il link si riferisce all'articolo appena pubblicato dalla Vita Cattolica (le sottolineature sono del COMITÂT PE AUTONOMIE E PAL RILANÇ DAL FRIÛL)  :


DOMENICA 13 FEBBRAIO 2011

HANNO VINTO I GRIFONI !



La Vita cattolica
Settimanale del friuli
Venerdì 11 febbraio 2011
pagina 19
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STOP DELLA REGIONE
AL PARCO EOLICO

Da Trieste è stata messa la parola fine a una vicenda che ha messo di fronte i Comuni di Forgaria nel Friuli e Trasaghis


Hanno vinto i grifoni


La Regione, infatti, con un parere di Valutazione impattoambientale (Via) negativo ha stoppato il progetto di costruzione di un parto eolico nella zona industriale di Trasaghis. Da Trieste è stata, dunque, messa la parola fine a una vicenda che nei mesi scorsi ha creato più di qualche attrito, mettendo di fronte due amministrazioni comunali e le rispettive ragioni. Da un lato la compagine di Trasaghis, guidata dal sindaco Augusto Picco, che avrebbe dovuto affittare il terreno a una ditta privata per consentire la realizzazione dell'impianto, costituito da 5 aerogeneratori. Dall'altro il confinante Comune di Forgaria, con il sindaco Pierluigi Molinaro e il vice Enrico Frucco in prima fila a manifestare nettissima contrarietà alla prospettiva di impiantare le pale coliche, ritenute troppo pericolose e non garanti di una convivenza pacifica con i grifoni.

I rapaci, infatti, 
proprio in questa zona sono ritornati a vivere e, soprattutto, nidificare, grazie a un percorso di reinserimento e ricerca al quale sta lavorando da vent'anni la Riserva naturale del lago di Cornino.

Ma il primo cittadino di Trasaghis, secondo il quale in questa occasione «le posizioni ambientaliste, fuori da qualsiasi logica di giudizio, sono state assolutamente esasperate» e «sconcertato e rammaricato» dalla decisione regionale, in attesa di leggere le motivazioni che hanno spinto a bocciare l'iniziativa, rilancia: «Valuteremo se ci sono passi successivi da intraprendere per non vedere sprecati 3 anni di studi portati avanti dalla ditta che ha individuato nel nostro comune il luogo idoneo per realizzare l'impianto. Nel caso, però, il parere della Regione risulti insuperabile - aggiunge - chiuderemo qui il discorso parco eolico, da noi considerato comunque un valido progetto di sviluppo».

A Forgaria, invece, si tira un respiro di sollievo e si puntualizza: «Non si è trattato di una battaglia politica o di vincere una sfida, nonostante da più parti sia stata innescata una forte polemica - dice Molinaro -. Era nostro dovere tutelare la presenza dei grifoni in zona, anche se si fosse trattato di un unico esemplare. Per questo, riteniamo che la Regione non abbia dato ragione all'una o all'altra opinione, ma abbia piuttosto riconosciuto il giusto valore naturalistico del territorio e del progetto "grifone", visti gli ingenti investimenti fatti in questo ventennio».

E l'habitat friulano appare particolarmente gradito ai grifoni tanto da rappresentare l'unico luogo in tutte le Alpi a ospitare una popolazione nidificante. E se d'inverno si registra la presenza di un'ottantina di esemplari, durante la bella stagione se ne contano circa 140 che arrivano oltre che dai vicini parchi degli Alti Tauri in Austria, del Tricorno in Slovenia e dalla riserva di Cherso in Croazìa, anche da Francia, Grecia, Spagna e Israele.

Monika Pascolo


sabato 5 febbraio 2011

Eolico nostrano, verso la bocciatura? - IV

Dopo il deciso intervento "pro" dell'altro giorno del consigliere Enore Picco, il progettato parco eolico nelle Gravatas di Trasaghis  pare ricevere un colpo quasi da KO definitivo, col parere negativo di Via (Valutazione di impatto Ambientale) espresso dalla Regione. Ancora non si conoscono le motivazioni precise, per cui è lecito aspettarsi che l'argomento verrà dibattuto ancora.
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Grifoni salvi, la Regione ha detto no al parco eolico

