Un blog per informare, per ragionare, per confrontarsi su quel che capita ad Alesso e nei dintorni. Ce sucedial, ce si fàsie, ce si podarèssie fâ a Dalés e intal dulintôr? Scuvierzìnlu su chest Blog.
"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons
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venerdì 20 novembre 2020
Lavori sull'argine del Tagliamento a Braulins
Argini più alti anti-piena nell’abitato di Braulins
P.C.
Partiranno a breve i lavori, lungo il Tagliamento nei comuni di Gemona, Osoppo e Trasaghis, per il consolidamento e l’adeguamento delle arginature in corrispondenza del ponte di Braulins, a cura del consorzio di Bonifica Pianura Friulana. L’importo del progetto è di 1 milione e 150.000 mila euro; l’azienda che si è aggiudicata la gara è la Copetti Srl di Gemona.
«In corrispondenza dell’abitato di Braulins – informa il direttore tecnico del Consorzio, Stefano Bongiovanni –, dallo studio redatto nel 2018 da Matteo Nicolini dell’Università di Udine sono state rilevate delle altezze d’argine non adeguate alle massime piene centenarie attese. Gli interventi da eseguire richiedono un rialzo medio inferiore ai 70 centimetri e la sostituzione, lungo il bordo stradale, dell’attuale parapetto con una barriera di sicurezza stradale». —
(dal Messaggero Veneto)
lunedì 14 settembre 2020
Mandi, don Dino!
ADDIO A DON DINO PEZZETTA: LUTTO NELL’ARCIDIOCESI UDINESE
Lutto nella chiesa friulana per la scomparsa di don Dino Pezzetta. Il sacerdote, che in passato è stato anche rettore dell'Abbazia di Rosazzo e docente in Seminario, è mancato all’età di 82 anni mentre si trovava in ospedale a San Daniele. I funerali si svolgeranno martedì 15 settembre alle 16.30, a Osoppo, presieduti dall'arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato.
Don Pezzetta fu rettore dell’Abbazia di Rosazzo e docente di Teologia dogmatica in Seminario. «Un sacerdote intelligente e vivace», lo ricorda mons. Guido Genero, vicario generale dell’Arcidiocesi di Udine.
Nato a Osoppo il 5 maggio del 1938, fu ordinato sacerdote il 18 marzo 1962. Continuò poi gli studi tra Roma e la Germania fino a laurearsi in Teologia dogmatica, materia che insegnò anche al Seminario dal 1966 al 1970. «Fu uno dei migliori traduttori dei testi teologici tedeschi», afferma ancora mons. Genero.
Don Pezzetta continuò gli studi a Milano fino a trasferirsi ad Osoppo nel 1976, dove visse gli anni del post-terremoto. Dal 1982 al 1990 fu parroco di Peonis e Trasaghis e dal 1991 al 1994 di Villalta di Fagagna.
Dal 1994 al 2006 fu parroco di Oleis e rettore dell’Abbazia di Rosazzo. Successivamente parroco di Montenars fino al 2014. Negli ultimi anni, provato da problemi di salute, collaborava con la parrocchia di Osoppo. I funerali si svolgeranno martedì 15 settembre alle 16.30, a Osoppo, presieduti dall’arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato.
(http://www.diocesiudine.it/don-dino-pezzetta-e-tornato-alla-casa-del-padre/ )
Lutto nella chiesa friulana per la scomparsa di don Dino Pezzetta. Il sacerdote, che in passato è stato anche rettore dell'Abbazia di Rosazzo e docente in Seminario, è mancato all’età di 82 anni mentre si trovava in ospedale a San Daniele. I funerali si svolgeranno martedì 15 settembre alle 16.30, a Osoppo, presieduti dall'arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato.
Don Pezzetta fu rettore dell’Abbazia di Rosazzo e docente di Teologia dogmatica in Seminario. «Un sacerdote intelligente e vivace», lo ricorda mons. Guido Genero, vicario generale dell’Arcidiocesi di Udine.
Nato a Osoppo il 5 maggio del 1938, fu ordinato sacerdote il 18 marzo 1962. Continuò poi gli studi tra Roma e la Germania fino a laurearsi in Teologia dogmatica, materia che insegnò anche al Seminario dal 1966 al 1970. «Fu uno dei migliori traduttori dei testi teologici tedeschi», afferma ancora mons. Genero.
Don Pezzetta continuò gli studi a Milano fino a trasferirsi ad Osoppo nel 1976, dove visse gli anni del post-terremoto. Dal 1982 al 1990 fu parroco di Peonis e Trasaghis e dal 1991 al 1994 di Villalta di Fagagna.
Dal 1994 al 2006 fu parroco di Oleis e rettore dell’Abbazia di Rosazzo. Successivamente parroco di Montenars fino al 2014. Negli ultimi anni, provato da problemi di salute, collaborava con la parrocchia di Osoppo. I funerali si svolgeranno martedì 15 settembre alle 16.30, a Osoppo, presieduti dall’arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato.
(http://www.diocesiudine.it/don-dino-pezzetta-e-tornato-alla-casa-del-padre/ )
mercoledì 2 settembre 2020
55 anni fa, quell'alluvione in Borc di Prussie a Bordano
Ormai si sa che l'ultima settimana d'agosto e la prima di settembre sono caratterizzate dal passaggio di una ,talvolta violenta, con grandi precipitazioni. Infatti l'esperienza insegna che la settimana prima della sagra sul San Simeone ci sono sempre dei grandi temporali , ne sanno qualcosa i ragazzi che salgono lassù in tenda per "anticipare" la sagra, pure noi allora Pionieri del S.Simeone abbiamo conosciuto questo brutto tempo, ma almeno si dormiva in chiesa.
Anche quest'anno, fedele al corso della natura è arrivata la perturbazione più intensa del solito, che ha provocato la piena di tutti i corsi d'acqua compreso il Tagliamento, chiusura di strade e frane etc.:" Una piccola alluvione"...
Dopo questa considerazione sui fatti metereologici di questi giorni passiamo a un ricordo che 55 anni fa poteva avere tragiche conseguenze invece è andata bene: l'alluvione del Borgo Prussie di Bordano.
Era il 2 settembre 1965 e a causa di un violento temporale i due ruscelli che tutt'ora circondano e delimitano questo borgo bordanese hanno inondato quella specie di catino nel quale erano posizionate le case di Prussie e rendevano uniche queste case e questo borgo . Per capirci , al giorno d'oggi i due ruscelli sono sullo stesso livello , mentre allora il catino con le case era circa 3 metri più in basso , lascio voi immaginare tutta l'acqua che questi due ruscelli montani hanno scaricato in poco tempo verso il punto più basso imprigionando gli abitanti dentro le case, impossibilitati ad uscire per la pressione dell'acqua sulle porte e a rischi annegamento in quanto l'acqua , dentro le case, era arrivata a quasi un metri e venti. Solo la prontezza di una donna che non ha esitato a gettarsi vestita dentro l'acqua e a scardinare le porte delle case che impedivano l'uscita e la salvezza degli abitanti bloccati , ha permesso loro di mettersi in salvo . Passato qualche tempo , sui due ruscelli sono stati costruiti due sbarramenti tutt'ora visibili , non so quanto possano funzionare in quanto sono pieni di ghiaia, ma recentemente hanno costruito ai piedi di uno quella specie di canale atto a scaricare più a valle l'eventuale acqua fuoriuscita dallo sbarramento, mentre sull'altro ruscello hanno si costruito lo sbarramento ma l'eventuale acqua in eccesso percorre sempre il vecchio tracciato originale.
Dopo il terremoto la nuova Prussie è stata ricostruita circa 3 metri più in alto del vecchio livello del borgo originale ( basta guardare oltre i parcheggi delle auto per vedere la differenza di livello).
Questo è un ricordo che voglio fare conoscere a tutti i miei compaesani e anche a tutta la gente che ha voglia di conoscere gli avvenimenti della zona, ora che anche il Conte di Bragolino ha voluto fare sentire la propria presenza sulla strada sotto il suo castello.
