"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

martedì 28 luglio 2020

Idroelettrico, una sintesi degli interventi all'incontro di Alesso

Laura Matelda Puppini, sul sito "Non solo Carnia" ha pubblicato una ampia sintesi degli interventi ascoltati nell'incontro sul Grande Idroelettrico tenutosi ad Alesso sabato scorso.
L'articolo si intitola

O ora o mai più. Quale legge in 

Fvg per il grande idroelettrico?


ed è consultabile al link 
http://www.nonsolocarnia.info/o-ora-o-mai-piu-quale-legge-in-fvg-per-il-grande-idroelettrico/?utm_source=mailpoet&utm_medium=email&utm_campaign=nonsolocarnia-news-28-luglio-2020_28



lunedì 27 luglio 2020

Idroelettrico, affollato incontro ad Alesso. E oggi si replica a Cavazzo

In tanti ad Alesso per parlare di grande idroelettrico


Il Comitato Tutela Acqua del Bacino Montano del Tagliamento e il Comitato Salvalago di Alesso, hanno organizzato sabato 25, al Centro Sociale di Alesso di Trasaghis, una riunione cui hanno partecipato una novantina di persone. Il tema in discussione era la Proposta di legge relativa al passaggio in proprietà alla Regione del grande idroelettrico “Disciplina delle modalità e delle procedure di assegnazione delle concessioni di grandi derivazioni a scopo idroelettrico in Friuli/Venezia Giulia”.
Ciò in virtù di una Legge nazionale che stabilisce che, allo scadere del periodo di concessione, il grande idroelettrico passerà alle Regioni. Ricco il parterre dei politici presenti, con i parlamentari Bubisutti, Sut e Tondo, i consiglieri regionali Boschetti, Moretuzzo e Honsell, la sindaca “padrona di casa” Stefania Pisu, il collega di Cavazzo Borghi, di Bordano Bellina e di Montenars Sandruvi, quest’ultimo anche presidente dell’UTI Gemonese. In sala anche il presidente del Bim Benedetti, il presidente regionale di Legambiente Cargnelutti e i rappresentanti di alcuni Comitati della Destra Tagliamento.
Dopo la presentazione dell’argomento da parte di Franceschino Barazzutti, che ha fatto conoscere con immagini dedicate la realtà delle captazioni in Carnia, la situazione del lago e la proposta dei due Comitati sul tema, è iniziata una interessante discussione, che si è focalizzata sui contenuti che dovranno esserci nella futura legge, a breve licenziata dalla Giunta regionale.
Tutti hanno convenuto sul fatto che
la futura Società energetica regionale dovrà essere pubblica, seppur a varia misura, e che eventualmente, per quanto riguarda la sola gestione degli impianti, potrà esserci una Azienda privata che la gestirà.
Infine, da molti interventi è venuto l’accorato appello alla Regione per una moratoria delle concessioni per il minidroelettrico (ovvero le centraline), per il pesante impatto ambientale che queste comportano sui corsi d’acqua alpini e prealpini.
“Come Open Sinistra FVG ho ribadito come la legge finalmente tuteli i lavoratori delle dighe – dice Honsell in una nota -. Nell’occasione ho sottolineato l’importanza di cogliere i grandi finanziamenti disponibili a livello di UE per ripristinare ambientalmente il Lago di Cavazzo nell’ambito dei progetti smart-water”.
Oggi nuovo appuntamento sul tema nel tendone festeggiamenti di Cavazzo alle 18.

(foto: Comitati salvalago)

martedì 21 luglio 2020

Sabato ad Alesso, incontro sul "grande idroelettrico"

Riceviamo e pubblichiamo:


SABATO 25 LUGLIO ORE 18
ALESSO DI TRASAGHIS, CENTRO SOCIALE

             INCONTRO PUBBLICO
                                    sulla
Proposta di Legge Regionale relativa al passaggio in proprietà alla Regione del grande idroelettrico.
<<Disciplina delle modalità e delle procedure di assegnazione
delle concessioni di grandi derivazioni a scopo idroelettrico in Friuli Venezia Giulia>>
sottoscritta da Consiglieri Regionali   Sergo, Dal Zovo, Liguori, Santoro, Bidoli, Capozzella, Centis, Conficoni, Honsell, Marsilio, Moretti, Moretuzzo, Ussai;


 Sono stati invitati:
-  i consiglieri firmatari della Proposta di Legge:  
-  il Consigliere Regionale Luca Boschetti  e lassessore  Barbara Zilli
-  i Parlamentari Luca Sut, Renzo Tondo, Aurelia Bubisutti e Elena Lizzi
-  i Sindaci di Trasaghis, Bordano, Cavazzo Carnico, Artegna, Forgaria nel Friuli, Gemona del Friuli,  Montenars, Osoppo e Venzone.