da: "Messaggero Veneto",  4 febbraio 2011

TRASAGHIS. Parere di via negativo per l’impianto eolico nel comune di Trasaghis. Non si conoscono ancora nel dettaglio le motivazioni che hanno spinto la Regione a dare parere negativo all’opera proposta dalla ditta Enercom che, proprio a Trasaghis, intendeva realizzare nei pressi della zona industriale un parco eolico in cui sarebbero stati installati cinque aerogeneratori. Una cosa almeno per ora è certa: l’impianto non si farà. Può esultare il vicino comune di Forgaria, da sempre contrario all’opera, la cui amministrazione comunale si era prodigata per preservare la Riserva naturale del Lago di Cornino e il Sito d’interesse comunitario (Sic) “Valle del medio Tagliamento”, finanziato da anni dallo stesso ente regionale, ed in particolar modo il progetto che prevede la reintroduzione del grifone nell’area.
In attesa di leggere nel dettaglio le motivazioni del “no” all’opera, non si fa attendere la presa di posizione del sindaco di Trasaghis, Augusto Picco: «Abbiamo appreso con rammarico la notizia del parere negativo all’impianto eolico, progetto che riteniamo d’interesse pubblico e che senza ombra di dubbio, va oltre quelli che possono essere gli interessi della proponente». «Prendiamo atto – continua Picco – che da un lato la Comunità europea, lo Stato e le Regioni promuovono le energie rinnovabili e stabiliscono parametri e tempistiche da rispettare per la riduzione delle emissioni di anidride carbonica e quasi inspiegabilmente, dall’altro, bocciano e bloccano progetti come questo a favore dell’energia rinnovabile». E la vicinanza con i grifoni? «Problema esasperato e ingigantito da una fazione ambientalista che rappresenta gli interessi di pochi contro la generale accoglienza data al progetto dalla popolazione locale di Trasaghis e di quasi tutti i comuni confinanti (a parte Forgaria nel Friuli), contrariamente a quanto si verifica nella generalità dei casi di proposte di installazione di impianti per la produzione di energia». «Sono disponibili – conclude Picco – tecnologie per la mitigazione degli impatti in corso di studio e applicazione nel vicino Alto Adige in un parco eolico composto da 20 aerogeneratori progettato al valico del Brennero, contro i 5 aerogeneratori del progetto di Trasaghis. Non ci resta che vagliare tutte le strade percorribili affinché il progetto non venga accantonato».
Dario Venturini

giovedì 3 febbraio 2011

Eolico nostrano, sulle ali del vento volano le polemiche - I

Il consigliere regionale Enore Picco prende posizione sul progettato parco eolico di Trasaghis, ritenendo marginali  e sostanzialmente irrilevanti i pareri di quanti hanno paventato pericolo per i grifoni che fanno riferimento al Centro di Cornino.
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Picco: sì al parco eolico

TRASAGHIS. «Possono “quattro grifoni” tenere in ostaggio una Regione?» Così il consigliere regionale della Lega Nord Enore Picco che parla di una Regione «pronta a piegarsi alle richieste degli industriali e dei poteri forti», ma altrettanto risoluta quando si tratta di alzare «le barricate contro il progetto di un impianto eolico a Trasaghis, nascondendosi dietro l’esigenze di tutelare qualche grifone». Picco torna all’attacco. Non si dà pace per il fatto che «la Regione fa la figura di chi è forte coi deboli e debole coi forti. Perché quando si parla di elettrodotti e centrali nessuno fiata, mentre quando si prospetta la possibilità di un impianto a costi contenuti e senza impatti ambientali ci si incaglia su ostacoli irragionevoli. Qualcosa non quadra». Spiega ancora Picco: «L’Unione Europea ha concordato impegni ufficiali con tutti gli stati membri per la riduzione delle emissioni di CO2 entro il 2020; tutte le regioni europee sono tenute a partecipare a tale programma. L’Unione europea tutela la biodiversità ma non per questo esclude la presenza di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili in prossimità di aree protette, anzi ne favorisce l’integrazione. Sarebbe un risultato molto negativo per la Regione se, dopo assurde campagne di disinformazione sulle fonti rinnovabili, ne fosse provocato di fatto un rallentamento se non il blocco nell’applicazione contribuendo a mettere in discussione la capacità nazionale di centrare gli obiettivi europei del 2020. In regione Fvg il sito individuato ai margini della zona industriale di Trasaghis risulta tra i pochissimi disponibili per ventosità rilevata e per il complessivo impatto paesaggistico e ambientale.». Secondo Picco “pensare che siamo pronti a bloccare il progetto per salvaguardare le traiettorie di volo dei grifoni che si cibano presso il carnaio di Forgaria è assurdo». Conclude Picco: «Ci sono ragioni ambientali, politiche ed economiche per sostenere e promuovere questo progetto».
Gino Grillo

