"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

giovedì 11 aprile 2019

Lago, un bando di concorso "del tutto inadeguato a risolvere le criticità"

Dunque, il tanto atteso concorso per l'individuazione di ipotesi tecniche capaci di portare alla rinaturazione del Lago è stato bandito dalla Regione. Il bando è però un parto esclusivo degli uffici regionali, senza il promesso coinvolgimento di amministratori e componenti locali.
Ha destato perplessità la formulazione dell'oggetto del bando, che non prevede espressamente il ripristino delle condizioni naturali del Lago ma bensì quello di "individuare le possibili azioni di mitigazione degli impatti antropici che attualmente gravano sul lago dei Tre Comuni":


I tempi di chiusura - fissati al 31 maggio - sono parsi troppo stretti, tali da pregiudicare la possibilità di uno studio approfondito e circostanziato:



Il premio previsto per il vincitore è risultato estremamente inferiore a quanto indicato precedentemente dalla stessa Regione:


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Contro il bando così come è stato formulato, immediata è stata la reazione dei Comitati che hanno inviato ai membri della Giunta e del Consiglio regionale, ai parlamentari della montagna e agli amministratori locali una dura nota nella quale criticano la forma e il contenuto del bando stesso, chiedendone il ritiro per una formulazione condivisa:

Egregio Signor Presidente della Giunta Regionale 
Egregio Assessore Regionale, 
Egregio Presidente del Gruppo Consiliare 
Egregio Consigliere Regionale 
Egregio Sindaco 
Onorevoli Parlamentari della Montagna  Aurelia Bubisutti e Renzo Tondo   
  