                  PARTECIPATE
                                                muniti di mascherina


A cura di: Comitato Tutela acque del Bacino Montano del Tagliamento, Tolmezzo, via Davanzo, 9;Comitato per la salvezza del Lago di Cavazzo o dei Tre Comuni, Alesso, via Somplago,10.  20luglio 2020

domenica 19 luglio 2020

Lago, prima riunione del tavolo tecnico. La posizione dei Comitati

Riceviamo e pubblichiamo:

La Regione, per cercare una soluzione al degrado del nostro lago,  con la L.R.  6/8/2019,N° 13, art. 4,  "al fine di individuare le criticità del Lago dei Tre Comuni e proporre le conseguenti soluzioni, finalizzate a recuperare le condizioni di naturalità del lago stesso e garantirne la fruibilità, anche ai fini turistici, in conformità al Piano Regionale di Tutela delle Acque, ha istituito presso la Direzione centrale Ambiente ed Energia, il tavolo tecnico denominato "Laboratorio  Lago dei Tre Comuni ".
Questo tavolo tecnico, è composto da un rappresentante e un esperto della Direzione Ambiente e Energia, da un esperto designato dal Comune di Trasaghis, uno da Bordano e uno da Cavazzo e infine da un rappresentante dell'Arpa. Potrà inoltre partecipare anche un rappresentante dell'Autorità di Bacino. Inoltre potranno essere invitati a partecipare i soggetti portatori di interessi (Comitati, A2A, Consorzio Bonifica Pianura Friulana, ecc ). C'è stata a fine giugno una prima riunione in videoconferenza a titolo interlocutorio, in attesa di conoscere le proposte di A2A e del Consorzio Bonifica Pianura friulana.
Alcune considerazioni. Con questa legge si riafferma nuovamente che il recupero di naturalità del lago, dovrà essere realizzato tramite un bypass (quale sarà la soluzione  ottimale sarà compito del tavolo tecnico ) che porti le acque gelide e talvolta torbide scaricate dalla centrale di Somplago a valle del lago, senza interferire con lo stesso. Le Amministrazioni rivierasche infine  hanno ricevuto un ruolo  fondamentale in questo Laboratorio, nominando ciascuna un proprio esperto. 
Noi del Comitato Salvalago saremo vigili e non mancheremo di portare in quella sede  le nostre proposte.

Claudio Polano - Comitato Salvalago


sabato 18 luglio 2020

L'asilo di Avasinis non sarà demolito, ma recuperato

La Regione ha accolto la richiesta della Amministrazione comunale di Trasaghis per arrivare a un recupero della struttura della Scuola dell'Infanzia di Avasinis di cui l'anno scorso era stata paventata la demolizione per l'inadeguatezza dal punto di vista antisismico.
Soddisfazione è stata espressa dal Sindaco di Trasaghis Stefania Pisu: "Abbiamo voluto scommettere su un intervento di recupero dell’immobile adibito a scuola dell’infanzia, effettuando ulteriori approfondimenti agli studi ingegneristici che ci erano stati presentati un anno fa. L’eventualità di demolire questa struttura ci risultava insopportabile, non solo per ragioni economiche ma anche per il significato affettivo. Abbiamo presentato un progetto di recupero per 380.000 euro, che la Regione ha deciso di finanziare, per cui vogliamo pubblicare i nostri ringraziamenti. Per noi è un ottimo risultato che ci ha ripagato delle tante preoccupazioni e del lavoro svolto per risolvere la situazione".


venerdì 10 luglio 2020

Anche i rugbysti impegnati nella pulizia del Palâr

Sono previste per quest'estate, all'interno di un programma sportivo, anche iniziative di carattere ecologico quali la pulizia di diverse aree del torrente Palâr proposta dall'Associazione Rugby Gemona "Black ducks", in particolar modo nelle giornate del 17 e 24 luglio.
A tutti ha preventivamente rivolto il ringraziamento il Sindaco di Trasaghis Stefania Pisu: "Un ringraziamento ai gruppi di rugby del gemonese che verranno prossimamente sul nostro territorio, nella zona del Palar, per ripulirlo dai rifiuti abbandonati. Giovani volenterosi, appassionati per lo sport e che amano il nostro territorio, valori che insieme portano ad iniziative lodevoli come questa".


lunedì 6 luglio 2020

Alesso, a proposito di quell'ingiuriosa insegna estemporanea

E' uscita giorni addietro sul MV una lettera che commentava la tanto discussa azione di un anonimo che si era sbizzarrito a definire malamente ed etichettare volgarmente Alesso e i dalessàns.
Per quanti non l'avessero letta ... 