domenica 30 gennaio 2011

Eolico nostrano, verso la bocciatura? - V

La "Vita Cattolica" n. 4 del 28 gennaio dedica un ampio articolo al tema del progettato parco eolico di Trasaghis e alle implicanze con "progetto grifone" di Cornino.
Nell'articolo, firmato da Monika Pascolo e intitolato "Eolico contro i grifoni" vengono riportate innanzitutto le opinioni del responsabile faunistico della riserva di Cornino, Fulvio Genero, il quale ritiene "del tutto incompatibili" la contemporanea presenza del parco eolico  e della riserva dei grifoni, ipotizzando anche "una grossa responsabilità a livello internazionale" se venisse bloccato il progetto di reintroduzione del grifone.
L'articolo riporta poi il parere degli amministratori di Forgaria  (il sindaco Molinaro ed il vicesindaco Frucco), preoccupati di "vedere vanificato un investimento ventennale" e del sindaco di Trasaghis Picco che preannuncia ulteriori studi e progetti quali "la possibilità di inserire dispositivi radar nelle pale così da evitare qualsiasi tipo di collisione".
La decisione definitiva verrà comunque presa nelle prossime settimane dalla Regione che "dovrà comunque tener conto delle indicazioni spedite da Roma e dell'invito esplicito fatto dal Ministero competente ad agire con prudenza".

A&D continuerà a seguire l'esito della discussione; ai lettori la possibilità di commentare ed esprimere pareri sulla questione.

sabato 15 gennaio 2011

Eolico nostrano, verso la bocciatura? - IV

Dal Comune di Forgaria vengono evidenti note di soddisfazione dopo il parere negativo espresso dal Ministero dell'Ambiente e dall'Ispra contro la progettata realizzazione di un parco eolico nelle Gravatas di Trasaghis.

Forgaria:  pale eoliche e grifoni, sospiro di sollievo del Comune
di Maura Dalle Case, "Messaggero Veneto" 15 gennaio 2011


Vent’anni di investimenti per rendere un angolo del Friuli punto di riferimento internazionale nella tutela del grifone non andranno perduti. Tira un sospiro di sollievo l’amministrazione comunale di Forgaria alla notizia che il Ministero dell’ambiente e in particolare la direzione generale della protezione della natura e del mare ha inviato alla Regione una nota invitandola alla tutela della riserva naturale del lago di Cornino, «adottando le misure adeguate al fine di evitare l’inquinamento o la perturbazione degli habitat e delle specie». Rischi che potrebbero derivare questa la preoccupazione degli amministratori forgaresi e degli ambientalisti, dalla realizzazione di un parco eolico in comune di Trasaghis. «Non siamo contro l’energia pulita – spiega il vicesindaco Enrico Frucco, titolare della delega alla riserva di Cornino -, ma siamo molto preoccupati per l’impatto che il parco eolico potrebbe avere sui grifoni. Stando a quanto ci dicono i faunisti, i rapaci potrebbero infatti andare a sbattere contro le pale eoliche e nel peggiore dei casi non sopravvivere. Si tratta di una prospettiva che dobbiamo in tutti i modi evitare – continua il vicesindaco – perché in ballo c’è l’esistenza di un discreto numero di esemplari che nell’ambito dell’altipiano hanno trovato la loro casa e al contempo c’è in ballo il futuro della riserva sulla quale, in vent’anni, sono stati investiti milioni di euro». La posizione presa dal ministero, pur spettando alla Regione l’ultima parola sul progetto del parco eolico, rassicura gli amministratori: «E’ vero che la decisione dovrà prenderla il governo regionale – dice Frucco -, ma è chiaro che non potrà non considerare con il giusto peso la nota inviata dal Ministero».

