"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

giovedì 24 settembre 2020

Le proposte di Legambiente per il futuro del Lago

Le modalità e le procedure di assegnazione delle concessioni di grandi derivazioni d'acqua a scopo idroelettrico e restituzione al territorio sono i due punti cardine del dibattito che ruota attorno ai disegni di legge sul grande idroelettrico, in ottemperanza alla L. 11 febbraio 2019, n. 12. Si sta consolidando l’idea di costituzione di una società regionale a maggioranza pubblica con scelta del partner tecnico di minoranza, mediante gara ad evidenza pubblica o interamente pubblica scegliendo un partner pubblico di comprovata esperienza. Le modalità di restituzione al territorio vanno oltre al meccanismo utilizzato fino ad oggi delle compensazioni, e prevedono investimenti di ricucitura/manutenzione straordinaria e ordinaria del capitale naturale e interventi di sostegno al capitale sociale (lavoro,…) nei territori interessati. Il pensiero di Legambiente FVG Nel congresso regionale del 2015 l’associazione già si esprimeva: “Legambiente rilancia la proposta di istituire un’Azienda speciale regionale, analoga a quelle operanti in Trentino-Alto Adige, che gestisca direttamente gli impianti e la produzione di energia idroelettrica, assicurando ricadute significative sull’economia regionale, e montana in particolare, maggior attenzione per la vita dei fiumi, riprendendosi un potere di governance importante su una risorsa ambientale ed economica che è di tutti assieme a tutti i soggetti pubblici esistenti e operanti nel campo idroelettrico”. Dopo cinque anni, l’associazione conferma lo spirito della proposta e privilegia, dal punto di vista della governance, l’opzione di una società regionale interamente pubblica e partnership tecnica pubblica di provata esperienza. L’associazione segnala inoltre, senza alcuna pretesa di esaustività, alcune proposte che, ci auguriamo, trovino riscontro nell’apposita legge. 1. La restituzione al territorio della gestione deve prioritariamente essere destinata alle attività di manutenzione ordinaria e straordinaria, alla riduzione degli effetti di hydropeaking e accompagnata da progetti di rinaturazione (es. Lago di Cavazzo) e di riqualificazione fluviale, nei bacini interessati dalle opere; 2. La redazione dei piani per la gestione dei sedimenti nei rispettivi bacini, aspetto particolarmente critico generato dalle opere bagnate del grande idroelettrico e amplificato dai cambiamenti climatici, deve prevenire, ad esempio, interventi tardivi di rilevante impatto ambientale (sghiaiamento Lago di Barcis) o modalità di scarico tout court dei fondi limosi dei bacini di raccolta in quota (lago di Sauris) o il progressivo riempimento dei bacini di destinazione delle acque turbinate (Lago di Cavazzo); 3. La destinazione di parte dell’energia rinnovabile prodotta ad uso gratuito deve promuovere e favorire la nascita, nei territori, di comunità energetiche rinnovabili; 4. Si proceda con la moratoria nella costruzione di nuovi impianti idroelettrici a monte delle opere, essendo oltremodo significativo l’impatto del grande idroelettrico sul ciclo idrologico, sullo stato ecologico delle acque e sulla ricarica delle falde sottese; 5. Il deflusso ecologico e la continuità fluviale a valle delle turbine devono essere sempre garantiti. Va prevista una governance apposita per la gestione delle crisi idriche, rispetto a diversi e confliggenti usi, anche in deroga a regole stabilite dalle concessioni, secondo le priorità fissate dalla legge; di converso va ottimizzata e coordinata la gestione degli invasi per la laminazione delle piene; 6. Il contratto di fiume, strumento / processo di programmazione negoziata, dovrebbe accompagnare, in chiave progettuale, la ricaduta nelle scelte da operare nei bacini interessati, scelte coerenti con i principi dello sviluppo sostenibile e l’agenda 2030; 7. Vanno promossi, in accordo con le università, il sistema di istruzione e formazione professionale, profili professionali utili alla gestione delle opere, al monitoraggio e manutenzione dei bacini montani, all’efficienza nell’uso della risorsa, all’applicazione dell’economia circolare alla gestione del ciclo idrico integrato, … nell’ambito di una rinnovata attenzione al rapporto lavoro / ambiente. Uno sguardo più generale sulla risorsa acqua Bene Comune Preludio: l’accelerazione dei cambiamenti climatici impatterà in modo significativo sul ciclo idrologico, riducendo la nevosità in modo significativo, aumentando fenomeni di siccità estive l’evapotraspirazione e l’energia nei fenomeni metereologici La riduzione dell’impronta idrica deve accompagnare tutte le politiche pubbliche al fine di ridurre l’impatto di crisi idriche (agricoltura, attività produttive, consumo umano,…); appositi indicatori del modello DPSIR valuteranno l’efficacia e l’efficienza di tali politiche; Il risparmio della risorsa deve riguardare anche la pressione esercitata sulle falde artesiane a valle della linea delle risorgive con il duplice obiettivo di ridurre la pressione e rischi sanitari associati con l’estensione in profondità dell’inquinamento; I corsi d’acqua devono raggiungere lo stato ecologico buono al 2027 (direttiva acque). Il raggiungimento di tale obiettivo deve essere accompagnato dalla programmazione di specifiche misure impedendo altresì gli interventi che allontanano dall’obiettivo (es. derivazioni sul fiume Fella che ha uno stato ecologico appena sufficiente); Attenta valutazione nella progettazione di opere di regimazione idraulica e di difesa spondale edificate a seguito di violenti eventi di piena, evitando banalizzazione degli alvei e rifacendosi agli approcci e tecniche caratterizzanti la riqualificazione fluviale. Tali eventi, probabilmente indotti a loro volta da un regime incostante delle portate influenzate anche da captazioni e prelievi, determinano un deterioramento dello stato biologico dei corsi d’acqua e grave danno al mantenimento della biodiversità I finanziamenti del Green deal devono occuparsi anche delle infrastrutture del ciclo idrico integrato, a seguito della vetustà delle condotte di approvvigionamento e l’incompleta opere di depurazione considerate le indicazioni che emergeranno dal Water safety plan. L’associazione rimane in attesa dell’aggiornamento del rapporto sulle qualità delle acque superficiali e profonde previste dalla direttiva acque e redatta da ARPA FVG per esprimere ulteriori debite considerazioni e proposte sulla gestione sostenibile delle risorse idriche e sulle attività a impatto significativo. (https://friulisera.it/considerazioni-e-proposte-di-legambiente-fvg-sul-grande-idroelettrico/)

lunedì 14 settembre 2020

Mandi, don Dino!

ADDIO A DON DINO PEZZETTA: LUTTO NELL’ARCIDIOCESI UDINESE

Lutto nella chiesa friulana per la scomparsa di don Dino Pezzetta. Il sacerdote, che in passato è stato anche rettore dell'Abbazia di Rosazzo e docente in Seminario, è mancato all’età di 82 anni mentre si trovava in ospedale a San Daniele. I funerali si svolgeranno martedì 15 settembre alle 16.30, a Osoppo, presieduti dall'arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato.