Siamo con la presente a chiederLe la cortesia - e la pazienza per la lunghezza - di leggere l’allegato bando di “Concorso di idee mediante procedura aperta per l’acquisizione di una proposta ideativa finalizzata al recupero delle condizioni di naturalità del lago dei Tre Comuni”, sul quale riteniamo opportuno far presente alcune considerazioni di metodo, di sostanza e di ordine generale dopo averne attentamente esaminato il testo. Il Bando è attuativo dell’art.11 della L.R. 06.02.2018 n.3 nonché del Piano Regionale di Tutela delle Acque. 
Nel metodo:     Nell’incontro del 5.4.2018 tra l’allora assessore Sara Vito, i funzionari ing.Roberto Schak e ing.Anna Lutman, Aldo Daici presidente dell’UTI gemonese, Ivana Bellina sindaco di Bordano, Gianni Borghi e Dario Iuri sindaco e vicesindaco di Cavazzo Carnico e Franceschino Barazzutti dei Comitati Salvalago si stabiliva che fosse in capo alla Regione l'elaborazione e la pubblicazione del bando, ma con il coinvolgimento degli Enti Locali interessati. Ad un anno da allora siamo venuti a conoscenza dell’avvenuta pubblicazione del bando sull’elaborazione del quale non vi è stato coinvolgimento di sorta, neppure degli Enti Locali. Eppure la conoscenza – non solo reale e vissuta - dei problemi del lago sta principalmente ….in Val del Lago! Al contrario, il Consorzio di Bonifica Friulana, portatore d’interessi forti della pianura, è stato ben più fortunato della Val del Lago dal momento che il suo ex direttore generale è stato chiamato a ricoprire la carica di direttore generale proprio di quell’Assessorato che ha elaborato il bando di concorso. Un bando-aspirina per l’ammalato di cancro Lago di Cavazzo!  
Nei contenuti:    - una ridondanza di procedure burocratiche ed informatiche e di richieste eclissa l’obiettivo e le finalità del concorso e disincentiva la partecipazione;    - con lo scorrere delle pagine il chiaro obiettivo “recupero delle condizioni di naturalità del lago dei Tre Comuni” indicato nel titolo del Concorso in prima pagina viene via via sbiadito e svilito in una generica ed equivoca “mitigazione” delle criticità del lago, che invece sono tali da richiedere non già palliativi, bensì soluzioni radicali e definitive. Non è da responsabili far finta di non sapere ciò che è arcinoto a tutti:  che le gravi criticità del lago derivano dallo scarico in esso della centrale a2a di Somplago e che la sua rinaturazione e fruibilità richiedono come primo passo che tale scarico non finisca nel lago, bensì a valle dello stesso mediante un bypass. Quel bypass citato nei documenti preparatori del PRTA e nello stesso Piano. Quel bypass di cui non c’è traccia nel bando e che invece avrebbe dovuto essere ben sottolineato;    - la regolamentazione dell’ammissione al concorso è tale da escludere la partecipazione proprio di quei soggetti che in questi ultimi anni hanno svolto campagne di interessanti studi e ricerche sul lago in collaborazione con il Comune di Trasaghis. In particolare è il caso dell’Istituto di Scienze Marine (ISMAR) di Bologna del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR).  Il che ci sorprende e ci amareggia poiché quei ricercatori riguardo al lago ed alle sue criticità ne sanno ben più dei generici studi di ingegneria ed architettura del lungo elenco del bando;    -  la riduzione del monte premi a 35.000 euro rispetto ai 50.000 previsti dall’art.11 della L.R.3/2018 non favorirà la partecipazione al concorso  considerate le spese non indifferenti  in capo ai partecipanti. Tale cifra risulta inoltre offensiva se rapportata ai 450.000 euro dell’emendamento – poi ritirato - 11 septies introdotto da una “manona” nel PDL n.26 di finanziamento al Consorzio di Bonifica Friulana proprio per la progettazione della unilaterale derivazione irrigua;        -  l’attribuzione del punteggio 25 all’ ”esito dell’analisi costi//benefici”è eccessiva rispetto ai punteggi  attribuiti ad altri criteri di valutazione e rappresenta un segnale riduttivo;     -  i tempi stretti di presentazione stabiliti per i concorrenti non facilitano l’elaborazione di proposte serie di rinaturalizzazione e fruibilità del lago, né la partecipazione;     -  se c’è la volontà politica di porre reale rimedio ai danni di un sistema idroelettrico dinosauro quale è quello del Tagliamento, l’inserimento nel bando del richiamo alle concessioni e relativi disciplinari in atto avrebbe dovuto essere coniugato con la prospettiva non remota di un’acquisizione degli stessi con relativi impianti in capo ad una società energetica regionale a capitale pubblico sull’esempio delle Provincie Autonome di Trento e Bolzano, che hanno cortesemente accompagnato alla porta gli interessi estranei al proprio territorio;     -  in tale contesto sarebbe di gran lunga più facile ripristinare la naturalità e la fruibilità del lago  ed anche intervenire in modo equilibrato sull’attuale indiscriminato sistema di captazioni che hanno desertificato i corsi d’acqua a monte con conseguenti disssesti idrogeologici. Peraltro fare riferimento a disciplinari di utilizzo esistenti ed in scadenza è un segnale di voler mantenere un sistema idroelettrico rozzo ed insensibile verso l’ambiente come quello del Tagliamento - lago di Cavazzo, costruito negli anni ’50, improntato a criteri meramente produttivistici che hanno portato alla tragedia del Vajont.      Di ordine generale:     -  gli scriventi Comitati e la popolazione della Val del Lago, massacrata dal tracciato autostradale e dall’oleodotto con stazione di pompaggio proprio sulla riva nord, hanno sempre tenuto un comportamento responsabile nel loro pluriennale operato per la difesa, la rinaturazione e la valorizzazione del Lago di Cavazzo o dei Tre Comuni nella convinzione che tali obiettivi siano possibili, doverosi e civili, nel contesto di un equilibrato utilizzo anche energetico ed agricolo della risorsa acqua che non penalizzi il lago. Ciò è testimoniato, tra le tante altre iniziative, anche dalla petizione presentata al Consiglio Regionale in data 21.12.2009, sottoscritta da bel 8656 cittadini a dimostrazione di un interesse verso il lago che va ben oltre  la sua valle ed il circondario.  Tale comportamento responsabile pone i Comitati nella condizione di poter pretendere da altri rispetto e comportamenti altrettanto responsabili che evitino forzature e colpi di mano e ricerchino invece soluzioni complessive e concordate, non pseudosoluzioni che servono a lasciare le cose come stanno e che sanno di presa in giro. Questo è dovere e compito delle istituzioni;     -  i componenti dei Comitati non sono né degli arruffapopoli nè dei sempliciotti da prendere in giro con un bando che non risolve le criticità del lago. Tra loro ci sono persone che in anni difficili per il Friuli hanno ricoperto cariche istituzionali a vari livelli. Con fermezza hanno respinto e continueranno a respingere ogni forzatura di utilizzo unilaterale delle acque del lago o eventuali pseudosoluzioni al suo tragico stato attuale, che con il trascorrre degli anni finirà per diventare una palude come dimostrato da diversi studi;     -  i cambiamenti climatici in atto hanno chiaramente delineato gli scenari futuri  per il “comparto acque”, sempre più strategico e vitale, i quali impongono un approccio complessivo di armonizzazione dei vari interessi e non il prevalere del più forte, generatore solo di conflitti.     -  in tale contesto il concorso di idee per il “recupero delle condizioni di naturalità del lago” non può avere l’obiettivo riduttivo di una qualche incomprensibile “mitigazione”, ma deve essere la prima tappa di una soluzione definitiva e radicale delle criticità: il bypass che porti lo scarico della centrale a valle del lago! Il seguito non potrà che essere positivo;    -  questa è l’occasione per dare  un segnale chiaro alla comunità regionale  -  e non solo - che la Regione  finalmente tutela anche le aspirazioni e gli interessi della Val del Lago, del suo circondario, della montagna, e non solo quelli forti del Consorzio di Bonifica Friulana imposti dai suoi dirigenti attuali e passati, signori assoluti delle acque del Friuli. E non solo gli interessi ben più forti della multiutility lombarda  proprietaria della centrale di Somplago che, succhiando indiscriminatamente le acque della Carnia e rovinando il lago, porta in Lombardia i profitti ed altrove l’energia prodotta, mentre i borghi montani della Carnia restano privi di elettricità al verificarsi di condizioni di maltempo anche di non particolare entità;    -  questo bando di concorso è del tutto inadeguato a risolvere le pesanti criticità del lago e pertanto ne chiediamo il ritiro e l’elaborazione di uno nuovo che, nel metodo e nei contenuti, risponda alla inderogabile necessità di un reale recupero della naturalità e fruibilità del lago.     Con la presente Le chiediamo di volerci concedere un incontro per una più completa esposizione delle nostre posizioni e dello stato delle cose del lago e nella Valle. Per tale incontro saremmo onorati di poterla avere nostro ospite sul lago.      Alleghiamo un’eloquente foto del lago-caffelatte in data 06.04.2019 dopo la recente pioggia.     RingraziandoLa per l’attenzione Le auguriamo buon lavoro e Le porgiamo distinti saluti.  
   Val del Lago, 08 aprile 2019 

