"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

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mercoledì 23 maggio 2018

Migranti a Interneppo? Mazzolini tuona

Dunque: pare che i titolari dell'Albergo di Interneppo abbiano dato la disponibilità ad ospitare 10 migranti.
Il sindaco di Bordano, appresa la notizia, ha convocato una assemblea per la serata di giovedì 24.
Prima ancora che la questione sia definita, il neoeletto vicepresidente del consiglio regionale, Stefano Mazzolini, tuona contro la ventilata iniziativa e preannuncia un drastico mutamento delle politiche di accoglienza.
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Migranti in arrivo a Bordano, Mazzolini: "L’accoglienza diffusa ha le ore contate"
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Migranti in arrivo a Bordano, Mazzolini: "L’accoglienza diffusa ha le ore contate"

Dieci richiedenti asilo saranno ospitati in un albergo di Interneppo. Il disappunto del vicepresidente del Consiglio regionale: "Rimpatriare chi non scappa da una guerra"
Migranti in arrivo a Bordano, Mazzolini: "L’accoglienza diffusa ha le ore contate"
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«L’abbiamo detto mille volte: basta accogliere clandestini nei nostri comuni, basta gente che non ha altro da fare che bighellonare tutto il giorno con il cellulare in mano. Le cose stanno per cambiare in Fvg». Il consigliere regionale della Lega, Stefano Mazzolini, neo vicepresidente del Consiglio regionale, continua ad ‘affossare’ il progetto di accoglienza diffusa promosso dall’ex giunta regionale Serracchiani.
Mazzolini torna sul tema dopo aver saputo che dalla prossima settimana arriveranno 10 migranti a Interneppo di Bordano, ospiti dell’albergo ‘Alla Terrazza’. «Non può esistere che persone di cui non si conosce nulla, né la provenienza, né i precedenti, né lo stato di salute – aggiunge il consigliere regionale – vengano ‘spediti’ in una frazione di un paese come Bordano, dove non avranno nulla da fare se non starsene con le mani in mano o andare alla ricerca di una rete wi-fi. L’accoglienza diffusa ha le ore contate: mi auguro che questa gente venga rispedita al più presto nei Paesi di origine. Siamo disposti ad aiutare solo le famiglie e chi realmente scappa da una guerra. Gli altri possono tranquillamente essere ripatriati». Un tema, quello dell’arrivo dei migranti a Interneppo, che sarà al centro di un incontro convocato per giovedì 24 maggio alle 18 nelle ex scuole dal sindaco di Bordano Ivana Bellina.
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Da:http://www.udinetoday.it/cronaca/migranti-bordano-mazzolini-accoglienza-diffusa.html
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Alle posizioni del consigliere Mazzolini e del presidente Fedriga ha replicato l'ex consigliere Shaurli:
“Quando si governa non servono più spot elettorali ma scelte, spesso difficili, cui prendersi la responsabilità, ancor più se riguardano la pelle delle persone”.
Interviene così il consigliere regionale del Pd, Cristiano Shaurli, assessore nella giunta Serracchiani, commentando la contrarietà espressa dal presidente della Regione, Massimiliano Fedriga, sull’accoglienza diffusa. “Capiamo benissimo che il presidente della Regione è fin da subito tirato per la giacchetta dal consigliere Mazzolini per i ben 10 migranti che arriveranno a Interneppo di Bordano, ma oltre agli slogan servono politiche vere. È facile affermare di non condividere la posizione sull’accoglienza, ora però deve spiegare cosa faranno. I migranti non solo continueranno ad arrivare, ma sono a oggi già presenti in progetti di accoglienza diffusa su tutto il nostro territorio regionale e, a questo punto, Fedriga senza posizioni spot, chiarisca ai cittadini della nostra regione cosa farà e come”.
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E vualtris ce diseiso?

domenica 23 marzo 2014

Uno sfratto per le farfalle di Bordano? (VIII)

Dopo la mozione approvata unanimemente in Consiglio regionale per la ripresa dell'attività della Casa delle Farfalle, il consigliere B. Zilli ritorna sull'argomento lamentando come non siano stati attuati sinora passi significativi e sottolineando il danno conseguente al mancato avvio della stagione. L'accenno è posto sul ruolo della Regione che però, all'evidenza, potrebbe essere solo di stimolo, giacché le decisioni operative spettano, in primo luogo, all'Ente locale. E da Bordano si attendono le news.....
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Farfalle, la Regione è immobile

