Dopo diverse proiezioni (tra le quali Udine e Venzone) arriva domani a Gemona "Missus", il film che raccoglie le interviste dei preti di "Glesie furlane" - tra cui prè Gjulio - e racconta quindi la loro battaglia per il riconoscimento liturgico della lingua friulana.
Un blog per informare, per ragionare, per confrontarsi su quel che capita ad Alesso e nei dintorni. Ce sucedial, ce si fàsie, ce si podarèssie fâ a Dalés e intal dulintôr? Scuvierzìnlu su chest Blog.
"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons
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martedì 27 marzo 2018
lunedì 27 novembre 2017
"Missus", il film sui predis di "Glesie furlane", il 1° a Udin e il 10 a Vençon
A SUNS EUROPE,
IL GNÛF FILM DI MASSIMO GARLATTI-COSTA
FINANZIÂT DE ARLEF
VINARS IL PRIN DI DICEMBAR,
TEATRI GNÛF "GIOVANNI DA UDINE"
Poesie, profonditât, fuarce, musiche, lenghe e identitât:
a son chescj i ingredients principâi di “Missus”,
il docu-film di Massimo Garlatti-Costa
che al conte la storie dai ultins predis di “Glesie Furlane”.
A 43 agns de domande di celebrâ la messe in lenghe furlane
- ancjemò cence rispueste - Missus al conte la lôr bataie cuotidiane
par mantignî vive la proprie ereditât culturâl
e par afermâ la lenghe tant che espression de identitât
dal popul furlan e veicul di libertât.
Missus - che al è stât realizât ancje cui sottitui par
talian e par inglês par jessi distribuît in dut il mont
e al è stât iscrit a cuasi 20 concors internazionâi -
al è stât finanziât in maniere impuartante de
Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane e al è sostignût
ancje dal Font regjonâl pal audiovisîf dal F-VJ.
La ARLeF e à il plasê di invidâus ae proiezion
che si fasarà vinars il prin di Dicembar aes 21.00,
li dal Teatri Gnûf "Giovanni da Udine”, intal ambit di
SUNS EUROPE 2017, il festival des arts in lenghe minoritarie.
La jentrade a teatri e je libare e fin che e sarà disponibilitât
di puescj, e nol covente ritirâ il biliet par jentrâ in sale.
E dopo dal #MissusTour il documentari #MissusFilm al torne a cjase: domenie ai 10 di Dicembar aes 18.30 al sarà proietât tal Domo di Vençon.
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lunedì 9 ottobre 2017
Il festival della canzone friulana canta anche ... in dalessàn
Venerdì scorso, al teatro “Giovanni da Udine” si
è svolta la 4a edizione
del Festival della Canzone Friulana. A vincere è stato Jody Bortoluzzi col pezzo "Sunsûr" che ha conquistato giuria e pubblico in sala.
Il secondo gradino del podio è stato guadagnato dal brano “Il Cîl di
Alessandrie” cantato da Milena Galasso, con testo e musica di Daniel Spizzo e
con l'arrangiamento di Paola Selva. Infine il terzo posto è stato assegnato a "Grispis" cantata da Megan
Stefanutti con testo e musica di Aldo Giavitto con l'arrangiamento di
Alessio Domini.
Ha colpito anche “Il doman da volp”, scritto, musicato (con l’arrangiamento
di Gabriele Melchior) e cantato da Renzo Stefanutti.
Serve sottolineare che Megan ha radici dalèssane e Renzo è
dalessàn patòc?
Complimenti vivissimi da Alesso e dalla Val del Lago!
sabato 20 maggio 2017
"Lenghis" premia Filippo Di Bez di Avasinis
Filippo Di Bez di Avasinis
Domenica 14 maggio si é tenuta a Sedegliano la " Fraie de Vierte", la tradizionale festa di primavera della Società Filologica Friulana.
Dopo i discorsi di rito delle autorità sono stati premiati i ragazzi delle scuole secondarie di secondo grado per i concorsi di traduzione dalle lingue classiche e dalle lingue europee al friulano. Anche Filippo Di Bez di Avasinis (frequenta l'Istituto MAgrini - Marchetti a Gemona) ha partecipato, traducendo un dialogo dal tedesco in "marilenghe" e si è classificato al primo posto.
Il premio, consistente in libri editi dalla Società Filologica Friulana sarà sicuramente utile a migliorare le sue conoscenze.
domenica 7 maggio 2017
All'Infanzia di Avasinis il primo premio per "Scuele e marilenghe"
Prestigioso riconoscimento per la scuola dell’infanzia di Avasinis, che si è aggiudicata il primo premio al concorso “Chino Ermacora 2017. Scuele e marilenghe” promosso dalla Società Filologica Friulana, dall’Ente Friuli nel mondo, dal Ducato dei vini friulani e dal Centro di documentazione, ricerca e sperimentazione didattica di Udine, col patrocinio dell'Arlef.
A essere premiato è stato il progetto plurilinguistico in lingua friulana “A.A.A. Cercasi” che è stato coordinato dalle maestre Luisa Del Zotto, Francesca Giorgini, Romina Copetti e Claudia Zilli.
La consegna del premio, pari a 500 euro che ora potranno essere investiti sulle strutture del plesso, è avvenuta il 4 maggio nella sede della Fondazione Crup a Udine.
Il progetto realizzato affronta il tema dell’inclusione, dell’accoglienza e dell’accettazione del diverso: è stato realizzato un fascicolo individuale dove ogni bambino ha rappresentato graficamente la storia di un dinosauro che cerca casa e affronta un lungo viaggio in mongolfiera nel quale conosce molti ambienti e un luogo accogliente.
Il progetto
presentato, a detta delle insegnanti, è "la miglior risposta su come
si possa far passare il messaggio sui temi dell’inclusione, dell’accoglienza,
dell’accettazione del diverso a bambini così piccoli. Un personaggio fantastico
(un dinosauro/drago), un racconto che potesse far emergere i punti di vista
“dell’altra parte” e cioè non noi che vediamo il “diverso” e lo vogliamo
accogliere bensì “ lui” che vive la diversità propria nel vedere le differenze
degli altri e che, pur comprendendo il possibile superamento di tali
incomprensioni, si sente debole, abbassa il capo e si ritira. La risoluzione
semplice emerge nella sensibilità e nell’accoglienza dei piccoli amici trovati". L’uso della lingua friulana ha consentito di contestualizzare le proposte nella
realtà del territorio valorizzandole ulteriormente di carisma e avvicinandole ancor
più ai bambini. Inoltre l’uso di più lingue quali italiano ed inglese e del
metodo CLIL ha permesso di sensibilizzare
i piccoli allievi alle diversità linguistiche che, usate in concerto, li
ha di fatto accostati al plurilinguismo.