Trasaghis: Vandali in azione e gomme tagliate

Egregio direttore,gira su Facebook una foto che riprende il cartello stradale indicante la località di Alesso, paese da cui scrivo, con appeso a fianco un sedile di water su cui sono state scritte una serie di frasi ingiuriose nei confronti degli abitanti di questo paese. Questo è un paese di gente tranquilla, dove ognuno si fa i fatti propri e che ha sempre accolto tutti coloro che per varie ragioni sono capitati da queste parti. Da noi vive da anni molta gente che viene dai più disparati angoli d'Italia e anche dall'estero. Senza alcun problema di convivenza.Nei fine settimana il nostro lago (Lago dei tre Comuni) è frequentato da centinaia di visitatori. Inoltre da anni è abitudine frequentare le bellissime acque del torrente "Palàr", ormai conosciuto in tutta la Regione e perfino dalle parti più vicine del Veneto. A parte qualche problema per i parcheggi, qualche volta lasciati nel disordine dai visitatori, che sono sempre stati rispettati e ben visti. Ora gira voce che recentemente a qualcuno siano state tagliate le gomme della macchina e questa potrebbe essere la ragione del gesto. Parliamoci chiaro, nulla si può escludere: ogni paese ha la sua buona dose di stupidi! Quindi senza voler difendere l'eventuale imbecille di turno va anche detto che, se il proprietario dell'auto presume che il gesto sia opera di un residente, la sua macchina forse non era parcheggiata benissimo. Facile per lui fare uno più uno. Se fosse così la risposta di chi si è trovata la strada sbarrata per un pessimo parcheggio è decisamente esagerata ma pure la reazione dell'autore di simile nefandezze non mi sembra condivisibile. Pertanto qui nessuno capisce le ragioni di tanto livore, espresso poi in quel modo. E c'è da supporre che sia lo stesso soggetto ad aver pubblicato il tutto su Facebook.Non si offende un'intera comunità perché lui (per colpa sua?) ha trovato sulla sua strada un idiota. Che dovrei dire io che abito di fianco al Palàr e che tutti i lunedì dei mesi estivi mi metto a raccogliere carte, borse in plastica, bottiglie in vetro mettendole negli appositi contenitori? Ora l'amministrazione comunale ha provveduto ad installare dei cassonetti per la raccolta differenziata. Ma ugualmente purtroppo c'è ancora qualcuno che ...Mi consenta un'ultima considerazione. Se tra di noi c'è qualcuno che si è comportato male questo non dà diritto al danneggiato di offendere gli altri 836 cittadini di questa comunità. 
Ennio Valent, Alesso di Trasaghis

(Messaggero Veneto, 29 giugno 2020)




mercoledì 1 luglio 2020

Primo caso di positività al Coronavirus nel Comune di Trasaghis

Comunicato del Sindaco di Trasaghis:



"Mi spiace comunicarvi che abbiamo il primo caso di positività al Covid 19 nel nostro Comune. Il dipartimento si è occupato dell’isolamento della persona e delle relative misure di quarantena."

giovedì 25 giugno 2020

Acque: un appello per "essere attori di una giudiziosa gestione ed utilizzazione della risorsa acqua"

Riceviamo e pubblichiamo:

   Comuni predatori e Comuni prede

     La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della lombarda multiutility a2a, concessionaria degli impianti idroelettrici del Tagliamento con le centrali di Ampezzo e di Somplago, contro il piccolo Comune di Forni di Sotto.
   Motivo del contendere, che ha visto la multiutility soccombente in tutti i gradi di giudizio, da un lato è il potenziamento della portata dell’acquedotto comunale attingendo l’acqua sul Rio Chiaradia a monte della presa idroelettrica di a2a, dall’altro lato la pretesa della multiutility di essere indennizzata da parte del Comune  ritenendosi danneggiata poiché la captazione dell’acquedotto riduce la portata d’acqua alla sua presa.
    La controversia, oltre ad essere significativa del punto critico a cui è giunto l’utilizzo della preziosa risorsa acqua, si inserisce in un contesto ben più vasto che merita di essere esaminato: il rapporto tra grandi centri urbani e periferie. Quelle montane in particolare, adatte alla produzione idroelettrica offrendo esse le necessarie caratteristiche quali la disponibilità di acqua ed i dislivelli.
    Se da un lato il piccolo Comune di Forni di Sotto ben rappresenta una periferia montana, dall’altro lato chi è a2a e chi rappresenta? a2a giuridicamente è una società multiservizi che opera  secondo le leggi di mercato, i cui azionisti al 31.12.2019 sono  il Comune di Milano al 25%, il Comune di Brescia al 25%, altri azionisti al 49,2% tra i quali anche soggetti esteri e la stessa a2a spa allo 0,8% con azioni proprie. Quindi a2a è un’espressione, un’emanazione, un modo di essere dei citati Comuni azionisti che ne sono i proprietari.
    Quello di a2a non è un caso isolato. Infatti anche i comuni di Genova, Torino, Reggio Emilia e Parma  detengono il controllo della multiutility Iren, mentre il comune di Bologna e quelli della Romagna detengono il controllo della multiutility Hera, che opera anche nella nostra regione.
     Che i grandi Comuni si dotino di strumenti, quali le società da loro controllate, che provvedano a fornire i servizi necessari come la raccolta e smaltimento rifiuti, l’erogazione di gas e  energia elettrica, il servizio idrico, etc sui rispettivi territori comunali è cosa logica e necessaria.
     Non lo è altrettanto quando i grandi Comuni-azionisti utilizzano le società controllate per espandere la loro attività – meglio il loro business – ben oltre il proprio territorio per sfruttare la risorsa acqua dei territori periferici montani per produrre energia elettrica, peraltro portata altrove, mentre i guadagni  finiscono nell’attivo dei bilanci dei Comuni azionisti, lasciando ai territori montani, già sofferenti sotto diversi aspetti, i dissesti idrogeologici prodotti dalle derivazioni, gli alvei in secca, l’obolo dei sovraccanoni ai Consorzi Bim e di qualche autopromozionale sponsorizzazione, nonché il monumento alla propria energia.  
     Con ciò si viene ad instaurare un rapporto di subordinazione che peggiora ulteriormente lo stato di sofferenza economica, sociale e demografica delle aree montane, tanto più se la società venuta da lontano ha la pretesa di decidere se e quanti litri d’acqua per il proprio acquedotto il Comune locale può captare da un rio del proprio territorio e anche di essere economicamente ristorata per la risibile minor produzione di energia.
   
