"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

sabato 25 marzo 2017

Bordano, domenica riapre la Casa delle Farfalle (II)

Riapre la casa delle farfalle di Bordano

A partire da domenica si potrà visitare fino al 30 settembre. Con la missione friulana in Costa Rica nasce il documentario
BORDANO. Una girandola di colori ritmati dal battito delle ali di farfalla. Quello che riapre domenica a Bordano è il più grande complesso di serre tropicali in Italia, con 2000 metri quadrati di spazi coperti. Di questi, circa 1000 ospitano serre climatizzate nelle quali sono ricostruite tre tipologie di foresta tropicale: africana, asiatica e amazzonica. In questo ambiente centinaia di farfalle volano libere in mezzo ai visitatori che possono ammirarle in tutti gli stadi di sviluppo: da uovo a bruco e da crisalide a farfalla
La Casa delle Farfalle, ricavata tra il fiume Tagliamento, il Lago di Cavazzo, il Monte San Simeone, nella zona di passaggio tra il paesaggio prealpino e quello dell’alta pianura friulana, riapre i battenti e potrà essere visitata tutti i giorni dalle 10 alle 18, fino al 30 settembre.
A gestirla sarà ancora Farfalle nella Testa, un gruppo di “professionisti della natura” avviato in Friuli nel 2013 che opera ormai a livello internazionale. È su loro iniziativa che, a novembre è nata Naturama, un po’ museo, un po’ zoo, un po’ science center, alle porte di Udine.
Oggi Naturama e Casa delle Farfalle di Bordano sono un unico centro di divulgazione scientifica e di intrattenimento naturalistico con l’offerta di eventi, visite coordinate e tanti progetti che avranno un nuovo e più ampio respiro.
Fra i vari progetti, il più ambizioso è quello che ha portato in Costa Rica i biologi e naturalisti di Farfalle nella testa, guidato da Francesco Barbieri, direttore scientifico e da Stefano Dal Secco, presidente.
El Bosque Nuevo (questo il suo nome) è un’azienda che si trova nel nord del Guanacaste, un’area povera, al confine col Nicaragua, che fornisce lavoro a molte famiglie locali.
Da 25 anni il Bosque Nuevo esporta crisalidi in tutto il mondo e investe il guadagno nell’acquisto di terreni. Se nelle nuove acquisizioni è già presente la foresta, vengono semplicemente protette, se invece ospitavano piantagioni di arance, ananas o banane vengono ripulite e “ripopolate” di alberi autoctoni che erano stati abbattuti e che col tempo torneranno a essere foresta. Oggi la riserva conta circa 300 ettari. E continua a crescere.
A far decollare il progetto un gruppo di partner europei, in primis Farfalle nella testa, il maggiore importatore di crisalidi italiano, sia per le strutture che gestisce sia per altre serre tropicali e giardini zoologici in Italia. Durante la missione in Costa Rica, il gruppo friulano ha filmato le piante e gli animali più strani nelle più belle foreste del paese e realizzerà una serie di piccoli documentari a puntate destinati ai canali alternativi e un documentario più lungo, per la Tv tradizionale.
(Messaggero Veneto, 24 marzo 2017)


venerdì 24 marzo 2017

Da settembre, una scuola Montessori anche a Bordano

Bordano, il metodo Montessori approda alla scuola primaria


BORDANO. Con l'inizio del prossimo anno scolastico, Bordano avrà la sua prima classe primaria a ispirazione Montessori. La richiesta, che permetterà alla piccola località della val del lago di essere sede di una delle poche scuole in regione (sono un decina) che adotta quel metodo di insegnamento, era stata avanzata dal gruppo di genitori Gemona Montessori che si è formato negli ultimi anni e la direzione didattica di Trasaghis l’ha accolta. Con questo obiettivo, l’istituto comprensivo sta organizzando con l’Opera nazionale Montessori, titolare di Convenzione con il Miur per la formazione nel metodo Montessori per educatori, un corso di differenziazione didattica Montessori per insegnanti di scuola primaria.
Il corso, in partenza a Udine l’8 aprile, è realizzato in collaborazione con l’Associazione Costruire Montessori e il Secondo Istituto comprensivo di Udine ed è destinato a formare e abilitare nuovi docenti all’insegnamento secondo l’approccio pedagogico proposto da Maria Montessori già nel secolo scorso. Nella piccola scuola di Bordano, che stava registrando un numero sempre minore di alunni a causa del decremento delle nascite, sono già pervenute molte domande d’iscrizione da parte di famiglie di diversi paesi limitrofi. Il corso abilitante in partenza ad aprile, è vigilato dall’Ufficio scolastico regionale e rientra nelle proposte accreditate per la formazione continua dei docenti di ruolo. Le iscrizioni al corso si chiudono il 31 marzo.
Per informazioni, oltre che consultare i siti www.ictrasaghis.gov.it e www.operanazionalemontessori.it si può fare riferimento ai seguenti contatti: 
montessoriprimariaudine@gmail.com- Telefono: 3807491420. 
(p.c.)
(Messaggero Veneto, 23 marzo 2017)