Il dirigente scolastico dell'Istituto Comprensivo di Trasaghis Nevio Bonutti si è congratulato con le insegnanti della scuola dell’infanzia di Avasinis per il bel lavoro svolto.
lunedì 13 giugno 2016
Bordano, adesivi "par furlan" con le farfalle
Friulano, la Provincia stanzia 17 mila euro per la promozione
„Dai libri, al teatro, agli adesivi: la Provincia stanzia 17 mila euro per il friulano“

Friulano, la Provincia stanzia 17 mila euro per la promozione
„
Leggi tutto l'articolo su: :http://www.udinetoday.it/cronaca/friulano-fondi-provincia-udine.html
„Dai libri, al teatro, agli adesivi: la Provincia stanzia 17 mila euro per il friulano“
Friulano, la Provincia stanzia 17 mila euro per la promozione
„
C’è il volume “Corâi de tradizion todescje voltâts par furlan” promossa dall’associazione “Glesie furlane”, la Setemane de culture furlane 2016 organizzata dalla Società filologica friulana, il cd musicale “Miôr cjantâ che vaî” dell’associazione Fûr Timp di Gonars, il teatro amatoriale in lingua friulana (Tolmezzo), gli adesivi plurilingue per la Casa delle Farfalle di Bordano e lo spettacolo “Vôs, suns, peraulis, e identitâts” (Cividale) tra le iniziative che riceveranno un contributo da parte della Provincia di Udine.
La Giunta di palazzo Belgrado ha approvato il secondo riparto di fondi per il 2016 destinato a soggetti pubblici e privati per attività di promozione della lingua friulana. Diciassette i beneficiari di questa seconda tranche di finanziamenti per complessivi 17 mila euro attinti da fondi propri di bilancio che sommati alla precedente assegnazione (20 mila euro), portano a 37 mila euro i fondi destinati ad attività di promozione della marilenghe. (...)
“Leggi tutto l'articolo su: :http://www.udinetoday.it/cronaca/friulano-fondi-provincia-udine.html
sabato 28 marzo 2015
A Vasìnas, per imparare in marilenghe
L’Amministrazione comunale di Trasaghis in collaborazione con la Società Filologica Friulana e il sostegno dell’ArleF, propone un Corso pratico di lingua e cultura friulana.
Il corso ha lo scopo di far conoscere meglio la lingua friulana. È aperto anche a chi non sa ancora leggere o scrivere in friulano e a chi vuole sapere qualcosa di più sul Friuli e sulla nostra storia.
Il corso è gratuito e ha una durata complessiva di 26 ore, suddivise in lezioni settimanali di due ore, che si terranno
il MARTEDI’ dalle 20.00 alle 22.00
presso il CENTRO SOCIALE nella Frazione di AVASINIS
a partire dal 7 APRILE 2015
L’attivazione è subordinata all’adesione di almeno 10 partecipanti.
Alla fine del corso, a tutti i corsisti che avranno partecipato almeno al 70% delle lezioni, verrà rilasciato un attestato di frequenza.
Le adesioni si ricevono anche telefonicamente al n.ro 0432 984070 int. 2 presso l’Ufficio Segreteria del Comune o mail: segretario.trasaghis@eell.regione.fvg.it
mercoledì 22 ottobre 2014
Venerdì a Bordano presentazione di "Mariflabis"
Lo Sportello sovracomunale per la lingua friulana del Gemonese
La Biblioteca Comunale “Ugo Rossi” - Comune di Bordano
propongono
VENERDì 24 ottobre 2014 ore 16.30 presso la Biblioteca comunale di Bordano
la presentazione della raccolta di fiabe con CD
MARIFLABIS
Storiis in marilenghe di lei e di scoltâ
In regalo, il cofanetto di fiabe per tutti i bambini presenti!
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VINARS ai 24 di Otubar dal 2014 aes 16.30 lì de Biblioteche Comunâl “Ugo Rossi”
presentazion de racuelte di contis cun CD
MARIFLABIS
Storiis in marilenghe di lei e di scoltâ
In regâl, Mariflabis par ducj i frutins presints!
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mercoledì 16 luglio 2014
Avasinis, Alesso, Bordano: esperienze di "furlan a scuele" in Val del Lago
La "Vita Cattolica" dell'altra settimana - n. 26 - ha dedicato una intera pagina alle esperienze "par furlan" che vengono fatte nelle scuole; pubblichiamo un estratto dell'articolo nelle parti che riguardano le scuole dei paesi solitamente seguiti dal Blog: le scuole dell'infanzia di Avasinis e Bordano e le primarie di Alesso e Bordano.
Un tapêt di colôrs: fruts che a disegnin, che a zuin e che a plantin un cjamp. La cuviertine di «Scuelis in vore 2» e conte il mont di «Aghis», progjet che di plui di 10 agns al puarte la lenghe furlane sui bancs di scuele di cuatri Istitûts comprensîfs dal Friûl (Faedis, Tavagnà, Trasaghis e Udin prin). Numars cetant alts: une trentine di realtâts, scuasi mil e cinccent fruts, une setantine di insegnants. Un an di lavôrs didatics che al è stât tirât dentri in 28 pagjinis, cun fotos, contis, scritis, ricercjis. Il titul al è il stes dal an prime. E duncje no si è sielt un teme comun, ma si è dât spazi ae creativitât e ae progjetazion di ducj. La suaze? Chel che a àn produsût lis singulis classis. (…) Contâ ce che si cjate dentris chestis pagjinis al è come tornâ a passâ, fûr par fûr, un an di scuele. No par nuie i fruts che lu àn fat, lu àn puartât a cjase te prime setemane di Jugn, prime de ultime campanele. Tantis a son lis contis, lis ativitâts, i zûcs davuelts, culì contignûts. Si scomence cun ordin, propit dal prin grât de istruzion, scjalin fondamentâl par indreçâ l'aprendiment de lenghe: la scuele pe infanzie. (…) A Bordan, un arbul al à insegnât i valôrs e a Avasinis si è contade la storie di un mûr. (…)Dentri de scuele primarie, lis ativitâts a son stadis plui variis ancje par vie che si son davueltis su plui classis. A Dalès, lis primis dôs classis a àn puartât indevant lis ativitâts dal progjet «Lusoruts e Cerots», in tierce e cuarte, cu la lenghe si son inventâts acrostics, in cuinte si è fevelât di bestiis. A Bordan, i fruts a àn viazât tes peraulis, pierdintsi intes storiis, cucant tai libris, jentrant tal mont fantastic des liendis.