Mandi a tutti da Emi Picco (Timoteos) -2 \9\2020
Anche quest'anno, fedele al corso della natura è arrivata la perturbazione più intensa del solito, che ha provocato la piena di tutti i corsi d'acqua compreso il Tagliamento, chiusura di strade e frane etc.:" Una piccola alluvione"...
Dopo questa considerazione sui fatti metereologici di questi giorni passiamo a un ricordo che 55 anni fa poteva avere tragiche conseguenze invece è andata bene: l'alluvione del Borgo Prussie di Bordano.
Era il 2 settembre 1965 e a causa di un violento temporale i due ruscelli che tutt'ora circondano e delimitano questo borgo bordanese hanno inondato quella specie di catino nel quale erano posizionate le case di Prussie e rendevano uniche queste case e questo borgo . Per capirci , al giorno d'oggi i due ruscelli sono sullo stesso livello , mentre allora il catino con le case era circa 3 metri più in basso , lascio voi immaginare tutta l'acqua che questi due ruscelli montani hanno scaricato in poco tempo verso il punto più basso imprigionando gli abitanti dentro le case, impossibilitati ad uscire per la pressione dell'acqua sulle porte e a rischi annegamento in quanto l'acqua , dentro le case, era arrivata a quasi un metri e venti. Solo la prontezza di una donna che non ha esitato a gettarsi vestita dentro l'acqua e a scardinare le porte delle case che impedivano l'uscita e la salvezza degli abitanti bloccati , ha permesso loro di mettersi in salvo . Passato qualche tempo , sui due ruscelli sono stati costruiti due sbarramenti tutt'ora visibili , non so quanto possano funzionare in quanto sono pieni di ghiaia, ma recentemente hanno costruito ai piedi di uno quella specie di canale atto a scaricare più a valle l'eventuale acqua fuoriuscita dallo sbarramento, mentre sull'altro ruscello hanno si costruito lo sbarramento ma l'eventuale acqua in eccesso percorre sempre il vecchio tracciato originale.
Dopo il terremoto la nuova Prussie è stata ricostruita circa 3 metri più in alto del vecchio livello del borgo originale ( basta guardare oltre i parcheggi delle auto per vedere la differenza di livello).
Questo è un ricordo che voglio fare conoscere a tutti i miei compaesani e anche a tutta la gente che ha voglia di conoscere gli avvenimenti della zona, ora che anche il Conte di Bragolino ha voluto fare sentire la propria presenza sulla strada sotto il suo castello.
Mandi a tutti da Emi Picco (Timoteos) -2 \9\2020
lunedì 31 agosto 2020
Da Alesso a Braulins, "che anatra di tempo"!
"Che anatra di tempo", diceva sorridendo Tuti, giocando su una traduzione raffazzonata del motto friulano "ce razza di timp". Eppure è una esclamazione che può scaturire spontanea, in queste giornate, vedendo gli effetti del maltempo in Friuli, in Carnia, anche facendo uno zoom sul microcosmo da Alesso a Braulins.
Ecco una significativa esemplificazione in una galleria fotografica:
Nell'ordine: il Palar in piena (ph. Aurelia Peressini), Strada interrotta per Bordano (Stefania Pisu), frana alla galleria del Piç a Braulins (Francesco Zingaro), Tagliamento in piena a Braulins (Massimo Monutti)
Ecco una significativa esemplificazione in una galleria fotografica:
Nell'ordine: il Palar in piena (ph. Aurelia Peressini), Strada interrotta per Bordano (Stefania Pisu), frana alla galleria del Piç a Braulins (Francesco Zingaro), Tagliamento in piena a Braulins (Massimo Monutti)
venerdì 3 gennaio 2020
1700 euro per la Primaria di Alesso grazie a "Genitori Attivi" e "Team Sky Friûl"
Il gruppo "Genitori attivi" (di cui fanno parte Vichi Imre, Milena Marcon, Karin Cucchiaro, Elisabetta De Biasio, Sara Visentini, Vichi Feregotto, Orietta De Prato, Debora Zilli, Tatiana Braulinese, Barbara Ridolfi e altri) segnala il successo delle ultime iniziative che hanno portato a raccogliere fondi per le attività della Scuola Primaria di Alesso:
Il Gruppo Genitori ATTIVI è orgoglioso di comunicare l’eccezionale risultato ottenuto in occasione del Brulè Fest dello scorso 29 dicembre 2019.
Sono stati ricavati 1.100 Euro da donare alla Scuola Elementare di Alesso, a cui si è aggiunta la generosa donazione di 600 Euro dell’Associazione Team Sky Friûl, parte del ricavato della loro manifestazione, svoltasi durate la mattinata del 29 dicembre, portando così a 1.700 Euro la somma totale da devolvere.
Tale risultato è stato possibile grazie alla collaborazione di tante persone, che vengono pubblicamente ringraziati:
• L’Associazione Team Sky Friûl per l’importante contributo;
• Le mamme di Avasinis per la loro generosa offerta raccolta in occasione della festa di S.Nicolò;
• L’Amministrazione Comunale di Trasaghis per la concessione gratuita degli spazi comunali;
• Le squadre partecipanti: Alpini di Alesso, Grop Trasagan, Amici di Avasinis, Noi di Braulìns, Chei di Peonis, Bar Sport da Luana, Affittacamere Cuarnan di Barbara Bianchi, Luciano Cecchini e il Lucky Team, Igor Cucchiaro e i Papois, per la disponibilità e l’entusiasmo nel sostenere l’evento;
• I commercianti: Ivano Picco con Fabio e Annalisa del Maxy Family di Alesso, Andrea del Panificio Picco di Alesso, Colombino e Polano Store di Muris di Ragogna, Andrea Erjavec della Dersut Caffè per le loro offerte e l’infinita disponibilità;
• La Protezione Civile di Alesso per l’utilizzo dell’energia elettrica;
• Il Grop Trasagan per i tendoni;
• Federico Toniutti, Luciano Cecchini, Tiziano Picco, Bruno De Cecco, David De Cecco, Giovanni Bianchi insieme agli Alpini di Alesso per il montaggio dei tendoni e l’allestimento esterno;
• Egisto Pazzaglia per il trasporto dei tendoni;
• La Parrocchia di Alesso per tavoli, panchine e proiettore;
• Federico Toniutti per l’offerta dei manifesti e del materiale stampato e per il suo prezioso aiuto, nonché per il costante sostegno dimostrato;
• Le mamme e le nonne dei bambini della Scuola Elementare per le deliziose torte offerte;
• Le bambine che hanno organizzato la vendita dei braccialetti da loro creati;
• Elena Vidoni, Debora Picco, Martina Cucchiaro, Marta Imre per il loro prezioso aiuto durante l’evento;
• Infine tutti coloro che hanno partecipato all’evento e reso possibile questo importante risultato.
(da comunicato "Genitori Attivi")
I fondi raccolti sono stati simbolicamente consegnati giovedì 2 gennaio dai rappresentanti dei "Genitori attivi" e dell'associazione "Team Sky Friûl" al Sindaco di Trasaghis e ai rappresentanti della Scuola; verranno in breve destinati all'acquisto di materiali per il potenziamento dell'attività didattica della Scuola Primaria di Alesso.
Il Gruppo Genitori ATTIVI è orgoglioso di comunicare l’eccezionale risultato ottenuto in occasione del Brulè Fest dello scorso 29 dicembre 2019.
