"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

giovedì 21 settembre 2017

1991, il racconto di "Tin dal Cuc" sulla pesca nel lago

E' già stata data segnalazione sul blog della pubblicazione, sul sito "Non solo Carnia" di Laura Matelda Puppini, di un "quaderno sfogliabile" dedicato al Lago, con importanti notizie sulla evoluzione delle sue condizioni, sul problema dell'idroelettrico, sulle mutate condizioni della pesca (vedi http://cjalcor.blogspot.it/2017/09/alla-scoperta-del-lago-tra-sogno-natura.html ).

Grazie alla disponibilità dell'autrice, pubblichiamo qui per esteso, traendolo dalla pubblicazione sfogliabile, il testo della intervista al pescatore Valentino Billiani di Somplago, "Tin dal Cuc" sulle condizioni di pesca nel lago  prima della costruzione della centrale.


Intervista a Valentino Billiani, il pescatore. 23 maggio 1991.

Il 23 maggio 1991, mi sono recata, con i bimbi della classe della scuola elementare di Verzegnis, di cui ero docente, a visitare il lago di Cavazzo ed ad incontrare un anziano pescatore: il signor Valentino Billiani.

Egli ci ha raccontato che a Somplago ed ad Alesso vivevano, un tempo, alcune famiglie che praticavano la pesca e si tramandavano l’arte e le informazioni principali di padre in figlio.Il signor Valentino ci ha anche parlato del modo in cui venivano costruite le barche che servivano pure come mezzo di trasporto per alcune merci.Molte altre sono state le cose che abbiamo potuto imparare dalle parole dell’anziano, che gentilmente ha accettato di parlare delle sue esperienze di lavoro e delle sue abitudini di vita quando era pescatore, della sua antica attività, svolta anche da suo padre e da suo nonno.

Egli ci ha poi portato a vedere una vasca ove veniva conservato il pescato per uno o due giorni in modo da mantenerlo, in assenza di frigorifero, fresco per la vendita.
Laura Matelda Puppini




"Mi ricordo tante cose…"
Il 1921 fu l’anno del grande secco. Neppure una foglia fu risparmiata. Nel 1928, invece, ghiacciò persino il lago.
Ma al di là di questi fatti eccezionali, la vita scorreva regolarmente scandita dalle stagioni. Si pescava, si poneva il pesce morto nelle vasche di conservazione, a valle di un ruscello di acqua fresca corrente, e poi si andava il più presto possibile a venderlo.
In certi periodi dell’anno la pesca era proibita. Nel mese di giugno, per esempio, non si poteva pescare la trota perché va in amore e la sua carne non è buona. Se la si pescava, la si portava all’albergo dove avevano le vasche. Lì le trote potevano riprodursi e, una volta terminato il periodo degli amori, ci venivano restituite per la vendita.
Noi però non mangiavamo trote…era un pesce per i ricchi!
A quel tempo, nel lago, c’erano trote per tutti ma non tutti potevano cibarsene: era una questione di soldi. Noi dovevamo vendere il pesce, non potevamo permetterci di mangiarlo.
C’ erano, nel lago, diverse qualità di pesce. C’era il “gialit” (avola), c’erano “sardine” (n.d.r. forse pesci di piccole dimensioni) ed anche in abbondanza, c’erano la “codula” (lampreda), la “bisata” (anguilla), la “sgiardula” (scardola), c’erano le “tencia” (tinca) e il “carpin” (carpa). Quel lago aveva un valore inestimabile perché lì vivevano tonnellate di pesce di tutti i tipi.
Ma il lago forniva anche altre risorse.
In primavera, quando iniziava a piovere, sulle sue sponde cresceva alta la “lescia”, un’erba particolare utilizzata per impagliare le sedie. Gli anziani del paese sapevano intrecciarla, principalmente per quell’uso. In certi casi veniva raccolta e poi venduta proprio per “tramâ ciadrếas.” (Per fare il sedile alle sedie).
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Quando ero bimbo, (ai primi ‘900 n.d. r.) era miseria e ci si doveva arrangiare come si poteva “par un franc”, per guadagnare una lira. Allora quasi tutti gli uomini emigravano in Germania. A Somplago c’erano 6, forse 7 od 8 famiglie che vivevano con il lago ed ad Alesso forse anche di più.
Mio nonno faceva il pescatore, mio padre faceva il pescatore, io e mio fratello facevamo i pescatori.
Eravamo in otto fratelli, tutti pescatori. Ci facevamo da soli anche le reti ma in genere di pescava con i “nassins”, con le nasse. In queste il pesce entrava e rimaneva intrappolato e si poteva così prenderlo vivo.
Le nasse non sono come i tramagli che si usano ora, dove il pesce si impiglia e muore.