Don Pezzetta fu rettore dell’Abbazia di Rosazzo e docente di Teologia dogmatica in Seminario. «Un sacerdote intelligente e vivace», lo ricorda mons. Guido Genero, vicario generale dell’Arcidiocesi di Udine.

Nato a Osoppo il 5 maggio del 1938, fu ordinato sacerdote il 18 marzo 1962. Continuò poi gli studi tra Roma e la Germania fino a laurearsi in Teologia dogmatica, materia che insegnò anche al Seminario dal 1966 al 1970. «Fu uno dei migliori traduttori dei testi teologici tedeschi», afferma ancora mons. Genero.

Don Pezzetta continuò gli studi a Milano fino a trasferirsi ad Osoppo nel 1976, dove visse gli anni del post-terremoto. Dal 1982 al 1990 fu parroco di Peonis e Trasaghis e dal 1991 al 1994 di Villalta di Fagagna.

Dal 1994 al 2006 fu parroco di Oleis e rettore dell’Abbazia di Rosazzo. Successivamente parroco di Montenars fino al 2014. Negli ultimi anni, provato da problemi di salute, collaborava con la parrocchia di Osoppo. I funerali si svolgeranno martedì 15 settembre alle 16.30, a Osoppo, presieduti dall’arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato.
(http://www.diocesiudine.it/don-dino-pezzetta-e-tornato-alla-casa-del-padre/ )





domenica 6 settembre 2020

Mercoledì ad Alesso si inaugura la mostra sul Lago e le acque della montagna


Il "Comitato Tutela acque del bacino montano del Tagliamento" ed il "Comitato Difesa e valorizzazione del lago di Cavazzo
o dei Tre Comuni"propongono per Mercoledì 9 SETTEMBRE 2020 ad Alesso, in Piazza I Maggio (o nel Centro servizi in caso di maltempo)
l'inaugurazione della mostra itinerante nelle piazze

ÂGAS
DI
MOnT
dal Lago di Cavazzo o dei Tre Comuni alla Montagna privata delle sue acque

FATTI e MISFATTI
passati e presenti

Il programma prevede
alle ore 9.00
l'Esposizione della mostra su 27 pannelli
e alle Ore 17.00
la Presentazione ufficiale della mostra, attraverso questi contenuti:
• Introduzione musicale sul tema Acqua
• Intervento: Perché questa mostra?
• Interventi liberi

Sono invitati i parlamentari, consiglieri regionali, sindaci, associazioni, comitati, personalità


Gli organizzatori ricordano che la MASCHERINA è D’OBBLIGO


venerdì 4 settembre 2020

Lunedì ricomincia scuola nel Comprensivo di Trasaghis

Si riparte, dopo il lockdown! Nelle scuole dell'Istituto comprensivo di Trasaghis la scuola ricomincerà in anticipo rispetto al resto d'Italia, già da lunedì 7 settembre.
Relativamente al plesso di Alesso, l'Amministrazione comunale di Trasaghis, dopo gli opportuni contatti con gli organismi scolastici, ha diffuso un manifesto dove si ricordano le principali novità relativamente al trasporto scolastico, alla somministrazione dei pasti, all'uso delle strutture sportive.

giovedì 3 settembre 2020

Domenica sul Lago una caccia al tesoro speciale


Caccia al tesoro immersi nella natura del Lago di Cavazzo: arriva biocaching



Continuano gli eventi organizzati dalla Casa delle farfalle di Bordano in collaborazione con l'Ecomuseo della Val del Lago. Domenica 6 settembre, in programma biocaching, una sorta di caccia al tesoro all'aria aperta in mezzo alla natura. Nel pomeriggio, inoltre, in calendario anche una passeggiata e un picnic al fontanone Barman.

Caccia al tesoro
L'evento è dedicato a grandi e piccini, che dovranno fare squadra per risolvere insieme gli enigmi ragionando sugli indizi sparsi attorno a loro. Il ritrovo è alle 9 di domenica al parcheggio antistante all’albergo Trilago. L’attività si svolgerà nei prati e nei boschi intorno al Lago di Cavazzo, per 3 ore abbondanti.
Come partecipare
L’iniziativa è gratuita, ma è obbligatorio prenotare telefonando alla segreteria della Casa delle Farfalle (344 2345406). I posti sono limitati.


(https://www.udinetoday.it/eventi/caccia-tesoro-lago-cavazzo-6-settembre-2020.html)

mercoledì 2 settembre 2020

55 anni fa, quell'alluvione in Borc di Prussie a Bordano

Ormai si sa che l'ultima settimana d'agosto  e la prima  di settembre sono caratterizzate dal passaggio di una  ,talvolta violenta, con  grandi precipitazioni.  Infatti l'esperienza insegna che la settimana prima della sagra  sul San Simeone ci sono sempre dei grandi temporali , ne sanno qualcosa i ragazzi che salgono lassù in tenda per "anticipare" la sagra, pure noi allora Pionieri del S.Simeone  abbiamo conosciuto  questo brutto tempo,  ma almeno si dormiva in chiesa.

Anche quest'anno, fedele al corso della natura è arrivata  la perturbazione  più intensa del solito, che ha provocato  la piena di tutti i corsi d'acqua  compreso il Tagliamento, chiusura di strade e frane etc.:" Una piccola alluvione"...
Dopo questa considerazione sui fatti  metereologici  di questi giorni passiamo a  un ricordo  che  55 anni fa poteva avere  tragiche conseguenze invece è andata bene: l'alluvione  del Borgo Prussie di Bordano.

Era il 2 settembre 1965  e a causa di un violento temporale  i due ruscelli  che tutt'ora circondano e delimitano  questo borgo bordanese  hanno  inondato  quella specie di catino  nel quale erano  posizionate le case  di Prussie   e rendevano uniche  queste case e questo borgo . Per capirci , al giorno d'oggi i due ruscelli sono sullo stesso livello , mentre allora il catino con le case  era circa 3 metri più in basso , lascio voi immaginare   tutta l'acqua che questi due  ruscelli montani hanno scaricato  in poco tempo  verso il punto più basso imprigionando  gli abitanti  dentro le case, impossibilitati ad uscire per la pressione dell'acqua sulle porte  e a rischi annegamento in quanto  l'acqua , dentro le case,  era arrivata a quasi un metri e venti. Solo la prontezza di una donna che  non  ha esitato a gettarsi vestita dentro l'acqua  e a scardinare  le porte delle case  che impedivano l'uscita e la salvezza  degli abitanti bloccati ,  ha permesso loro di mettersi in salvo .  Passato qualche tempo , sui due ruscelli sono stati costruiti  due sbarramenti  tutt'ora visibili , non so quanto  possano funzionare in quanto sono  pieni di ghiaia, ma recentemente hanno costruito ai piedi  di uno  quella specie di canale atto a scaricare  più a valle l'eventuale  acqua  fuoriuscita dallo sbarramento, mentre sull'altro ruscello hanno si costruito lo sbarramento ma  l'eventuale acqua in eccesso  percorre sempre il vecchio tracciato originale.

