"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

martedì 6 dicembre 2016

8 dicembre da Trasaghis ad Alesso




Nel pomeriggio gli ospiti di Griffen saranno accompagnati ad una visita guidata alla cittadella murata di Venzone  e al Museo "Tiere motus" che documenta il periodo del terremoto e della successiva ricostruzione.
Alle 17.30 la festa si sposterà nella frazione di Alesso dove sarà possibile visitare, all’interno del centro servizi, un mercatino di oggetti natalizi allestito da volontari in collaborazione con la parrocchia di Alesso (le offerte saranno devolute al funzionamento dell'asilo di Minas Novas in Brasile e ad altre iniziative parrocchiali),  e, successivamente, in piazza 1° maggio con l’esibizione della banda di Griffen, seguita da una castagnata e dalla degustazione di ribolla per tutti gli intervenuti.

Le manifestazioni evngono promosse dal Comune di Trasaghis con la collaborazione delle parrocchie e delle associazioni "Grop Trasagan" e "Chei di Peonis".


lunedì 5 dicembre 2016

I risultati del referendum in Val del Lago

Anche nella Valle del Lago (Comuni di Bordano, Cavazzo Carnico e Trasaghis) i risultati del referendum costituzionale del 4 dicembre non si discostano di molto dalla media nazionale. In tutti i tre Comuni si è registrata la netta prevalenza del NO:   Bordano col 68.9 %,  Trasaghis col 59, 63, Cavazzo col 59.37. Parallelamente, i SI risultano essere a Trasaghis del 40.37, %, , a Cavazzo del 40.63 e a  Bordano del 31.20.

I dati di Trasaghis, sezione per sezione


Il grazie di Trasaghis alla Norvegia (II)

La stampa ha dato notizia del viaggio di una delegazione di Trasaghis in Norvegia per ringraziare quella Nazione per l'aiuto portato nel dopo terremoto; la notizia è stata ripresa anche sul Blog (http://cjalcor.blogspot.it/2016/11/il-grazie-di-trasaghis-alla-norvegia.html).
Sullo stesso tema Loredano Tomat (che era sindaco di Trasaghis all'epoca del terremoto) ha mandato al Blog una nota nella quale ricorda una iniziativa di analogo tenore che egli ha assunto nel 1976, per sottolineare che (allora come oggi?) non sono mancati commenti critici dettati dalla  incapacità di comprendere le motivazioni di tali significative iniziative.
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Bravi!!!
Bene hanno fatto Ivo Del Negro e Roger Stefanutti, assessore del Comune di Trasaghis e - a quanto
si dice - futuro candidato sindaco, ad andare in Norvegia a ringraziare per la solidarietà ricevuta nel
post sisma dal governo di quel Paese.
Salvata da tanti miei traslochi mi è spuntata fuori una foto, scattata nel 1976 al Ministero degli
Esteri di Oslo, che ritrae me, allora sindaco, insieme all'ing. Corbo dei Vigili del Fuoco, mentre
consegno al Ministro degli Esteri norvegese lo stemma del Comune di Trasaghis, sbalzato da artista
friulano, in segno di riconoscenza per il dono al Comune di Trasaghis delle numerose casette
prefabbricate alla cui costruzione avrebbero provveduto le ditte norvegesi incaricate.
Peccato, davvero un peccato, che alcune “gole profonde” avessero allora insistentemente diffuso la
voce: “a son lâts atôr”.
Loredano Tomat, già sindaco di Trasaghis (1970 – 1978).




Come sempre, il Blog è disponibile a ospitare commenti e valutazioni sull'argomento. 