A rieccolo! Intensità 2.7. E oggi un 2.4 epicentro a Cjavaç


Scossa di terremoto di magnitudo 2.7 con epicentro tra Gemona e Venzone


Una scossa di terremoto si è verificata ieri alle 14.11 con epicentro fra Gemona e Venzone.
La magnitudo è stata di 2.7.
Il sisma è stato distintamente sentito anche nei comuni limitrofi, Carnia e Canal del Ferro comprese.
Non si segnalano danni a persone o cose.

L’evento sismico, di magnitudo 2.7 (con una profondità di 11 chilometri) ha visto il suo epicentro poco a sud di Venzone, in provincia di Udine. La scossa, preceduta da un boato, è stata avvertita chiaramente soprattutto ai piani alti delle case, anche in pianura. Decine le chiamate ai Vigili del Fuoco e alla Protezione civile. 
Immediato il tam tam sui social network con molte persone che hanno assicurato di aver sentito la scossa, ad esempio ad Amaro, a Bordano, a Cavazzo, a Trasaghis,  a Buja, a Osoppo, a Moggio, a Pradamano, a Majano e a Tricesimo. 
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Addenda 24 marzo: 

Altra “scossetta” di terremoto in Alto Friuli, epicentro a Cavazzo


A distanza di un giorno dal movimento tellurico registrato tra pedemontana e collinare con epicentro a Venzone, oggi nel tardo pomeriggio una nuova scossa di terremoto è stata registrata dalla rete sismica dell’Istituto Nazionale di Geofisica e vulcanologia alle ore 18.47 con epicentro nel comune di Cavazzo Carnico, la magnitudo è stata indicata in 2.4, ad una profondità di 7 km.
In molti stanno confermando attraverso i Social di aver avvertito la scossa in tutto l'Alto Friuli; non ha comunque causato né danni, né feriti.

giovedì 23 marzo 2017

Alesso, preoccupazione per il killer dei gatti

Trasaghis, troppi gatti morti in paese: "Qualcuno li avvelena"

È il sospetto di un gruppo di abitanti della frazione di Alesso. Il sindaco: «A me non risulta»

TRASAGHIS. L’ultimo gattino morto è stato trovato lunedì 20 marzo, vicino al lago, nella zona di Cjalcor. Un altro caso di presunto avvelenamento. Questo, almeno, è ciò che ipotizzano alcuni degli abitanti di Alesso di Trasaghis.
È lì che da mesi si registrano sparizioni improvvise di gatti, tutti domestici, ed è sempre lì, a poca distanza dalle loro case, che i loro corpi vengono ritrovati ormai esanimi dopo ore di angosciose ricerche.
Una drammatica serie di coincidenze? No, secondo un gruppo di residenti che, con il passare del tempo, ha maturato il sospetto che a ucciderli sia la mano di un uomo. Di una persona, cioè, che oltre a non amare gli animali, dimostra di non avere alcuno scrupolo nel ferire la sensibilità e i sentimenti dei loro proprietari.
L’inizio del fenomeno - sempre che di fenomeno si tratti - è stato fatto risalire a un paio di anni fa. Dalla prima segnalazione a quella dell’altro giorno, si calcola che a essere uccisi sia stata una ventina di gatti.
Più che un’ipotesi, comunque, quella che da tempo circola ad Alesso è una convinzione.
A corroborarla sono state le autopsie a cui alcuni dei gattini deceduti sono stati sottoposti per volontà dei loro padroni. Identica la risposta dei veterinari: decesso per avvelenamento. In una circostanza almeno, a giudicare dalle tracce rinvenute nel corso dell’accertamento, per assunzione di liquido antigelo. Che è poi una delle modalità classiche per chi decida di fare strage di animali, a cominciare dai cani.
Polpette avvelenate, insomma, sparse come esche nella zona. Con evidente pericolo per chiunque la frequenti e non soltanto per i gattini. Bambini compresi, quindi, come evidenziano alcuni dei residenti, al tempo stesso spaventati e indignati per il perdurare del problema.
Una situazione di cui, tuttavia, il sindaco di Trasaghis, Augusto Picco, afferma di non essere a conoscenza. «Non mi risulta esistere alcuna problematica del genere ad Alesso – dice –. Nessuno me ne ha mai parlato, pur abitando io proprio in quella frazione».
(Messaggero Veneto, 22 marzo 2017)