Dopo il terremoto la nuova Prussie è stata ricostruita  circa  3 metri più in alto  del vecchio  livello del borgo originale ( basta guardare oltre i parcheggi delle auto  per vedere la differenza di livello).

Questo è un ricordo che voglio fare conoscere a tutti i miei compaesani e anche   a tutta la gente che ha voglia di conoscere  gli avvenimenti della zona, ora che  anche il Conte di Bragolino  ha voluto fare  sentire la propria presenza  sulla strada sotto il suo castello. 
Mandi a tutti da Emi Picco (Timoteos)   -2 \9\2020 

  

martedì 1 settembre 2020

Domenica sul San Simeone, per ritrovar spiritualità


Domenica ci sarà la celebrazione della Santa Messa sul monte San Simeone. In tempi di coronavirus, non sono consentiti assembramenti festaioli: l'occasione può dunque essere utile per ricoprire la spiritualità di un antico pellegrinaggio votivo.

La Pro Loco di Bordano e Interneppo segnala: "Come da tradizione, domenica 6 settembre alle ore 11:00, ci sarà la Santa Messa (all’aperto) sul monte San Simeone. Quest’anno non ci saranno ristori pertanto ognuno dovrà provvedere in autonomia.

La completa asfaltatura del tratto permette comunque di risalire con mezzi propri, si ricorda inoltre che per facilitare la viabilità è possibile salire fino alle ore 13,00 e scendere dalle 14,00 in poi".


lunedì 31 agosto 2020

Da Alesso a Braulins, "che anatra di tempo"!

"Che anatra di tempo", diceva sorridendo Tuti, giocando su una traduzione raffazzonata del motto friulano "ce razza di timp". Eppure è una esclamazione che può scaturire spontanea, in queste giornate, vedendo gli effetti del maltempo in Friuli, in Carnia, anche facendo uno zoom sul microcosmo da Alesso a Braulins.
Ecco una significativa esemplificazione in una galleria fotografica:


Nell'ordine: il Palar in piena (ph. Aurelia Peressini), Strada interrotta per Bordano (Stefania Pisu), frana alla galleria del Piç a Braulins (Francesco Zingaro), Tagliamento in piena a Braulins (Massimo Monutti)

sabato 22 agosto 2020

Sfarfallando ... attorno al Lago

Casa delle farfalle, doppio appuntamento al lago di Cavazzo

CAVAZZO – Doppio appuntamento con la natura sul Lago di Cavazzo, il prossimo fine settimana, con i ricercatori e gli educatori della Casa delle Farfalle, in collaborazione con l’Ecomuseo della Val del Lago.
Si tratta di un’occasione da non perdere per una full immersion nelle specialità naturalistiche del più grande esteso lago naturale della regione.
La sera di sabato 22 agosto, dalle 21 in poi, l’unica occasione in questo 2020 per poter fare una “caccia notturna” con l’entomologo della Casa delle farfalle, Francesco Barbieri. L’evento si terrà davanti al Centro Visite dell’Ecomuseo, nel Parco Botanico di Interneppo (sulla riva est del Lago di Cavazzo).
Si tratta di una tecnica classica per gli studiosi di insetti: nei periodi di Luna nuova, in cui il satellite smette di splendere come una lampadina in alto nel cielo, vengono installate delle potenti lampade, la cui luce viene scambiata dagli insetti per quella della Luna. Essi, infatti, sono abituati a usarla per orientarsi nel buio. In questo modo, si possono osservare molti esemplari che perdono temporaneamente l’orientamento.
Il nostro entomologo li mostrerà agli ospiti raccontando le loro storie, curiose e inaspettate; anche tra gli insetti delle nostre latitudini si trovano, infatti, delle specie e dei comportamenti interessanti quanto quelli delle specie più esotiche.
Poche ore dopo, invece, la mattina di domenica 23 agosto, dalle 9.30, di nuovo intorno al lago, una delle escursioni in cui Rossella Crescente, direttrice delle guide naturalistiche della Casa delle farfalle, vi conduce alla scoperta delle differenti stagioni della natura intorno al Lago di Cavazzo.
Purtroppo le storie della primavera ce le siamo perse per il lockdown, ma domenica ci aspettano le storie dell’estate, e di come le piante e gli animali affrontano il grande caldo. Più in là, saremo pronti per vedere come tutto cambia con l’arrivo dell’autunno (domenica 27 settembre).
Entrambi gli eventi, la “Caccia notturna sul lago” ed “Estate al lago” durano circa un paio d’ore e sono gratuiti. Sono organizzati in collaborazione con l’Ecomuseo della Val del Lago.
Ricordiamo che la Casa delle farfalle è aperta ogni giorno fino alla fine di ottobre, dalle 10 alle 18 (ultimo ingresso alle 17), mentre La cucina delle farfalle, il punto ristoro all’esterno della casa, gestito in collaborazione con Friulando, è aperta ogni giorno fino alla fine di agosto con gli stessi orari del museo.

(da comunicato "Casa delle farfalle")

mercoledì 12 agosto 2020

In difesa del Lago di fronte all'assalto idroelettrico

Riceviamo e pubblichiamo:

I Comitati e diverse associazioni ambientaliste hanno diffuso un volantino dove si evidenziano i rapporti tra il Lago e quanti utilizzano o intendono utilizzarne le acque (esigenze irrigue, produzione di energia...).