domenica 4 dicembre 2016

La sfida di Giorgio, da Vasìnas a Coseàn

Giovane imprenditore-avvocato riapre il caseificio che fallì nel 2014

Coseano, ci vuole una sana dose di coraggio per decidere oggi d’investire nel comparto lattiero-caseario: Giorgio Rodaro lo ha avuto
Ci vuole una sana dose di coraggio per decidere oggi d’investire nel comparto lattiero-caseario, schiacciato da un prezzo del latte in picchiata, da marginalità ridotte all’osso e dalla una grande distribuzione che detta legge. Giorgio Rodaro quel coraggio l’ha avuto.
Trentuno anni e una laurea in giurisprudenza in tasca, alla carriera da avvocato ha preferito la passione coltivata fin da giovanissimo, quando nella pausa estiva guadagnava la malga di Sauris per fare il casaro.
Il tempo è passato, dai banchi di scuola è transitato e uscito dalle aule universitarie, ma quell’inclinazione al fare, ad “affondare” le mani nel latte per trasformarlo in formaggio non è passata. Tanto che Rodaro ha deciso di assecondarla una volta per tutte, scendendo a “valle” - dalla sua Avasinis - per farsi imprenditore. Fortuna del Caseficio Valcorno, piccola realtà di trasformazione nel cuore di Coseano chiusa ormai da qualche anno.
Rodaro, dopo anni di lavoro alla latteria di Nogaredo di Prato, l’ha rilevata dal fallimento, ha riportato la strumentazione in stato ottimale, effettuato tutti gli investimenti necessari a riavviare il caseificio dopo anni d’inattività e ora è pronto a partire. «Ho preso contatti con i dettaglianti della zona e anche con la Gdo per cui conto di lavorare. Produrrò formaggi a latte crudo, mozzarelle, ricotte», racconta con un pizzico di orgoglio ed emozione. Sentimenti condivisi dalla gente che abita nei dintorni e sta aspettando con ansia la riapertura dell’attività. Per Coseano è come riguadagnare un pezzetto d’identità.(...)

Leggi tutto l'articolo sul sito del Messaggero Veneto:

sabato 3 dicembre 2016

La centrale di Somplago, tra arte e strategie anti black-out

Il sito de "Il Gazzettino" ha dedicato un articolo alla situazione della centrale di Somplago, passata da Sade a Enel, da Edipower ad A2a.

Investimento di decine di milioni di euro per la centrale anti blackout



di Paola Treppo
CAVAZZO CARNICO (Udine) - Ha assunto 10 persone nell’ultimo anno e ha investito diverse decine di milioni di euro la A2A nella centrale idroelettrica di Somplago, a Cavazzo Carnico, in Friuli. I nuovi dipendenti, tutti della zona, hanno fatto un affiancamento con le maestranze “storiche” che sono poi andate in pensione. È stato trasferito così un bagaglio di esperienze professionali, e in un certo senso anche affettive, ai nuovi addetti.

«A2A - spiega Roberto Castellani, responsabile della produzione in Friuli Venezia Giulia per gli impianti idroelettrici della multiutility - punta sulla massima efficienza e sul forte legame con il territorio. Per questo abbiamo scelto, nel nostro organico, persone che sono del luogo, che vivono qui. Sono persone molto preparate, anche perché nell’area di Cavazzo Carnico è da tempo presente la centrale, prima della Sade, quindi dell’Enel, poi di Edipower e quindi, adesso, di A2A. Con queste nuove assunzioni abbiamo rinnovato il 30% del personale circa; il nostro organico, infatti, conta 36 persone altamente formate, su cui facciamo il massimo affidamento».

Pronto per l'accensione in caso di blackout in Italia 
Oltre al personale, nella centrale di Somplago, costruita dentro al cuore di una montagna, la società ha investito diverse decine di milioni di euro, tra il 2012 e lo scorso anno, per la sostituzione dei gruppi “turbina-alternatore”, sei in tutto, tre a Somplago e tre ad Ampezzo. «Questo investimento ci permette di rendere l’impianto sempre più efficiente e sicuro, e di ottenere il massimo dal bene primario che usiamo, l’acqua. L'investimento rende l’impianto estremamente affidabile e questo è fondamentale perché il “polo” di Somplago rientra tra quelli che, in Italia, sono stati individuati nel Piano di accensione in caso di blackout». La centrale non è solo super efficiente e sicura, tanto che da decenni non si registrano infortuni.

