"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

lunedì 12 maggio 2014

Cavazzo verso il voto (XIII)

Riceviamo e pubblichiamo una nota del Candidato sindaco di Cavazzo Danilo Puppini  sulla lista civica  PER I CITTADINI E PER IL TERRITORIO. Con questa pubblicazione, si segnala che tutte tre le liste che si presentano nel Comune di Cavazzo hanno ritenuto di usare il Blog quale strumento per farsi ulteriormente conoscere, segno questo dell'importanza e della considerazione che il Blog è riuscito a crearsi negli anni per l'intera Val del lago. (A&D)
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Eccomi!

La mia idea nei confronti dei paesi della montagna che spesse volte si citano per lo spopolamento ma altrettante volte si dimenticano è sempre stata quella che per continuare a viverci la gente abbia bisogno di servizi, attività e punti di incontro, altrimenti è ovvio che le persone tendano a spostarsi dove queste caratteristiche le possano trovare. In altri termini mi sono adoperato affinché nei vari aspetti di responsabilità che ho ricoperto ciò avvenisse. L’ho fatto sempre mettendo totalmente me stesso a servizio del prossimo per conseguire il bene comune senza mai essere condizionato nei principi di solidarietà ed eguaglianza che sono i valori della mia coscienza e della mia esistenza.

Onde evitare di ricadere in uno stato di staticità, ho raccolto l’adesione di diverse persone per una formazione di una lista civica (senza etichette di partito) che sia in grado di portare una ventata di vitalità al Comune. Nel criterio delle scelte ho cercato di mettere insieme persone che abbiamo dimostrato nella vita: equilibrio, dinamismo, passione,buona volontà e capacità di inventiva.

Nessuno vieta infatti di avere in campo nazionale idee politiche e nessuno vuole che queste debbano essere dimenticate, ma credo che l’impegno per migliorare le condizioni di una comunità di mille anime, debba soprattutto trovare unite persone prive di eccessivi preconcetti o di pensieri più intricati di quelli che in realtà la Nostra Gente si aspetti.

Ben venga dunque un assieme che concretamente voglia adoperarsi per risolvere i problemi generali delle nostre Comunità mettendovi quel amorevole impegno che si distacca da qualsiasi ambiguità o tornaconto personale e che viceversa ha come scopo la ricerca del miglioramento delle cose e del benessere di tutti.

CHI SIAMO

Unendo persone di esperienza amministrativa e di provata capacità professionale insieme a giovani preparati ed alla volenterosa voglia di fare, si è formato il nostro gruppo. Un gruppo coeso convinto di poter apportare al Comune i benefici che una nuova e viva Amministrazione può dare, sentendosi vicina a tutti con i valori umani tramandatici. Il Sindaco che si propone, d’altronde, in quanto a partecipazione sociale ha senz’altro dedicato negli anni una considerevole parte del proprio tempo sia come organizzatore sia come fondatore o presidente delle varie associazioni culturali, sportive, umanitarie.
Oggi assieme alle nostre energie può dare ulteriore apporto per il bene dei giovani, degli anziani, del territorio e di tutte le persone che abbiamo nel cuore.
                                                                                            Danilo Puppini


La lista "PER I CITTADINI E PER IL TERRITORIO" del candidato sindaco al Comune di Cavazzo Carnico Danilo Puppini 
incontrerà la popolazione per esporre il programma elettorale ed ASCOLTARE le osservazioni e proposte a:
 
MENA - domenica 18 maggio ore 17,00 presso la SALETTA POLIFUNZIONALE
 
CESCLANS - lunedì 19 maggio ore 20,30 presso l'OSTERIA DA ANGELI  
 
CAVAZZO - mercoledì 21 maggio ore 20,30 presso la SALA ASSOCIAZIONI (ex latteria)
 
SOMPLAGO - venerdì 23 maggio ore 20,30 presso il BAR LE BISTROT


domenica 11 maggio 2014

Sabato ad Alesso confronto sul Lago tra i due candidati sindaco (II)

Per più di due ore, ieri sera, in una sala stracolma, Augusto Picco e Giorgio Rodaro si sono confrontati sull'idea di <Lago> e di <sviluppo per la valle>, nell'incontro pubblico  promosso dai Comitati.
Le tematiche poste quale contributo di discussione da parte dei Comitati ai due candidati sindaci hanno riguardato la valutazione della "gestione" del "caso Edipower", il parere sulla presa di posizione della Commissione regionale che ha ammesso la possibilità di realizzare il by-pass del lago, la presenza delle tematiche di salvaguardia ambientale nei programmi presentati dalle due liste, le problematiche relative alla organizzazione futura dei Comuni, tra accorpamenti di funzioni e ipotesi di fusione.
Ovviamente Picco e Rodaro hanno espresso opinioni diverse rispetto ad alcune tematiche (il parere preventivo dato al progetto Edipower, la richiesta di referendum popolare…)  dichiarando invece aperte convergenze su altre (una valutazione positiva sulle prospettive aperte dal parere della commissione regionale, l'impegno a difendere e salvaguardare i corsi d'acqua del territorio, in primo luogo i bacini della Tremugna, del Leale e del Palar, l'auspicio che  l'eventuale realizzazione di centraline possa essere assunta dall'Ente pubblico, destinando conseguentemente gli utili per il territorio).