"Lago di Cavazzo o dei Tre Comuni: basta schiavitù idroelettriche!
Come noto il lago di Cavazzo o dei Tre Comuni – stupendo lago naturale ante costruzione della centrale di Somplago - è stato sconvolto dallo scarico in esso dell’acqua turbinata da tale centrale. Acqua gelida (constatabile mettendo un piede in acqua) proveniente, attraverso 80 km di gallerie, dalle prese in quota dei corsi d’acqua della Carnia. Acqua torbiba di fango (constatabile alla vista) le cui particelle più pesanti si depositano sul fondale del lago distruggendo ogni forma di vita ed accumulandosi trasformeranno il lago in una palude come ampiamente dimostrato dallo studio dell’ing Dino Franzil, da quello dell’ing Franco Garzon, incaricato dai Comuni rivieraschi, dal Consorzio BIM e dalle Comunità Montane e dalla ricerche dell’Istituto di Scienze Marine del CNR.
Acque gelide e torbide che, unite alla forte oscillazione del livello del lago, hanno seriamente compromesso la pesca e la fruibilità turistica del lago e della sua valle, percorsa in lungo e in largo da elettrodotti su svettanti tralicci che portano la corrente elettrica a Marghera.Valle che ha dovuto anche subire, non senza averli contrastati, l’oleodotto e relativa stazione di pompaggio sulla riva nord e la violenza dell’autostrada con il gigantesco viadotto affondante alcuni piloni nel lago.
Come se ciò non bastasse, ora assistiamo ad un assalto alle acque del canale di scarico del lago per realizzare due centraline idroelettriche da parte di una ditta privata ed una terza da parte di Carnia Industrial Park (già Cosint) di Tolmezzo. Centraline che vanno ad aggiugersi al progetto del Consorzio di Bonifica Friulana di derivazione irrigua dallo stesso canale di scarico.
I proponenti di queste centraline van dicendo candidamente che le stesse non andranno ad incidere sul lago e sul suo livello. Se così fosse il loro investimento sarebbe decisamente azzardato poiché durante i fermi della centrale a2a di Somplago dovrebbero fermare anche le loro centraline in assenza dell’apporto nel lago della portata scaricata dalla centrale e, conseguentemente, alimentante lo scarico dello stesso; scarico su cui opereranno le loro centraline e la derivazione irrigua. Tant’è che la convenzione con cui a2a autorizza l’installazione delle centraline sul canale di sua competenza prevede che, oltre al pagamento di una royalty ad a2a, la gestione di dette centraline non debba comportare alcun vincolo all’esercizio della centrale di Somplago.
A questo punto sorge inevitalmente la domanda: quando la centrale di Somplago sarà in fermo - accade spesso perché è una centrale “di punta”- e non scaricherà acqua nel lago, che ne sarà delle centraline? Risposta: entreranno anche loro in fermo ( non credibile!) o continueranno a turbinare (risposta logica e credibile!). Allora turbineranno acqua prelevata dal lago il cui livello si abbasserà. Oscillazione del livello inaccettabile. Oscillazione tanto più inaccettabile quella conseguente alla derivazione irrigua, poiché si verificherebbe in estate in danno al turismo sul lago. Al pesante asservimento del lago alla centrale si aggiungerebbe anche quello delle centraline e della derivazione irrigua.
Poiché la derivazione irrigua è prevista sullo stesso canale di scarico del lago a monte delle tre centraline, c’è da chiedersi su quale residua portata potranno fare affidamento le tre centraline quando il Consorzio di Bonifica attingerà la gran parte della portata del canale, tanto più dal momento che la produzione agricola avrà la precedenza su quella dei kw. Sorprende che in questa ingarbugliata situazione sia entrato un ente parapubblico qual’è Carnia Industrial Park e che si possa considerare di coinvolgere privati per i finanziamenti necessari.
Abbiamo più volte richiamato l’attenzione della Regione, dei Comuni, delle Istituzioni e dell’opinione pubblica sull’importanza per l’intero Friuli dello snodo idrico “lago – suo scarico – Tagliamento”. Non è accettabile che su di esso vari attori procedano separatamente guidati esclusivamente dal prorio interesse di parte, da un lato con l’avallo della Regione e dall’altro lato con i Comuni che si accontentano di un obolo compensativo anziché essere loro stessi attori prendendo esempio dai loro colleghi trentini di come utilizzare le acque per una produzione idroelettrica in proprio a vantaggio delle loro comunità ed ecologicamente compatibile.
E’ tempo di metter mano a questo snodo idrico con un piano complessivo, concordato con la Val del Lago ed il comprensorio circostante, che contemperi i vari utilizzi. Piano che metta al centro la rinaturalizzazione del lago e la sua fruibilità turistica quale motore di sviluppo del comprensorio. Per questo è indispensabile la realizzazione del bypass che, evitando il lago, convogli lo scarico della centrale direttamente nel canale di scarico del lago, dove centraline e derivazione irrigua potranno essere realizzate senza comportare interferenze con il lago, tanto più se, con il passaggio alla Regione della centrale di Somplago, per la stessa dovrà stabilirsi un regime di produzione funzionale alle esigenze del territorio e non a quelle attuali degli azionisti lombardi di a2a.
Si prenda atto che proprio la realizzazione del bypass facilita gli utilizzi dello scarico del lago. I Comitati hanno sempre responsabilmente sostenuto che sia possibile rinaturalizzare il lago, produrre kw e dare acqua per irrigare il Friuli. Pertanto si ritengono titolati a pretendere che gli altri attori in campo si comportino altrettanto responsabilmente accantonando gli egoismi di parte.
Presso l’Assessorato Regionale all’Ambiente si è costituito un tavolo tecnico denominato “Laboratorio Lago Tre Comuni” con il compito “di individuare le criticità del Lago dei Tre Comuni e proporre le conseguenti soluzioni finalizzate a recuperare le condizioni di naturalità del lago stesso e a garantirne la fruibilità, anche ai fini turistici”. Ebbene i Comitati vigilano affinchè questo Laboratorio adempia compiutamente alle finalità istitutive che trovino concreta attuazione sul lago. Guai se così non fosse. Il lago è gravemente malato, ha bisogno di un intervento radicale e risolutivo e non di un’aspirina qual è l’equivoca “mitigazione”: logica vuole che per eliminare gli effetti (l’acqua gelida e fango) si intervenga sulla causa (lo scarico della centrale). Diversamente sarebbe per la Val del Lago un’inaccettabile presa in giro.
Comitato Tutela Acque del Bacino Montano del Tagliamento, Tolmezzo via Davanzo 9 Francewschino Barazzutti presidente; Comitato Salvalago, Alesso via Somplago 10, Annamaria Gisolfi coordinatrice; Legambiente Regionale, Sandro Cargnelutti presidente; Legambiente della CARNIA-Valcanale-Canal del ferro, Marco lepre presidente; Coordinamento Nazionale Tutela Fiumi “Free Rivers Italia” Lucia Ruffato presidente; Ce.Vi Centro VolontariatoInternazionale Udine, Marco Iob coordinatore; Movimento Tutela Arzino, Val D’Arzino, Dario Tosoni portavoce; Comitato Acqua Libera, Paluzza, Antonino Galassi portavoce; Comitato Rio Pecol, Paularo, Gaia Baracetti portavoce; Per Altre Strade(PAS) Comitato Interregionale Carnia-Cadore sezione carnica Alto tagliamento, Forni di Sotto, Ira Conti referente; Comitato Val degano, Ovaro,Paolo Querini portavoce; Comitato NO centrale Resia 2 Ponte Rop,Luciano Micelli coordinatore; Comitato Valcellina, Barcis, Fabia Tomasino coordinatrice; Comitato Valmeduna, Meduno Gianfranco Osualdini Coordinatore; Comitato per la Vita del Friuli Rurale, Porpetto, Aldevis Tibaldi presidente; Associazione Culturale Lidriis Furlanis, Talmassons, Katia Odorico presidente; Comitato Salviamo la Fuina, Val Pesarina, Claudio Solari referente".



martedì 11 agosto 2020

Anche quest'anno, sul Palâr e al Lago, c'è l'assistenza Lifeguard

Palar e Lago di Cavazzo, per l'assistenza bagnanti ci sono i volontari

Bagno al lago e sul torrente in totale sicurezza grazie ai volontari della Lifeguard Academy




“Non vietiamo nulla, siamo lì solamente a sorvegliare. Lo scopo è quello di evitare gli incidenti”. È così che Davide Nido, vice presidente della Lifeguard Academy, presenta il progetto che vede la sua associazione, ormai dal 2011, “presidiare” il Palar e il lago dei tre Comuni, a tutela dei bagnanti. “Il progetto – spiega Nido – nacque sull’onda di una serie di incidenti gravissimi nelle acque dolci del nostro territorio. Due fratelli morirono a Cornino, un ragazzo nel Cornappo. Così, spalleggiati dall’allora sindaco di Trasaghis Augusto Picco (venuto a mancare lo scorso anno) iniziammo a operare per garantire la sicurezza. La cosa è proseguita e anche con l’Amministrazione attuale, guidata da Stefania Pisu, i rapporti sono ottimi. Ci aiutano moltissimo”.