mercoledì 22 marzo 2017

Val del Lago sul web: Alesso in verde-arancio

Dal sito “Forum Julii project” un articolo, con belle immagini, specificatamente dedicate ad Alesso:

ALESSO IN VERDE ARANCIO

La Val del Lago è un compendio della magnificenza paesaggistica del Friuli in cui in ogni stagione si è ammaliati dall’intensità della natura e in cui ci si compiace del fatto che le attività umane in buona parte abbiano ancora rispetto per l’ambiente. Ci sono poi anche quei fazzoletti di terra in cui la contaminazione dell’uomo è ridotta ai minimi termini, tanto da sembrare nulla. In inverno la Valle è come un immenso affresco tridimensionale in cui si alternano preponderanti l’arancio, da quello bello acceso delle foglie secche a quello più sbiadito dell’erba e delle canne palustri, e il verde acqua dei rivi vivaci e dello stesso lago assopito ma anche quello più acuto del muschio umido e delle pinete che si arrampicano su per i pendii. Dietro tutto ciò l’instancabile corsa delle stagioni, che la vita influenzano in un eterno gioco di colori e movimenti.
Enrico Rossi
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Il tocco che spiazza, gennaio 2016 – Alesso (UD) (Matteo Paoluzzi)

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Panta rei, gennaio 2016 – Alesso (UD) (Matteo Paoluzzi)

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Scrutare, gennaio 2016 – Alesso (UD) (Matteo Paoluzzi)

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Una finestra sempre aperta, gennaio 2016 – Alesso (UD) (Matteo Paoluzzi)

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Resistere allo scorrere della storia, gennaio 2016 – Alesso (UD) (Matteo Paoluzzi)

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Silenzio violato, gennaio 2016 – Alesso (UD) (Matteo Paoluzzi)

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Frontiera prima del vuoto, gennaio 2016 – Alesso (UD) (Matteo Paoluzzi)


NB: i titoli sono stati scelti da Enrico Rossi

martedì 21 marzo 2017

Bordano, domenica riapre la Casa delle Farfalle

Casa delle Farfalle di Bordano 2017: la nuova stagione va da domenica 26 marzo a sabato 30 settembre


I gestori della "Casa delle Farfalle" di Bordano hanno diffuso un comunicato nel quale informano la prossima apertura, da domenica prossima, della nuova stagione:

Casa delle Farfalle di Bordano 2017: da domenica 26 marzo a sabato 30 settembre
"Quest’anno apriremo la CASA DELLE FARFALLE il giorno in cui sposterete gli orologi avanti (26 MARZO), che non so cosa ne pensiate voi, ma per me ha sempre significato l’arrivo della bella stagione; ti svegli quella mattina e non sai se è un viaggio che ti fai nella testa, ma sempre c’è più caldo, più luce, e accidenti è già arrivata la primavera e non me n’ero accorto. È una buona data per dare inizio al volo delle farfalle no? Quest’anno saremo aperti ogni giorno, come al solito, ma proprio ogni ogni. Chiuderemo infine il 30 di settembre (andate più sotto che vi dico qualcosa di più)
Prima di allora però potete lo stesso venire a trovare noi e le piante e gli animali, se sentite la nostra mancanza. Per chi se lo fosse perso infatti, qualche mese fa abbiamo raddoppiato. Abbiamo costruito e poi inaugurato un nuovo centro naturalistico, NATURAMA, vicino a Udine, dentro al centro commerciale Città Fiera di Martignacco. Va bene, non ditelo perché lo so già. Vi sembra strano, vi sembra un film di zombie, le farfalle e la natura dentro al centro commerciale (sembrava anche a noi, prima di farlo, e certi giorni ci sembra ancora; ve lo racconto sotto qua). Dentro Naturama ci trovate piante e animali tropicali (non solo farfalle, non solo insetti) e mostre che raccontano cose di natura. Naturama è aperto sempre, estate e inverno e sempre.
Continuiamo ad aprire porte e finestre sulla meraviglia del nostro pianeta! E anzi, prendete pala e piccone insieme con noi e aprite nuove porte e nuove finestre, ogni volta che potete! Vi aspettiamo alla CASA DELLE FARFALLE e a NATURAMA".
(Comunicato "Casa delle Farfalle"