Il dibattito è  stato coordinato da Dino Rabassi con la collaborazione di Valentino Rabassi. Nella discussione sono intervenuti Gianpiero Stefanutti, Francesco Pazzaglia, Manuel Stefanutti, Franceschino Barazzutti, Pieri Stefanutti, Dino Franzil e altri.

Questa sintetica nota puo’ ovviamente arricchirsi con ulteriori materiali documentari e con commenti e osservazioni dei presenti.




sabato 10 maggio 2014

Domenica ad Alesso incontro con suor Anna Maria e l'esperienza di Minas Novas

Da anni ad Alesso viene organizzato il mercatino di solidarietà che si tiene l'8 dicembre.  Le offerte raccolte vengono utilizzate per opere parrocchiali e, soprattutto, per sostenere l'attività dell'asilo di Minas Novas in Brasile, coordinato da suor Anna Maria Ortelli: domenica prossima sarà possibile conoscere da vicino le caratteristiche di quella esperienza educativa e sociale.
Suor Anna Maria Ortelli, salesiana, nata a Bellano (Como), presente in Brasile dal 1954, è infatti in Friuli per incontrare amici e sostenitori, in particolare della sua missione Minas Novas. E per questo ha fatto inizialmente tappa a Latisana, dove opera l’associazione onlus “Pan di zucchero” che ha un ruolo di coordinamento con i gruppi che sostengono il lavoro di suor Anna, da diverse parti d'Italia e anche dall'estero, per formare un'unica forza di solidarietà.
Suor Anna è stata anche ospite a Basaldella, mercoledì, all'Oratorio parrocchiale,  poi ancora a Udine, venerdì, al Centro culturale Paolino D'Aquileia, e a Trieste, sabato nell’Oratorio salesiani. Domenica, invece, suor Annamaria sarà ad Alesso e prenderà parte alla santa messa delle 11. Qui sarà possibile incontrarla e ascoltare dalla sua viva voce il senso della sua esperienza di solidarietà in Brasile.



venerdì 9 maggio 2014

Cavazzo verso il voto (XII)

 La Lista "Il Coraggio di cambiare insieme", col candidato sindaco Rita Lenisa,  nel presentare la foto dei candidati (con il dettaglio che  la dott.ssa Chiara Franceschini, responsabile del personale presso le Acciaierie Riunite di Udine, dal 1° giugno assumerà la direzione della Casa di Riposo di Paluzza) comunica che i prossimi incontri con la popolazione sono stati così programmati:

sabato 10 maggio, ore 17, Cesclans, Osteria Angeli;

domenica 11 maggio, ore 10, Mena, centro polifunzionale;

domenica 18 maggio, ore 10 Somplago, Osteria Le Bistrot.



Un "pesciolino d'oro" domenica sul Lago

Interessante iniziativa (cui aderiscono, tra l'altro, le biblioteche di BORDANO E TRASAGHIS), rivolta ai bambini e alle loro famiglie,  domenica sul Lago:

PICCOLIPALCHI 2014
 Rassegne teatrali per le famiglie dell’Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia
DOMENICA 11 MAGGIO 2014, Ore 15.30
Centro Visite di Interneppo - Lago di Cavazzo o dei Tre Comuni

IL PESCIOLINO D’ORO
Una storia antica, un’attrice, pupazzi e un mare di legno
Spettacolo a cura del CTA - Centro Teatro Animazione - Gorizia

Un’iniziativa inserita nel programma del
FESTIVAL DELLA LETTERATURA BAMBINA 2014
CRESCERE LEGGENDO progetto di promozione alla lettura
ideato e promosso da
Associazione Italiana Biblioteche (Sezione Friuli Venezia Giulia)
Damatrà onlus
Realizzata in collaborazione con: Comuni di Bordano e Trasaghis, Comunità Montana del Gemonese, Canal del Ferro e Valcanale, Biblioteche Comunali di Bordano e Trasaghis
INFORMAZIONI PER LA PARTECIPAZIONE
Attività gratuita a posti limitati, ISCRIZIONE OBBLIGATORIA.
Per raggiungere la sede dell’ecomuseo è necessaria una breve passeggiata a piedi. I partecipanti verranno accompagnati lungo il percorso. Due i percorsi possibili fra cui scegliere:
1. Partenza dal PARCO GIOCHI LAGO DI CAVAZZO (Comune di Trasaghis), ritrovo alle ore 14.30; durata cammino 30 minuti. Passeggiata naturalistica guidata, percorso facile lungo il lago.
2. Partenza dal MONUMENTO ALL’ISOLATORE SISMICO (loc. Interneppo, Comune di Bordano), ritrovo alle ore 15.00 ; durata cammino 20 minuti, sentiero con dislivello, percorso medio.
Informazioni e dettagli sui percorsi: Biblioteca di Bordano 0432 988329– m. 328-3883271
ISCRIZIONI: ERT FVG tel. 0432/224214 (lun-ven, ore 9.00 - 12.30 e 14.00 - 17.00); sabato 10/5 dalle 10-13 e domenica 11/5 dalle 10-13 è attivo il numero 334 3938220. info@teatroescuola.itwww.ertfvg.it -www.blogteatroescuola.it


giovedì 8 maggio 2014

Sabato ad Alesso confronto sul Lago tra i due candidati sindaco

Il Comitato di difesa e valorizzazione del lago  (Alesso) ed il Comitato per la tutela delle acque del bacino montano del Tagliamento (Tolmezzo) propongono un
INCONTRO PUBBLICO CON
AUGUSTO PICCO e GIORGIO RODARO, 
Candidati Sindaco nel Comune di Trasaghis
sul tema "I CANDIDATI SINDACI COSA INTENDONO FARE
di QUESTO LAGO e di QUESTA VALLE?"

