"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

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Visualizzazione post con etichetta Arzino. Mostra tutti i post
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domenica 6 dicembre 2015

Si potrà fare il bagno nel Lago anche la prossima estate. Lo certifica la Regione

Risultati immagini per lago di cavazzo + bagnantiLa qualità delle acque di balneazione del Friuli Venezia Giulia, sia quelle marine che quelle di laghi, fiumi e torrenti (dal Lazzaretto di Muggia, a pochi metri dal confine sloveno, fino a Punta Tagliamento, passando anche per le acque dolci del lago di Cavazzo, del torrente Arzino, di Sauris, della Meduna e del Natisone), è ottima. Lo evidenzia una delibera approvata venerdì 4 dicembre  dalla Giunta regionale, su proposta dell'assessore alla Salute Maria Sandra Telesca, a seguito delle analisi e dei campionamenti effettuati dall'Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente (ARPA).

L'assessore 
ricorda poi che l'ARPA effettua continui controlli (sono 65 le zone oggetto di analisi) e non a caso è dicembre il mese in cui la Giunta individua e classifica le acque destinate a balneazione, indicandone la qualità per ogni località.

"Lo facciamo in questo periodo per aver tutto il tempo per intervenire nel caso dovessero essere identificati dei problemi, che quest'anno proprio non ci sono", precisa l'assessore, sottolineando come pressoché ovunque la valutazione espressa da ARPA sia eccellente o buona, mentre solo in due località la qualità sia stata giudicatasufficiente.

"Nessuna analisi ha messo in evidenza qualità delle acque insufficienti e quindi possiamo essere soddisfatti, in vista di una prossima stagione balneare che auspichiamo possa confermarsi sui livelli della stagione estiva del 2015".

(da comunicato della RAFVG)
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Risultati immagini per Palar + bagnantiDunque, se la Regione certifica a dicembre la balneabilità delle acque della prossima stagione estiva, non sarebbe il caso di utilizzare l'inverno anche per una analisi delle problematiche dell'afflusso di "fruitori della balneabilità" emerse così prepotentemente nelle scorse estati, soprattutto per il Palar, al fine di arrivare poi alla definizione di proposte operative condivise? (A&D)

lunedì 28 settembre 2015

Dalla vallata contigua ... Arzinday 2015

Una breve segnalazione per una iniziativa della vallata contigua a quella del Lago, quel "Cjanâl di San Francesc" con cui vi erano strette relazioni quando la alta valle del Palâr (da Armentaria a Cjampês) era economicamente utilizzata e frequenti i rapporti tra le comunità.
Ecco allora la proposta dell'ArzinDay rilanciata ... se qualche valdelaghino vuole parteciparvi.




lunedì 13 luglio 2015

Una nuova pagina facebook dedicata al Palâr

Dunque, "il Palar è il più bel posto in Friuli per fare il bagno": la classifica l'ha fatta "Udine Today". Quando il Blog "Alesso e Dintorni" ha rilanciato la notizia, l'articolo (http://cjalcor.blogspot.it/2015/07/il-palar-e-il-piu-bel-posto-in-friuli.html) ha avuto più di 5000 visualizzazioni. Cose incredibili! Ecco allora che, da una costola di "Alesso e Dintorni" è nata  nuova pagina facebook: per far conoscere ma, soprattutto, valorizzare e salvaguardare il Palâr. Sarà una pagina aperta, destinata a raccogliere foto, osservazioni, commenti, informazioni, proposte. Naturalmente, come si dice sul Blog, "cun creance e sintiment". Buon viaggio, allora, agli "amici del torrente Palâr".
Per chi vuole visitare la pagina, mettere un "mi piace" e collaborare con foto, materiali, testimonianze, pensieri:
https://www.facebook.com/Palar2015



Frattanto, su "Udine Today" continuano a registrarsi commenti positivi per il Palâr:

Spiagge fiumi e laghi in Friuli: la classifica definitiva
„
"Lo si era compreso dai primi commenti sulla nostra fanpage che il Palâr incontra i favori di tantissme persone, ma un plebiscito del genere nel contest organizzato per stabilire qualle fosse la spiaggia d'acqua dolce migliore del Friuli era difficile immaginarselo. È con oltre 400 voti che il torrente ha sbaragliato tutta la concorrenza, mettendo in fila sul podio Natisone e Arzino. Medaglia "di legno" per il Tagliamento, che ha chiuso quarto. In coda alla graduatoria il Meduna, con i laghi di Cavazzo e di Cave del Predil a fargli compagnia". 