Dovete sapere che i tramagli per la pesca sono degli attrezzi che hanno da una parte e dall’altra le maglie rade, a quadrati di circa 80x80 cm. e nel mezzo hanno una rete a maglie strette. Il pesce resta impigliato con la testa nella parte centrale dopo esser passato nel reticolato precedente a maglie larghe. Ora la pesca con questo attrezzo è proibita e neppure noi, allora, la usavamo, tra l’altro non esisteva.
Noi usavamo di preferenza le nasse che ci permettevano, come ho detto, di prendere il pesce vivo. Lo ponevamo poi in delle casse con il fondo forato chiamate “cassons”, ai bordi del lago, nell’acqua tiepida, per mantenerlo vivo per un po’.

Senza acqua il pesce muore subito, solo l’anguilla resiste a lungo prima di morire. Questi pesci, subito dopo un’abbondante pioggia, possono muoversi anche sull’erba bagnata per lunghi tratti.
Anche nel lago, un tempo, c’erano molte anguille. Dicono che le anguille vengono dal mare. Raccontavano che risalivano il Tagliamento ed altri corsi d’acqua a nuvole serrate, fino a raggiungere i laghi.


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Il nostro lago, allora, era tranquillo, come tanti altri, tranne quando, d’autunno, capitavano le “montane” cioè le piogge torrenziali stagionali. Un tempo pioveva d’autunno per settimane e le acque del lago raggiungevano l’albergo.
Era il periodo “das ploas e scirocai” (delle piogge e del vento di scirocco) e coincideva, in genere, con quello delle vendemmie e della raccolta delle castagne.

Il nostro caffelatte erano le castagne.
Con il latte, diceva mio padre, bisogna far formaggio. Ora è tutto diverso. Neppure le vostre maestre sanno quello che so io. Sono vecchio…ha 83 anni! Ora i castagni si sono seccati tutti. Dicono che è giunto il “cancro” dall’America, una malattia delle piante che li ha distrutti.

Un tempo, qui, c’erano davvero molti castagni, specialmente dalla parte di Interneppo, sulla sponda sinistra del lago, ed erano piante belle, sane, robuste. Noi usavano anche innestarli. Essi davano tipi diversi di castagne: “le pironas”, “le crostonas” ed altri ancora.

Per conservarle il più a lungo possibile riponevamo le castagne con il riccio in cantina tra un po’ di terriccio. In tal modo, grazie anche all’umidità, si conservavano fino a primavera.

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Ma ritorniamo alla pesca. Per pescare ci vogliono le barche che servivano, un tempo, anche per trasportare merci da una sponda all’altra del lago.
In zona c’era più di un artigiano che sapeva costruirle.
Mi ricordo che quando era vivo mio padre c’era una persona che dirigeva il lavoro dei pescatori che le costruivano.
Per i “corbéts” (le ordinate), si usava legno di castagno. Quando ne si trovava uno curvo al punto giusto lo si tagliava. Si lasciavano stagionare le parti per uno o due anni ed infine si utilizzavano.
Le sponde ed il fondo della barca, invece, venivano fatte con larice proveniente dall’alta Carnia in quanto non è una pianta che cresce in zona.
Ciascuna sponda era composta da un unico asse ed i pezzi della barca venivano congiunti con dei chiodi fatti fare appositamente dal fabbro.
Erano di 7 od 8 lunghezze, erano molto lunghi, ed avevano la “testa” grande come una “palanca”.

Il fondo della barca è molto delicato e deve sempre mantenersi liscio. Per non rovinarlo o consumarlo veniva ricoperto, all’interno, con tre tavole di abete.

Il fondo della barca è la parte più importante. Esso doveva, all’esterno, essere perfettamente levigato perché quando si andava tra le canne o tra “ches paveras” (probabilmente flora affiorante o di palude n.d.r.), la barca non doveva incagliarsi trascinarsi dietro alcunché: in sintesi doveva “andar via liscia” per intenderci.

Se entrava acqua nella barca si usava, per gettarla fuori, la “scessula”, una specie di piccola pala costituita da una parte centrale circondata da un bordo.
Sembrava un po’ “la lum”, la lampada veneziana. Questa aveva la forma di una piccola barchetta con lo stoppino e veniva riempita di olio. Ed al chiarore de “la lum”, quando la luce naturale non era sufficiente, si lavorava, si lavorava….
Si lavorava sempre. Per vivere si faceva sempre tanta fatica, davvero tanta. La barca veniva dotata di un solo remo, lungo circa due metri, formato da una parte finale a forma di pala e dal manico.

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Per pescare noi usavamo in genere le nasse ma talvolta anche gli ami. Si pescava anche con “la corda”. Questa poteva essere lunga anche 30 metri. A ogni braccio veniva posto un amo, fissato ad essa con un pezzo di spago.

