"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

lunedì 12 marzo 2012

Val del Lago sul Web: l'anello del San Simeone

Dal sito "itinerari in mountain bike" (http://itinerari.mtb-forum.it/tours/view/6871) una descrizione del percorso ad anello attorno (e sul) San Simeone.


Anello M.te San Simeone


Si tratta di un itinerario vario che presenta un'ascesa molto semplice su strada asfaltata e discretamente impegnativa, una discesa molto impegnativa (ciclabile 30%-40%), facile e divertenti single track e rientro su comoda pista ciclabile. La partenza dal paese di Venzone. Si attraversa la strada (Pontebbana) in direzione Pioverno. Si seguono le indicazioni per Bordano dove ha inizio la salita verso Interneppo. Dopo alcune curve sulla destra comincia l' ascesa verso il monte San Smeone. Al bivio successivo si mantiene la destra (sulla sinistra m.te Festa). Alcune brevissime gallerie insieme ad oltre 25 i tornanti devono essere superati per raggiungere la meta: Plan dei Purcei. La fatica viene ripagata da panorami eccezionali sulle prealpi carniche e giulie e sulla pianura friulana. Raggiunto un punto panoramico (casette) con breve salita si raggiunge finalmente l'altopiano antistante la cima. Con una breve deviazione si può visitare la Chiesetta di San Simeone. Dall'altipiano Plan dai Purcei, sotto la cima del m.te San Simenone si segue indicazione sentero CAI 838. All'inizio la traccia sottobosco sembra essere molto facile ed invitante. La pendenza aumenta ed il fondo diventa molto insidioso e difficile per le pietre affioranti dal terreno. Alcuni tratti sono più o meno ciclabili soprattutto nella secondà metà del percorso. Fare attenzione nella parte centrale (tratti esposti). Mettere in conto circa 20 min. a piedi. Si sbuca sulla strada sterrata che sale al m.te Festa. Si scende sulla carrareccia fino a scorgere sulla destra un cartello con l'indicazione Interneppo "Sentiero delle Farfalle"(attenzione traccia Gps segue strada sterrata). Bellissima discesa su single track interamente ciclabile. (variante anzichè scendere ad Interneppo finito il sentiero si può proseguire a destra seguendo la carrareccia Cai 838) che porta direttamente a Mena). Raggiunto il paese si seguono le indicazioni per Somplago. Giunti all'incrocio vista sul lago di Cavazzo il cui perimetro verrà percorso lungo la pista ciclabile sterrata. Per raggiungerla bisogna scendere lungo un breve single track che parte proprio dal bivio di cui sopra. Raggiunto il paese di Somplago si sale verso Mena. Si prosegue su strada asfaltata in direzione Cavazzo. Prima che abbia inizio la discesa in prossimità di uno spiazzo sulla destra si intravede l'inizio di una traccia che scende diretta nel bosco. Breve e divertente single track che sbuca direttamente sulla ciclabile. Intinerario completamente asfaltato che porta fino a Pioverno. In breve si raggiunge il punto di partenza.
Un complimento a Paolo per la sua prima uscita "all mountain"...

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Centralina sul Leale, materiali per la documentazione - XVI

A proposito della richiesta di realizzazione di una Centralina  sul Leale è opportuno, per completezza dell'informazione, riferire anche la posizione del Comune di Trasaghis che, sinora, ha affrontato l'argomento solamente in una riunione di giunta, quella del 28 luglio 2011 (delibera 116). In tale sede, confermando l'interesse all'esame della proposta, venivano avanzate delle perplessità relativamente alla possibile diminuzione della portata d'acqua alla sorgente, al vincolo idrogeologico esistente,  al non inserimento della stessa nel P.R.G., al disagio per un territorio già segnato da tanti manufatti, alla possibile riduzione della disponibilità idrica a valle.
E' evidente che l'argomento dovrà essere ripreso dopo la presentazione ufficiale del progetto  di giovedì prossimo e contestualmente ai pareri che dovranno essere espressi dalla Regione.

domenica 11 marzo 2012

Centralina sul Leale, materiali per la documentazione - XV

Chi segue il Blog avrà avuto modo di verificare  lo sforzo informativo per documentare i termini della richiesta presentata per la costruzione di una centralina idroelettrica sul Leale. Onestamente, pare che l'argomento non abbia ancora "scaldato" l'interesse dei valdelaghini (nè sul Blog, nè altrove).  Giovedì prossimo (attenzione all'ora, quantomeno singolare: 19.30), comunque, il progetto verrà presentato ufficialmente nella sala consiliare di Trasaghis, da parte della Ditta proponente.  Va da sè che l'occasione si presenta importante per quanti hanno interesse ad approfondire la questione, a valutare il progetto sotto l'aspetto ambientale, paesaggistico ed economico.

sabato 10 marzo 2012

Morto uno dei grifoni di Cornino. Aveva mangiato pallini di piombo

Cornino, Grifone morto per avvelenamento da piombo   versione testuale
Il responsabile della riserva: urgente eliminare questo metallo dalle munizioni da caccia
VENZONE (9 marzo, ore 14.45) - La fauna selvatica è soggetta a un numero crescente di minacce legate alle attività umane. In particolare tra i rischi maggiori assume sempre più importanza la mortalità legata alle intossicazioni da sostanze chimiche immesse direttamente o indirettamente nell’ambiente naturale. Tra queste, hanno un ruolo di primo piano, per l’elevata tossicità, i metalli pesanti ed in particolare il piombo. Tale elemento può essere assunto dall’organismo per inalazione, ingestione o prolungato contatto attraverso la pelle, provocando negli animali interessati – pesci, uccelli e mammiferi, incluso l’uomo – fenomeni di accumulo nel caso delle intossicazioni croniche o alterazioni patologiche a rapida insorgenza nel caso di intossicazioni acute, che in entrambe i casi possono condurre alla morte.
 
È proprio questo ciò che è avvenuto giovedì 9 febbraio a una giovane femmina di grifone osservata nei pressi di Venzone. Il pronto intervento di alcune persone e del direttore della Riserva di caccia Valerio Pituelli, che hanno osservato il comportamento anomalo dell'animale, ha consentito il recupero e la consegna del soggetto ai tecnici della Riserva naturale. Il giorno successivo, preso in cura dal veterinario esperto di fauna selvatica Stefano Pesaro, l’animale ha manifestato chiari segni di una possibile intossicazione e di una probabile epatopatia, entrambe confermate in seguito dagli esami ematologici, ecografici e radiografici. In particolare quest’ultimo ha messo in evidenza la presenza di 6 pallini nello stomaco. Nonostante il tempestivo intervento e le cure mirate il grifone è morto due giorni dopo il suo ritrovamento. La necroscopia ha confermato la diagnosi: il piombo ne ha causato la morte.

