"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

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domenica 24 febbraio 2019

Venerdì ad Alesso la cena di solidarietà con l'Ass. Oncologica dell'Alto Friuli

Venerdì 1° Marzo alle 19.30 presso l’ex asilo di Alesso si terrà una cena di solidarietà a favore dell’Associazione Oncologica Alto Friuli. La proposta arriva dalla Parrocchia di Alesso in collaborazione con le associazioni di volontariato operanti sul territorio. Prenotazioni entro martedì 26 febbraio!

Da anni l’Associazione Oncologica Alto Friuli opera su tutto il nostro territorio, Gemonese, Carnia, Valcanale per dare assistenza ai pazienti oncologici ed alle loro famiglie. L’associazione nasce nel 1997, i primi progetti realizzati riguardavano essenzialmente il miglioramento della qualità della vita degli ammalati all’interno del centro ospedaliero come ad esempio la donazione di poltrone confortevoli per la sala di infusione. Nel corso degli anni l’attività dell’Associazione si orienta maggiormente verso il territorio in affiancamento all’attività istituzionale dell’Azienda Sanitaria. Questa collaborazione nel 2013 viene formalizzata con una specifica convenzione. Le attività dell’AOAF spaziano dall’organizzazione di eventi per la diffusione delle pratiche di prevenzione, al servizio di supporto psicologico territoriale, al servizio di accompagnamento alle cure tramite volontari. L’Associazione comprende quindi figure sia professionali che volontarie, esterne all’ambiente ospedaliero.
AOAF si configura come un sodalizio senza fini di lucro (Onlus), le cui principali finalità sono:
  • Assistenza alla persona ammalata di tumore e alla sua famiglia
  • Formazione e aggiornamento degli operatori coinvolti nelle cure oncologiche
  • Educazione sanitaria, educazione alla prevenzione, sensibilizzazione dei cittadini.
Non facciamo mancare il nostro contributo a chi sostiene la battaglia della vita per la vita!


domenica 28 ottobre 2018

Maltempo: scuole chiuse, lunedì e martedì, anche in tutti i Comuni della Val del Lago

Una eccezionale ondata di maltempo si sta abbattendo in queste ore sul Friuli e le previsioni per domani sono altrettanto preoccupanti.


In conseguenza di ciò, è stata disposta la chiusura, per lunedì 29, delle scuole di ogni ordine e grado dei comuni del Pordenonese e dell'Alto Friuli.

Questa la nota diffusa dal sindaco di Trasaghis:



Questo l'avviso diramato dal Sindaco di Bordano:



Ecco infine l'elenco dei Comuni nei quali la Regione ha disposto la chiusura delle scuole e raccomandato la riduzione degli spostamenti:


Visto il perdurare del maltempo, l'ordinanza è stata poi estesa anche a MARTEDI' 30

lunedì 16 ottobre 2017

Bordano, corso di Internet gratis per i "60 e +"

La settimana scorsa è partito nelle scuole di Alesso il corso di avvicinamento alla navigazione su Internet promosso dall'Auser per i nonni o comunque quanti hanno superato i 60 anni.
E' prossimo l'avvio di un analogo corso a Bordano:

Internet, a Bordano un corso dedicato agli over sessanta

L'Auser alto Friuli comunica che sono aperte le iscrizioni ai percorsi di apprendimento per gli over 60, delle competenze per un uso consapevole di internet e delle sue applicazioni. Il corso sarà tenuto da volontari esperti di informatica e si svolgerà in ambiente multimediale con a disposizione un terminale internet per ogni corsista, e più in dettaglio nella ex sede della banca nel municipio di Bordano. L'inizio è previsto per inizio novembre: la frequenza è gratuita e aperta a tutti, con una durata di venti ore con cadenza bisettimanale. È possibile iscriversi fino alla fine di ottobre in municipio oppure nella sede Auser in via San Giovanni a Gemona il giovedì dalle 9 alle 12 (tel. 0432/98141, gemonauser@yahoo. it). (p.c.)
(da: Messaggero veneto, 14 ottobre 2017)


domenica 12 marzo 2017

Val del Lago: solo a Cavazzo la popolazione aumenta un po'

