"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

venerdì 28 aprile 2017

Bombe nel Lago. Che ci fossero, si sapeva. Ora si possono anche vedere

Il sito del Gazzettino ha pubblicato con risalto i risultati di una esplorazione di subacquei nel Lago a documentare la presenza , dal periodo bellico, di bombe sul fondale.

Non era una leggenda: sul fondo del lago spunta deposito di bombe


CAVAZZO CARNICO (Udine) - Dalle profondità del lago di Cavazzo, in Friuli, uno specchio d'acqua amatissimo da chi vive sulle sue sponde e da chi abita nei paesi che coccola con le sue acque ecco una nuova sorpresa: delle bombe adagiate sul fondo.
Le hanno individuate e fotografate i sub del Team Explorers di Pordenone di cui fa parte Alex Marson. Il rinvenimento è di qualche settimana fa e conferma quello che raccontano gli anziani del posto. Si dice, infatti, che questo splendido lago fu utilizzato come una sorta di discarica dopo la guerra: li furono gettate bombe, armi e altro materiale esplodente per bonificare dagli ordigni bellici le case e in generale le aree abitate che sorgono attorno al lago.

Adesso, con l'immersione del Team Explorers di Pordenone, c'è la certezza. Il gruppo di sub, altamente specializzato, ha messo al corrente del ritrovamento le forze dell'ordine, affinché si possa procedere con la bonifica.

I sub non rivelano quale sia il punto esatto del lago dove si sono immersi per una normale esercitazione facendo la scoperta, dettaglio che è stato fornito unicamente alle autorità competenti. C'è da dire, a ogni modo, che per chi vive sulle sponde dello specchio d'acqua, per chi va a fare una gita a piedi sui sentieri o per chi si fa un giro in barca o in pedalò, il lago è sicuro. Gli ordigni, infatti, si trovano a una profondità molto elevata e non sono raggiungibili dai turisti. 
                                                              Paola Treppo


                                 

Per vedere tutte le foto disponibili:

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NOTA: la presenza di bombe sul fondo del Lago è arcinota. Vi sono già state almeno due "campagne di raccolta": una verso il 1946-47, l'altra nel 1969-70. Ma il materiale scaricato deve essere stato davvero considerevole, se continua ad essere individuato... 
Ci sono decine e decine di storie che si sentivano raccontare fino a poco tempo fa. Qualcuno che le ricorda dettagliatamente, vuole raccontarle al Blog?

giovedì 27 aprile 2017

Alesso, RINVIATA la "fiesta da vierta" dal suono ... argentino

La Pro Loco di Alesso aveva in programma per lunedì I maggio, a ora di pranzo, nei locali dell'ex asilo,  la "Fiesta da vierta", con specialità gastronomiche basate sull'asado argentino.

L'associazione informa però che "causa problemi tecnici abbiamo dovuto annullare la 'festa della vierta' di lunedì rinviandola a data da definirsi".


mercoledì 26 aprile 2017

Domenica a Bordano i "superpoteri" degli animali

Nuovo appuntamento speciale alla Casa delle Farfalle Eventi a Udine
I superpoteri degli animali alla Casa delle Farfalle
Nuovo appuntamento speciale alla Casa delle Farfalle Eventi a Udine

I super poteri esistono e ad averli non sono solo gli eroi fantastici dei fumetti, ma anche gli animali.
C’è chi riesce a diventare invisibile, chi possiede una lingua lunga una volta e mezza il suo corpo, chi ha un udito così fine da sentire un suono a chilometri di distanza, chi riesce a rigenerare parti del suo corpo. Domenica 30 aprile, alla Casa delle Farfalle di Bordano, in collaborazione con il Parco Zoo Punta Verde di Lignano, scoprirete quali poteri affascinanti hanno sviluppato differenti specie per adattarsi all’ambiente in cui vivono.
In due diversi momenti della giornata, con il supporto di foto e reperti naturalistici quali corna, teschi, piume, farfalle, insetti, si spiegheranno a bambini e adulti come le diverse specie si sono evolute sviluppando caratteristiche tali da poter essere definite dei “superpoteri”.
Costi:
L’attività è gratuita e rivolta a bambini e adulti
Orari:
Dalle 10.30 alle 12.30
Dalle 14.00 alle 16.00

Fonte: http://www.udinetoday.it/eventi/casa-delle-farfalle-bordano-i-superpoteri-animali-30-aprile-2017.html

martedì 25 aprile 2017

Quel 25 aprile di 72 anni fa in Val del Lago, tra attese e speranze

25 aprile, giorno di festa. Per tanti, una occasione per pensare al senso della ricorrenza, ai valori della Liberazione. Qualcuno, indispettito dal tempo non favorevole, andrà alla ricerca dei negozi rimasti aperti, in aperta contestazione alla normativa regionale...
I più giovani potranno forse riflettere sull'apparente  contrasto di manifesti appesi, magari  a fianco, da un lato a indicare il 25 aprile come "Giornata della Liberazione" e quindi di fine della guerra, dall'altro a fissare il successivo 2 maggio come giorno di mesto ricordo delle vittime della guerra ad Avasinis.