Il vicesindaco di Cornino, Enrico Frucco e il responsabile faunista della riserva naturale del Lago di Cornino, Fulvio Genero, lanciano l'allarme: la perdita di questo grifone pone in maniera ancora più urgente un problema su cui si discute molto negli ultimi anni: la necessità di eliminare il piombo dalle munizioni da caccia sia per fucili a canna liscia che rigata sostituendolo con altri metalli. Soluzione del resto tecnicamente fattibile, ma non attuata.
 
Questo tipo di intossicazioni vengono definite “saturnismo” – spiegano Frucco e Genero –. Una delle fonti di maggior importanza per la contaminazione da piombo degli ecosistemi è legata proprio all’attività venatoria: il fenomeno è causato dall’utilizzo della munizione spezzata e di proiettili camiciati, contenenti in entrambi i casi questo metallo pesante, che in tal modo viene diffuso nell’ambiente.
Sino al recente passato, tuttavia, il problema del saturnismo era associato alla caccia nelle zone umide, in quanto si riteneva che solo gli uccelli acquatici potessero assumere i pallini di piombo ingerendoli per errore al posto dei sassolini, gastroliti o grit, necessari a favorire la digestione gastrica. Al riguardo in Italia sono stati presi provvedimenti, tramite un decreto del Ministero dell’ambiente del 17 ottobre 2007, che vieta l’utilizzo di pallini di piombo, purtroppo esclusivamente per l’attività venatoria nelle zone umide designate come “Zone di protezione speciale” (Zps).
Per contro tale problematica assume elevata pericolosità negli uccelli rapaci, ed in particolare in quelli la cui alimentazione si basa in parte o esclusivamente sull’attività necrofaga (avvoltoi, aquile, poiane, ecc.).
I rapaci, infatti, si intossicano ingerendo le carcasse di animali precedentemente feriti e non recuperati, o i resti (visceri) abbandonati di selvaggina abbattuta, contaminati quasi sempre da frammenti di piombo. Sia i pallini di piombo che le munizioni a palla risultano letali per i rapaci. Anche quest’ultime, usate per l’abbattimento degli ungulati, contengono piombo e spesso si frammentano nel corpo dell’animale colpito disperdendosi con schegge di dimensioni variabili.  
Da rilevare che questo pericolo è ancora maggiore per i grandi rapaci e gli avvoltoi in quanto con i loro potenti succhi gastrici sono in grado di sciogliere velocemente le particelle di piombo ed è sufficiente una particella piccolissima (anche meno di 1 mm) per provocarne la morte.

Questo fattore rappresenta una delle maggiori cause di mortalità nei  progetti di conservazione e di reintroduzione dei grandi rapaci come gipeto, grifone e aquila reale.
Negli Stati Uniti – ricordano ancora Frucco e Genero –, per scongiurare l’estinzione del condor della California e di altre specie già da tempo è stato proibito, in alcune aree, l’utilizzo del piombo nelle munizioni.
 
In Friuli-Venezia Giulia, nella Riserva naturale del Lago di Cornino,  da anni è in corso un progetto di reintroduzione del grifone che ha consentito di creare l’unica popolazione nidificante di questa specie sulle Alpi italiane. La Riserva ed il progetto sono gestiti dall’amministrazione comunale di Forgaria del Friuli e coordinati Genero con la collaborazione dei tecnici della riserva Arduino Candolini e Sara Berra.


da: http://www.lavitacattolica.it/arcidiocesi_di_udine___il_portale/archivio_notizie/00006505_Cornino__morto_un_Grifone._Intossicato_da_piombo.html

Lago, un referendum sulla centrale lo chiedono anche a Cavazzo

Nel Comune di Trasaghis la vicenda della richiesta di indizione di un referendum consultivo sul raddoppio della centrale di Somplago si è formalmente conclusa nel modo non eccessivamente glorioso che abbiamo descritto lo scorso primo marzo.
Ora "il fronte" si apre  nel Comune di Cavazzo, dove 6 Consiglieri comunali hanno presentato  la richiesta di indire un referendum di analogo tenore, e tale richiesta è stata sottoscritta da 360 elettori (una percentuale considerevole, considerato che, nelle ultime elezioni per il rinnovo del Consiglio, i voti erano stati 503).
Sarà interessante seguire gli sviluppi della proposta, considerato anche il fatto che molti dei motivi che erano "ostativi" per Trasaghis non risultano esserlo per Cavazzo (in primis la localizzazione della centrale sul territorio comunale). (A&D)

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Testo del volantino diffuso dai promotori:


RICHIESTA DI REFERENDUM CONSULTIVO SUL PROGETTO EDIPOWER PER LA CENTRALE DI SOMPLAGO

ECCO I NUMERI !
  • 6 - SONO I CONSIGLIERI COMUNALI CHE HANNO CHIESTO IL REFERENDUM;
  • 360 - SONO I CITTADINI DI CAVAZZO E DELLE FRAZIONI, ISCRITTI ALLE LISTE ELETTORALI, CHE HANNO FIRMATO;
  • TRA QUESTI, 68 SONO GIOVANI TRA I 18 E I 35 ANNI;
    COSA SIGNIFICA QUESTO?
SE CONSIDERIAMO CHE ALLE ULTIME ELEZIONI AMMINISTRATIVE I VOTI VALIDI SONO STATI 503, QUESTO DIMOSTRA CHE QUANDO LA GENTE E' CHIAMATA AD ESPRIMERSI SU DI UN ARGOMENTO CHE SENTE COME PROPRIO, RISPONDE, MOSTRA LA FACCIA, SI ESPONE.
QUINDI
360 VOLTE GRAZIE A TUTTI QUELLI CHE CON LA LORO FIRMA HANNO DIMOSTRATO DI CREDERE CHE LE SOLUZIONI DEVONO ESSERE CERCATE INSIEME

LA RISPOSTA CHE VERRA' DATA A QUESTE FIRME PUO' ESSERE UNA OPPORTUNITA' PER AIUTARE LA COMUNITA' A CRESCERE NELLA PARTECIPAZIONE, NELLA RESPONSABILITA' E NELLA DEMOCRAZIA O PUO' PORTARE IL PAESE ANCORA UNA VOLTA NELL'APATIA E NELL'INDIFFERENZA.
Sandro Brunetti, Paola Collavizza, Rita Lenisa, Carlo Maiorana, Chiara Rocco, Lucia Stroili

venerdì 9 marzo 2012

Lago ed Edipower: se ne discute anche in Trentino - III

I Comitati hanno diffuso una nota nella quale  commentano la notizia relativa alla presentazione di una mozione al Consiglio provinciale di Trento. La mozione della Ln, occupandosi di Edipower, si sofferma anche sul futuro del Lago; i Comitati effettuano un raffronto sullo stato del dibattito, sulle medesime questioni, suscitato in Friuli.
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Mozione sulla salvaguardia del lago di Cavazzo presentata al Consiglio della Provincia Autonoma di Trento