Una centrale storica
La centrale ha una sua storia “romantica” fatta di mille aneddoti curiosità. Realizzato negli anni ’50 del secolo scorso, visitabile per le scolaresche su richiesta e aperto a tutti la prima domenica di luglio di ogni anno, l’impianto conta splendidi mosaici dei maestri di Spilimbergo, al termine della galleria di “uscita”, che è stata realizzata a “curve”, si dice, per limitare al massimo i danni di eventuali attacchi con cannoni. Alla fine della galleria “dei cavi”, invece, nel cuore della montagna, un grande affresco sulla storia del Friuli. E, ancora, gli eleganti lampadari installati dalla Sade, in origine, alcuni fatti arrivare direttamente da Venezia. Per limitare il senso di claustrofobia a chi lavora in centrale, la Sade, che in questo “polo” vide lavorare alla progettazione pure l’ingegnere Semenza, noto per le vicende del Vajont, fece costruire anche delle finte grandi finestre illuminate. Storia, arte e tecnologia, insomma, per una delle centrali più “vecchie” e curate del Friuli. 
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Per vedere tutte le foto del servizio sulla centrale:



venerdì 2 dicembre 2016

Domenica ad Avasinis torna San Nicolò

Uno dei momenti più attesi ad Avasinis è l'arrivo di SAN NICOLO', secondo la tradizione il santo amico dei bambini.

Viene riproposto qui sotto il programma della manifestazione diffuso dalla Pro Loco "Amici di Avasinis": domenica prossima è previsto, oltre alla distribuzione di doni, un pomeriggio di laboratori creativi con il "Teatro 73 - Gli incantastorie".


giovedì 1 dicembre 2016

Li puoi incontrare in Val del Lago: Giorgio, il "custode" d'inverno

Il Gazzettino ha dedicato un articolo con un  bel profilo a Giorgio Pitteri, definito "il custode invernale del lago"


Da dj a noleggiatore di barche: Giorgio, il custode del lago d'inverno


di Paola Treppo
TRASAGHIS (Udine) - Si chiama Giorgio Pitteri, ha 60 anni, è di Bordano ed è il “custode” d’inverno del Lago dei Tre Comuni, noto anche come Lago di Cavazzo. Con il suo piccolo chiosco con nolo di pedalò, non chiude durante la stagione fredda. Ogni giorno è lì, da mezzogiorno, a meno che non piova molto, e accoglie turisti ed escursionisti, fino a che c’è luce. «Non sono molte ore, per dir la verità, perché in inverno fa buio presto, anche alle 4 e mezza del pomeriggio. Ma se le giornate sono belle, lo spettacolo del lago è meraviglioso. Lo scorso anno ho noleggiato un pedalò il 23 dicembre e uno in febbraio. Qui d’inverno non c’è tanta gente come nella bella stagione ma succede sempre qualcosa: ci sono i vigili del fuoco che fanno le loro esercitazioni con i mezzi anfibi e ti capita di vedere un planare un velivolo sul lago. Oppure, quando arrivi la mattina, trovi un gruppo di anatre che non avevi mai visto. È sempre una scoperta, una meraviglia».
Il chiosco di Giorgio è l’unico che resta aperto d’inverno, per un caffè, una bibita, una brioche o una grappa con le pere. «Da un paio d’anni ho fatto questa scelta perché a casa non ci voglio rimanere e vedo che tanti passano a trovarmi, perché sanno che sono sempre qui; chi fa la camminata a piedi attorno al lago, un anello di 10 chilometri, chi viene a passeggiare con il cane, chi fa una gita in bici e chi viene a fare fotografie. Il lago è vivo e lo abitano tanti animali: mi fanno compagnia le folaghe, i germani reali, i tuffetti che sono un po’ più rari, gli svassi reali, le morette, pure la volpe; adesso c’è il passaggio degli uccelli migratori». Il chiosco di Giorgio, “Al nolo”, è il più vecchio aperto sul lago di Cavazzo. È degli anni Venti quando le barche erano tutte in legno e l’acqua era più alta e arrivava fino ai gradini dove adesso c’è il dondolo e il muretto con i cuscini, per bere il caffè guardando le montagna e godendosi il panorama silenzioso e maestoso di questo angolo di paradiso.

«Prima di gestire il nolo, che seguo dal 1978, portando avanti l’attività avviata da mio padre Antonio, facevo il dj. Lo aveva deciso sempre mio padre, che aveva aperto la discoteca “Alle Sorgenti”, a Bordano. Erano tempi in cui si pagava ancora la tassa sul frigorifero e in cui era difficile trovare una lampadina colorata per allestire le sale da ballo. Si ballava praticamente tutti i giorni, a parte quello di riposo. C’era la fila. Si apriva alle 9 di sera e si chiudeva all’una di notte; mica come adesso. A fine turno andavamo a mangiare a Tricesimo, in pizzeria, l’unico locale che teneva aperto, fino alle 2; poi a dormire. Ho fatto tanti anni il dj e poi ho cambiato lavoro, anche perché sono cambiati i tempi».