(…)Di bon ultin, il gjornâl al ricuarde che al è atîf il sît web aghislab.it, orghin uficiâl de rêt di scuelis. Chi, i imprescj pe didatiche a son stâts condividûts e vierts a ducj. Par talian e furlan a son lis mapis di progjet, i materiâi doprâts e prontâts compagnâts di imagjinis, filmâts e presentazions multimediâls, in mût di permeti a ducj i visitadôrs di orientâsi cun facilitât tra i diviers argoments e metodologjiis. Il ministeri de Istruzion al à sostignût la realizazion dal portâl, dulà che a son documentâts e rindûts trasferibii i percors plui significativis dai ultins agns. A son li par jessi scjariâts e doprâts.
Oscar Puntel
Un tapêt di colôrs: fruts che a disegnin, che a zuin e che a plantin un cjamp. La cuviertine di «Scuelis in vore 2» e conte il mont di «Aghis», progjet che di plui di 10 agns al puarte la lenghe furlane sui bancs di scuele di cuatri Istitûts comprensîfs dal Friûl (Faedis, Tavagnà, Trasaghis e Udin prin). Numars cetant alts: une trentine di realtâts, scuasi mil e cinccent fruts, une setantine di insegnants. Un an di lavôrs didatics che al è stât tirât dentri in 28 pagjinis, cun fotos, contis, scritis, ricercjis. Il titul al è il stes dal an prime. E duncje no si è sielt un teme comun, ma si è dât spazi ae creativitât e ae progjetazion di ducj. La suaze? Chel che a àn produsût lis singulis classis. (…) Contâ ce che si cjate dentris chestis pagjinis al è come tornâ a passâ, fûr par fûr, un an di scuele. No par nuie i fruts che lu àn fat, lu àn puartât a cjase te prime setemane di Jugn, prime de ultime campanele. Tantis a son lis contis, lis ativitâts, i zûcs davuelts, culì contignûts. Si scomence cun ordin, propit dal prin grât de istruzion, scjalin fondamentâl par indreçâ l'aprendiment de lenghe: la scuele pe infanzie. (…) A Bordan, un arbul al à insegnât i valôrs e a Avasinis si è contade la storie di un mûr. (…)Dentri de scuele primarie, lis ativitâts a son stadis plui variis ancje par vie che si son davueltis su plui classis. A Dalès, lis primis dôs classis a àn puartât indevant lis ativitâts dal progjet «Lusoruts e Cerots», in tierce e cuarte, cu la lenghe si son inventâts acrostics, in cuinte si è fevelât di bestiis. A Bordan, i fruts a àn viazât tes peraulis, pierdintsi intes storiis, cucant tai libris, jentrant tal mont fantastic des liendis.
(…)Di bon ultin, il gjornâl al ricuarde che al è atîf il sît web aghislab.it, orghin uficiâl de rêt di scuelis. Chi, i imprescj pe didatiche a son stâts condividûts e vierts a ducj. Par talian e furlan a son lis mapis di progjet, i materiâi doprâts e prontâts compagnâts di imagjinis, filmâts e presentazions multimediâls, in mût di permeti a ducj i visitadôrs di orientâsi cun facilitât tra i diviers argoments e metodologjiis. Il ministeri de Istruzion al à sostignût la realizazion dal portâl, dulà che a son documentâts e rindûts trasferibii i percors plui significativis dai ultins agns. A son li par jessi scjariâts e doprâts.
Oscar Puntel
martedì 22 aprile 2014
Traduzioni, una proposta per "imparâ a voltâ par furlan"
Riceviamo e pubblichiamo dallo "Sportel furlan":
CEMÛT
SI SCRIVIAL?
CEMÛT
SI VOLTIAL?
Cors
di lenghe furlane finalizât ae traduzion
Il
sportel linguistic dal Comun di Tavagnà al è daûr a organizâ un
cors di lenghe furlane di nivel base par imparâ a doprâ la lenghe
scrite e a voltâ un test curt par furlan.
Al
durarà 20 oris dividudis in 10 lezions, une volte par setemane (pal
solit di Lunis), tignudis di docents de Serling (Alessandro
Carrozzo), societât cooperative costituide dal 2001 par furnî
servizis linguistics professionâi in lenghe furlane
(www.serling.org).
Obietîfs
dal cors a saran:
cognossi
la storie de lenghe e des sôs varietâts; rinfuarcî lis abilitâts
di produzion orâl cun ricercje e confront lessicâl; meti a fûc lis
cognossincis de grafie uficiâl, des struturis gramaticâls,
sintatichis e lessicâls de lenghe furlane; furnî e potenziâ lis
abilitâts di comprension e produzion scrite cun leturis e
traduzions. Il fîl dal discors li che si insuazin i obietîfs al
sarà simpri la traduzion.
I
students a àn di vê almancul une buine cognossince passive de
lenghe furlane.
Il
cors al è CENCE SPESE. Iscrizions dentri dai
24 di Avrîl dal 2014.
SALE:
ex
sale consiliâr dal Comun di Tavagnà in Place de Indipendence, 1 a
Felet (jentrade vecje dal Comun).
|
CALENDARI
DES LEZIONS
|
ORARIS
|
|
Lunis
28.04; 05.05; 12.05; 19.05;26.05;
|
des
6.00 aes 8.00 di sere |
|
Martars
03.06 (di concuardâ);
|
des
6.00 aes 8.00 di sere |
|
Lunis
09.06; 16.06;23.06
|
des
6.00 aes 8.00 di sere |
|
Martars
24.06 (di concuardâ) |
des
6.00 aes 8.00 di sere |
Par
informazions e iscrizions clamait il Sportel de Lenghe Furlane dal
Comun di Tavagnà 0432/577355 mail:
lenghe.furlane@comune.tavagnacco.ud.it
o la biblioteche comunâl 0432/572854.
"---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Comun
di Tavagnà
place
de Indipendence, 1
33010
Felet - TAVAGNÀ (UD)
Sportel
pe Lenghe Furlane
ARGOMENT:
domande di prenotazion al cors di lenghe furlane “Cemût si
scrivial? Cemût si voltial?”
Jo____________________________________________________________________________
nassût/nassude
a ____________________________ ai _________________________________
resident/e
a _________________________ direzion di cjase
_____________________________
telefon
_____________________________ e-mail
_____________________________________
O
SOI INTERESSÂT A PARTECIPÂ
AL
CORS DI LENGHE FURLANE
“CEMÛT
SI SCRIVIAL? CEMÛT SI VOLTIAL?” – Nivel Base
FIRME
-------------------------------------------------------------------
Se cualchidun al à bisugne di sclariments o podês clamâ al numar 0432-577355, di lunis a vinars, des 9.00 aes 2.00 dopomisdì. Stant che o vês pôcs dîs par confemâ(la scjadince e sarès ai 24 di chest mês, vâl a dî passantdoman), in vie ecezionâl e si tignaràn buinis lis iscrizions che a rivaran ancje cualchi dì dopo dal tiermin(fin ae buinore di lunis ai 28 di Avrîl).