    “Il Consiglio Provinciale impegna la Giunta Provinciale  ad attivarsi presso la società Edipower SpA, partecipata di Delmi SpA, affinché non venga ulteriormente compromessa la qualità ambientale del lago di Cavazzo, privilegiando e tutelando gli interessi socio-economici delle popolazioni locali con la rinuncia del progetto di sfruttamento idroelettrico proposto”.
      Così recita il dispositivo della mozione del gruppo  consiliare della Lega Nord  della Provincia Autonoma di Trento, avente per oggetto:
    “Edipower SpA. Progetto di potenziamento mediante pompaggio della centrale idroelettrica di Somplago sul lago di Cavazzo (Udine): quali interessi di Dolomiti Energia?”
      Questo è un primo risultato dell’azione dei Comitati verso gli Enti Pubblici proprietari di Edipower attraverso loro società multiutility.
 Infatti i Comitati che si oppongono al progetto Edipower di pompaggio durante le ore notturne al superiore bacino artificiale di Verzegnis delle acque turbinate ed accumulate durante il giorno nel lago di Cavazzo o dei Tre Comuni, progetto che comporterebbe la morte certa del lago, un mese fa hanno inviato una lettera aperta agli enti pubblici proprietari di Edipower attraverso il loro azionariato nella società controllante Delmi spa.
     Precisamente la lettera aperta è stata inviata al Presidente della Provincia Autonoma di Bolzano quale azionista di controllo della società SEL, al Presidente della Provincia Autonoma di Trento quale azionista di controllo di Dolomiti Energia, ai Sindaci di Brescia e di Milano quali azionisti di A2A, ai Sindaci di Torino, Genova, Piacenza, Parma e Reggio Emilia quali azionisti di IREN. Per conoscenza la lettera è stata inviata ai Presidenti Tondo e Fontanini.
     Alla lettera sono state allegate le relazione dei geologi Cella e Tosoni e dell’ing. Franzil, tecnici dei Comitati, e la perizia dell’ing. Franco Garzon incaricato dai Comuni interessati dal progetto, la lettera dei parroci della Forania di Gemona, la deliberazione della Giunta della Provincia Autonoma di Trento con cui è stato respinto un analogo progetto a pompaggio sul lago di Garda a firma dell’ing.Garzon, una serie di foto del lago di Cavazzo.
     Nella lettera, oltre a spiegare le gravi conseguenze del progetto Edipower sul lago di Cavazzo, ai Presidenti e Sindaci destinatari sono state poste alcune domande, quali:
 se sia accettabile che Province e Comuni propongano attraverso loro società ed Edipower un progetto ad accumulo per pompaggio sul lago di Cavazzo, in casa altrui, quando loro respingono simili progetti in casa propria;
 se sia accettabile che i citati Comuni attraverso le loro multiutility A2A e IREN  e quindi Edipower vengano a proporre di pompare l’acqua, distruggendolo, del piccolo lago di Cavazzo di soli 0,0187 km cubi quando sul loro territorio hanno disponibili grandi laghi con enormi volumi d’acqua (in km cubi: Garda 49, Iseo 7,54, Idro 0,68, Orta 1,3, Como 22,5, Maggiore 37) il cui livello subirebbe oscillazioni non di metri come quello di Cavazzo, ma di solo qualche millimetro.
Così stando le cose i Comitati hanno invitato i Presidenti delle Provincie Autonome ed i Sindaci destinatari della lettera aperta, che è stata inviata anche ai gruppi consiliari provinciali e comunali
*   a dare disposizioni alle loro società multiutility a realizzare gli impianti idroelettrici a pompaggio a casa loro!
*   a non approfittare della debolezza del nostro territorio e di coloro che lo amministrano, perché il Friuli è terra nobile, laboriosa, non di conquista da parte di potentati. Il lago di Cavazzo merita un trattamento migliore, come quello  che i lungimiranti governanti  delle vicine Carinzia e Slovenia riservano ai loro laghi.
    Assistiamo ad una situazione paradossale in cui, mentre a Trento ci si preoccupa che non venga ulteriormente compromesso il lago di Cavazzo e l’agenzia ANSA trentina ha dato ampio risalto alla lettera aperta dei Comitati, i nostri parlamentari, il Presidente Tondo ed i suoi Assessori, la gran parte dei Consiglieri regionali, i Sindaci dei Comuni interessati, la classe politica non sa fare di meglio che servire gli interessi delle multiutility foreste e condannare a morte il lago di Cavazzo per l’obolo di qualche tuttora fantomatica compensazione. Faremo in modo che la nostra gente si ricordi del loro comportamento alle prossime elezioni!
     Ci auguriamo che anche nel nostro Consiglio Regionale e nelle varie sedi istituzionali ci sia chi prenda esempio dai trentini, le rappresentanze istituzionali della Lega Nord in particolare, così come tutti coloro che hanno a cuore la corretta gestione del territorio, dell’ambiente, delle risorse idriche.


   
    Per : Comitato per la difesa e lo sviluppo del lago – Alesso di Trasaghis.
                                                                                     Valentino Rabassi
            Comitato per la tutela delle acque del bacino montano del Tagliamento
                                                                                      Franceschino Barazzutti    


giovedì 8 marzo 2012

Il Presidente della Pro Loco di Avasinis presiede anche il consorzio delle Pro Loco "Friuli Nord Est"

Il Consorzio tra le Pro Loco Friuli Nord Est si rinnova
Presentato il nuovo direttivo, con Giovanni Rodaro Presidente


