Il mercatino è aperto :
MERCOLEDI' 8 DICEMBRE DALLE 10 alle 21
E' un invito ad approfittare dell'occasione per acquistare dei doni di Natale originali e fatti a mano e, nello stesso tempo, aiutando persone che vivono in difficoltà.
Un blog per informare, per ragionare, per confrontarsi su quel che capita ad Alesso e nei dintorni. Ce sucedial, ce si fàsie, ce si podarèssie fâ a Dalés e intal dulintôr? Scuvierzìnlu su chest Blog.
TOLMEZZO. Elettrodotto Wurmlach–Somplago e centrale Edipower di Cavazzo Carnico entrano a scuola. Di questi contestati progetti ne hanno parlato lunedì a Tolmezzo, gli studenti del liceo Paschini–Marchi. «Abbiamo ritenuto interessante l’informazione fra i giovani - ha detto Federica Paul a nome dei rappresentanti degli studenti – sui temi più pressanti per la nostra terra. A volte gli studenti risultano poco informati su quanti accade nel loro territorio, per cui abbiamo voluto fare chiarezza e sensibilizzare tutti sui temi dell’elettrodotto che potrebbe attraversare la valle del But e sul problema del pescaggio delle acque dal lago di Cavazzo verso quello di Verzegnis». (....) Sul tema del progetto del raddoppio della centrale Edipower di Somplago sono intervenuti all’assemblea Franceschino Barazzutti del Movimento Mont e Ira Conti di Per Altre Strade. Presenti in aula pure i sindaci di Cavazzo Carnico e Verzegnis, Dario Iuri e Luciano Sulli. Dopo il fitto dibattito, cui si sono inserite le varie domande degli studenti, l’assemblea ha deciso di aderire alla manifestazione avversa ai due progetti prevista per il 15 gennaio a Tolmezzo. «Le compensazioni previste – hanno dichiarato alla fine i responsabili studenteschi dell’assemblea – non sono sufficienti per gli impatti ambientali che il territorio dovrebbe sopportare. La Carnia non guadagna alcunché, i vantaggi sarebbero solamente a favore dei soliti che tra l’altro non sono del posto». Sfuma, per gli studenti, anche la pretesa che senza energia a minor costo potrebbero essere a rischio diverse migliaia di posti di lavoro in particolare nella piana di Osoppo. «I pericoli ambientali cui sarebbe sottoposto il territorio e la gente che vi ci vive, sono di gran lunga superiori alla paventata possibilità di licenziamenti o di dismissione delle aziende interessate al progetto di Alpe Adria Energy».
Riceviamo e pubblichiamo un nuovo contributo alla discussione in atto offerta da "Luci". Sono posizioni personali, ma che possono essere dibattute e su cui ci si può confrontare. (A&D)
Cjârs amîs Il gno non al è Remo Brunetti ‘o soi di Cjavàç e ‘o scrîf par ringraziaus di vei informât i letôrs di chest blog, da consegne al vescul di Udin Mazzocato, a la fin dal so incuintri cu la popolazion di Dalés, des relazions fatis dai geolics Cella e Tosoni e da l’ingignîr Franzil sul cont des pecjis dal progjet Edipower. I comitâts che a scombàtin pe salvece dal lâc, savût che il vescul Mazzocato al è un om unevore atent su pes cuestions ambientâls e sociâls, a àn pensât ben di informâlu su pes conseguencis che chest progjet al vares tant pes popolazions, che par chel lâc che tai timps passâts al furnive di pes lis cusinis dai patriarcjis. E cussì l’ingignîr Dino Franzil, Tiziana De Cecco e jo, ‘o vin vude la incariche di consegnai al vescul Mazzocato chescj documents. Pre Gjulio al a organizât il dut presentantnus al vescul a la fin dal so incuintri cui Dalessans. Forsit cualchidun al vares volût dai plui risalt a di chest at, ma nô ‘o vin preferît no lâ sore marcjât. Tant no mancjaràn altres ocasions par discori di chestis cuestions. Ancjemò grazie a vualtris, redatôrs di chest blog, e un salût ai letôrs. Mandi Remo Brunetti
Il Vescul, bons. Andrea Bruno Mazzocato, intal so gîr pa Forania di Glamona, al è passât par Dalès intabuinora di vuê, sabida 27 di novembre.
Una risposta alle domande poste dai Comitati si ha dall’articolo pubblicato il 27 novembre sul Messaggero Veneto, dove si dà notizia dell’avvenuto affidamento - ancora lo scorso 19 novembre - dell’incarico per uno studio indipendente sulla questione “raddoppio centrale” .
