"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

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martedì 28 novembre 2017

Somplago caput mundi. L'assessore Vito incontra i sindaci. OK all'elettrodotto interrato

"Si è trattato di un incontro franco e costruttivo, per presentare innanzitutto ai sindaci, i diretti rappresentanti dei cittadini delle comunità interessate, il nuovo progetto dell'elettrodotto Somplago-Wurmlach, che sarà realizzato con un percorso interamente interrato. Ora seguiranno incontri tecnici con le quattro amministrazioni Comunali interessate, per consentire di avere chiarezza su tutti i dettagli e le implicazioni che la realizzazione dell'opera comporterà. Un'opera di grande rilevanza, perché potrà portare ricadute positive, sotto il profilo dell'approvvigionamento energetico, all'intero Friuli Venezia Giulia".
 
Con queste parole, l'assessore regionale all'Ambiente ed energia, Sara Vito, ha voluto commentare l'esito dell'incontro, svoltosi il 27 novembre a Udine nel palazzo dell'Amministrazione, tra la Regione, le società proponenti, Alpe Adria Energia (Aae) e Alpe Adria Energy Line, e i sindaci dei Comuni di Cavazzo Carnico, Tolmezzo, Arta Terme e Paluzza, sul territorio dei quali si svilupperà l'opera.

Sindaci, che hanno avuto parole di apprezzamento per il nuovo progetto.

Che ora prevede un percorso totalmente interrato: si snoderà infatti accanto alla strada statale 52 bis Carnica, e alla provinciale 111, nonché a viabilità secondaria.

Una scelta, quest'ultima, ha spiegato l'ingegner Fabrizio Scaramuzza, di Aae, dettata, su indicazione della Regione, dalla volontà di assecondare le richieste delle comunità locali.

L'elettrodotto, che per questo sarà interrato, sarà quindi un cavidotto, e costerà il doppio rispetto al progetto originario che prevedeva una linea aerea con relativi tralicci e cavi: da 50/55 milioni di euro, il costo previsto salirà ora a circa 100 milioni di euro.

Per compensare l'aggravio nei confronti degli investitori, il nuovo progetto prevede che la tensione della linea sarà pari a 220 kV, con una capacità di 300 MV.



Si svilupperà per circa 41 chilometri in territorio italiano, e per altri dieci in territorio austriaco.

L'opera, non toccherà più i Comuni di Cercivento, Sutrio e Zuglio, com'era stato ipotizzato in precedenza, ma dopo avere attraversato i territori dei Comuni di Cavazzo Carnico, Tolmezzo, Arta Terme e Paluzza, s'inerpicherà per il Passo di Monte Croce Carnico, e da lì raggiungerà l'Austria.

Si tratterà di un'unica linea di trasmissione dell'energia, senza strutture intermedie.

"Intendiamo così proseguire - ha concluso Vito - nel metodo reso possibile anche dall'attuazione del nuovo Piano energetico regionale, che mira a bilanciare gli interessi di approvvigionamento energetico con quelli del rispetto dell'ambiente e del territorio". 
(Fonte: Regione FVG)



venerdì 3 novembre 2017

Somplago caput mundi. Accolte le richieste, l'elettrodotto sarà interrato (II)

Dopo la notizia, data dall'assessore regionale Vito, che l'elettrodotto Wurmlach - Somplago verrà realizzato completamente interrato, i "Comitati della montagna" hanno diffuso una nota al riguardo:

         L’ ELETTRODOTTO  SOMPLAGO-WURMLACH  SARA’ TUTTO INTERRATO
       
  
      È una buona notizia annunciata dall’assessore all’energia Sara Vito, la quale ha dichiarato che “ questo è il risultato della ferma decisione dell’amministrazione regionale e dell’ascolto del territorio”.
      Già, “ascolto del territorio”!  E’ da un territorio che non subisce ma si mobilita per esprimere forte la propria voce e da Enti Pubblici - non  sordi - ma che hanno la saggezza di ascoltare, che scaturiscono le buone e sagge decisioni. Dovrebbe essere la regola! Un insegnamento per gli abitanti della montagna: non con i mugugni in osteria si risolvono i problemi ma scendendo in piazza per far sentire la propria voce.
    I Comitati popolari che operano nella nostra montagna salutano l’abbandono della disastrosa variante aerea di tale elettrodotto e, nell’occasione, ricordano a chi avesse la memoria corta alcuni momenti salienti della vicenda:
1)    Il merito è dei 4000 carnici che hanno dovuto gridare forte per farsi ascoltare dalla Regione  - e non solo da essa - scendendo in piazza a Tolmezzo ed  a Paluzza a manifestare la loro decisa opposizione all’elettrodotto aereo.
2)    Il merito è dei Comitati popolari che hanno tenuto tante assemblee nei paesi delle valli ed organizzato le manifestazioni nell’indifferenza della classe politica e delle istituzioni.
3)     Il merito è di quegli amministratori dei Comuni della Val But che si sono fermamente opposti.
4)    Il merito è di tutti coloro che non hanno mai creduto, contestandola, alla bufala dell’impossibilità dell’interramento dell’elettrodotto, sparsa a piene mani da certi esponenti politici, tecnici servizievoli e, purtroppo, da qualche amministratore comunale.  Ora  la smentita.    
5)    Il merito – un grande merito! - è  dei vicini carinziani e dei loro sindaci che si sono opposti con dimostrazioni popolari ed in sede giudiziaria sino ad ottenere la bocciatura del progetto aereo da parte del Consiglio di Stato di Vienna (non di Roma!)

        I comitati di difesa della montagna,  pur non sfuggendo loro il momento ormai preelettorale dell’annuncio dell’assessore, salutano il superamento di quello che sinora è stato il tabù dell’interrato, ma sono e saranno particolarmente vigili, pronti alla mobilitazione e sin da ora chiedono che del progetto della variante interrata sia data completa informazione alla popolazione.
       
       I Comitati della montagna sono convinti che l’interramento degli elettrodotti sia non solo possibile ma necessario: è una questione di civiltà. Per questo motivo il loro pensiero scende dalle montagne verso la piana friulana ed inorridisce alla vista di quei sostegni-minareti dell’elettrodotto aereo  Redipuglia-Udine ovest: uno sfregio ed una prepotenza al Friuli, un piano paesaggistico ridicolizzato, un serio colpo alla credibilità della classe dirigente che, succube di Terna e di Roma, si è turata le orecchie con la cera davanti al grido che saliva dal Friuli. Un elettrodotto da interrare tanto più che l’interramento in pianura è più facile che in montagna.
     Tolmezzo , 02. 11.  2017
“ Comitato Carnia in Movimento”, Alto But
“Comitato tutela acque del bacino montano del Tagliamento”,  Tolmezzo
“Comitato acqua Libera”,  Paluzza

“Comitato Per altre strade Carnia – Cadore”, Val Tagliamento

martedì 22 novembre 2016

Somplago caput mundi: verso l'elettrodotto interrato? (III)