Come previsto dallo Statuto, il Consorzio tra le Pro Loco "Friuli Nord Est", nei giorni scorsi, ha rinnovato il proprio direttivo. Il parlamentino dei sodalizi del territorio che va da Artegna sino a Tarvisio, passando per la Val del Lago e la Val Resia e comprendente undici Pro Loco, ha eletto Giovanni Rodaro alla Presidenza e Carmela Barile nuovamente vice presidente del Consorzio nato dieci anni fa e facente parte dell'Associazione fra le Pro Loco del Friuli Venezia Giulia con sede a Villa Manin di Passariano. Come previsto dallo statuto, segretario dell'ente sarà la "Pro Glemona" nella persona della Presidente Sara Mardero.
Giovanni Rodaro, 61 anni, è l'attuale Presidente della Pro Loco "Amici di Avasinis", conosciuta in tutta la Regione e non solo per la Festa del Lampone e del Mirtillo.
"Sono riconoscente nei confronti della Sig.ra Maria Pia Fantina e di tutto il direttivo uscente, che in questi. anni ha agito all'insegna della lungimiranza e dell'oculatezza, consegnandoci un Consorzio in salute" queste le prime parole di Rodaro che poi ha affermato: "Agiremo nel segno della continuità e progressivamente accresceremo i servizi offerti e le attività comuni".
La "gestione Rodaro" punta ad allargare la base associativa coinvolgendo quelle Pro Loco del territorio non ancora iscritte al Consorzio. Obiettivo del nuovo direttivo è quello di rafforzare le sinergie con gli enti locali, Turismo FVG, Promotur, i commercianti, gli albergatori, le associazioni sportive, culturali, religiose, ecc per promuovere le migliori tradizioni del Gemonese, del Canal del Ferro e della Val Canale, attirando sempre più turisti da tutta Europa. "Vogliamo riscoprire lo spirito "Senza Confini", presto incontrerò le associazioni a noi simili della Carinzia e della vicina Slovenia per programmare assieme a loro iniziative ricreative e culturali" ha aggiunto Rodaro. Nel corso dell'anno festeggeremo il decennale del Consorzio con un evento che vedrà coinvolte tutte le Pro Loco associate.
Alle voci sempre più insistenti che vorrebbero decine di sagre cancellate, il neo Presidente risponde: "La burocrazia, i lacci e lacciuoli generano costi insostenibili, che minano i bilanci delle nostre Associazioni, che ricordiamo sono fondate sul volontariato. I vincoli imposti negli ultimi anni sono i principali nemici dell'entusiasmo e delle tradizioni, tutto rischia di finire o di standardizzarsi non per colpa della crisi ma a causa della rigidità di certi organismi". Nonostante tutto Rodaro è fiducioso: "Il Consorzio sarà come sempre e sempre più il "Sindacato delle Pro Loco", l'associazione di categoria, pronta a consigliare ed assistere i  nostri soci".
Il Presidente conclude così: "Per crescere dobbiamo lavorare assieme con entusiasmo. Noi amiamo il Friuli, i nostri paesi e la nostra gente. Queste sono le nostre risorse primarie, ereditate da secoli di lavoro e spirito comunitario; insieme si pues!. Non scordiamocelo mai!".

mercoledì 7 marzo 2012

Lago, una risorsa contro la siccità?

Il "Gazzettino" di oggi torna a occuparsi della mancanza di precipitazioni, lamenta la diminuzione della produzione di energia idroelettrica, si  richiama a precedenti storici nei quali Edipower è stata chiamata a gestire, attraverso una opportuna modulazione dei rilasci, la crisi idrica. Potremmo magari andare anche più indietro, a rileggere gli articoli usciti sulla stampa il 23 agosto 1984, quando a titoli cubitali venne sparato che "L'acqua c'è, nel Lago di Cavazzo, per spegnere la sete delle campagne". Della serie "di crôs and'è  zà avonde....".



La centrale a Somplago
TOLMEZZO Lo scotto della siccità fa precipitare la portata dei fiumi
Crolla la produzione idroelettrica
La flessione oscilla tra il 60 e il 30 per cento nel primo bimestre del 2012

Il Gazzettino, Mercoledì 7 Marzo 2012
Perdite della portata dei bacini montani dei fiumi che a febbraio hanno toccato anche quota 91%, cali di produzione idroelettrica che stanno variando dal 30 al 60%. Percentuali davvero significative che diventano ancor più allarmanti se a ciò si aggiunge l'assenza di riserve nevose in vista dei prossimi mesi. I prodromi insomma di una primavera con carenze d'acqua e quindi un'estate siccitosa ci sono tutti. Lo ammette anche Alberto Deana, del servizio idraulica della Regione Fvg, costantemente vigile sui livelli idrometrici dei vari corsi d'acqua del territorio. «Il problema si sta ponendo dallo scorso novembre - spiega - da quando nel bacino imbrifero montano del fiume Tagliamento abbiamo riscontrato un deficit di acqua del 60% in meno rispetto al 2010 causa assenza di precipitazioni, deficit che attualmente a febbraio è salito al 91%. Situazione abbastanza simile anche per il fiume Isonzo, con perdite che sono salite dal 30% di novembre all'85% di febbraio. Ma le note più dolenti le stiamo recependo dai nostri sensori presenti in quota che rilevano la presenza dello strato di neve - aggiunge ancora Deana - qui i confronti con le serie storiche ci riportano indietro agli inizi degli anni 2000, e al 2003 in particolare, quando poi nel corso dell'estate si dovette allertare l'unità di crisi per la razionalizzazione dell'acqua vista l'assenza di scorte, oltre a imporre ad Edipower il rilascio di acqua dalla diga di Verzegnis. Vedremo se nei prossimi mesi qualcosa cambierà altrimenti credo proprio si dovranno prevedere delle regolamentazioni». E spetterà quindi alla giunta regionale in quel frangente regolare le varie concessioni e intavolare la gestione delle eventuali emergenze.
      Lo stato dei corsi d'acqua naturalmente, oltre che a mettere a rischio la stagione di pesca, come abbiamo segnalato ieri, si sta ripercuotendo anche sulle centrali idroelettriche di montagna con i segni meno che hanno iniziato a comparire da gennaio sulle turbine dei vari produttori. La Comunità montana della Carnia con le sue 7 centraline ha fatto segnare a gennaio un -50%, in termini assoluti la produzione mensile a gennaio è calata da 1 milione 500 mila a 623 mila kW/h, e sarà probabilmente così anche a febbraio. Ancor peggio è andata alla Secab di Paluzza che nei primi due mesi del 2012 ha fatto segnare un -60%, ovvero i kW/h prodotti sono scesi dai 4 milioni 692 mila del 2011 (fu un periodo molto piovoso) agli attuali 1.632.000. Anche le centraline del Cosint hanno fatto segnare un -30%, ma per contro è aumentata la produzione derivante dal fotovoltaico. 