Per creare una corda da pesca si procedeva così: si fermava il capo iniziale della corda alla “culata” della barca e quindi si fissava il primo amo. A distanza regolare, poi, si ponevano gli altri ami fino a completamento della corda. In questo modo si sistemavano, sulla corda, dai 25 ai 30 ami. Io facevo venire questi ultimi dalla Svezia perché quelli che si trovavano in zona non erano di buona qualità e si piegavano.
Facevo l’ordinazione per posta e loro me li spedivano. Erano ami affilatissimi ed io li affilavo ancor di più con una apposita “cōt” in modo che, appena venivano toccati dal pesce, si infilavano nella sua gola. Questo era il segreto! Per sistemare la corda nel lago si procedeva così: ad uno dei capi della corda, arrotolata sulla “culata” della barca, veniva legato un sasso e quindi la parte iniziale della corda era pronta per esser gettata in acqua. Poi, man mano che la barca si muoveva, dopo aver affondato il capo legato al sasso, la corda si srotolava e scendeva nel lago. Al capo finale della corda veniva posto un altro sasso che permetteva il completo affondamento dell’attrezzo.





Le immagini a colori sono state scattate da Laura Matelda Puppini, il 23 maggio 1991, e ritraggono il pescatore Billiani ed il Lago di Cavazzo. Intervista a Valentino Billiani, 23 maggio 1991, e sua trascrizione di Laura Matelda Puppini.. Prima pubblicazione su www.nonsolocarnia.info all’interno dello sfogliabile “Il lago di Cavazzo tra sogno, natura e sfruttamento”, 26 agosto 2017, a cui si rimanda.
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NOTA del Blog: oltre a questa intervista, chi vuole approfondire il tema, può leggere la trascrizione di altre interviste a Valentino Billiani in: 
AA.VV., La Carnia di Antonelli, C.E.F., 1980
F. BARAZZUTTI, Gente di Lago,  Notiziario ETP, n. 1, febbraio 1991
P. STEFANUTTI, Int di lâc. Strategie di pesca e vita quotidiana attorno al Lago di Cavazzo, "Ce fastu?", LXIX, n. 2,  dicembre 1993, pp. 241-267

mercoledì 20 settembre 2017

Sabato e domenica la "festa del ponte" a Braulins

Dopo le manifestazioni dell'anno scorso dedicate al centenario della costruzione del "puint di Braulins", l'associazione "Noi di Braulins", col patrocinio del Comune di Trasaghis propone una "due giorni" denominata "festa del ponte".
  Tra sabato e domenica prossimi, saranno numerose le proposte, dalla passeggiata in collaborazione con il CAI alla mostra fotografica sul ponte con la collaborazione dei "Fotocreativi" di Gemona, allo spettacolo pirotecnico, senza dimenticare gli appuntamenti gastronomici, sportivi e musicali. Da sottolineare il fatto che tutte le cinque associazioni che operano nel Comune per la promozione turistica hanno sottoscritto una sorta di "patto di collaborazione" per garantire, con l'apporto dei volontari,  il successo della festa.



martedì 19 settembre 2017

Domenica in Amula con gli Alpini di Alesso

Domenica 24 gli Alpini del gruppo ANA di Alesso propongono il 7° incontro alpino a malga Amula.
Ecco il programma diffuso dalla locandina della iniziativa, proposta con la collaborazione del Comune di Trasaghis.


lunedì 18 settembre 2017

Alesso e Bordano, gli "over 60" vanno su Internet

NONNI SU INTERNET-UN COMPUTER PER AMICO ad ALESSO E GEMONA


Sono aperte le iscrizioni ai percorsi di apprendimento per gli "over 60”, delle competenze per un uso consapevole di Internet e delle sue applicazioni.
Il progetto, realizzato tramite convenzione con l’IC di Trasaghis, l'ISIS “D'Aronco” di Gemona, ha per scopo di sostenere a distanza ed in presenza (tutor) i cittadini che vorranno partecipare per acquisire nozioni e modalità operative per un uso consapevole ,pratico e funzionale alle proprie esigenze della rete Internet e delle sue maggiori estensioni (social-network – home banking – email –ecc).
Il corso tenuto da volontari esperti e docenti di informatica si svolgerà in ambiente multimediale con a disposizione un terminale internet per ogni corsista.