Da domenica 26 marzo
a sabato 30 settembre
aperto ogni giorno dalle 10 alle 18

lunedì 20 marzo 2017

Ancora fiamme sul Brancot. Non è certo autocombustione!

Fiamme nei boschi di Trasaghis e Savogna

Le fiamme si sono sviluppate in zone molto impervie. Oltre ai vigili del fuoco al lavoro anche gli uomini della Forestale e i volontari della Protezione civile. All'opera pure un elicottero. Le fiamme sotto controllo
Due incendi di bosco di vaste proporzioni sono divampati nella notte tra sabato 18 e domenica 19 marzo sul monte Brancot, nella zona di Trasaghis, alla periferia della frazione di Braulins e sul monte Matajur, in Comune Savogna, non lontano dalla località di Monte Maggiore.
Fortunatamente il fuoco non ha raggiunto zone abitate. È stato però notato sia dai cittadini residenti nelle due aree, sia da automobilisti di passaggio. Le telefonate di segnalazione giunte alla caserma dei vigili del fuoco, infatti, sono state numerose.
In entrambi i casi le fiamme si sono sviluppate in zone molto impervie. Oltre ai vigili del fuoco friulani sono al lavoro anche gli uomini della Forestale e i volontari della Protezione civile. All'opera pure un elicottero.
Le due emergenze sono scattate intorno alle tre, prima a Trasaghis e poco dopo sul Matajur. Sono in corso accertamenti per individuare le cause dei roghi.
Sul Brancot si sta operando su un fronte di circa settecento metri per duecento e il contributo dell'elicottero è decisivo visto che, come accennato, si tratta di un punto difficile da raggiungere via terra con i mezzi.
Sia a Trasaghis, sia a Savogna gli incendi sono in questo momento sotto controllo. Di certo in tutte le zone boschive l'attenzione rimane alta, considerata la scarsità di precipitazioni di questi giorni. Per quanto riguarda le possibili cause all'origine di questi incendi, comunque, per il momento non si possono nemmeno escludere altre ipotesi.
E sulla preoccupante ripetività degli incendi, il sindaco di Trasaghis Augusto Picco ha dichiarato: 
"Ancora un incendio sopra Braulins! Grazie di cuore alla nostra squadra di protezione civile, a quelle dei comuni limitrofi, al Corpo Forestale ed ai Vigili del fuoco per il tempestivo intervento.
È grazie a persone come loro che sono in piedi dalle 3 di mattina che il pericolo è stato rapidamente circoscritto.  A chi invece si diverte a danneggiare, prima o poi presenteremo il conto!"

                            

domenica 19 marzo 2017

Venerdì a Trasaghis "Assetto di volo"

Dopo la prima presentazione a Gemona e una recentissima presentazione a Bordano, arriva nel Comune di Trasaghis "Assetto di volo", il docu-film girato nei nostri paesi e sui nostri cieli per ragionare sul superamento delle disabilità.
L'appuntamento è per venerdì 24 marzo alle 20.45 nella sala consiliare di Trasaghis.