L'incontro si terrà SABATO 10 MAGGIO 2014 alle 20,30
presso il CENTRO SERVIZI  DI ALESSO in via Libertà

La popolazione è invitata a PARTECIPARE a  quella che è anche la prima occasione di confronto diretto tra i due candidati alla carica di Sindaco del Comune di Trasaghis.


mercoledì 7 maggio 2014

"Quella cappa pesante ed astiosa" sulle vicende del 2 maggio di Avasinis (II)

In risposta all'intervento di Dino Rabassi pubblicato questa mattina.
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Poiché sono stato cortesemente citato, intervengo con alcune riflessioni, frutto di una ricerca pluridecennale  sulla vicenda dell'eccidio di Avasinis. Nel discorso del 2 maggio 1994 l'allora sindaco di Trasaghis lesse ampi brani di un documento intitolato "Dal diario di Don Francesco Zossi". Io conoscevo  quel documento in quanto era stato pubblicato sul Bollettino Parrocchiale di Avasinis nel maggio del 1966: al Sindaco chiesi pertanto non dove fosse reperibile tale fonte, bensì se egli avesse avuto degli elementi per accertarne la veridicità. Allora non si conosceva infatti il reale contenuto del diario di don Zossi  e ciò dava appunto spazio a "fantasiose testimonianze su presunti segreti e reconditi fini". In realtà, avrei scoperto più tardi, nemmeno quello era il vero diario di don Zossi bensì il sunto che ne aveva fatto un altro sacerdote, don Cargnelutti, nel libro "Preti patrioti". Non una fonte originale, dunque, ma di "secondo livello", se non di secondo piano.
Al diario originale di don Zossi ci si sarebbe arrivati più tardi, nel 1996, quando don Terenzio Di Gianantonio, che lo aveva ricevuto in consegna, ne autorizzò la pubblicazione: uscì un volume edito dal Comune di Trasaghis di cui curai la documentazione integrativa e in cui, soprattutto, il diario veniva proposto integralmente, addirittura con riproduzione fotografica dell'originale manoscritto, proprio per evitare "fantasiose testimonianze".
Si può quindi dar atto all'ex sindaco di Trasaghis di aver contribuito a diradare "quella cappa pesante ed astiosa" così come, onestamente, per le stesse finalità, credo si debba dare esplicito riconoscimento all'importanza - storica, culturale ed umana - della pubblicazione integrale del diario di don Zossi e poi della realizzazione del video "Avasinis luogo della memoria" di Dino Ariis (distribuito dal Comune a tutte le famiglie) con lo spazio dato alle testimonianze dirette di quei dolorosi momenti.

Il problema, però, credo sia un altro e cioè che, in fondo, di fronte ai fatti di Avasinis, si sia assistito e si assista ancora al permanere di posizioni preconcette, nel confronto - spesso caratterizzato dall'incomunicabilità - tra chi ritiene si debba dare solo e sempre addosso ai "todescs sassìns" o ai "partigjans laris".
A quasi settant'anni di distanza, in realtà, se conosciamo abbastanza bene le dinamiche dell'eccidio, non sappiamo ancora  con precisione quali siano state le forze in campo né soprattutto quali siano state le motivazioni scatenanti. E' forse semplicistico parlare di "attacco alle truppe nazi - fasciste in ritirata e da cui originò la rappresaglia" poiché  non si sa ancora se tale atto ci sia stato, né quando, né dove; non si sa se l'azione su Avasinis sia stata una rappresaglia, una reazione istintiva o preventivamente deliberata: vi sono indizi ed elementi che sembrano ora spingere in una direzione ora in un'altra. La stessa "fonte primaria" non è univoca: tanto per fare un esempio, don Zossi nel Libro storico dice "al mattino del giorno 2 maggio i nostri partigiani cominciano a tirare dal ciglione sopra il cimitero", mentre nel Diario dice   che "i tedeschi raggiungono il paese dopo una piccola resistenza opposta dai partigiani" mentre nella versione di Cargnelutti si dice che "i tedeschi puntano decisamente sul paese", azione cui fa seguito "una sparatoria precisa".
Tanti elementi discordanti, dunque: per cercare di arrivare a un quadro maggiormente definito io ho cercato di mettere assieme e confrontare fonti orali (34 solo quelle citate nella documentazione presentata a integrazione del Diario), fonti bibliografiche (una cinquantina i libri e gli articoli che si occupano di Avasinis), fonti archivistiche (oltre a quelle locali, anche all'estero).
Il lavoro è dunque complesso: è attivo da anni anche un Blog sull'argomento (http://blog.libero.it/2diMaj/) che presenta testimonianze, indicazioni bibliografiche, materiali di approfondimento (obiettivamente diradati, negli ultimi periodi, proprio per lo "stallo" in cui sta versando la ricerca).
La finalità ultima è comunque quella di evitare che possa essere considerata veritiera, col passare del tempo  e la perdita dei testimoni diretti, la frase di Longanesi: "Quando potremo conoscere la verità, essa non interesserà più a nessuno".
                                                          Pieri Stefanutti