BORDANO «Se la Casa delle farfalle non apre entro marzo perdiamo tutto: stagione, struttura, patrimonio faunistico e naturalistico. La Regione può permettersi di dilapidare un patrimonio del genere? Rinnovo il mio invito alle istituzioni a fare in fretta per uscire dall’empasse». Così Barbara Zilli, consigliere regionale della Lega Nord, che spiega: «Il consiglio regionale ha approvato all’unanimità la mozione, di cui sono stata prima firmataria, che impegnava la giunta ad attivarsi immediatamente per garantire la continuità dell’attività della Casa delle farfalle di Bordano, consentendo l’attesa apertura della stagione al pubblico. Quel documento, a oggi, è rimasto lettera morta. Il nostro obiettivo non era giungere a una dichiarazione di intenti, ma trovare una soluzione per l’apertura della Casa delle farfalle». Ancora la Zilli: «Questo immobilismo è allarmante. Pare che arrivino già le prime disdette delle scolaresche che avevano prenotato la visita. Torneranno? Già lo scorso fine settimana, alcuni gruppi erano arrivati a Bordano per visitare la Casa e hanno trovato chiuso. I tempi sono stretti, e le settimane passano in fretta. Ci sono tempi tecnici da rispettare per garantire un servizio all’altezza». La leghista chiude: «Sappiamo che il vicepresidente Bolzonello è alle prese con una serie di crisi molto profonde. Ma la Casa di Bordano è un simbolo per tutta la Regione: se chiude, il danno d’immagine, oltre che economico, colpirà tutti, Regione in testa».



venerdì 31 gennaio 2014

Bordano, preoccupazioni per il futuro della Casa delle farfalle (VII)

Interrogazione in Consiglio Regionale sulle prospettive per la Casa delle farfalle
LN: Zilli, garantire apertura Casa delle farfalle di Bordano
30 Gennaio 2014, ore 18:07
(ACON) Trieste, 30 gen - COM/AB - "L'apertura della Casa delle farfalle di Bordano è a rischio. Ho sollevato il caso con un'interrogazione, ma la risposta dell'assessore Torrenti è stata vaga, incerta, poco soddisfacente. Temo che da più parti si sottovaluti il ruolo che la struttura riveste per il territorio dal punto di vista turistico, didattico e, non da ultimo, occupazionale".

Barbara Zilli, consigliere regionale della Lega Nord, esprime "preoccupazione per una situazione di stallo che si prolunga, con un carico di incertezze e dubbi irrisolti. Tendenzialmente, la Casa apre a metà marzo: manca un mese e mezzo, ma si continua a navigare a vista. Ho la sgradevole sensazione che il Comune palesi qualche lacuna dal punto di vista organizzativo, e necessiti di un aiuto per scongiurare l'eventualità di disperdere il patrimonio di cui dispone".

Zilli ricorda che "parliamo di una struttura che cammina con le sue gambe, ha registrato un aumento dei visitatori nel 2013 (più 12%), si finanzia con risorse proprie e ha usufruito di finanziamenti solo per investimenti mirati ad ampliare l'offerta turistica e didattica.

Ancora Zilli: "Ritardare o annullare l'apertura della Casa non significa semplicemente sospendere per un anno le attività: questa ipotesi porterebbe a uno smantellamento pesantissimo, con la dismissione di un patrimonio naturalistico che è unico nel suo genere".

"L'obiettivo - conclude - è garantire la continuità delle attività conferendo una proroga, per il tempo necessario, alla cooperativa che gestisce la Casa. È un traguardo ragionevole, su cui vigileremo e sul quale chiediamo l'impegno della Giunta".
da: http://www.consiglio.regione.fvg.it/pagine/comunicazione/comunicatistampa.asp?comunicatoStampaId=317958 


mercoledì 6 marzo 2013

Gli scontrini di Enore Picco. "Tutto regolare, spese per documentare il dissesto di strade e fiumi in Carnia"

Il Messaggero Veneto di oggi riporta i primi nomi dei consiglieri regionali messi sotto inchiesta per i rimborsi "facili" ottenuti previa presentazione di scontrini. Tra i casi citati, spicca quello del consigliere Enore Picco, il quale smentisce tutte le illazioni: "le spese ci sono state ma sono tutte pienamente legittime".

L’armeria di Villa Santina
Il cliente è Enore Picco, ex sindaco di Bordano, consigliere regionale della Lega. I tre scontrini di cui è responsabile ammontano a circa 1.750 euro. È cacciatore Picco, ma con quei soldini non ha acquistato scacciacani o cartucce. «Gli scontrini sono miei, sì, e ho comprato attrezzature per foto e video, come cavalletti e strumenti da adattare alle mie macchine fotografiche, per poter compiere la mole di lavoro su sentieri, letti dei fiumi, manutenzione idraulica. Sono serio e onesto – garantisce Picco –, non ho mai rubato nulla, ho sempre lavorato come un cane e quell’attrezzatura è a Trieste, a uso del gruppo. Basta guardare quante interrogazioni ho fatto in Consiglio per provare quello che dico». L’attrezzatura, insomma, rientrerebbe tra le spese di funzionamento del gruppo, per documentare l’esigenza della Regione di agire per la messa in sicurezza di strade e fiumi? Per Picco sì. Altri decideranno se ha ragione. E anche a loro saranno recapitati una cinquantina di interrogazioni e alcuni video-denuncia sulla strada dissestata da Tolmezzo a Lauco, tra Fusea e Buttea, sui fiumi di Sutrio e Trasaghis, solo per citarne un paio.

