"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

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lunedì 12 ottobre 2015

Disposti interventi per la sicurezza della riva ovest del Lago

Oltre 5 milioni per difendersi dalle frane



La giunta regionale del Friuli Venezia Giulia, su proposta dell’assessore all’Ambiente Sara Vito, ha approvato la delibera che ripartisce 5 milioni 121 mila euro per la realizzazione di opere di difesa da fenomeni franosi in vari Comuni. Si tratta in totale di 17 interventi che non presentano carattere di estrema urgenza (di competenza della Protezione civile regionale), ma che risultano necessari al fine di garantire la tutela della pubblica incolumità sia dei centri abitati sia di infrastrutture “puntuali” (insediamenti produttivi, siti turistici) e “lineari”, quali le reti stradali. In particolare, sette interventi interessano frane censite in aree a pericolosità elevata o molto elevata dai Piani di assetto idrogeologico vigenti.
Le opere oggetto della delibera riguardano i Comuni di Gorizia (monte Calvario-rio Stoperca), Barcis (strada comunale Predaia), Cimolais, Claut (frazione Massurie), Clauzetto (località Noraz), Pinzano al Tagliamento (frazione Manazzons), Chiusaforte (località Chiout Cali), Drenchia (bivio di Clabuzzaro), Grimacco (strada Clodi-Trusgne), Malborghetto-Valbruna, Ovaro (località Cella), Rigolato (per un doppio intervento), San Leonardo (località Osgnetto), Tarvisio (località Camporosso) e Trasaghis (riva ovest lago Tre Comuni). A questi Comuni si aggiunge, tra i beneficiari, il Consorzio di bonifica Pianura isontina, che per un intervento in località Marina di Aurisina riceve il riparto più cospicuo, pari a un milione di euro.

Interventi antifrana sulla riva occidentale del Lago

lunedì 30 marzo 2015

Trasaghis e Bordano nella fisarmonica delle UTI (II)

Pubblichiamo ampi stralci della delibera consiliare (pubblicata sul sito del Comune) che dà conto della discussione svoltasi in Consiglio comunale a Trasaghis mercoledì sera sul problema delle UTI. In sostanza, il Consiglio comunale ha approvato a maggioranza (la minoranza si è astenuta) l'adesione di Trasaghis alla ipotesi di costituzione di una mega-UTI che comprenda Gemonese, Collinare e Tarcentino. Nel corso della discussione sono emerse anche le proposte di una adesione di Trasaghis alla UTI carnica nonché altre ipotesi in merito ad aggregazioni e fusioni comunali.