“

Potrebbe interessarti:http://www.udinetoday.it/cronaca/claddifica-fiumi-laghi-spiagge-friuli.html
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martedì 27 gennaio 2015

Giornata della memoria. Quei partigiani di Bordano presi sul Tagliamento e deportati

Chi segue da tempo il Blog sa che, ogni "giornata della memoria" abbiamo proposto testimonianze di persone che, dalla Val del Lago, hanno subìto la drammatica esperienza dei campi di concentramento: così Celest di Alesso, Rino di Bordano, Tinut di Avasinis, e altri.

Aggiungiamo un nuovo tassello, riportando una testimonianza semisconosciuta del comandante partigiano Furore che, in una intervista del 1982, raccontò del tentativo di sganciamento dai rastrellamenti tedeschi dell'inverno 1944, citando espressamente la cattura, durante il transito sul Tagliamento e la  successiva deportazione di diversi partigiani di Bordano.

In Canal di Cuna, circa il 4 - 5 dicembre '44, della Brgt. "Picelli" eravamo ancora più di 200 uomini, forse 250. Compatti piegammo a est, attraversammo l'Arzino e salimmo sui monti della vallata del torrente Leale. Poi ci dividemmo in squadre: ogni squadra raccoglieva partigiani dello stesso paese, Bordano, Braulins, Avasinis, Alesso, Trasaghis, Peonis. Ogni squadra doveva raccogliersi attorno al proprio paese, rimettersi a posto possibilmente e poi attraversare il fiume [Tagliamento] nei luoghi ben conosciuti dalla maggior parte degli uomini. E così si fece. Ci perdemmo di vista. Ognuno nelle diverse squadre si comportò bene: chi prima, chi poi, squadra dopo squadra passò il Tagliamento. Ci furono perdite: per esempio, il gruppo di Bordano fu catturato al completo e i membri del gruppo inviati in Germania ai campi di concentramento; molti perirono travolti dalle acque del fiume; ma essendo del luogo, la maggior parte riuscì a guadare il Tagliamento.

(Testimonianza  di Luigi Grion "Furore" del 19.01.1982 -   Archivio IFSML, f. Testimonianze, b. 1 f 6)

Cussì, butìnle lì ... a chi vorrà approfondire i contorni dell'episodio precisando circostanze e protagonisti.
Sempre nell'estremo rispetto delle sofferenze patite.

sabato 11 gennaio 2014

Lago e Arzino, tra pericoli e prospettive

Centrali, centraline, piano delle acque: tematiche più volte affrontate sul Blog che, periodicamente, vengono riprese e approfondite.
In consiglio regionale c'è stata, in questi giorni, una presa di posizione di una consigliera del Mov. 5 stelle che, partendo dall'ipotesi di realizzazione d una centralina sull'Arzino, ha riaffrontato le tematiche generali delle acque in Friuli, Lago compreso.
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La consigliera regionale del MoVimento 5 Stelle Ilaria Dal Zovo prende posizione sull'ipotesi di sfruttamento a fini commerciali del torrente Arzino.

"Pur non ricadendo nel territorio di Vito d'Asio, la centralina si colloca su un torrente che la lungimiranza degli amministratori di quel Comune ha considerato come un bene da proteggere adottando le norme di tutela sopra descritte - aggiunge dal Zovo -. Il torrente va visto, infatti, come un elemento ambientale unico e continuo. Pertanto l'auspicio è che anche gli altri comuni adottino norme di tutela analoghe visto che la centralina in progetto si trova nel territorio del Comune di Preone dove non vige questo piano regolatore.

"Se tutto questo non bastasse a fermare questo progetto, in Regione stiamo trattando il piano tutela delle acque che prevede regole molto stringenti e severe per l'installazione di nuove centraline idroelettriche.

"È ora di dire basta allo sfruttamento dei nostri corsi d'acqua e dei nostri laghi. Abbiamo già visto gli effetti che possono avere le prese d'acqua nei nostri fiumi. Abbiamo devastato il Lago di Cavazzo con lo scarico della centrale e anche il fiume Isonzo risulta impoverito e ferito poiché quasi tutte le sue acque vengono convogliate nel canale dei dottori - precisa la portavoce M5S -. Dobbiamo riprenderci la nostra natura, tutelarla e difenderla. Altrimenti non ci rimarrà nulla. Per questo appoggiamo il Movimento Tutela Arzino e ci rendiamo disponibili a fare tutto ciò che potremo in Regione.

"Ricordiamo infine che il 24 ottobre 2012 è già stata presentata in Regione una petizione, la n.37, promossa dal Movimento Tutela Arzino con la collaborazione di Legambiente Fvg, Wwf e altri comitati. Una petizione firmata da 2.187 cittadini proprio per 'la salvaguardia dell'integrità ambientale e idraulica del torrente Arzino e dei suoi affluenti'. 