Sono stati ricavati 1.100 Euro da donare alla Scuola Elementare di Alesso, a cui si è aggiunta la generosa donazione di 600 Euro dell’Associazione Team Sky Friûl, parte del ricavato della loro manifestazione, svoltasi durate la mattinata del 29 dicembre, portando così a 1.700 Euro la somma totale da devolvere.Tale risultato è stato possibile grazie alla collaborazione di tante persone, che vengono pubblicamente ringraziati:
• L’Associazione Team Sky Friûl per l’importante contributo;
• Le mamme di Avasinis per la loro generosa offerta raccolta in occasione della festa di S.Nicolò;
• L’Amministrazione Comunale di Trasaghis per la concessione gratuita degli spazi comunali;
• Le squadre partecipanti: Alpini di Alesso, Grop Trasagan, Amici di Avasinis, Noi di Braulìns, Chei di Peonis, Bar Sport da Luana, Affittacamere Cuarnan di Barbara Bianchi, Luciano Cecchini e il Lucky Team, Igor Cucchiaro e i Papois, per la disponibilità e l’entusiasmo nel sostenere l’evento;
• I commercianti: Ivano Picco con Fabio e Annalisa del Maxy Family di Alesso, Andrea del Panificio Picco di Alesso, Colombino e Polano Store di Muris di Ragogna, Andrea Erjavec della Dersut Caffè per le loro offerte e l’infinita disponibilità;
• La Protezione Civile di Alesso per l’utilizzo dell’energia elettrica;
• Il Grop Trasagan per i tendoni;
• Federico Toniutti, Luciano Cecchini, Tiziano Picco, Bruno De Cecco, David De Cecco, Giovanni Bianchi insieme agli Alpini di Alesso per il montaggio dei tendoni e l’allestimento esterno;
• Egisto Pazzaglia per il trasporto dei tendoni;
• La Parrocchia di Alesso per tavoli, panchine e proiettore;
• Federico Toniutti per l’offerta dei manifesti e del materiale stampato e per il suo prezioso aiuto, nonché per il costante sostegno dimostrato;
• Le mamme e le nonne dei bambini della Scuola Elementare per le deliziose torte offerte;
• Le bambine che hanno organizzato la vendita dei braccialetti da loro creati;
• Elena Vidoni, Debora Picco, Martina Cucchiaro, Marta Imre per il loro prezioso aiuto durante l’evento;
• Infine tutti coloro che hanno partecipato all’evento e reso possibile questo importante risultato.
(da comunicato "Genitori Attivi")
I fondi raccolti sono stati simbolicamente consegnati giovedì 2 gennaio dai rappresentanti dei "Genitori attivi" e dell'associazione "Team Sky Friûl" al Sindaco di Trasaghis e ai rappresentanti della Scuola; verranno in breve destinati all'acquisto di materiali per il potenziamento dell'attività didattica della Scuola Primaria di Alesso.
lunedì 30 dicembre 2019
Il saluto ed il grazie del Comune di Trasaghis al dottor Goi
E a Trasaghis se ne va il medico Maurizio Goi
Il congedo a Peonis con un dono da parte della comunità Attesa per il sostituto: tre i professionisti in servizio
La comunità di Trasaghis saluta il suo medico Maurizio Goi che dopo aver servito sul territorio per 37 anni, va in pensione.
A partire da martedì 31 dicembre il dottor Goi andrà in pensione dopo aver fatto il medico di famiglia negli ultimi 37 anni nella varie località di Trasaghis, dove dal post terremoto l’amministrazione locale decise di mettere a disposizione del servizio cinque ambulatori, uno per ognuna delle località del paese, in modo tale da venire incontro alla popolazione ubicata in zone distanti fra loro.
Per lungo tempo, Goi ha gestito il paese con il collega Rumolino e quando quest’ultimo è andato in pensione, ha gestito quasi tutto il paese contando successivamente sulle dottoresse Candido e Toma che già seguono anche Osoppo e Bordano, e che ora seguiranno anche parte dei 1300 utenti che ha avuto Maurizio Goi.
«Grazie alla collaborazione – spiega il sindaco Stefania Pisu – del dottor Uderzo, che è operativo a Venzone, siamo riusciti ad assicurare il servizio a tutti gli utenti del dottor Goi, che ringraziamo per tutto quello che ha fatto per le nostre comunità. È chiaro che speriamo in futuro di avere a disposizione un medico in più – aggiunge il primo cittadino – ringraziamo gli operatori dell’Azienda sanitaria 3 Alto Friuli Medio Friuli collinare che nelle scorse settimane sono venuti sul territorio per facilitare le scelte delle famiglie rispetto al futuro medico».
Di fatto, anche Trasaghis, come molti altri Comuni, risente della carenza di medici di famiglia poiché in futuro, con il pensionamento di Goi, il paese sarà seguito da tre professionisti già impegnati nei vicini Osoppo e Venzone quando in passato due medici seguivano l’intera comunità.
Lo stesso Goi aveva richiesto all’Azienda sanitaria un nuovo medico ma al momento pare non sia stato possibile individuare una nuova figura per garantire una sostituzione.
Maurizio Goi è stato salutato ufficialmente dalla comunità nelle ultime settimane in occasione di un incontro che è stato organizzato a Peonis dove Ivo Del Negro dell’associazione “Chei di Peonis” lo ha ringraziato a nome di tutti e al medico è stato consegnato un dono quale segno tangibile di ringraziamento per il suo operato.
Piero Cargnelutti
(Messaggero Veneto, 29 dicembre 2019)
--------------------------------------------
Al dottor Goi un sincero ringraziamento per l'attività prestata con professionalità per tanti anni ed un cordiale augurio per la nuova esperienza anche da parte del Blog "Alesso e Dintorni".
Il congedo a Peonis con un dono da parte della comunità Attesa per il sostituto: tre i professionisti in servizio
La comunità di Trasaghis saluta il suo medico Maurizio Goi che dopo aver servito sul territorio per 37 anni, va in pensione. Per lungo tempo, Goi ha gestito il paese con il collega Rumolino e quando quest’ultimo è andato in pensione, ha gestito quasi tutto il paese contando successivamente sulle dottoresse Candido e Toma che già seguono anche Osoppo e Bordano, e che ora seguiranno anche parte dei 1300 utenti che ha avuto Maurizio Goi.
«Grazie alla collaborazione – spiega il sindaco Stefania Pisu – del dottor Uderzo, che è operativo a Venzone, siamo riusciti ad assicurare il servizio a tutti gli utenti del dottor Goi, che ringraziamo per tutto quello che ha fatto per le nostre comunità. È chiaro che speriamo in futuro di avere a disposizione un medico in più – aggiunge il primo cittadino – ringraziamo gli operatori dell’Azienda sanitaria 3 Alto Friuli Medio Friuli collinare che nelle scorse settimane sono venuti sul territorio per facilitare le scelte delle famiglie rispetto al futuro medico».
Di fatto, anche Trasaghis, come molti altri Comuni, risente della carenza di medici di famiglia poiché in futuro, con il pensionamento di Goi, il paese sarà seguito da tre professionisti già impegnati nei vicini Osoppo e Venzone quando in passato due medici seguivano l’intera comunità.
Lo stesso Goi aveva richiesto all’Azienda sanitaria un nuovo medico ma al momento pare non sia stato possibile individuare una nuova figura per garantire una sostituzione.
Maurizio Goi è stato salutato ufficialmente dalla comunità nelle ultime settimane in occasione di un incontro che è stato organizzato a Peonis dove Ivo Del Negro dell’associazione “Chei di Peonis” lo ha ringraziato a nome di tutti e al medico è stato consegnato un dono quale segno tangibile di ringraziamento per il suo operato.
Piero Cargnelutti
(Messaggero Veneto, 29 dicembre 2019)
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Al dottor Goi un sincero ringraziamento per l'attività prestata con professionalità per tanti anni ed un cordiale augurio per la nuova esperienza anche da parte del Blog "Alesso e Dintorni".
lunedì 16 dicembre 2019
28 ottobre 1917, quando saltò in aria il ponte di Braulins
E' stato presentato prima a Gemona e poi a Ragogna il libro di Marco Pascoli "La battaglia del Gemonese", dove vengono ricostruite in maniera approfondita anche le vicende della Valle del Lago dopo la rotta di Caporetto.
Dalla recensione del MV, la parte dedicata al brillamento del ponte di Braulins attivato dall'esercito italiano per rallentare l'avanzata degli austroungarici.
Quell’ordine sofferto arrivato nella notte di sacrificare il ponte di Braulins
La sorte del ponte di Braulins venne affidata al colonnello Aurelio Petracchi. Era lui che doveva decidere quando farlo saltare per fermare austriaci e tedeschi, che avevano sfondato le nostre linee a seguito di quell’immensa offensiva che si era concentrata su Caporetto. Gemonese e Val Resia, trovandosi lungo l’asse di minor distanza tra Isonzo e Tagliamento, divennero lo scenario fondamentale in cui i nostri potevano organizzare un’azione di contenimento. Petracchi era lì, dal primo pomeriggio del 28 ottobre 1917, e guardava le migliaia di militari in ritirata e di profughi in fuga, che cercavano la salvezza sull’altra sponda del Tagliamento, da dove scappare poi verso il Veneto.