Se può essere utile, allora...

Il primo elemento da sottolineare è che, mentre nel resto d'Italia aveva luogo l'insurrezione partigiana, in Friuli il 25 aprile 1945 fu una giornata sostanzialmente come le tante altre che l'avevano preceduta, tra il peso dell'occupazione tedesca e cosacca e le timide, iniziali fasi della riorganizzazione partigiana:
"In Friuli e nella Venezia Giulia il 25 aprile fu una lunga giornata d’attesa. Mentre a Milano, con gli americani alle porte e Mussolini e gli ultimi fedelissimi in fuga verso Como, scattava per le forze della Resistenza l’ordine di insurrezione generale, in questa estrema parte d’Italia i tedeschi erano ancora ben saldi e decisi a resistere per coprirsi le vie della ritirata verso nord. (…) Gli ultimi di aprile furono giorni difficili per la Resistenza friulana. I contatti tra le formazioni per preparare l’azione conclusiva si erano intensificati fin dall’inizio del mese. Ma i contrasti tra i partigiani della Garibaldi, comunisti e alleati di Tito, e quelli della Osoppo, di area cattolico-liberale e contrari a collaborare con gli slavi, si erano acuiti dopo l’eccidio di Porzùs (7 febbraio) e del Bosco Romagno dove 19 osovani furono uccisi dai Gap di Giacca. E soltanto in extremis fu possibile formare un comando unico solo di facciata. Un duro colpo per la Resistenza era stata, inoltre, la feroce rappresaglia del 9 aprile quando i nazisti fucilarono in via Spalato 29 partigiani, tra i quali il valoroso comandante garibaldino Mario Modotti (Tribuno).I tedeschi avevano concentrato a Udine tutti i comandi: il presidio occupava la zona di piazzale Osoppo, trincerata e difesa da cannoncini anticarro e mitragliatrici pesanti, mentre in Giardin grande gli uffici del comando a palazzo Cantore erano protetti dai cavalli di frisia, come pure la palazzina della polizia segreta nella vicina via Cairoli. Un carro armato sbarrava l’imbocco di via Manin. MARIO BLASONI, Il 25 aprile 1945 nella nostra regione fu ancora di attesa, "Messaggero Veneto", 25 aprile 2003)  
 
Nei paesi della Valle del Lago perdurava da sette mesi l'occupazione cosacca, che aveva determinato l'insediamento e la coabitazione forzata ad Avasinis e Peonis (e in tutto il Comune di Cavazzo) e imposto lo sfollamento delle famiglie di Bordano, Interneppo, Braulins, Trasaghis ed Alesso. E proprio su Alesso (che ospitava il maggior numero di cosacchi, pare oltre settemila) stava per scattare un'azione da parte dell'aviazione Alleata. Nei giorni successivi, le convulse giornate delle azioni partigiane, del ritiro tedesco, del dramma di Avasinis... 
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E voi, con quale spirito affrontate il 25 aprile? Raccontatelo al Blog!

lunedì 24 aprile 2017

Avasinis, finisce sui muri la "guerra dei campi"

"C'è qualcosa di nuovo oggi nel soleanzi d'antico", scriveva il buon Pascoli. L'accostamento viene spontaneo quando, di fronte al dilagare di Internet, si vede a Trasaghis riesumare il “tazebao” e l'avviso murale.

C’è discussione, anche dura, sul previsto riordino fondiario nella campagna di Avasinis. Di questo però non si trova traccia sul sito comunale, ne' sulla pagina web “Trasaghis giunta aperta” (che pare anzi non più attiva) ne' sul sito della minoranza (che non pubblica articoli dall'ottobre 2015).

Ritornano, invece, quelli che negli anni 70 venivano chiamati “tazebao”, volantini e manifesti, spesso di incerta attribuzione, affissi alla pubblica attenzione.
E' quello che è successo ad Avasinis con un manifesto estremamente critico per le procedure seguite nella “pratica riordino fondiario”:



E il manifesto anonimo, che in altre situazioni sarebbe rimasto ignorato, ha ricevuto una risposta ufficiale, su carta intestata del Comune, con le risposte alle critiche ed il ribattere relativo alla correttezza della procedura seguita, approvata concordemente da maggioranza e minoranza. 