Nella Proposta di Piano di riordino territoriale la Giunta Regionale ha individuato 17
Risultati immagini per gemoneseaggregazioni di Comuni e il Comune di Trasaghis è stato inserito nella UTI Alto Friuli Orientale comprendente i Comuni del Gemonese e la montagna del Canal del Ferro e Val Canale, con l’ esclusione solo di Forgaria nel Friuli rispetto alla composizione della Comunità Montana del Gemonese, Canal del Ferro e Val Canale, con una popolazione di circa 31000 abitanti.
Il Sindaco riferisce al Consiglio che negli ultimi tempi si sono svolte tra i Sindaci del Gemonese diverse riunioni al fine di proporre la costituzione di una UTI più grande che
comprenda oltre ai Comuni del Gemonese anche quelli della Collinare e del Tarcentino, proposta questa che porterebbe ad una UTI dai 70.000 fino ai 90.000 abitanti. Questa proposta consentirebbe una programmazione efficace a medio e lungo termine, una maggiore rappresentatività, nonché una migliore predisposizione dei servizi amministrativi.
Il Sindaco riferisce inoltre che l’Assessore Regionale alle Autonomie Locali Panontin ha incontrato i Sindaci del Gemonese dimostrandosi aperto a nuove soluzioni condivise con i territori interessati dalle proposte formulate.
Pertanto, il Presidente riferisce al Consiglio la proposta di appartenenza territoriale in ordine di preferenza da inoltrare all’ Assessore Regionale, in cui si chiede la modifica della perimetrazione dell’ UTI Alto Friuli Orientale che includa anche i Comuni della Collinare e del Tarcentino , in subordine della Collinare o del Tarcentino. Vero è che il Comune di Trasaghis avrebbe potuto, così come previsto dalla legge, chiedere l’inclusione in un Unione contermine, ma la scelta di aderire ai Comuni del Gemonese costituisce per il Comune di Trasaghis un’ opportunità migliorativa rispetto alla eventuale richiesta di inclusione singola nell’Unione contermine della Carnia o del Collinare. (…)
Interviene a questo punto il Capogruppo di minoranza Rodaro Giorgio, il quale evidenzia l’opportunità per il Comune di Trasaghis di aderire all’UTI della Carnia , comunque precisa che la minoranza consiliare esprimerà un voto di astensione in questa sede, attesi i sentori pervenuti dal Consiglio Regionale su un eventuale proposta di entrata di comuni contermini nell’ UTI del Gemonese.
Il Sindaco replica a quanto asserito dal Consigliere Rodaro Giorgio, dichiarando di essere a conoscenza di questa nuova ipotesi di perimetrazione territoriale dell’ UTI certamente più adeguata al vaglio, ma precisa che ciò non esclude che il Consiglio Comunale assuma una determinazione di proposta da inoltrare alla Regione , come previsto dall’ art. 4 comma 4 della L.R. n. 26/2014.
Interviene il Consigliere di minoranza Sig.ra Cucchiaro Daniela-Desi , la quale ritiene che l’ adesione ad una UTI territorialmente così vasta sia un rischio.
Il Sindaco risponde affermando che se si fosse trattato solo della gestione dei servizi questo rischio poteva esistere, ma dal momento che l’ idea a monte è quella di addivenire ad una UTI più grande suddivisa in quattro o cinque sub ambiti questo consentirebbe una forma organizzativa più efficiente a livello di sistema. Precisa, inoltre, che a tutt’ oggi circa quaranta Comuni hanno proposto ricorso al TAR per impugnare la legge regionale n. 26 /2014 e che il Gemonese, comunque, ha già avviato un suo percorso e maturato una certa esperienza sul campo da mettere a disposizioni dei Comuni interessati basti pensare alle c.d. Unioni Montane. (…)
Risultati immagini per gemoneseA questo punto interviene il Consigliere di minoranza Daniele Rossi, che manifesta al
Consiglio la proposta di fusione del Comune di Trasaghis con il Comune di Gemona, eventualmente anche con il Comune di Bordano, atteso che a parere del Consigliere Rossi l’ inserimento di Trasaghis nell’UTI come proposta dalla Regione è di esclusivo interesse di Gemona mentre Trasaghis non avrebbe alcuna voce in capitolo. Fondendosi invece con Gemona si potrebbe chiedere di contare di più.
Infine, prende la parola l’ Assessore Roger Stefanutti, il quale sostiene che per il Comune di Trasaghis l’ inserimento in una UTI più grande non comporta in alcun modo una perdita di identità e di ruolo, ma al contrario può garantire un’ opportunità migliorativa alla luce delle affinità socio-politiche esistenti tra i Comuni interessati dalla proposta.
Dopodichè
IL CONSIGLIO COMUNALE
UDITI la relazione e la proposta del Presidente;
 (…)
Con votazione palese che riporta n.ro 9 voti a favore e n.ro 3 astensioni (consiglieri
Rodaro Giorgio, Cucchiaro Daniela-Desi, Rossi Daniele)
DELIBERA
1 - di approvare i documenti di cui agli allegati A e C, auspicando una modifica alla
delimitazione dell’UTI Alto Friuli Orientale che consenta la costituzione di un’Unione
più ampia, allargando la stessa con un’integrazione con i Comuni della Comunità
Collinare del Friuli e/o con i Comuni del Tarcentino;
2 - di voler perseguire politiche territoriali unitarie, ricercando sinergie con i Comuni
del Gemonese e dei territori limitrofi (…).

Molto probabilmente vi saranno ancora ulteriori discussioni (v. la recente proposta del consigliere regionale Revelant di addivenire ad una UTI "pedemontana") ed il risultato finale, con ogni probabilità, sarà il frutto di ulteriori confronti e compromessi. Ai lettori, come sempre, l'invito a intervenire "in corso d'opera" con pareri, commenti, proposte.

sabato 21 febbraio 2015

"Di dove sei?" - "di Alto Friuli orientale" (IV)

Dunque, riassumendo. La Regione vorrebbe che per il prossimo autunno partissero le UTI (Unioni intercomunali territoriali). Nell'Alto Friuli ne sarebbero previste due, la Carnica e l'Orientale. La Val Canale mugugna, vorrebbe maggiore autonomia decisionale. In Carnia, e a sud, mugugnano (Ce centrìno cun Tàrvis). Osoppo è divisa, tra Gemonese e collinare.  Trasaghis e Bordano paiono sostenere l'ipotesi gemonese di una unica grande Uti dal Tagliamento al Cividalese...