Non era una decisione facile, anche perché quel ponte era già un simbolo per la gente di tutto il Friuli. Era il ponte più famoso, come ha continuato a esserlo fino ai giorni nostri, grazie alla tradizione e alla villotta che lo celebra e lo canta. Era stato inaugurato un anno prima, dopo una faticosa e costosa costruzione: 17 arcate imponenti, 400 metri di lunghezza provvidenziali nell’unire i territori di Gemona e Trasaghis.
Alla fine il colonnello dovette dare il fatidico ordine. Era la notte del 29 ottobre, illuminata da una fredda luna splendente dopo tante ore di pioggia. Le mine fecero saltare un centinaio di metri un attimo prima che arrivasse il nemico, ma non tutti i soldati italiani riuscirono ad attraversarlo in tempo. C’erano reparti isolati e alcuni tentarono di guadare ugualmente il fiume in piena finendo travolti dalla corrente tumultuosa. (...)
(Messaggero Veneto, 14 dicembre 2019)
Dalla recensione del MV, la parte dedicata al brillamento del ponte di Braulins attivato dall'esercito italiano per rallentare l'avanzata degli austroungarici.
Quell’ordine sofferto arrivato nella notte di sacrificare il ponte di Braulins
La sorte del ponte di Braulins venne affidata al colonnello Aurelio Petracchi. Era lui che doveva decidere quando farlo saltare per fermare austriaci e tedeschi, che avevano sfondato le nostre linee a seguito di quell’immensa offensiva che si era concentrata su Caporetto. Gemonese e Val Resia, trovandosi lungo l’asse di minor distanza tra Isonzo e Tagliamento, divennero lo scenario fondamentale in cui i nostri potevano organizzare un’azione di contenimento. Petracchi era lì, dal primo pomeriggio del 28 ottobre 1917, e guardava le migliaia di militari in ritirata e di profughi in fuga, che cercavano la salvezza sull’altra sponda del Tagliamento, da dove scappare poi verso il Veneto.Non era una decisione facile, anche perché quel ponte era già un simbolo per la gente di tutto il Friuli. Era il ponte più famoso, come ha continuato a esserlo fino ai giorni nostri, grazie alla tradizione e alla villotta che lo celebra e lo canta. Era stato inaugurato un anno prima, dopo una faticosa e costosa costruzione: 17 arcate imponenti, 400 metri di lunghezza provvidenziali nell’unire i territori di Gemona e Trasaghis.
Alla fine il colonnello dovette dare il fatidico ordine. Era la notte del 29 ottobre, illuminata da una fredda luna splendente dopo tante ore di pioggia. Le mine fecero saltare un centinaio di metri un attimo prima che arrivasse il nemico, ma non tutti i soldati italiani riuscirono ad attraversarlo in tempo. C’erano reparti isolati e alcuni tentarono di guadare ugualmente il fiume in piena finendo travolti dalla corrente tumultuosa. (...)
(Messaggero Veneto, 14 dicembre 2019)
giovedì 5 dicembre 2019
Festa per i cent'anni di Gemma Feregotto di Braulins
Due sindaci alla festa per i 100 anni di Gemma
TRASAGHIS. Domenica scorsa Gemma Feregotto ha compiuto 100 anni. Gemma ha festeggiato questo traguardo nella sua dimora, il Pio Istituto Elemosiniere di Venzone. A omaggiarla, oltre ai parenti e gli ospiti e dipendenti della casa di riposo, sono stati i sindaci di Trasaghis e Venzone, Stefania Pisu e Amedeo Pascolo, in rappresentanza delle rispettive amministrazioni comunali, donandole una pergamena e composizioni floreali. Gemma è nata a Braulins di Trasaghis il 1 dicembre del 1919. Era la minore di nove fratelli: l’adolescenza è stata difficile sia per il periodo storico complicato in queste zone di confine, tra le due guerre mondiali e l’immediato dopoguerra, ma soprattutto per la perdita del padre, avvenuta nel 1932, quando lei aveva solo 13 anni. Aveva solo 16 anni quando Francesco De Cecco, ragazzo del luogo, classe 1915, chiese alla madre di frequentarla, ma solo nell’aprile del 1941 diventò la sua sposa: la coppia ha avuto i figli Lucia e Sandro. Gemma ha lavorato nell’allora cotonificio di Gemona, oltre a occuparsi della campagna. Nel 1952 si trasferì in Canada, dove ha trascorso 35 anni della propria vita. Nell’immediato post terremoto del ’76 è rientrata in Friuli. Ha vissuto per 20 anni nella casa di Braulins, finché ha deciso dio trasferirsi al Pio Istituto Elemosiniere di Venzone come sua dimora.
P.C.
(Messaggero Veneto, 4 dicembre 2019)
TRASAGHIS. Domenica scorsa Gemma Feregotto ha compiuto 100 anni. Gemma ha festeggiato questo traguardo nella sua dimora, il Pio Istituto Elemosiniere di Venzone. A omaggiarla, oltre ai parenti e gli ospiti e dipendenti della casa di riposo, sono stati i sindaci di Trasaghis e Venzone, Stefania Pisu e Amedeo Pascolo, in rappresentanza delle rispettive amministrazioni comunali, donandole una pergamena e composizioni floreali. Gemma è nata a Braulins di Trasaghis il 1 dicembre del 1919. Era la minore di nove fratelli: l’adolescenza è stata difficile sia per il periodo storico complicato in queste zone di confine, tra le due guerre mondiali e l’immediato dopoguerra, ma soprattutto per la perdita del padre, avvenuta nel 1932, quando lei aveva solo 13 anni. Aveva solo 16 anni quando Francesco De Cecco, ragazzo del luogo, classe 1915, chiese alla madre di frequentarla, ma solo nell’aprile del 1941 diventò la sua sposa: la coppia ha avuto i figli Lucia e Sandro. Gemma ha lavorato nell’allora cotonificio di Gemona, oltre a occuparsi della campagna. Nel 1952 si trasferì in Canada, dove ha trascorso 35 anni della propria vita. Nell’immediato post terremoto del ’76 è rientrata in Friuli. Ha vissuto per 20 anni nella casa di Braulins, finché ha deciso dio trasferirsi al Pio Istituto Elemosiniere di Venzone come sua dimora.P.C.
(Messaggero Veneto, 4 dicembre 2019)
mercoledì 27 novembre 2019
Trasaghis, spostamenti in Giunta. Pareri discordi tra maggioranza ed opposizione
Polemica in Consiglio comunale a Trasaghis, opposizione all’attacco
Dopo le parole del sindaco Stefania Pisu in Consiglio comunale del 21 novembre, annunciando le dimissioni dell’assessore alla Cultura Veronica Zucca per lasciare il posto ad un consigliere nella frazione di Braulins, l’opposizione attacca e sottolinea che “a questa favola non ci crede nessuno”.
In una propria nota, il gruppo di Nuova Trasaghis ribadisce “l’assoluta sproporzione del numero degli assessori rispetto alle reali esigenze operative della realtà comunale, dall’altro l’atteggiamento dell’attuale sindaco, sul piano istituzionale, relativamente all’escamotage che ha riguardato l’assessore Zucca, fatto uscire dalla ‘porta’ e fatto rientrare dalla ‘finestra’”.
La minoranza continua, dicendosi “sbalordita” dopo la notizia che “la sindaca ha annunciato che la terrà come assessore esterno, perché poi la stessa Veronica non avrà nessun obbligo di voto e percepirà comunque il suo compenso”. Si chiedono quindi “come mai l’incarico della Veronica non è stato dato ad altri consiglieri di maggioranza, visto che in giunta ci sono persone con qualità e competenza per tale incarico?”
“Se avesse avuto davvero a cuore la frazione di Braulins – proseguono i consiglieri, guidati da Enrico Masiero -, rimasta esclusa come rappresentanza consigliare di maggioranza eletta, avrebbe potuto tranquillamente sopperire a tale situazione, nominando già inizialmente un assessore esterno proveniente da tale frazione e magari attingendo tra i due candidati della sua lista di espressione territoriale, risultati non eletti”.