Ferragosto e dintorni

L’attività di Nido e dei suoi colleghi copre la settimana di Ferragosto (dal 9 al 16 agosto). Ieri il primo giorno di impegno. “È andata molto bene – racconta –. C’era un sacco di gente e alla fine i bagnanti ci hanno fatto pure un coro di ringraziamento. È stata una bella emozione”. Tutto questo viene fatto a titolo di volontariato, senza nulla in cambio, garantendo una media di 7/8 persone alla volta. “È solo la passione che spinge a farlo – ci dice Nido –. I posti dove operiamo sono bellissimi, meritano di essere vissuti, ma devono anche essere praticabili in sicurezza”.

I consigli

Le acque di torrenti, fiumi e laghi sono diverse da quelle del mare, con altre dinamiche. “Prendiamo ad esempio il lago – chiarisce Nido –. Ci sono due immissari e un emissario. Si possono formare correnti di continuo. In più, spesso, soffia vento di tramontana, altro elemento che può aumentare la pericolosità del bagno. Nel Palar un pericolo ormai classico è rappresentato dai massi. Ci si tuffa, si battezza il masso a una distanza consistente e invece è molto vicino”. Come fare, allora, per garantirsi un po’ di refrigerio senza patemi? “La prima cosa da fare – spiega Nido – è bagnarsi con calma prima di entrare in acqua. I polsi, le gambe, l’addome, la testa. Tutte le parti del corpo, in modo che non ci sia una sofferenza esagerata per lo sbalzo termico. Non si deve fare gli eroi e non si deve fare il bagno mai da soli. La cosa migliore sarebbe munirsi di un presidio, come possono essere le tavolette galleggianti".

(Nicola Angeli)



Tratto da: https://www.udinetoday.it/cronaca/assistenza-bagnanti-palar-lago-cavazzo.html

lunedì 10 agosto 2020

Ancora sulle centraline idroelettriche all'uscita del Lago

Qualche settimana fa era stato avanzato l'ennesimo allarme per le possibili conseguenze delle concessioni di centraline all'uscita del Lago:
"senza un piano complessivo e condiviso di valorizzazione il lago resta, da un lato, solo funzionale alla centrale idroelettrica ed agli interessi degli azionisti della lombarda proprietaria a2a e, dall’altro lato, oggetto delle richieste derivatorie irrigue del Consorzio di Bonifica Friulana, che si ripetono puntualmente con la siccità estiva. Inoltre, come se ciò non bastasse, perseverando nella sciagurata politica di rilascio a piene mani di concessioni idroelettriche, la Regione ha autorizzato la costruzione di ben 4 centrali sul canale di scarico del lago (una all’Industrial Park di Tolmezzo e tre ad una ditta veneta). Centrali che, in mancanza del by-pass, provocheranno forti oscillazioni del livello del lago deleterie per la sua rinaturazione e fruibilità".
(https://www.studionord.news/barazzutti-a-quando-il-laboratorio-lago-dei-tre-comuni/)

Ora il sito "leopost" dà notizia del fatto che il progetto presentato da Industrial Park sarebbe stato bloccato per irregolarità formali:

"Il bando del progetto per la realizzazione di un impianto idroelettrico sul canale di scarico del lago di Cavazzo (Ud) è sospeso a data da destinarsi. Figure di merda lunari dei mezzadri carnici che dirigono lo strombazzante Consorzio. Le ragioni della sospensione sono da ricercarsi in errori su tariffe, calcoli tecnici squilibrati, elementi ambientali e puzza di bruciato. Tanta puzza di bruciato che interessa chi dirige la conca: Il direttore Danilo Farinelli, il Rup Maurizio Cleva, il responsabile amministrativo in telelavoro da Pescara, Erika Bubisutti e il presidente.

L’elaborazione del bando ha comportato l’impegno di consulenti, personale qualificato, risorse per la stesura e i costi sostenuti dalle imprese private per presentare le domande. Il danno erariale è di dimensioni significative. Carnia Infetta, regione malata.

A nulla sono valsi gli allarmi che l’ex presidente del Consorzio Cucchiaro aveva esposto al sindaco di Tolmezzo circa un mese fa. Una missiva illuminante, coraggiosa, che metteva in guardia i vertici del Consorzio sulla “stranezza” dello strumento utilizzato per il bando, ovvero un “project financing”. Tuttavia, il contenuto della lettera al sindaco (maggior azionista del Consorzio), puntava anche a mettere in evidenza la questione ambientale che interessa l’ecosistema del Lago: non è stato considerato l’impatto dell’opera in oggetto. Sul punto, lo stesso Franceschino Barazzutti, ultimo aedo del patrimonio ecologico del lago dei tre comuni, aveva sollevato perplessità sull’opera. Tutto da rifare".
(https://www.leonarduzzi.eu/carniamanikomio-exxx-polzive-prima-stecca-del-presidente-siagri-sospeso-il-bando-di-gara-da-circa-5milioni-di-euri-per-un-impianto-idroelettrico-sul-lago-di-cavazzo-ud-chi-paga-i-danni-le-an/)

domenica 9 agosto 2020

Aperto "Trilago". Ovviamente... sul Lago dei Tre Comuni

Qualcuno lo ricorda come "Al fogolâr", qualche altro come "Hotel da Mara" o ancora come "Hotel Al Lago" nella "Gestione Finzi" .... dopo un lungo periodo di inattività, ha riaperto, con nuova proprietà, l'Hotel sulla riva occidentale del Lago, vicino alla foce del riu da Côt. Un augurio di rilancio...



Riapre 17 anni dopo la chiusura l’hotel sul lago dei Tre comuni



A 17 anni dalla sua chiusura l’albergo ristorante del lago dei Tre comuni ha riaperto i battenti. Lo storico locale “Al lago” era stato chiuso nel 2003 e negli ultimi anni è stato acquisito dai due imprenditori Paolo e Natalia Polo, che hanno effettuato una serie di interventi di ristrutturazione per adeguarla alle recenti normative e dotarlo di nuovi servizi, a cominciare da una piscina esterna che si trova sul retro dell’albergo.