La controversia tra a2a ed il Comune di Forni di Sotto evidenzia ancora una volta l’urgenza e la necessità, da un lato, di una profonda revisione della legislazione nazionale che dia maggiori tutele ai già deboli e sofferenti territori montani in particolare nei confronti delle già di per sé potenti multiutility urbane, dall’altro lato, che la nostra Regione, a statuto di autonomia speciale, faccia altrettanto ed in particolare costituisca con urgenza una propria società energetica che assuma via via il pieno controllo del settore seguendo l’esempio della Provincia di Bolzano. Diversamente gli spazi vuoti non resteranno tali, ma per la logica del mercato saranno occupati da altri e sarà l’intero territorio regionale ad essere sottomesso: l’anticipazione sono le notizie sulle trattative  tra a2a, Agsm del Comune di Verona e Aim del Comune di Vicenza per la fusione in un’unica società con area operativa il nord-est in concorrenza con Hera. I predatori cercano prede: è la legge della giungla.
    La conclusione di questa controversia è un messaggio ed un incoraggiamento a tutti i sindaci ed abitanti della montagna ad essere attori di una giudiziosa gestione ed utilizzazione della risorsa acqua, sempre più strategica e preziosa, nell’interesse dei loro cittadini, e non spettatori distratti, se non complici, dello sfruttamento indiscriminato non solo da parte delle forestiere società multiutility ma anche da parte di speculatori privati locali e regionali che si avvalgono degli incentivi, i certificati verdi, pagati dagli utenti con le bollette.
     Lo scarso interesse dimostrato dai sindaci e dagli abitanti della Carnia, a differenza di quelli della montagna pordenonese, riguardo al passaggio alla Regione del grande idroelettrico non è un segnale incoraggiante. Per tutti dovrebbero essere di esempio, di guida e di stimolo quei vecchi che in condizioni di miseria oltre 100 anni fa fondarono la Società Elettrica Cooperativa Alto But (SECAB), tuttora ben operante in quel territorio. Nel caso non bastasse possono documentarsi su come ben operano nell’idroelettrico, e non solo, i comuni trentini singolarmente o uniti per valle.


Franceschino Barazzutti, già presidente del Consorzio BIM Tagliamento, già sindaco di Cavazzo Carnico

sabato 13 giugno 2020

Sunait cjampanis! Mobilitazione ad Alesso per mantenere il tradizionale orario delle campane

Una richiesta (anonima) presentata a Comune, Carabinieri ed Arpa per spostare l'orario del primo suono della campane dalle 6 alle 7 ha suscitato grande discussione ad Alesso dove, soprattutto sulla pagina facebook "Sei di Alesso se..." l'assoluta maggioranza degli intervenuti si è espressa per mantenere il tradizionale orario mattutino.
Dopo un iniziale accoglimento della richiesta da parte della Parrocchia, la vicenda si è (per ora) risolta (una volta valutata la normativa e le norme consuetudinarie) con la decisione del ripristino dell'orario tradizionale delle 6.
Riproporre i diversi interventi (quasi tutti) sta a indicare l'interesse ed il senso di appartenenza ad una comunità espresso (quasi sempre) in toni civili e costruttivi.















venerdì 12 giugno 2020

Avasinis, saranno sistemate le "case svizzere"