L’opposizione conclude: “Rileviamo che tale comportamento non aveva certamente contraddistinto le gestioni precedenti, ma trova genesi in similari atteggiamenti di amministrazioni più lontane nel tempo. Pur con motivazioni diverse, questo è un chiaro segnale di evidenti scompensi all’interno della maggioranza che vanno ad incidere sul bilancio e nei cittadini”.
Trasaghis: Posizioni del gruppo di minoranza, per il sindaco è necessario fare alcune puntualizzazioni
Riceviamo dal Sindaco di Trasaghis Stefania Pisu e volentieri pubblichiamo: “Ieri ho letto il comunicato del gruppo di minoranza che merita diverse puntualizzazioni perché distorce completamente la realtà, a tal punto che sorge spontaneo chiedersi se il gruppo conosca realmente il funzionamento della Giunta e del Consiglio Comunale. Una cosa è certa, per informare la popolazione bisognerebbe prima di tutto avere un minimo di preparazione.
Viene inizialmente contestato il numero di Assessori, definiti addirittura in “assoluta sproporzione”, ignorando che c’è una legge regionale che fissa dei limiti al numero di assessori in base al numero di abitanti del comune, e noi la rispettiamo.
Per quanto riguarda le dimissioni dell’Assessore Veronica Zucca, alla quale rinnoviamo i nostri complimenti per l’umiltà, la generosità e per aver dimostrato un forte senso civico, anteponendo gli interessi della squadra a quelli individuali, vorremmo puntualizzare al gruppo d’opposizione cosa significa essere assessore esterno; visto che hanno dato ampia prova di ignorare la materia. L’Assessore esterno partecipa alla giunta, ha diritto di voto e di esprimere le proprie opinioni in questa sede e pertanto continua a percepire un’indennità di carica. In merito all’”obbligo di voto”, termine improprio citato nel comunicato, sottolineiamo che la totalità degli argomenti proposti in consiglio viene preventivamente condivisa e discussa in giunta, sede ove l’Assessore avrà modo di dare il suo contributo.
L’Assessore Zucca non ha tradito i suoi 104 elettori, anzi ha dato prova di grande maturità!
L’unico dubbio che sorge, e purtroppo il nostro è fondato, è se l’opposizione conosca il suo ruolo, posto che fino ad oggi non ha portato avanti nessuna idea / iniziativa / progetto. La minoranza non è solo un “controllore”, ma dovrebbe rispettare quella promessa, evidenziata al primo consiglio, di opposizione costruttiva.
Il gruppo di minoranza può discutere, chiedere spiegazioni, fare proposte e per questo ci sono diverse sedi e modi: il Consiglio Comunale, le mozioni, interrogazioni, interpellanze. Nulla di tutto questo è mai stato fatto, a riprova di ciò l’ultimo consiglio si è svolto con un assoluto mutismo da parte dell’opposizione.
In virtù di quanto sopra evidenziato, ovvero l’assenza di un qualsiasi segnale vitale dell’opposizione, benché composta da tre rappresentanti della frazione di Braulins, rende ancor più giustificata la scelta del coinvolgimento della nuova Consigliera Raffaella De Cecco. Persona che ha dimostrato in questi mesi un forte interesse e conoscenza delle problematiche del suo paese.
Concludiamo chiedendoci se il gruppo d’opposizione sia interessato solo ad un’esposizione mediatica anche al costo di esporsi al ridicolo, oppure se abbia come noi un “assessore esterno”, evidentemente molto meno preparato del nostro”.
giovedì 21 novembre 2019
Venerdì la presentazione del libro sulle battaglie del Gemonese ed il brillamento del ponte di Braulins nel 1917
Venerdì, 22 novembre alle ore 18.00
nella Sala convegni dell’UTI del Gemonese, via C. Caneva n. 25, Gemona del Friuli
avrà luogo la
Presentazione del libro
LA BATTAGLIA DEL GEMONESE
Dalla Val
Venzonassa a Sella Foredôr, da Flaipano al Ponte di Braulins
27 - 30
ottobre 1917
del dott. Marco Pascoli
Programma:
Saluto del Presidente dell’UTI del
Gemonese, Claudio Sandruvi
Interverranno:
-
Aldo Daici, già
Presidente dell’UTI del Gemonese
-
Luca Leonarduzzi,
UTI del Gemonese
-
Marco Pascoli,
autore del libro, ricercatore storico sul tema della Prima Guerra Mondiale
Seguirà
dibattito. Il libro ricostruisce le giornate febbrili seguite alla rotta di Caporetto nel 1917 analizzando gli scontri e le azioni belliche nel Gemonese; particolare attenzione viene riservata alla ritirata dell'esercito italiano lungo il ponte di Braulins ed il successivo brillamento di alcune arcate del ponte per rallentare l'avanzata austroungarica.
sabato 28 settembre 2019
Ancora una volta, da Braulins a San Michele dei Pagani
Si rinnova la tradizionale celebrazione della festa di San Michele alla antica chiesetta detta "dei Pagani".
L'Associazione "Noi di Braulins" che coordina la manifestazione, con la collaborazione della Parrocchia ed il patrocinio del Comune di Trasaghis, invita caldamente alla partecipazione: "Buongiorno a tutti , a Braulins siamo instancabili, vi aspettiamo alla festa del Santo Patrono S. Michele, questa domenica! La Santa messa verrà celebrata nella chiesetta di S. Michele dei Pagani situata subito sopra Braulins sul Monte Brancot ,raggiungibile in meno di 10 minuti di camminata .( In caso di maltempo la messa verrà celebrata nella chiesa in piazza ).Per pranzo siete tutti invitati per una pasta in compagnia. Vi Aspettiamo ".
L'Associazione "Noi di Braulins" che coordina la manifestazione, con la collaborazione della Parrocchia ed il patrocinio del Comune di Trasaghis, invita caldamente alla partecipazione: "Buongiorno a tutti , a Braulins siamo instancabili, vi aspettiamo alla festa del Santo Patrono S. Michele, questa domenica! La Santa messa verrà celebrata nella chiesetta di S. Michele dei Pagani situata subito sopra Braulins sul Monte Brancot ,raggiungibile in meno di 10 minuti di camminata .( In caso di maltempo la messa verrà celebrata nella chiesa in piazza ).Per pranzo siete tutti invitati per una pasta in compagnia. Vi Aspettiamo ".
giovedì 19 settembre 2019
Braulins, fine settimana con la Festa del Ponte
Ormai anche la "Festa del Ponte", a Braulins, è diventata una tradizione. Anche quest'anno l'Associazione "Noi di Braulins", col patrocinio del Comune di Trasaghis e la collaborazione delle diverse Associazioni operanti sul territorio, propone un ricco programma:
Altri dettagli su:
domenica 4 agosto 2019
La sesta meraviglia di Braulins: l'acqua controcorrente
L'anno scorso l'associazione "Noi di Braulins" ha diffuso un volantino nel quale si elencavano "le cinque meraviglie" del paese (il ponte, i lavatoi, la chiesa di San Michele, la palestra di roccia, la buse di Pasche).
Ora bisognerà aggiungerne una nuova, giacchè ha fatto molto scalpore la segnalazione del geologo Andrea Mocchiutti relativa a un tratto del Tagliamento, davanti a Braulins, nel quale l'acqua anzichè "scendere", "sale", va cioè controcorrente.
L'acqua del Tagliamento risale verso il monte
„A Braulins sta succedendo un fatto strano ed eccezionale, l’acqua del Tagliamento per alcune centinaia di metri ritorna verso monte e si inabissa sotto le rocce dentro quella che sembra essere un nuovo percorso sotterraneo. Vedere l’acqua che va verso la montagna da cui e scesa è stata una vera sorpresa e il mistero si infittisce. Dove andrà l’acqua che scompare? Le riprese sono state fatte ieri sera, primo agosto 2019". A effettuare la segnalazione il geologo Andrea Mocchiutti.“
(vedi: :https://www.udinetoday.it/green/life/acqua-tagliamento-risale-verso-monte.html oppure https://www.studionord.news/mistero-a-braulins-il-tagliamento-controcorrente-guarda-il-video/)

Cliccando sul link, si può anche vedere il video
Ora bisognerà aggiungerne una nuova, giacchè ha fatto molto scalpore la segnalazione del geologo Andrea Mocchiutti relativa a un tratto del Tagliamento, davanti a Braulins, nel quale l'acqua anzichè "scendere", "sale", va cioè controcorrente.