Tipologia di corsi:
frequenza : gratuita aperta a tutti .(iscrizione eventuale e volontaria all'Auser (13 euro annuali)
durata :20 ore con cadenza settimanale
livello : base
sede : Scuola di Alesso (il GIOVEDI) – Laboratorio Informatica ISIS “ R. D'Aronco” a Gemona (il MERCOLEDI)

Inizio previsto: 4 ottobre 2017 a Gemona, 12 ottobre ad Alesso,  orario 16.15-18.00 (Bordano partirà più tardi)

Iscrizioni ed informazioni fino a fine settembre presso:
1. IC di Trasaghis-Alesso orario di ufficio
2. ISIS “D'Aronco” Gemona orario d'ufficio
3. Sede Auser a Gemona in via s.giovanni 20, il GIOVEDI dalle ore 9.00 – alle 12.00 tel.0432/98141 per email all'indirizzo: gemonauser@yahoo.it



domenica 17 settembre 2017

Lo scudetto del "Carnico" va al Cavazzo

Il Cavazzo vince lo scudetto del Campionato Carnico 2017


Battendo 6-1 l’Audax in casa, il Cavazzo ha vinto il quarto scudetto della sua storia. I fornesi retrocedono matematicamente assieme al Verzegnis.


Il commento del giornalista sportivo Bruno Tavosanis: “Dopo il 6-1 sull'Audax, festa in casa dell' A.S.D. Cavazzo per il quarto scudetto nella storia dei viola, la squadra più vincente della seconda decade del 2000. Favorito d'obbligo alla vigilia, il Cavazzo ha dominato il campionato (21 successi, 1 pari, 1 sconfitta) e solo un ottimo ASD Villa (anche oggi vincitore nel non facile campo di Trasaghis) ha impedito che la festa cominciasse con un paio di giornate di anticipo. Ora l'attesa è per la rivincita della finale di Coppa Carnia, ovvero la supercoppa, in programma a metà ottobre.”

L'allenatore, Fabio Picco

sabato 16 settembre 2017

E l'orso Elisio attraversò il Lago a nuoto...

Il Messaggero Veneto di oggi, in un articolo sulla presenza ed il transito degli orsi in Friuli, riferisce la gustosa (fasin par mût di dî) notizia del documentato attraversamento a nuoto del lago da parte di un orso, nello scorso agosto. Chi gradirebbe un simile "incontro ravvicinato"?
Ecco un estratto dell'interessante articolo:

Ci sono nuovi orsi in Carnia. E "il giovane" Elisio ha attraversato a nuoto il lago di Cavazzo 

L'esemplare di quattro anni ha lasciato Verzegnis per raggiungere la Slovenia. Secondo diverse segnalazioni, gli animali si aggirerebbero anche tra Forgaria e Preone
di Giacomina Pellizzari

 Elisio, l’orso monitorato dai ricercatori dell’università di Udine , ha attraversato il lago di Cavazzo a nuoto prima di trasferirsi in Slovenia. Al suo posto, sulle montagne tra Verzegnis, Preone e Socchieve, è arrivato un altro orso bruno. 
Molto probabilmente un maschio che segue le orme di Francesco. La sua presenza viene confermata dagli studiosi dell’ateneo friulano impegnati da oltre un anno nella lettura dei dati trasmessi dai radiocollari che Elisio, l’ultimo orso catturato a Verzegnis, e Francesco, l’orso biondo insediato da tempo in Carnia, portano al collo.
(...) Di tanto in tanto, Francesco incrociava Elisio, l’orso di 4 anni catturato tre mesi fa a Verzegnis trasferito in Slovenia. «Elisio ha attraversato il lago di Cavazzo a nuoto. L’ha fatto lo scorso 26 agosto tra le 22.37 e le 23». Stefano Filacorda [ il coordinatore del gruppo di ricerca specializzato sulla gestione della fauna selvatica] riferisce il dato con una certa emozione, stentava a crederci quando ha analizzato le rilevazioni. Li ha controllati più volte per ricostruire il tracciato. «È passato sopra la galleria sulla strada statale, arrivando da ovest. È sceso a sud della centrale idroelettrica, a circa 400 metri di altitudine, e da lì ha attraversato il lago a nuoto spingendosi verso est, nelle vicinanze dell’ex osservatorio che si nota dall’uscita della galleria». Incredibile davvero. 
(...) Il percorso di Elisio è interessante perché, per la prima volta, consente di studiare il passaggio del plantigrado tra Bordano e Pioverno. «Storicamente abbiamo sempre trovato le tracce dell’orso nel Tagliamento – aggiunge Filacorda –, ma non avevamo mai avuto modo di stabilire un punto di monitoraggio». Nel letto del Tagliamento non mancano gli avvistamenti del plantigrado, soprattutto tra Forgaria e il monte di Flagogna. Tutto lascia supporre che si tratti di un nuovo orso, forse lo stesso che, dopo Elisio, ha distrutto le arnie a Pioverno. (...)