------------------
Sportel sorecomunâl pe lenghe furlane dal Glemonàs/Sportello sovracomunale per la lingua friulana del Gemonese
Oraris pal public:
· Glemone: lunis e martars, 9.00-13.00; tel. 0432.973234;
· Bordan: miercus, 9.00-13.00; tel. 0432.988049 (int. 614);
· Vençon: miercus, 15.00-17.00; tel. 0432.985266;
domenica 16 febbraio 2014
Gnovis pal furlan. Da Bordano a Gemona per il Gemonese
Alcune "gnovis" prese dalla rete a proposito di iniziative, proposte, segnalazioni su "quel che si muove" per il friulano nel Gemonese
-----------
BORDAN: RIATIVAZION SPORTEL PE LENGHE FURLANE
Al è stât riativât il sportel sorecomunâl pe lenghe furlane dal Glemonàs, sede di Bordan. Il sportel al sarà operatîf ogni miercus, des 9.00 aes 13.00. Lis ativitâts di competence dai sportei a son la promozion de leç 482/99 pe tutele des minorancis linguistichis storichis, par chel che al inten la lenghe furlane (coordenament cun ducj i uficis dal Comun pal ûs dal furlan in ducj i setôrs de publiche aministrazion); la gjestion dai progjets finanziâts de 482/99 e de leç regjonâl 24/2006; la assistence aes associazions comunâls pe redazion des domandis di contribûts daûr de 24/2006; la realizazion in lenghe furlane di materiâl informatîf pai citadins; la traduzion in lenghe furlane di manifescj e comunicazions al public, ancje daûr de domande di citadins, associazions, scuelis, aziendis dal comun; la colaborazion cun ents e associazions sul teritori pe difusion des ativitâts e dai progjets realizâts; la informazion a sogjets publics e privâts su materiâi e oportunitâts peâts ae lenghe e culture furlane; la colaborazion cu lis scuelis, bibliotechis e ents sul teritori in mert aes strategjiis di ûs e di difusion de lenghe furlane.
GLEMONE: CORS PRATICS DI LENGHE FURLANE
Il Comun di Glemone, in colaborazion cul Sportel sorecomunâl pe lenghe furlane dal Glemonàs e cu la Societât Filologjiche Furlane, al propon un gnûf cors pratic di lenghe e culture furlane di nivel internedi avanzât. Aes lezions a saran ametûts cence necessitât di provis ducj chei che a àn za seguît i cors precedents. Tal câs di gnûfs corsiscj, al sarà necessari fevelâ cul docent par valutâ il nivel di preparazion. ll cors si davuelzarà a Glemone in 12 lezions, tacant dai 25 di Fevrâr fin ai 13 di Mai dal 2014, ogni martars des 18 aes 20. La lezion di scree e sarà ai 25 di Fevrâr te sale consiliâr dal Comun di Glemone. Dutis chês altris lezions, invezit, si davuelzaran te ex glesie di S. Michêl. Ancje chest an il cors al sarà tignût dal professôr Fausto Zof, linguist e espert di lenghe e grafie furlane. I argoments des lezions a saran la grafie uficiâl de lenghe furlane, gramatiche e sintassi, e ancje elements di tecniche de traduzion. In plui, come l’an passât, i corsiscj si metaran dacuardi cul docent par disvilupâ altris argoments di caratar storic o culturâl, daûr des lôr preferencis, interès o necessitâts di aprofondiment. Lis adesions a varan di rivâ dentri dai 21 di Fevrâr. Par informazions e iscrizions: Comun di Glemone: lun. e mart., 9.00-13.00; tel. 0432.973234; sportello.friulano@com-gemona-del-friuli.regione.fvg.it; Comun di Bordan: miercus 9.00-13.00; tel. 0432.988049, int 614; sportello.friulano@com-bordano.regione.fvg.it; Comun di Vençon: miercus, 15.00-18.00; tel. 0432.985266, int.208; sportello.friulano.venzone@gmail.com.
PER CHI SI E' PERSO QUALCHE TERMINE:
CORSO DI FRiULANO A GEMONA La Società Filologica Friulana, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Gemona, organizza un corso intermedio/avanzato di lingua e cultura friulane. Il corso, di 12 lezioni di due ore ciascuna, inizierà martedì 25 febbraio, dalle 18 alle 20. La prima lezione si terrà nella Sala Consiliare, mentre le restanti si svolgeranno presso l’ex chiesa S. Michele, con il seguente programma: Storia del Friuli, letture di testi friulani, grammatica friulana (grafia ufficiale) e traduzioni dall’italiano. Docente Fausto Zof. Per informazioni ed iscrizioni ci si può rivolgere, entro il 21 febbraio, a Linda Picco (Gemona: lun. e mart. 9-13, tel. 0432.973234; Comune di Bordano: merc. 9-13, tel. 0432.988049, int. 614; Comune di Venzone: merc. 15-18, tel. 0432.985266, int. 208).E, a proposit:
TRADUZIONS: I VINCIDÔRS DI “ESTROVERSO”
Udin, ai 13 di Fevrâr – A son stâts sielzûts i vincidôrs di “Estroverso”, il concors internazionâl di traduzion di oparis leteraris pe infanzie des lenghis dal Est Europe al talian e al furlan. La jurie presiedude di Livio Sossi, dal Ateneu di Udin, e à valutât 62 voris presentadis di 22 residents in Friûl Vignesie Julie, 39 di fûr regjon e 14 dal forest. Te sezion cec-furlan lis oparis miôr a son stadis consideradis chês di Judita Raczova di Trivignan e Linda Picco di Bordan. Lis premiazion si tignaran ai 22 di Març, aes 15, tal comun di Tavagnà.
Cioè:
TAVAGNACCO. Si è riunita la giuria, presieduta dal prof. Livio Sossi dell’Università di Udine, per la valutazione dei numerosi lavori di traduzione pervenuti durante l’edizione 2013 del concorso internazionale di traduzione di opere letterarie per l’infanzia dalle lingue dell’Est Europa all’italiano e al friulano. Le opere di questa edizione riguardavano una selezione di 5 autori tra i più in vista della Repubblica Ceca, della Repubblica di Croazia e della Repubblica di Estonia, recenti e inedite in Italia, che attraverso questo concorso l’amministrazione comunale di Tavagnacco si augura di vedere pubblicate al più presto. Per questa edizione sono giunti ben 62 lavori di cui ben 15 sono stati svolti a più mani. Hanno partecipato 22 persone residenti in regione, 39 residenti fuori regione e 14 dall’estero.