                                         

"Quella cappa pesante ed astiosa" sulle vicende del 2 maggio di Avasinis

Riceviamo e pubblichiamo:

IL DIARIO DI DON ZOSSI (Quando l’ignoranza genera inconsciamente odi e rancori)

Il vecchio monumento alle vittime di Avasinis.
L'ultima commemorazione vi si tenne il 2 maggio 1994 
     Il 2 maggio del 1994 quale Sindaco di Trasaghis presenziai alla cerimonia commemorativa delle vittime della strage nazi-fascista in Avasinis.
     Fu l’ultima, perché l’anno dopo le elezioni del 23 aprile, rielessero Sindaco Ivo DEL NEGRO.
     Fino ad allora, quella cerimonia provocava ad Avasinis, tensioni ed il riemergere di antichi rancori tanto che, in questa comunità, pareva che il sangue delle innocenti vittime non dovesse mai smettere di scorrere.
     Anche per me questa commemorazione fu sempre fonte di preoccupazioni, sia per quanto riguardava la preparazione, dall’omaggio floreale all’elenco degli invitati, a quello prettamente istituzionale.
     La mia Amministrazione preferì quindi celebrarla tenendo un basso profilo, ma non per sminuirne il ricordo ed il significato intrinseco racchiuso in sé ma, così facendo, cercando di stemperare queste pulsioni, abolendo anche il superfluo come i rinfreschi, l’omaggio floreale ridotto a 51 semplici rose rosse, e limitando anche gli interventi e la presenza di persone estranee alla nostra comunità.
     Si cercò così di circoscrivere, nell’ambito della nostra gente, il ricordo e il dolore per i martiri innocenti.
     D’altronde già da bambino ero a conoscenza del silente rancore che covava sotto la cenere! Un astio costruito su accuse di colpevolezza verso chi era ritenuto il maggior responsabile di questo evento, ossia gli autori dell’attacco alle truppe nazi - fasciste in ritirata e da cui originò la rappresaglia.
     Per rimarcare queste convinzioni, non si esitò a caricare l’introvabile diario di Don Zossi, sacerdote di Avasinis ferito e sopravvissuto allo sterminio, di fantasiose testimonianze su presunti segreti e reconditi fini, anche di vendette personali, che portarono ai luttuosi fatti, creando così un vero e proprio tabù.
     Si arrivò dunque a pochi giorni dal 02 maggio 1994, quando, cercando delle carte all’interno di un armadio posto nel corridoio accanto al mio ufficio di Sindaco, nel rovistare documenti, fascicoli e libretti, capitò tra le mie mani un opuscoletto stampato di poche pagine che mi colpì subito.
     Apertolo e lette poche righe, mi accorsi che non era altro che un riassunto del diario di Don Zossi, contenente oltre ad un risicato resoconto dei fatti accaduti nei due giorni dell’eccidio di Avasinis, anche un elenco dettagliato delle vittime e non solo! Pure la loro età, i luoghi in cui queste creature furono uccise e le modalità con cui furono trucidate.
      Tornato in ufficio, lessi con commozione misto a stupore quelle righe che, ben presto, si tramutarono in meraviglia nello scoprire quello che da subito mi sembrò una luce accesa sul buio del segreto più inviolabile di questa tragedia: quell’imperscrutabile ed umana verità che sgomberava per sempre quell’altra fittizia e fantasiosa, fatta di non si sa bene quale machiavellico arcano e che condensava in poche semplici parole: “A nemico che si ritira, fare ponti d’oro!”
     Don Zossi quindi si limitò a racchiudere in un saggio detto, antico quanto la storia dell’uomo, la sintesi dell’accaduto, vale a dire che l’attacco portato ai nazi – fascisti in ritirata, formò il pretesto del bagno di sangue che ne seguì, ma non fu certo la causa principale che è da ricercare nella bestialità stessa della natura umana.
    Il giorno della ricorrenza, dopo un sobrio discorso per commemorare le vittime, non pronunciai la frase sopra descritta, ma decisi di elencare solo i nomi, la data di nascita, il luogo e le cause di una morte che portò con sé  51 innocenti tra cui donne, giovani, vecchi e, purtroppo, anche bambini, secondo quanto riportato da Don Zossi..
     Al brusio che di solito aleggiava durante i discorsi ufficiali sulla piazza, subentrò un profondo silenzio cui seguì un sentito applauso quasi liberatorio da parte dei presenti, facendomi capire che quanto avevo letto era stato accolto positivamente non perché frutto non di ricerche o ricostruzioni personali, bensì attinto da  una testimonianza vera.
      Scendendo la scalea antica della chiesa di Avasinis, Pieri STEFANUTTI sempre attento alle storicità dei nostri paesi, mi chiese dove avessi trovato queste fonti, fornendogli i dovuti riscontri.
     Da allora ho la sensazione che quella cappa pesante ed astiosa si sia finalmente disgregata e la popolazione di Avasinis abbia trovato finalmente la pace e che, molto spesso, le più efferate azioni umane non derivino da fatti o circostanze premeditate, bensì da una piccola scintilla scaturita nel tentativo di accendere una luce nel buio  ma che,  in una stanza satura di gas qual’era il mondo allora, possa anche provocare  un’immane disastro.
     Chiudendo, non ho mai cercato di scoprire perché questo librettino sia finito nel dimenticatoio e nemmeno se qualcun altro lo abbia letto prima di me, a me basta aver contribuito a fare un po’ di luce riportando un pizzico di sereno in più tra la mia gente.