E' stata diffusa la rielaborazione dei dati Istat curata dalla Cisl Alto Friuli relativamente agli aspetti demografici dell'Alto Friuli. Per qunato riguarda la Val del Lago, Cavazzo si segnala, in un generale processo di diminuzione degli abitanti, per un leggero aumento (+ 0,7%); a Trasaghis si registra invece uno dei maggiori incrementi in percentuale per quanto riguarda la presenza di stranieri residenti  (+ 18,9%). L'analisi non fornisce dati numerici ma solo percentuali. Trasaghis, per esempio, dovrebbe aver chiuso il 2016 con un lieve saldo positivo, ma qui non viene citato. 
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CONTINUA LO SPOPOLAMENTO DELLA MONTAGNA

Alto Friuli. In un anno persi 1049 residenti

L'elaborazione dei dati Istat curata dalla Cisl Alto Friuli evidenzia uno spopolamento a due velocità del territorio: molto veloce in Carnia (-3,9% negli ultimi sei anni) e nel Tarvisiano e Gemonese (-3,7%), più lento nel Collinare (-1,5%) e Tarcentino (-1,5%). A subire le perdite maggio nell'ultimo anno i comuni di Resiutta (-6,1%, Montenars (-4,5%) e Taipana (-3,3%). Guadagnano residenti invece Amaro (+2,3%), Lusevera (+1,2%), Treppo Grande (+0,9%), Moruzzo (+0,8%) e Rive d'Arcano e Cavazzo Carnico (+0,7%), Majano (+0,6%).

Complessivamente per quanto riguarda il comprensorio di riferimento della Cisl Alto Friuli, composto da 63 comuni compresi tra Carnia, Tarvisiano, Gemonese, Collinare e Tarcentino al 31 dicembre 2016 i residenti sono 135.404; 1.049 in meno all’anno precedente (-0,8%) 3.758 in meno rispetto al censimento 2011 (-2,7%); 5.916 in meno rispetto al 2001 (-4,2%); 9.545 rispetto al 1991 (-6,6%) e ben 14.564 rispetto al 1981 (-9,5%).
Una situazione, quella messa in luce dalla rielaborazione della Cisl Alto Friuli attraverso i dati ISTAT e Regione FVG, di costante spopolamento a due velocità: negli ultimi sei anni Carnia (-3,9%) e Tarvisiano e Gemonese (-3,7%), un po’ meno Collinare (-1,5%) e Tarcentino (-1,5%).
A subire le perdite maggiori in termini percentuali nell’ultimo anno i comuni di Resiutta (-6,1%), Montenars (-4,5%) e Taipana (-3,3%); chi invece, in controtendenza, ha guadagnato residenti sono i comuni di Amaro (+2,3%), Lusevera (+1,2%), Treppo Grande (0,9%), Moruzzo (+0,8%) e Rive d’Arcano e Cavazzo Carnico (+0,7%), Majano (0,6%) (...)
Solitamente, dinanzi ad un lento ed inesorabile spopolamento di un territorio, se la natalità non dà una mano, ci si affida agli stranieri per risollevarne le sorti. In parte è stato così sino a fine 2014, quando il numero della popolazione straniera residente in Alto Friuli era salita sino a 6.488 unità, dalle 4.250 registrate nel 2006. Ma anche in questo caso negli ultimi due anni si è assistito ad una inversione di tendenza, al 31 dicembre 2016 gli stranieri sono ridiscesi a quota 6.205 (-2,7% in un anno), in percentuale il 4.6% del totale del comprensorio (sono il 7,4% in provincia di Udine, l’8,6% in FVG)
Anche in questo caso interessante vedere gli estremi: c’è la sorpresa di Taipana dove gli stranieri valgono il 9,4% del totale (sono 58 su 615), quindi San Daniele del Friuli e Coseano (7,5%), Osoppo (7,0%), Tarcento (6,6%). Non ne conta nemmeno uno invece Ligosullo; 2 quelli invece residenti a Dogna.
Chi ha subito invece l’incremento maggiore di stranieri nell’ultimo anno sono Cercivento e Lauco (+20%), quindi Trasaghis (18,9%); gli addii maggiori si sono avuti a Resiutta (-29,4) e Fagagna (-26,4%).