Sarebbe interessante sentire l'opinione dei lettori del Blog sulla “questione riordino” ma anche, perché no, su questi “nuovi” mezzi di comunicazione. 


domenica 23 aprile 2017

"A rieccolo 'sto zozzo": tocca alla "mont di Dalés" (2)

L’incendio sulle montagne di Alesso ha avuto, come era facile aspettarsi, vasta eco sulla stampa e sul web, soprattutto per la possibilità che possa trattarsi dell’azione continuata di un piromane.

Ecco una selezione degli articoli apparsi:
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Brucia la montagna: al lavoro tutta la notte contro le fiamme e il vento

(Paola Treppo)

TRASAGHIS (Udine) - Brucia la montagna del Vals ad Alesso di Trasaghis; le prime colonne di fumo sono state segnalate nella prima serata di ieri, venerdì 21 aprile, e le squadre dei vigili del fuoco, della protezione civile e dei forestali della stazione di Gemona del Friuli sono scese subito in campo per contenere le fiamme, ben visibili anche dall'autostrada A23 e dalla statale 13 Pontebbana. Domare l'incendio non è facile perché la zona è impervia, difficile da raggiungere a piedi, e il bosco è molto secco a causa della carenza di precipitazioni. 
Le squadre hanno lavorato tutta la notte e si sono rimesse all'opera questa mattina: è stata creata una base logistica a valle, dove è stata allestita una vasca per il pescaggio dell'acqua. L'elicottero della Protezione civile del Fvg, munito di benna, è al lavoro dalle prime luci dell'alba. Sono impegnati venti volontari delle squadre di protezione civile e gli uomini della forestale. Si tratta dell'ennesimo incendio che divampa in questa zona del Friuli tanto che si sospetta l'azione di un piromane. Il fuoco al momento non minaccia casa o aree abitate. 

(Il Gazzettino)
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Incendio a Trasaghis, 21 e 22 aprile 2017

Ancora un incendio a Trasaghis, bruciano ettari di bosco

Ennesimo episodio nella zona della Pedemontana, che alimenta ancora di più l'ipotesi piromane

Ancora un incendio nei dintorni di Trsaghis, questa volta sul Vals, nei dintorni di Alesso. L’ennesimo episodio nelle stesse zone alimenta ancora di più quello che è un sospetto concreto, e cioè che dietro a tutto questo ci possa essere la mano di un piromane. Il fumo è stato segnalato già nella prima serata di venerdì. Le squadre dei Vigili del fuoco, della Protezione civile e dei forestali di Gemona sono intervenute  subito in campo per contenere le fiamme. 
Le operazioni sono impegnative perché la zona è impervia, difficile da raggiungere a piedi, e il bosco è secco a causa delle scarse precipitazioni di questo periodo. Il lavoro è durato tutta la notte, e continua a proseguire anche stamane. Il fuoco al momento non minaccia casa o aree abitate. 

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Il piromane colpisce ancora

L’incendiario che da quasi due mesi sta colpendo il territorio di Trasaghis non accenna a fermarsi

TRASAGHIS. Il piromane seriale non si ferma. Nuovo colpo nella Val del Lago, dove il fuoco è divampato nuovamente giovedì 20 aprile, sul Brancot, sul lato di Alesso.
Erano da poco passate le 20.30 quando all’altezza della zona denominata Riul Stiraç si è alzato il fumo: ancora una volta la Protezione civile locale è riuscita a intervenire in tempo e a lanciare l’allarme, trovando aiuto puntuale nei gruppi di Bordano, Ovaro, Osoppo e Amaro, insieme alla guardia forestale e ai vigili del fuoco di Gemona, che con gli idranti sono riusciti a spegnere l’incendio nel corso della serata, chiudendo l’intervento poco prima delle 23.
L’incendiario che da quasi due mesi sta colpendo il territorio di Trasaghis non accenna, dunque, a fermarsi. Il caso di giovedì resta comunque anomalo: è infatti il primo messo a segno durante la settimana e non nel weekend, come fino ad ora era sempre successo.
Le fiamme sono state appiccate in orario quasi notturno e in una zona impervia, un elemento che ancora una volta evidenzia come chi “avvia” questi incendi, da settimane, sia certamente un buon conoscitore della zona di Trasaghis e dintorni.
Profondo conoscitore della zona, ma non necessariamente un residente: la Val del Lago è infatti frequentata da numerosi amanti dell’ambiente montano, in particolare cacciatori e pescatori.
E l'ennesimo incendio è scoppiato anche nella serata di venerdì 21 aprile, sempre nella zona di Trasaghis.
In azione l'elicottero della Protezione civile che, come le altre volte, sta provvedendo allo spegnimento dall'alto dopo essersi rifornito nel fiume.
Le squadre di intervento sono tornate in azione questa mattina, sabato 22.