(http://messaggeroveneto.gelocal.it/cronaca/2013/03/06/news/rimborsi-senza-limiti-le-prime-ammissioni-1.6648813)

domenica 18 novembre 2012

L'assessore Violino torna in Val del Lago. Prelievo idrico più vicino?


Al posto di questa foto c'era un'immagine, presa da facebook, documentante la visita di Violino a Interneppo. Ne è stata chiesta la rimozione per motivi di privacy. Probabilmente però, nei prossimi giorni, la foto circolerà liberamente: si accettano scommesse.
Ricordate? Alla fine di gennaio, l'assessore regionale all'agricoltura Violino fece un blitz nella Val del Lago (a Trasaghis, Bordano e sul Lago) e il fatto suscitò una certa discussione, anche sul Blog (v. per esempio http://cjalcor.blogspot.it/2012/01/blitz-dellassessore-violino-diladalaghe_29.html  ) soprattutto relativamente alle finalità delle visite (un incontro con amici e simpatizzanti, per taluni, un viaggio ufficiale testimoniato dal comunicato della gruppo regionale - vedi http://cjalcor.blogspot.it/2012/01/blitz-dellassessore-violino-diladalaghe_364.html  - per altri). Qualcuno, a posteriori, notò poi che dopo la visita dell'assessore gli uffici regionali stilarono il Piano Regionale di tutela delle acque  (in seguito approvato  con la delibera 588  del 13 aprile 2012) dove si diceva che si sarebbe dovuto "prendere in considerazione il progetto di realizzazione di una condotta di collegamento tra il lago di Cavazzo e il sistema derivatorio Ledra Tagliamento" (vedi http://cjalcor.blogspot.it/2012/08/val-del-lago-assalto-alla-diligenza-iv.html ).
Ora l'assessore Violino è tornato in Val del Lago: sue foto sono già state pubblicate su facebook dove viene ritratto a Interneppo, in compagnia del consigliere Enore Picco,  a constatare la bontà della fattura di una "picje di sorc".
Naturalmente l'assessore è libero di andare dove e con chi vuole; è singolare però che la visita sia effettuata immediatamente  a ridosso del convegno Coldiretti di Udine dove è stata data notizia della presentazione di un nuovo piano irriguo,  è stata rinnovata la richiesta di "captazione delle acque sul lago di Cavazzo" e addirittura si è parlato di "prevedere l’aumento delle capacità dei tre impianti di captazione di Salcano (Gorizia), Cavazzo, e Colle (Pordenone)".
In attesa di un eventuale comunicato ufficiale, non si può comunque non rimarcare la assoluta mancanza di una discussione sul problema. Non siamo più al clima delle barricate di fine anni '80, ma il problema della gestione delle acque (non solo per il caso Edipower, dunque) dovrebbe  essere oggetto di un tavolo di confronto paritario. Se i Comuni si stiano attivando, non è dato di sapere.  Se l'assessore Violino volesse fornire qualche elemento chiarificatore, non si potrebbe che essergliene grati (anche se, per la cronaca, una  mail su queste tematiche inviata dal Blog all'assessore ancora lo scorso 2 settembre, è rimasta senza risposta).  (A&D)

P.S.  Pochi minuti  dopo la pubblicazione del post, è giunta la seguente comunicazione:
"In quanto responsabile della comunicazione web di Enore Picco chiedo cortesemente che la fotografia pubblicata sul blog questo pomeriggio venga rimossa in quanto presa senza permesso da un profilo privato protetto da privacy e dedicato solo ad "amici" approvati dallo stesso Enore Picco.". Si fa naturalmente presente che non è stato carpito alcunchè, il quanto il consigliere Picco, avendo chiesto l'amicizia su facebook al Blogger, gli "gira" automaticamente tutte le foto pubblicate sul suo profilo. Ma tant'è .... i problemi posti rimangono, indipendentemente dall'immagine.
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Addenda delle 23.
Enore Picco -  rettificando quanto affermato dal suo "responsabile della comunicazione web" - ha inviato al Blog la foto della visita a Interneppo dell'assessore Violino, con la simpatica affermazione che "cheste a è blave, a  no è aghe". Cercando di interpretare il concetto, parrebbe una smentita di ogni collegamento con la questione  Lago - Coldiretti - Ledra Tagliamento.