Leggi tutto l'articolo con i dati su: 
http://www.lavitacattolica.it/Regione/Alto-Friuli.-In-un-anno-persi-1049-residenti

lunedì 28 marzo 2016

UTI, i Sindaci del Gemonese incontrano la Giunta Regionale

                                    Risultati immagini per uti + alto friuli

UTI: MARTEDI' 29 MARZO TAVOLO POLITICO IN CONSIGLIO REGIONALE

Venzone, 25 mar - L'annuncio della convocazione del tavolo politico sulle Unioni territoriali 
intercomunali (Uti) in Consiglio regionale per il prossimo martedì 29 marzo e la possibilità, in quella 
sede, di riavvicinare alcune posizioni che oggi appaiono ancora distanti. Questo quanto ha dichiarato 
oggi la presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani nel corso dell'incontro a 
Venzone con i Comuni dell'Uti dell'Alto Friuli a cui hanno partecipato i sindaci dei Comuni di Artegna, 
Bordano, Gemona, Montenars, Trasaghis e Venzone. Presenti anche, oltre all'assessore regionale alle 
Autonomie locali, Paolo Panontin, anche i consiglieri regionali Vincenzo Martines, Barbara Zilli e 
Roberto Revelant. 
Sollecitata dagli interventi dei primi cittadini la presidente Serracchiani ha inteso ribadire l'importanza 
dei tavoli tecnici nei quali ogni singola Uti troverà la disponibilità dei funzionari regionali in tema di 
enti locali, contabilità e personale per accompagnare i passaggi previsti dalla legge. Oltre a ciò, 
prendendo spunto dalla recente sentenza del Tar sulla mappatura delle Uti, la presidente ha espresso 
ai sindaci presenti la disponibilità a recepire, dopo la sentenza del Tar, la volontà dei Comuni su 
eventuali riassetti territoriali dell'Unione. La presidente poi ha voluto puntualizzare il concetto della 
premialità finanziaria per i Comuni che avranno approvato gli statuti delle Uti entro il 15 aprile, 
sostenendo che il principio è perfettamente legittimo in quanto ricalca quello che vale per gli ambiti 
socio assistenziali, dove i Comuni ricevono risorse solo se stanno tutti assieme. L'assessore Panontin,
 dal canto suo, ha voluto riaffermare la possibilità per le Uti di individuare autonomamente e 
facoltativamente le funzioni previste dalla legge, oltre all'unica obbligatoria che è quella afferente alla 
programmazione europea. Infine il sindaco di Trasaghis, Augusto Picco, ha rimarcato l'opportunità di 
rivedere il sistema di voto ponderale per salvaguardare il ruolo dei comuni più piccoli. A tal riguardo 
l'assessore Panontin ha risposto che la scelta sta in capo alle stesse Uti, le quali autonomamente 
possono decidere il "peso" di ciascuno Comune associato, adottando ad esempio il modello già dagli 
stessi Comuni utilizzato all'interno dell'ambito socio assistenziale e delle Comunità montane dove 
ognuno vale un voto. 
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giovedì 10 dicembre 2015

M'ispiro di Lago. La stereografia fotografica di Massimo

I lettori più "vecchi" ricorderanno la rubrica "M'ispiro di Lago" di cui sono uscite diverse puntate sul Blog: si trattava di dar conto di come il Lago riuscisse a essere l'ispiratore di creazioni artistiche sul piano letterario, visuale, pittorico, musicale, cinematografico.
In quest'ottica non può che far piacere segnalare un'opera fotografica riguardante il Lago che è stata inserita nel catalogo 2015 delle migliori opere di arte contemporanea nel mondo.

Massimo Melis, giovane fotografo di San Daniele, è infatti uno dei protagonisti di “The Best Modern and Contemporary Artists“, edito ad Edimburgo, volume che propone le immagini di 300 artisti di tutto il mondo, 15 dei quali italiani.
L’opera inserita nel libro riguarda una visione particolare del lago di Cavazzo. In particolare, relativamente alla foto del Lago che ha colpito la giuria internazionale, Melis ha proposto una rielaborazione di foto panoramiche, disposte a 360° (tecnica che viene chiamata stereografia fotografica) da un punto di vista particolare, dunque. Una vista con un alternarsi di luci e ombre che danno un'idea del contrasto e possono avere anche dei richiami filosofici (il concetto orientale di yin e yang, per esempio).