Ed ecco l’elenco di coloro che si sono aggiudicati il primo premio per ogni sezione:
SEZIONE CECO-ITALIANO:
1° premio EX AEQUO Laura Angeloni (Genzano di Roma) per la traduzione dell’opera originale “Listonoš vítr” di Čech Pavel / Malý Radek, con il titolo “Il vento postino”; Lea Ottocento (Terracina -LT) per la traduzione dell’opera originale “A pak se to stalo!” di Stará Ester, con il titolo “E poi accadde”.
SEZIONE CECO –FRIULANO:
1° premio: Judita Raczova (Trivignano Udinese -UD) e Linda Picco (Bordano-UD) per la traduzione del libro originale “Plechová Mína” di Hrnčíř Pavel, con il titolo azzeccato “Mine di bandon”.
domenica 13 ottobre 2013
Nove ricerche sociolinguistiche per "fotografare" il Friuli contemporaneo
L'Università degli studi di Udine/Universitât dal Friûl ha accolto, per mezzo del Dipartimento di Scienze umane e del Centro Interdipartimentale di Ricerca sulla cultura e la lingua del Friuli (CIRF), la sfida di impegnarsi in studi e ricerche sul territorio che potessero offrire uno spaccato della situazione sociolinguistica friulana, con la volontà di metterne a disposizione i risultati per chiunque si occupi di politica linguistica e necessiti dunque di dati certi per tarare i propri strumenti e metodi operativi. La pubblicazione Lingua friulana e società: studi sociolinguistici sul Friuli di oggi, curata dalla bordanese Linda Picco ed edita da Forum, illustra nove ricerche condotte fra il 2001 e il 2010 con lo scopo di sondare l'opinione e di rilevare i comportamenti di campioni di friulani (talora differenziati per particolari caratteristiche demografiche o professionali) in merito a questioni molto importanti come quelle relative alla tutela e alla promozione del friulano.Della pubblicazione, che sta suscitando molto interesse nell'ambito culturale friulano, riportiamo alcuni brani di recensioni uscite recentemente:
La Patrie dal Friûl:
Il Cirf al à fotografade la lenghe
La golaine dai Cuaders dal Centri interdipartimentâl di ricercje su la culture e la lenghe dal Friûl e à chê di documentâ i contribûts dal Cirf pe atuazion dal articul 26 de leç istitutive n.546/77 che e assegne a la Universitât dal Friûl la incarghe di deventâ strument organic di disvilup e rinovament dai filons origjinâi de culture, de lenghe, de storie e des tradizions dal Friûl.
Cun chest stes spirt al è stât publicât “Lingua friulana e società: studi sociolinguistici sul Friuli di oggi” di Linda Picco (edizion Forum, 2013 www.forumeditrice.it). La Universitât dal Friûl e à cussì volût cjapâ sù la sfide di impegnâsi in studis e ricercjis sul teritori che a podessin ufrî une “fotografie” de situazion sociolinguistiche furlane, cu la volontât di meti a disposizion i risultâts par ducj chei che si interessin di politiche linguistiche e che a vedi dibisugne di dâts sigûrs par verificâ i propris imprescj e metodis operatîfs.
La publicazion e presente nûf ricercjis realizadis tra il 2001 e il 2010 cun chê di scandaiâ la opinion e di rilevâ i compuartaments di campions di furlans (diferenziâts par particolârs carateristichis demografichis o professionâls) in mert a cuistions une vore impuartantis tant che chês relativis a la tutele e a la promozion dal furlan, focalizantsi pal plui su aspiets e tematichis di caratar sociâl pluitost che linguistics in sens strent.
Come che e à vût declarât la autore Linda Picco “La sociolinguistiche e je un cjamp di specializazion a cjaval tra lis siencis sociâls e chês linguistichis, e si ocupe di studiâ il rapuart tra lenghe e societât. Tal specific, si varès di fevelâ di sociologjie dal lengaç cuant che l’ogjet di studi e je la societât in rapuart cu la lenghe, mentri che la sociolinguistiche in sens stret si varès di ocupâ dal rapuart contrari”.
La impuartance di cheste publicazion, presentade di Raimondo Strassoldo, e sta ancje tal moment de sô edizion stant che e ven fûr juste cualchi mês prime che la Universitât dal Friûl e scomencedi la prossime impuartante rilevazion sociolinguistiche previodude par chest autun
(http://www.lapatriedalfriul.org/?p=11463 )
Ladins dal Friûl n. 10, Otubar 2013:
Lenghe furlane e societât: un studi sul Friûl di vuê
Tal mês di Març stât, de stamparie San Marc di Cormons, al è jessût il volum (penç 253 pagjinis) “Lenghe furlane e societât: studi socilinguistic sul Friûl di vuê”, curât di Linda Picco e editât dal Cirf (Centri Interdipartimentâl di Ricercje su la culture e la lenghe dal Friûl) e de editrice Forum, de stesse Universitât di Udin.
Il deceni che al va dal 1996 a 2007 al à rapresentât dabon un moment di fonde pe lenghe furlane e pai stes furlans. In fats, in chei agns, daspò lis batais autonomistis dai agns setante e otante, a son stadis fatis buinis la leç regjonâl 15/96 (Normis pe tutele e la promozion de lenghe furlane), la leç nazionâl 482/99 (Normis in materie di tutele des minorancis linguistichis storichis), e la leç regjonâl 29/2007 (Normis pe tutele, valorizazion e promozion de lenghe furlane). Chestis iniziativis a àn di fat segnât un gnûf cjapitul pe nestre lenghe, pe sô tutele e promozion, puartant inte cussience dai furlans la idee che al esisti un interessament istituzionâl ae lôr lenghe e che la stesse e puedi cuistâ finalmentri chê dignitât che i jere stade simpri dineade. Un efiet positîfs di chest procès lu viodin juste apont intes adesions al insegnament dal furlan a scuele, cun percentuâls che a van parsore dal 70 par cent. (...)
Lis ricercjis ilustradis in cheste publicazion a son nûf: des stessis a son stadis realizadis intai agns diviersis sintesis che a son vignudis fûr su rivistis o publicazions ancje di caratar sientific. La prime des nûf e je denominade “Mental maps: un indagjin su la percezion dai confins dal Friûl intun campion di students des scuelis mezanis superiôrs furlanis”. I Risultâts a mostrin lis scjarsis cognossincis di caratar storic, gjeografic e culturâl dai zovins dal Friûl, al di la dal propi spazi cuotidian; e in particolâr, la grande dificoltât di concepî il Friûl come disseparât de Vignesie Julie.
La seconde e rivuardave lis opinions e i ategjaments dai dipendents, docents e no docents, de Universitât di Udin in rivuart ai temis colegâts ae lenghe furlane. La ricercje e à dât di viodi che nome une minorance, ancje se numerose, dal personâl de Universitât e je favorevul a sostignî i principis e i valôrs furlaniscj. I plui sensibii dut câs a àn dât di viodi di sei i zovins.