Finanziato il restauro degli alloggi popolari

Nuovi interventi per la sistemazione di alloggi popolari destinati a chi affronta situazioni di emergenza. Il Comune di Trasaghis intende sistemare alcuni appartamenti di proprietà comunale per adeguarli alle nuove modalità di sostenibilità, e metterli a disposizione delle persone che ne fanno domanda. Tra questi, ci sono le sette case prefabbricate di Avasinis donate dalla comunità svizzera ai tempi del terremoto, che saranno presto oggetto di un intervento da 160 mila euro per il rifacimento di infissi, isolamenti e impianti. Cinque di queste case sono già abitate: «Le restanti due – spiega il sindaco Stefania Pisu – saranno messe a norma con questi lavori e così potranno essere utilizzate. Al momento, le richieste non mancano». Il Comune di Trasaghis, possessore di alcune piccole unità abitative sul territorio, si è dotato di un regolamento con il quale gli appartamenti possono essere destinati solo alla popolazione del paese, nei casi in cui le richieste siano legate a emergenze, a volte a progetti coordinati dai servizi sociali: l’affitto concordato è spesso legato all’Isee del futuro utente della struttura. Oltre alle case svizzere di Avasinis, il Comune di Trasaghis possiede un ulteriore appartamento nella frazione, altri due ad Alesso e una casa a Peonis. Queste strutture saranno oggetto di interventi: «Abbiamo ricevuto un contributo – spiega il sindaco Pisu di 170 mila euro – e ora ci apprestiamo a consultare i professionisti per capire quali potrebbero essere gli interventi prioritari sugli altri appartamenti in base alle risorse disponibili. Viste le richieste che ci arrivano dalla comunità, il nostro  obiettivo è rendere fruibili quelle proprietà comunali». 

(Messaggero Veneto, 10 giugno 2020)

giovedì 11 giugno 2020

Da settembre, la Primaria di Bordano farà scuola a Interneppo

Tornano le lezioni a Interneppo La scuola Montessori è salva

Piero Cargnelutti / BORDANO

A Interneppo la scuola riaprirà i battenti per accogliere di nuovo i bambini.
L’amministrazione comunale di Bordano ha infatti deciso di utilizzare l’ex struttura scolastica realizzata negli anni Sessanta nella frazione posta sul lago dei Tre Comuni, per far fronte al problema che si era originato nel plesso di Bordano. Come è noto, le indagini antisismiche che hanno interessato lo scorso anno la struttura scolastica del capoluogo non avevano dato esito positive, e questo aveva costretto l’amministrazione comunale a dichiarare inagibile tale edificio. Per far fronte all’organizzazione dell’anno scolastico, il Comune aveva dunque deciso di ospitare gli alunni delle elementari nella scuola materna, e i bambini di quest’ultima in un modulo opportunamente affittato per loro. Ora, però, gli amministratori comunali hanno deciso di portare la scuola  temporaneamente a Interneppo. 
«Anche l’ex plesso di Interneppo – spiega il sindaco Ivana Bellina – è stato sottoposto negli ultimi mesi a una serie di verifiche in tema di sicurezza ed è emerso che la struttura è sicura e può ospitare i bambini. Sarà necessario fare una serie di piccoli interventi e alcuni sono già programmabili: noi pensiamo di riuscire a far ripartire l’anno scolastico da lì per le primarie, mentre le materne potranno tornare nella loro sede a Bordano dove non sarà più necessario affittare un modulo. Crediamo anche – continua il primo cittadino – che la presenza del plesso sarà di buon auspicio per la frazione di Interneppo dove la scuola era stata chiusa alcuni decenni fa».

Va ricordato a Bordano da anni il Comune e la direzione didattica di Trasaghis stanno portando avanti un progetto di insegnamento con il metodo Montessori, che ha permesso di salvaguardare la scuola del piccolo paese della Val del lago, richiamando l’interesse delle famiglie da molti paesi del territorio pedemontano e collinare interessate a far seguire al proprio figlio quel particolare metodo di insegnamento.

Quello di Bordano è l’unico plesso pubblico Montessori in tutto l’alto Friuli e uno dei pochi in tutta la provincia: «Il ricorso alla struttura di Interneppo – precisa ancora il sindaco Bellina – andrà a risolvere problematiche relative alle future direttive del post emergenza, per le quali attendiamo direttive dal ministero. Dall’altro lato, i bambini aumenteranno, passando da 45 dell’anno scorso a una sessantina previsti per il prossimo e la materna di Bordano non è sufficiente per far fronte a tutte le attività. La struttura di Interneppo è adatta, naturalmente si tratta di una scelta temporanea perché l’amministrazione continuare a verificare con la Regione la possibilità di riportare il plesso a Bordano». 
(Messaggero Veneto, 5 giugno 2020)