ASSETTO DI VOLO
è un film prodotto da UPONADREAM in collaborazione con PROSPETTIVA T, SERVIZIO SIRIO, CSRE DI GEMONA, COOP. ITACA, ANFFAS ALTO FRIULI, VOLO LIBERO FRIULI
Realizzato con il contributo della Regione F.V.G. - GiovaniFVG - Comune di Gemona del Friuli

"Ci sono luoghi in cui non esistono disabilità, se non intese come qualcosa che tutte le persone vivono sotto forma di paure e blocchi che limitano la vita. 
Le speranze, le aspirazioni e i sogni dei ragazzi coinvolti in questo documentario potrebbero ben rappresentare il desiderio di riscatto e realizzazione che è proprio di ogni essere umano desideroso di vivere pienamente la propria esistenza".

L’obiettivo è stato dare visibilità a un tema delicato e importante che è quello relativo alla qualità della vita e alla reale inclusione sociale delle persone con disabilità e di chi, con qualche supporto, sta intraprendendo un percorso verso la massima autonomia possibile. Per questo progetto sono state coinvolte le persone che partecipano a Sirio, un servizio dell’Aas3 finalizzato a permettere a chi è portatore di disabilità di vivere autonomamente la propria vita, e del centro diurno Csre di Campolessi. «Dopo qualche dubbio iniziale - spiega il regista Giulio Venier di Upon a Dream  al "Messaggero Veneto"- 8 dei 10 ragazzi coinvolti hanno accettato la sfida di volare, con il via libera delle loro famiglie ovviamente. Farli volare è un modo per dimostrare che in certi casi tutti quanti abbiamo dei limiti e delle paure che ci bloccano, indipendentemente dalle disabilità. Dopo che hanno deciso, non hanno avuto alcuna esitazione: ci hanno perfino stupito per la loro determinazione». È andata proprio così: insieme ad alcuni piloti di Volo Libero Friuli,  i ragazzi disabili si sono lanciati in parapendio dal monte San Simeone. Tutto è andato perfetto, nessuna disabilità ha impedito quel volo: certo, si tratta di persone, come quelle del servizio Sirio, che non hanno disabilità tali da impedirgli totalmente una vita normale, ma tra loro c’era anche chi solitamente si muove in carrozzella. Da quel volo sono state effettuate delle riprese con le quali è stato poi realizzato il docufilm

Per vedere il trailer del film: https://vimeo.com/191763176

sabato 18 marzo 2017

Grande Guerra, apprezzata iniziativa degli studenti del Comprensivo di Trasaghis

La stampa veneta ha riportato con risalto la notizia che gli studenti delle terza media del Comprensivo di Trasaghis hanno fatto una ricerca sul fenomeno della profuganza nella Prima Guerra mondiale, analizzando l'insediamento in Friuli di profughi provenienti da Valdobbiadene. La classe in questione è quella di Venzone, che fa parte dell'Istituto Comprensivo di Trasaghis.
Complimenti per l'iniziativa, che potrebbe avere ulteriori sviluppi, visto che nella zona del Comune di Trasaghis erano ospitati profughi provenienti, oltre che da Valdobbiadene, anche da altri Comuni quali Mosnigo, Susegana e Sernaglia.
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La scorsa settimana, mentre fervevano i preparativi dell’Antica Fiera di San Gregorio, il Comune di Valdobbiadene ha ricevuto una lettera davvero particolare da una classe terza della scuola media di Trasaghis, in provincia di Udine. Una lettera molto apprezzata che, proprio in occasione del centenario della Grande Guerra e a due mesi dalla tanto attesa Adunata del Piave, ha riavvolto il nastro della storia nazionale, interregionale e locale: la memoria del profugato nelle “terre invase dal nemico” austro-ungarico e le notevoli sofferenze vissute da molte famiglie valdobbiadenesi, e non solo, durante il mai dimenticato “An de la fan” 1917-1918.

La lettera ,  infatti, riporta queste ammirevoli parole: "Egregio signor sindaco Luciano Fregonese, siamo studenti dell’istituto comprensivo di Trasaghis, frequentiamo la classe terza della scuola secondaria di primo grado della sede associata di Venzone, un paese di 2010 abitanti in provincia di Udine. Siamo venuti a conoscenza di alcuni tristi episodi che riguardano anche la sua provincia. Nel 1918 il nostro paese ospitò alcuni profughi di guerra che hanno cercato riparo e protezione presso Venzone; erano adulti e bambini provenienti da Valdobbiadene. Le scriviamo per ricordare questa triste verità che ha afflitto molti cuori e pensiamo che Le possa far piacere sapere che, a distanza di tanti anni, noi ragazzi ricordiamo con affetto i vostri cari, riuscendo ad immaginare la tristezza e lo sconforto provocati dal conflitto. Siamo consapevoli che le brutture delle guerre di ieri sono le stesse di quelle di oggi, ma speriamo che il nostro impegno a non dimenticare possa, un giorno, cambiare le cose".

