"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

giovedì 19 luglio 2018

Due assessori regionali sul Lago, per ascoltare e comprenderne le problematiche

Udine, 19 lug - Il più grande lago del Friuli Venezia Giulia deve essere valorizzato dalla Regione che ha il compito di ridare fruibilità stanziale, turistica e ittica al bacino. 

Questa la volontà espressa dagli assessori all'Ambiente ed Energia Fabio Scoccimarro e al Patrimonio e Finanze Barbara Zilli che ieri hanno incontrato i cittadini e le associazioni ambientaliste in riva al lago di Cavazzo per approfondire le problematiche che ormai da tempo lo affliggono: infatti stando agli studi dell'ingegnere Franco Garzon e dell'ingegnere Dino Franzil, il lago entro un secolo o poco più potrebbe essere riempito di sedimenti; il fondale ricoperto di fango impedirebbe poi lo sviluppo della vegetazione e ridurrebbe così l'ossigenazione; questi aspetti, assieme alle basse temperature dell'acqua scaricata dalla centrale idroelettrica di Somplago, causerebbero a loro volta la scomparsa della fauna che già ha visto la riduzione di diverse razze di pesci autoctone. 

La soluzione potrebbe dunque essere la creazione di un by-pass dello scarico. Il Piano regionale della tutela delle acque già prevedeva la possibilità di una valutazione tecnico-scientifica con il rimedio 'chirurgico', è stato sottolineato agli assessori. Inoltre la legge regionale 3 del febbraio 2018 ha dedicato una posta di 50 mila euro per un concorso internazionale di idee al fine di recuperare la naturalità e fruibilità del lago. Scoccimarro e Zilli si sono dunque impegnati a incaricare i rispettivi uffici al fine di avviare l'iter del concorso di idee per individuare un progetto che possa risolvere l'annoso problema e riqualificare il lago dei Tre Comuni che ha un potenziale enorme e una posizione strategica tra montagna e pianura e assolutamente non può essere abbandonato all'attuale degrado ecosistemico. ARC/PPD/com

fonte: Agenzia di informazione della Regione Friuli Venezia Giulia


mercoledì 18 luglio 2018

Da 9 anni nella Val del Lago: buon compleanno, Alesso & Dintorni! (II)

Oltre ai numerosi “mi piace” di approvazione, sono tanti i messaggi di auguri arrivati tramite facebook. Eccone, in calce, una selezione.
Ai lettori vecchi e nuovi del Blog un grande ringraziamento.
Mandi
A&D

Aurelia Peressini a Alesso e Dintorni Web
Buon Compleanno!!! Per me si vada avanti così!

Anna Rabassi Già 9 candeline? Come passa il tempo! Evviva! Auguri e come si dice..cento di questi giorni alla Voce della Val del Lago!

Nadia Montanara Auguri!!! E sempre avanti così!  😊

Massimo Monutti Abbiamo ancora scale da salire. Quindi avanti....
Auguroni
Saluti Max

Nadia Di Doi Continuait cusi' Brafs

Paola D'Agaro Intanto auguri, e un incoraggiamento agli ideatori-amministratori, sempre sul pezzo.

Mary Copetti Avanti sempre, mollare mai!!! AUGURONI DI AD "ALESSO E DINTORNI" E COMPLIMENTI PER QUESTO TRAGUARDO!!! Il prossimo anno per il decennale FIESTE GRANDE!!!

Oldiva Peressini auguroniiii alla Voce della Val del Val Del Lago Alesso

Marilena Zilli Complimenti  👏 👏 👏 👏e continuate così AUGURI  😘 😘 😘

Tania Tollardo Auguroni!!

Pierino Peressini Bon compleanno Blog 🎂 🎂 🍾
🍾 🎉 🎉

Angela Turisini Creance e sintiment: due belle parole così poco usate sul web, specialmente di questi tempi ! Sostituiamole alle accuse di pietismo e buonismo e tutto sembrerà più logico, naturale, necessario, come lo è parlare di quel che accade nella nostra valle riflesso del mondo...
Quindi auguri e 100 di questi giorni!
🌼

Valeria Ferluga Questo Blog deve continuare anche perché per quello che mi riguarda rimane il mio legame con il passato


Katia Cucchiaro Già nove anni.... è un successo! Tante notizie non le avremmo mai sapute se non fosse per il blog! Quindi complimenti e buon lavoro!


martedì 17 luglio 2018

Da 9 anni nella Val del Lago: buon compleanno, Alesso & Dintorni!