L'acqua del Tagliamento risale verso il monte
„A Braulins sta succedendo un fatto strano ed eccezionale, l’acqua del Tagliamento per alcune centinaia di metri ritorna verso monte e si inabissa sotto le rocce dentro quella che sembra essere un nuovo percorso sotterraneo. Vedere l’acqua che va verso la montagna da cui e scesa è stata una vera sorpresa e il mistero si infittisce. Dove andrà l’acqua che scompare? Le riprese sono state fatte ieri sera, primo agosto 2019". A effettuare la segnalazione il geologo Andrea Mocchiutti.“
(vedi: :https://www.udinetoday.it/green/life/acqua-tagliamento-risale-verso-monte.html oppure https://www.studionord.news/mistero-a-braulins-il-tagliamento-controcorrente-guarda-il-video/)
Cliccando sul link, si può anche vedere il video
mercoledì 8 maggio 2019
Sabato 18 sul Brancot sulle tracce della Grande Guerra
ATTENZIONE: l'uscita prevista per sabato 11 è stata RIMANDATA A SABATO 18 MAGGIO
L'Uti del Gemonese organizza per sabato 18 una escursione sul monte Brancot per osservare le tracce relative a insediamenti militari allestiti durante la Grande Guerra (in particolare i trinceramenti, la casermetta e le posizioni d'artiglieria).
L'escursione sarà guidata dallo storico Marco Pascoli.
La partecipazione è gratuita.
Ritrovo a Braulins (parcheggio presso il Piç) alle 9.
L'Uti del Gemonese organizza per sabato 18 una escursione sul monte Brancot per osservare le tracce relative a insediamenti militari allestiti durante la Grande Guerra (in particolare i trinceramenti, la casermetta e le posizioni d'artiglieria).
L'escursione sarà guidata dallo storico Marco Pascoli.
La partecipazione è gratuita.
Ritrovo a Braulins (parcheggio presso il Piç) alle 9.
sabato 16 febbraio 2019
Trasaghis verso il voto - 3 - Tavoli di lavoro per dare voce ai paesi
L'ex consigliere comunale Enrico Masiero lancia una serie di appuntamenti denominati "Diamo voce al paese": incontri nelle singole frazioni, coordinati dallo stesso Masiero, per individuare le problematiche specifiche della località e, auspicabilmente, ipotesi di soluzione.
Non è (ancora) una scelta di campo (ma poco ci manca?).
Questo il messaggio diffuso tramite volantini e sul Web da Masiero:
"La scelta che faccio oggi è particolarmente dettata dalle esigenze dei cittadini di Trasaghis
Parto con questa iniziativa, che non è una lista, ma è un progetto,con degli incontri dedicati proprio ai nostri paesani
“Diamo voce al paese”, servirà per capire realmente di cosa hanno bisogno le nostre frazioni e il nostro territorio. Alla fine del percorso se verrà fatta una lista amministrativa e io sceglierò di farne parte avrò un bel po’ di progetti da portare alla nuova amministrazione.
Sono ottimista che al momento del voto i nostri cittadini con la loro intelligenza sapranno premiare chi non solo con le parole ma con i fatti ha realizzato quanto promesso.
Sono sicuro che i nostri cittadini apprezzano le persone dei fatti e non quelle delle parole.
Gli incontri “Nuova Trasaghis diamo voce al paese” sono aperti a tutti e liberi da posizionamenti politici in vista delle elezioni Comunali di Maggio 2019".
Pare di percepire che ci sia "movimento" anche in altri gruppi: come sempre, il Blog ne darà notizia, senza schieramenti, per consolidare la vocazione informativa.
Non è (ancora) una scelta di campo (ma poco ci manca?).
Questo il messaggio diffuso tramite volantini e sul Web da Masiero:
"La scelta che faccio oggi è particolarmente dettata dalle esigenze dei cittadini di Trasaghis
Parto con questa iniziativa, che non è una lista, ma è un progetto,con degli incontri dedicati proprio ai nostri paesani
“Diamo voce al paese”, servirà per capire realmente di cosa hanno bisogno le nostre frazioni e il nostro territorio. Alla fine del percorso se verrà fatta una lista amministrativa e io sceglierò di farne parte avrò un bel po’ di progetti da portare alla nuova amministrazione.
Sono ottimista che al momento del voto i nostri cittadini con la loro intelligenza sapranno premiare chi non solo con le parole ma con i fatti ha realizzato quanto promesso.
Sono sicuro che i nostri cittadini apprezzano le persone dei fatti e non quelle delle parole.
Gli incontri “Nuova Trasaghis diamo voce al paese” sono aperti a tutti e liberi da posizionamenti politici in vista delle elezioni Comunali di Maggio 2019".
Pare di percepire che ci sia "movimento" anche in altri gruppi: come sempre, il Blog ne darà notizia, senza schieramenti, per consolidare la vocazione informativa.
martedì 5 febbraio 2019
Trasaghis verso il voto - 2 - Ancora sulle dimissioni di Masiero
Dopo la notizia delle dimissioni presentate dal consigliere Masiero e la critica avanzata dal Sindaco, a intervenire sul tema è il gruppo di minoranza:
Dimissioni di Masiero Opposizione polemica
TRASAGHIS. «Il percorso politico e amministrativo del consigliere dimissionario Enrico Masiero si rivela ondivago». Sulle recenti dimissioni del consigliere di maggioranza Enrico Masiero, ora interviene anche il gruppo consiliare di minoranza “Io cittadino” composto dai consiglieri Giorgio Rodaro, Gianni Toffoletto, Daniela Desi Cucchiaro e Daniele Rossi: «Già a suo tempo era candidato nella lista che nel primo mandato del sindaco Picco era a lui opposta, con la candidatura di Gianni Toffoletto. Successivamente il medesimo lo si trovava candidato e poi ultimo degli eletti al fianco dell’attuale sindaco: obiettivamente è pure legittimo cambiare idee, opinioni e anche liste, tuttavia è alquanto sorprendente, che lo si faccia sistematicamente e a ogni scadenza elettorale».
Sulle iniziative realizzate a Braulins vantate da Masiero, il gruppo “Io cittadino” evidenzia che «sono frutto e merito di una coralità di persone e associazioni che operano a supporto del territorio».
«Saranno i nostri concittadini, nelle imminenti scelte elettorali, a valutare gli effettivi contributi ed risultati forniti da ciascuno in questi cinque anni. Se il consigliere Masiero, ritiene i suoi, particolarmente brillanti, si sottoponga con serenità e chiarezza, anche in prima persona e carica, al giudizio degli elettori». —
P.C.
P.C.
(Messaggero Veneto, 4 febbraio 2019)
giovedì 31 gennaio 2019
Trasaghis verso il voto - 1 - Masiero si smarca
Cominciano i primi movimenti per il definirsi di alleanze, formazioni, contrapposizioni in vista del rinnovo del Consiglio comunale di Trasaghis della prossima primavera.
Il consigliere Enrico Masiero ha rassegnato le dimissioni dalla carica di consigliere, lamentando la mancanza di collegialità e la scarsa collaborazione.
TRASAGHIS. «Adesso è il momento di lasciare: il 24 gennaio ho rassegnato le mie dimissioni. L’entusiasmo che mi ha portato ad accettare il delicato compito conferitomi non voglio si perda nell'insoddisfazione, nell'impossibilità di fare e di agire davvero per il bene della comunità di Trasaghis. Ho sempre lavorato per sostenere al massimo l’attuale compagine amministrativa».