Mentre diversi sindaci "lavorano al fronte del ricorso, i “tafferugli” attorno alla proposta di perimetrazione delle Uti non sembrano volersi sedare. Specie tra Gemonese e Collinare, dove la posizione di Osoppo continua a far discutere. Dopo l’uscita dell’ex segretaria locale del Pd, Viviana Londero, che a Serracchiani ha chiesto di ricollocare il paese nell’ambito del Gemonese, ieri ha preso la parola il sindaco Paolo De Simon. Per dire sostanzialmente due cose. La prima: «C’è un consiglio legittimato a decidere, un consiglio di cui Londero non fa parte». La seconda: «Si continua a insistere sul Gemonese, ma l’Unione territoriale intercomunale cui si fa riferimento il locale circolo Pd va da Gemona a Tarvisio e mi si deve spiegare cosa c’entra Osoppo con i paesi dalla Val Canale in su. E’ chiaro – ha concluso il sindaco – che per certe cose siamo vicini alla città pedemontana, ma è anche vero che da 40 anni siamo pienamente inseriti nella Collinare ed è lì che vogliamo restare. Nulla vieta, del resto, che si possano prevedere con il Gemonese delle collaborazioni»". (Messaggero Veneto 20 febbraio 2015)
Diceva Mao Tse-tung:" Grande è la confusione sotto il cielo",  aggiungendo poi "perciò la situazione è favorevole". Chissà se vale anche per il Gemonese... 
Risultati immagini per Bordano - Cavazzo - TrasaghisIn ogni caso, la logica dei "grandi numeri" spazza via definitivamente anche il  progetto del "SuperComune per contare" ipotizzato negli anni '90 per dare unità e dignità alla Valle del Lago. E anche sulla genesi di questo sogno ci si potrebbe interrogare... 

venerdì 20 febbraio 2015

"Di dove sei?" - "di Alto Friuli orientale" (III)

La Cisl auspica due Uti a nord di Udine

Da una parte i Comuni di Gemonese-Tarcentino, dall’altra quelli di Valcanale e Canal del Ferro. Due Unioni «di peso» per tenere testa alle aggregazioni dell’udinese. Interviene anche la Lega.


di Alessandro Cesare

GEMONA – Torna ad animarsi la discussione sulle Unioni territoriali intercomunali introdotte dalla riforma degli enti locali. A intervenire è la Cisl Alto Friuli, che vede di buon occhio la proposta lanciata dai sindaci del Gemonese per giungere alla definizione di un’Uti da 100 mila residenti. La referente carnica della Lega Nord, invece, auspica un'aggregazione tra i territori di Carnia e Valcanale-Canal del Ferro.
L’auspicio territoriale di Colautti 
«La proposta fatta dai primi cittadini di Artegna, Bordano, Gemona, Montenars, Trasaghis e Venzone per aggregare il Gemonese, la Collinare e il Tarcentino - ragiona Franco Colautti, segretario della Cisl Alto Friuli  - va nella giusta direzione per garantire a questo territorio massa critica, sinergie e visione d’insieme per costruire concrete progettualità in chiave futura». Allo stesso tempo Colautti suggerisce l’apertura di un tavolo di confronto tra Carnia e Valcanale-Canal del Ferro, comprensorio quest’ultimo al momento inserito nella Uti dell’Alto Friuli Orientale con il Gemonese. «Da tempo gli amministratori locali di quei territori segnalano le diverse caratteristiche e vocazioni sociali, economiche ed orografiche rispetto al Gemonese - fa notare Colautti -pensare dunque a una fascia montana unita da est a ovest con la garanzia dei sub-ambiti, potrebbe portare a due Uti a nord di Udine coese e cooperanti, mantenendo al loro interno caratteristiche di policentrismo che da sempre contraddistinguono questi ambiti».
Bubisutti rilancia l’Uti tra Carnia e Valcanale
Sul tema specifico delle Unioni in Alto Friuli, si segnala anche l’intervento di Aurelia Bubisutti, rappresentante carnica della Lega Nord. «Invito la Carnia a non chiudersi ancora una volta in se stessa, iniziando a prendere contatti con il Tarvisiano per comporre una Unione dal massiccio peso specifico, capace di tenere testa alle altre macro-aree della Regione. I numeri in termini di popolazione continuano drasticamente a crollare – rileva Bubisutti – per questo dobbiamo attrezzarci per vincere patetiche ritrosie campanilistiche tra Carnia e Valcanale-Canal del ferro. E' tempo di fare tesoro degli errori passati e confermare che se c'è la volontà siamo più svegli e lungimiranti degli altri. Ricominciamo a osare».
Lo scenario futuro
La delibera regionale di individuazione delle Uti lascia spazio ai Comuni per fare ragionamenti motivati che prevedano assetti anche diversi da quelli proposti. «Si utilizzi il tempo a disposizione - conclude Colautti -per lavorare al meglio con la prospettiva di unire le comunità nell’interesse primario dei cittadini». Tenendo ben a mente che, se la Regione non accetterà di sedersi attorno a un tavolo per rivedere una parte dei contenuti della nuova legge, un centinaio di sindaci è già pronta a impugnare la norma davanti al Tar.