Per i Comitati Salvalago: 
Enore Picco, Sindaco di Bordano dal 1985 al 2006,  già Vicepresidente ATER di Tolmezzo; già consigliere ed assessore provinciale, già Consigliere regionale;  
Franceschino Barazzutti, Consigliere comunale dal 1970 al 1975,  Vicesindaco dal 1975 al 1977,  Sindaco di Cavazzo Carnico dal 1977 al 1995, costituente della Comunità Montana della Carnia,   già Presidente del Consorzio del Bacino Imbrifero Montano (BIM) del Tagliamento, già Consigliere regionale;   
Tomat Loredano, Sindaco di Trasaghis dal 1970 al 1978; 
Claudio Polano, Consigliere comunale di Gemona del Friuli dal 1990 al 2009,  Vicepresidente della Comunità Montana del Gemonese, Canal del Ferro, Valcanale dal 1995 al 2009, già componente del Consiglio Direttivo dell’Ente Tutela Pesca; 
Valentino Rabassi, Assessore comunale di Trasaghis dal 1980 al 1990, già istruttore direttivo tecnico della Comunità Montana del Gemonese, Canal del Ferro, Valcanale;
 Luigino Picco, Consigliere del Comune di Bordano dal 1999, assessore dal 2002; vicesindaco dal 2004 , vice facente funzioni di Sindaco dal 2006 al 2007, Consigliere comunale dal 2012 al 2017;   ing. Dino Franzil, già docente di costruzione di macchine presso l’Istituto Tecnico A. Malignani. 


mercoledì 10 aprile 2019

Anche Bordano sede dell'esercitazione multirischio contro incendi e terremoto

Esercitazione multirischio per tre giorni a Venzone, Portis, Osoppo e Bordano

 La zona tra Palmanova, Venzone, Portis Vecchio, Osoppo e Bordano sarà da giovedì 11 a a sabato 13 aprile lo scenario dell’esercitazione multirischio (incendi boschivi e terremoto) Readiness-Sermex 2019. Inoltre, sabato mattina, a Portis Vecchio sarà inaugurato il polo addestrativo della International training school in Seismic emergency response management (Serm Academy).
L’iniziativa rientra nell’ampio programma di attività di sperimentazione, formazione e addestramento sviluppate nell’ambito della Serm Academy, sorta dalla collaborazione tra Protezione civile regionale, Università di Udine, Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, Comune di Venzone e associazione Comuni Terremotati e Sindaci della Ricostruzione del Friuli, con l’obiettivo di contribuire allo sviluppo di un sistema integrato per la gestione della risposta durante un’emergenza sismica.
Come nelle edizioni 2017 e 2018, l’esercitazione è finalizzata a testare l’efficacia della risposta integrata in emergenza sismica fin dalle prime fasi post sisma da parte dei Vigili del Fuoco e della Protezione civile Fvg mediante l’utilizzo di tecnologie e procedure innovative messe a punto dall’Ateneo di Udine. (...)
L’esercitazione, oltre a prevedere l’attivazione della pianificazione comunale d’emergenza, ha come obiettivi l’integrazione operativa tra Vigili del Fuoco, Protezione civile e Università di Udine, lo sviluppo del ruolo funzionale della sala situazioni integrata della Pc a Palmanova e testare l’efficacia degli strumenti a supporto delle verifiche di sicurezza post sisma, oltre all’interoperabilità internazionale nelle attività di rilievo tecnico.
Il tutto si svilupperà attraverso la simulazione di un sisma di magnitudo elevata con epicentro l’area di Venzone e testerà le fasi di intervento, dal primo allarme con conseguente mobilitazione fino alla realizzazione delle opere di bonifica e di messa in sicurezza, adottando i nuovi strumenti di supporto per l’esecuzione dei rilievi, l’elaborazione e la mappatura automatica dei dati acquisiti sul campo per la valutazione della situazione emergenziale in tempo reale.
Dalla sala operativa regionale (Sor) al centro operativo della Pc di Palmanova, dove verrà ospitata anche la sala del sistema integrato gestione triage (Siget), si gestiranno le comunicazioni e si seguiranno le attività sul campo dei Vigili del Fuoco, dei tecnici della Protezione Civile e dei ricercatori dell’Università di Udine, le attività al Comune di Gemona, dove sarà attivato per l’emergenza simulata il Centro operativo comunale (Coc), ovvero il riferimento territoriale per tutte le forze in campo durante l’emergenza e per i cittadini coinvolti nell’evento sismico. (...)