Il nuovo hotel è stato battezzato “Trilago”, un nome che rimanda al lago dei Tre Comuni e rappresenta una possibilità di rilancio dell’area.

«Il nostro obiettivo – spiega Polo – è contribuire a valorizzare questo territorio aggiungendo alla preesistente offerta turistica dei campeggi, anche una struttura ricettiva dotata di camere, ristorante e servizi».

L’hotel dispone di 16 camere, disposte su tre piani, e offre una quarantina di posti letto: per valorizzare quei locali, nell’intervento di ristrutturazione sono state aggiunte alcune terrazze esterne per ognuna della camere, tutto ciò finalizzato a far sì che i visitatori possano apprezzare la vista sul paesaggio esterno. Nel retro della struttura è stata realizzata una piscina, mentre grande attenzione è stata riservata alla terrazza localizzata sul fronte dell’albergo dove si è creata un’area destinata alla ristorazione e bar. Per quanto concerne la ristorazione, l’hotel mette a disposizione fino a 110 coperti tra la terrazza e la sala interna.

«Abbiamo aperto in questi giorni – spiega Polo –, appena possibile, nel rispetto delle autorizzazioni, perché, anche se siamo già in estate inoltrata volevamo dare un messaggio di rilancio a tutto il territorio in cui abbiamo voluto investire perché lo riteniamo molto attraente. La nostra intenzione è quella di tenere aperto l’hotel per tutto l’anno perché pensiamo che la nostra struttura possa venire incontro alle esigenze non solo del turismo ma anche di chi si sposta in quest’area per motivi di lavoro».

Nella zona del lago dei Tre Comuni, questa è l’unica struttura alberghiera aperta, dove tuttavia la presenza dei campeggi già da alcuni anni ha permesso di attrarre molti visitatori. Va ricordato che il lago è anche sede di molte attività sportive, dalla vela con la società Nautilago fino al volo libero, che già negli scorsi anni aveva organizzato sulla riva ovest i mondiali di volo acrobatico. Quest’anno l’emergenza ha impedito tali manifestazioni, ma la direzione dell’hotel “Trilago” è pronta a collaborare con il territorio: «Abbiamo già avuto contatti – spiega Paolo Polo – con le diverse associazioni operative nel settore sportivo. Crediamo che sarà possibile proporre ai nostri utenti anche dei pacchetti specifici nei quali la nostra offerta di servizi si integra con le attività che si possono svolgere in quest’area molto pregiata».


Piero Cargnelutti

(Messaggero Veneto, 8 agosto 2020)


mercoledì 5 agosto 2020

Trasaghis ricorda il Sindaco Augusto Picco, a un anno dalla scomparsa

E' passato un anno dalla scomparsa di Augusto Picco, per due mandati (dal 2009 al 2019) Sindaco di Trasaghis. Lo ricordano gli Amministratori, i familiari, quanti hanno avuto modo di conoscerlo ed apprezzarlo come Amministratore e come persona.
(MV 5-8-20)

martedì 28 luglio 2020

Idroelettrico, una sintesi degli interventi all'incontro di Alesso

Laura Matelda Puppini, sul sito "Non solo Carnia" ha pubblicato una ampia sintesi degli interventi ascoltati nell'incontro sul Grande Idroelettrico tenutosi ad Alesso sabato scorso.
L'articolo si intitola

O ora o mai più. Quale legge in 

Fvg per il grande idroelettrico?


ed è consultabile al link 
http://www.nonsolocarnia.info/o-ora-o-mai-piu-quale-legge-in-fvg-per-il-grande-idroelettrico/?utm_source=mailpoet&utm_medium=email&utm_campaign=nonsolocarnia-news-28-luglio-2020_28



lunedì 27 luglio 2020

Idroelettrico, affollato incontro ad Alesso. E oggi si replica a Cavazzo

In tanti ad Alesso per parlare di grande idroelettrico


Il Comitato Tutela Acqua del Bacino Montano del Tagliamento e il Comitato Salvalago di Alesso, hanno organizzato sabato 25, al Centro Sociale di Alesso di Trasaghis, una riunione cui hanno partecipato una novantina di persone. Il tema in discussione era la Proposta di legge relativa al passaggio in proprietà alla Regione del grande idroelettrico “Disciplina delle modalità e delle procedure di assegnazione delle concessioni di grandi derivazioni a scopo idroelettrico in Friuli/Venezia Giulia”.
Ciò in virtù di una Legge nazionale che stabilisce che, allo scadere del periodo di concessione, il grande idroelettrico passerà alle Regioni. Ricco il parterre dei politici presenti, con i parlamentari Bubisutti, Sut e Tondo, i consiglieri regionali Boschetti, Moretuzzo e Honsell, la sindaca “padrona di casa” Stefania Pisu, il collega di Cavazzo Borghi, di Bordano Bellina e di Montenars Sandruvi, quest’ultimo anche presidente dell’UTI Gemonese. In sala anche il presidente del Bim Benedetti, il presidente regionale di Legambiente Cargnelutti e i rappresentanti di alcuni Comitati della Destra Tagliamento.
Dopo la presentazione dell’argomento da parte di Franceschino Barazzutti, che ha fatto conoscere con immagini dedicate la realtà delle captazioni in Carnia, la situazione del lago e la proposta dei due Comitati sul tema, è iniziata una interessante discussione, che si è focalizzata sui contenuti che dovranno esserci nella futura legge, a breve licenziata dalla Giunta regionale.
Tutti hanno convenuto sul fatto che
la futura Società energetica regionale dovrà essere pubblica, seppur a varia misura, e che eventualmente, per quanto riguarda la sola gestione degli impianti, potrà esserci una Azienda privata che la gestirà.
Infine, da molti interventi è venuto l’accorato appello alla Regione per una moratoria delle concessioni per il minidroelettrico (ovvero le centraline), per il pesante impatto ambientale che queste comportano sui corsi d’acqua alpini e prealpini.
“Come Open Sinistra FVG ho ribadito come la legge finalmente tuteli i lavoratori delle dighe – dice Honsell in una nota -. Nell’occasione ho sottolineato l’importanza di cogliere i grandi finanziamenti disponibili a livello di UE per ripristinare ambientalmente il Lago di Cavazzo nell’ambito dei progetti smart-water”.
Oggi nuovo appuntamento sul tema nel tendone festeggiamenti di Cavazzo alle 18.

(foto: Comitati salvalago)

martedì 21 luglio 2020

Sabato ad Alesso, incontro sul "grande idroelettrico"

Riceviamo e pubblichiamo:


SABATO 25 LUGLIO ORE 18
ALESSO DI TRASAGHIS, CENTRO SOCIALE

             INCONTRO PUBBLICO
                                    sulla
Proposta di Legge Regionale relativa al passaggio in proprietà alla Regione del grande idroelettrico.
<<Disciplina delle modalità e delle procedure di assegnazione
delle concessioni di grandi derivazioni a scopo idroelettrico in Friuli Venezia Giulia>>
sottoscritta da Consiglieri Regionali   Sergo, Dal Zovo, Liguori, Santoro, Bidoli, Capozzella, Centis, Conficoni, Honsell, Marsilio, Moretti, Moretuzzo, Ussai;


 Sono stati invitati:
-  i consiglieri firmatari della Proposta di Legge:  
-  il Consigliere Regionale Luca Boschetti  e l’assessore  Barbara Zilli
-  i Parlamentari Luca Sut, Renzo Tondo, Aurelia Bubisutti e Elena Lizzi
-  i Sindaci di Trasaghis, Bordano, Cavazzo Carnico, Artegna, Forgaria nel Friuli, Gemona del Friuli,  Montenars, Osoppo e Venzone.