Enrico Masiero, consigliere comunale che in questo quinquennio ha fatto parte della maggioranza guidata dal sindaco Augusto Picco, ha lasciato. Una scelta è motivata da Masiero da una situazione che non lo soddisfaceva: «Secondo coscienza – dice Masiero –, compio questa scelta di interrompere la mia esperienza con questa amministrazione: non sarebbe giusto continuare a occupare una posizione di responsabilità senza la giusta serenità che non ho più, per un insieme di cause. Con l’esperienza che ho dimostrato ai miei consiglieri in cinque anni, ho trovato poca collaborazione: mai un consiglio, mai un programma, non posso più stare con colleghi che non hanno capito che per rialzare l’economia e aiutare i commercianti l’unico vincolo è il turismo coordinato dalle nostre associazioni».
(Articolo di P.C. dal Messaggero Veneto del 29 gennaio)
A stretto giro, la replica del sindaco Augusto Picco che ha contestato le affermazioni di Masiero definendole una sorta di tattica pre - elettorale per adeguati "posizionamenti".
Come sempre i lettori sono invitati a esprimersi, sia sulla decisione dell'ex consigliere Masiero sia sulle prospettive che si aprono in vista del rinnovo del Consiglio.
Il tutto, naturalmente, "cun creance e sintiment".
Il consigliere Enrico Masiero ha rassegnato le dimissioni dalla carica di consigliere, lamentando la mancanza di collegialità e la scarsa collaborazione.
Masiero si dimette: «Poca collaborazione»
TRASAGHIS. «Adesso è il momento di lasciare: il 24 gennaio ho rassegnato le mie dimissioni. L’entusiasmo che mi ha portato ad accettare il delicato compito conferitomi non voglio si perda nell'insoddisfazione, nell'impossibilità di fare e di agire davvero per il bene della comunità di Trasaghis. Ho sempre lavorato per sostenere al massimo l’attuale compagine amministrativa». Enrico Masiero, consigliere comunale che in questo quinquennio ha fatto parte della maggioranza guidata dal sindaco Augusto Picco, ha lasciato. Una scelta è motivata da Masiero da una situazione che non lo soddisfaceva: «Secondo coscienza – dice Masiero –, compio questa scelta di interrompere la mia esperienza con questa amministrazione: non sarebbe giusto continuare a occupare una posizione di responsabilità senza la giusta serenità che non ho più, per un insieme di cause. Con l’esperienza che ho dimostrato ai miei consiglieri in cinque anni, ho trovato poca collaborazione: mai un consiglio, mai un programma, non posso più stare con colleghi che non hanno capito che per rialzare l’economia e aiutare i commercianti l’unico vincolo è il turismo coordinato dalle nostre associazioni».
(Articolo di P.C. dal Messaggero Veneto del 29 gennaio)
A stretto giro, la replica del sindaco Augusto Picco che ha contestato le affermazioni di Masiero definendole una sorta di tattica pre - elettorale per adeguati "posizionamenti".
Dimissioni di Masiero Critico il sindaco Picco: «C’è aria di elezioni»
TRASAGHIS. «Strana questa insoddisfazione palesata a pochi mesi dalle elezioni, non credo serva uno scienziato per capire a cosa sia dovuta». Il sindaco di Trasaghis Augusto Picco commenta così le recenti dimissioni del consigliere di maggioranza Enrico Masiero che nei giorni scorsi ha espresso pubblicamente il malcontento che lo ha spinto a scegliere di abbandonare la squadra di governo comunale a Trasaghis. Il sindaco Picco non nasconde l’amarezza per aver appreso delle dimissioni di Masiero solo dalla lettera presentata in Comune «senza che in questi anni vi siano state da parte di Masiero richieste di chiarimenti o di maggior partecipazione, cosa mai negata ad alcuno e anzi benvenuta. Lascia invece perplesso il metodo scelto, senza alcun confronto che la dice lunga su come il consigliere intenda la collaborazione fra amministratori». «I consiglieri del gruppo di maggioranza – dice il primo cittadino –, a differenza di quanto scrive Masiero, sono stati e sono impegnati e collaborativi, avendo contatti frequenti con il sindaco e la giunta, proponendo iniziative, segnalando le istanze della popolazione e suggerendo soluzioni per le problematiche del territorio. Dispiace inoltre che il consigliere dimissionario si intesti successi in iniziative che lo hanno visto semplice collaboratore, quali la festa del ponte, creata dal sindaco e dalla giunta comunale, festa che poi è stata portata avanti dall’associazione “Noi di Braulins” negli anni successivi». «Capisco che la campagna elettorale – conclude il sindaco Augusto Picco – sia già iniziata ma non accetto che per opportunità di “posizionamenti” un consigliere comunale denigri i suoi ex colleghi, e auspico che i toni nei prossimi mesi possano essere di reciproco rispetto fra i cittadini che vorranno candidarsi alle elezioni comunali». In primavera si andrà infatti al rinnovo dell’amministrazione dopo la conclusione del secondo mandato amministrativo guidato da Picco.
(Articolo di P.C. dal Messaggero Veneto del 30 gennaio)Come sempre i lettori sono invitati a esprimersi, sia sulla decisione dell'ex consigliere Masiero sia sulle prospettive che si aprono in vista del rinnovo del Consiglio.
Il tutto, naturalmente, "cun creance e sintiment".
domenica 23 dicembre 2018
Lunedì a Braulins la corsa benefica dei Babbi Natale
Torna a Braulins la corsa benefica dei Babbi Natale (quest'anno la seconda edizione).
L'appuntamento è per la vigilia di Natale, lunedì 24, alle 15.30, partendo dalla piazza di Braulins.
La proposta della associazione "Noi di Braulins" ha sempre finalità di destinazione sociale: quest'anno, lgli utili della manifestazione verranno utilizzate per finanziare la costituzione di borse di studio per gli alunni meritevoli di terza media delle scuole del Centro Studi di Alesso.
L'appuntamento è per la vigilia di Natale, lunedì 24, alle 15.30, partendo dalla piazza di Braulins.
La proposta della associazione "Noi di Braulins" ha sempre finalità di destinazione sociale: quest'anno, lgli utili della manifestazione verranno utilizzate per finanziare la costituzione di borse di studio per gli alunni meritevoli di terza media delle scuole del Centro Studi di Alesso.
domenica 4 novembre 2018
4 novembre 1918, la fine della Grande Guerra nella Valle del Lago
Dopo le pagine dedicate alla situazione della Valle del Lago nei giorni seguenti a Caporetto, è doveroso produrre una pagina simile dedicata alla fine della Grande Guerra che, anche nella Valle del Lago, si concluse il 4 novembre di cent'anni fa.
L'occupazione austroungarica si concluse, dopo un anno, con la controffensiva Italiana. Il 4 novembre del 1918 entrò in vigore l’armistizio tra Regno d’Italia e Impero Austro Ungarico.
A Trasadis [Trasaghis] riceviamo, Bosca ed io, l’ordine di lanciarci soli alla massima velocità verso Tolmezzo prima che il ponte sul Tagliamento sia fatto saltare. La piazza di Alesso è tutta ingombra di bersaglieri ciclisti. Sono uomini e biciclette tutti sdraiati a terra affranti, sfiniti dalla corsa sovramuscolare. Vorrei elogiare cantare i battiti burrascosi di quei cuori giovanili, l’ansare di quei polmoni, il respiro di quelle bocche bruciate e nutrite di polvere e il sudore grondante di quelle facce smaniose. (…)
Entriamo in Somplago come una pugnalata di velocità. Il paesello è come spento, chiuso inchiavardato dal terrore, e cacciato sotto delle coltri di pericolo e di morte. Presto, presto, correre, correre virare, scansare. Quel carretto abbandonato! Quel pietrone! Quel cumulo di ghiaia! Gli ostacoli sono innumerevoli. Agilità anguillesca della mia blindata 74 che sfiora tutto senza agganciare. Io prego, supplico, imploro il motore perché collabori senza posa. Basterebbe un po’ di grasso e un po’ di polvere di più! Ma il motore è fedele, pronto, obbediente e la sua quarta velocità è veramente alata, aerea, come se il vento prestasse alle ruote infiniti trampolini imbottiti di nuvole.