Festa di compleanno anche per il Blog. Si era partiti, quasi per gioco, il 17 luglio 2009 … e siamo ancora qui, dopo nove anni e più di 3400 post pubblicati.

Grazie allora a Voi lettori per le più di 970 mila visualizzazioni di pagine (continuiamo a ricordare anche, per la sua eccezionalità, l'insuperato post del 2 luglio 2015 sul "Palar più bel posto per fare il bagno in Friuli" che ha avuto, da allora ad oggi,  più di 14.500 visualizzazioni!), per i tanti commenti lasciati finora…. con l’augurio che ci sia sempre interesse verso questo strumento di informazione e di confronto sulle “tematiche valdelaghine” e che esso possa arricchirsi  ulteriormente di collaborazioni costruttive.
Mandi a ducj … e staitnus dongja.

                                              A&D



La Lega in Consiglio Regionale rassicura Tarnep: forse i migranti non arriveranno

Lega: su immigrazione assicurazioni della Lega regionale


 "Il vento è cambiato in tema di immigrazione, sia a livello nazionale sia regionale: Interneppo non sarà il primo Centro di accoglienza straordinaria (Cas) dell'era Fedriga".

Le dichiarazioni in tal senso arrivano da diversi esponenti della politica regionale, a partire dal vicepresidente del Consiglio, Stefano Mazzolini, con l'assessore Barbara Zilli e il capogruppo della Lega consiliare, Mauro Bordin, a cui si uniscono i colleghi Danilo Slokar, Maddalena Spagnolo e Leonardo Barberio, nonchè il capogruppo consiliare azzurro, Piero Mauro Zanin.

I referenti del comitato spontaneo di Bordano e della frazione Interneppo - 120 abitanti e una sola struttura alberghiera che dovrebbe ospitare dai 10 ai 30 richiedenti asilo - hanno ricevuto forti rassicurazioni sul fatto che difficilmente le loro comunità saranno interessate dall'arrivo di richiedenti asilo.

A tal proposito, Mazzolini afferma che "è sempre importante sostenere chi sceglie questo tipo di protesta, soprattutto perché è anche grazie a questa iniziativa che, fino ad oggi, sono stati messi dei freni a un'accoglienza dannosa per il territorio. Fortunatamente - chiosa il consigliere - il vento in Italia e in Friuli Venezia Giulia sta cambiando e l'accoglienza, nella nostra regione, è praticamente terminata".

Anche il capogruppo leghista Bordin ha precisato che "la nostra linea in materia di immigrazione è molto chiara, per questo ritengo che né a Bordano né a Interneppo debbano arrivare dei richiedenti asilo. Grazie al Governo nazionale e regionale, la linea è quella di bloccare ulteriori arrivi e di verificare preliminarmente all'accoglienza, lo status di profugo dei migranti. Come prima cosa dobbiamo governare il fenomeno e su questo il nostro impegno è massimo".

Della medesima linea anche gli altri tre consiglieri della Lega e l'assessore Zilli, che pongono l'accento sul fatto che laddove i cittadini si sono fatti sentire e hanno protestato contro l'arrivo di richiedenti asilo, poi sono riusciti a ottenere ottimi risultati.

Fonte: ACON Trieste, 16 lug - COM/RCM -


lunedì 16 luglio 2018

Ragionando sul by-pass: "Pensare prima ai fanghi"