martedì 6 marzo 2012

Lago, ancora incerto l'avvio della stagione di pesca



SICCITÀ Mercoledì incontro nell’imminenza dell’apertura stagionale
A rischio l’avvio della pesca
Il presidente dell’Etp: «Situazione critica ma non drammatica»

da: "Il Gazzettino", Martedì 6 Marzo 2012
Non solo il settore agricolo e quello energetico, l'assenza di precipitazioni da diversi mesi in Friuli Venezia Giulia mette a rischio anche l'apertura della stagione della pesca. «La situazione è critica ma non drammatica - esordisce il presidente dell'Ente tutela pesca, Loris Saldan - mercoledì avremo una riunione per capire che decisioni adottare dopo l'analisi dei vari monitoraggi compiuti sui corsi d'acqua regionali; solo in quell'occasione potremo decidere se rispettare il calendario che prevede il via alla stagione l'ultima domenica di marzo, oppure se dovremo rimandarla così come fummo costretti a farlo ad inizio anni Duemila».
      Secondo i dati regionali infatti le precipitazioni piovose nel periodo settembre-febbraio risultano inferiori del 40 per cento rispetto alla media 1995-2009 e del 60 per cento rispetto all'analogo periodo nel 2010. Da aggiungere poi le scarsissime precipitazioni nevose ricadenti nei bacini imbriferi del fiume Tagliamento e del torrente Torre (entrambi attualmente con portate significativamente inferiori alle medie stagionali) che porteranno ad ulteriori ripercussioni nel periodo primaverile ed estivo quando i corsi d'acqua non beneficeranno dell'effetto del disgelo del manto nevoso.
      «Da parte nostra - prosegue Saldan - siamo propensi per rispettare il calendario perché dai dati fin qui ricevuti la situazione non fornisce un quadro di allerta, per quanto riguarda i ripopolamenti supplettivi ne abbiamo eseguiti un paio prima del solito mentre sui corsi d'acqua i controlli attualmente in essere stanno interessando la roggia di Flambro ma qui si tratta di un problema che si ripresenta ciclicamente. Rimaniamo dunque in attesa anche noi di sapere come si comporterà Giove pluvio».
      Del problema della siccità a nordest proprio ieri ha voluto occuparsi anche l'Associazione nazionale bonifiche e irrigazioni che ha proposto l'incontro a breve dei rappresentanti dei Consorzi di bonifica di Veneto e Friuli per aprire un confronto anche con i gestori delle centraline idroelettriche al fine di prevenire situazioni d'emergenza.


lunedì 5 marzo 2012

Letture valdelaghine. Quei partigiani russi, tra il Lago e l'Arzino

Silos e Daniel nell'estate del 1944
"Vie pe seconde vuere mondiâl, tant in Furlanie che in Cjargne, ta Resistence di chenti a jentrarin ancje unevore di rus, che , par solit scjampâts di preson, a sielzevin di metisi cu lis organizazions partigjanis , cjatantsi cussì a scombati cuintri dai todescs a miârs di chilometris da lôr tiere. Di chescj partigjans rus si sa pôc. Forsit l'esempli plui impuartant de lôr vore te Resistence, al è stât il dâsi dongje, dentri des formazions da "Garibaldi", di un bataion fat dibot dome di rus, vuidâts dal Comandant "Daniel", Danijl Avdveev, che al murì tun scombatiment tal 1944 e che al vignì po onorât cu la medaie di aur al valôr militâr".
Inizia così, sul XXIX numero  della rivista "Gnovis pagjinis furlanis", appena uscito,  un contributo di Pieri Stefanutti dedicato alla ricostruzione dell'attività di un battaglione partigiano costituito in gran parte da russi, lo "Stalin" e della figura del suo comandante, quel "Daniel" che è morto in combattimento nell'ottobre del 1944, e alla cui memoria è stata assegnata la medaglia d'oro al valor militare.  
L'articolo, intitolato appunto "Daniel e i rus che combaterin cui partigjans furlans" riassume le vicende della costituzione del Battaglione Stalin, del suo impiego nella zona della Valle del Lago di Cavazzo soprattutto in rilevanti attività di sabotaggio, degli spostamenti a seguito dell'offensiva nazifascista dell'ottobre 1944 dalla Valle del Lago alla Val d'Arzino (Daniel morì in combattimento proprio all'ingresso del paese di San Francesco, il 19 ottobre) e, quindi, della prosecuzione delle attività partigiane sulle montagne della Carnia (dalla Val Tramontina alla zona di Forni di Sotto)  fino alla Liberazione.
Il testo   si avvale della efficace traduzione in friulano effettuata da Remo Brunetti: ecco, per esempio, i passi che descrivono la morte in combattimento del Comandante Daniel: "Tal meis di otubar - sul scomençâ da pesande ofensive nazifasciste che a vares parât a tocs le organizazion partigjane e viertis lis puartis a la ocupazion cosache - il Batalion al vignì spostât te val dal Arzin. I partigjans dal "Stalin" a vignirin alore inschirâts a presidiâ chê part da val dal Arzin jenfre la jentrade da Val di Preon e lis alturis da Mont di Prât di Forgjarie. I partigjans a provàrin a resisti par svareadis zornadis ai atacs dai nazifassiscj. La sere dal 19 di utubar 1944 (des ricercjis fatis di resint nus mostrin che chescj fats a son sucedûts vie par cheste gnot, e no te gnot dal 11 di novembre come che si veve simpri contât..) Daniel al jessì a cjaval di San Francesc par viodi di ce bande che a podèvin passâ lis trupis dal nemî e cemût fermâlis. Al ere in vuaite par vie da muart di un partigjan polac dal "Stalin", copât tant che al ere di sentinèle te jentrade dal paîs. Al vignì però lumât e colpît di une svintule di mitrae. Colât di cjaval, si strissinà cun fadie fint a rivâ dongje di un tombin in bande da strade, dulà che al spirà. ".

domenica 4 marzo 2012

Lago ed Edipower: se ne discute anche in Trentino - II

Dal sito della Lega Nord del Trentino, alcuni dettagli ulteriori sulla mozione presentata dal consigliere provinciale trentino Filippin in merito alla partecipazione della società "Dolomiti Energia" nel progetto di raddoppio della centrale di Somplago  predisposto  da Edipower.



01/03/2012 

Edipower SpA. Progetto di potenziamento mediante pompaggio della centrale idroelettrica di Somplago sul lago di Cavazzo (Udine): quali interessi di Dolomiti Energia?
Il Consigliere Giuseppe Filippin, del Gruppo Lega Nord Trentino in consiglio provinciale ha presentato una proposta di mozione in merito ai possibili interessi di Dolomiti energia sul progetto di ampliamento della centrale di Somplago nel Friuli Venezia Giulia.