Naturalmente se il consigliere Picco o l'assessore Violino vorranno fornire qualche delucidazione su a che punto sia la problematica del richiesto prelievo idrico dal Lago, il Blog pubblicherà volentieri quanto pervenuto.

martedì 7 agosto 2012

E. Picco: voucher per sghiaiare i torrenti


Pericolo alluvioni. Picco chiede di pulire i torrenti

Lavori socialmente utili o di pubblica utilità, voucher? Che siano impiegati per pulire e sistemare i tanti rii che caratterizzano la “liquida” val del Lago. Alcuni esempi? Il Claupe, il Tamer, il Pisande ma anche il rio Pradans, il rio della Rosta, il rio Sotrandi, il rio Mal Pas, il Breate, il Tamarut, il Valzelute, e avanti così per almeno un’altra decina di piccoli torrenti. La segnalazione arriva dal consigliere regionale della Lega Nord Enore Picco, che ha presentato una interrogazione al presidente Tondo: «Mi sono sempre confrontato con le persone anziane che rappresentano la “memoria storica” dei nostri paesi; loro si ricordano, purtroppo, cosa siano un’alluvione e i danni provocati dalla furia dell’acqua. Proprio loro mi hanno segnalato che gli alvei necessitano di opere urgenti di sghiaiamento o pulizia degli argini: ritengo che una capillare sistemazione cautelativa e precauzionale diventi quindi indispensabile ed è l’unica prevenzione possibile per evitare gravi danni le cui conseguenze potrebbero aver costi notevoli in futuro». Secondo Picco si potrebbero attuare delle squadre di intervento, utilizzando il già collaudato sistema dei “voucher” con persone a diverso titolo senza lavoro, disoccupate, inoccupate o in cassa integrazione, creando nel contempo occasioni di lavoro a termine. La stessa Regione, secondo Picco, potrebbe integrare e potenziare le sue squadre di manutenzione con personale a termine che sarebbe addestrato e formato direttamente dalla direzione competente. (p.c.)

domenica 4 marzo 2012

Lago ed Edipower: se ne discute anche in Trentino - II

Dal sito della Lega Nord del Trentino, alcuni dettagli ulteriori sulla mozione presentata dal consigliere provinciale trentino Filippin in merito alla partecipazione della società "Dolomiti Energia" nel progetto di raddoppio della centrale di Somplago  predisposto  da Edipower.



01/03/2012 

Edipower SpA. Progetto di potenziamento mediante pompaggio della centrale idroelettrica di Somplago sul lago di Cavazzo (Udine): quali interessi di Dolomiti Energia?
Il Consigliere Giuseppe Filippin, del Gruppo Lega Nord Trentino in consiglio provinciale ha presentato una proposta di mozione in merito ai possibili interessi di Dolomiti energia sul progetto di ampliamento della centrale di Somplago nel Friuli Venezia Giulia.

La società Edipower SpA possiede numerose centrali idroelettriche nella Regione Friuli Venezia Giulia, tra le quali quella di Somplago, sul lago di Cavazzo, è la più importante. In data 5 settembre 2008 la Società Edipower Spa ha presentato il progetto e lo Studio di impatto ambientale relativo all’installazione, nell’esistente centrale idroelettrica di Somplago, di due gruppi reversibili, per complessivi 124 MW, e di una nuova galleria di adduzione nei Comuni di Cavazzo Carnico e Verzegnis. Il progetto presentato prevede l’ulteriore installazione di due gruppi binari reversibili, per una potenza nominale installata di 124 MW circa, con possibilità di pompaggio dell’acqua dal Lago di Cavazzo (bacino di valle) al bacino sull’Ambiesta (bacino di monte) nel comune di Verzegnis. È inoltre prevista la realizzazione di una nuova galleria di adduzione in pressione, il cui tracciato si svilupperà in affiancamento a quello esistente. Questo progetto di potenziamento della centrale con l’installazione di ulteriori due turbine reversibili, prevede dunque che queste durante la notte pompino attraverso l’ulteriore galleria di 8,5 km l’acqua accumulata di giorno nel lago di Cavazzo al superiore bacino artificiale di Verzegnis per far funzionare tutte le 5 turbine nel giorno seguente aumentando lo scarico nel lago da 66 a 111 mc/sec, con conseguente forte oscillazione del livello dell’acqua del Lago di Cavazzo, ulteriore abbassamento della temperatura e tutti gli altri fenomeni concomitanti. Tutto ciò genererebbe un impatto ingente sul piccolo ecosistema del Lago di Cavazzo e metterebbe a serio rischio la sua conservazione. Anche il bacino artificiale di Verzegnis subirebbe un peggioramento delle condizioni, fungendo da vasca di carico e scarico, con una variazione giornaliera del livello dell’acqua di oltre 9 metri. In una lettera arrivata anche al Presidente della Giunta provinciale di Trento, i componenti dei consigli direttivi del “Comitato per la tutela delle acque del bacino montano del Tagliamento”, operante dal 1998 e del “Comitato per la difesa e lo sviluppo del lago di Cavazzo o dei Tre Comuni” operante dal 2008 hanno fatto menzione delle responsabilità dovute alle partecipazioni delle società pubbliche nella Edipower SpA in quanto anche alla nostra Amministrazione fa capo una società multiutility (Dolomiti energia SpA) che detiene partecipazioni tramite Delmi SpA, nell’assetto azionario di Edipower SpA.
Con la mozione, Filippin propone al Consiglio provinciale di impegnare la Giunta provinciale ad attivarsi presso la società Edipower SpA, partecipata di Delmi SpA, affinché non venga ulteriormente compromessa la qualità ambientale del lago di Cavazzo, privilegiando e tutelando gli interessi socio-economici delle popolazioni locali con la rinuncia del progetto di sfruttamento idroelettrico proposto.