Una veduta dell'area Gemonese

mercoledì 11 febbraio 2015

"Di dove sei?" - "di Alto Friuli orientale" (II)

Risultati immagini per Alto FriuliC'è chi sogna il "Comune unico" della Val del Lago, chi mal sopporta la sola unione del Gemonese, chi si chiede come accordare Gemonese e Tarvisiano .... La proposta che sta emergendo (pare di matrice gemonese, ma  sostenuta dai Comuni limitrofi, tra cui Bordano e Trasaghis) è quella di chiedere la costituzione di una Unione Territoriale Intercomunale "prealpina", da Gemona (o Tarvisio?) ai confini del Cividalese. Ma i "mal di pancia" sono parecchi: gli iscritti al Pd di Osoppo hanno restituito le tessere non condividendo il passaggio di Osoppo alla Collinare anziché al Gemonese; il Pd di Gemona invita a riconsiderare ancora le dimensioni territoriali della struttura, per renderla effettivamente produttiva (e son solo "distinguo" di maggioranza, mentre gli oppositori al governo regionale sparano a zero alla ipotesi di riforma...).
Nuovamente .... "starìn a viodi".  Ma un pizzico di discussione condivisa non ci starebbe male.
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«Più siamo, più "pesiamo" con la Regione»

GEMONA Ne fanno una questione di peso i Comuni del Gemonese. Di maggiore capacità contrattuale nei confronti di "mamma" Regione. Questo il motivo che ha spinto i sei Comuni della pedemontana, vale a dire Bordano, Venzone, Trasaghis, Montenars, Artegna e Gemona a proporre all'assessore alle autonomie locali, Paolo Panontin, la costituzione di un'Unione territoriale intercomunale da 100 mila abitanti, frutto dell'Unione di tre territori: Gemonese, Collinare e Tarcentino. All'indomani della proposta di perimetrazione, approvata durante l'ultima seduta dell'esecutivo regionale, il sindaco di Gemona torna alla carica, chiedendo a Panontin – cui il sindaco di Artegna, Aldo Daici, ha nel frattempo domandato formalmente un incontro – di prendere in considerazione la proposta. «L'idea – spiega Urbani – è quella di un'Uti composta da una trentina di Comuni, che a nostro giudizio bene starebbero sotto lo stesso "cappello" amministrativo, sia per ragioni di morfologia territoriale, sia perché il numero dei Comuni e della popolazione appartenenti all'Unione consentirebbero di gestire in modo ottimale servizi e sviluppo dei territori». Alla luce della richiesta si aprono due scenari. «L'assessore dovrebbe intervenire dall'alto, verificando nell'incontro che gli abbiamo chiesto la disponibilità degli altri territori, oppure l'azione potrebbe partire dal basso, come in una specie di effetto domino, con i Comuni del Gemonese che chiedono, a catena, l'adesione all'Uti contermine», afferma ancora Urbani che dice di caldeggiare la prima delle due soluzioni. (...)
("Messaggero Veneto", 10 febbraio 2015, articolo di Maura Delle Case)