venerdì 14 gennaio 2011

Eolico nostrano, verso la bocciatura? - III


Progetto Parco eolico a Trasaghis, nessuna bocciatura

«Il progetto del parco eolico di Trasaghis non è stato bocciato». A sostenerlo è il Sindaco di Trasaghis Augusto Picco, il quale ricorda che «la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale in questo caso specifico è di competenza regionale e che per il momento lo stesso Ente non si è ancora espresso». Il Comune pedemontano non vuole perdere un’occasione importante come quella di poter realizzare nella zona industriale il primo impianto eolico in Regione. Il primo cittadino di Trasaghis ha aggiunto che «è forte la convinzione che l’energia prodotta da fonti rinnovabili debba essere trattata come argomento principale rispetto ai rischi ipotizzati da alcuni (pochi) ambientalisti fautori del no ad ogni costo e senza possibilità di replica». Il «problema – incalza il primo cittadino – è esasperato ed ingigantito da una fazione ambientalista che rappresenta gli interessi di pochi contro la generale accoglienza data al progetto dalla popolazione locale di Trasaghis e di quasi tutti i comuni confinanti (a parte Forgaria nel Friuli), contrariamente a quanto si verifica solitamente nella generalità dei casi di proposte di installazione di impianti per la produzione di energia». Il Sindaco di Trasaghis inoltre ricorda che «sono disponibili tecnologie per la mitigazione degli impatti in corso di studio e applicazioni nel vicino Alto Adige in un parco eolico composto da venti aerogeneratori, figuriamoci se queste non potrebbero essere efficaci in un parco come quello che potrebbe essere realizzato a Trasaghis dove gli aerogeneratori previsti dal progetto sarebbero solamente cinque». «L’Unione Europea – conclude Augusto Picco – che ha concordato impegni ufficiali con tutti gli stati membri per la riduzione delle emissioni di CO2 entro il 2020, tutela la biodiversità ma non per questo esclude la presenza di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili in prossimità di aree protette, anzi in tal caso ne favorisce l’integrazione; il sito individuato ai margini della zona industriale di Trasaghis risulta tra i pochissimi disponibili in Regione per ventosità rilevata e per generale impatto paesaggistico e ambientale. Le argomentazioni contrarie vanno dimostrate con dati scientifici ricavati da rilevamenti ornitologici specifici che i contrari al progetto non sono in grado di produrre perché mai realizzati in precedenza da altre istituzioni».



da:http://www.rsn.it/new/selectedEntity/28360/entityTypeID/5 . Articolo pressoché analogo pubblicato anche sul Messaggero veneto il 14 gennaio 2011

Eolico nostrano, verso la bocciatura? - II

No al parco eolico

Parere contrario dell’Ispra per la realizzazione del progetto nei pressi della Riserva naturale “Lago di Cornino” e del Sic Valle del Tagliamento

parco eolico -
La realizzazione di un Parco eolico in comune di Trasaghis, nei pressi della Riserva naturale “Lago di Cornino” e del Sic Valle del Tagliamento, potrebbe comportare gravi danni alla popolazione di grifoni e all’avifauna protetta presente nell’area: è con queste motivazioni che l’Istituto nazionale per la protezione della fauna selvatica, con nota del 9 dicembre scorso, ha emesso parere sfavorevole al progetto.

L’Ispra ha così recepito le osservazioni presentate dalla sezione regionale del Wwf, nelle quali si metteva in evidenza il grave rischio rappresentato dalle pale eoliche nei confronti dell’avifauna migratrice e in particolare della popolazione di grifoni oggetto di un importante progetto di ripopolamento proprio nella riserva del Cornino.

Ma le osservazioni dell’associazione ambientalista hanno trovato un favorevole accoglimento anche presso il Ministero dell’Ambiente, al quale il Wwf regionale il 2 dicembre scorso aveva inviato il proprio documento. Con nota del 22 dicembre inviata alla Direzione centrale dei lavori pubblici e allo stesso Wwf, il responsabile della Direzione generale della Protezione della Natura e del Mare ha invitato la Regione a tutelare l’area in oggetto richiamando la normativa che impone alle amministrazioni competenti l’obiettivo di proteggere gli habitat anche al di fuori delle zone di protezione speciale, “adottando le misure adeguate al fine di evitare l’inquinamento o la perturbazione degli habitat e delle specie”. “Nell’evidenziare l’importanza della tutela – conclude la nota del Ministero – si confida nella disponibilità di codesta Regione a voler fornire elementi utili al fine di garantire il perseguimento dei suddetti obiettivi”.

L’assenza, nella documentazione fornita dal proponente, di elementi in grado di escludere il rischio elevato per l’avifauna di pregio presente nell’area è al centro anche del parere dell’Ispra, che mette in evidenza in particolare come la presenza degli aerogeneratori, la frammentazione degli habitat e la collisione diretta di uccelli in volo con le pale delle turbine, provochino danni, scientificamente dimostrati, soprattutto nel corso delle fasi di migrazioni, che interessano moltissime specie, e, quanto all’avifauna stanziale, al nucleo presente di Grifoni, specie – rileva l’Istituto – “di notevole interesse conservazionistico e particolarmente vulnerabile all’impatto con le pale eoliche”. A tale proposito le misure compensative proposte dai proponenti il progetto, continua l’Ispra, “potrebbero ridurre ma non escludere che questo fattore di mortalità possa risultare rilevante”.

Di non minore importanza, infine, la questione dei pipistrelli, specie protette a livello internazionale per le quali il progetto in questione non contiene dati sufficienti ad escludere il rischio rappresentato dall’impianto proposto.

“Il parere dell’Ispra e la nota del Ministero – commenta il Wwf – confermano quelle che sono sempre state le nostre preoccupazioni: il progetto insiste su un’area dall’importanza elevatissima dal punto vista naturalistico ed ecologico, è incompatibile con le finalità della Riserva naturale del Lago di Cornino e vanificherebbe l’impegno regionale ed europeo per la conservazione dell’unica popolazione nidificante di grifoni attualmente presente sull’arco alpino”.