Gruppo consiliare Lega Nord Trentino
Cons. Giuseppe Filippin 


da: http://www.leganordtrentino.org/news2.php?id=4085

Seguendo il link alla pagina, è possibile anche scaricare il testo della mozione presentata in Consiglio provinciale a Trento.

giovedì 17 marzo 2011

150°, un'interpretazione divergente

Riceviamo e pubblichiamo una riflessione di Ivano Picco sulla ricorrenza del 150° anniversario dell'Unità d'Italia: come sempre, le pagine del Blog sono aperte alla discussione ed al confronto.
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UNITÀ D’ITALIA: TUTTA LA VERITÀ

Oggi è il 17 marzo 2011 e come tutti sanno è il 150° anniversario dell’unità d’Italia…
Niente di più sbagliato!
Io sono orgoglioso di essere italiano, e ancor di più friulano; ma è vero anche che l’orgoglio non deve offuscare per forza la luce della verità, bisogna dunque in qualche maniera aprire le menti alle persone, e portarle nella giusta via. Una via che si basa su principi di verità, legati anche all’orgoglio e al sentimento.
Giustamente queste affermazioni potrebbero suscitare delle perplessità nei vostri pensieri, quindi vi elencherò una serie di documentazioni che dimostrano come questa festa sia un falso storico in piena regola. Basta citare due dei tanti motivi:

Il 17 marzo del 1861 Vittorio Emanuele II, già Re del Regno del Piemonte, si dichiarò Re d’Italia. Quindi, dal momento che è il primo re, dovrebbe farsi denominare con il numero I. Ma non lo fa. Infatti nel momento dell’incoronazione decide di farsi denominare come II invece che I, perché si crede un re che ha conquistato terre nel territorio italiano. Infatti cercherà di “piemontizzare” le terre da lui conquistate e ci riuscirà, imponendo sue leggi, che creeranno del malumore soprattutto nella parte meridionale d’Italia.
E già qui il concetto di unità non esiste ancora, infatti il sud d’Italia è molto lontano come idee e come cultura dalle regioni del nord. Nascerà una vera e propria “questione meridionale”; ad esempio, proprio in questi anni, iniziano a formarsi delle vere bande di briganti che nascondono i figli delle varie famiglie meridionali in modo tale che i bambini possano lavorare nei campi invece di andare a scuola, dato che c’era l’obbligo. Le persone che fanno parte di queste organizzazioni vengono viste come degli eroi. Estendendosi, le bande di brigantaggio daranno origine alla Mafia!


Parliamo ora della vera unità d’Italia. Infatti i confini statali dell’Italia del 1861 non corrispondono affatto a quelli che ci sono attualmente.

Ma allora cosa celebriamo un Italia unita se a Pontebba nel 1861 si parlava il tedesco, o a Trieste lo slavo? Infatti, nel 1861, mancavano i seguenti territori:

  • Trieste e Gorizia, che diventano italiane, ufficialmente, solamente nel 1947, grazie al trattato di pace di Parigi;

  • Il Lombardo-veneto, con annessa anche la parte occidentale del Friuli, passò allo stato italiano nel 1866, prima era sotto il governo austriaco;

  • Trentino-Alto Adige, Dalmazia e Istria diventano terre italiane nel 1918, dopo la prima guerra mondiale.

Come possiamo vedere manca una buona parte d’Italia, ricca di valori, cultura e tradizione.



Devo dire però che dopo aver visto e sentito il discorso di Roberto Benigni a Sanremo sull’unità, questa celebrazione non è del tutto sbagliata. Infatti, se intendiamo per unità un popolo che si è unito insieme per scacciare gli stranieri dal suolo natio, per riunire tutti quei lembi di terra che appartenevano a diverse casate, per cercare di ridare una vita e un nome a quella nazione che il gen. Von Metternich (al congresso di Vienna) disse che: “L’Italia non è altro che un’espressione geografica”, allora sono d’accordo anche io sul festeggiare questa celebrazione. Se solo pensiamo che ragazzi di 20 – 25 anni hanno combattuta e hanno dato la propria vita per far si che i futuri italiani possano vivere liberi da ogni oppressione, bèh, che cosa veramente memorabile hanno fatto.
Però bisogna specificare che questi ragazzi erano stati accecati dalla voglia di un’unica nazione e di un’unica bandiera, e non riuscirono a vedere che i Savoia li stavano raggirando. Quindi bisogna fare un enorme applauso a questi eroi per aver dato la vita per noi.
Ma non è questo che festeggiamo, non è lo spirito dell’Italia; bensì un Regno!!!