Le memorie del lago
Giorgio sa tutto del “suo” lago: quando, dopo la guerra, fu usato, nei punti più profondi, per il getto di tutte le armi e le bombe, perché era l’unico posto sicuro per una “bonifica” urgente: «In alcuni punti si arriva fino a 60 metri, anche di più. Lì, di bombe, ce n’è ancora, ricoperte da un metro di sedimento. Chissà se qualcuno le tirerà mai fuori. Ma sono al sicuro, e in profondità. Alcuni residuati che, lo scorso secolo, erano più vicini alla superficie, sono stati recuperati dalla gente di qui: vuotavano la polvere da sparo, che magari usavano per i lavori nei campi, e rivendevano il metallo, quando non c’eran soldi. Più di qualcuno ci ha lasciato le dita della mano, in quelle operazioni così pericolose. Ma era abbastanza normale. A volte qualcuno tornava a riva con un fucile "pescato" in acqua. Oggi è cambiato tutto ma sul lago, dove d’estate funzionano due campeggi, manca un hotel. In realtà ce n’è uno, sull’altra sponda, adesso lo hanno comprato, speriamo riapra presto». 


Per vedere tutte le foto a corredo dell'articolo:

A breve anche Bordano entrerà nell'UTI del Gemonese

Dopo il contrastante esito del referendum per l'unione tra Gemona e MOntenars, altre novità si profilano nella geografia delle Unioni Intercomunali: il MV di oggi riferisce che è prossima l'entrata di Bordano.

Nuovi ingressi in Uti: il fronte dei ribelli perde i primi pezzi

Gemona, Montenars e Bordano nell’Unione Gemonese. Tarvisio, capofila, ci pensa. Martedì un vertice tra sindaci
UDINE. L’ultima parola sarà pronunciata martedì, quando a palazzo Belgrado torneranno a riunirsi i quasi 60 sindaci ricorsi al Tar contro le Unioni territoriali intercomunali (Uti) per decidere che cosa fare.
Se cioè proseguire nel braccio di ferro con la Regione sull’invis
a riforma delle autonomie locali oppure se, dopo mesi di battaglie, ammainare la bandiera.
Alla vigilia di quell’incontro, il rompete le righe è già iniziato. Ed ha portato qualcuno a precorrere i tempi spaccando il fronte.
È il caso di Gemona e Montenars che insieme a Bordano – Comune, quest’ultimo, rimasto fuori dall’Uti che non ha però aderito al ricorso al Tar – hanno di fatto già deciso l’ingresso nell’Unione. Tanto che ieri mattina si sono incontrati con i colleghi di Venzone, Artegna e Trasaghis per discutere i prossimi passi.
«Delibereremo l’adesione entro la metà del mese di dicembre – ha fatto sapere il sindaco di Bordano, Gianluigi Colomba – perché alla luce delle ultime modifiche apportate alla legge in Consiglio regionale siamo in condizione di scegliere con maggiore autonomia quali funzioni portare in Unione».
Due le conseguenze. Da un lato si completa la prima delle 18 Uti individuate dal piano di riordino, dall’altro il fronte dei ribelli mostra segni di cedimento. Per certi versi naturale visto che l’adesione è diretta conseguenza dei risultati messi a segno proprio grazie alla battaglia condotta a colpi di ricorsi dai 57 Comuni. (...)

Per leggere tutto l'articolo:

mercoledì 30 novembre 2016

Avasinis aiuterà i terremotati di Scai (Amatrice)

Da Avasinis a Scai: l’impegno degli Alpini e della Pro Loco.