Melis ha ricevuto una targa e un diploma nel quale è riportata la motivazione del riconoscimento:

“La rielaborazione digitale, nelle opere di Massimo Melis si trasforma in pura genialità. Il maestro è capace di rielaborare il segno e di ricollocarlo lungo i nuovi binari di significazioni. Le sue creazioni si caratterizzano per la grande concettualità che racchiudono. Opere che sono la testimonianza del mondo in cui viviamo“.

Sul sito di  Radio Studio Nord si può ascoltare una intervista in cui il fotografo spiega il proprio percorso e le proprie scelte artistiche: http://news.rsn.it/41380-2/

Ai lettori, l'invito a osservare attentamente l'originalissima produzione di Massimo Melis, sia per riconoscervi gli angoli ritratti, sia per comprenderne il multiforme messaggio.

venerdì 13 novembre 2015

Trasaghis, domenica il ritrovo di anziani e pensionati

Domenica 15 novembre è in programma il tradizionale ritrovo di anziani e pensionati a Trasaghis, in un incontro proposto dal Comune di Trasaghis con la collaborazione delle associazioni sindacali e di volontariato nonché dell'Azienda Sanitaria.
L'appuntamento prevede la celebrazione di una Santa Messa, il pranzo in comune  e un pomeriggio trascorso in allegria.


domenica 25 ottobre 2015

Anche Bordano dice no allo Statuto dell'UTI del Gemonese

Uti: Comuni divisi e Montenars propone la fusione con Gemona


Uti del Gemonese, è tre contro tre! I sei Comuni che dovranno andare a formare la futura Uti Alto Friuli si sono espressi sullo statuto del nuovo ente: dopo il voto contrario di Gemona e quello positivo di Trasaghis, Venzone e Artegna, negli ultimi giorni anche i consigli comunali di Montenars e Bordano hanno detto il loro no.
In particolare, a Montenars, dove si è votato a maggioranza con l’astensione della minoranza, si fa avanti la proposta della fusione con Gemona. «È qualcosa - chiarisce il sindaco Claudio Sandruvi - che voglio affrontare con i consiglieri comunali e con la gente di Montenars. Sappiamo tutti che un Comune piccolo come il nostro fa fatica a stare in piedi da solo e ormai sono già dieci anni che collaboriamo in modo proficuo con Gemona. Credo sia un ragionamento da fare».
A Bordano, invece, il voto è stato della sola maggioranza guidata dal sindaco Gian Luigi Colomba, poiché il gruppo di minoranza non si è presentata in aula. «Devono essere allergici all’Uti - ha commentato il primo cittadino -, perché anche quando votammo la richiesta alla Regione di far parte dell’Uti collinare non si presentarono. Fatto sta che la loro assenza non ha permesso di avere un voto unanime, visto che nel comunicato che hanno fatto pervenire si dichiaravano pure loro contrari all’Uti. Per quanto ci riguarda, noi abbiamo votato contro perché, viste le contrapposizioni che si stanno creando tra i vari Comuni, non ci sembra il caso di far partire un’unione se non vi è collaborazione fra sindaci». (p.c.)

mercoledì 21 ottobre 2015

Le UTI e il Gemonese, alla radice della questione

L'articolo di ieri sulla "questione UTI", rivolta in particolare allo stato della costituzione dell'Unione Territoriale Intercomunale dell'Alto Friuli, ha raccolto sulla pagina facebook diversi articolati commenti, che vengono riproposti anche sul Blog, per i lettori che non seguono il social. Si tratta di contributi che provengono da chi ha espresso un parere negativo sull'attuale formulazione delle UTI: le motivazioni di tale scelta vengono formulate in maniera dettagliata. Grazie agli intervenuti e ... continuate a esporre i vostri pareri su un argomento probabilmente non dibattuto sinora a sufficienza. (A&D)
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                                                            Luigino Ingrassi - Vicesindaco di Forgaria


UTI: il perché di un no. Mi preme sottolineare alcuni aspetti per chiarire meglio la mia contrarietà a questa riforma.