Nella discussione in corso sulla possibilità di realizzare un by-pass per portar fuori dal Lago le fredde acque degli scarichi della centrale di Somplago, una opinione "di altro taglio" viene da Giovanni "Nanni" Stefanutti che ha affidato a facebook la propria riflessione, auspicando che anche questa venga presa in esame nel dibattito in corso. Il Blog - senza sposare la tesi esposta - rilancia l'intervento auspicando ulteriori confronti e integrazioni.
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Come persona che da 13 anni vive e lavora con attività di volontariato ambientale nel Parco Botanico di Interneppo voglio far sentire la mia voce .
Entro subito in argomento nella maniera più diretta e chiara possibile.
Concordo ancora una volta sulla necessità e urgenza di interventi per salvare il lago dei Tre Comuni dal triste destino al quale sembra costretto .
Continuo a non concordare sui termini e metodi fino ad ora proposti.
Il termine "rinaturalizzazione" lo ritengo improprio e forzato. Un lago si " rinaturalizza"solo se gli si permette ,senza intromissioni , di seguire le sue fasi naturali di riconquista e rielaborazione dei propri equilibri . Attualmente il lago è , a distanza di 60 anni dalla entrata in funzione della Centrale Idroelettrica di Somplago , in una lenta fase di riconquista dei propri equilibri.Disturbata purtroppo da continue nostre " iniziative" di varia natura . Non ultima , ad esempio , l' immissione di specie ittiche alloctone .
L' attuazione del by-pass , a mio avviso , costituirebbe ulteriore disturbo a questa lenta riconquista . Rimane comunque urgente risolvere il problema dei fanghi che ne stanno sollevando il fondo ed aumentando la velocità del suo interramento , previsto al termine dei prossimi 120 anni .
Tuttavia , prendiamo pure come fattibile tecnicamente ed economicamente l'operazione by-pass . Sarebbe comunque una intromissione innaturale con grossi interventi di lavori di messa in opera di tubazioni lungo una intera sponda e di tutte quelle soluzioni tecniche necessarie per rendere il più leggero possibile l' impatto paesaggistico- ambientale e la libera fruizione della sponda . Ma ciò che ritengo grave è il fatto che con questa soluzione si sposta solo il problema. Trasferendo i fanghi dal lago al Tagliamento .Non possiamo dimenticare che il nostro più grande fiume ha un regime torrentizio con apporto di notevole massa detritica in continua modificazione ed aumento di livello . Ben presto si potrebbero problemi di squilibrio anche sul tratto del fiume interessato da questi sversamenti .Ed allora saremmo daccapo . Perché non cercare allora , oggi , di risolvere il problema alla fonte? . Se uno sforzo deve essere fatto facciamolo mettendo realmente in moto le eccellenze presenti in Regione . Eccellenze tecniche , politiche e amministrative che facciano del progetto una iniziativa imitabile ed esportabile . Personalmente suggerisco di imitare il pensiero naturale . Cioè ciò che la natura fa da che mondo è mondo per preservare i suoi equilibri . Continuando ad utilizzare i suoi pesi e le sue misure. Quello che tolgo restituisco . In questo modo cerco di mantenere l"equilibrio generale rendendo utile e non dannosa la mia opera . In pratica . Perché non studiare un sistema di raccolta dei fanghi (che sono una mescolanza di sabbie , argilla e limo componenti indispensabili nella formazione dei terreni agrari) e trasportarli laddove sarebbero utili per la bonifica o l' arricchimento di terreni poveri di questi elementi fisici ? Se uno sforzo deve essere fatto perché non in questa direzione ? Imiteremo la natura , ridurremo i problemi di impatto ambientale , fertilizzeremo terreni con ritorno economico , Contribuiremo alla salvezza del Lago e alla conservazione del Tagliamento . Ce ne saranno grate le generazioni future e saremo veramente innovatori nella tutela ambientale .
Cosa ne pensate?
                                   Giovanni Stefanutti

domenica 15 luglio 2018

News su Goletta di Legambiente e "Carta del Lago"

Il Blog ha pubblicato ieri il comunicato di Legambiente sulla conclusione delle rilevazioni scientifiche sul Lago da parte della Goletta, testo che viene ripreso oggi da diversi organi di informazione sul web.

Ecco altri contributi informativi apparsi in Rete:

Microplastiche nel lago di Cavazzo: il monitoraggio della Goletta dei laghi

Dal sito del MV:
Si è conclusa la tappa di Goletta dei laghi in Friuli-Venezia Giulia, dove la campagna ambientalista, realizzata con Conou (Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati) e Novamont, ha toccato per la prima volta le sponde di un lago friulano, quello di Cavazzo. I tecnici del Cigno verde sono stati impegnati la mattina di sabato 14 luglio nel monitoraggio delle microplastiche disperse nelle acque del lago 
Cliccaa sul link per le interviste di Giacomina Pellizzari, videoproduzioni Petrussi

Lago di Cavazzo: "Rilancio turistico nel rispetto dell'habitat"

L'assessore Barbara Zilli sulla Carta del lago, redatta da Legambiente e dal Comitato Val del lago


"La Regione si impegna a sostenere la valorizzazione turistica del lago di Cavazzo in quanto volano per l'intera area pedemontana e del Gemonese, mantenendo nel contempo un occhio di riguardo sulla tutela delle qualità e dei pregi naturalistici che caratterizzano questo specchio d'acqua naturale".