(Messaggero Veneto)
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Frattanto, dopo che per  buona parte della giornata di  sabato la Protezione Civile  è intervenuta sul fuoco, anche con l’elicottero, in serata  l’incendio è ripreso, probabilmente per un focolaio non completamente spento. Dalle prime ore del mattino di domenica è ripresa quindi l’opera dell’elicottero della Protezione Civile e dei volontari, sino al completo spegnimento.
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Addenda 24 aprile:

Un altro rogo, scatta la caccia al piromane


di Piero Cargnelutti

Un altro rogo acceso dal piromane nei boschi di Trasaghis. Le fiamme sono state appiccate venerdì sera e, in una notte, hanno distrutto decine di ettari di bosco sopra Alesso, nella località Sompforcje dove scorre il torrente Palâr, un luogo noto non solo alla gente della Val del lago, ma anche a migliaia di visitatori che d’estate vi si recano per stare al fresco in quella accogliente insenatura montana. Un fronte si è aperto verso il paese, minacciando la chiesa e l’abitato, si è reso necessario l’intervento dei corpi speciali della protezione civile regionale e dei vigili del fuoco per spegnere le fiamme e impedire che raggiungessero i tralicci dell’alta tensione.
Stavolta il piromane che da quasi due mesi continua ad accendere fuochi a Trasaghis ha innescato un rogo che ha devastato il bosco per un’intera notte. «Siamo intervenuti alle 21 di venerdì – spiega Ernesto Stefanutti, capogruppo della protezione civile di Trasaghis – e abbiamo fatto il possibile fino a mezzanotte, ma poi abbiamo dovuto interrompere: le fiamme erano molte alte e il movimento causato dal fuoco faceva cadere giù massi». Vigili del fuoco, protezione civile, guardia forestale e i volontari dei gruppi provenienti da oltre una decina di Comuni hanno ripreso il lavoro di spegnimento ieri mattina dalle 5: sul posto anche l’elicottero della protezione civile regionale che raccoglieva l’acqua fornita dai vigili del fuoco di Gemona all’ingresso della vallata e la gettava sulle alture della montagna.
È stato un intervento difficile, anche perché il bosco si allarga su un territorio ripido dove le fiamme, partite dal basso all’altezza della nuova briglia, si alzavano con facilità, alimentate dalla brezza. Ieri verso le 15.30 il fuoco era quasi spento, ma i volontari della protezione civile hanno lavorato per ore cercando di bonificare la terra con difficoltà, proprio perché il vento continuava a riaccendere i tizzoni ardenti. «Ormai - dice il sindaco Augusto Picco – la situazione è insostenibile: spero che le forze dell’ordine riescano a fermare al più presto questa persona che sta causando gravi problemi: oltre al danno ambientale, io penso anche ai rischi che chi interviene da settimane sta correndo. È chiaro che la mano che colpisce è sempre la stessa e quello che sta succedendo è grave». Prima di venerdì, il piromane aveva già acceso un fuoco giovedì sera: l’allarme era scattato verso le 20.30, ma era stato possibile fermare sul nascere quelle fiamme. Finora sono già un quindicina gli incendi accesi a partire dall’inizio di marzo: a parte quello di giovedì scorso, è successo sempre tra sabato e domenica e a volte addirittura anche tre fuochi in un weekend. 
Non è la prima volta che si interviene con l’elicottero e già in un’occasione le alture del Brancot sopra Braulins se la sono vista brutta, ma si è sempre riusciti a evitare il peggio. Stavolta, però, il segno lasciato dal fuoco sull’ambiente è molto consistente.
(Messaggero Veneto, 23 aprile 2017)

sabato 22 aprile 2017

"A rieccolo 'sto zozzo": tocca alla "mont di Dalés"

Nuova, triste puntata di una brutta telenovela. Un nuovo incendio, partito dal Palar, sta bruciando "la mont di soreli", sopra Alesso. La rete sta impazzendo con improperi pesantissimi nei confronti di  quell'ipotetico piromane che sarebbe attivo da settimane da Braulins ai Paléz.
Che si tratti di un unico percorso delittuoso è naturalmente tutto da dimostrare: quello che si diffonde è un senso di rabbia e - forse - di impotenza. Una volta di più, è il caso di ribadire una parola d'ordine polivalente: VIGILARE (e il discorso va dall'encomiabile lavoro di prevenzione e di spegnimento della Protezione Civile a "occhi e orecchi attenti" nella pratica quotidiana).