Si sta distruggendo l’unico lago della nostra regione, quello di Cavazzo. Quando negli anni 50 il Lumiei fu immerso nel lago, il senatore Gortani e la Comunità prospettarono i pericoli dell’alterazione della flora e della fauna del lago. Cosa puntualmente avvenuta. Non sono un tecnico, ma andare oggi «a scherzare» con i livelli del lago e con l’invaso sovrastante, in una zona altamente sismica con precedenti geologici dolorosamente distruttivi, mi pare un atto incosciente e privo di novità non positive. Inviterei i sindaci interessati a non vagheggiare compensi. Anch’io ho fatto il sindaco e chiudere il bilancio con i sovraccanoni non mi pareva cosa giusta. Sursum quindi! Un piatto di lenticchie!
Nel pieno della discussione sulla realizzazione dell’elettrodotto Wurmlach-Somplago, l’ex sindaco di Tolmezzo, Igino Piutti, lancia un messaggio che, apparentemente, sembra andare controcorrente:“Si all’elettrodotto”. E’ comunque un sì all’oleodotto interrato, una proposta per creare un fronte comune, una sorta di comitato di pressione per ottenere l’elettrodotto interrato e la partecipazione ai conseguenti vantaggi economici per tutta la gente della Carnia. Singolare, comunque, l’ipotesi di una sorta di baratto: “se passa l’elettrodotto, rinunciate al raddoppio della centrale di Somplago”. Ecco comunque il testo del pensiero del prof. Piutti, così come compare qui sul suo blog “La mia Carnia”:
Quando don Gjulio andava in processione con le rogazioni, intonava: "Tempora bona veniant"". Era la preghiera, l'auspicio che, dopo le difficoltà, venissero tempi migliori.
Ricordate quando, nelle scorse settimane, era parso che i percorsi paralleli di elettrodotto e raddoppio della centrale si intersecassero grazie ad una regia perversa che progettava di rendere Somplago "caput mundi" di un "magna magna energetico"? Pare non sia così.
Una volta, la popolazione della Val del Lago e del Friuli aveva un bellissimo lago. Tra gli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso, essendo impreparata e poco accorta, si è lasciata rovinare quel patrimonio ambientale, perché la Sade facesse una centrale elettrica. La gente ha capito troppo tardi che la bellezza di un simile bene non era da toccare, né quella volta, né mai! Allora si erano fatte promesse e assicurazioni che il lago non ne avrebbe risentito. Invece, negli anni successivi, non ci sono state ricadute positive a questa infelice operazione, ma parecchi danni economici, turistici e la pescosità è andata distrutta. Ora ci risiamo! Ieri la Sade, oggi la Edipower parte all’attacco. Questa società vuole sfruttare, più di quanto non lo siano già, le acque del lago per incrementare la produzione di energia elettrica. Questo è un vero e proprio attentato all’ambiente e alla popolazione che ne fa parte. Con quale coraggio si vogliono rimettere le mani sul lago, pensando solo agli interessi di chi non ha capito niente dell’importanza e della salvaguardia di questo bene ambientale, sociale ed economico? Contro tal proposito, domenica 10 ottobre, si è svolta la manifestazione, con corteo, organizzata dal comitato per la difesa del Lago. Eravamo in tanti e tra questi anche dei politici intelligenti, che ringrazio. I sindaci però non c’erano (coda di paglia?). Eravamo soli a protestare e a difendere le nostre serie ragioni da tale obbrobrio. Questi “tecnici” credono di avere prove e verità in mano che tutto quel che si teme non avverrà e che la nostre paure sono infondate. Invece, su questo giornale, nei mesi scorsi, sono state molte le persone competenti che hanno spiegato e documentato proprio il contrario. Solo per citarne due, il signor Dario Tosoni e l’ex sindaco Barazzutti, entrambi di Cavazzo Carnico, senza contare le numerose assemblee e riunioni con la gente. Secondo loro e anche secondo la popolazione, i problemi e i danni che si presenteranno non saranno indolori, ma molto seri. Per questo motivo, noi non vogliamo rischiare un’altra volta di compromettere questo nostro (e di tutto il Friuli) bene inestimabile. Tutti sappiamo che in Italia il costo dell’energia grava molto sull’economia, ma non si può pensare di risolvere questo problema a scapito sempre della natura. Cari sindaci, voi siete stati eletti per un programma, il quale, certamente, non contemplava la seconda svendita del Lago. Prendetene atto, siate coscienti, anche se il progetto è per voi “allettante”. Tutta la gente della valle merita rispetto e ascolto. Non ci stiamo a passare come dimostranti isterici, ciechi alle ricadute economiche per comuni e imprese, ma, cari politici, ingegneri e confindustriali, non ci va nemmeno che approfittiate della sete di energia per mettere, indiscriminatamente, le mani e gli occhi sul Lago. Noi, a differenza di voi, ci mettiamo il cuore.