                                                                         
                                                                                   Dino  RABASSI

martedì 6 maggio 2014

La triste saga dei cavalli Konik, da Amula al Cuar a Feagne

L'ultimo nato (foto "I Quadris")
Aveva destato curiosità un trafiletto apparso qualche giorno fa sul MV all'interno di un articolo sull'attività dell'oasi "dei Quadris" di Fagagna: "l’Oasi accoglie anche una famiglia di konik: si tratta di un maschio e una femmina con una puledra, e dell’ultimo nato, Marius, nato un mese fa a Fagagna. Si tratta di una particolare famiglia di cavalli, che appartiene a una specie selvaggia, arrivata a ottobre da Trasaghis".
(L’Oasi da 10 mila visitatori resiste con 13 volontari, Messaggero Veneto  26 aprile 2014)

Ora un ampio articolo di Fabio Perco sul Gazzettino di domenica spiega i termini della questione:  "un gruppetto di soggetti  è stato importato in Friuli nel 1988, per parecchi anni vivendo allo stato semi-brado nelle vaste aree del Monte Cuar e nell'ambito del Comune di Trasaghis. Il progetto, inizialmente avviato dalla Provincia di Udine e poi affidato al Comune di Trasaghis, ha subito tuttavia una serie di problemi, collegati da un lato alla difficoltà di assicurare una costante gestione e sorveglianza, dall'altro alla diffusa, seppure discutibile, opinione contraria al mantenimento di cavalli al di fuori dell'aiuto umano, specialmente sotto il profilo alimentare. (…) Tre soggetti sono stati quindi trasferiti presso i Quadris di Fagagna e collocati in un ampio recinto appositamente attrezzato…" ("Il cavallo antico vive a Fagagna", Il Gazzettino  4 maggio 2014)

E' venuto dunque a chiudersi (difficile giudicare se sia il migliore dei modi) un percorso che avrebbe potuto e dovuto avere ben altri sviluppi. Basta ricordare che nella Malga Amula nel comune di Trasaghis (UD),  era stato tentato nel 1999 il reinserimento dei Konik, i piccoli cavallini dell'est molto rari, discendenti diretti dei preistorici Tarpan che popolavano le vaste praterie europee, reintrodotti in Friuli per salvare  i pascoli alpini. E' stato il più importante progetto di reintroduzione di cavalli in natura, sperimentato in Italia. Il nucleo originario sopravvive in Polonia e in alcune riserve naturali dell'Olanda, dove questi erbivori sono usati per  limitare l'eccessiva crescita della vegetazione.
I Konik in Amula (foto P. Stefanutti)
Per la stessa ragione nel 1999 cinque di essi, due stalloni e tre femmine, furono liberati sui nostri monti, nella vallata di Amula, appunto, in una zona che un tempo ospitava fino agli anni Cinquanta parecchie centinaia di bovini e  diverse malghe, poi abbandonate. In un paio d'anni i Konik raggiunsero i 15 individui, che ripulivano i pascoli abbandonati, allargando la zona di frequentazione da Amula alle pendici di Cuar. Poi dal 2004, gli animali incominciarono a morire, alcuni di morte naturale, la gran parte in circostanze misteriose. Gli ultimi tre sono stati trovati avvelenati nel 2005,  vicino agli stavoli  sopra Avasinis. Paola Lovrovich , che ha seguito a lungo il progetto, dedicandovi la tesi di laurea, ne ha descritto la triste involuzione: "Purtroppo alcuni residenti, proprietari di stavoli della zona utilizzati come seconde case, hanno più volte rivolto al comune lamentele, causate per lo più da modesti danni ai giardini o alle recinzioni, il comune stesso è stato indotto ad intervenire in contrasto con le linee del progetto. I responsabili sono stati costretti a spostare più volte il branco da un posto all'altro, modificando continuamente le abitudini dei cavalli, comprese occasionali costrizioni in stalla. Gli animali hanno tuttavia fatto fronte ai cambiamenti adattandosi abbastanza bene.
Konik  sulla neve di Cuar (foto Franco Furlani)
La situazione è però degenerata in coincidenza con un leggero ritardo di un'ulteriore trasferimento forzato, quando tre esemplari sono stati trovati morti. La morte di origine dolosa dei tre animali ritrovati ha indotto l'amministrazione comunale a sporgere denuncia contro ignoti.
La grande forza e le capacità di sopravvivenza in condizioni estreme che hanno permesso a questi cavalli di sopravvivere alla morsa dell'inverno dei 1500m in mezzo alla neve, non gli è bastata per sfuggire alla trappola congegnata dalla mente umana". (http://lists.peacelink.it/animali/2005/06/msg00037.html )