Per leggere tutto l'articolo: http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2017/09/15/news/ci-sono-nuovi-orsi-in-carnia-e-il-giovane-elisio-ha-attraversato-a-nuoto-il-lago-di-cavazzo-1.15857781 

venerdì 15 settembre 2017

41 anni fa, la fuga. Ora si può esportare il senso del ritorno e della ricostruzione

Chi ha più di cinquant'anni, ricorda il dramma del 15 settembre 1976, con la fuga dai paesi messi in ginocchio dalla ennesima rovinosa scossa e la ricerca di una nuova, temporanea sistemazione sulla costa.

Poi c'è stato il ritorno e l'impegno per la ricostruzione. Anni faticosi e impegnativi, ma vincenti. E oggi il Friuli può fare un bilancio positivo di quella esperienza, anche con gesti come quelli di oggi, quando a Sarnano, nelle Marche, è stata inaugurata una scuola ricostruita dal terremoto proprio con l'apporto della Regione FVG, delle sue strutture e dei friulani.


Cosa trarre da questa breve riflessione? Che è giusto e sacrosanto ricordare, conoscere e far conoscere. E, parallelamente, fare.
Ce pensàiso?

giovedì 14 settembre 2017

Il balòn per la solidarietà. C'erano Ivano e Andrea per la Val del Lago, nell'incontro Sarnano - Carnia

Questo pomeriggio, nello stadio comunale "Mario Maurelli" della cittadina marchigiana di Sarnano (danneggiata dal terremoto dello scorso anno), una rappresentativa di giocatori carnici e una di marchigiani sono state protagoniste di una partita amichevole di calcio.

L'evento ha visto un'ampia partecipazione di pubblico locale, al quale si sono aggiunti gli uomini e le donne della Protezione civile del Friuli Venezia Giulia, impegnati nella costruzione dell'edificio scolastico. Per la cronaca, l'incontro ha visto i carnici imporsi sui locali per 1-O. 
Nella delegazione carnica, per la Val del Lago ha giocato Ivano Picco, che ha espresso  la propria soddisfazione per la convocazione: "Un piacere e un onore rappresentare la nostra regione!". Oltre ad Ivano era presente anche Andrea De Cecco che, sostituendo Veritti, ha confermato "quanto di positivo ha fatto vedere nella Val del Lago". (dal MV)
Una citazione anche per la presenza in terra marchigiana, per la cronaca sportiva, di Francesco Peressini "from Dallas".





mercoledì 13 settembre 2017

Consegnati alla Scuola Primaria di Alesso i fondi raccolti con la Lotteria

Ricordate la lotteria "Judin i nestis fruz"? Era stata avviata per raccogliere fondi per la scuola primaria di Alesso e per i settori giovanili delle squadre calcistiche operanti sul territorio. Lunedì scorso, all'apertura dell'anno scolastico, sono stati consegnati 1000 € alla scuola primaria di Alesso, frutto della lotteria "Judin i nestis fruz". Katia e Cristiano, a nome degli organizzatori, hanno consegnato la somme nelle mani del Dirigente Scolastico Bonutti (che non ha mancato di ringraziare e di sottolineare la positività dell'iniziativa)  e di tutta la scolaresca.
La prossima settimana verranno consegnati anche i 1000 € al Settore Giovanile BTV (Bordano-Trasaghis-Val Del Lago).


(foto: delesinfiesta)

martedì 12 settembre 2017

Il Lago visto dai Fotocreativi gemonesi

Il Blog ha dato notizia, quest'estate, della mostra fotografica allestita nel Centro Servizi di Alesso con le immagini dei "Fotocreativi di Gemona" dedicate al Lago.
Ora una ampia selezione delle foto esposte è stata pubblicata sulla pagina facebook del gruppo, dove è possibile ammirare le diverse sensibilità e le qualità artistiche dei fotografi impegnati a ritrarre i diversi angoli del Lago.
Le immagini possono essere viste alla pagina :
https://www.facebook.com/pg/Fotocreativi/photos/?tab=album&album_id=1401360159919226




lunedì 11 settembre 2017

Festa alpina a Peonis


Il maltempo di ieri non ha permesso la celebrazione della tradizionale Santa Messa  presso l' "Ancona dai Clapaz", la funzione religiosa e' stata quindi celebrata, da don Dino Pezzetta, nella chiesa parrocchiale.