mercoledì 3 giugno 2020

Trasaghis, si riparte anche con i nuovi parchi-gioco nelle frazioni

Aumentano i nuovi nati - Più parchi nelle frazioni


Piero Cargnelutti / dal Messaggero Veneto

Aumentano i bimbi a Trasaghis e il Comune dota il paese di parchi giochi per tutte le frazioni. Con un investimento di circa 70 mila euro, l'amministrazione comunale ha risistemato i parchi gioco del centro a Trasaghis, delle frazioni di Peonis e Alesso, e anche quello sulle rive del lago dei Tre Comuni. Allo stesso tempo, ha avviato la progettazione di un parco giochi da realizzare ad Avasinis, località che ne è sprovvista, e vi è la volontà di intervenire anche a Braulins. «È un intervento - spiega il sindaco Stefania Pisu - che abbiamo avviato con convinzione per due motivi: da un lato i parchi già presenti erano ormai rovinati tanto è che abbiamo scelto di realizzare quelli nuovi con materiali più duraturi come l'acciao "smart city" e non il legno, sperando che possano durare di più. Secondariamente, visti i numeri di nuovi nati a Trasaghis, ci è sembrato opportuno venire incontro alle famiglie». Trasaghis è un paese che sta registrando numeri positivi in quanto nascite di bambini: l'anno scorso erano 19, 5 dei quali venuti al mondo nel giro di un mese, e ciò su una popolazione di circa 2 mila persone. Nel 2017 erano 13, mentre l'anno sono saliti a 14, numeri che disegnano un trend in crescita. «Per noi - dice il sindaco Pisu - è un bel segnale, per questo vogliamo dotare ognuna delle cinque frazioni del suo parco giochi». 


mercoledì 13 maggio 2020

Acque: " il momento di alzare la testa per gridare, pretendere ed operare"

Riceviamo e pubblichiamo:

  Grande Idroelettrico: un’occasione per la montagna
    
E’ in subbuglio il settore del grande idroelettrico da quando la Legge nazionale 11 febbraio 2019 n.12 (Legge Semplificazioni) all’art.11 quater prevede, fra l’altro, che  alla scadenza delle concessioni di grandi derivazioni idroelettriche e nei casi di decadenza o rinuncia gli impianti  passino, senza compenso, in proprietà delle regioni, in stato di regolare funzionamento. Ne deriva il passaggio alla  nostra Regione degli impianti della Valcellina e della Val Meduna di Edison, cioè della francese EdF, e di quelli del sistema Tagliamento della multiutility lombarda a2a  con l’obbligo per la Regione di regolamentare il settore con apposita legge attuativa.
   Questa  legge nazionale, mentre va a intaccare lo strapotere delle potenti multiutility attuali concessionarie, offre un’ importante occasione alla nostra Regione ed in particolare ai nostri territori montani, le cui acque sono ora intensamente sfruttate da questi impianti, per un loro utilizzo più rispettoso dell’ambiente e conforme agli interessi delle popolazioni residenti.
    Toccati nei loro interessi, gli attuali concessionari, in particolare le grandi multiutility quotate in borsa quali Hera, Iren, a2a, Acea, sono scesi in campo contro tali disposizioni di legge con iniziative a livello nazionale e regionale miranti a svuotare, congelare, ritardare l’applicazione. 
   Le loro associazioni di categoria “Elettricità Futura” e “Utilitalia” con il comunicato del 03 aprile 2020 hanno diffuso l’ingiustificato allarmismo “per una visone “localistica” che toglie allo Stato ogni competenza” (leggi: a loro!) e chiesto “l’introduzione di una proroga di almeno un anno dei termini dati alle regioni per l’emanazione di tali norme ed una generale moratoria  nell’applicazione delle leggi regionali già approvate, auspicando che questa normativa venga rivista”.
    Già, la proroga! E’da troppi anni che, complice lo Stato, i grandi impianti idroelettrici vengono gestiti in regime di proroga (in)giustificata con la possibilità di rientrare con l’ammortamento di qualche piccolo investimento introdotto strumentalmente nell'immediatezza della scadenza della concessione.
    I derivatori idroelettrici colgono ogni occasione per difendere i propri interessi. Al Festival dell’Acqua  in corso fino al 15 maggio a Bressanone Utilitalia ha presentato il rapporto da essa commissionato alla società Althesys “Il contributo economico e ambientale dell’idroelettrico italiano” dove, tra l’altro, viene rilanciato l’accumulo mediante pompaggi, che sono causa di evidenti degradi ambientali!
    E’ la stessa Utilitalia, nota nella nostra Regione, che il 09.06.2017 inviava una lettera con cui esprimeva contrarietà all'aumento del canone concessorio ed alla proposta di legge n.193 di costituzione della “Società Energia Friuli Venezia Giulia – SEFVG”  a partecipazione interamente pubblica, presentata il 27.02.2017 dai Consiglieri Revelant, Tondo, Riccardi,Violino, Marsilio, Ciriani, Zilli e Piccin.
   