La tierce ricercje e rivuardave un scandai su la presince des cuestions furlanistis su la stampe cuotidiane di chenti, realizade a traviers une analisi dai titui tra il mês di Dicembar dal 2000 e il mês di Avrîl dal 2002. La cuarte e jere impen risiervade a une valutazion de presince dal Osservatori regjonâl de Lenghe e de culture Furlane, suntun campion de popolazion dal nestri teritori.
Dal sigûr plui impuartant e je stade la indagjin sui students de Universitât di Udin. La tutele e il svilup dai origjinai filons de culture, storie, tradizions e lenghe dal Friûl e je sculpide inte leç istitutive de Universitât, e circje i trê cuarts dai siei students a divegnin de Furlanie. Al è stât cussì just che l’ateneu al vebi volût cognossi lis opinions e i compuartaments dai students sun chest cont. Ancje achì i favorevui a son une minorance, ma plui numerose rispiet a chê regjistrade tra il personâl dipendent de Universitât.
La setime ricercje e je lade invezit a scandaiâ un argoment di atualitât: in fats e veve par teme la “Comunicazion e promozion de lenghe furlane: opinions, ategjaments e modei convenzionâi tal contest dai consums e de publicitât intun campion de popolazion furlane”, naturalmentri inte ipotesi che l’ûs di tiermins furlans al puedi favorî la vendite di prodots locâi, soredut alimentârs. I risultâts de ricercje in chest câs a àn dât di viodi risultâts incoragjants.
Une vore origjinâl e je ancje la otave ricercje denominade “Progjet Sportis”, che si incuadre intune ativitât di informazion, sensibilizazion e di promozion de lenghe furlane tra i students dal Ateneu furlan, cemût che al è proviodût dai programs de stesse Universitât, finanziâts cun fonts che a divegnin de L.N. 482/99. In chest câs e je di sostegn la presince e la ativitât di prudêl dal CIRF, ancje a traviers la distribuzion di materiâi promozionâi.
La novesime e ultime ricercje e veve come argoment “La politiche linguistiche dai comuns furlans. Opinions, ideis e impegn dai aministradôrs locâi a pro de lenghe furlane”. Cheste ricercje e je stade inmaneade par cont dal ARLeF (Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane) e e rivuardave la politiche linguistiche a jutori de marilenghe metude in vore intai comuns. Ancje in chest câs i risultâts no son stâts simpri bogns, par mancjance di risorsis, ma plui dispès par mancjance di volontât “politiche” tal puartâ indenant chest impegn che, e chest al è il cantin di fonde, nol paie sul plan dal risultât eletorâl.
Come che e scrîf insom dal so lavôr Linda Picco: “La cuestion de tutele de lenghe di fat no je, e no po jessi, une facende che e tocje dome cheste o chê altre fazion politiche, no si pues cjapâle in man daûr de convenience e seconde di cemût che a cambiin lis zontis o lis cjariis politichis. Bisugne cjatâ un acuardi trasversâl tra lis fuarcis che nus ministrin, parcè che la cuestion de tutele de nestre lenghe e de nestre identitât e je fuarte, fondamentâl e che no si po plui ritardâ, e – che i plasi o no a tancj di lôr – e je ricognossude tant che un dirit inalienabil e fondamentâl dal om, parimentri a altris, ancjetant impuartants – come la salût o la libertât”. (renzo balzan)
mercoledì 3 aprile 2013
3 di avrîl pai furlans. Il senso di una data
A si fevele, in chescj dîs, dal 3 di avrîl como "fieste dal Friûl" e, come simpri, lis posizions a son unevore difarentis: al è chel che al cjacare di "bufulis", cui che al sostèn che al è sacrosant....Une clâf di leture unevore interessante a è che di W. Cisilino sul MV di cualchi dì indaûr: la date, in sè, a jè une invenzion, une gjeniâl invenzion di prè Checo Placereàn, ma al è un imprest unevore util par judâ i furlans a resonâ su la lôr storie e sul lôr jessi. (A&D)
Luci e ombre sul 3 avrîl, ma il Friuli nacque allora
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di WILLIAM CISILINO
Per capire il vero significato, e quindi il valore, della Fieste de Patrie dal Friûl non serve andare fino al 1077, ma è sufficiente fermarsi al 1977 quando pre Checo – al secolo don Francesco Placereani da Montenârs – ne organizzò la prima edizione. La grande intuizione di Pre Checo. Cerchiamo di utilizzare il suo punto di vista. Le grandi battaglie dell’autonomismo, risorto nel ’66 col Movimento Friuli e nel ’67 con la Mozione del clero per il Friuli, sono ancora ben lungi dal vedere dei risultati concreti, sia in campo sociale sia economico; per non parlare di quello politico, dominato dalla neo-capitale Trieste. Nel ’76 l’Orcolat, il terremoto, sconvolge il Friuli. È in quel momento che pre Checo intuisce che i friulani hanno davanti a sé un’occasione unica per prendere in mano le redini del proprio destino e, per farlo, devono uscire da quella situazione “cul cjâf e no cui pîts, come i muarts”. Gli occhiali della storia Per fare ciò, il popolo friulano doveva riappropriarsi la politica, la chiesa, l’economia, l’istruzione superiore, ma, in primis, la propria lingua, cultura, identità e storia. Per pre Checo era tutto collegato e la visione del Friuli d’oggi e di domani non poteva esistere senza la piena e corretta conoscenza del passato. Lo spiega bene uno dei nostri storici autorevoli, Giancarlo Menis: «Pre Checo, in quanto era un uomo libero e voleva che i friulani fossero liberi, ha usato la storia continuamente, per sé e per gli altri, in ogni suo aspetto, magari a volte inzuppandola nell’aceto o ricorrendo alla trasfigurazione mitica dei fatti. La storia si intreccia sempre nei suoi pensieri come l’unico strumento adatto per afferrare il bandolo della matassa aggrovigliata dalla realtà». Insomma, l’esatto opposto di chi, oggi, da qualche alto scranno, vorrebbe farci intendere che le uniche lenti per comprendere e dare senso alla realtà sono quelle economiche. Perché il 3 aprile 1077 Chi conosceva questa data prima dell’azione di pre Checo? Forse nemmeno gli storici. Lo stesso Pio Paschini, nella sua grande Storia del Friuli (che pure aveva un’impronta molto ecclesiastica), liquida l’evento in poche righe. Pre Checo lo riscopre, lo approfondisce e comprende che quel fatto costituí la vera chiave di volta della vicenda friulana, come infatti tutti gli storici successivi – con diverse sfumature – dovettero ammettere.