In definitiva, spero che vi abbia aperto la mente con questa documentazione, e che d’ora in avanti sappiate cosa state festeggiando, ovvero il Regno d’Italia.
Ma l’Italia che amo io, la sua cultura e tradizione, mi dice che è giusto lasciar pensare ognuno con la propria testa, quindi potete benissimo festeggiare, io non impongo niente. Ma vorrei tanto che prima di festeggiare pensaste un attimo a cosa vuol dire quest’unità, e vorrei che vi poneste queste domande:
  • è giusto festeggiare l’unità di un regno?
  • Un regno che ci ha lasciato vacillare nel buio oscuro della paura e del terrore negli anni della seconda guerra mondiale?
  • Un regno che mentre il popolo lottava ogni secondo per la libertà, per un futuro migliore e democratico, stava bevendo dello champagne dietro alle linee alleate, senza rendersi conto della paura che stava passando l’Italia in quel momento?

Se dopo queste domande avete risposto razionalmente e senza guardare alcuna bandiera politica, vi dovrebbe essere sorta a voi una domanda:
  • ma allora quando celebrare l’unità?
Io dico che la data migliore sarebbe quella di celebrarla il 25 Aprile, data in cui un popolo intero, uno stato divenuto nazione, ha capito con chi era meglio lottare, e si è unito insieme per sconfiggere una dittatura e un’oppressione che stava durando da troppi anni.

Vorrei concludere con una strofa del nostro bellissimo e meraviglioso inno che, a mio parere, fa una sintesi di tutto questo percorso che abbiamo affrontato insieme; e che nel corso degli anni spero serve alle generazioni future a capire quando un governo che sembra essere simpatico agli occhi del popolo, spesso e volentieri porta ad una oppressione:
“Uniamoci
Amiamoci
l’unione, l’Amore
rivelano ai popoli
le vie del Signore
giuriamo far libero
il suolo natio
uniti per Dio:
chi vincer ci può”


Grazie per la vostra attenzione!!!

Ivano, il fî di Annalisa e Fabio

150°, il senso di un alzabandiera


In tanti si sono ritrovati questa mattina a Trasaghis alla cerimonia dell'alzabandiera per ricordare i 150 anni della costituzione dello Stato italiano. Accanto al sindaco e agli amministratori, rappresentanze degli Alpini, delle Associazioni, del mondo della scuola, di semplici cittadini provenienti dalle diverse frazioni.

Abbiamo assistito in questi ultimi anni (grazie anche all'opera di Presidenti della Repubblica come Ciampi e Napolitano) a un rivitalizzarsi di sentimenti e convinzioni, per cui anche assistere ad un alzabandiera ed ascoltare le note dell'inno di Mameli ha perso quelle connotazioni "patriottarde" che per tanto tempo ne hanno fatto travisare il senso ed ha acquisito caratterizzazioni più autentiche e sentite.

Certo, non tutto è compiuto. C'è stata, in fondo, anche una manifestazione parallela, dettata da un lato dall'assenza di quelli che, deliberatamente, hanno deciso di non essere presenti e, contemporaneamente, dal significativo, dignitoso omaggio alla bandiera reso dal partigiano della casa di fronte, col suo fazzoletto rosso al collo, con l'invito alla riflessione su quante premesse e speranze (dal Risorgimento alla Resistenza) non abbiano trovato piena attuazione.

Due comportamenti diversi, - legittimi, per carità - ma che dovrebbero far riflettere e spingere ancor di più al senso dell'impegno civile.

sabato 5 febbraio 2011

Eolico nostrano, verso la bocciatura? - IV

Dopo il deciso intervento "pro" dell'altro giorno del consigliere Enore Picco, il progettato parco eolico nelle Gravatas di Trasaghis  pare ricevere un colpo quasi da KO definitivo, col parere negativo di Via (Valutazione di impatto Ambientale) espresso dalla Regione. Ancora non si conoscono le motivazioni precise, per cui è lecito aspettarsi che l'argomento verrà dibattuto ancora.
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Grifoni salvi, la Regione ha detto no al parco eolico

