Il Messaggero Veneto ha ospitato, negli scorsi giorni, l'ennesima protesta di un utente relativamente al funzionamento dell'ufficio postale di Alesso. Non è sicuramente la prima volta che succede.... I lettori che lo desiderano possono commentare o riferire le proprie esperienze.
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ALESSO Posti in piedi alle poste
Messaggero Veneto - lettere, 25 ottobre 2013
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Un ufficio postale italiano. Anche qui la situazione non è dissimile (quando è aperto) |
Vorrei segnalare l’incresciosa situazione che è venuta a crearsi con l’apertura di una sola volta a settimana dell’ufficio postale di Alesso. Martedì 22 ottobre 2013 mi sono recata in posta per effettuare alcuni pagamenti, già all’apertura potevo contare più di 15 persone in coda, la maggior parte pensionati o anziani, alcuni di loro non potendo usufruire dell’unica panchina (tre posti a sedere), e non potendo stare in piedi a lungo, hanno deciso di ritornare più tardi. Neppure io potevo attendere, sono ritornata alle 12.45 trovando 5 persone in attesa, una di queste ha impiegato 45 minuti per le sue operazioni postali-bancarie. Al servizio degli utenti c’erano due impiegati con un unico terminale operativo, ciò significa che uno lavorava con gli utenti mentre l’altra sbrigava altre pratiche tra le numerose proteste dei presenti. Sono uscita dall’ufficio dopo circa un’ora e mezza spazientita e ponendomi alcuni quesiti. Perché nell’unico giorno di apertura settimanale non si possono utilizzare due terminali, visto che ci sono due impiegati, uno per i servizi banacari e l’altro per i servizi postali per velocizzare il tutto? Come fa un lavoratore a permettersi un’attesa così lunga? Perché un anziano deve essere costretto ad aspettare il suo turno in piedi in strada? Poste italiane come pensa di risolvere questi disservizi?
Katia Cucchiaro Alesso