I Comitati che si sono battuti contro la realizzazione del progetto di elettrodotto dall'Austria a Somplago nella modalità aerea, prendono posizione sul Comunicato della Regione relativo alla possibilità di realizzare l'elettrodotto in modalità "interrato".
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Unicuique suum – A ciascuno il suo (Cicerone)
Risultati immagini per elettrodotto + somplago + manifestazione     La presidente della giunta regionale Serracchiani sotto un titolo a piena pagina annuncia che l’elettrodotto Wurmlach-Somplago potrà essere totalmente interrato, attribuendo il merito di ciò “al lavoro dell’amministrazione e del confronto con Alpe Adria energia spa”, cioè a se stessa.
    I Comitati popolari che operano nella nostra montagna salutano l’abbandono della disastrosa variante aerea di tale elettrodotto e, nell’occasione, ricordano alla debole memoria della presidente alcuni momenti salienti della vicenda:
1)      Il merito non è suo ma dei 4000 carnici che qualche anno fa sono scesi in piazza a Tolmezzo ed  a Paluzza a manifestare la loro decisa opposizione all’elettrodotto aereo;
2)      Il merito è dei Comitati popolari che hanno tenuto tante assemblee nei paesi delle valli ed organizzato le manifestazioni nell’indifferenza della classe politica e delle istituzioni. E’ di quei Comuni e loro sindaci della Val But che si sono fermamente opposti.
3)      Il merito è di tutti coloro che non hanno mai creduto, contestandola, alla bufala dell’impossibilità dell’interramento dell’elettrodotto sparsa a piene mani da esponenti politici, tecnici servizievoli e, purtroppo, qualche amministratore comunale. Costoro hanno diffuso la bufala per coprire un interesse privato a scapito di quello pubblico. Ora  la smentita.    
4)      Il merito è dei vicini carinziani e delle loro amministrazioni comunali che si sono opposte con dimostrazioni popolari ed in sede giudiziaria sino ad ottenere la bocciatura del progetto aereo da parte del Consiglio di Stato di Vienna (non di Roma!)
5)      Il demerito è invece di quelle amministrazioni comunali e loro sindaci (Cavazzo Carnico, Lauco, Tolmezzo) che a suo tempo diedero il proprio nulla osta alla variante aerea o che  non si opposero.
6)      L’elettrodotto aereo  Wurmlach- Somplago è stato proposto anni fa dalla privata Alpe Adria Energia spa  all’Unione Europea  - tant’è che tuttora figura nella lista dei collegamenti energetici europei prioritari -  quando sui banchi del parlamento europeo sedeva proprio l’on. Serracchiani, che nulla fece per fermare il percorso di quest’opera, fonte di tante preoccupazioni per gli abitanti delle valli attraversate.      
7)      Preoccupazione che tuttora rimane per il fatto che l’elettrodotto “potrà” essere interrato, il che non significa che “sarà” interrato. Tanto più che in materia di elettrodotti nella nostra regione se ne sono viste e se ne stanno vedendo di tutti i colori grazie alla sudditanza della Regione a Terna spa.
8)      Per questo motivo, pur prendendo atto del superamento di quello che sinora è stato il tabù dell’interrato, siamo e saremo particolarmente vigili, pronti alla mobilitazione. Sin da ora chiediamo che del progetto della variante interrata sia data piena informazione alla popolazione.
9)      Siamo convinti che l’interramento degli elettrodotti sia non solo possibile ma necessario: è una questione di civiltà. Per questo il nostro pensiero scende dalle nostre montagne verso la piana friulana ed inorridisce alla vista di quei minareti-sostegno dell’elettrodotto aereo  Redipuglia-Udine ovest: uno sfregio al Friuli ed alla credibilità del piano paesaggistico regionale. Anche  quell’elettrodotto va interrato! Per di più l’interramento in pianura è più facile che in montagna.
10)  Non ci sfugge la imbonitoria “tempistica referendaria” della presidente Serracchiani in cerca di voti. Ma in materia di energia può gabbare gli sprovveduti, non chi ha ben esaminato la legge di riforma costituzionale che, togliendola alla competenza concorrente della Regione, ha introdotto all’art.31 (Modifica dell’art. 117) lettera v) la competenza legislativa esclusiva dello  Stato in materia di: produzione, trasporto e distribuzione nazionali dell’energia. Il che significa che il governo di Roma farà quello che vorrà senza confrontarsi con  regioni, territori, popolazioni. Conseguentemente, ove la riforma costituzionale fosse approvata, l’annuncio “interrato” della Serracchiani da Trieste potrebbe nuovamente diventare “aereo” da Roma, dove la lobby energetica è ben più introdotta e protetta di quanto non lo sia già a Trieste.
Carnia, 21.11.2016