Quel 3 aprile, infatti, il patriarca Sigeardo, in ragione della sua fedeltà all’imperatore Enrico IV, ricevette da questi l’investitura feudale di Duca del Friuli (nonché Marchese d’Istria): nasceva lo Stato patriarcale friulano. «Si costituiva cosí – spiega Giancarlo Menis nella sua Storia del Friuli – un vasto e compatto territorio che doveva sottostare alla giurisdizione feudale del patriarca. In poche parole veniva fondato quel “principatus Italiae et Imperii” politico-ecclesiastico, che sanciva una realtà sociale già consolidata attraverso un lungo processo storico che, di lí in avanti, per tre secoli e mezzo, avrebbe unito i friulani in forme sempre piú elevate di vita civile».
Ritorno al Medioevo? Perché pre Checo non andò a pescare qualche data storica piú recente, ma addirittura si inoltrò sino al 1077? Cosa c’entra il Medioevo col Friuli d’oggi? (ripeto alcune domande che mi sento fare ogni anno). È inutile negarlo: qui ci troviamo nel campo minato della “invenzione della tradizione”, a cui l’insigne storico Eric J. Hobsbawm ha dedicato la sua celebre opera. Un campo, va detto, in cui tutti si sentono legittimati a criticare tutto (degli altri), senza ricordare che il concetto hobsbawniano si applica a tutte le nazioni e, in particolare, agli Stati-nazione. Lo storico italiano Banti ha scritto numerosi libri per descrivere come il nazionalismo italiano ha usato e abusato della storia per altri fini.
La Festa del 3 aprile è, e deve essere, qualche cosa di diverso. Tanto per essere chiari: nessuno rimpiange lo Stato patriarcale friulano o lo ritiene il non plus ultra di governo cui tornare, come alle risorgive della vera identità friulana. Tutti sanno che quello Stato era inserito in un contesto feudale dove il popolo subiva le decisioni, invece di esserne parte. Però, come chiosava lo storico Tito Maniacco, “sicuramente era uno Stato satellite, ma pur sempre Stato”. La nascita di un’identità Ritengo molto azzeccata la scelta di pre Checo in quanto, a differenza di altre date più o meno recenti, è quella che ha segnato di più non tanto e non solo i destini politici, bensì i destini culturali del Friuli. Di altre date non si può dire lo stesso (qualcuno ha proposto il 568, con l’arrivo dei Longobardi o la rivolta della Zobia grassa del 1511 o altre ancora). Che piaccia o no, in seguito a quel fatto storico, il territorio dello Stato patriarcale da un lato restò isolato rispetto al resto d’Italia, rimanendo per alcuni secoli sotto l’influenza dell’Imperatore, dall’altro sviluppò al suo interno una omogeneità linguistica e culturale con il definitivo affermarsi della lingua friulana, anche nella sua forma scritta, sia per gli usi giuridico-amministrativi che per quelli letterarii. A differenza del dominio politico di patriarchi che mai furono friulani, possiamo dire con orgoglio che questo patrimonio di lingua e di cultura, rimasto miracolosamente intatto fino ai nostri giorni, appartiene solamente al popolo friulano.
A noi il compito, oggi, di preservarlo, per dirla con David Maria Turoldo, “pal ben dal nestri popul e cuintri di nissun”.
Per capire il vero significato, e quindi il valore, della Fieste de Patrie dal Friûl non serve andare fino al 1077, ma è sufficiente fermarsi al 1977 quando pre Checo – al secolo don Francesco Placereani da Montenârs – ne organizzò la prima edizione. La grande intuizione di Pre Checo. Cerchiamo di utilizzare il suo punto di vista. Le grandi battaglie dell’autonomismo, risorto nel ’66 col Movimento Friuli e nel ’67 con la Mozione del clero per il Friuli, sono ancora ben lungi dal vedere dei risultati concreti, sia in campo sociale sia economico; per non parlare di quello politico, dominato dalla neo-capitale Trieste. Nel ’76 l’Orcolat, il terremoto, sconvolge il Friuli. È in quel momento che pre Checo intuisce che i friulani hanno davanti a sé un’occasione unica per prendere in mano le redini del proprio destino e, per farlo, devono uscire da quella situazione “cul cjâf e no cui pîts, come i muarts”. Gli occhiali della storia Per fare ciò, il popolo friulano doveva riappropriarsi la politica, la chiesa, l’economia, l’istruzione superiore, ma, in primis, la propria lingua, cultura, identità e storia. Per pre Checo era tutto collegato e la visione del Friuli d’oggi e di domani non poteva esistere senza la piena e corretta conoscenza del passato. Lo spiega bene uno dei nostri storici autorevoli, Giancarlo Menis: «Pre Checo, in quanto era un uomo libero e voleva che i friulani fossero liberi, ha usato la storia continuamente, per sé e per gli altri, in ogni suo aspetto, magari a volte inzuppandola nell’aceto o ricorrendo alla trasfigurazione mitica dei fatti. La storia si intreccia sempre nei suoi pensieri come l’unico strumento adatto per afferrare il bandolo della matassa aggrovigliata dalla realtà». Insomma, l’esatto opposto di chi, oggi, da qualche alto scranno, vorrebbe farci intendere che le uniche lenti per comprendere e dare senso alla realtà sono quelle economiche. Perché il 3 aprile 1077 Chi conosceva questa data prima dell’azione di pre Checo? Forse nemmeno gli storici. Lo stesso Pio Paschini, nella sua grande Storia del Friuli (che pure aveva un’impronta molto ecclesiastica), liquida l’evento in poche righe. Pre Checo lo riscopre, lo approfondisce e comprende che quel fatto costituí la vera chiave di volta della vicenda friulana, come infatti tutti gli storici successivi – con diverse sfumature – dovettero ammettere.
Quel 3 aprile, infatti, il patriarca Sigeardo, in ragione della sua fedeltà all’imperatore Enrico IV, ricevette da questi l’investitura feudale di Duca del Friuli (nonché Marchese d’Istria): nasceva lo Stato patriarcale friulano. «Si costituiva cosí – spiega Giancarlo Menis nella sua Storia del Friuli – un vasto e compatto territorio che doveva sottostare alla giurisdizione feudale del patriarca. In poche parole veniva fondato quel “principatus Italiae et Imperii” politico-ecclesiastico, che sanciva una realtà sociale già consolidata attraverso un lungo processo storico che, di lí in avanti, per tre secoli e mezzo, avrebbe unito i friulani in forme sempre piú elevate di vita civile».
Ritorno al Medioevo? Perché pre Checo non andò a pescare qualche data storica piú recente, ma addirittura si inoltrò sino al 1077? Cosa c’entra il Medioevo col Friuli d’oggi? (ripeto alcune domande che mi sento fare ogni anno). È inutile negarlo: qui ci troviamo nel campo minato della “invenzione della tradizione”, a cui l’insigne storico Eric J. Hobsbawm ha dedicato la sua celebre opera. Un campo, va detto, in cui tutti si sentono legittimati a criticare tutto (degli altri), senza ricordare che il concetto hobsbawniano si applica a tutte le nazioni e, in particolare, agli Stati-nazione. Lo storico italiano Banti ha scritto numerosi libri per descrivere come il nazionalismo italiano ha usato e abusato della storia per altri fini.