Per ricordare il perché dell' erezione di questo   "monumento" religioso, si riporta quanto contenuto in una pubblicazione di Don Nello Marcuzzi dal titolo "Ancone - ossia devozione popolare spontanea", data alle stampe nel 2007:
"Dove mettono mano gli alpini, siamo sicuri di arrivare a buon porto.
Questo e' valso anche per l' ancona della località Clapaz.
Essi, assieme ad altri volontari, la restaurarono a puntino, da sembrare nuova.
Era stata eretta nel 1829.
Logorata dal tempo e ferita dal terremoto, dopo il restauro, venne pure celebrata la commemorazione, il 12 settembre 1999.
Il parroco locale, sac. Ottavio Ferin, celebrò la Santa Messa e, a rito concluso, prese la parola il sindaco di Trasaghis (ndr: allora  Ivo Del Negro), nonché parrocchiano di Peonis.
Merita d' essere riportato una parte del suo intervento, per "(....) sottolineare la significatività della manifestazione, un implicito omaggio al senso religioso e alle fatiche della gente in un passato ormai remoto, quando le donne, di ritorno dai pascoli e dagli stavoli della montagna, col fascio di fieno sulla testa o la legna sulle spalle, proprio davanti all' ancona sostavano, per un momento, a pregare e a riposare, prima di riprendere l' ultimo tratto che le avrebbe riportate in paese (....)."


                                       

A margine della funzione religiosa ha preso la parola Ivo Del Negro, in rappresentanza del gruppo ANA di Peonis, che ha ringraziato tutti i presenti, alpini e non, sottolineando la presenza, tra gli altri, del presidente della sezione ANA di Palmanova Luigi Ronutti e di Danilo Perosa, componente della  commissione IFMS (International Federation Mountain Solders).

                                                       

Il sindaco di Trasaghis, Augusto Picco, ha portato il saluto dell' amministrazione comunale ringraziando i convenuti, tra i quali  il vicesindaco di Forgaria, Luigino Ingrassi, e tutti coloro che hanno collaborato alla buona riuscita della giornata, ricordando poi il sacrificio delle donne di quel tempo.

Il rancio alpino ha concluso la mattinata di festa.

(Testo e foto di Luigino Ingrassi)


domenica 10 settembre 2017

Alla scoperta del Lago, tra sogno, natura e sfruttamento

Laura Matelda Puppini ha pubblicato sul suo sito "Non solo Carnia" un interessante "quaderno digitale" dedicato al Lago. Il documento, sfogliabile, contiene interessanti notizie sul lago (dalle vicende del nome a quelle dello sviluppo turistico sino alle problematiche relative alla questione idroelettrica) e ripropone il testo di una intervista, eseguita anni addietro con gli alunni di una classe delle scuole elementari di Verzegnis, a "Tin dal Cuc", Valentino Billiani, l'ultimo dei pescatori di mestiere di Somplago, in una rievocazione precisa e sentita di quelle che erano le condizioni del Lago prima dell'avvento della Sade.

Il documento può essere letto cliccando su questo link: http://www.nonsolocarnia.info/il-lago-di-cavazzo-tra-sogno-natura-e-sfruttamento/


sabato 9 settembre 2017

Val del Lago sul Web: tra i silenziosi paesi del Comune di Cavazzo

"Gabry Mir" ha appena pubblicato su youtube una bella sequenza fotografica dedicata ai paesi del Comune di Cavazzo, accompagnata dal significativo commento "I paesi appaiono silenziosi,ma le immagini parlano per loro".

Potete vedere il video su youtube all'indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=d28cfgt_iKE  oppure semplicemente cliccando qui sotto:



Dello stesso autore è possibile apprezzare un video girato in larga parte sul Tagliamento a Braulins:
https://www.youtube.com/watch?v=FKKqdJ0Jf74 


venerdì 8 settembre 2017

Peonis, domenica salita all'ancona dei Clapàz

Domenica 10 settembre si rinnova l'appuntamento con la celebrazione della Messa all'ancona dei Clapàz, sopra Peonis, un manufatto che la popolazione di Peonis ha costruito nel 1829 per devozione alla Madonna del Rosario, lungo un sentiero che la gente percorreva per recarsi al lavoro nelle montagne di  Ledrania e Pecol dai Zocs.

Programma:
Ore 10.45 - Ritrovo all’inizio della mulattiera che
si trova all’incrocio tra Via Chiesa e Via Bottecchia
a Peonis.
Ore 11.15 - Santa Messa celebrata dal parroco don Fausto Quai.
Ore 12.00  - Saluto del Sindaco di Trasaghis, Augusto Picco.

La manifestazione viene promossa dal Comune di Trasaghis con la collaborazione della associazione "Chei di Peonis" e del locale Gruppo ANA, che propone la festa annuale.

In caso di maltempo la S. Messa sarà celebrata nella chiesa parrocchiale di Peonis.


giovedì 7 settembre 2017

Val del Lago sul web: le bellezze del laghetto di Bordano

Si è discusso parecchio, gli scorsi giorni, sul laghetto delle Sorgenti di Bordano: dopo la segnalazione di un bordanese su condizioni di incuria, vi è stato anche l'intervento del Sindaco di Bordano che ha spiegato le caratteristiche dello specchio d'acqua e i passi intrapresi per garantirne la naturalità.