La società Edipower SpA possiede numerose centrali idroelettriche nella Regione Friuli Venezia Giulia, tra le quali quella di Somplago, sul lago di Cavazzo, è la più importante. In data 5 settembre 2008 la Società Edipower Spa ha presentato il progetto e lo Studio di impatto ambientale relativo all’installazione, nell’esistente centrale idroelettrica di Somplago, di due gruppi reversibili, per complessivi 124 MW, e di una nuova galleria di adduzione nei Comuni di Cavazzo Carnico e Verzegnis. Il progetto presentato prevede l’ulteriore installazione di due gruppi binari reversibili, per una potenza nominale installata di 124 MW circa, con possibilità di pompaggio dell’acqua dal Lago di Cavazzo (bacino di valle) al bacino sull’Ambiesta (bacino di monte) nel comune di Verzegnis. È inoltre prevista la realizzazione di una nuova galleria di adduzione in pressione, il cui tracciato si svilupperà in affiancamento a quello esistente. Questo progetto di potenziamento della centrale con l’installazione di ulteriori due turbine reversibili, prevede dunque che queste durante la notte pompino attraverso l’ulteriore galleria di 8,5 km l’acqua accumulata di giorno nel lago di Cavazzo al superiore bacino artificiale di Verzegnis per far funzionare tutte le 5 turbine nel giorno seguente aumentando lo scarico nel lago da 66 a 111 mc/sec, con conseguente forte oscillazione del livello dell’acqua del Lago di Cavazzo, ulteriore abbassamento della temperatura e tutti gli altri fenomeni concomitanti. Tutto ciò genererebbe un impatto ingente sul piccolo ecosistema del Lago di Cavazzo e metterebbe a serio rischio la sua conservazione. Anche il bacino artificiale di Verzegnis subirebbe un peggioramento delle condizioni, fungendo da vasca di carico e scarico, con una variazione giornaliera del livello dell’acqua di oltre 9 metri. In una lettera arrivata anche al Presidente della Giunta provinciale di Trento, i componenti dei consigli direttivi del “Comitato per la tutela delle acque del bacino montano del Tagliamento”, operante dal 1998 e del “Comitato per la difesa e lo sviluppo del lago di Cavazzo o dei Tre Comuni” operante dal 2008 hanno fatto menzione delle responsabilità dovute alle partecipazioni delle società pubbliche nella Edipower SpA in quanto anche alla nostra Amministrazione fa capo una società multiutility (Dolomiti energia SpA) che detiene partecipazioni tramite Delmi SpA, nell’assetto azionario di Edipower SpA.
Con la mozione, Filippin propone al Consiglio provinciale di impegnare la Giunta provinciale ad attivarsi presso la società Edipower SpA, partecipata di Delmi SpA, affinché non venga ulteriormente compromessa la qualità ambientale del lago di Cavazzo, privilegiando e tutelando gli interessi socio-economici delle popolazioni locali con la rinuncia del progetto di sfruttamento idroelettrico proposto.

Gruppo consiliare Lega Nord Trentino
Cons. Giuseppe Filippin 


da: http://www.leganordtrentino.org/news2.php?id=4085

Seguendo il link alla pagina, è possibile anche scaricare il testo della mozione presentata in Consiglio provinciale a Trento.

sabato 3 marzo 2012

Lago, un ordine del giorno presentato in Consiglio comunale a Gemona

Il  sito  di "Con te Gemona" dà notizia della presentazione in consiglio comunale a Gemona di un ordine del giorno per la discussione delle problematiche del Lago da intendersi come argomento riguardante tutto il territorio del Gemonese.

Alcuni giorni fa abbiamo inoltrato un ordine del giorno, da portare in discussione al prossimo consiglio comunale, sulla valorizzazione del Lago di Cavazzo . Riteniamo infatti che quel sito sia strategico per lo sviluppo del Gemonese e vorremmo avere le massime garanzie circa la compatibilità a fini turistici, sportivi e ambientali della zona con il previsto raddoppio della centrale idroelettrica di Somplago. Da tempo lo chiedono anche i locali comitati dei cittadini, cui recentemente si sono unite anche le voci dei presbiteri della Forania di Gemona. Questi ultimi hanno pubblicamente espresso la loro preoccupazione, chiedendo che non si guardi solo agli interessi dei grandi gruppi economici ma anche al «destino del Lago, del suo territorio, del suo sviluppo, del futuro nostro e dei nostri figli» []. Crediamo che sulla questione – al di là delle valutazioni di impatto ambientale, di opportunità economica, di equilibrio tra le esigenze locali e quelle generali – si giochi una partita più importante, che interessa il confronto democratico, la partecipazione dei cittadini e le procedure decisionali (come indica anche la Convenzione Europea sul Paesaggio []).
In qualità di forza politica in consiglio comunale, abbiamo più volte chiesto [] che anche Gemona si esprimesse sul futuro del Lago. Se non altro per affermare la necessità di permettere ai cittadini di esprimere la loro opinione e per chiedere alla politica regionale studi scientificamente attedendibili e una trasparenza nelle scelte. In quanto comune mandamentale, Gemona ha una responsabilità a cui non può sottrarsi, tanto più se si considera che il nuovo progetto “Gemona città dello Sport” prevede investimenti importanti per la valorizzazione delle attività nautiche e di volo acrobatico sul Lago [], non pienamente compatibili con il raddoppio della centrale.
Confidiamo che dalla discussione del nostro ordine del giorno in consiglio comunale, accanto a un fruttuoso confronto politico, possa far emergere una posizione chiara e condivisa da parte del nostro Comune. La chiede il territorio, lo chiede il futuro dei nostri figli.


da: http://www.contegemona.it/






Ecco il testo dell'Ordine del Giorno:



ORDINE DEL GIORNO PER LA VALORIZZAZIONE DEL LAGO DI CAVAZZO 
Il lago di Cavazzo, o dei tre comuni, è il più  esteso tra i laghi naturali friulani. La sua  principale fonte d'acqua era costituita dalle polle larghe anche due metri poste sul fondale. 
Dagli anni ’50 vengono riversate nel lago, dopo un utilizzo a fini idroelettrici, anche le  acque del bacino artificiale dell'Ambiesta o di Verzegnis. 
Pur alterata dalle basse temperature di  queste ultime immissioni e dal viadotto  autostradale, la qualità ambientale del Lago e dell’ambito limitrofo rimangono elevate. 
In anni recenti sono stati realizzati diversi interventi, principalmente con risorse pubbliche,  per valorizzare il sito sotto il profilo turistico e sportivo. Infatti, soprattutto nelle stagioni  calde, il Lago è meta di notevole afflusso  turistico e di pratica degli sport nautici e  costituisce pertanto una risorsa ambientale ed economica per l’intero territorio del  gemonese. 
Anche il progetto Gemona città dello Sport e del benstare, prevede alcuni investimenti per  la valorizzazione delle attività nautiche (vela, kayak, canoa) e di volo acrobatico sul Lago. 
La società Edipower, gestrice della centrale idroelettrica di Somplago, ha in essere un  progetto per il potenziamento della predetta  centrale. Nella sostanza vi si prevede  l’installazione di due turbine reversibili per  il pompaggio dell’acqua, durante la notte, dal  bacino del Lago di Cavazzo al bacino di Verzegnis, per aumentare poi la produzione di  energia nei periodi di maggiore richiesta, con conseguente aumento dell’immissione di  acqua nel bacino del Lago di Cavazzo. Ciò potrebbe causare alterazioni tali da peggiorare 
la qualità ambientale  del Lago per un abbassamento della temperatura, una maggior  movimentazione delle acque e un aumento del livello di oscillazione. 
Nell’ambito del parere sulla V.I.A. inerente il  progetto di ampliamento della Centrale di 
Somplago la Giunta Regionale del Friuli-vg (2063 del 17.09.2009) così si è espressa: «di  non poter esprimere parere di compatibilità sul progetto per  l’installazione, nell’esistente  centrale di Somplago, di due gruppi reversibili per complessivi 124 MW, e di una nuova  galleria di adduzione nei comuni di Cavazzo Carnico e Verzegnis – presentato dalla soc.  Edipower S.p.A. […], non risultando evidenziata nella documentazione complessivamente  presentata l’assenza di pericoli, anche solo potenziali per l’ambiente, in conseguenza delle 
carenze progettuali […] di cui i connessi impatti ambientali non sono pertanto valutabili». 
Da oltre tre anni, comitati locali di cittadini, chiedono che sulla materia sia concessa la  possibilità di far esprimere democraticamente i residenti dei comuni prospicienti il Lago,  mediante l’indizione di un referendum popolare. 
Recentemente anche i Presbiteri della Forania del Gemonese si  sono pubblicamente  espressi per la salvaguardia dell’ambito in  parola richiedendo che  siano consultati i  cittadini. Tra l’altro, hanno così dichiarato:  «condividiamo innanzitutto con le nostre  comunità locali il diritto di essere ascoltate, sempre ma in special modo quando si tratta,  come in questo caso, di scelte che possono pregiudicare irrimediabilmente, a favore di grandi gruppi economici, il destino del Lago, del suo territorio, del suo sviluppo, del futuro 
nostro e dei nostri figli». 
Un progetto analogo, che interessava il bacino del Lago di Garda, ma con volumi  notevolmente inferiori (1,5 milioni di mc d’acqua su un volume di 49.000 milioni di mc), è  stato respinto per ben due volte della Provincia autonoma di Trento con le seguenti  motivazioni: «sussistono preminenti interessi  di carattere ambientale, paesaggistico e  socioeconomico incompatibili con la derivazione, ed i relativi impianti ed opere ad essa 
strumentali, finalizzata all’accumulo di  acque mediante pompaggio del Lago di Garda a  scopo di riqualificazione dell’energia, così come proposta dalla società Progetto Altissimo  S.r.l.» (Delib. Provincia Autonoma di Trento  n.ro 683/2010 e n.ro 2730/2010) 
Tutto ciò premesso, il Consiglio Comunale di Gemona sottolinea l’importanza che: 
1. nelle scelte sul futuro del Lago di Cavazzo e in particolare sul previsto raddoppio delle  centrale idroelettrica, sia garantita la massima partecipazione democratica di  espressione da parte dei cittadini, anche  mediante l’indizione di un eventuale referendum; 
2. la conservazione dell’ambiente naturale del Lago di  Cavazzo sia considerata di interesse preminente per il territorio del Gemonese, anche con finalità di valorizzazione turistica e sportiva del sito, per lo sviluppo socioeconomico del territorio;  
3.  ai fini della valutazione sulla compatibilità e sostenibilità del previsto ampliamento delle centrale idroelettrica, siano elaborati studi  di elevata qualità,  svolti anche da autorità  indipendenti e mediante l’applicazione di modelli scientificamente accreditati, e siano illustrati pubblicamente; 
4. la Regione Friuli-vg renda nota la posizione che intende adottare per la tutela del citato territorio sul piano ambientale, paesaggistico e socioeconomico. 


venerdì 2 marzo 2012

Lago ed Edipower: se ne discute anche in Trentino

L'ANSA ha reso noto, in due distinti comunicati, di alcuni interventi nel mondo amministrativo e politico trentino che riprendono le tematiche in discussione sul raddoppio della centrale di Somplago.

Il primo comunicato riguarda "l'arrivo" sui tavoli trentini della lettera di diffida inviata dai Comitati alle multiutility:


Energia: Friuli; lago a rischio,contestato progetto Edipower

Lettera a Comuni Lombardia,Piemonte,E-R,Liguria e Province Tn-Bz

01 marzo, 14:46

(ANSA) - TRENTO, 1 MAR - Salviamo il lago di Cavazzo (Udine) da interventi che puntano a produrre energia elettrica mediante pompaggio, nella centrale idroelettrica di Somplago di proprieta' della societa' Edipower, creando rischi di natura idrogeologica e ambientale. Lo chiede un doppio comitato spontaneo di cittadini che contesta il progetto e ha inviato una lettera aperta a tutti i comuni azionisti della Edipower. Tra destinatari anche le province autonome di Trento e di Bolzano, oltre ai comuni di Brescia, Genova, Milano, Parma, Piacenza, Reggio Emilia e Torino. Il lago di Cavazzo è il più esteso tra i laghi naturali friulani e interessa tre comuni: Cavazzo Carnico, Bordano e Trasaghis, motivo per cui è chiamato anche 'lago dei tre comuni'. Il progetto prevede l'installazione di due turbine reversibili che durante la notte pomperebbero l'acqua del lago per immetterla nel superiore bacino artificiale di Verzegnis e recuperarla di giorno per produrre energia. Nella lettera si fa studi al progetto proposto dalla Società Altissimo srl e della Eiserwerk srl sulla sponda trentina del lago di Garda, a Torbole, ma bocciato dalla Provincia autonoma di Trento proprio per motivi ambientali. (ANSA).
http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/trentino/2012/03/01/visualizza_new.html_126270962.html



Il secondo comunicato riguarda invece una interrogazione presentata da un politico della Ln a proposito delle partecipazioni azionarie legate a Edipower:


Energia: progetto lago Cavazzo;Filippin (Ln) interroga su De

Interrogazione presentata in Consiglio provinciale a Trento

01 marzo, 19:40
(ANSA) - TRENTO, 1 MAR - Sul progetto della societa' Edipower relativo al potenziamento delle turbine della centrale idroelettrica del lago di Cavazzo (Udine) e' intervenuto oggi il consigliere della Lega Nord del Trentino, Giuseppe Filippin, presentando al Consiglio provinciale una mozione. Nel dispositivo Filippin interroga la Giunta trentina in merito ai possibili interessi di Dolomiti energia Spa, partecipata dell'amministrazione provinciale, sul progetto di ampliamento della centrale di Somplago nel Friuli Venezia Giulia, che secondo i comitati locali sarebbe cosi' messo a grave rischio.