I cavali a malga Cuar (foto Alpinauta)
Dopo una lunga serie di denunce e richieste di risarcimento danni, i cavalli  superstiti sono stati tenuti quindi, per alcuni anni, presso la malga di Cuar e, quindi, recentemente, trasferiti all'Oasi di Fagagna (tutti? In parte?).
Chi ricorda l'interesse suscitato all'epoca dell'avvio dell'inserimento, il rilievo sulla stampa, l'inizio di un processo, come ricordato dalla Lovrovich  caratterizzato dal fatto che "molti escursionisti visitavano la zona attirati dalla prospettiva di incontrare i cavalli, [da cui] si comprende facilmente quanto essi si siano rivelati un investimento sia per quanto attiene la conservazione ambientale sia quale attrazione turistica per il posto", non si può che annotare con tristezza la maniera in cui, per Trasaghis,  la vicenda si sia conclusa.
Comunque, buona fortuna ai Konik a Fagagna che, con loro, non sarà più  solo "il pais dai mus". (A&D)


I Konik a Fagagna (foto "I Quadris")

lunedì 5 maggio 2014

Anche nel Comune di Trasaghis il ricordo delle vittime del terremoto del 1976

Domani, 6 maggio, a 38 anni di distanza da "quel" 6 maggio,  in tutti i paesi dell'Alto Friuli si rinnova il ricordo delle vittime del terremoto.
Per Trasaghis, l'appuntamento è per le  11, nel cimitero del capoluogo , con la celebrazione di una Santa Messa, seguita dalla cerimonia ufficiale .



domenica 4 maggio 2014

Cavazzo verso il voto (XI)

Ancora un contributo di Giacomo De Vita sulle proposte dei diversi programmi amministrativi: si analizzano questa volta i rapporti con la Conca Tolmezzina e le prospettive legate all'istituzione, o meno,  della zona artigianale-industriale.  Come sempre, i lettori sono invitati a confrontarsi sulle cose ed i problemi posti in esame, evitando di cadere nei personalismi e nelle critiche gratuite. (A&D)
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Altro interessante argomento affrontato nei Programmi elettorali delle tre liste candidate è costituito dal rapporto con l’Associazione Intercomunale della Conca Tolmezzina, di cui Cavazzo fa parte. Emerge, da parte di tutti, una certa insofferenza per il fatto di dover, in qualche modo, subire scelte fatte da altri. La lista del candidato Puppini parla apertamente di “appiattimento”; quella del candidato Borghi usa l’espressione “sudditanza”; la lista del Consigliere Lenisa sottolinea la necessità di “ricalibrare l’attività amministrativa che si svolge nella Conca Tolmezzina”. Tutti, indistintamente, rimarcano il fatto che “il Comune di Cavazzo Carnico deve riacquistare una sua dignità ed un’identità pari agli altri Comuni”. Verrebbe da chiedersi, a questo punto, quali attività siano state svolte per evitare tale sudditanza nei due anni su otto, in cui il Comune di Cavazzo ha ricoperto la Presidenza dell’Associazione.
Poi, però, altrettanto indistintamente, tutti sostengono la necessità di rimanerne all’interno, per godere dei benefici derivanti dalla razionalizzazione dei costi e dalla gestione in comune di determinati servizi.
A prescindere da una certa incoerenza tra le due posizioni, ci si chiede: quando si è scelto di entrare a far parte dell’Associazione Intercomunale, era così difficile prevedere come sarebbero andate le cose ?  Era così difficile capire che il Comune capofila, con una popolazione di 10-15 volte superiore a quella degli altri Comuni aderenti, avrebbe sicuramente assunto una posizione egemone? Evidentemente, no. Se lo si è fatto è perché, valutati i possibili benefici rispetto agli eventuali svantaggi, si sono ritenuti prevalenti i primi rispetto ai secondi. QUINDI, ORA DI CHE CI SI LAMENTA ?

Un’ultima considerazione riguarda il programma della lista Borghi. Nel paragrafo riguardante “Territorio e Urbanistica” si cita, tra gli interventi sulla viabilità, il “Collegamento strada retro Caserma”. Poche righe dopo, si tiene a “Confermare e ribadire la contrarietà alla realizzazione del Piano di Insediamento Produttivo retro caserma, in ragione della prossimità con la zona industriale di Amaro”. Le altre due liste candidate non forniscono dettagli in proposito.
Per quanto mi risulta (attendo correzioni in merito), la strada retro caserma era stata prevista dall’Amministrazione dell’allora Sindaco Puppini (lo stesso oggi candidato), proprio perché funzionale alla realizzazione del Piano di Insediamento Produttivo (dallo stesso Sindaco, sostenuto). Tale progetto, avversato dalle amministrazioni che gli succedettero (quelle del Sindaco uscente, ora candidato nella lista Borghi), non fu mai realizzato. Qualche maldicente sostiene, addirittura, che furono persi, per questo fatto, finanziamenti già ottenuti.
Ci si chiede: Perché, allora, torna di moda il collegamento strada retro caserma ?
Giacomo De Vita.    

sabato 3 maggio 2014

Trasaghis verso il voto (VI)

Sono stati resi noti i programmi e le date delle iniziative di presentazione delle due liste che si affronteranno nel Comune di  Trasaghis: il candidato Augusto Picco e la sua lista "Per Trasaghis" si presenteranno agli elettori in una assemblea nella sala consiliare, mentre il candidato Giorgio Rodaro e la sua lista "Io cittadino" proporranno incontri nelle singole frazioni.
Di seguito, i calendari, tratti dai rispettivi siti.