da: "Messaggero Veneto",  4 febbraio 2011

TRASAGHIS. Parere di via negativo per l’impianto eolico nel comune di Trasaghis. Non si conoscono ancora nel dettaglio le motivazioni che hanno spinto la Regione a dare parere negativo all’opera proposta dalla ditta Enercom che, proprio a Trasaghis, intendeva realizzare nei pressi della zona industriale un parco eolico in cui sarebbero stati installati cinque aerogeneratori. Una cosa almeno per ora è certa: l’impianto non si farà. Può esultare il vicino comune di Forgaria, da sempre contrario all’opera, la cui amministrazione comunale si era prodigata per preservare la Riserva naturale del Lago di Cornino e il Sito d’interesse comunitario (Sic) “Valle del medio Tagliamento”, finanziato da anni dallo stesso ente regionale, ed in particolar modo il progetto che prevede la reintroduzione del grifone nell’area.
In attesa di leggere nel dettaglio le motivazioni del “no” all’opera, non si fa attendere la presa di posizione del sindaco di Trasaghis, Augusto Picco: «Abbiamo appreso con rammarico la notizia del parere negativo all’impianto eolico, progetto che riteniamo d’interesse pubblico e che senza ombra di dubbio, va oltre quelli che possono essere gli interessi della proponente». «Prendiamo atto – continua Picco – che da un lato la Comunità europea, lo Stato e le Regioni promuovono le energie rinnovabili e stabiliscono parametri e tempistiche da rispettare per la riduzione delle emissioni di anidride carbonica e quasi inspiegabilmente, dall’altro, bocciano e bloccano progetti come questo a favore dell’energia rinnovabile». E la vicinanza con i grifoni? «Problema esasperato e ingigantito da una fazione ambientalista che rappresenta gli interessi di pochi contro la generale accoglienza data al progetto dalla popolazione locale di Trasaghis e di quasi tutti i comuni confinanti (a parte Forgaria nel Friuli), contrariamente a quanto si verifica nella generalità dei casi di proposte di installazione di impianti per la produzione di energia». «Sono disponibili – conclude Picco – tecnologie per la mitigazione degli impatti in corso di studio e applicazione nel vicino Alto Adige in un parco eolico composto da 20 aerogeneratori progettato al valico del Brennero, contro i 5 aerogeneratori del progetto di Trasaghis. Non ci resta che vagliare tutte le strade percorribili affinché il progetto non venga accantonato».
Dario Venturini

giovedì 3 febbraio 2011

Eolico nostrano, sulle ali del vento volano le polemiche - I

Il consigliere regionale Enore Picco prende posizione sul progettato parco eolico di Trasaghis, ritenendo marginali  e sostanzialmente irrilevanti i pareri di quanti hanno paventato pericolo per i grifoni che fanno riferimento al Centro di Cornino.
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Picco: sì al parco eolico

TRASAGHIS. «Possono “quattro grifoni” tenere in ostaggio una Regione?» Così il consigliere regionale della Lega Nord Enore Picco che parla di una Regione «pronta a piegarsi alle richieste degli industriali e dei poteri forti», ma altrettanto risoluta quando si tratta di alzare «le barricate contro il progetto di un impianto eolico a Trasaghis, nascondendosi dietro l’esigenze di tutelare qualche grifone». Picco torna all’attacco. Non si dà pace per il fatto che «la Regione fa la figura di chi è forte coi deboli e debole coi forti. Perché quando si parla di elettrodotti e centrali nessuno fiata, mentre quando si prospetta la possibilità di un impianto a costi contenuti e senza impatti ambientali ci si incaglia su ostacoli irragionevoli. Qualcosa non quadra». Spiega ancora Picco: «L’Unione Europea ha concordato impegni ufficiali con tutti gli stati membri per la riduzione delle emissioni di CO2 entro il 2020; tutte le regioni europee sono tenute a partecipare a tale programma. L’Unione europea tutela la biodiversità ma non per questo esclude la presenza di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili in prossimità di aree protette, anzi ne favorisce l’integrazione. Sarebbe un risultato molto negativo per la Regione se, dopo assurde campagne di disinformazione sulle fonti rinnovabili, ne fosse provocato di fatto un rallentamento se non il blocco nell’applicazione contribuendo a mettere in discussione la capacità nazionale di centrare gli obiettivi europei del 2020. In regione Fvg il sito individuato ai margini della zona industriale di Trasaghis risulta tra i pochissimi disponibili per ventosità rilevata e per il complessivo impatto paesaggistico e ambientale.». Secondo Picco “pensare che siamo pronti a bloccare il progetto per salvaguardare le traiettorie di volo dei grifoni che si cibano presso il carnaio di Forgaria è assurdo». Conclude Picco: «Ci sono ragioni ambientali, politiche ed economiche per sostenere e promuovere questo progetto».
Gino Grillo

mercoledì 1 dicembre 2010

Lago, incontro tra i Comitati ed il tecnico incaricato dello studio indipendente

Dopo l'avvenuta designazione da parte dei Comuni di Trasaghis, Bordano, Cavazzo e Verzegnis di un tecnico per l'elaborazione di uno studio sulle conseguenze per il Lago dell'eventuale raddoppio della centrale, questi ha iniziato il suo lavoro anche incontrando i Comitati. Il "Messaggero Veneto" del 30 dicembre ne ha dato notizia. Sarà un argomento senz'altro da seguire; sarebbe interessante ottenere anche delle informazioni aggiuntive da parte di "chi c'era" in merito ai contenuti e al clima del colloquio.
Un altro filone di riflessione potrebbe riguardare  gli "spazi operativi" entro cui il tecnico potrà/dovrà muoversi  e il riscontro che potranno avere le sue osservazioni    (questo incarico, infatti, NON E' lo "studio terzo" chiesto da tante parti alla Regione  e che la Regione ha ritenuto di non accogliere).
E, a proposito di Regione:  che esito ha avuto la mozione "bi partisan" presentata dal consigliere Picco? Sono tematiche in attesa di risposta.
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Trasaghis, l' esperto dei comuni ha incontrato i comitati del lago