Il primo riguarda il metodo con il quale e' stata propugnata: un vero e proprio attacco alla democrazia, esemplificato dall' invio d
ei commissari nei territori "ribelli", dall'assenza di rappresentatività delle minoranze consiliari, dall' obbligatorietà delle unioni.

Il secondo concerne l' operatività delle future UTI, sulle quali nutro più di qualche dubbio: riusciranno gli amministratori delle UTI a rappresentare gli interessi delle varie Comunità con l' impegno e la dedizione di un amministratore comunale per il proprio territorio? Come riuscirà un Sindaco a "fare il Sindaco" se sarà impegnato in infinite riunioni a livello di UTI, sub-ambiti, distretti socio-assistenziali?
Quali saranno i tempi per prendere le decisioni?

Il terzo aspetto concerne la standardizzazione delle esigenze: come si può pensare che le esigenze di Flaibano e quelle di Forgaria siano le stesse? Eppure la futura UTI dovrà trovare una sintesi, necessariamente insoddisfacente per entrambi.

Tra i vantaggi, evidenziati nel corso di vari interventi e dibattiti, si e' sottolineato che si potrà avere una più efficiente organizzazione amministrativa, con conseguente maggiore innovazione, migliore formazione e specializzazione del personale, anche rispetto all' utilizzo delle nuove tecnologie. Ma questo significa che al momento la formazione del personale, l' informatizzazione e l' innovazione sono fermi? 

Sono convinto che, inoltre, prima di mettere in piedi nuovi organismi, in parte sovrapposti agli esistenti (come nel caso della funzione sociale e socio-assistenziale), sarebbe stato necessario redigere un piano industriale che evidenziasse le previsioni, in termini di tempi e di costi, per i primi anni di attuazione e la tempistica per andare "a regime".

Una buona strada per la riforma, diversamente da quanto e' accaduto, poteva prendere le mosse dalla legge regionale 1/2006 (legge IACOP), che poggiava su una base volontaristica per le associazioni e le fusioni e conteneva già il disegno di aree vaste (gli Aster) cui delegare parte della pianificazione e programmazione strategica.


                                                             Roberto Revelant - Consigliere regionale


Con l'elezione diretta del sindaco prima, e le UTI ora, qualcuno mi dovrà spiegare a cosa serve non solo il consiglio comunale, ma anche la giunta.
L'inarrestabile decadimento della classe politica non potrà che subire una ulteriore accelerazione.


                                                                  Pierluigi Molinaro - Sindaco di Forgaria


Molte problematiche su questa riforma sono già state esposte, io vorrei soffermarmi su alcuni aspetti cardine di tale percorso. Tutti affermano che tale riforma debba portare negli anni ad un risparmio , ma ad oggi non sono stai fati studi o non esistono piani finanziari che supportino tale principio, anzi , vengono elargiti euro 280mila ad ogni UTI per la fase di avvio ????? totale per 18 UTI oltre euro5mln, inoltre se nei primi tre anni non vengono raggiunti dei risparmi le UTI ed i comuni verranno penalizzati ????? un riforma senza studi che ne attestino ipotetici risparmi parte zoppa, senza contare nomina di direttori , pos.organizzative etc. una riforma per razionalizzare ???? dovrei capire la logica di razionalizzazione nei servizi ai cittadini, tenuto conto che oggi l'esistenza dei consigli comunali con i loro consiglieri e assessori permette di avere un livello adeguato di tali servizi che tali non ppotrebbero essere garantiti solamente del personale in servizio ( forse prima di tale riforma andava riforma il pubblico impiego ) ,dovrei capire la logica di adeguatezza ??? perchè in Fvg si costruiscono uti di 30000 abitanti in montagna e 50000 nel resto della Regione , poi di colpo nascono due uti senza rispettare tali limiti !!! ma oltretutto a livello nazionale la Legge Del Rio fa due passi indietro sia sull'obbligatorietà , sia sul limite demografico, ed invece in Friuli , che oltretutto è una regione particolare per aspetti culturali ,territoriali , tradizionali , tutto va bene . Altra considerazione , gli statuti vengono inviati ai rispettivi consigli comunali e se questi non li approvano o li modificano tali vengono commissariati !!!(siamo all'assurdo !! non abbiamo nemmeno più la libertà di pensiero in un consesso che ha costruito la storia della nostra regione ). Potrei continuare all'infinito portando altri esempi di una legge che disgrega e cancella le comunità ; il presidente UTI non sarà eletto dalla gente ma nominato da altri sindaci, il quale a sua volta nominerà un direttore ( incarico da oltre 100.000euro) e ufficio di presidenza, le minoranza non saranno rappresentate , quindi chi rappresenterà quei cittadini che nei rispettivi comuni deciderà di votare un altro candidato rispetto a quello che diventerà sindaco ? ho la sensazione che diventa più facile controllare 18 presidenti che 217 sindaci ed i loro territori !! inoltre come possiamo garantire un piano di sviluppo e manutenzione di quei territorio marginali rispetto ai centri più grandi , se all'interno dell'assemblea conteremo come il due di spade !! oggi ogni comunità grazie alla presenza di una struttura amministrativa ha costruito opportunità di sviluppo turistico ed economico , ha affrontato con responsabilità ogni problematica sociale, ha con entusiasmo scritto progetti culturali e infrastrutturali etc. Dobbiamo sgomberare quella diceria che i comuni piccoli e medi sono costosi ed inefficienti !!! bisogna cambiare certe regole burocratiche !! non cancellare i comuni !!! Potrei fare numerosi esempi di come la presenza dell'organo amministrativo ha permesso al mio comune di portare avanti alcuni progetti !!! potrei citare l'esempio del 1976 , potrei citare quello che oggi ognuno di noi fa ogni giorno ! Oggi però la moda ci porta a dire che chi si oppone ha paura del cambiamento , come ho già scritto dietro questo termine si cela la paura di assumersi la responsabilità di fare delle scelte forti , il cambiamento dev'essere in meglio non in peggio !!!! e lo dice un sindaco che nel 2018 finirà di fare il sindaco ( due mandati consecutivi come la legge Serracchiani ha scritto ), ma tal cùr simpri là me int e là me tiere !!! #ilmiofvg #noicicrediamo#FuarceeFriùl 

martedì 12 maggio 2015

Avasinis, le cerimonie del 2 maggio (III)

Tra quanti hanno fatto dei servizi di cronaca sulla cerimonia del 2 maggio ad Avasinis, va segnalato il sito Natisone.it, curato da  Aldo Taboga che alla manifestazione ha dedicato due pagine del seguitissimo sito, rivolte l'una alla cerimonia in chiesa, l'altra alla cerimonia civile presso il monumento.
Le pagine meritano attenzione poiché, oltre  a una ricca documentazione fotografica, vi sono dei files audio dai quali è possibile ascoltare brani dell'omelia di mons. Costante, dei canti e delle preghiere durante la Messa e dell'intervento del sindaco nella commemorazione.

Per vedere la pagina dedicata alla Messa:
http://www.natisone.it/messe/messe940.htm



Per vedere la pagina dedicata alla commemorazione al monumento:
http://www.natisone.it/gnovis/nuove1511.htm





giovedì 23 aprile 2015

A 70 anni dal bombardamento di Alesso (I)

Udine: Alesso bombardata, le testimonianze 70 anni dopo

Il 26 aprile 1945, una squadriglia di aerei americani effettuò una azione  su Alesso di Trasaghis per colpire le truppe cosacche che vi erano insediate: ad operazione conclusa furono parecchie decine le vittime tra i cosacchi (gli abitanti del paese erano stati fatti sfollare alcuni mesi prima) e numerose le case distrutte. A 70 anni da quei fatti, il Comune di Trasaghis ed il Centro di Documentazione sul Territorio propongono un’occasione per una ricostruzione storica di quei lontani eventi.

Domenica  26 aprile 2015, nel Centro Servizi di via Libertà, alle  18, dopo il saluto del Sindaco di Trasaghis Augusto Picco e l’introduzione dello studioso di storia locale Pieri Stefanutti, vi sarà una approfondita relazione sul tema da parte di Michele D’Aronco, autore del libro “Ali sull’Alto Friuli. Bombardamenti aerei Alleati” (Aviani & Aviani editore).
D’Aronco tratterà le vicende del bombardamento di Alesso (anche attraverso una ricca documentazione rinvenuta negli archivi americani), inquadrando l’episodio nella più generale questione dell’intervento dell’aviazione alleata sull’Alto Friuli durante la guerra (affrontando quindi la definizione delle forze aeree alleate in Italia, il ruolo della foto ricognizione aerea  e l’analisi dei rapporti della ricognizione che generavano le incursioni aeree, lo “spezzonamento” di Osoppo del 22 novembre 1944, i bombardamenti della stazione ferroviaria di Gemona fino ad arrivare alla ritirata lungo la SS13 tra la fine di aprile ed i primi di maggio del 1945 con l’aviazione alleata che bombardava le colonne tedesche durante l’insurrezione partigiana.
Sarà dunque un’occasione per rileggere le vicende di 70 anni addietro che hanno segnato  a lungo la storia di Alesso: basti pensare che al momento del terremoto del 1976 in paese si scorgevano ancora macerie delle case bombardate e che nel 2003 è stata individuata e fatta brillare nel greto del torrente Palar una delle bombe da 500 libbre che  avevano sganciato nel 1945 i bombardieri  P-38 del 14th Fighter Group.
 

Risultati immagini per alesso + bombardamento

 

lunedì 9 marzo 2015

Sanità, i timori del Gemonese (II)

Riceviamo e pubblichiamo:


Risultati immagini per Gemona + ospedaleDa aprile 2014, nel gemonese solo un'ambulanza notturna e per di più senza medico: il piano delle emergenze regionale dovrà provvedere a queste mancanze

"(...) Le direzioni sanitarie hanno iniziato a smantellare i servizi ancora prima dell'entrata in vigore della riforma, ma ora che essa è in attuazione, i servizi non ci sono. 
Non osiamo immaginare cosa succederà quando la riforma verrà applicata, dal momento che il pronto soccorso gemonese (ora funzionante sulle 24 ore) verrebbe trasformato in un punto di primo intervento con medici di medicina generale, visto che nelle schede dei presidi ospedalieri non si specifica l'obbligatorietà della preparazione in medicina d'urgenza del medico e nemmeno la sua presenza in ambulanza! Quante tragedie ancora affinchè la presidente Serracchiani e l'assessore Telesca abbandonino la solita arroganza  e riconoscano la necessità di mantenere i Ps con personale medico e infermieristico specializzato in emergenza, oltre ai mezzi necessari, sul territorio montano e pedemontano? 
La "sperimentazione" sulle ambulanze gemonesi applicata dal 1 aprile 2014 (e che avrebbe dovuto concludersi il 31 dicembre 2014) prevede l'eliminazione di un mezzo notturno e che la seconda ambulanza diurna faccia prevalentemente trasferimenti per Gemona e anche Tolmezzo! Questo, ed è l'ennesima volta che lo denunciamo, non garantisce le condizioni minime di sicurezza per i casi di emergenza su un territorio così vasto e difficile.
All'acciaieria Pittini, si è avverato lo spettro paventato dai comitati da mesi: l'ambulanza di Gemona era già impegnata in altro intervento, ma, comunque, si è immediatamente recata a Osoppo arrivando di fatto prima del mezzo inviato da Udine. L'infermiere e l'autista soccorritore del mezzo gemonese si sono apprestati a eseguire le manovre salvavita come da loro specifica preparazione, resasi necessaria nottetempo dall'assoluta mancanza di un medico a bordo o dall'intervento dell'automedica che nelle nostre zone, per prassi, non interviene. Se i mezzi disponibili a Gemona fossero stati due, come prima della "sperimentazione", i tempi di intervento sarebbero stati certamente inferiori. Senza contare, ciliegina sulla torta, che il territorio è rimasto successivamente scoperto, visto che il nostro mezzo ha dovuto accompagnare a Udine l'ambulanza medicalizzata per poi recuperare il proprio infermiere, nel frattempo salito con il medico sul mezzo udinese supportato solo da due volontari".


Coordinamento dei comitati a difesa dell'ospedale gemonese San Michele

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