"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

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giovedì 12 maggio 2016

Quarantennale, mostre in ogni paese

Nel 1986, 1996, 2001, 2006, negli anniversari del terremoto, erano state realizzate e presentate delle pubblicazioni capaci di sintetizzare l'esperienza del dopo-sisma e della ricostruzione su scala comunale.

Quest'anno il quarantennale del terremoto è stato caratterizzato dalla proposta, in ogni singolo paese, di mostre fotografiche o presentazioni multimediali capaci di documentare visivamente il passaggio dai danni del terremoto alla ricostruzione.  Le diverse iniziative sono state gestite dalle Associazioni locali e coordinate attraverso alcune riunioni operative tenutesi in municipio. A tutti i paesi è stato messo a disposizione materiale fotografico conservato nell'Archivio del Centro di Documentazione sul territorio, integrato poi da ulteriore materiale raccolto in loco.

Ad Alesso il 6 maggio, in una serata proposta dal Pro Loco di Alesso con la collaborazione del Gruppo Corale e della Parrocchia, si è avuta in piazzetta di Alesso la proiezione di una serie di immagini e video (proposte dal Centro di Documentazione) a testimoniare il percorso compiuto da Alesso dalle scosse alla ricostruzione.
 

Nel Centro Servizi di Avasinis è stata proposta la mostra fotografica “Il grant spavent al è rivât as 9 di sera”, curata dalla Pro Loco di Avasinis con la collaborazione delle diverse Associazioni del paese per ribadire che “la nostra gente con tenacia, dignità e spirito di sacrificio ha ricostruito questo piccolo paese stretto tra i monti”. Buona parte delle foto sono opera del fotografo Walter Menegaldo, ma parecchie sono state raccolte tra la popolazione. Una sezione della mostra è stata curata dai bambini della Scuola dell'Infanzia che hanno partecipato all'iniziativa proponendo specifici elaborati.


L'associazione “Noi di Braulins” ha proposto la mostra fotografica “59 secondi. Terra trema”, inaugurata domenica primo maggio nella canonica di Braulins.  Nella mostra sono state presentate immagini, filmati e oggetti sul periodo del terremoto.

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Ad Oncedis, , sot i arcs da cjasa Neca-Stupìs, è stata predisposta la mostra fotografica "Gocce di Memoria. Oncedis 1976-2016" allestita da Fabiana Zilli con la Biblioteca comunale e i volontari della borgata per ricostruire l'aspetto e la vita quotidiana di Oncedis prima del terremoto, i danni arrecati dal sisma ed il percorso della ricostruzione.

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A Peonis è stata allestita una mostra fotografica, visitata anche dal cardinale Bassetti, documentante i danni del terremoto e i momenti della ricostruzione.
Si sta pensando di renderla definitiva a costituire uno "spazio della memoria" permanente.
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A Trasaghis, sul sito della vecchia chiesa,  c'è stata il 6 maggio la proiezione di due video inediti sul prima ed il dopo-terremoto, girati l'uno da Celeste Costantini "Peresson" e l'altro da Dario Venturini. Nelle vicinanze, sui luoghi dov'erano le case del vecchio paese è stata  proposta la  mostra fotografica "Lì ch'al era Trasâgas" curata da Luigi e Giraldo De Colle e da Gian Michelino Cecchini, con la collaborazione della popolazione.


Tutte le diverse proposte hanno avuto il patrocinio della Amministrazione comunale di Trasaghis.

A Bordano è ancora aperta la mostra fotografica sul terremoto nella sala parrocchiale. È aperta ogni sabato e domenica, dalle 15 alle 18, per tutto maggio.

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6 commenti:

  1. Dopo tutto non è un grande problema; le mostre fotografiche sul terremoto non richiedono un grande impegno e sono le più semplici da realizzare. Le possono comporre tutti, non ci vuole tanta professionalità. Basta solo riprodurre vecchie foto ed esporle su una parete.. Lina

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    1. Però qualcuno se ne deve occupare... é inutile criticare chi fa, diamo loro il merito di aver fatto qualcosa Adri

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    2. Pieri Stefanutti12 maggio 2016 21:25

      "le mostre fotografiche sul terremoto non richiedono un grande impegno e sono le più semplici da realizzare", dice Lina. A parte il fatto che è tecnicamente difficile reperire contemporaneamente i pannelli ed il materiale espositivo per cinque mostre (come successo negli scorsi giorni), credo vada almeno dato atto che vi sono stati singoli e associazioni (le varie pro loco, la Biblioteca, il Centro di Documentazione e altri) che per anni si sono dati da fare per raccogliere, conservare e rendere fruibile il materiale fotografico. "Riprodurre vecchie foto ed esporle su una parete" è facile, basta avere avuto la sensibilità di raccoglierle e conservarle. Al supermercato ancora non ci sono.

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  2. E’ tecnicamente difficile reperire i pannelli ed il materiale espositivo? Dopo quarant’anni che si ripete la stessa cosa. Ma lei ci crede veramente a ciò che dice? Sensibilità di raccogliere e conservare? Nel tempo per permettere questo sono stati elargiti adeguati contributi in denaro pubblico a tutti i comuni e di conseguenza alle varie associazioni. Non ai supermercati naturalmente ed è per questo che lei lì ancora non li trova. Niente da obiettare invece sull’impegno e la buona volontà degli interessati. Lina

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  3. Merito alle persone che si impegnano volontariamente nelle varie attività della nostra comunità.
    Elena Rodaro

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  4. Il vero merito per il "miracolo Friuli" va a tutti quelli che si sono "stra-impegnati volontariamente" negli anni 1976-77-78-79-80 e ..... La maggior parte di questi pero ora riposa in pace. Il nostro riconoscimento va sopratutto a loro, non dimentichiamolo. Lina

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