Lo ha commentato l'assessore regionale Barbara Zilli a margine della presentazione odierna della Carta del lago, redatta da Legambiente e dal Comitato Val del lago. 

La presentazione avvenuta a Trasaghis ha segnato la conclusione della campagna di campionamento delle acque che la Goletta Verde ha svolto nell'ambito del programma di sensibilizzazione ambientale "La goletta dei laghi".

"Il lago di Cavazzo - aggiunge Zilli - è una componente fondamentale dell'ambiente e del paesaggio del nostro territorio e va valorizzato nel rispetto dell'habitat unico che lo caratterizza".


Clicca sul link (o copialo nel tuo browser) per il servizio trasmesso ieri dal TGR:


sabato 14 luglio 2018

Ecco la "Carta del Lago"

Al termine della presentazione dei risultati delle rilevazioni scientifiche della "Goletta blu" di Legambiente sul Lago è stato diffuso il documento "La carta del Lago" che vuole essere il punto di arrivo di una discussione pluridecennale sulle condizioni del Lago ed il punto di partenza per una riprogettazione integrata e partecipata finalizzata al recupero e al rilancio del maggiore lago friulano.
Associazioni e singoli che condividono spirito e contenuti del documento possono dare la propria adesione a Legambiente o ai Comitati.
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LA CARTA DEL LAGO DI CAVAZZO O DEI TRE COMUNI

Solo dopo che l’ultimo albero sarà abbattuto, solo dopo che 
l’ultimo lago sarà inquinato, solo dopo che l’ultimo pesce sarà 
pescato, Voi vi accorgerete che il denaro non può essere mangiato.

(Toro Seduto, capo della tribù dei Sioux)


PREMESSA

Il tempo trasforma i territori. Anche la mano dell’uomo disegna, incide e trasforma.

La rottura dei legami coevolutivi tra comunità umane e ambiente, all’origine di molti paesaggi bioculturali delle nostre montagne, si è consumata a iniziare dagli anni ‘50 del secolo scorso.

Sul piano globale, scienziati di riconosciuta levatura hanno
battezzato questo periodo come l’alba di una nuova epoca geologica “l’antropocene”, il tempo in cui gli uomini sono diventati, negli impatti, pari a una forza geologica.

E’ venuto il tempo di riconnettere le nostre attività alla natura, di riconnettere le conoscenze, la tecnica, la sapienza, gli stili di vita ai complessi meccanismi di funzionamento della natura.

Per garantirci un futuro.


IL LAGO DI CAVAZZO O LAGO DEI 3 COMUNI

Il lago di Cavazzo è un ambiente caratterizzato dalla bellezza,
incastonato tra i monti Faeit, San Simeone e Naruint. Bellezza sì, ma con qualche marcata fragilità. Il suo ecosistema è infatti in forte sofferenza a causa delle scelte energetiche operate dalla Sade negli anni ‘50.
Sofferenze ben note oscillazione e basse temperature delle acque, carenza di ossigeno disciolto in profondità, progressivo aumento del deposito di fango scaricato dalla centrale di Somplago che attinge acqua e sedimenti a un bacino scolante molto ampio. Inoltre una riduzione della biodiversità autoctona, con alterazione e semplificazione delle catene alimentari. Questi i problemi principali.

Ma la domanda che si pone è questa: cosa fare per impedire che diventi invaso a fondo sterile in progressivo e accelerato riempimento? Eh già, perché ai fini dei descrittori morfometrici il Lago di Cavazzo è un invaso e non più il Lât.