Alcune immagini quasi "in presa diretta", documentano l'ennesimo scempio ambientale:

(Foto Ivano P.)

(Foto Lara L.)

(Foto Chiara S.)
(Foto Susy S.)


Lo spazio è come sempre aperto per foto, osservazioni e riflessioni.

venerdì 21 aprile 2017

Centralina sul Leale, il "no" dei pescatori

Riceviamo da   Claudio Polano – Consigliere ETP/FVG per il Collegio Gemona/San Daniele,
una nota sulle conseguenze per il regime idrico del torrente Leale della ipotizzata centralina.

Sulle ipotesi di collocare una centralina idroelettrica alle sorgenti del t.  Leale interviene Claudio Polano, Consigliere dell’Ente Tutela Pesca per il Collegio Gemona/San Daniele. Il suo parere negativo riguardo questa realizzazione è innanzitutto motivato dal fatto che qualsiasi centralina in montagna provoca sempre una  riduzione del deflusso idrico e quindi della continuità biologica, provocando gravi danni al patrimonio naturalistico, visto lo scarso rilascio relativo al Deflusso Minimo Vitale. Cosa succederà lungo gli 8,8 km di torrente, ossia dall’opera di presa al Rio Canale è facilmente intuibile, in un corso d’acqua complessivamente giudicato “buono“ e “sufficiente“ dal monitoraggio ARPA 2012. Un torrente prealpino  che vede la presenza della trota Fario (Salmo Trutta), ma soprattutto della trota Marmorata (Salmo Trutta Marmoratus)  e del Gambero autoctono (Austropotamobius Pallipes Italicus), specie quest’ultime soggette a protezione a causa della loro rarefazione, in base alla Direttiva 92/43 /CEE Habitat. Quindi il parere negativo al progetto del mondo della pesca sportiva, è legato alla integrità ambientale del t. Leale (le sue acque alimentano anche l’acquedotto di Trasaghis), dimostrata da un ecosistema di notevole pregio naturalistico. Un esempio di biodiversità da preservare a ogni costo per le future generazioni. Ma il rappresentante dei pescatori si toglie anche un sassolino dalla scarpa quando afferma che già nel 2014 erano in funzione ben 194 impianti idroelettrici e che in base al Piano Energetico regionale gli obiettivi di produzione energetica con l’idroelettrico erano  stati raggiunti e superati già nel 2009! Perché allora continuare a depauperare un patrimonio della collettività a esclusivo beneficio di privati? L’ultima parola alla Regione!

Il Comunicato è stato oggetto di un articolo pubblicato dal Messaggero Veneto il 20 aprile 2017 col titolo "I pescatori: 'No alla centralina sul Leale'".
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Dell'ultima richiesta di costruire una centralina sul Leale ha dato notizia il Blog all'inizio di febbraio :
http://cjalcor.blogspot.it/2017/02/avasinis-chiesta-lautorizzazione-per.html

Ma del problema si discute da molto, dal momento che diverse sono le richieste presentate: vedi, per esempio, i diversi articoli del Blog nella colonna "Argomenti trattati" a destra della pagina: solo il tema "Leale" ospita 60 articoli!!


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Bisogna anche onestamente ribadire che il tema "centraline" non ha sinora "scaldato gli animi". Non servono posizioni preconcette pro o contro, ma sono tematiche che andrebbero affrontate, analizzate e discusse ad ampi livelli.
Come sempre, il Blog offre i propri spazi.



giovedì 20 aprile 2017

Anche a Cavazzo la dichiarazione sulla donazione di organi

Donare gli organi? Si potrà scegliere in anagrafe

La dichiarazione di volontà facendo la carta d’identità ad Amaro, Cavazzo, Tolmezzo e Verzegnis

TOLMEZZO. Nei Comuni di Amaro, Cavazzo Carnico, Tolmezzo e Verzegnis si potranno registrare le proprie dichiarazioni di volontà sulla donazione di organi e tessuti in sede di rilascio o di rinnovo della carta d’identità.
È il primo caso in Carnia. Ogni cittadino maggiorenne potrà così manifestare la propria volontà all’Anagrafe dei quattro Comuni. In seguito gli uffici trasmetteranno telematicamente alla banca dati nazionale del Sit (Sistema informativo dei trapianti) tale consenso o diniego alla donazione.
«In questo modo – fa notare l’assessore comunale tolmezzino Fabiola De Martino che ha proposto il progetto “Donazione organi: una scelta in comune” ai quattro Comuni – è il diretto interessato a esprimersi e a non lasciare ai propri familiari questa decisione che può essere molto difficile per loro da assumere nei ristretti tempi necessari in quanto coincidono col momento doloroso della perdita del loro caro. Inoltre alla banca dati potranno accedere tutte le strutture sanitarie nazionali.
Il 10 maggio il direttore del centro trapianti del Fvg effettuerà un momento di formazione per gli operatori degli uffici anagrafe di tutte la Carnia. La Conca tolmezzina ha già aderito. Inviteremo anche gli altri Comuni carnici».