                  PARTECIPATE
                                                muniti di mascherina


A cura di: Comitato Tutela acque del Bacino Montano del Tagliamento, Tolmezzo, via Davanzo, 9;Comitato per la salvezza del Lago di Cavazzo o dei Tre Comuni, Alesso, via Somplago,10.  20luglio 2020

domenica 19 luglio 2020

Lago, prima riunione del tavolo tecnico. La posizione dei Comitati

Riceviamo e pubblichiamo:

La Regione, per cercare una soluzione al degrado del nostro lago,  con la L.R.  6/8/2019,N° 13, art. 4,  "al fine di individuare le criticità del Lago dei Tre Comuni e proporre le conseguenti soluzioni, finalizzate a recuperare le condizioni di naturalità del lago stesso e garantirne la fruibilità, anche ai fini turistici, in conformità al Piano Regionale di Tutela delle Acque, ha istituito presso la Direzione centrale Ambiente ed Energia, il tavolo tecnico denominato "Laboratorio  Lago dei Tre Comuni ".
Questo tavolo tecnico, è composto da un rappresentante e un esperto della Direzione Ambiente e Energia, da un esperto designato dal Comune di Trasaghis, uno da Bordano e uno da Cavazzo e infine da un rappresentante dell'Arpa. Potrà inoltre partecipare anche un rappresentante dell'Autorità di Bacino. Inoltre potranno essere invitati a partecipare i soggetti portatori di interessi (Comitati, A2A, Consorzio Bonifica Pianura Friulana, ecc ). C'è stata a fine giugno una prima riunione in videoconferenza a titolo interlocutorio, in attesa di conoscere le proposte di A2A e del Consorzio Bonifica Pianura friulana.
Alcune considerazioni. Con questa legge si riafferma nuovamente che il recupero di naturalità del lago, dovrà essere realizzato tramite un bypass (quale sarà la soluzione  ottimale sarà compito del tavolo tecnico ) che porti le acque gelide e talvolta torbide scaricate dalla centrale di Somplago a valle del lago, senza interferire con lo stesso. Le Amministrazioni rivierasche infine  hanno ricevuto un ruolo  fondamentale in questo Laboratorio, nominando ciascuna un proprio esperto. 
Noi del Comitato Salvalago saremo vigili e non mancheremo di portare in quella sede  le nostre proposte.

Claudio Polano - Comitato Salvalago


sabato 18 luglio 2020

L'asilo di Avasinis non sarà demolito, ma recuperato

La Regione ha accolto la richiesta della Amministrazione comunale di Trasaghis per arrivare a un recupero della struttura della Scuola dell'Infanzia di Avasinis di cui l'anno scorso era stata paventata la demolizione per l'inadeguatezza dal punto di vista antisismico.
Soddisfazione è stata espressa dal Sindaco di Trasaghis Stefania Pisu: "Abbiamo voluto scommettere su un intervento di recupero dell’immobile adibito a scuola dell’infanzia, effettuando ulteriori approfondimenti agli studi ingegneristici che ci erano stati presentati un anno fa. L’eventualità di demolire questa struttura ci risultava insopportabile, non solo per ragioni economiche ma anche per il significato affettivo. Abbiamo presentato un progetto di recupero per 380.000 euro, che la Regione ha deciso di finanziare, per cui vogliamo pubblicare i nostri ringraziamenti. Per noi è un ottimo risultato che ci ha ripagato delle tante preoccupazioni e del lavoro svolto per risolvere la situazione".


venerdì 10 luglio 2020

Anche i rugbysti impegnati nella pulizia del Palâr

Sono previste per quest'estate, all'interno di un programma sportivo, anche iniziative di carattere ecologico quali la pulizia di diverse aree del torrente Palâr proposta dall'Associazione Rugby Gemona "Black ducks", in particolar modo nelle giornate del 17 e 24 luglio.
A tutti ha preventivamente rivolto il ringraziamento il Sindaco di Trasaghis Stefania Pisu: "Un ringraziamento ai gruppi di rugby del gemonese che verranno prossimamente sul nostro territorio, nella zona del Palar, per ripulirlo dai rifiuti abbandonati. Giovani volenterosi, appassionati per lo sport e che amano il nostro territorio, valori che insieme portano ad iniziative lodevoli come questa".


lunedì 6 luglio 2020

Alesso, a proposito di quell'ingiuriosa insegna estemporanea

E' uscita giorni addietro sul MV una lettera che commentava la tanto discussa azione di un anonimo che si era sbizzarrito a definire malamente ed etichettare volgarmente Alesso e i dalessàns.
Per quanti non l'avessero letta ... 

Trasaghis: Vandali in azione e gomme tagliate

Egregio direttore,gira su Facebook una foto che riprende il cartello stradale indicante la località di Alesso, paese da cui scrivo, con appeso a fianco un sedile di water su cui sono state scritte una serie di frasi ingiuriose nei confronti degli abitanti di questo paese. Questo è un paese di gente tranquilla, dove ognuno si fa i fatti propri e che ha sempre accolto tutti coloro che per varie ragioni sono capitati da queste parti. Da noi vive da anni molta gente che viene dai più disparati angoli d'Italia e anche dall'estero. Senza alcun problema di convivenza.Nei fine settimana il nostro lago (Lago dei tre Comuni) è frequentato da centinaia di visitatori. Inoltre da anni è abitudine frequentare le bellissime acque del torrente "Palàr", ormai conosciuto in tutta la Regione e perfino dalle parti più vicine del Veneto. A parte qualche problema per i parcheggi, qualche volta lasciati nel disordine dai visitatori, che sono sempre stati rispettati e ben visti. Ora gira voce che recentemente a qualcuno siano state tagliate le gomme della macchina e questa potrebbe essere la ragione del gesto. Parliamoci chiaro, nulla si può escludere: ogni paese ha la sua buona dose di stupidi! Quindi senza voler difendere l'eventuale imbecille di turno va anche detto che, se il proprietario dell'auto presume che il gesto sia opera di un residente, la sua macchina forse non era parcheggiata benissimo. Facile per lui fare uno più uno. Se fosse così la risposta di chi si è trovata la strada sbarrata per un pessimo parcheggio è decisamente esagerata ma pure la reazione dell'autore di simile nefandezze non mi sembra condivisibile. Pertanto qui nessuno capisce le ragioni di tanto livore, espresso poi in quel modo. E c'è da supporre che sia lo stesso soggetto ad aver pubblicato il tutto su Facebook.Non si offende un'intera comunità perché lui (per colpa sua?) ha trovato sulla sua strada un idiota. Che dovrei dire io che abito di fianco al Palàr e che tutti i lunedì dei mesi estivi mi metto a raccogliere carte, borse in plastica, bottiglie in vetro mettendole negli appositi contenitori? Ora l'amministrazione comunale ha provveduto ad installare dei cassonetti per la raccolta differenziata. Ma ugualmente purtroppo c'è ancora qualcuno che ...Mi consenta un'ultima considerazione. Se tra di noi c'è qualcuno che si è comportato male questo non dà diritto al danneggiato di offendere gli altri 836 cittadini di questa comunità. 
Ennio Valent, Alesso di Trasaghis