QUANTO GIA’ DETTO E FATTO

• l’ing. Franco Garzon incaricato dalle istituzioni locali, e l’ing. Dino Franzil, nei loro studi prevedono che entro un secolo o poco più il lago sarà riempito dai sedimenti apportati dalle acque torrentizie alimentanti la centrale e provenienti dal vasto territorio montano della Carnia
• le ricerche condotte recentemente dall’Istituto di Scienze Marine (ISMAR) del CNR confermano che il fondale è ricoperto di fango modellato dalle correnti, privo di vegetazione e con acque scarsamente ossigenate
• i comitati hanno mantenuto un presidio e un’ azione di pungolo
intelligente e costante sul tema
•nel 2017 Legambiente ha attribuito la bandiera verde all’ing. Franzil e all’ISMAR del CNR di Bologna
• il Piano Regionale di Tutela delle Acque (PRTA) offre gli indirizzi e una sponda progettuale agli inevitabili e crescenti conflitti nell’uso delle risorsa acqua (energetico, irriguo e turistico) e l’ambiente. Il terreno di scontro ha un luogo fisico di riferimento: la presa di Ospedaletto, il bacino da essa sotteso fino all’altezza di Peonis e soprattutto il lago di Cavazzo o dei Tre Comuni con lo scarico della centrale ed eventuali emergenze ambientali a seguito della perdita dell’oleodotto. La soluzione - quindi - non può che essere integrata.
Tant’è che il PRTA testualmente esplicita “Contestualmente dovrà
anche essere valutata la fattibilità tecnico - economica di realizzazione di un canale di by – pass, o di altra soluzione progettuale che mitighi l’impatto dello scarico della centrale di Somplago sul lago di Cavazzo con lo scopo di recuperare le condizioni di naturalità del lago stesso e di garantirne la fruibilità”
• la Legge Regionale del 6 febbraio 2018 n.3 all’art. 11- (Disposizioni per il recupero della naturalità del lago dei tre Comuni) – individua lo strumento del concorso di idee per avviare l’iter progettuale al fine di recuperare le condizioni di naturalità e fruibilità del lago.


LA SOLUZIONE INTEGRATA

Un progetto integrato che comprenda e declini una pluralità di obiettivi:
ripristino della naturalità e piena fruibilità del lago, deflusso ecologico a valle della presa di Ospedaletto, mantenimento della produzione idroelettrica e concorso d’acqua alle esigenze dell’agricoltura.
La Regione e gli Enti Locali interessati, con metodo partecipativo, diano pertanto subito attuazione all’art 11 della L.R. 3/2018, confezionino il bando per il concorso internazionale
di idee coerente con le indicazioni del PRTA e gli obiettivi stabiliti dal già citato articolo 11.

Il tema del concorso? A questo punto possiamo deporre la creatività nel cassetto. Il titolo è già confezionato: “Idonee soluzioni progettuali per la realizzazione di un by-pass che convogli le acque di scarico della centrale direttamente all’emissario del lago” e quindi da quest’ultimo nel tratto del Tagliamento a valle della presa di Ospedaletto e, alla bisogna, nella rete irrigua del Consorzio Bonifica Friulana.


UNO SGUARDO LUNGO E PROFONDO

Ma i cambiamenti climatici sono in essere e le pressioni sulle acque sono molteplici. Occorrono azioni sistemiche di accompagnamento di lungo periodo. Ad esempio:

• una agricoltura di qualità, OGM FREE, più integrata con il sistema agroalimentare regionale, meno idroesigente durante il periodo estivo e più attenta agli impatti generati sulle acque invisibili (di falda)
• risparmio delle acque a tutti i livelli, economia circolare applicata alla gestione del servizio idrico (riuso acque reflue e recupero nutrienti) e uso delle acque piovane per i fabbisogni domestici (orti e servizi)
• autoproduzione di energia da fonti rinnovabili; per l’idroelettrico la crescita attesa è solo in efficienza.
Si auspica infatti eliminazione delle provvidenze nazionali sul mini idroelettrico che tanti problemi e indebite pressioni ha creato sulle Alpi
• costituzione nella nostra Regione della Società “Energia Friuli Venezia Giulia – SEFVG” che declini così l’autonomia regionale in campo energetico e metta a disposizione risorse per lo sviluppo sostenibile dei territori.


PER CONCLUDERE

Il lago di Cavazzo – il plui grand Lâc da nestre Regjon – è un ecosistema e una grande riserva idrica, ubicata in un’area strategica tra la montagna e la pianura, che diverrà sempre più importante nella prospettiva dei cambiamenti climatici e che non può essere abbandonato all’attuale degrado ecosistemico, alla prospettiva certa dell’interrimento e allo sfruttamento di interessi di parte.
Nè sono accettabili ulteriori centraline nei torrenti della Val del Lago o alle sorgenti sgorganti dalla rupe di San Candido a Somplago.