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Per leggere tutto l'articolo: 

mercoledì 19 aprile 2017

Sabato e domenica a Bordano, contro il bullismo con Telefono Azzurro

"IN ITALIA NON LI VEDI MA SONO TANTI I GIOVANI CHE SUBISCONO VIOLENZA FISICA E PSICOLOGICA . SI TRATTA DI UN FENOMENO MOLTO GRAVE E DIFFUSO PER CUI L'ASCOLTO E LA TEMPESTIVITÀ DI INTERVENTO SONO FONDAMENTALI PER AIUTARE CHI LO SUBISCE".

TELEFONO AZZURRO ASCOLTA OGNI GIORNO, 24 ORE SU 24, IL DRAMMA DELLE VITTIME DI ABUSO ATTRAVERSO LA LINEA D'ASCOLTO 1.96.96, OFFRENDO LORO UN SUPPORTO E UN INTERVENTO IMMEDIATO.

SABATO 22 E DOMENICA 23 APRILE I VOLONTARI DI TELEFONO AZZURRO TI ASPETTANO NELLE PRINCIPALI PIAZZE ITALIANE CON FIORI D'AZZURRO. COLTIVA IL SEME DEL RISPETTO. SCEGLI UN FIORE CONTRO GLI ABUSI !


Per la VAL DEL LAGO, l'appuntamento è  alla CASA DELLE FARFALLE A BORDANO





martedì 18 aprile 2017

Presentata la Mappa di Comunità di Bordan e Tarnep

E' stata presentata sabato scorso nel Municipio di Bordano la sintesi dei lavori proposti dall'Ecomuseo della Val del Lago per la definizione della "Mappa di Comunità" del Comune di Bordano.


Il percorso di ricerca si è soffermato innanzitutto sugli elementi legati alla storia e alla cultura del territorio.

Dalle descrizioni dei partecipanti al gruppo di lavoro è emersa una Bordano ricca di storia locale e di tradizione. Si racconta la storia di un luogo caratterizzato da fasi migratorie, in cui gli abitanti di Bordano sono stati costretti a cercare fortuna altrove, trovandola in vari stati del nord e dell’est Europa. La caratteristica del territorio vede una struttura terriera molto frazionata, in cui quasi ad ogni famiglia (la maggior parte di tradizione contadina) appartiene un appezzamento di terra, che in passato era dedicato all’agricoltura per rispondere ai bisogni primari della famiglia. Nei racconti di “Bordano "com’era” viene riconosciuta l’importanza del Monte San Simeone come risorsa primaria per le famiglie del paese, “La montagna ci ha sfamati” è stato detto da uno dei partecipanti, sottolineando il valore reale dell’elemento naturale per la popolazione del Comune di Bordano.


 Nel confrontarsi su un nuovo tipo di economia ci si è poi concentrati sulle risorse offerte dal territorio e sul target di riferimento su cui concentrare l’offerta. In generale si pensa ad un’economia di vocazione agricola diffusa, che possa coinvolgere molti degli abitanti di Bordano, anche in forma cooperativistica creando un sistema che supporti l’aumento di reddito delle famiglie. Un’economia locale che possa essere solidale, attraverso l’inserimento di personale che proviene dallo svantaggio, e formativa promuovendo anche la realizzazione di fattorie didattiche. E' stato inoltre proposto di sviluppare dei servizi legati al cicloturismo, quali strutture ricettive adatte, servizi che permettano la riparazione delle biciclette, negozi che affittino biciclette e piccole strutture di ristoro lungo i percorsi principali.

E' stata prodotta una mappa che sintetizza le caratteristiche e le risorse del territorio.


Alla realizzazione della mappa di comunità del Comune di Bordano hanno partecipato: Mattias Barazzutti (Coordinamento Ecomuseo), Ivana Bellina (amministrazione comunale di Bordano), Giovanni Bianchi, Arduino Candolini, Gabriele Candolini, Stefano Dal Secco (Farfalle nella Testa), Sandro Di Bernardo (Circolo Legambiente della pedemontana gemonese), Gianni Pavon, Alfio Picco, Annamaria Picco, Annibale Picco, Ilaria Picco, Linda Picco, Mauro Picco, Morena Picco, Ornella Picco, Bruno Seravalli (Associazione Auser Alto Friuli), Luigi Seravalli (Associazione Volo Libero Friuli), Sonia Stefanutti, Velia Stefanutti, Suor Fides, Angela Zanutto (Associazione Pro Loco Bordan Tarnep), Paolo Zingaro (Associazione Pro Loco Bordan Tarnep).