Da: http://www.ilfriuli.it/if/top-news/52178/. Articolo pressochè analogo è uscito anche il 13 gennaio sul Messaggero Veneto.

giovedì 13 gennaio 2011

Eolico nostrano, verso la bocciatura? - I


No di Ispra e ministero
al progetto di parco eolico
vicino al lago di Cornino

da : Il Gazzettino, Giovedì 13 Gennaio 2011
TRASAGHIS - La realizzazione del Parco eolico nei pressi della Riserva naturale «Lago di Cornino» e del Sic Valle del Tagliamento, come abbiamo per primi annunciatosu queste colonne, potrebbe comportare gravi danni alla popolazione di grifoni e all'avifauna protetta presente nell'area: il parere sfavorevole arriva dall'Istituto nazionale per la protezione della fauna selvatica.
      L'Ispra ha così recepito le osservazioni presentate dalla sezione regionale del Wwf, nelle quali si metteva in evidenza il grave rischio rappresentato dalle pale eoliche nei confronti dell'avifauna migratrice e in particolare della popolazione di grifoni oggetto di un importante progetto di ripopolamento proprio nella riserva del Cornino. Ma le osservazioni dell'associazione ambientalista hanno trovato un favorevole accoglimento al Ministero dell'Ambiente, al quale il Wwf regionale il 2 dicembre scorso aveva inviato il proprio documento.
      Con nota del 22 dicembre inviata alla Direzione centrale dei lavori pubblici e allo stesso Wwf, il responsabile della Direzione generale della Protezione della Natura e del Mare ha invitato la Regione a tutelare l'area in oggetto richiamando la normativa che impone alle amministrazioni competenti l'obiettivo di proteggere gli habitat anche al di fuori delle zone di protezione speciale, «adottando le misure adeguate al fine di evitare l'inquinamento o la perturbazione degli habitat e delle specie». «Nell'evidenziare l'importanza della tutela - conclude la nota del Ministero - si confida nella disponibilità di codesta Regione a voler fornire elementi utili al fine di garantire il perseguimento dei suddetti obiettivi».
      Piero Cargnelutti

sabato 11 dicembre 2010

"Quando il vento dell'est, si fermerà...." (anche ad Alesso)

Giovedì scorso, un black out come non se ne vedevano (!) da anni: ore al buio, a riscoprire una dimensione di paese dimenticata: una animazione insolita nelle strade e in piazza, tra gente privata del "conforto" di luci di case, di negozi, di bar, di televisioni, quasi obbligata a incontrarsi e confrontarsi....
"Nol è un mâl che nol sêti un ben", dicevano i vecchi.


Disagi per il forte vento

TRASAGHIS. Forti raffiche di vento provenienti dal nord, come annunciavano le previsioni metereologiche dei giorni scorsi, hanno colpito ieri pomeriggio l’intera zona pedemontana, creando non pochi disagi soprattutto ad Alesso di Trasaghis, dove un albero ha colpito la centralina dell’Enel creando un blackout risolto solamente in serata. La frazione è rimasta senza corrente per ben 4 ore, dopo che un albero di medie dimensioni (80 cm di diametro) si è abbattuto sulla centralina della linea principale di via del Lago. L’albero, che si trovava all’interno di una proprietà privata, si è piegato su se stesso a causa delle fortissime raffiche di vento. Cadendo ha colpito la linea che è stata ripristinata solamente verso le 19, dopo l’intervento dei tecnici e del responsabile della Protezione Civile del gruppo locale che ha comunque sorvegliato la situazione durante tutto il pomeriggio. Diversi i disagi registrati anche nel gemonese dove sono stati divelti due alberi: in via Udine, sulla strada che da Gemona porta ad Artegna, nei pressi della fontana dal Turc e in piazzale Baldissera nelle vicinanze del Centro diurno. In entrambi i casi sono intervenuti subito i Vigili urbani di Gemona che hanno diretto il traffico e sorvegliato l’area fino a quando è stato ripulito il manto stradale. Nessun danno per fortuna è stato registrato nei paesi circostanti. Strappati anche alcuni addobbi natalizi e festoni mentre alcuni cassonetti sono stati trascinati dalla forza del vento per qualche metro. Dario Venturini