Un altro sito (camminateinfriuli.it) ha pubblicato delle splendide immagini (opera di Gianni Giacomelli) che rendono giustizia a questo angolo poco conosciuto:
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Lago di Bordano (Ud)

Possiamo arrivarci da Interneppo scollinando e riscendendo a Bordano oppure dal Ponte di Braulins, questo ci porta al lago di Bordano, premetto che nemmeno sapevo che esisteva, davo per scontato fosse il Lago dei Tre Comuni (Lago di Cavazzo). 
Giunti in prossimità del Dancing alle Sorgenti entriamo nella strada che lo affianca è asfaltata ma dopo 100 m circa diviene sterrata. Bisogna proseguire sempre dritti fino ad arrivare allo stupendo specchio d'acqua. 

Un bel posto sulla porta di casa di molti di noi, per quelli più distanti è comunque agevolmente raggiungibile. Questo piccolo laghetto con l'acqua limpida pulita e molto statica, offre attorno a se ampi spazi per stabilirsi e passare una bellissima giornata.
Giunti al laghetto la strada continua verso il letto del Fiume Tagliamento, opportunità anche questa molto interessante, e permette di fare anche il giro (non completo) del laghetto.
(fonte: http://camminateinfriuli.altervista.org/it/pdi/80-lago-di-bordano-ud.html dove possono essere viste anche altre foto)
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Come sempre, chi conosce e frequenta il luogo può esprimere qui il proprio parere.

mercoledì 6 settembre 2017

Ancora sui misteri della fine di Bottecchia a Peonis

Paola Treppo ha pubblicato su ilgazzettino.it un articolo sulle tante voci che ancora circolano sulla fine di Bottecchia, 90 anni fa, tra Peonis e Gemona:

A 90 anni dalla morte resta il giallo ​sulla morte di Ottavio Bottecchia

di Paola Treppo

TRASAGHIS (Udine) - Sono passati 90 anni dalla morte del grande ciclista Ottavio Bottecchia e le circostanze del suo decesso sono ancora avvolte nel mistero. Bottecchia era nato a San Martino di Colle Umberto, un comune in provincia di Treviso, il primo agosto del 1894, ed è lì che è stata portata la sua salma, per la sepoltura, dopo il suo decesso in Friuli. Nella piccola frazione di Peonis, aTrasaghis, un monumento sulla strada ricorda la sua morte (nelle foto). Era il 3 giugno del 1927 quando Bottecchia è stato trovato da alcuni paesani, in fin di vita, sulla via, sulla strada che oggi porta il suo nome, nel tratto che collega Avasinis con Cornino di Forgaria nel Friuli. Allora era stato portato all’ospedale di Gemona, che già esisteva, con un carretto. Dopo 12 giorni di agonia è morto a seguito delle complicanze di una frattura della volta e della base cranica.

«Sulle circostanze del decesso, nel corso degli anni, sono state avanzate tante ipotesi - dice il sindaco di Trasaghis,Augusto Picco -; l’amministrazione municipale aveva anche incaricato un medico legale, il dottor Salvatorelli, di esaminare la sua cartella clinica, per fare chiarezza, ma non s’è mai riusciti a capire bene cosa sia successo». Bottecchia si stava allenando su quella via per prepararsi al Tour de France di quell’anno.

Tutte le ipotesi
Si disse che il ciclista si era fermato a mangiare delleciliegie e che era caduto dall’albero ferendosi gravemente alla testa; che si era fermato a mangiare grappoli di uva e che era stato picchiato selvaggiamente dal contadino che l’aveva colto sul fatto. Altri dissero che si era fermato a bere una bibita ghiacciata in una borgata e che questo gli aveva causato una congestione e la caduta. Si parlò molto di omicidio, inizialmente di assassinio politico: sarebbero stati i fascisti a bastonarlo sulla strada, perché Bottecchia non era “allineato”. Lo avrebbero provato le assenze dei grandi ciclisti italiani al suo funerale cui invece presero parte molti sportivi francesi. Per la Francia Bottecchia era un eroe: aveva vinto il Tour de France nel 1924 e nel 1925.

Due persone, in seguito, si auto accusarono dell'omicidio: un contadino del posto, che disse di averlo picchiato perché gli stava rubando l'uva, e un emigrante italiano negli Stati Uniti che, in punto di morte, raccontò di aver ucciso su commissione sia Bottecchia che il fratello Giovanni, poco tempo prima, per motivi legati al racket delle scommesse. Non è mancata un’altra versione, poi smentita: il parroco di Peonis, don Dante Nigris, rivelò sempre in punto di morte che il campione era rimasto vittima di un agguato politico per il suo antifascismo. Tra i moventi del delitto spuntarono, infine, anche motivi passionali.