Franceschino Barazzutti – “Comitato tutela acque del bacino montano del Tagliamento,  
                                               Tolmezzo”
Antonino Galassi -  “Comitato acqua Libera”,  Paluzza
Ira Conti – Comitato “Per altre strade Carnia – Cadore”, Val Tagliamento
Paolo Querini – “Comitato Val Degano”

Marco Lepre – “Legambiente della Carnia”

                                            Risultati immagini per elettrodotto + somplago + manifestazione

giovedì 10 marzo 2016

Somplago caput mundi. Anche gli industriali accettano l'elettrodotto interrato

Risultati immagini per Somplago + elettrodottoDopo che il Commissario Europeo per l'energia e il clima ha ribadito che l'elettrodotto Wurmlach-Somplago rientra tra le 195 opere ritenute "strategiche" per l'economia europea e, analogamente, ha più volte espresso un parere favorevole all'ipotesi dell'elettrodotto interrato, anche gli industriali riuniti nella Società"Alpe Adria Energia" si orientano ora in questa direzione, dopo aver sostenuto per anni l'antieconomicità della soluzione rispetto a quello aereo (vedi http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2016/03/09/news/via-libera-della-ue-imprenditori-pronti-a-interrare-la-linea-1.13095143).

E in Carnia, da Timau a Somplago, si riaccende la discussione:

L'appello dei Comuni: "Ascoltateci"

L’opera toccherebbe Paluzza, Cercivento, Sutrio, Arta, Zuglio, Tolmezzo e Cavazzo
UDINE. Quando sentono la parola “interrato” si rilassano. Il tono di voce cambia e quell’iniziale atteggiamento sulla difensiva, divenuto negli anni una reazione epidermica dinanzi al suono Wurmlach-Somplago, sembra attenuarsi. Una nuova ipotesi progettuale per l’elettrodotto? Sindaci e comitati della Carnia paiono disposti ad approfondirla, se quella vecchia diventi carta straccia e finisca nel cestino.
Contro l’elettrodotto aereo i sindaci della montagna friulana con loro i comitati si battono da anni. Stessa determinazione. Da Tolmezzo fino a Paluzza, al valico di Monte Croce, dove il tricolore cede il passo alla bandiera austriaca.
Insindacabile il “no” che nel tempo è dilagato tra la gente, ha animato più d’una manifestazione e la cui eco è arrivata fino al Capo dello Stato, al quale nel 2014 i sindaci della Valle del But si sono rivolti per chiedere l’annullamento del decreto interministeriale relativo alla valutazione d’impatto ambientale dell’opera.
Alla loro contrarietà si è aggiunto il “niet” austriaco, che ha cassato il progetto ritenendolo paesaggisticamente impattante, e pure la posizione della Regione che non lo ha inserito tra le infrastrutture del suo piano energetico. A meno della disponibilità a valutane l’interramento da parte della società proponente.
Oggi i tempi sembrano maturi. Ma dopo tanti anni è difficile azzerare le perplessità e nella voce di chi ha combattuto questa battaglia in prima linea è difficile non leggere un filo di amara ironia. (...)
Margini di trattativa non ce n’è. L’infrastruttura aerea che dovrebbe portare energia da Wurmlach a Somplago, correndo lungo 45 chilometri, di cui 11 in territorio austriaco, passerebbe stando all’ultimo progetto attraverso Paluzza, Cercivento, Sutrio, marginalmente toccherebbe Arta Terme, quindi Zuglio, Tolmezzo e infine Cavazzo Carnico. (...)
 Dai tre progetti iniziali - di Pittini, Fantoni e Burgo - si è arrivati ad un’unica proposta, da rivedere, ma con uno “sponsor” niente affatto trascurabile, di stanza a Bruxelles. (m.d.c.)
(Messaggero Veneto, 9 marzo 2016)