Cronaca-amarcord, coi i danni causati dal vento di una "borascja di San Pieri" di qualche anno addietro:


martedì 30 novembre 2010

Lago e Val del Lago, lettera aperta di "Luci" al Sindaco di Trasaghis

Riceviamo e pubblichiamo un nuovo contributo alla discussione in atto offerta da "Luci". Sono posizioni personali, ma che possono essere dibattute e su cui ci si può confrontare. (A&D)
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Ambientalismo un po' di comodo
                   
 
         Si parla, si scrive tanto di ambiente,di amministratori pronti vendere territorio,acqua, vento, pur di rimpinguare le casse dei propri municipi, accusati di vendersi loro stessi al miglior offerente pur di raggiungere le scelte fatte, senza informare i propri concittadini, tutto al buio,come vecchi carbonari, magari con riunioni fatte nei sottoscala, nelle cantine,dove è più facile accordarsi, con nuovi e vecchi speculatori, pronti ad offrire vantaggi economici e conpensazioni  ( e posti di lavoro, con nomi già scritti, come un noto politico locale ha lasciato intendere, memore di comportamenti usuali suoi, quando sedeva su quelle sedie ).
Ma è proprio così? Abbiamo scelto Sindaci incapaci, pronti ad aprire la propria bancarella al mercato,e vendere la mercanzia, dote che i suoi concittadini,con il voto gli hanno dato da amministrare?. Sono spreconi? Hanno davvero svuotato le casse per opere inutili? Certo che qualche opera lascia qualche dubbio sulla reale utilità,forse non stanno dando i risultati sperati, finanziati non interamente,sono ricorsi a dei mutui che non possono considerarsi debiti,fin quando si pagano le rate,  a fine anno, i bilanci consuntivi obbligatori si chiudono in pareggio, o con qualche piccolo tesoretto (come chiamano adesso gli avanzi di bilancio)... soldi impiegati poi in opere minori, per così dire. Potrebbero questi amministratori fare di meglio? Certamente sì, credo che un buon amministratore, si ponga per primo questa domanda, ma poi decide,   prendendosi le proprie responsabilità, con atti pubblici ,nel bene o nel male, convinto di aver agito per il meglio, non si nasconde tra le pieghe dell'apparato pubblico,e mette fuori la testa, per criticare o dissentire,solo quando, anche a distanza di anni il timoniere non è più al suo posto, per volontà popolare e non.
Salvare l'ambiente, preservarlo, dovrebbe essere impegno di tutti, preservarlo, significa tenerlo pulito, ripristinare tutte quelle cose ed opere che con il tempo si deteriorano ( argini ,muri a secco ecc.). I nostri padri fino agli anni '70 ce lo consegnarono quasi integro,siamo noi, generazione venuta dopo, e quella venuta dopo di noi, ad averle trascurate, anche per motivi contingenti: autostrada,terremoto,che cambio il nostro modo di vivere e di lavorare...si potrebbe almeno usare la L.R.16/6/2010. Diamoci una Raddrizzata!...
E' di questi giorni la polemica innescata ,dalla decisione del comune di Trasaghis di favorire, nel suo territorio, la possibilita di creare un parco eolico, con società già pronte alla realizzazione , non appena avranno la documentazione necessaria e il VIA dalla Regione, questo lasciano intendere le delibere legittime del Comune di Trasaghis,con le finalità, certo di avere un ritorno economico ma anche  di agevolare la produzione di energia pulita da fonti rinnovabili.Ma questo non va bene per gli  ambientalisti nostrani,le pale eoliche sono ingombranti, e poi producono... non sono a loro immagine e somiglianza, e questo disturba,non vanno bene per il Sindaco di Forgaria e il suo vice (chissà se l' opinine dei suoi concittadini coincide ).Non vanno bene per il guardiano dei Grifoni,ambientalista noto, preoccupato che il volo di questi uccelli venga in qualche modo disturbato dalle pale, forse immagina il nostro territorio come una pista di un aeroporto,dove gli aerei qualche volta vanno fuori pista, per errore, o per altri motivi; nell' intento di preservarli dal pericolo gli propongo di chiedere la chiusura della strada Provinciale, c'è sempre il pericolo che vengano investiti da qualche vettura, se sbagliano l'atterraggio, prosciugare il lago di Cornino perché c'è il  rischio che anneghino.... al problema si potrebbe trovare soluzione anche soddisfacente, ma ci vuole fantasia e volontà,che mi pare non alberghi da quelle parti.
Il nostro comune ha poche risorse da sfruttare in modo intenso,   industriale,abbiamo,acqua,vento e un grande  terreno,che se sfruttate intelligentemente,queste  risorse,potrebbero creare posti occasioni di lavoro e indirettamente benefici per tutti. 
Un consiglio al nostro Sindaco: non è il caso che lei continui con il botta e risposta sui giornali ogni volta che  qualche comitato, ente, qualche ex di turno, o cittadino, scrive a un giornale: faccia le assemblee ,spieghi le sue ragioni, e soprattutto non mortifichi il suo consiglio comunale,ritornando sulle decisioni prese. I suoi consiglieri devono sentirsi orgogliosi di lei e delle decisioni prese insieme a lei. 
Come si dice... Fuori gli Attributi Sindaco!.  
Auguri.