Valdobbiadene profughi


L’amministrazione comunale di Valdobbiadene ha molto apprezzato questo pregevole gesto dei 18 studenti della scuola media di Trasaghis: città medaglia d’argento al merito civile della Resistenza e medaglia d’oro al merito civile per la grande determinazione con cui “risorse” dal disastroso terremoto friulano del 1976. Questa lettera, infatti, vuole essere una duratura testimonianza del legame tra questi due Comuni: i profughi di Valdobbiadene patirono l’an de la fan  nel Vittoriese e nel Friuli, conseguenza della disfatta italiana a Caporetto e dello spostamento del fronte sul Piave; Trasaghis di Udine vide ricambiata la grande ospitalità donata cent’anni fa ai profughi del Quartier del Piave attraverso il prezioso aiuto di numerosi volontari veneti dopo il catastrofico sisma del 1976.

Alla luce di ciò, il sindaco di Valdobbiadene Luciano Fregonese ha affermato che, prima della conclusione dell’anno scolastico, si recherà alla scuola media di Trasaghis per ringraziare personalmente questi ragazzi e per donare loro la rara testimonianza della profuga valdobbiadenese Caterina Arrigoni  e di prossima ristampa), con l’obiettivo di rafforzare il legame di amicizia che unisce, ormai da un secolo, Valdobbiadene, Trasaghis e molti altri Comuni friulani che diedero ospitalità ai profughi trevigiani nel lontano 1918.

(Fonte: Luca Nardi © Qdpnews.it).

(http://www.qdpnews.it/index.php/valdobbiadene)

venerdì 17 marzo 2017

Domenica in TV alla Rai regionale "I custodi dell'acqua"

Dopo svariate proiezioni in Friuli, nel resto d'Italia e all'estero (ed il conseguimento della vittoria nel premio internazionale "Acqua bene di tutti" e quale miglior film di antropologia ambientale), dopo la proiezione di martedì 8 marzo 2016 a Cavazzo e sabato 12 novembre nel Centro Servizi di Alesso (in una serata proposta dai Comitati per la difesa e valorizzazione del Lago e la tutela delle acque del bacino montano del Tagliamento) Domenica 19 Marzo alle ore 10 su RAI3 verrà trasmesso I Custodi dell'Acqua.


“I Custodi dell‘Acqua, la Carnia si ribella” nasce dalla voglia di valorizzare ed evidenziare l‘Acqua come bene collettivo comune.
Con il film si vuole promuovere la filosofia genuina della vita in montagna e il rapporto che le comunità hanno con l‘acqua che scorre libera in tutte le sue forme in Carnia – luogo dove l’acqua è un elemento di unione per molti aspetti, è uno degli elementi centrali dell’amministrazione comunitaria, però, è anche occasione di confitto, legato al controllo e allo sfruttamento della risorsa da cui dipende la vita stessa. Il documentario vuole tenere viva la discussione sull'Acqua, dei suoi problemi locali e globali, focalizzando l’attenzione sulla simbiosi tra uomo e ambiente, sulla difesa del territorio che sfocia in partecipazione sociale.


giovedì 16 marzo 2017

Bordano piange il suo primo farmacista, sostenitore delle "pavees"

