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domenica 10 maggio 2015

Elettrodotto, servizio idrico, oleodotto: la posizione dei Comitati

    I Comitati di difesa territoriale della Carnia hanno recentemente espresso le proprie posizioni sull’elettrodotto Wurmlach-Somplago, sul servizio idrico, sull’oleodotto Siot. Si tratta di posizioni che hanno già provocato diverse reazioni.
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   Elettrodotto.
 
 Alla presa di posizione del Coordinamento dei Comitati di difesa territoriale della Carnia sull’elettrodotto Wurmlach-Somplago, sul quale la recente sentenza del Consiglio di Stato di Vienna ha posto una pietra tombale per quanto riguarda il tratto carinziano, ha risposto la Presidente della Giunta Regionale Debora Serracchiani.
    Lo ha fatto in modo pubblico con dichiarazioni alla stampa precisando, da un lato, che “le recenti decisioni aaustriachedi bloccare la costruzione  di fatto precludono  qualsiasi possibile realizzazione della porzione italiana”, dall’altro lato, i passi effettuati dall’assessore regionale Vito presso i competenti ministeri romani.
    Dichiarazioni pubbliche che trovano il nostro apprezzamento.
    Che i ministeri romani avessero riaperto le procedure per la realizzazione del tratto italiano in presenza di una prima sentenza negativa austriaca e nell’imminenza della pronuncia del Consiglio di stato di Vienna ci inducono a diffidare dei meandri dei nostri ministeri.
     La sentenza di Vienna è di importanza tale che dovrebbe indurre la presidente Serracchiani , nonché vicepresidente nazionale del PD, nonché responsabile di tale partito per le infrastrutture – e l’elettrodotto è un’infrastruttura – a mettere tale sentanza non nelle mani dei ministeriali romani, ma in quelle del suo amico primo ministro Renzi perché metta, come gli austriaci, una pietra tombale su questo progetto privato che, come riconosce la stessa Serracchiani presenta “notevolissime problematicità”.
      Questo dovrebbero chiedere anche i Sindaci alla presidente Serracchiani. Non vorremmo che, al di là del ricorso al Presidente della Repubblica, alle generiche dichiarazioni sull’elettrodotto del tipo “io sono contrario” succeda quanto è successo nella vicenda del tribunale, in cui tutti si dicevano contrari, ma alla fine le cose sono finite veramente male! Una cosa è il dire, altra il fare. Intatti: tra il dire ed il fare c’è di mezzo il mare!

     Servizio idrico
Risultati immagini per carniacque     I Comitati sono sempre stati – e lo sono -  contrari all’accentramento della gestione del servizio idrico in Carniacque  sostenendo invece le gestioni comunali. Al contrario i Sindaci, tranne quelli di Cercivento, Forni Avoltri e Ligosullo, sono stati i fautori di Carniacque. Di fronte al fallimento di questa gestione centralizzata, anziché decentrare ai Comuni, come proposto anche dal sindaco di Ampezzo, i Sindaci della Carnia (favorevoli: Arta, Cavazzo, Enemonzo, Lauco, Ovaro, Paluzza, Paularo, Raveo, Rigolato, Tolmezzo, Verzegnis, Villa Santina. Contrari: Ampezzo, Cercivento, Prato Carnico, Sutrio. Astenuti: Forni Avoltri, Ravascletto) nella riunione del 23 marzo 2015 non solo non hanno difeso Carniacque ma hanno approvato un documento che recita “risulta palese che la CATO sarà chiamata ad indicare entro il 30 settembre 2015 quale gestore unico del SII il CAFC”. Significa che Carniacque sparirà assorbita dal CAFC che gestirà il servizio idrico in Carnia. Al fallimento della gestione centralizzata in Carniacque, anziché decentrarlo ai comuni come richiederebbe il buon senso, rispondono con un ulteriore accentramento maggiore e ancora più lontano. Già, sempre più lontano, perché la volontà politica è qualla di concentrare il Nord Est nelle mani della potente multiutility bolognese Hera, che ha già assorbito Acegas Trieste, APS Padova e l’udinese Amga.  Di male in peggio! Con quale faccia certi sindaci muovono critiche alle posizioni espresse dai Comitati?

   Oleodotto 
   Ci sembra che il Sindaco di Paluzza Mentil non abbia compreso la posizione espressa dai Comitati riguardo agli interventi in corso sull’oleodotto funzionali all’estensione della rete nei territori dell’Europa Centrale che comporta un maggior flusso di petrolio da Trieste a quei territori.
Risultati immagini per somplago + oleodotto    Se il Sindaco Mentil si accontenta del fatto di essere stato avvertito dell’esecuzione dei conseguenti lavori nella stazione di pompaggio di Paluzza, della miseria di 600 euro annui di compensazione e di qualche lavoretto a beneficio del suo Comune, ben per lui: chi si accontenta gode.
     In realtà i Comitati hanno posto un problema di ordine più generale e di principio: non è accettabile che una società privata (Siot) faccia transitare sul nostro territorio, gravandolo di servitù (alle volte pesanti ed impattanti come la stazione di pompaggio di Somplago in riva al lago), un’enorme ricchezza senza ricadute (royalties) su di esso come di norma avviene nei paesi di transito di infrastrutture analoghe. Non è in discussione il rifornimento energetico dell’Europa Centrale, ma che la ricca Germania ci paghi il disturbo.
     Invitiamo il giovane Sindaco di Paluzza a veder un po’ più lontano del suo naso ed a porre, assieme ai Sindaci dei Comuni attraversati dall’oleodotto, la questione            
in sede regionale visto che la Presidente Serracchiani non l’ha posta nella sua recentissima visita ai governanti dalla potente Baviera.