(http://www.consiglio.regione.fvg.it/pagine/comunicazione/comunicatistampa.asp?comunicatoStampaId=315502)

venerdì 20 dicembre 2013

Preparait las mudandinas! Anche quest'estate si potrà fare il bagno nel Lago

Dalla Regione, l'assessore Telesca fa sapere che, sulla base delle rilevazioni dell'Arpa,  il Lago rientra tra le zone ritenute balneabili nella prossima estate. Sot Nadâl .... a jè une biele gnove!
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(AGENPARL) - Trieste, 20 dic - Con una delibera proposta dall'assessore alla salute, Maria Sandra Telesca, la Giunta regionale, preso atto delle analisi effettuate dall'Agenzia per la protezione dell'Ambiente - Arpa, ha individuato e classificato le acque destinate alla balneazione per la stagione balneare 2014. Come si evince in un dettagliato elenco allegato alle deliberazione, la qualità delle acque risulta quasi ovunque pressoché eccellente, sia lungo l'arco costiero, da Muggia a Lignano, che in acque interne, quali alcune località dei laghi di Cavazzo e Sauris, dei fiumi Natisone e Tagliamento, del torrente Meduna. Sono state definite di qualità 'scarsa' solo le acque di Marina Julia, del Lido di Staranzano e, tra le interne, del torrente Arzino. Per esse dovranno essere adottate opportune misure di gestione. Tutte le acque superficiali non presenti nell'elenco predisposto dalla direzione salute della Regione devono intendersi non destinate alla balneazione.

(http://www.agenparl.it/articoli/news/politica/20131220-fvg-telesca-individuate-e-classificate-acque-balneazione-stagione-2014)


lunedì 9 dicembre 2013

Una petizione per chiedere una legge speciale per il Lago (VI)

Si allarga l'interesse attorno alla petizione per il Lago promossa da Remo Brunetti e sostenuta dal Blog "Alesso e Dintorni". Ne ha parlato, domenica 7, il "Gazzettino" che ha sottolineato come la richiesta di una legge speciale per il Lago parta dalla "comunità della Val del Lago" sull'esigenza di "una rinaturalizzazione che potrà venire solo portando fuori le acque turbinate a Somplago".
Anche gli "Amici dell'Arzino" hanno concordato sulla validità dell'iniziativa : "ANCHE IL MOVIMENTO TUTELA ARZINO si unisce alla richiesta avanzata dai comitati della Val del Lago sulla necessità di una legge speciale per la salvaguardia e il ritorno alla naturalità del lago di Cavazzo, da oltre 50 anni utilizzato come bacino di scarico della centrale idroelettrica di Somplago."


La notizia della petizione, inoltre è stata data anche dal sito Carnia.la (http://carnia.la/2013/12/09/una-petizione-per-la-salvaguardia-del-lago-dei-tre-comuni/ ).
Come più volte indicato, si firma la petizione (che ha già superato le 300 adesioni) cliccando su questo link: http://chn.ge/1902Tqh 

domenica 3 febbraio 2013

Quel che si muove ... sul "fronte centraline". In tribunale per la mancata concessione sull'Arzino


Mentre si aspetta di riuscire a "capì un dret", capirci cioè qualcosa  districandosi nella selva di richieste di realizzazione di centraline tra Leale  e Tagliamento, dalla "cugina"  Val d'Arzino rimbalza la notizia che il "no"  dato da quelle amministrazioni comunali  e da Legambiente alla realizzazione di una Centralina sull'Arzino  viene contestato dalla Soietà che doveva eseguire i lavori. Della serie: il quadro è sempre più complesso...

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Finisce in tribunale il “no” alla centralina sull’Arzino

Una società di Teramo ha chiamato a giudizio Regione e Comune di Vito d’Asio. Prosegue intanto la battaglia per bloccare un altro impianto più impattante