TRASAGHIS. Acceso dibattito all’incontro tra i Comitati per la difesa e lo sviluppo della Val del lago, da sempre contrari al potenziamento della centrale di Somplago e l’ingegner Garzon, esperto incaricato dai Comuni di Trasaghis, Bordano, Cavazzo e Verzegnis, grazie al sostegno economico del Bim e delle Comunità Montane, che avrà il compito di visionare il progetto presentato da Edipower e di stabilire se ci sono o meno pericoli per il territorio. All’incontro, richiesto dal tecnico, ha partecipato anche il sindaco di Trasaghis, Augusto Picco, che nel suo intervento ha chiesto la collaborazione dei Comitati per migliorare il progetto in questione. I Comitati dal canto loro hanno sottolineato che questa richiesta, vista l’avanzata fase procedurale di approvazione del progetto, è tardiva e che non è compito dei Comitati migliorare un progetto che avversano alla radice poiché la sua attuazione comporterebbe inevitabilmente “la morte del lago”. «I Comuni – dicono – avrebbero dovuto chiedere la collaborazione dei Comitati e della popolazione prima di dare pareri positivi al progetto, invece hanno proceduto evitando la partecipazione della gente e dei Comitati privilegiando le “compensazioni”, di cui ancora non esistono atti uficiali, alla difesa del lago». Vari esponenti dei Comitati, presenti all’incontro, hanno illustrato a Garzon alcune delle criticità del progetto e l’hanno invitato ad esaminare gli elaborati del biologo, nonché degli ingegneri e dei geologi consultati già dagli stessi Comitati che sono giunti alle loro considerazioni sul progetto, lavorando gratuitamente. I rappresentanti dei Comitati hanno evidenziato che il progetto avrà un impatto devastante sull’ecosistema lacuale e darà il colpo mortale a equilibri già compromessi, che invece andrebbero recuperati e salvati. Ecco quindi che fra le richieste dei Comitati al tecnico c’è anche l’opzione zero, cioè la bocciatura del progetto. (d.v.)

sabato 25 settembre 2010

Lago, mozione della Lega .... alla ricerca di un sostegno bi-partisan

Enore Picco l'aveva promesso, nell'assemblea del 10 settembre ad Alesso: avrebbe presentato in Consiglio regionale una  mozione per chiedere l'effettuazione di uno studio indipendente sul Progetto Edipower e sulla quale chiedere un sostegno trasversale ai consiglieri, indipendentemente dall'appartenenza partitica.

I bollettini informativi della Regione hanno così sintetizzato l'iniziativa:


Il gruppo della Lega Nord ha deciso di presentare una mozione in

cui impegna la Regione ad affidare “al di là della procedura di

VIA, a un gruppo di qualificati specialisti di chiara fama un

autonomo, ampio e approfondito esame di tutti gli aspetti del

progetto di Edipower spa, dei suoi impatti sul territorio, delle

possibili alternative”.

Il documento, che ha nel consigliere regionale Enore Picco il

primo estensore, sollecita anche la “costruzione di un veritiero

modello idraulico in scala di funzionamento del progetto, in modo

da rendere chiare e visibili le reali conseguenze della

realizzazione del progetto sull’ambiente, sul territorio e in

particolare sul bacino di Verzegnis, sul lago di Cavazzo o dei

Tre Comuni, sulla Val del Lago, sull’asta del Tagliamento. Tutto

ciò per disporre degli elementi certi per assumere decisioni

fondate, responsabili e condivise”.

Picco non nasconde le sue perplessità al cospetto di un progetto

imponente, i cui numeri sono emblematici: il raddoppio, da 66 a

110 metri cubi al secondo, della portata d’acqua turbinata e

scaricata nel lago è già un elemento che dovrebbe indurre alla

riflessione. “Non si ravvisa il rischio di squilibri ambientali?”

si chiede il leghista, che rileva che “l’oscillazione del livello

dell’acqua del lago di Cavazzo dopo l’eventuale ampliamento della

centrale è tutta da verificare”.

Picco ricorda che il lago è “naturale, non un bacino artificiale,

e andrebbe valorizzato e non brutalizzato”. E conclude: “Sino a

oggi, la Regione si è avvalsa solo di dati forniti da Edipower

per valutare la fattibilità dell’intervento. È chiaro a tutti

che, così, la SpA si trova a vestire i panni sia del controllore,

che del controllato: ovvero, Edipower Spa legittima la fondatezza

del suo progetto attraverso un’analisi prodotta in casa.

Francamente, considerata la posta in palio, ci sembra doveroso

vagliare ogni ipotesi ed evitare decisioni frettolose che

potrebbero compromettere l’assetto ambientale del territorio”.


Pare comunque di poter capire che, visti i pronunciamenti (questa volta autenticamente bi-partisan!) dei politici presenti nel sopralluogo a Somplago, difficilmente l'iniziativa andrà a buon esito.
Su questo, e su tutta la tematica in generale, continuate ad esprimervi!
(A&D)