Sarebbe motivo di orgoglio per la Regione, prima in Italia e riferimento per altre analoghe situazioni, la realizzazione di un progetto di recupero della naturalità e fruibilità di un lago, gravemente compromesso da un sistema idroelettrico alimentato da derivazioni indiscriminate, rozzo ed insensibile verso l’ambiente come quello del Tagliamento-lago di Cavazzo, costruito negli anni ’50, improntato a criteri meramente produttivistici che hanno portato alla tragedia del Vajont. Nell’intervenire sul lago dobbiamo essere altrettanto bravi di quanto lo siamo stati nella ricostruzione postsismica: fare le cose per bene e partecipate. Un esercizio collettivo di futuro per le comunità locali e non solo.

Il lago di Cavazzo o dei Tre Comuni è inoltre il luogo dove riposano quei ricordi che generano buoni desideri.


I PROPONENTI

Legambiente del Friuli Venezia Giulia

Comitati Salvalago Val del Lago


Adesioni agli indirizzi: 

info@legambientefvg.it

comitatisalvalago@gmail.com 


Alesso di Trasaghis, 14 luglio 2018



Goletta di Legambiente: sul Lago risultati nella norma, nessun inquinamento microbiologico

La Goletta dei Laghi per la prima volta in FVG. 
Resi pubblici i risultati del campionamento microbiologico svolto sul Lago di Cavazzo. Nella conferenza stampa presentata anche la Carta del Lago per il ripristino e lo sviluppo sostenibile del bacino

Legambiente: “La regione e gli enti locali bandiscano subito
il concorso per ripristinare la naturalità del Lago Cavazzo”

Si conclude la tappa di Goletta dei Laghi in Friuli-Venezia Giulia, dove la campagna ambientalista, realizzata con CONOU (Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati) e Novamont, ha toccato per la prima volta le sponde di un lago friulano, quello di Cavazzo. Una regione scelta per arricchire il vasto database raccolto negli ultimi 13 anni sulla qualità delle acque, degli ecosistemi e dei territori lacustri con la raccolta di campioni dal bacino dei laghi e dai suoi immissari e emissari.

“La campagna si occupa da oltre dieci anni di individuare le principali criticità che minacciano i nostri laghi: gli scarichi non depurati e inquinanti, i rifiuti in acqua, la perdita di biodiversità, la cementificazione delle coste legale e illegale, la captazione delle acque, l’incuria e gli scempi ai danni dell’intero sistema territoriale lacustre - dichiara Simone Nuglio, responsabile della Goletta dei Laghi – e da tre anni abbiamo cominciato a monitorare le microplastiche, per aggiungere così un ulteriore tassello alla mappatura del fenomeno del lake litter, le micro-particelle di plastica disperse nelle acque dei nostri laghi”.

I tecnici del Cigno Verde sono stati impegnati la mattina di sabato 14 luglio nel monitoraggio delle microplastiche disperse nelle acque del lago. I campioni raccolti saranno analizzati presso i laboratori dell’ENEA secondo il protocollo d’intesa tra Legambiente e l’agenzia. Nella mattinata, a seguire durante la conferenza stampa, sono stai resi noti i risultati dei campionamenti del monitoraggio microbiologico, presso la sede della Nautilago, effettuato sul Cavazzo nei giorni precedenti all’arrivo della Goletta. Dei tre campioni analizzati dal Laboratorio GAIA in provincia di Udine alla ricerca di possibili inquinamento microbiologico, sono tutti risultati assolutamente entro i limiti.

Sono intervenuti Sandro Cargnelutti, presidente Legambiente FVG, Simone Nuglio, responsabile Goletta dei Laghi, Stefania Di Vito, resp. Scientifica Goletta dei Laghi, Franceschino Barazzutti, rappresentante dei comitati Salvalago, Claudia Orlandi - dirigente dell’ARPA FVG, Luca Gasperini - ISMAR CNR di Bologna e rappresentanti di Enti e Istituzioni locali.
La conferenza stampa è stata anche l'occasione per presentare la Carta del Lago, documento per il ripristino e lo sviluppo sostenibile del bacino, redatto e sottoscritto da Legambiente e dai comitati Salvalago associazioni locali che da anni seguono le vicende del territorio.