Ruolo di facilitazione: arch. Ileana Toscano
Coordinamento: Luigi Stefanutti, Mattias Barazzutti

Maggiori dettagli sul sito dell'Ecomuseo: http://www.ecomuseovaldellago.it/bordano-la-mappa-di-comunita-ha-preso-vita/

lunedì 17 aprile 2017

Sabato chiude "il Lago" e finisce un'epoca

Il Messaggero Veneto ha dedicato una intera pagina alla prossima chiusura, sabato prossimo, della discoteca "Al Lago", ripercorrendone la storia e sottolineandone da un lato le "celebrità" che vi hanno fatto tappa, dall'altro il fatto che il locale è stato un punto di riferimento per diverse generazioni.
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Da balera a discoteca: chiude dopo 60 anni il “Lago” di Alesso

Sabato l’ultima serata nel locale che s’affaccia su Cavazzo. Passerella per centinaia di vip come Joe Sentieri e i Righeira
TRASAGHIS. Alla vigilia del sessantesimo compleanno chiude definitivamente i battenti la discoteca “Al Lago” di Alesso di Trasaghis, uno dei punti di riferimento del divertimento serale per intere generazioni di friulani. L’ultimo ballo sfrenato sabato, poi giù il sipario. “That’s all, folks”, è davvero tutto, recita sibillina la locandina dell’evento che sancirà la chiusura del locale.
«Purtroppo mandare avanti un’impresa del genere non è facile: ancora oggi la nostra discoteca è gettonatissima, ma continuare con la gestione familiare è impossibile», racconta Antonella Perini, che con il fratello deejay Miky ha ereditato da nonna Marisa il dancing in riva al lago di Cavazzo.
La storia
L’illuminazione fu di Lorenzo Gamberini, originario di Bologna, che appena qualche anno prima aveva aperto l’albergo e ristorante “Al lago - Tre comuni”, che si trovava proprio di fronte all’attuale sede della discoteca, dove oggi sorge la pizzeria Alla Darsena. Correva il 1957: il ristorante venne trasformato proprio in balera, con i primi giri di liscio cadenzati dalla “campana” che imponeva ai clienti di pagare il gettone o lasciare la pista dopo quattro dischi. Altri tempi, altra musica.
Come quella di Maria Colomber, che proprio in riva al lago di Cavazzo passò l’anno dell’apertura: tre anni prima era arrivata ottava a Sanremo, con la sua “L’ombra”. Sono gli anni in cui va di moda il saltino di Joe Sentieri, amico personale del patron Lorenzo: era un habitué, dalle parti di Alesso. Dietro il bancone c’era lei, Marisa Gamberini: figlia di Lorenzo e sorella di Ferruccio e Lia, che fin da giovanissima ha gravitato tra albergo, ristorante e balera, pronta a mettere mano dove una mano effettivamente serviva.
Negli anni Settanta l’avvento della disco music e il tentativo di accattivarsi i giovani dell’epoca trasforma il Lago, che da balera diventa vera e propria discoteca. Poi, quattro anni fa, la nuova svolta, con la gestione firmata da Antonella e Miky Perini, che forti dei rispettivi successi professionali e con l’imprescindibile supporto della famiglia - nonna Marisa in testa - tornano in Carnia per rilanciare il locale.
Personaggi e feste
Deejay di grido, personaggi del mondo dello spettacolo e della musica. Ne sono transitati a migliaia, dalle parti di Cavazzo. Dai Righeira a Neja, da Sandy Marton a Paoletta, da Regina ai Soundlovers. E, per arrivare ai Novanta e Duemila, Molella, Albertino, Prezioso, Provenzano, Fargetta, Gigi d’Agostino, Gabry Ponte, giusto per citare quelli che di dischi ne hanno scratchati a migliaia, nelle discoteche di mezzo mondo.
Arrivano gli anni delle ospitate vip, dei volti noti del piccolo schermo: e allora ecco Valerio Staffelli, Rocco Siffredi, Melita Toniolo, Juliana Moreira. Tra i big passati da Alesso anche Fabri Fibra, protagonista di una serata-evento. E poi, le feste di beneficienza: all’alba del Duemila l’asse tra il Lago e l’Udinese portò più volte i giocatori bianconeri in discoteca.
L’ultima serata
«Ora vogliamo salutare tutti quelli che ci sono stati vicini in questi anni, che sono cresciuti al Lago e che qui hanno passati momenti di relax e divertimento», racconta Antonella Perini. La serata si aprirà alle 22: due le sale a disposizione per chi vorrà tirare fino a tardi, tra buona musica e balli scatenati: in consolle il padrone di casa Miky Perini, affiancato da Giovanni Mans, Julio Montana e, nella second room, da dj Tez, FerDj e dj Magic; nel privè Vincent Ciccarone e Marco Toppano. E il futuro? «Speriamo che qualcuno decida di investire qua: noi siamo disponibili a mettere a disposizione la nostra esperienza», conclude Antonella.
(Messaggero Veneto, 16 aprile 2017)
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Naturalmente, chi vuole può raccontare al Blog cosa ha significato per lei/lui "andare al Lago".
                         