Si è appena conclusa la visita della Pro Loco e del Gruppo Ana di Avasinis a Scai, una frazione del Comune di Amatrice.
La delegazione congiunta guidata da Giovanni Rodaro per la Pro Loco e da Paolo Zucca per gli Alpini, è stata ricevuta dal Vice Sindaco di Amatrice Gianluca Carloni, dall’Assessore Bruno Porro e dal Presidente della Pro Loco di Scai Luigi Cavezza.
I presenti hanno potuto costatare la drammaticità della situazione, fortunatamente a Scai – come ad Avasinis nel ’76 – non ci sono state vittime ma il paese è disastrato e l’economia in ginocchio.
Nel mentre “ Il Paese del Lampone e del Mirtillo “ si prepara ad un mese di Dicembre all’insegna della solidarietà per Scai, fra qualche giorno sarà organizzato un pranzo solidale ad Avasinis, dove verrà proiettato un filmato girato dalla delegazione nelle zone colpite dal terremoto e saranno decisi congiuntamente gli interventi di aiuto. Alpini e Pro Loco sarebbero intenzionati a concentrare gli aiuti a favore degli allevatori, dei bambini della scuola materna ed in un’opera che verrà realizzata a Scai dai nostri Alpini.
Il Vice Sindaco di Amatrice Gianluca Carloni commosso, così si è rivolto alla delegazione: “ Per noi basta la Vostra visita di oggi che è stata motivo di incoraggiamento. Quanto ci avete raccontato della Vostra esperienza del terremoto del 76 e come ne siete usciti, pur vedendo un traguardo difficile ci riempie di speranza. Quanto andrete a fare a Scai sarà un di più.”
Nell’occasione sono stati donati dei libri sulla ricostruzione di Trasaghis e di Venzone, i volumi sono stati molto apprezzati dagli amministratori e dalla popolazione di Scai.


La delegazione friulana in visita alle zone colpite dal sisma.

martedì 29 novembre 2016

Cavazzo, il 6 dicembre obiettivo trasparenza

Giornate della trasparenza nei comuni della Conca Tolmezzina:
a Cavazzo Carnico il 6 dicembre
 

Continua l'impegno dei Comuni dell'Associazione Intercomunale Conca Tolmezzina nel favorire la trasparenza nei rapporti con i cittadini e la loro partecipazione all'attività amministrativa.
Una delle iniziative più innovative messe in atto qualche anno fa a tale scopo, che viene riproposta anche quest'anno, è la
Giornata della Trasparenza, un'opportunità di informazione e dialogo. 
Si tratta di incontri pubblici, che si tengono periodicamente nei quattro comuni della Conca, durante i quali vengono illustrati programmi, attività e obiettivi delle amministrazioni comunali e si raccolgono osservazioni, proposte e suggerimenti da parte dei cittadini.
 
Dopo i primi incontri, tenutisi nei Comuni di Verzegnis l'8 novembre e di Amaro il 28 novembre,  quello previsto nel comune di
Cavazzo Carnico in sala consiliare è per:
martedì 6 dicembre alle ore 18.00

L'amministrazione informerà riguardo il
 piano comunale delle emergenze di protezione civile del Comune di Cavazzo Carnico

Vista l'importanza e l'attualità dell'argomento tutti sono invitati a partecipare.
La
 Giornata della Trasparenza è un'interessante opportunità di scambio fra istituzioni e cittadini che  possono informarsi e ricevere, direttamente dal proprio Comune, risposte ad eventuali domande e dubbi.
Gli amministratori dei comuni di Amaro, Cavazzo Carnico, Tolmezzo e Verzegnis si augurano che questa iniziativa venga apprezzata da tutti i cittadini e che la partecipazione sia la più ampia possibile.

(Fonte: Comune di Cavazzo C.)


lunedì 28 novembre 2016

Il grazie di Trasaghis alla Norvegia

In Norvegia 40 anni dopo: grazie per gli aiuti del 1976


Trasaghis non ha dimenticato chi nell’estate del 1976 aiutò la popolazione terremotata. Il re di Norvegia Olav V tramite il governo norvegese, su indicazione del commissario Giuseppe Zamberletti, inviò 252 prefabbricati alloggiativi idonei a ospitare altrettante famiglie senzatetto. Quarant’anni dopo una delegazione di Trasaghis, guidata dall’assessore Roger Stefanutti, accompagnato dall’ex sindaco Ivo Del Negro, si è recata, a spese proprie, in Norvegia a dire grazie per quel gesto.
Ad accogliere la delegazione friulana c’erano, oltre al sindaco Erik Sletten, il vicesindaco Knut Loken, la responsabile culturale Gro Svarstad e anche Per Trund Linstad, il volontario che per diversi mesi nel 1976 lavorò per la costruzione dei prefabbricati a Trasaghis. Ricordata l’amicizia che si protrae da così lungo tempo, Stefanutti ha rinnovato la gratitudine e la riconoscenza per l’aiuto ricevuto 40 anni fa e ha invitato i rappresentanti del Comune norvegese a visitare Trasaghis e il Friuli. A Trasaghis potranno toccare con mano l’affetto che ancora li lega a questa comunità. Non va dimenticato, infatti, che l’11 novembre 1976 fu conferita la cittadinanza onoraria al sovrano norvegese. Il Comune intitolò due vie alla Norvegia e una a Trysil. Nel 1977, inoltre, fu sottoscritto un gemellaggio con Trysil che si trova nella contea di Hedmark, a circa sei chilometri dal confine con la Svezia. Non è la prima volta che gli amministratori di Trasaghis vanno in Norvegia. Negli ultimi decenni più volte hanno incontrato gli amministratori, l’ultima volta era successo nel 2009.
Trysil ha una vecchia tradizione di ospitalità turistica e fin dal 1800, agli ospiti, la popolazione canta la canzone di Trysil, un tradizionale musicale di benvenuti particolarmente graditi. Il vicesindaco Knut Loken ha cantato, con voce profonda e baritonale, questa canzone.
(Messaggero Veneto, 27 novembre 2016)