La Festa del 3 aprile è, e deve essere, qualche cosa di diverso. Tanto per essere chiari: nessuno rimpiange lo Stato patriarcale friulano o lo ritiene il non plus ultra di governo cui tornare, come alle risorgive della vera identità friulana. Tutti sanno che quello Stato era inserito in un contesto feudale dove il popolo subiva le decisioni, invece di esserne parte. Però, come chiosava lo storico Tito Maniacco, “sicuramente era uno Stato satellite, ma pur sempre Stato”. La nascita di un’identità Ritengo molto azzeccata la scelta di pre Checo in quanto, a differenza di altre date più o meno recenti, è quella che ha segnato di più non tanto e non solo i destini politici, bensì i destini culturali del Friuli. Di altre date non si può dire lo stesso (qualcuno ha proposto il 568, con l’arrivo dei Longobardi o la rivolta della Zobia grassa del 1511 o altre ancora). Che piaccia o no, in seguito a quel fatto storico, il territorio dello Stato patriarcale da un lato restò isolato rispetto al resto d’Italia, rimanendo per alcuni secoli sotto l’influenza dell’Imperatore, dall’altro sviluppò al suo interno una omogeneità linguistica e culturale con il definitivo affermarsi della lingua friulana, anche nella sua forma scritta, sia per gli usi giuridico-amministrativi che per quelli letterarii. A differenza del dominio politico di patriarchi che mai furono friulani, possiamo dire con orgoglio che questo patrimonio di lingua e di cultura, rimasto miracolosamente intatto fino ai nostri giorni, appartiene solamente al popolo friulano.
A noi il compito, oggi, di preservarlo, per dirla con David Maria Turoldo, “pal ben dal nestri popul e cuintri di nissun”.
(Messaggero Veneto, 30 marzo 2013)
sabato 16 marzo 2013
Tutela del friulano: una "cazzata" o un impegno sacrosanto?
Remo Brunetti di Cjavaç è noto anche ai lettori del Blog per il suo impegno nella difesa del territorio e della lingua friulana. Una sua riflessione, nata dopo la singolare esternazione del presidente Tondo che ha definito la tutela del friulano "una cazzata", già pubblicata da altri organi di informazione, è stata pubblicata oggi dal Messaggero Veneto ricevendo anche una risposta piccata da parte dell'ex direttore Sergio Gervasutti.
Chi vuole, può intervenire sul Blog a proposito del discorso generale o delle singole affermazioni.
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Egregio signor Brunetti, nella sua sfilza di sciocchi che popolano la nostra regione ha dimenticato un nome: il mio. Come credenziali per entrare a far parte del club posso fornire testimonianze del mio appassionato interesse per la lingua friulana, ma evito di farlo, perché si legge chiaramente nel suo scritto che nel mirino c’è un’altra persona: il governatore Renzo Tondo. Consenta dunque a un semplice “appassionato” senza vincoli politici di ritenere eccessivo il suo sarcasmo su un argomento importante, che merita valutazioni meno animose e all’occorrenza più costruttive. Non ho alcun motivo per addebitare a Tondo atteggiamenti e azioni in contrasto con la tutela e la valorizzazione della lingua che abitualmente parla, né mi rifiuto di prendere atto delle sue precisazioni in merito alla querelle sorta recentemente sull’argomento (al limite, posso pensare che frequentando Berlusconi abbia imparato bene l’utilizzo dell’altrui presunta incomprensione). In ogni caso, non condivido la sentenza secondo cui «l’amministrazione Tondo sarà ricordata per i suoi atteggiamenti persecutori nei confronti della minoranza linguistica friulana». Il club degli sciocchi spero lasci libertà di voto ai suoi soci.
Chi vuole, può intervenire sul Blog a proposito del discorso generale o delle singole affermazioni.
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LA LETTERA DEL GIORNO
Friulano: meno animosità nella tutela
Se per il signor Renzo Tondo “è sciocco tutelare il friulano”, sono sciocchi anche coloro che per questa tutela si sono battuti e si battono. Ma sciocco fu allora anche il Parlamento italiano che con la legge 482 del 1999 definì noi friulani minoranza linguistica storica. Sciocchi furono anche i padri costituenti che nel 1947 vollero, con l’art.6 della Costituzione impegnare tutta la Repubblica alla tutela delle minoranze linguistiche. Sciocchi furono pure i consiglieri regionali che negli anni Novanta fissarono per legge la normalizzazione di questa lingua, approvando la prima legge di tutela regionale. Sciocchi furono anche i consiglieri regionali della passata amministrazione, che nel 2007 approvarono la legge 29 sulla tutela e la promozione del friulano. E se questa è stata una cazzata, per usare le parole del signor Tondo, fecero una cazzata anche i componenti della congregazione per il culto divino, che nel 2001 riconobbero a questa nostra lingua il grado di lingua liturgica. E naturalmente sono sciocchi tutti coloro che prendono sul serio le leggi dello Stato, come quei genitori che hanno deciso di avvalersi dell’insegnamento del friulano. E se ora di fronte alle numerose e indignate rimostranze il signor Renzo Tondo di Tolmezzo dice che la sua è stata una semplice battuta, è doveroso ricordare a tutti che questo è invece il suo autentico pensiero. Infatti nel 2008, a San Daniele, davanti ai suoi sostenitori, egli si espresse proprio su questo tema dicendo di non credere nella tutela delle minoranze linguistiche e di non credere nelle autonomie speciali. Come ha potuto una persona così assumere la carica di presidente di una regione a statuto speciale, la cui specialità si fonda essenzialmente sulla presenza di minoranze linguistiche sul proprio territorio? Forse perchè siamo stati così sciocchi da votare lui e i suoi degni compari? Del resto il signor Renzo Tondo di Tolmezzo sa benissimo che il dibattito sulla tutela delle minoranze è chiuso e che alla sua amministrazione spettava solo di mettere in pratica quanto prescritto dalle leggi. Questo purtroppo è avvenuto solo in minima parte, e anzi l’amministrazione Tondo sarà ricordata per i suoi atteggiamenti persecutori nei confronti della minoranza linguistica friulana. E se questo politico di lungo corso ha voluto fare una tale cosciente provocazione, probabilmente è stato solo per tentare di sviare gli elettori dai gravi errori ed omissioni della sua amministrazione.
Remo Brunetti
Cavazzo Carnico
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La risposta di Gervasutti
(Messaggero Veneto, 16 marzo 2013)
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