Luci

domenica 14 novembre 2010

Un pertugio dalla serranda - 2

Non è chissachè gradevole la percezione del mondo da dietro una serranda, ancorché metaforica. Tutto appare attutito e lontano. E' un mondo che fagocita  e che assimila, senza nemmeno un ruttino, le Letizie, le Daddarie, le Rubyconde.  E' un mondo succube del Power, più che dell'Edi. 
E' un mondo sazio, che si interroga poco.


L'unica proposta di riflessione, in questi ultimi giorni,  è apparsa ieri sul Messaggero. Sono tematiche anche dure, su cui si è discusso - anche - sul Blog: il senso dell'impegno, le dimensioni del rapporto col territorio e col potere, l'interrogarsi su quale energia cercare, produrre, usare.


Dal pertugio della serranda, filtra dunque la riproposta di questo discorso. 
Che ci sia o no il Blog, saranno tematiche da tener presenti. (A&D)
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COMUNI. I delegati alle decisioni 

da: Messaggero Veneto — 13 novembre 2010

Credo che in molti se ne saranno accorti! I tagli del Governo hanno creato nuove povertà. Questa volta è toccato anche alle amministrazioni dei piccoli comuni, tanto da indurre qualche sindaco a chiedere quasi la carità! Certamente è toccato ai meno “virtuosi”, quelli, cioè, che hanno speso per opere non proprio necessarie, e poi, per “sanare” il proprio bilancio, hanno accettato “proposte indecenti” da privati o da imprese. Questo, almeno, è quello che appare al semplice cittadino! Quali siano, in realtà, gli interessi in gioco è difficile da stabilire, in particolare per un osservatore esterno, di solito poco e male informato dalle stesse amministrazioni comunali. Dopo la disdicevole situazione legata alla proposta di ampliamento della centrale idroelettrica di Somplago che ha minato i decennali rapporti di amicizia anche tra persone diversamente impegnate, siamo giunti al punto che si nascondono i termini di “ipotetici accordi verbali”, per accettare proposte speculative di privati che insidiano l’integrità ambientale di questa valle. E mi riferisco all’altisonante progetto di dotare la nostra vallata di alquanto “ingombranti” pale eoliche. Ci si scontra su cosa è meglio ed è richiesto di schierarsi senza nemmeno conoscere ciò di cui si parla, perché, da queste parti, o si è a favore o si è contro! Bianco o nero! Buono o cattivo! Ciò che è malamente digeribile sono “i delegati alle decisioni” che, invece di coinvolgere, approfondire, decidere in armonia con gli abitanti e, mediante un corretto comportamento, rassicurare, prendono decisioni estremamente importanti per l’intera collettività, senza una vera consultazione, ritenendo di possedere già la verità o di agire, con molta presunzione, solo nell’esclusivo interesse delle popolazioni insediate. In poche parole, si continua a tamponare provvisoriamente le insidie (o le opportunità, dipende dai punti di vista), delegando ad altri (Regione) la decisione finale (pessimo esempio di gestione, molto poco federalista) e, imperterriti, si continua a non avere il benché minimo progetto di sviluppo, neanche sostenibile, per questi luoghi. Una bella prova del loro “senso di responsabilità”! Una situazione desolante! Siamo in presenza di situazioni e problemi gestiti con metodi da Terzo mondo, e, contemporaneamente, si fa strada, sempre più, l’idea che per alcuni è più conveniente farsi passare per inetti, pur di garantirsi, comunque, un tornaconto... politico, naturalmente! Se anche amministratori navigati si atteggiano a “tecnici” senza esserlo, vuol proprio dire che il tanto decantato “progresso tecnico-scientifico” segna l’irreversibile decadenza del pensiero umanistico, ma anche quello “scientifico” è in discussione, relegato a un mero ricordo del passato. E così la tecnica (non più mezzo, ma giustificazione per qualsiasi intervento) e l’economia (intesa soltanto come guadagno) hanno preso il sopravvento su tutto: sull’etica, sulla morale e anche sui sentimenti. Deve essere proprio questo il nostro futuro e quello dei nostri figli? 
Luigi Stefanutti , Alesso