“Come rete di associazioni locali abbiamo previsto con la Carta del Lago un progetto integrato per ripristinare la naturalità del lago - dichiara Sandro Cargnelutti, presidente di Legambiente Friuli-Venezia Giulia - per questo è necessario che la la Regione e gli Enti Locali interessati attuino la Legge regionale che prevede il bando di un concorso per convogliare le acque di scarico della centrale di Ospedaletto [recte: Somplago - nota del Blog] direttamente all’emissario del lago”. “Per affrontare i cambiamenti climatici già in atto - conclude il presidente di Legambiente Friuli Venezia Giulia – servirà anche sviluppare  un'agricoltura meno idroesigente e lavorare per un risparmio delle acque, in un quadro di autoproduzione di energia da fonti rinnovabili.”-

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Ufficio stampa Goletta dei laghi




venerdì 13 luglio 2018

Sabato sul Lago la Goletta di Legambiente: è la prima volta per un lago friulano

Riceviamo e pubblichiamo:

La Goletta dei Laghi di Legambiente  
approda sul lago di Cavazzo.
La campagna per la prima volta in Friuli Venezia Giulia:
sabato 14 luglio campionamento delle microplastiche e convegno sulle sponde del Lago.

Arriva sul lago di Cavazzo la Goletta dei Laghi di Legambiente, la campagna realizzata in collaborazione con il CONOU – Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati – e Novamont, che da tredici anni attraversa l’Italia per monitorare la qualità delle acque, degli ecosistemi e dei territori lacustri.
Giunta alla sua 13esima edizione, la Goletta dei Laghi tocca per la prima volta le sponde di un lago friulano. Partita il 29 di giugno dal lago di Garda, la campagna giunge al suo giro di boa e dopo il lago dei tre comuni lascerà il nord del Paese per spostarsi in Umbria.

Anche sul Cavazzo i tecnici del Cigno Verde saranno impegnati nel monitoraggio delle microplastiche disperse nelle acque del lago, con l’obbiettivo di aggiungere un ulteriore tassello alla mappatura del fenomeno del lake litter, le micro-particelle di plastica disperse nelle acque dei nostri laghi.

La Goletta dei Laghi da tredici anni attraversa il Paese alla ricerca delle principali criticità che affliggono i bacini lacustri italiani, – spiega Simone Nuglio, responsabile della Goletta dei Laghi – non solo relative alla cattiva o mancata depurazione delle acque, ma all’intero sistema territoriale che insiste sui bacini.”
Sul lago di Cavazzo sarà altresì portata avanti la tradizionale attività di indagine alla ricerca di contaminazione microbiologica, così come da anni avviene per i principali laghi italiani toccati dalla Goletta.
I risultati saranno presentati saranno presentati nell’iniziativa in programma per sabato 14 luglio.

Venerdì 13 luglio, ore 20:30, presso il centro sociale di Alesso, primo appuntamento della tappa friulana "Aspettando Goletta dei Laghi” con la presentazione del libro “Radici liquide”, un viaggio inchiesta lungo gli ultimi torrenti alpini, a cura dell’autrice Elisa Cozzarini - A seguire dibattito sul torrente Leale, il suo biotopo, problemi e prospettive.
Il secondo appuntamento della tappa è previsto alle ore 09.00 di sabato 14 luglio, con ritrovo presso la sede della Nautilago (Alesso, via Tolmezzo 28). Da qui i tecnici della Goletta dei Laghi inizieranno le attività di campionamento alla ricerca di microplastiche, grazie all’ausilio della “manta” un particolare strumento in grado di filtrare le acque del lago e intrappolare fibre e mico-particelle.
A seguire, alle 11.30, sempre presso la sede della Nautilago, conferenza stampa di presentazione del monitoraggio microbiologico effettuato sul lago e presentazione della Carta del Lago, documento per il ripristino e lo sviluppo sostenibile del bacino, redatto e sottoscritto dalle diverse associazioni del territorio che da anni seguono le vicende del territorio.
Interverranno: 
Sandro Cargnelutti, pres.te Legambiente FVG
Simone Nuglio, resp. Goletta dei Laghi
Stefania Di Vito, resp. Scientifica Goletta dei Laghi
Franceschino Barazzutti, rappresentante dei comitati Salvalago,
Arpa FVG
Rappresentanti di Enti e Istituzioni locali


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Ufficio stampa Goletta dei laghi:
Luca Cirese 3459213878  golettadeilaghi@legambiente.it

Goletta dei laghi è una campagna di Legambiente
Main partner: CONOU - Partner: Novamont - 
Media partner: La Nuova Ecologia