Nel testo si motiva la mozione in base al fatto che la societa' Dolomiti Energia detiene partecipazioni, tramite Delmi Spa, nell'assetto azionario di Edipower Spa. (ANSA)

giovedì 1 marzo 2012

Il Lago e la richiesta di referendum. Riflessione sul metodo - II

Riceviamo e pubblichiamo:



REFERENDUM SI O NO
Caro A&D, da sempre nessuno è più sordo di chi non vuol sentire e più cieco di chi non vuol vedere!
Ben più subdolo è chi capisce e fa finta di non capire cercando di salvare chi, al corrente dell’imminente inizio della raccolta delle firme referendarie sul lago, si precipitò in regione a chiedere un parere che, possibilmente, gli facesse da scudo alla volontà popolare nel voler esprimere una sua opinione.
So bene che un po’ tutti preferiscono spingere il carretto del proprio tornaconto e in ciò, pur non approvandolo, non trovo nulla di male, ma cercare di stemperare responsabilità precise tacciando chi si è prodigato per dare voce alla gente di averla presa in giro, lo ritengo quanto meno scorretto e intollerabile.
Vede A&D, scorrettezza per scorrettezza, se il Sindaco avesse posto il quesito alla Regione dopo la raccolta delle firme, sarebbe stato certamente più apprezzabile, anche perché al corrente del tenore del quesito posto ai cittadini dai referendari e, quindi, in grado di formulare la richiesta di un parere alla Regione in modo più completo e preciso!
Da che mondo è mondo su tutti i referendum proposti fin’ora in Italia, chi ne valuta l’ammissibilità, si esprime sempre sul tenore del quesito proposto: non certo sulle intenzioni!!!
Allora, chi è stato il più scorretto?
  • Chi ha chiesto un parere ancor prima di avere un quesito in mano, oppure chi, alla luce del sole, voleva dar voce al popolo?
  • Chi rifiuta di sentire il popolo nonostante le 660 firme raccolte oppure chi , nonostante si sia prodigato a dar fiato alla democrazia, prende atto che comunque il Sindaco e la sua maggioranza diranno di no?
Non c’è bisogno poi di tanti esperti in materia per capire quanto è successo e come si sono svolti i fatti!
Soprattutto nei comitati, di cui faccio parte, c’è gente abbastanza preparata e, se del caso, legali all’altezza cui chiedere chiarimenti che noi, di solito e prima di esprimerci, spesso consultiamo senza bisogno di suggerimenti!
Già tempo fa feci pervenire a questo Blog un articolo in cui, quale Sindaco all’epoca dell’approvazione dello Statuto comunale, raccontavo dello spirito che mosse il Consiglio Comunale ad approvare l’art. 69 sul referendum popolare in materie che, di fatto, escludevano solo quelle fiscali.
Chiarivo che le leggi di tutela ambientale prevedono, oltre ad un parere pur non vincolante dei Comuni su opere di competenza regionale e statale sul proprio territorio, anche un’idonea informazione e partecipazione pubblica: (vedi VIA e VAS) e quindi, trattandosi di precisi obblighi dell’Amministrazione nell’ esprimere un parere positivo o meno, fa sì che la competenza dei Comuni sia implicita: pur se limitata al solo parere!
Nulla vietava quindi al Sindaco di sentire il popolo per trarre indirizzi e sintesi nell’azione amministrativa da proporre: prima o dopo il rilascio di un suo provvedimento!
Bene ha fatto quindi la minoranza a chiedere al Sindaco di portare in Consiglio il problema! Organo deputato a stabilire l’ammissibilità o meno del referendum!
Questa è la verità! Il resto, come dicono in altre parti d’Italia, sono solo ciofeche o, più simpaticamente in romanesco, delle sole!!!
Come sempre, mi auguro che questo mio intervento sia colto solo quale contributo costruttivo.


Dino RABASSI già Sindaco di Trasaghis


Il Lago e la richiesta di referendum. Riflessione sul metodo

Nei mesi di ottobre e di novembre  2011 la minoranza consiliare di Trasaghis ha deciso di promuovere una raccolta di firme  con  la richiesta di indire un referendum consultivo sul problema del raddoppio della centrale. In tempi non sospetti su questo Blog si erano avanzate perplessità sulle modalità di proposta dell'iniziativa, ipotizzando che essa andasse incontro a una bocciatura, perché tecnicamente  "non proponibile".  La raccolta si è comunque conclusa con il deposito, avvenuto il 29 novembre, di 660 firme  (una quota superiore al 25% dell'elettorato).
Leggendo l'ultimo numero del Notiziario comunale, si apprende che "Il Sindaco di Trasaghis ha più volte ribadito (prima, durante e dopo le operazioni di raccolta delle firme) che  non può applicarsi al problema in discussione la formula del referendum, trattandosi di un tema che supera la  competenza comunale" e questo sulla base del  "parere tecnico-legislativo chiesto  alla "Direzione Centrale della Funzione pubblica, autonomie locali e coordinamento delle riforme" della Regione Friuli Venezia Giulia che, in un documento prodotto il 21 settembre 2011,  ha ribadito  che "i referendum consultivi devono riguardare materie di esclusiva competenza locale"  aggiungendo che "una materia non può ritenersi di esclusiva competenza comunale qualora il Comune abbia un ruolo di co-protagonista nel procedimento e non di protagonista esclusivo" e che "non è sufficiente che la collettività dei cittadini avverta un problema come proprio perché il Comune possa ricorrere al referendum consultivo, essendo necessaria la competenza primaria ed esclusiva del Comune".
Attenzione alla data: 21 settembre 2011. Significa che, quando è stata avviata in maniera massiccia la raccolta delle firme, i proponenti erano già a conoscenza del documento tecnico della Regione.
Quindi, se i proponenti hanno proseguito nell'iniziativa, ci si sarebbe aspettato che avessero dalla loro un fior fiore di pareri autorevoli di segno contrario. Invece, sempre leggendo il Notiziario, si apprende:
"Alla luce del parere espresso dalla Regione, dopo il deposito delle 660 firme con la  richiesta di indizione del referendum consultivo, il Sindaco ha convocato un incontro con la minoranza consiliare. 
Il 2 gennaio, alle 18,  si è tenuto l'incontro con la minoranza, con la partecipazione del Sindaco e della giunta;  il confronto è avvenuto in un clima di reciproco rispetto e in toni molto pacati.
Il Sindaco ha spiegato nel dettaglio le ragioni giuridiche che impediscono l'indizione del referendum (elencate dettagliatamente nel parere tecnico della Regione). La minoranza ne ha preso atto, chiedendo comunque che anche il Consiglio comunale ne prenda atto alla prima convocazione utile. Alla richiesta, il Sindaco ha  risposto affermativamente".
Chiaro? I proponenti "prendono atto" di un atto già noto da più di tre mesi. Con ciò si chiude il capitolo "richiesta di referendum". Non è che i 660 firmatari hanno qualche ragione per pensare, se non di  essere stati un po' presi in giro,  quantomeno che si sia sprecata una esperienza di partecipazione?  (A&D)