Si è spento Moreno Ferigo


di Gino Grillo

È morto lunedì dopo lunga malattia, al’ospedale di Tolmezzo il farmacista Moreno Ferigo di 65 anni. Ferigo, originario di Forni di Sopra, in gioventù si trasferì in Svizzera, dove la famiglia era emigrata per questioni di lavoro.
Negli anni Settanta, grazie alle mutate condizioni economiche dell’Italia la famiglia originaria, papà Diego, mamma Angelina e la sorella Tania, decise il rientro in Italia, permettendo a Moreno di proseguire i suoi studi. Ferigo scelse di frequentare la facoltà di farmacia all’università di Trieste.
Dopo aver conseguito la laurea Ferigo ha iniziato a lavorare nelle farmacie nella Bassa friulana, fino a quando gli si prospettò l’opportunità di assumere il ruolo di direttore di una farmacia a Cividale. Intendeva subentrare al farmacista titolare, quando la Regione indisse un bando per nuove farmacie. Così Moreno partecipò e vinse al concorso regionale che prevedeva l’apertura di una farmacia a Bordano.
Qui trovò una sponda favorevole nell’amministrazione comunale che ben vedeva la possibilità di dare ai propri cittadini un servizio di farmacia continuo. A Bordano, assieme all’allora sindaco Enore Picco, Moreno si distinse per la sua attività in campo sociale per il rilancio del Comune della pedemontana. «Abbiamo ben accolto Moreno e la sua famiglia. Erano anni – ricorda l’allora primo cittadino Enore Picco – in cui le amministrazioni comunali si contendevano medici e farmacisti.
Così ci premurammo di ricercargli pure un alloggio accanto alla farmacia». Con queste premesse Ferigo, perfettamente integrato nel nuovo ambiente, si attivò per il rilancio di Bordano. «Dopo aver aderito alla locale Pro loco, è stato uno dei propugnatori – ha ricordato ancora Picco – del progetto delle farfalle. Dapprima nella fase dei murales e, successivamente, nel progetto che portò poi alla Casa delle Farfalle. È stato sempre propositivo e tenace nel contribuire al successo del suo nuovo paese».
(Estratto dal Messaggero Veneto del 15-03-17)


mercoledì 15 marzo 2017

Anche Cavazzo protesta contro le ultime servitù militari

Brillamento bombe con protesta in Carnia

In centinaia hanno partecipato al sit-in sopra Betania per dire stop allo sfruttamento del territorio per operazioni ed esercitazioni militari


No allo sfruttamento del territorio e no alle esercitazioni militari, tanto meno all'inertizzazione di ordigni bellici. La Carnia dice no al brillamento delle bombe della Seconda Guerra mondiale e lo fa con un'azione di protesta che, sebbene organizzata dall'oggi al domani, ha visto l'adesione di centinaia di persone.

Motivo della discordia il provvedimento che vede l'esercito impegnato per quattro giorni, a Illegio, nelle operazioni di inertizzazione di alcuni ordigni ritrovati in Friuli. Quattro giorni che sono apparsi fin troppi per tacere il disagio e soprassedere su una questione che alla Carnia intera sta molto a cuore.

Centinaia di persone hanno aderito alla protesta pacifica ma irremovibile. I manifestanti, guidati dai sindaci, hanno scortato a passo d'uomo i mezzi militari fino alla zona demaniale, rallentando così le operazioni di brillamento che dovevano partire alle 9.30. Le operazioni di brillamento sono state regolarmente effettuate, ma in ritardo sulla tabella di marcia. Sul posto, oltre a cittadini comuni e sindaci, erano presenti anche rappresentanti di altre associazioni e del Cai di Tolmezzo.
A controllare lo svolgimento pacifico della manifestazione Digos, Carabinieri e Polizia.

"Non vogliamo che il nostro territorio diventi una discarica. Ora che anche l'ultimo alpino della caserma Cantore di Tolmezzo se n'è andato - spiega il sindaco Brollo - vogliamo puntare sul turismo e sul rilancio di un territorio che non vuole più le bombe, nè le esercitazioni militari".

A tal proposito Brollo ha ricordato come "tra maggio e giugno la zona del poligono militare sarà nuovamente interessata da esercitazioni, per una durata complessiva di 26 giorni. Noi vogliamo salvaguardare l'ambiente e rilanciare il turismo nelle nostre zone".

Oltre al sindaco di Tolmezzo, Francesco Brollo, erano presenti anche i primi cittadini di Amaro, Ampezzo, Cavazzo, Cercivento, Socchieve e Verzegnis.

Da: http://www.ilfriuli.it/articolo/Cronaca/Brillamento_bombe_con_protesta_in_Carnia/2/164316
Sulla pagina una galleria fotografica della manifestazione



Altri servizi. con filmati e foto, su:
http://www.studionord.news/tolmezzo-monito-tutta-la-carnia-basta-servitu-militari/