"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

domenica 15 novembre 2015

Un abbraccio dalla Valle del Lago a Parigi

A toutes les personnes de Trasaghis, Bordano, Cavazzo qui suivent notre Blog et notre page fb de Paris et de sa banlieue, une pensée de solidarité...

A ducj chei di Trasaghis, Bordan, Cjavaç che a nus seguissin di Parigji e da la periferie di cheste sitât, un pinsîr di solidarietât ...

A tutti  quelli che, originari dai Comuni di Trasaghis, Bordano e Cavazzo, seguono il Blog e la nostra pagina fb da Parigi e dalla periferia di questa città, un pensiero solidale ...



La poesia riportata qui sotto è forse quella che meglio sottolinea gli stretti legami tra Trasaghis, e la Val del Lago, e la Francia:


Mezzo cimitero di periferia

I morti di Trasaghis
sono un po' qua e un po' là
un po' tai Savalons
un po' nelle France
Parigi periferia, Nantes Bretagna, Sud-Ouest
qualcosa in Savoia e in Provenza

I giovani di Trasaghis/Trasaghis
o di Trasaghis/Parigi
conoscevano i coetanei
spesso parenti
a Trasaghis/Trasaghis
nelle estati dei Sessanta

con una eccezione
una notte ad Alesso/Dalés
ho conosciuto un Costantini di Nantes
parlava poco friulano
quasi niente
per lui Trasaghis/Dalés/Nantes
un gomitolo di parentele
francotrasagandalessane
eravamo probabilmente cugini lontani
o forse anche vicini
o chissà quanto cunsuvrìns
già non c'erano più ricordi
neppure tra le vecchie
non l'ho più rivisto
sembrava intelligente

e arrivava a trovarci l'austriaca,
moglie del cugino di mio padre
che non sapeva una parola di friulano,
e lei lo parlava benissimo
appreso dai suoceri suppongo
lassù a Le Pellerin presso Nantes

passavano a Trasaghis
e poi via in Austria
era in gamba quell'austriaca
traduceva in trasagano
il francese di un trasagano

così, se ora voglio andare al cimitero
non mi bastano i Savalons
dovrei andare a Clamart
Carcassonne, Vers, Remoulins,
Le Pellerin, Antony

per fortuna molti
sono tornati a morire
forse solo per morire
così sono qui
coi loro soprannomi
trasagani o francesi
trascurati dal lapicida

ma alcuni sono partiti per morire
da qualche parte nelle France
dove un antico butul aveva ramificato
mentre le radici si seccavano

un anno fu qui per pochi giorni 
la sorella di mio nonno
partita frutaçuta
mai più tornata
il suo friulano era faticoso
ma così trasagano nelle vocali
e nei plurali maschili
e parlava male di De Gaulle
se a lu cjapin chei di Nantes...

Peccato non avere un cimitero unico
per tutti i paesani
e i democristiani malignavano
in privato e in osteria
solo i poco per bene emigrano
e tornano per umiliarci
con la loro macchinona

sì, c'era lavoro anche qui
ma era di miseria
diceva mio zio
non potevi farti una famiglia
non bastava
e tornavano, lui e quelli di Antony
rue de l'Aubépine,
con umili utilitarie Renault
però tornavano
per un mese
ogni anno
mai mancato uno
11 mesi di lavoro
per goderne uno,
proprio dei poco per bene

ora, da quache parte nelle France
ci sarà una terza e quarta e forse quinta
generazione
laureati, chissà
già nei Sessanta c'era un Costantini alla Sorbona
o poveracci di periferia
come i trasagani rimasti
anche qui c'è la terza e quarta e quinta generazione
che non sa nè il francese nè il friulano

les Grandes Surfaces nelle France sono arrivate prima
i pomeriggi del sabato nei centri commerciali
qui, ora, anche e soprattutto la domenica
même s'il ya un beau soleil
le periferie sono tutte uguali
Parigi Nantes Tolosa
Trasaghis di che cosa è periferia
non si sa 
è periferia senza città
e come in tutte le periferie,
il cimitero ha sempre più cognomi nuovi
e tai Savalons passa l'autostrada
come a Antony, se è per quello

lo guardavate con ammirazione e stupore il progresso
orgogliosi dei grandi bâtiment che andavate costruendo
ma per 11 mesi ogni sabato a Antony
la polenta e le chiacchiere di paese
Antony/Trasaghis
era più Trasaghis di Trasaghis/Trasaghis

e per molti, per tutti, il paese
era cristallizzato
fermo al giorno della partenza
fas dal fen e balç dai lens
fuoco di carpino nello spolert
cualchi crodia di formadi
e le facce buone di sempre
vi piaceva granare il rosario
che seguiva gli usci delle abitazioni
di nomi di donne e uomini
forse più donne
che non c'erano più
per ogni uscio un volto
sempre buono
solo talvolta un po' burbero
ma erano gli anziani
della vostra gioventù
nei vicoli odorosi di patùs
e nei vostri occhi un sorriso
stima e affetto per ognuno di essi
e complicità per le tante cose comuni
odori sapori sudore fatiche
e i dispetti e le ragazzate e i furti di frutta
robâ piruças, muruçulas, miluçs ingranâts
nôlas tas Cjarandas e su pas Teadas
e quel passare della vita
sulle rampe di un ponte
qui Trasâgas
là qualche Francia

ora le facce sono in diaspora
almeno fin che le lasciano sul marmo
tra i Savalons e le altre periferie
e di tutta questa storia
ci resta solo mezzo cimitero
con briciole di satelliti sconosciuti
dimenticati
qua e là
via per le France

Enos Costantini
(Tiere furlane, n. 10)


Ai lettori, come sempre, l'invito a esprimere il proprio parere su queste tematiche così complesse.

2 commenti:

  1. Catherine Benelli15 novembre 2015 08:54

    C'est un symbole très fort le lac de Cavazzo et la Tour Eiffel !!!!!!!!!!
    bon dimanche à vous tous.

    RispondiElimina
  2. Altri messaggi dalla Francia tramite fb:

    Gianfrancesco M. Orlando: Merci chers amis paesans ! Vive la République !

    Grégory Cucchiaro: Merci beaucoup amis Furlan !!!!

    Manola Collavizza : Bisous a vous, Merci.

    Pierine Rossi Durand: grazie tanto per questa bella foto, speriamo che non accada più

    RispondiElimina

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