    09 maggio 2015
 
    Per il Coordinamento dei Comitati di difesa territoriale della Carnia
    Franceschino Barazzutti
    Antonino Galassi    

martedì 20 maggio 2014

Somplago caput mundi: aperti i termini per il finanziamento di elettrodotto e oleodotto

Lo scorso 15 ottobre riportavamo la notizia che l'Europa si era  dichiarata disponibile a finanziare, tra diverse opere anche l'elettrodotto Wurmlach-Somplago e l'oleodotto Trieste-Ingolstadt che ha in Somplago una delle principali stazioni di pompaggio (vedi http://cjalcor.blogspot.it/2013/10/somplago-caput-mundi-lunione-europea.html).
La pratica è andata avanti e ora si è saputo che il 12 maggio si è avviata la prima tranche per la selezione delle opere finanziabili, tra cui, appunto, le due opere citate e che entro agosto andranno presentate le effettive richieste di accesso ai finanziamenti.

Energia: prima chiamata per sostegno finanziamenti progetti Ue

12 Maggio 2014
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Bruxelles
La prima 'chiamata' per il sostegno al finanziamento dei progetti infrastrutturali di interesse europeo nel settore energetico e' stata aperta oggi dalla Commissione europea per un totale di 750 milioni di euro che saranno disponibili sia per progetti sull'elettricita' che sul gas.
Nell'ambito della 'facility' per 'connettere l'Europa' sono stati stanziati 5,85 miliardi di euro per il periodo 2014-2020. Della prima lista adottata dalla Ue a ottobre 2013 fanno parte 250 progetti che interessano almeno due Stati membri. In generale la Ue sostiene fino alla meta' dei costi, in casi eccezionali relativi a progetti che contribuiscono significativamente alla sicurezza delle forniture o a rafforzare la solidarieta' tra gli Stati membri, il tetto puo' arrivare al 75% dei costi. Il termine ultimo per partecipare e' il 19 agosto 2014. La decisione finale sui finanziamenti sara' presa entro novembre.
I progetti cui e' interessata l'Italia sono la connessione con la Francia tra Codrangianos, Lucciana (Corsica) e Suveretv tra Grande Ile e Pioggiasco; tra Trino e Lacchiarella; con la Svizzera tra Thusis/Sils e Verderio Inferiore, Airolo e Baggio, intervento a Magenta, connessione tra Pavia e Piacenza, fra Tirano e Verderio; connessioni con l'Austria tra Linz e Veneto (Linz e Obersielach, Volpago e Venezia Nord), Nauders e Milano, Wurmlach e Somplago; connessioni con il Montenegro tra Villanova e Lastva compresi i collegamenti Fano-Teramo e Foggia-Villanova; collegamenti con Slovenia (Udine Ovest e Okroglom Udine Ovest-Redipuglia, Salgareda e Divaca-Bericevo); sistemi di stoccaggio batterie nel centro sud; interconnessione per il flusso "contrario" tra Italia e Svizzera al Passo Gries; connessione di Malta alla rete europea del gas (pipeline a Gela e stoccaggio gas liquefatto naturale e unita' rigassificazione), connessione pipeline di gas Algeria-Italia (Sardegna) e Francia (Corsica) chiamato Galsi&Cyre'ne'; rigassificazione ed evacuazione pipeline verso Ungheria, Slovenia e Italia inclusi interventi a Krk, pipeline Omisal-Casal Borsetti, interconnessioni Gorizia-Vodice; pipeline tra Haiming e Tarvisio, Adriatica, terminale onshore di gas liquefatto naturale dell'Adriatico del Nord; infrastruttura di trasporto di nuove risorse dalla regione del Caspio attraverso Georgia e Turchia raggiungendo il mercato Ue da due possibili rotte: sud-est verso l'Austria passando per l'Italia e attraverso il Mare Adriatico includendo uno o piu' progetti tra cui l'espansione della pipeline Tal fra Trieste e Ingolstadt, Green-Me.

Sul problema, Remo Brunetti invita a riflettere: "ce dìsino i candidâts cjavacins dal eletrodot che cumò al a vût ancje i finanziaments europeans? Contraris a son Tumieç e ducj i comuns da val da Bût. Dome il comun di Cjavàç al è pal sì."