di Fabiano Filippin
VITO D’ASIO. La mancata centralina sull’Arzino finisce in un’aula di tribunale. Comincerà mercoledì a Roma, di fronte allo speciale giudice per le acque pubbliche, il processo intentato da una ditta di Teramo contro il Comune di Vito d’Asio e la Regione.
Tutta colpa della delibera comunale dello scorso settembre con cui l’amministrazione civica ha dato parere negativo alla costruzione di un impianto idroelettrico in località Marins. Secondo i tecnici e gli amministratori dell’ente locale quel progetto, presentato dalle Industrie tessili del Vomano, non è in linea con i principi della tutela dell’ambiente. Dello stesso avviso la Regione, che ha definitivamente cassato l’idea.
La società abruzzese non si è però data per vinta e ha notificato ai due enti pubblici un ricorso giudiziario. Secondo la Itv gli atti amministrativi prodotti per l’occasione sono nulli e quindi Comune e Regione devono pagare i danni. Il risarcimento sarebbe equivalente all’energia elettrica che non è stato possibile vendere in questi mesi di impasse.
Il sindaco Pietro Gerometta ha discusso della vicenda con l’avvocato regionale, già costituitosi a Roma. «Abbiamo deciso di non partecipare al contenzioso visti gli alti costi che la difesa a Roma imporrebbe alle nostre finanze – ha spiegato il primo cittadino –. Siamo convinti della bontà del nostro operato. Il parere richiestoci è previsto dalla legge. La procedura è stata corretta. Di fatto siamo protetti dalla presenza in aula della Regione, alla cui assistenza ci rimettiamo senza timore alcuno».
Intanto in valle prosegue la battaglia per evitare la costruzione di una centrale ben più impattante lungo il greto dell’Arzino. Il geologo Dario Tosoni ha ricordato come già negli 50 ci avesse provato la Sade, la società veneziana responsabile del disastro del Vajont. L’idea dello sbarramento sull’Arzino venne però bocciata dagli stessi ingegneri veneziani, accusati dopo qualche anno della strage del 9 ottobre 1963.
«Prima di prendere una decisione furono studiate per anni le portate del fiume – ha raccontato l’esponente di Vito d’Asio –. Poi venne decretato di non fare nulla perché c’erano troppa poca acqua e dislivelli eccessivamente ridotti. Il bello è che gli attuali piani di sfruttamento usano quegli stessi dati, vecchi di 60 anni. Perché si cerca di accaparrarsi con violenza quello che non c’è, inviando carte in Regione che dicono tutto e il contrario di tutto?».
A settembre, poco prima dell’inizio della valutazione del progetto, i proponenti della diga avrebbero dichiarato di volere aumentare da 200 a 468 litri al secondo il deflusso minimo vitale, ovvero il volume di acqua lasciata in alveo.

Messaggero Veneto (edizione di Pordenone), 2 febbraio 2013

venerdì 26 ottobre 2012

Centraline. In Val d'Arzino le contestano. Da noi....

Se non abbiamo sbagliato i conti, ci sono 8 richieste di centraline, tra il Leale, il Lago e il Tagliamento. All'uscita del Lago, sul canale Sade,  una di operatori privati gemonesi, una del Cosint, una dell'Elpo. Sul Leale, una di Renowa, una di un'altra ditta udinese e una del Comune. Alla confluenza del Melò col Tagliamento, due del Cosint.Quante e quali hanno possibilità concrete? Chissà. 
Il Sindaco di Trasaghis  ha dichiarato al Blog che "ovviamente non potranno essere realizzate tutte".  Rimane da capire quali saranno i criteri e i tempi di scelta,  rimane da capire se le proposte alternative dei Comitati, capaci a loro dire di garantire produzione idroelettrica, salvaguardia del Lago  e rifornimento per centraline e irrigazione avranno modo e possibilità di essere accolte. 
Frattanto realizzazioni di questo tipo sono state bocciate della vicina Val d'Arzino, dove è stata organizzata anche una raccolta di firme da presentare in Regione.



No alle centraline,
petizione in Regione

Il documento che si oppone ai progetti di derivazione sull’Arzino è sostenuto da duemila firme

VITO D’ASIO. Una petizione per dire no ai numerosi progetti di derivazioni a scopo idroelettrico sull’Arzino, sostenuta da 2 mila firme, è stata depositata in consiglio regionale e illustrata al presidente Maurizio Franz, alla presenza dei consiglieri Enio Agnola e Alessandro Corazza.
«Si stanno manifestando in numero sempre maggiore interessi significativi per derivazioni più o meno grandi sui corsi d’acqua del Friuli Venezia Giulia – ha puntualizzato il primo firmatario della petizione Emilio Gottardo, della segreteria regionale di Legambiente – che, se attuati, metterebbero in secca i nostri fiumi. L’Arzino poi, è l’ultimo torrente selvatico dell’intero Friuli, un corso d’acqua pressoché naturale, che da questi progetti verrebbe completamente stravolto. In sua difesa si sono schierati cittadini della zona, ma anche di comuni limitrofi non toccati direttamente dalle progettate opere, a dimostrazione di un interesse molto ampio». Tra i firmatari anche il campione olimpico Daniele Molmenti.
Le centraline, è stato osservato, sono una scelta strategicamente non sostenibile, non sono dettate da un vero piano energetico regionale e si portano dietro danni ambientali, paesaggistici e geologico-idraulici difficilmente mitigabili. Il recente pronunciamento negativo da parte della giunta regionale a uno dei progetti, quello di Marins che interessa l’alta valle sopra l’abitato di San Francesco, non fa altro che rafforzare le argomentazioni contenute nella petizione. «Petizione che sarà trasmessa immediatamente alla commissione competente», ha assicurato il presidente Franz.(g.z.)
(dal sito del Messaggero Veneto, 25 ottobre 2012)