domenica 16 aprile 2017

Un augurio di buona Pasqua ... accanto a una "aghe di preistorie"

Il Blog rivolge ai suoi lettori un sincero augurio di buona Pasqua, offrendo "in regalo" la possibilità di leggere (o rileggere) una bella e non troppo nota poesia di Enrica Cragnolini, scritta alla fine degli anni '40. E' un'istantanea di sensazioni vissute e provate sul Lago, in un mattino di primavera, accanto a un "biel vencjâr flurît" capace di specchiarsi in una "aghe quiete e scure" .


Lât di Ales


Quiete l'âghe
sot un cîl grîs
di primevere:
quiete e scure
e monz, intòr,
che a nût 'e mostrin
la lôr fature antighe.
Une pojane si alze di un cret,
e fâs un svol, e sberle.
Un nûl grîs di bombâs,
apene luminât,
ta l'âghe al lûs
come une perle clare:
el zâl plumôs di un biel vencjâr flurît
su l'ôr si spiêle.
Aghe quiete,
quiete e scure.
A strassis,  l'ajar
j sofle sù:
le ingrispe un grîsul.
E al pâr che vadi, e vadi...
e inveze è simpri lì:
si ferme tra chei crez come sfinìde:
stufe di  stâ e di lâ,
aghe di preistorie
'je condanade alì.


(Enrica Cragnolini, "Sot la Nape" maj/jugn 1950)

Come sempre, saranno graditi commenti ispirati da questa poesia o, in generale, legati alle tematiche affrontate dal Blog. Cosa direbbe per esempio oggi la poetessa, a vedere l'acqua del lago non più "aghe di preistorie condanade alì" ma  eternamente in movimento?


venerdì 14 aprile 2017

Vinars Sant a Dalés (e intal patî di tancj)

Si rinnova stasera ad Alesso la tradizionale processione del venerdì santo, col riproporsi di elementi tradizionali (le bambine biancovestite, la baluta di Menôt) ed aggiunti ultimamente e ormai diventate tradizione (le croci infuocate).

Ma anche una simile occasione può offrire motivi di riflessione: sul patî di quel venerdì della croce, più di duemila anni fa a Gerusalemme, e sulle sofferenze della vita quotidiana, affrontate con dignità.

E' forse il senso di questa poesia, da leggersi con attenzione e partecipazione:



VIA CRUCIS
I sei in Pidiberi, tal miez da plazuta
Al è vinars sant, a è di fâ la baluta.
I cjali il cîl, s’al ven un pôc di clâr
I tol su la roba e prepari l’altâr.
E po' il crocefis, un signôr di Gjatuta
e iôt como un lamp, la tô musa distruta
parfin il colôr al è propit precîs
il stes colôr dai cjei ultims dîs.
Il colôr da passion e dal torment
c’al puarta la crôs senza un lament.
Di chel c’al sa ce c'a i spieta doman
e al é lì, pront a dacj una man.
Che ogni zornada cj dà un confuart
E l'a tal cûr poiada la muart.
Che tal dolôr e ta soferenza
A la sopuarta cun tanta pazienza.
Ta malatia la sô dignitât
“Fin ch'i pos, no vuei iessi udât”.
Al è vinars sant, la vitoria da muart
E a mi lassa un vuêit e sconfuart.
Ma chesta crôs a à una reson,
a è la speranza di resurezion
che como c'al à det nesti Signôr
una vita senza muart e senza dolôr
di una vita di sôl alegrîa
magari lassu tu as viert un’osteria
magari l’é Ermes c’a cj da una man
magari a é fiesta dut l’an.
Magari, magari….
Buina Pasca, copari!

                  (Pelo)


Ogni lettore può naturalmente commentare ed esprimere il proprio pensiero su queste intense immagini.