Ebbene, di fronte all'offensiva del grande idroelettrico, appoggiato dai potentati economici e finanziari, assistiamo all'inerzia ed a qualche ripensamento dei poteri istituzionali, tant’è che la gran parte delle Regioni non ha adottato entro il termine previsto del 31.03.2020 (poi prorogato al 31.10) la relativa legge attuativa. Purtroppo  tra queste c’è anche la nostra Regione. La quale – tra l’altro -non ha ancora convocato il laboratorio per la rinaturalizzazione del Lago di Cavazzo o dei Tre Comuni, né costituita quella struttura indispensabile qual’è la Società Energetica Regionale, mentre invece continua a rilasciare a piene mani concessioni di speculative centraline sugli ultimi corsi d’acqua a privati che si finanziano con i certificati “verdi” pagati dagli utenti sulla bolletta. Sorge il dubbio che nell’Assessorato Regionale all’Ambiente siedano ben pochi ambientalisti e troppi “elettricisti”.  
    Dall’altro lato gli Amministratori dei nostri Comuni montani non hanno capito la grande opportunità offerta da questa legge per la nostra montagna. Né l’ha capita la gente a causa di una carenza di informazioni e di dibattito pubblico che, al di là dell’emergenza coronaravirus, da troppo tempo caratterizza la vita in montagna.
    Qualche attenzione l’ha avuta la previsione della consegna annuale e gratuita alla Regione  di 220 kWh per ogni kW di potenza nominale media di concessione, per almeno il 50 per cento destinata a servizi pubblici e categorie di utenti dei territori, mentre non è stato colto il fatto che il passaggio alla Regione del governo del grande idroelettrico comporterebbe, oltre ad evidenti vantaggi economici, più facili condizioni per risolvere le gravi conseguenze provocate dallo stesso sul territorio: ridare acqua  (e dignità!) al Tagliamento ed ai tanti torrenti e rii della nostra montagna rimasti in secca a causa delle indiscriminate derivazioni idroelettriche, obiettivo per il quale già negli anni 60-70 si batteva il Comitato del maestro Romualdo Fachin di Socchieve, ricaricare le falde, ripristinare la naturalità e fruibilità del Lago di Cavazzo o dei Tre Comuni, utilizzare la sempre più preziosa risorsa acqua secondo il sacrosanto principio del suo uso plurimo e diversificato.
    In verità ci sono degli Amministratori Comunali che hanno colto pienamente limportanza della regionalizzazione del grande idroelettrico. Questi sono i ben 23  Sindaci della parte montana e pedemontana  pordenonese, i quali hanno sottoscritto ed inviato al Presidente della Giunta regionale, agli Assessori e Consiglieri un dettagliato documento, elaborato con il contributo dei Comitati della Valcellina e della Val Meduna, con cui chiedono tra laltro il pieno coinvolgimento loro, del territorio e di tutta la politica, indipendentemente dagli schieramenti,  nella stesura della legge regionale attuativa.  Documento che ho inviato a tutti i Comuni della Carnia, Canal del Ferro Valcanale e Gemonese ritenendo trovasse linteresse dei sindaci per una loro analoga autonoma iniziativa, che però non cè stata, tranne un passo del presidente del Bim Tagliamento Benedetti per un incontro in Regione.
    Pur comprendendo che i nostri sindaci sono occupati con lemergenza coronavirus - ma altrettanto lo sono i loro colleghi pordenonesi -  avrebbero potuto e dovuto, facendo fronte comune, almeno farne propri il documento e l iniziativa dei colleghi pordenonesi, ove non avessero ritenuto di elaborarne uno proprio. Potrebbero comunque farlo ora. Anche questa mancanza di iniziativa è un segno del momento di sofferenza della vita politica, culturale e sociale della nostra montagna, che invece nei primi anni 70  nella fase di costituzione della Comunità Montana della Carnia ha elaborato posizioni avanzate alle quali guardavano come riferimento gli altri territori montani. Momento di sofferenza che va subito superato per evitare  che finisca in indifferenza o in ignavia.
    Questo è il momento di alzare la testa per gridare, pretendere ed operare affinché le nostre acque, in un contesto di reale autonomia regionale e locale, siano non sfruttate ma utilizzate con rispetto dellambiente e nellinteresse di chi vive in montagna e non dei lontani azionisti delle società idroelettriche.

 Franceschino Barazzutti, 
già presidente del Consorzio BIM Tagliamento, 
già sindaco di Cavazzo Carnico    

 Tolmezzo 12 maggio 2020         


martedì 5 maggio 2020

6 maggio, a 44 anni dal terremoto

Il 44° anniversario del terremoto sarà ricordato quest'anno in modalità non usuali, ma con la stessa commozione:



lunedì 4 maggio 2020

Avasinis, le note del Silenzio ed il silenzio della commozione

Il ricordo dell'eccidio di Avasinis, stante la proibizione relativa allo svolgimento di cerimonie pubbliche a seguito delle misure di contenimento del covid-19, è stato mantenuto dalla Amministrazione comunale di Trasaghis  con l’intervento del Sindaco Stefania Pisu e del vicesindaco Roger Stefanutti i quali, sabato 2 maggio, hanno deposto una corona e un  un omaggio floreale al monumento, in un momento di commozione che è stato accompagnato da 52 rintocchi di campana (uno per ogni vittima ed uno a ricordare il sacrificio e l’impegno di don Zossi, anch’egli rimasto ferito nella strage) e dalle tristi note di tromba  (preregistrate) del “silenzio fuori ordinanza”.
(dal Blog "2diMaj")




(foto di Walter Menegaldo)