domenica 27 novembre 2016

Alla scoperta dei luoghi caratteristici di Braulins

Si parlava ieri del bell'articolo che il sito "L'oppure" ha dedicato alla chiesa di San Michele di Braulins. E' giusto sottolineare allora anche la notizia apparsa oggi sulla pagina facebook di "Noi di Braulins" dedicata al nutrito gruppo di scout che dall'associazione stessa è stato accompagnato a conoscere i luoghi più caratteristici del paese e della sovrastante montagna.

Verso i resti del castello

Alla chiesetta di San Michele

Panorama sul ponte e il Tagliamento

Palestra di roccia sul Brancot

A Casera Fontana

sabato 26 novembre 2016

Val del Lago sul web - Braulins, la chiesa nella roccia

Il giovane sito "L'oppure" (http://www.loppure.it/san-michele-dei-pagani-la-chiesa-nella-roccia/) dedica un bell'articolo alla chiesa di San Michele dei Pagani di Braulins:


San Michele dei Pagani: la chiesa nella roccia


È proprio il caso di dire che, se quella di Excalibur è la spada nella roccia, quella di San Michele dei Pagani è la corrispettiva chiesa nella roccia. Senza nulla togliere, infatti, alle bellezze mozzafiato di quella di San Giovanni d’Antro, nelle Valli del Natisone, questa non è stata ricavata all’interno di una cavità naturale ma pare proprio incastonata nella parete della montagna.
Facilmente visibile anche da lontano grazie all’intonacatura di un rosa intenso, l’edificio risulta privo di facciata, in quanto le pareti laterali si attaccano direttamente al costone roccioso del Monte Brancot. Per accedervi, dunque, non vi è alcun ingresso principale ma due portoncini laterali. In pratica la chiesetta dà le spalle al panorama della piana sottostante, su cui sorge il paese di Braulins. In bella vista, infatti, abbiamo una piccola abside semicircolare e la monofora del campanile a vela.
L’inizio della sua storia non è affatto ben definito, in quanto si sa che probabilmente risale al XIII secolo, ma la tradizione afferma che il sito su cui sorge era precedentemente occupato da un tempio pagano di epoca longobarda; da qui il nome. Non fu toccata dalla rappresaglia del Patriarca Bertrando di San Genesio, che nel 1336 fece radere al suolo il sottostante Castello di Bragolino, dopo averne sconfitto le difese in battaglia. I signori locali, infatti, si erano alleati col Conte di Gorizia, nemico del patriarca, e serviva un chiaro monito. Dopo essere stata danneggiata dal così detto Terremoto della Carnia del 1928, fu risistemata l’anno successivo e consacrata in onore ai caduti della Grande Guerra. A ricordo di questa operazione di restauro è stata anche collocata una targa a lato.
Subì altri danni con le devastanti scosse del ’76, non andando tuttavia distrutta. Infatti conserva ancora un affresco absidale della SS. Trinità, della fine del Cinquecento, e uno di un certo pregio della fine del Duecento sulla parete orientale, raffigurante l’Arcangelo Michele impegnato a pesare con la bilancia le anime dei defunti. Di entrambe le opere non è noto l’autore, anche se per quella più recente si pensa che fosse della cerchia del sandanielese Giulio Urbanis. Si tratta dell’unico edificio di un certo interesse storico-artistico della zona di Braulins e Trasaghis ad essersi salvato in seguito a quelle scosse.
Il culto micaelico, oltre ad essere uno dei più antichi e diffusi, ha trovato modo di manifestarsi in numerose altre zone della Val del Lago e del Gemonese. La stessa chiesa parrocchiale di Braulins è a lui dedicata. Ma è sempre presso la chiesetta “in mont” che il 29 settembre, giorno dei tre Arcangeli, la gente del paesino della pedemontana si ritrova per festeggiare il suo patrono con Santa Messa e rinfresco. A conferma della sua derivazione longobarda, gli studiosi ricollegano questo culto alla presenza di insediamenti longobardi. Questo popolo germanico, infatti, si convertì gradualmente al cattolicesimo, a partire dal suo arrivo in Italia (568 d.C.) sino alla fine del VII secolo, e attribuì a San Michele le virtù guerriere che prima ritrovava nel dio pagano Odino. Questa chiesetta rappresenta, quindi, un altro dei numerosi tasselli che testimoniano il passaggio di questo antico popolo in Friuli.
Il piccolo spiazzo a strapiombo su cui sorge la chiesa èfacilmente raggiungibile attraverso una breve deviazione del sentiero che dal paese, presso località “I lavadôrs”, porta fino alla forcella tra le cime dei Monti Boscatz e Brancot.
Foto da: suimonti.it