«Più probabilmente - dice il primo cittadino di Trasaghis -, Bottecchia cadde da solo in bici lungo quella che oggi è una strada asfaltata ma che un tempo era una strada bianca, con buche e dissesti, e si ferì gravemente. Al tempo i soccorsi non erano quelli di oggi e la morte sopraggiunse nonostante il ricovero in ospedale. Ogni anno lo ricordiamo con una cerimonia, sia a Peonis, nei pressi del cippo, che a San Martino di Colle Umberto, dove si trova la sua tomba. Abbiamo anche contatti conPortobuffolè dove c’è un museo sul ciclismo che lo ricorda. Il nostro Comune, tramite lo storico locale Pieri Stefanutti, ha anche pubblicato un libro sui misteri della sua morte “Ottavio Bottecchia, quel mattino a Peonis”, che prende in esame tutte le ipotesi e le vicende legate alla sua morte». Un'altra opera molto documentata sulla vicenda è quella appena pubblicata dal giornalista trentino Claudio Gregori "Il corno di Orlando".

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martedì 5 settembre 2017

Sabato a Bordano "I custodi dell'acqua"... e domenica sul Tagliamento

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Siete stati nella casa delle Farfalle di Bordano (UD)? E' un posto davvero magico...che ci invita tutti a passare il prossimo "Weekend di acqua" assieme!

Sabato 9 settembre ci aspetta un rafting in discesa sul Tagliamento e la sera alle 20.30 la proiezione del nostro documentario I custodi dell'acqua. La Carnia si ribella (a seguire un dibattito).

Domenica 10 settembre l'escursione a piedi sul greto del Tagliamento! Siete tutti invitati!

A presto,

Giulio Squarci (regista)
Jolita Ziauberyte (produttrice) 

www.icustodidellacqua.it
www.facebook.com/icustodidellacqua
info@icustodidellacqua.it


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Un weekend in acqua


Un fine settimana per tornare a fare un pensierino sull’acqua. Sul pianeta Terra in genere e sul nostro territorio in particolare. 
Sono passati alcuni anni da quel referendum (uno dei rari che hanno superato il quorum) che ha acceso molte discussioni e ha acceso le menti su questo tema fondamentale. A che punto siamo oggi? In un territorio come il nostro, tra il Lago di Cavazzo e il Tagliamento, in cui la pioggia non manca mai (a differenza di molti posti in Italia, ormai), cosa ne facciamo di tutta questa ricchezza?
Perché indubbiamente, sempre di più, l’acqua dolce (e tanto più l’acqua potabile) è una ricchezza, sul nostro pianeta in via di desertificazione.

Calendario


Sabato 9, alle 9,30 e anche alle 14.30
discesa in RAFTING SUL TAGLIAMENTO, accompagnati da istruttori raft e da una guida naturalistica che illustrerà i fenomeni naturali che rendono il Tagliamento il Re dei fiumi alpini. In collaborazione con Guidanaturalistica.it 
Prenotazione obbligatoria, entro le ore 12.00 del giorno precedente (tel. 349 50 68 928 / Claudio)
Durata 2,5 ore.
Ritrovo: Trattoria Al Fungo, Via Taboga 20, Gemona del Friuli
Costo: 40€
Verrà fornita l’attrezzatura completa. I partecipanti devono portare scarpe da ginnastica / da scoglio, tshirt, costume da bagno, asciugamani. È OBBLIGATORIO SAPER NUOTARE.

Sabato 9, alle ore 20.30
proiezione del film I CUSTODI DELL’ACQUA, di Giulio Squarci, alla presenza del regista. Dopo la proiezione, un dibattito sull’uso dell’acqua nella nostra zona e su cosa è cambiato in questi ultimi anni.
Ingresso gratuito
Domenica 10, alle ore 9.30
Escursione a piedi sul greto del Tagliamento, con guida che illustrerà le peculiarità di uno dei fiuli più interessanti del nostro paese, candidato a diventare “Riserva della biosfera” nel programma MAB edll’UNESCO.
Prenotazione obbligatoria entro le ore 14 del giorno precedente (tel. 344 23 45 406 / Casa delle Farfalle)
In caso di maltempo le escursioni verranno sospese (sarete ricontattati il giorno precedente)
Durata 2,5 ore.
I partecipanti devono portare abbigliamento adeguato (scarpe, felpa, pantaloni lunghi, giacca impermeabile, acqua e merenda). Per adulti e bambini da 7 anni in avanti.
Ritrovo: Casa delle Farfalle di Bordano.

L'evento ha il patrocinio del Comune di Bordano.
(http://www.bordanofarfalle.it/it/attivita/un-weekend-acqua-1075)