SABATO 10 MAGGIO alle 20.30 nel Centro Servizi di Alesso i due candidati sindaco, Augusto Picco e Giorgio Rodaro, si confronteranno sul tema "CHE FARE DI QUESTO LAGO E DI QUESTA VALLE?", in un incontro pubblico promosso dal Comitato di difesa e valorizzazione del lago e dal Comitato per la tutela delle acque del bacino montano del Tagliamento

venerdì 2 maggio 2014

Anche il Prefetto di Udine ed il Presidente del Consiglio regionale alla commemorazione delle vittime dell'eccidio di Avasinis del 1945

Il Prefetto di Udine ed il Presidente del Consiglio regionale ricordano le vittime dell'eccidio di Avasinis del 1945


E' stato  ancora  un mesto pellegrinaggio quello che, per la sessantanovesima volta,  ha condotto la gente di Avasinis a rendere omaggio alle 51 vittime dell'eccidio del 2 maggio 1945 compiuto dalle S.S. nelle ore convulse della ritirata sul finire della guerra. Si tratta di un momento di incontro nato in occasione del primo anniversario, quando don Francesco Zossi, parroco dell'epoca (lo stesso che, ferito gravemente in canonica mentre cercava di difendere i suoi parrocchiani, lasciò un diario con una lucida ricostruzione del dramma di quelle vicende) raccogliendo la volontà dei superstiti, auspicò che il triste anniversario venisse ricordato costantemente. E tale mesto appuntamento si è ripetuto negli anni, anche quando, verso il 1999, le lapidi e le immagini fotografiche delle vittime sono state inglobate in un nuovo "monumento memoriale" a forma di croce capace di implorare - e sono ancora le parole di don Zossi a ribadirlo- "pace ed amore ai posteri tutti".
Il 69mo anniversario  è stato ricordato, a partire dalle 10.30 del 2 maggio, con la celebrazione, da parte di don Giulio Ziraldo,  di una messa a ricordo delle vittime, la deposizione di tre corone d'alloro al monumento e gli interventi del sindaco di Trasaghis Augusto Picco, del presidente dell'associazione vittime civili Adriana Geretto, del prefetto di Udine Provvidenza Delfina Raimondo e del presidente del Consiglio regionale Franco Jacop. Nei diversi interventi è stata sottolineata l'esigenza che quei fatti lontani vengano conosciuti nella loro interezza e ricordati adeguatamente, per trarne un monito affinché episodi del genere non abbiano più a verificarsi.
 P. St.
(http://blog.libero.it/2diMaj/12771499.html)
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Iacop commemora la strage Avasinis: "la lezione della Resistenza e' attuale"

(AGI) - Trasaghis (Udine), 2 mag. - "Il messaggio della Resistenza, al di la' di qualsiasi retorica, rappresenta una lezione di responsabilità, di impegno, di coraggio e mantiene ancora oggi immutati i suoi fondamenti". Lo ha detto il presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Franco Iacop, in occasione della commemorazione della strage di Avasinis, frazione di Trasaghis, in Friuli. L'eccidio avvenne il 2 maggio 1945, costo' la vita a 51 persone, per lo più donne, bambini e vecchi, nel giorno in cui doveva entrare in vigore il cessate il fuoco. Un reparto delle Ss proveniente da Gemona, in azione di rappresaglia, perquisì e saccheggiò le case della località friulana, uccidendone gli occupanti. "Dobbiamo sforzarci di ricordare ai più giovani i caduti, le sofferenze, i perseguitati nell'Italia occupata - ha detto Iacop - ma anche il sacrificio di quanti hanno combattuto per restituirci la libertà e la speranza di far risorgere l'Italia dalle sue rovine". (AGI)

Quel che si muove a ... Vasinas. Sabato teatro in friulano


Teatro ad Avasinis – 3 maggio 2014


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Nuova serata del gruppo teatrale “Amici di AOAF” ad Avasinis,  nella sala teatrale dell’oratorio "Mons. Ridolfi", sabato 3 maggio 2014 alle 20.30.
Lo spettacolo è “Sartors par siores”, una commedia brillante di Georges Feydeau, tradotta in friulano da Renzo Balzan e diretta da Giacomo Bonanni.
La serata è in memoria di Matteo e Veronica, due giovani di Avasinis che ci hanno lasciati troppo presto, il cui ricordo sprona comunque a continuare l’opera di prevenzione delle malattie oncologiche e di sostegno alle famiglie.
La serata è proposta dalla Pro Loco "Amici di Avasinis" con la collaborazione dell'Associazione Oncologica Alto Friuli e del Comune di Trasaghis.
Le offerte raccolte saranno destinate a sostenere le attività dell’Associazione Oncologica Alto Friuli (AOAF)
L’ingresso  è libero (e la donazione è bene accetta).

giovedì 1 maggio 2014

Pavees di Bordano, gli ultimi sviluppi (II)

