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| L'ultimo nato (foto "I Quadris") |
Aveva destato curiosità un trafiletto apparso qualche giorno fa sul MV all'interno di un articolo sull'attività dell'oasi "dei Quadris" di Fagagna: "
l’Oasi accoglie anche una famiglia di konik: si tratta di un maschio e una femmina con una puledra, e dell’ultimo nato, Marius, nato un mese fa a Fagagna. Si tratta di una particolare famiglia di cavalli, che appartiene a una specie selvaggia, arrivata a ottobre da Trasaghis".
(L’Oasi da 10 mila visitatori resiste con 13 volontari, Messaggero Veneto 26 aprile 2014)
Ora un ampio articolo di Fabio Perco sul Gazzettino di domenica spiega i termini della questione: "
un gruppetto di soggetti è stato importato in Friuli nel 1988, per parecchi anni vivendo allo stato semi-brado nelle vaste aree del Monte Cuar e nell'ambito del Comune di Trasaghis. Il progetto, inizialmente avviato dalla Provincia di Udine e poi affidato al Comune di Trasaghis, ha subito tuttavia una serie di problemi, collegati da un lato alla difficoltà di assicurare una costante gestione e sorveglianza, dall'altro alla diffusa, seppure discutibile, opinione contraria al mantenimento di cavalli al di fuori dell'aiuto umano, specialmente sotto il profilo alimentare. (…) Tre soggetti sono stati quindi trasferiti presso i Quadris di Fagagna e collocati in un ampio recinto appositamente attrezzato…" ("Il cavallo antico vive a Fagagna", Il Gazzettino 4 maggio 2014)
E' venuto dunque a chiudersi (difficile giudicare se sia il migliore dei modi) un percorso che avrebbe potuto e dovuto avere ben altri sviluppi. Basta ricordare che nella Malga Amula nel comune di Trasaghis (UD), era stato tentato nel 1999 il reinserimento dei Konik, i piccoli cavallini dell'est molto rari, discendenti diretti dei preistorici Tarpan che popolavano le vaste praterie europee, reintrodotti in Friuli per salvare i pascoli alpini. E' stato il più importante progetto di reintroduzione di cavalli in natura, sperimentato in Italia. Il nucleo originario sopravvive in Polonia e in alcune riserve naturali dell'Olanda, dove questi erbivori sono usati per limitare l'eccessiva crescita della vegetazione.
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| I Konik in Amula (foto P. Stefanutti) |
Per la stessa ragione nel 1999 cinque di essi, due stalloni e tre femmine, furono liberati sui nostri monti, nella vallata di Amula, appunto, in una zona che un tempo ospitava fino agli anni Cinquanta parecchie centinaia di bovini e diverse malghe, poi abbandonate. In un paio d'anni i Konik raggiunsero i 15 individui, che ripulivano i pascoli abbandonati, allargando la zona di frequentazione da Amula alle pendici di Cuar. Poi dal 2004, gli animali incominciarono a morire, alcuni di morte naturale, la gran parte in circostanze misteriose. Gli ultimi tre sono stati trovati avvelenati nel 2005, vicino agli stavoli sopra Avasinis. Paola Lovrovich , che ha seguito a lungo il progetto, dedicandovi la tesi di laurea, ne ha descritto la triste involuzione: "
Purtroppo alcuni residenti, proprietari di stavoli della zona utilizzati come seconde case, hanno più volte rivolto al comune lamentele, causate per lo più da modesti danni ai giardini o alle recinzioni, il comune stesso è stato indotto ad intervenire in contrasto con le linee del progetto. I responsabili sono stati costretti a spostare più volte il branco da un posto all'altro, modificando continuamente le abitudini dei cavalli, comprese occasionali costrizioni in stalla. Gli animali hanno tuttavia fatto fronte ai cambiamenti adattandosi abbastanza bene.
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| Konik sulla neve di Cuar (foto Franco Furlani) |
La situazione è però degenerata in coincidenza con un leggero ritardo di un'ulteriore trasferimento forzato, quando tre esemplari sono stati trovati morti. La morte di origine dolosa dei tre animali ritrovati ha indotto l'amministrazione comunale a sporgere denuncia contro ignoti.
La grande forza e le capacità di sopravvivenza in condizioni estreme che hanno permesso a questi cavalli di sopravvivere alla morsa dell'inverno dei 1500m in mezzo alla neve, non gli è bastata per sfuggire alla trappola congegnata dalla mente umana". (
http://lists.peacelink.it/animali/2005/06/msg00037.html )
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| I cavali a malga Cuar (foto Alpinauta) |
Dopo una lunga serie di denunce e richieste di risarcimento danni, i cavalli superstiti sono stati tenuti quindi, per alcuni anni, presso la malga di Cuar e, quindi, recentemente, trasferiti all'Oasi di Fagagna (tutti? In parte?).
Chi ricorda l'interesse suscitato all'epoca dell'avvio dell'inserimento, il rilievo sulla stampa, l'inizio di un processo, come ricordato dalla Lovrovich caratterizzato dal fatto che "
molti escursionisti visitavano la zona attirati dalla prospettiva di incontrare i cavalli, [da cui] si comprende facilmente quanto essi si siano rivelati un investimento sia per quanto attiene la conservazione ambientale sia quale attrazione turistica per il posto", non si può che annotare con tristezza la maniera in cui, per Trasaghis, la vicenda si sia conclusa.
Comunque, buona fortuna ai Konik a Fagagna che, con loro, non sarà più solo "il pais dai mus". (A&D)
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| I Konik a Fagagna (foto "I Quadris") |