V. il video della commemorazione:

V. il video con canto "Ostia santa" in memoria delle vittime dell'eccidio:

giovedì 30 aprile 2020

Sabato la commemorazione di Avasinis: un'occasione per riflettere, pur senza cerimonie

Ricorre sabato il 75esimo anniversario dell’eccidio di Avasinis avvenuto il 2 maggio del 1945. Quel giorno, una squadra di SS penetrò in paese e compì una strage indiscriminata che provocò 51 vittime innocenti (parecchie delle quali bambini, donne e anziani) tra la popolazione civile. Ininterrottamente, dal 1946 a oggi, la gente di Avasinis e della vallata ha mantenuto viva la memoria; negli anni Novanta è stato realizzato un monumento-memoriale ove sono state inglobate le sepolture delle vittime. Il percorso è stato integrato, alcuni anni fa, dallo scoprimento di una targa commemorativa, in un itinerario accompagnato anche da varie iniziative per la conoscenza di quei fatti, come la pubblicazione integrale del diario del parroco  dell’epoca don Francesco Zossi e la realizzazione di videodocumentari con la raccolta di testimonianze dirette su quelle vicende. L’appuntamento del 2 maggio ha sempre rappresentato un appuntamento rilevante (spesso sono intervenuti, per la commemorazione ufficiale, i presidenti della Giunta e del Consiglio regionale allora in carica). 
Quest’anno, stante le limitazioni imposte dai decreti per fronteggiare il Coronavirus, non si avrà la consueta celebrazione di una messa nella chiesa, né la cerimonia pubblica con la deposizione di corone di fiori al monumento memoriale.

Il ricordo della Amministrazione comunale sarà comunque assicurato dall’intervento del Sindaco Stefania Pisu con il vicesindaco Roger Stefanutti i quali, sabato 2 maggio, depositeranno un omaggio floreale al monumento, in un momento di commozione accompagnato da 52 rintocchi di campana (uno per ogni vittima ed uno a ricordare il sacrificio e l’impegno di don Zossi, anch’egli rimasto ferito nella strage) e dalle tristi note di tromba  (preregistrate) del “silenzio”.




mercoledì 29 aprile 2020

Un plauso alla gente che non è andata al Lago per il rispetto della quarantena

Un lago deserto diventa simbolo di civiltà dei friulani ai tempi del coronavirus


Il lago dei Tre Comuni simbolo di civiltà dei friulani.

Un lago senza “trasgressori” dell’obbligo di rimanere in casa diventa un simbolo della nostra civiltà. Ai tempi del coronavirus, con la quarantena forzata, la voglia di uscire è tanta.
A scattare una fotografia del lago dei Tre Comuni senza invasione di turisti è Giuseppe Ierace, socio/operatore dell’Aisa di Udine. “Ogni anno come da tradizione non solo in Friuli ma in ogni parte d’ Italia dopo la pasqua l’attesa è stata sempre trepidante chi sui colli chi in montagna chi sulle spiagge milioni d’italiani pronti a festeggiare una delle feste più rinomate – racconta Ierace -. Quest’ anno purtroppo non è stato lo stesso credo che la voglia di uscire di travisare sia stata tanta e i dati non smentiscono la realtà su scala nazionale, nel weekend pasquale le forze dell’ordine hanno eseguito verifiche complessivamente su 795.990 persone e 244.131 attività con una stretta sulle fughe pasquali che ha evidenziato 13.756 sanzionati amministrativamente non in regola con le ultime ordinanze che rispecchiavano il divieto assoluto di assembramento e di uscite anche in solitaria se non per comprovati motivi urgenti di salute e approvvigionamenti“.
“Ma ben si sa – aggiunge Ierace – che nell’uomo la debolezza è una caratteristica che lo rende tale tra un equilibrio di pregi e difetti non si hanno chiari certi concetti, tralasciando il modo di interpretare di ognuno e tornando sul territorio regionale che comprende la parte alta del Friuli Venezia Giulia partendo da Trasaghis e arrivando ai confini austriaci attraversando la “Carnia” si è potuto constatare un eccellente risultato, quello che da “addetto ai lavori” pensavo sinceramente di non trovare data anche la giornata con favorevoli condizioni climatiche”.
“Proseguendo con un mezzo di servizio sulla strada regionale 512 direzione sud arrivati sul lago di Cavazzo lo spettacolo si è presentato nel migliore dei modi, quel verde corallo contornato dalla fauna selvatica che in questo frangente è riuscita a riappropriarsi di quanto le è stato tolto, destava ancor più stupore la totale assenza di persone e nello stesso tempo faceva riflettere di quanto ognuno di noi deve essere responsabile del proprio operato nel rispetto della natura e tutto ciò che ci circonda. Non posso che indirizzare un plauso a tutta la popolazione del posto – conclude Ierace – che in linea di massima ha interpretato con grande senso civico il messaggio di Stare a Casa”.
(da https://www.friulioggi.it/)