(Messaggero Veneto, 29 giugno 2020)




mercoledì 1 luglio 2020

Primo caso di positività al Coronavirus nel Comune di Trasaghis

Comunicato del Sindaco di Trasaghis:



"Mi spiace comunicarvi che abbiamo il primo caso di positività al Covid 19 nel nostro Comune. Il dipartimento si è occupato dell’isolamento della persona e delle relative misure di quarantena."

giovedì 25 giugno 2020

Acque: un appello per "essere attori di una giudiziosa gestione ed utilizzazione della risorsa acqua"

Riceviamo e pubblichiamo:

   Comuni predatori e Comuni prede

     La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della lombarda multiutility a2a, concessionaria degli impianti idroelettrici del Tagliamento con le centrali di Ampezzo e di Somplago, contro il piccolo Comune di Forni di Sotto.
   Motivo del contendere, che ha visto la multiutility soccombente in tutti i gradi di giudizio, da un lato è il potenziamento della portata dell’acquedotto comunale attingendo l’acqua sul Rio Chiaradia a monte della presa idroelettrica di a2a, dall’altro lato la pretesa della multiutility di essere indennizzata da parte del Comune  ritenendosi danneggiata poiché la captazione dell’acquedotto riduce la portata d’acqua alla sua presa.
    La controversia, oltre ad essere significativa del punto critico a cui è giunto l’utilizzo della preziosa risorsa acqua, si inserisce in un contesto ben più vasto che merita di essere esaminato: il rapporto tra grandi centri urbani e periferie. Quelle montane in particolare, adatte alla produzione idroelettrica offrendo esse le necessarie caratteristiche quali la disponibilità di acqua ed i dislivelli.
    Se da un lato il piccolo Comune di Forni di Sotto ben rappresenta una periferia montana, dall’altro lato chi è a2a e chi rappresenta? a2a giuridicamente è una società multiservizi che opera  secondo le leggi di mercato, i cui azionisti al 31.12.2019 sono  il Comune di Milano al 25%, il Comune di Brescia al 25%, altri azionisti al 49,2% tra i quali anche soggetti esteri e la stessa a2a spa allo 0,8% con azioni proprie. Quindi a2a è un’espressione, un’emanazione, un modo di essere dei citati Comuni azionisti che ne sono i proprietari.
    Quello di a2a non è un caso isolato. Infatti anche i comuni di Genova, Torino, Reggio Emilia e Parma  detengono il controllo della multiutility Iren, mentre il comune di Bologna e quelli della Romagna detengono il controllo della multiutility Hera, che opera anche nella nostra regione.
     Che i grandi Comuni si dotino di strumenti, quali le società da loro controllate, che provvedano a fornire i servizi necessari come la raccolta e smaltimento rifiuti, l’erogazione di gas e  energia elettrica, il servizio idrico, etc sui rispettivi territori comunali è cosa logica e necessaria.
     Non lo è altrettanto quando i grandi Comuni-azionisti utilizzano le società controllate per espandere la loro attività – meglio il loro business – ben oltre il proprio territorio per sfruttare la risorsa acqua dei territori periferici montani per produrre energia elettrica, peraltro portata altrove, mentre i guadagni  finiscono nell’attivo dei bilanci dei Comuni azionisti, lasciando ai territori montani, già sofferenti sotto diversi aspetti, i dissesti idrogeologici prodotti dalle derivazioni, gli alvei in secca, l’obolo dei sovraccanoni ai Consorzi Bim e di qualche autopromozionale sponsorizzazione, nonché il monumento alla propria energia.  
     Con ciò si viene ad instaurare un rapporto di subordinazione che peggiora ulteriormente lo stato di sofferenza economica, sociale e demografica delle aree montane, tanto più se la società venuta da lontano ha la pretesa di decidere se e quanti litri d’acqua per il proprio acquedotto il Comune locale può captare da un rio del proprio territorio e anche di essere economicamente ristorata per la risibile minor produzione di energia.
   
La controversia tra a2a ed il Comune di Forni di Sotto evidenzia ancora una volta l’urgenza e la necessità, da un lato, di una profonda revisione della legislazione nazionale che dia maggiori tutele ai già deboli e sofferenti territori montani in particolare nei confronti delle già di per sé potenti multiutility urbane, dall’altro lato, che la nostra Regione, a statuto di autonomia speciale, faccia altrettanto ed in particolare costituisca con urgenza una propria società energetica che assuma via via il pieno controllo del settore seguendo l’esempio della Provincia di Bolzano. Diversamente gli spazi vuoti non resteranno tali, ma per la logica del mercato saranno occupati da altri e sarà l’intero territorio regionale ad essere sottomesso: l’anticipazione sono le notizie sulle trattative  tra a2a, Agsm del Comune di Verona e Aim del Comune di Vicenza per la fusione in un’unica società con area operativa il nord-est in concorrenza con Hera. I predatori cercano prede: è la legge della giungla.
    La conclusione di questa controversia è un messaggio ed un incoraggiamento a tutti i sindaci ed abitanti della montagna ad essere attori di una giudiziosa gestione ed utilizzazione della risorsa acqua, sempre più strategica e preziosa, nell’interesse dei loro cittadini, e non spettatori distratti, se non complici, dello sfruttamento indiscriminato non solo da parte delle forestiere società multiutility ma anche da parte di speculatori privati locali e regionali che si avvalgono degli incentivi, i certificati verdi, pagati dagli utenti con le bollette.
     Lo scarso interesse dimostrato dai sindaci e dagli abitanti della Carnia, a differenza di quelli della montagna pordenonese, riguardo al passaggio alla Regione del grande idroelettrico non è un segnale incoraggiante. Per tutti dovrebbero essere di esempio, di guida e di stimolo quei vecchi che in condizioni di miseria oltre 100 anni fa fondarono la Società Elettrica Cooperativa Alto But (SECAB), tuttora ben operante in quel territorio. Nel caso non bastasse possono documentarsi su come ben operano nell’idroelettrico, e non solo, i comuni trentini singolarmente o uniti per valle.


Franceschino Barazzutti, già presidente del Consorzio BIM Tagliamento, già sindaco di Cavazzo Carnico