"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

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venerdì 19 dicembre 2014

Le acque che escono dal Lago ... ripianeranno i debiti della CoopCa?

Più volte, sul Blog, si è parlato della "overdose" di richieste di centraline sui corsi d'acqua della zona. L'ultimo elenco disponibile (vedi  http://cjalcor.blogspot.it/2014/02/centraline-tra-leale-e-tagliamento-il.html ) parlava di tre progetti depositati per il Leale, di due progetti per centraline all'altezza della presa dell'acquedotto ad Avasinis e di tre richieste per centraline  sul canale Sade, oltre a quello ipotizzato sul Palar.
Tra i richiedenti, è ben piazzato il Cosint (Consorzio Industriale di Tolmezzo) che ha proposto la realizzazione di tre centraline tra il Canale Sade ed il Tagliamento oltre a una sul Leale (v. http://cjalcor.blogspot.it/2012/12/il-cosint-e-le-centraline-da-resia-al.html ). Il "Messaggero Veneto" di ieri ha riportato la notizia che i progetti del Cosint per le tre centraline sul canale Sade sarebbero praticamente già approvati e che i proventi di tali centraline, quando realizzate, rientrerebbero in una vasta strategia per contribuire a risanare i debiti della Coopca:

Centraline come garanzie

Ma il Cosint, rappresentato nelle trattative dal presidente Giovanni Battista Somma, chiede una garanzia alla Regione. Il buco da 80 milioni della cooperativa è, infatti, troppo grande per fidarsi. E quindi il Consorzio vuole assicurarsi dalla Regione il via libera al piano delle tre centraline idroelettriche che utilizzerebbero l’acqua che esce dal lago di Cavazzo. Il progetto è praticamente approvato in Regione. Soldi dall’energia idroelettrica (trecento mila euro l’anno su per giù) che il Cosint utilizzerebbe per coprire i mancati introiti dell’affitto di CoopCa, se la cooperativa non superasse la crisi. La trattativa è ben avviata.

Se il Cosint (e Marchionne) entro domani avranno la garanzia scritta che i sei milioni dalla Regione arriveranno, l’affare sarà fatto e proposto al Tribunale che da quasi un mese ha congelato la situazione della cooperativa. Il Cosint acquisterà il maxi-capannone di Amaro e lo dividerà in due: parte ai fanali, parte alle vettovaglie CoopCa. E così, liberata dal peso di poco meno di un milione di euro di rata di mutuo da pagare ogni anno alla Banca di Cividale, la CoopCa, o chi la acquisterà, potrà risollevarsi. O almeno tenterà di farlo.
(dall'articolo di Antonio Simeoli "Crisi in Carnia, la svolta: arriva da Marchionne la speranza per CoopCa", sul MV del 18 dicembre 2014)


Sarà …  Indubbiamente vi  possono essere spazi di manovra per "gestire" la questione in maniera ambientalmente corretta e con un "ritorno" anche per il territorio.  Sarebbe bello, però, vedere affrontata la "questione acque" non in risposta a una periodica "richiesta d'uso" (di Tumieç o di Bolzàn ... non conta tanto la provenienza quanto lo "spirito") ma all'interno di un piano complessivo (oltre alle centraline,  discutendo di rinaturalizzazione del Lago, di by pass, di prelievi a fini irrigui…).  Fantascienza?



1 commento:

  1. Fausto Marchetti21 dicembre 2014 10:17

    Perché non si fa avanti il comune?...L'idea è buona e a impatto ambientale zero....ma i vantaggi DEVONO RESTARE IN ZONA!

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