sabato 23 ottobre 2010

Val del Lago, energia vo' cercando ... - 1

Ricordate la lettera di "Carnia in Movimento" di qualche settimana fa? Stabiliva un inquietante parallelismo tra le vicende dei progetti dell'elettrodotto e del raddoppio della Centrale. Ora, sempre in tema di abbinamento di tematiche, il signor Fausto Marchetti di Osoppo, sul  Messaggero Veneto del 22 ottobre 2010, lega il tema del progettato parco eolico di Trasaghis a quello dell'approvazione del progetto Edipower: "Essendo nato e residente a Osoppo, ritengo di conoscere molto bene il territorio del comune di Trasaghis e le sue caratteristiche morfologiche e ambientali. Vorrei che il signor Picco, o chi per lui, mi chiarisse il luogo, o la zona, dove dovrebbe sorgere detto impianto, visto pure che stiamo sempre parlando di tralicci alti una trentina di metri,con enormi pale rotanti, che necessitano di flussi eolici importanti e più costanti possibile. Zone adatte potrebbero essere le piane prospicienti Alesso (con occupazione della poca campagna ancora coltivata). Le zone rivierasche a sud del lago (con impatto ambientale e paesaggistico devastante). La zona industriale e artigiana di Trasaghis (con logica limitazione delle aree per nuovi futuri impianti produttivi). La zona riparea o addirittura golenale del fiume Tagliamento (zona Sic e di tutela ambientale). È indubbio che strutture in movimento di detta mole possano essere un reale pericolo per le popolazioni di grifoni della zona, tra l’altro uniche in ambito alpino e invidiate a livello europeo anche per il movimento turistico (oltre che naturalistico) che esse generano. Tutti ormai sappiamo come negli ultimi anni lo sfruttamento delle presunte energie rinnovabili a scopo elettrico e idroelettrico abbia raggiunto quote elevatissime spinto più da certificati verdi e mera speculazione che reale necessità vista la diminuzione della richiesta complice pure la crisi economica che ha falcidiato enormemente i maggiori richiedenti. Ma ciò che è ancor più strano è come il signor Picco, con le varie amministrazioni di Trasaghis, Alesso e Cavazzo Carnico, abbia beatamente approvato il mega-progetto Edipower per il potenziamento della centrale di Somplago sul lago dei Tre Comuni che se messo in opera distruggerà in maniera definitiva il più grande lago naturale del Friuli. Che con questo nuovo impegno detta amministrazione voglia eroicamente farsi carico di tutto il fabbisogno elettrico regionale? Che si sia davvero di fronte ai nuovi cavalieri templari sempre e solo propensi al bene e alle necessità comuni? Il tutto naturalmente ignorando novemila firme contrarie, il disappunto dei residenti, l’opera di vari comitati spontanei nati allo scopo di salvaguardare questo capitale, supportati con studi da parte di ingegneri e geologi che hanno messo gratuitamente a disposizione le loro elevate competenze. Rimane il fatto che progetti del genere, in zone ristrette, a elevato rischio sismico, geologico e naturalistico, debbano essere sempre preceduti da accurati studi di fattibilità e compatibilità ambientale, studi commissionati a terzi a scanso di ogni dubbio e possibile collusione. 

I lettori del Blog possono naturalmente, se vogliono, commentare il contenuto e lo stile della lettera.
"A&D" cerca di proporre una riflessione di carattere più generale.
Stiamo tutti seguendo l'evoluzione delle "questioni" Edipower, Elettrodotto, Parco Eolico, ben note anche ai frequentatori del Blog. Se vogliamo aggiungere carne al fuoco ricordiamo la questione ancora in piedi del prelievo idrico chiesto dal Consorzio Ledra Tagliamento;  la richiesta avanzata da privati di  realizzare una centralina  su canale Sade  e sul Leale… Alle diverse proposte (più o meno utilitaristiche) avanzate si è solitamente risposto con l'anglosassone "not in my country": faseitlu là ch'j volês, ma no culì.
"A&D" lancia allora una proposta: DITECI QUALI SONO, SECONDO VOI,  LE IDEE, DA TRASFORMARE IN PROGETTO, PER  UN'IPOTESI CHE  METTA D'ACCORDO (almeno secondo un compromesso accettabile) LA FAME D'ENERGIA COL RISPETTO AMBIENTALE. Ma non in Kazachistan, né a Sidney. Culì, dal puint di Avons fint a chel di Braulins.
Tra i lettori ed i frequentatori del Blog ci sono persone sensibili alle tematiche ambientali, persone che hanno delle notevoli competenze tecniche… proviamo a fornire (con i commenti o meglio ancora con un messaggio articolato di posta elettronica) un contributo di idee,  mettiamo in piedi un "pensatoio della Valle del Lago"…. Provìno?