venerdì 25 novembre 2016

Alesso e Bordano, Lunaris "work in progress"

Da parecchi anni un appuntamento fisso per la fine anno ad Alesso e a Bordano è l'uscita del "Lunari".Molto spesso i percorsi sono paralleli: per il 2016 il Lunari di Bordano era dedicato al 1976, l'anno del terremoto e quello di Alesso alle tende; parecchie similitudini anche per il Lunari in corso di elaborazione per il 2017: quello di Bordano sarà dedicato all'esodo del 1976-77 e quello di Alesso alle "baracas", i prefabbricati che hanno consentito ai friulani di rientrare dall'esodo.

A Bordano hanno pubblicato una anteprima su youtube:
https://www.youtube.com/watch?v=GRABcXjuysg


Alesso tiene sempre aperta la pagina facebook per aggiornare dell'andamento del lavoro di redazione:
https://www.facebook.com/groups/751897198273136/?fref=ts


Una sana concorrenza .... per un progetto culturale dalle finalità condivise.

giovedì 24 novembre 2016

Domenica nel ventre della terra coi musici alessani. E' "JsINTaPanzA"

Domenica 27 novembre alle 11 presso la Grotta di Villanova a Villanova delle Grotte - Lusevera UD

Il gruppo alessano composto da

Manuel Stefanutti - Chitarra
Emanuele Stefanutti - Percussioni
Susan Franzil - Violoncello
Saira Franzil - Disegno

presenta 
"JsINTaPanzA" 


è uno spettacolo di arte e musica come forme espressive in dialogo.
Le due arti comunicano in un rapporto sinestesico, l'una rende armonica l'altra. Il suono diventa visibile, il segno diventa sonoro, creando un percezione simultanea del sentire-visivamente o ascoltare-guardando.
E' l'esperienza musicale dell'ascolto che prende forma e, da acustica, diventa esperienza visiva.
In questo intreccio percettivo la Grotta fa da cornice naturale all'udire e vedere. Diventa un contenitore primordiale di suoni, silenzi, luci ed ombre permettendo allo  stesso tempo di ascoltarsi o vedersi dal di dentro.

"Siamo nel grembo della terra, nella sua pancia..."

JsINTaPanzA...
J SINT a panza
J sin INT ta panza...




Per informazioni e prenotazioni: tizcaver@gmail.com 3478830590 www.grottedivillanova.it

mercoledì 23 novembre 2016

Domenica a Bordano parte il Filobus per il teatro

Anche quest' anno il Filobus 75 passa per Bordano.. Ci si ritrova Domenica 27 novembre alle ore 14.30 in biblioteca a Bordano,assieme al Filobus 75 . Da lì inizia il trasferimento per prendere parte, a Pontebba, allo spettacolo teatrale "Storia di un bambino  e di un pinguino".
L'iniziativa è proposta dall'Ert (Ente Teatrale regionale) col supporto della Regione e dei Comuni aderenti.