Testimonianze di civili e di soldati, seppur sporadiche, possono darci dunque un’idea del clima di quelle giornate , quando veniva a chiudersi, cent’anni fa, uno dei periodi più duri della storia d’Italia.
L'occupazione austroungarica si concluse, dopo un anno, con la controffensiva Italiana. Il 4 novembre del 1918 entrò in vigore l’armistizio tra Regno d’Italia e Impero Austro Ungarico.
In quelle ore, però, la Valle del Lago era ancora percorsa dalle truppe austro tedesche in ritirata e dalle avanzanti truppe italiane. A Somplago ricordavano: “Quando, un anno dopo i Tedeschi furono sconfitti sul Piave, nei nostri paesi riapparvero i soldati sbandati, feriti, sporchi, affamati; erano i soldati Tedeschi che fuggivano verso le loro terre. Ancora una volta i nostri paesi furono depredati”. Fu una fase tumultuosa di soldati in ritirata che, tra l’altro,impossibilitati a portarlo con sé, ma non volendo farlo arrivare in mani nemiche, provvidero a scaricare nel lago anche una ingente quantità di materiale bellico.
Dopo il transito degli austriaci in ritirata, gli abitanti di Somplago provvidero a recuperare una campana che era stata nascosta per evitarle il sequestro dell’occupante: essa fu riportata in paese e issata sul campanile dove è visibile ancora oggi,
Il 4 novembre 1918 anche nel comune di Trasaghis arrivarono le prime truppe Italiane in avanscoperta: i bersaglieri e la cavalleria.
Sono state raccolte le testimonianze di alcuni anziani che ricordavano ancora l'euforia di quel momento. Così Amalia Zilli: "Per primi sono arrivati i bersaglieri: sono arrivati in piazza e 4-5 donne hanno provveduto subito a fare delle polente e a portarle in piazza per loro. I bersaglieri ne prendevano una porzione, ringraziavano e poi continuavano la loro marcia verso Somplago".
Questo invece il racconto di Guido Stefanutti: “Quando è finita la guerra, ero sulle montagne di Val. Ho sentito una donna che gridava: «A son tornâts i talians, a son i bersaglîrs!». Dall’eccitazione, siamo scesi giù dalla montagna scalzi, per andare a vedere i soldati italiani arrivare!”.
Uguali sentimenti di gioia traspaiono dal diario di Antonio Franzil: “Il giorno 4 novembre alle ore 11 sono entrate in paese le truppe motorizzate italiane ed io ebbi immediatamente a issare il tricolore su una altissima pianta di pioppo di fronte all’abitazione, alcuni ufficiali si fermarono e mi fecero un cordialissimo applauso, regalandomi alcuni pacchetti di sigarette. La sera stessa dal comando militare italiano vennero distribuiti dei viveri a tutta la popolazione”
Anche il curato di Avasinis, prè Michieli, dopo vere annotato sul suo diario le vicende dolorose dell’occupazione, poté finalmente raccontare la gioia della conclusione della guerra con l’arrivo delle truppe italiane: “Vedo una <moto farer> percorrere a volo la via della palude e fermarsi al crocicchio del molino diritto di là del Tai. Poi giunto, si ferma, ne scende un individuo, parla con dei paesani e si ferma incerto. Poco dopo vedo una turba di ciclisti che muovono a quella volta e si fermano pure al crocicchio! Chi sono, chi non sono? È una novità interessantissima.
I tedeschi non costumano quei <moto farer> e <sidecar> e tante ciclette. Ma chi sono? Mi sporgo su una rupe a strapiombo in Cornolêt, acquisto la vista ed … oh, scoperta! Sono nientemeno che l’avanguardia italiana!!
Mi rizzo in piè sullo strapiombo, alo le braccia al cielo e grido con quanta voce ho in gola: Evviva l’Italia e giù a precipizio a portare la bella nuova in paese. Sono venuti gli italiani: li ho veduti io stesso. Allegri. Sono qua. Vado ad incontrarli. E di fatto vado al crocevia ove li saluto…”.
E effettivamente anche altre testimonianze confermano che “I primi soldati Italiani giunti a Somplago furono i bersaglieri in bicicletta”.
Dell’avanzata dei soldati italiani si ha una singolare testimonianza nel romanzo “L’alcova d’acciaio” che il famoso poeta futurista Filippo Tommaso Marinetti pubblicò nel 1921 per raccontare la propria esperienza da militare nell’ultimo anno di guerra:
A Trasadis [Trasaghis] riceviamo, Bosca ed io, l’ordine di lanciarci soli alla massima velocità verso Tolmezzo prima che il ponte sul Tagliamento sia fatto saltare. La piazza di Alesso è tutta ingombra di bersaglieri ciclisti. Sono uomini e biciclette tutti sdraiati a terra affranti, sfiniti dalla corsa sovramuscolare. Vorrei elogiare cantare i battiti burrascosi di quei cuori giovanili, l’ansare di quei polmoni, il respiro di quelle bocche bruciate e nutrite di polvere e il sudore grondante di quelle facce smaniose. (…)
Entriamo in Somplago come una pugnalata di velocità. Il paesello è come spento, chiuso inchiavardato dal terrore, e cacciato sotto delle coltri di pericolo e di morte. Presto, presto, correre, correre virare, scansare. Quel carretto abbandonato! Quel pietrone! Quel cumulo di ghiaia! Gli ostacoli sono innumerevoli. Agilità anguillesca della mia blindata 74 che sfiora tutto senza agganciare. Io prego, supplico, imploro il motore perché collabori senza posa. Basterebbe un po’ di grasso e un po’ di polvere di più! Ma il motore è fedele, pronto, obbediente e la sua quarta velocità è veramente alata, aerea, come se il vento prestasse alle ruote infiniti trampolini imbottiti di nuvole.
Testimonianze di civili e di soldati, seppur sporadiche, possono darci dunque un’idea del clima di quelle giornate , quando veniva a chiudersi, cent’anni fa, uno dei periodi più duri della storia d’Italia.
Pieri Stefanutti
(Dal Blog del Centro di Documentazione sul Territorio:
martedì 18 settembre 2018
Fine settimana con la festa del "PUINT DI BRAULINS". E' un nuovo modo di promuovere il territorio?
Una pubblicità capillare, cartacea e sul web, vi avrà informati che venerdì, sabato e domenica c'è la festa del ponte di Braulins.
Il programma è ricco e diversificato:
C'è da sottolineare che l'Associazione "Noi di Braulins" sta forse inaugurando un nuovo modo di promuovere il territorio, per esempio facendo conoscere quelle che sono state definite "Le cinque meraviglie di Braulins": oltre al ponte, la chiesa di San Michele dei Pagani, la parete di arrampicata, i vecchi lavatoi, la "buse di Pasche". E' un segnale di identità di paese ma anche un "mettersi in gioco" per trovare nuove modalità di promozione.
Indice di vitalità quello manifestato a Braulins, uno spirito che ben si affianca al "modello Avasinis" ormai consolidato. Altre interessanti strade si stanno percorrendo a Trasaghis, col Grop, a Peonis e, tra alti e bassi, ad Alesso.
Da Avasinis era stata suggerita, anni addietro, una unica "Pro Loco di valle". E' una idea ancora valida o è meglio incoraggiare le specificità locali? La discussione è aperta.
Il programma è ricco e diversificato:
C'è da sottolineare che l'Associazione "Noi di Braulins" sta forse inaugurando un nuovo modo di promuovere il territorio, per esempio facendo conoscere quelle che sono state definite "Le cinque meraviglie di Braulins": oltre al ponte, la chiesa di San Michele dei Pagani, la parete di arrampicata, i vecchi lavatoi, la "buse di Pasche". E' un segnale di identità di paese ma anche un "mettersi in gioco" per trovare nuove modalità di promozione.
Indice di vitalità quello manifestato a Braulins, uno spirito che ben si affianca al "modello Avasinis" ormai consolidato. Altre interessanti strade si stanno percorrendo a Trasaghis, col Grop, a Peonis e, tra alti e bassi, ad Alesso.
Da Avasinis era stata suggerita, anni addietro, una unica "Pro Loco di valle". E' una idea ancora valida o è meglio incoraggiare le specificità locali? La discussione è aperta.
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