“Casa delle farfalle” e ritardi, ressa in consiglio comunale


Messaggero Veneto, 30 aprile 2014

BORDANO. Municipio di Bordano gremito lunedì sera per la seduta del consiglio comunale nel cui ordine del giorno rientrava anche la discussione sulla “Casa delle farfalle”. Un punto richiesto in particolare dal gruppo di opposizione Lista civica per il Comune di Bordano e nello specifico dal capogruppo Valter Stefanutti che aveva presentato una interrogazione scritta comprendente ben tredici gruppi di domande, con le quali si chiedeva di chiarire i fatti avvenuti durante l’ultimo anno e mezzo, da quando cioè la gestione decennale affidata dal 2003 alla Coop Pavees è scaduta e si è provveduto ad affidare una iniziale proroga (il cui contratto è stato firmato tra le parti soltanto a fine febbraio, allo scadere ormai della stessa) per giungere infine alla recente pubblicazione del bando per l’affidamento nei prossimi sette anni. Se alcune discordanze tra le parti erano già emerse nei mesi scorsi, lunedì si è saputo che le stesse sono ancora in trattativa per un’ulteriore proroga fino a tutto giugno.
«Abbiamo avuto un incontro con i legali rappresentanti della società gestrice il 29 marzo, ma ad una successiva richiesta di modifica delle clausole da parte loro non abbiamo più ricevuto proposte», ha riferito il sindaco Gian Luigi Colomba, negando la richiesta di Stefanutti di sentire un contraddittorio da parte di un rappresentante della Coop Pavees, «perché ciò - ha detto - non è previsto dal regolamento del consiglio comunale approvato nel 2000». In base a quando emerso dalle spiegazioni del sindaco, ora sarebbe in corso una sorta di indagine da parte del Comune per verificare le proprietà della “Casa”: «Nella proposta di proroga del 7 marzo - ha detto infatti Colomba - si è chiesto l’elenco dei beni della struttura con idonea spiegazione sulle proprietà. L’amministrazione comunale si riserva di valutare i finanziamenti pubblici concessi nel corso degli anni».
«Non siamo soddisfatti della riposta - ha detto infine Stefanutti -, perché ancora non è chiaro il ritardo per la pubblicazione del nuovo bando».(p.c.)

Cavazzo verso il voto (X)

CAVAZZO CARNICO 

Rita Lenisa Pillinini pronta a guidare la lista delle donne


Messaggero Veneto, 27 aprile 2014
CAVAZZO CARNICO. Appoggiata da una lista civica con una notevole partecipazione femminile, Rita Lenisa, consigliere comunale uscente, si candida come sindaco alla guida del Comune per i prossimi cinque anni. La lista si chiama “Il coraggio di cambiare insieme” e si propone – spiega Rita Lenisa Pillinini, che ha 68 anni ed è imprenditrice nel settore della ristorazione – con una forte presenza femminile, otto donne più la candidata sindaco, con esperienze e professionalità in ambiti diversi. «Ci richiamiamo alle figure femminili della nostra storia: donne forti e generose che allevavano i figli, curavano gli anziani, andavano nei campi e nella stalla e gestivano il bilancio familiare, spesso in assenza del marito emigrante. Con la stessa forza e generosità ci mettiamo a disposizione in un momento difficile. Anche nei nostri paesi si percepisce un senso di diffuso malessere: calo dei residenti, problemi economici, scarse opportunità di occupazione, perdita del lavoro, negozi che chiudono, giovani costretti a emigrare, ma anche difficoltà a mettersi in relazione, pregiudizi e chiusure, che ci impediscono di crescere come comunità».
«Se vogliamo uscire da questa situazione – prosegue – dobbiamo farlo tutti insieme con un patto tra le diverse realtà del territorio: i cittadini, le associazioni, la parrocchia, gli operatori economici e l’Amministrazione comunale. Ambiente, lavoro, servizi sono i cardini del nostro programma perché se non troviamo la strada per lo sviluppo sostenibile di questi paesi, non ci sarà futuro qui, per i nostri figli».
In lista con Lenisa ci sono Sara Angeli, Viviana Bortoluzzi, Giuseppe Cappello, Donatella Chirieleison, Paola Collavizza, Luigi Fasolino, Chiara Franceschini, Carlo Maiorana, Franco Michelli, Chiara Rocco, Sandra Squecco e Lucia Stroili.(t.a.)

Il programma della commemorazione del 2 maggio di Avasinis

69 anni dopo l'eccidio di  Avasinis: ricordo delle vittime

Venerdì  2 maggio cadrà il 69° anniversario della strage di Avasinis: in quella uggiosa mattinata del 1945, una squadra di S.S. penetrò in paese e compì una strage indiscriminata che provocò 51 vittime innocenti tra la popolazione civile. Ininterrottamente, dal 1946 ad oggi, la gente di Avasinis e del Comune di Trasaghis ha mantenuta viva la memoria di quel doloroso episodio, partecipando in maniera sentita all'annuale cerimonia commemorativa a ricordo delle vittime. L’attenzione al significato del “senso della memoria” si è vista confermata anche dalla costruzione, negli anni '90, di un monumento-memoriale sul vecchio cimitero ove sono state sepolte le vittime dell’eccidio, integrato, due anni fa, dallo scoprimento di una targa commemorativa tesa a sintetizzare il contesto storico di quelle lontane vicende. Rilevante anche la pubblicazione del diario di don Francesco Zossi, parroco dell’epoca e protagonista diretto di quelle vicende, nonché la realizzazione di documentari video, iniziative tutte promosse dal Comune.
Quest’anno le cerimonie prevedono per venerdì 2 maggio  la celebrazione di una Santa Messa, alle 10.30, nella chiesa parrocchiale, seguita, alle 11.30, dalla deposizione di una corona d’alloro al monumento sacrario. La commemorazione ufficiale prevede gli interventi del sindaco di Trasaghis Augusto Picco e di Franco Iacop, presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia.