"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

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giovedì 7 luglio 2011

Nuovi appuntamenti culturali in Carnia a Bosco Museis

Altri interessanti appuntamenti proposti nell'estate carnica in quel di Cercivento:


*Cervelli in Movimento* “Cogito ergo sum”

Tutti gli appuntamenti presso la fattoria didattica e sociale
Bosco di Museis, Cercivento, Carnia

·       VENERDI’ 8 LUGLIO, dalle ore 20:30


ORSI IN CARNIA
Il perché di un ritorno: rischi e vantaggi

Stefano Filacorda, Facoltà di medicina veterinaria dell'Università di Udine
Andrea Caboni, dottorato presso l'Università di Udine, Associazione Il Villaggio degli Orsi
Franc Sivic, naturalista, coordinatore Apimondia Slovenia,

Una vera e propria festa in onore degli orsi della Carnia per favorire il loro ritorno nei territori che ne hanno visto l’estinzione già nel lontano 1700. Oggi sono un motivo di curiosità e attrazione per il turismo nazionale e di tutta Europa e un segno di riappacificazione tra l’uomo e l’ambiente che in montagna diventa sempre più un’occasione di sviluppo. Ci pronunciamo a favore della natura, dell’economia dei territori montani, che passa senza dubbio attraverso la valorizzazione delle proprie risorse, in primo luogo quelle naturalistiche. In Slovenia, una nazione poco più grande del Veneto, convivono pacificamente 400 orsi bruni. Da 100 anni almeno senza aver causato mai nessuna vittima, contrariamente a quello che succede con le vipere o con le zecche. Perciò respingiamo i tentativi dei nuovi barbari che dichiarano guerra a profughi e orsi. Carnia in movimento si pronuncia per il rispetto dell’ambiente:  no a elettrodotti, grandi infrastrutture, sconvolgimenti dell’ambiente montano, inquinamento. Si alla convivenza e al ritorno degli animali nel loro contesto naturale.  
                                           
·       SABATO 9 LUGLIO, dalle ore 20:30

LA VITA EXTRATERRESTRE
Problema di scienza, problema di fede

Leopoldo Benacchio, Ordinario dell' Istituto Nazionale di Astrofisica, Padova-Roma;  Osservatorio astronomico di Padova
Ordinario dell'Istituto Nazionale di Astrofisica all'Osservatorio di Padova, insegna Astronomia al Master in Comunicazione Scientifica dell'Università degli Studi di Padova e Didattica dell'Astronomia all'Università di Venezia. In campo scientifico Benacchio è il coordinatore italiano per l'Anno Internazionale dell'Astronomia 2009 (International Year of Astronomy 2009, IYA2009), la cui organizzazione è curata dall'International Astronomical Union (IAU).

Angelo Vianello, docente universitario, già preside della facoltà di Agraria (Università degli Studi di Udine)

Professore ordinario presso la Facoltà di Agraria dell’Università di Udine e Preside della medesima facoltà dal 2003 al 2009. Membro del Centro studi filosofici-religiosi “L. Pareyson” (Torino). Presidente del consiglio scientifico della casa editrice “Forum” dell’Università di Udine
Co-autore di più di 100 lavori su riviste internazionali, di 8 rassegne bibliografiche e 2 capitoli di libro. Consulente editoriale  di numerose riviste di fisiologia vegetale, biologia vegetale e biochimica, nonché di agenzie di finanziamento della ricerca.
I principali argomenti di ricerca sono legati allo studio della respirazione delle piante e riguardano la bioenergetica, lo stress ossidativo e la morte cellulare programmata.
I suoi interessi scientifici e culturali si estendono anche ai temi dell’evoluzionismo, della biodiversità ed ai rapporti tra scienza e fede o, più in generale, tra cultura umanistica e scientifica.

lunedì 28 marzo 2011

L'orso sulle montagne carniche: un problema o una risorsa?


Roberta Michieli ci segnala un articolo del Gazzettino, ripreso anche dal "Comitât pe autonomie e pal rilanç dal Friûl", illustrante il lavoro dell'Università di Udine in merito alla "risorsa sprecata" derivante dalla presenza dell'orso sulle montagne carniche.
Il tema può essere sentito anche qui: in tanti ricordano la proiezione dello splendido video di Marco Favalli "La fauna del medio Tagliamento" tenutasi a Trasaghis nel mese di febbraio dello scorso anno, con le immagini, davvero suggestive, documentanti il transito dell'orso nelle valli montane tra Avasinis e Alesso.



UNIVERSITA’ DI UDINE

Il dipartimento

di scienze animali

è al top nazionale



Il dipartimento di scienze animali dell’università di Udine è diventato negli ultimi anni un punto di riferimento a livello internazionale nello studio dei grandi carnivori e della fauna in generale, attirando molti studenti da altre università italiane e straniere. In particolare da Torino e Padova giungono continue richieste di laureandi che vogliono fare esperienza sul campo e presentare tesi sperimentali. In effetti a Udine c’è la possibilità per gli studenti di zoologia e scienze naturali, di sperimentare sul campo quanto appreso sui libri, di conoscere direttamente gli animali che studiano e essere al centro della ricerca.L’università di Udine è anche uno dei pochi atenei che può autonomamente eseguire indagini sul dna.




ORSI, L’ECCELLENZA

NON CONSIDERATA


di Umberto Sarcinelli

L'uccisione dell'orso Dino è la sconfitta di un certo modo di condurre la ricerca scientifica sugli animali. E' stato ucciso dal colpo di fucile sparato da un tecnico del ministero delle foreste della Slovenia, nellariserva di Lubiana perché sembrava irrecuperabile, di­magrito oltre misura, sofferen­te, con comportamenti da "paz­zo". Si temeva che fosse allo stadio terminale della rabbia. Invece Dino era debilitato e dolorante a causa di un radio-collare, applicato due anni fa in Trentino, senza il dispositi­vo di sganciamento automatico, il “drop off”.Crescendo il collare gli stringeva la gola, hacercato di toglierlo con le unghie, ma si è ferito e il dispositivo è stato "inglobato" nella carne, infettandosi fino alla necrosi e provocando lan­cinanti dolori che gli facevano assumere atteggiamenti da "pazzo".

Una leggerezza? La voglia di risparmiare i circa 400 euro del "drop off”, su un costo di quattromila del radiocollare? Imperizia? I segnali del radio-collare, poi sono stati seguitisolo in Trentino e in parte in Veneto, poi più nulla.

Un esito tragico per una ricerca scientifica. All'Univer­sità di Udine non vogliono commentare, anche se pro­prio il dipartimento di scienze animali ha una grande esperienza in merito, tanto da at­trarre studenti da ogni parte d'Italia e d'Europa per specia­lizzarsi in grandi carnivori. E gli sloveni hanno un rapporto privilegiato proprio con l'uni­versità udinese.

L'ateneo friulano ha esegui­to la prima cattura in Italia di lince selvatica, con esito moltopositivo, ha radiocollarato due orsi in maniera tecnicamente perfetta, avendo studiato, inno­vato e sperimentato vari meto­di all'avanguardia. Inoltre le metodologie di monitoraggio elaborate dall'equipe del professor Stefano Filacorda hanno attirato l'attenzione di mol­ti studenti e studiosi. Per esempio all'ultima Winter school si sono iscritte una quarantina tra guardie foresta­li, tecnici e veterinari della regione Sardegna e dei tecnici della Svizzera.

Un patrimonio di conoscenze, di ricerche e di innovazione che rischia di ri­manere inutilizzato dalla stes­sa regione Friuli Venezia Giulia che ha escluso l'universitàdi Udine (dandole un ruolo marginale) nel progetto euro­peo Life Ursus e nel monito­raggio della lince. L'Universi­tà ha visto così ridurre notevol­mente i contributi alla ricerca e un ruolo scientifico internazionalmente riconosciuto.
da: IL GAZZETTINO - Udine, Sabato 26 marzo 2011