Per leggere tutto l'articolo:


lunedì 8 aprile 2019

Sabato ad Alesso un filmato sul Palar proposto dall'Ecomuseo

Alto corso del Palar - foto Decio Tomat
Sabato 13, alle 20.30, nella sala dell'ex Asilo di Alesso, l'Ecomuseo propone il video "Il torrente Palar e la sua valle: un patrimonio da salvare e valorizzare ".
Degno di attenzione è il fatto che nel video, oltre alla pregevole parte paesaggistica,  naturalistica e turistica del  torrente Palar,  documentata dalle riprese di Luigi Stefanutti, è contenuto un filmato del 1994, realizzato allora da terzi per  ETP/FVG, che documenta la semina con ittiozaini  di trotelle fario nel corso d'acqua.
La parte finale contiene molte foto d'epoca e più recenti di semine nel torrente e dell'attività di vigilanza volontaria del Collegio n° 10 sullo stesso.
L'organizzazione della serata è a cura dell'Ecomuseo con la collaborazione della Associazione Pescatori Sportivi "Val del Lago"; un contributo operativo è stato fornito anche dalla Squadra Comunale di Protezione Civile di Trasaghis e dalla Parrocchia di Alesso.


lunedì 1 aprile 2019

Un invito a collaborare alla riuscita di "Delés in fiesta"

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Lo staff di  "Deles in Fiesta" vuole invitare chiunque voglia portare un supporto in idee, consigli, forza lavoro per l'organizzazione dell'evento Deles in Fiesta del 19, 20 e 21 luglio a contattare il gruppo tramite la pagina Facebook https://m.facebook.com/delesinfiesta/ o la mail delesinfiesta@gmail.com
Ogni idea è ben accetta, 
ogni consiglio è gradito, 
ogni braccio che aiuti è  accolto con gratitudine, senza preconcetti o esclusioni aprioristiche, per rendere "Deles in Fiesta" sempre più un evento di tutto il paese.



domenica 31 marzo 2019

Lago, la Regione ritira l'emendamento a favore del prelievo delle acque

Dopo la convocazione della conferenza stampa dei Comitati per denunciare la pericolosità dell'emendamento regionale che assegnava al Consorzio di Bonifica un contributo per progettare il progetto di prelievo delle acque in uscita, e la preoccupata nota dei sindaci di Bordano e Trasaghis, la Regione ha fatto marcia indietro, annunciando il ritiro dell'emendamento: se ne parlerà "contestualmente" al concorso per la raccolta di idee progettuali per la rinaturazione del Lago stesso.

Ecco il comunicato della Regione:

Ambiente: ritirato emendamento su progetto condotta da lago Cavazzo




Udine, 30 mar - Verificate le istanze del territorio, legate anche al concorso internazionale di idee per recuperare la naturalità e fruibilità del lago di Cavazzo, la Giunta ha ritenuto di ritirare l'emendamento alla proposta di legge 26 "Misure urgenti per il recupero della competitività regionale" relativo alla progettazione della condotta di scarico dal lago al canale consortile del Consorzio Pianura friulana, per fare una valutazione sul progetto a più ampio spettro. ARC

Tra i primi commenti, quello del sito "Friuli sera" che parla espressamente di una Regione "presa con le pive nel sacco" e dell'influenza di "tanti e trasversali poteri energivori"

Ambiente: colta con le “pive nel sacco” la giunta regionale Fvg ritira l’emendamento sul progetto condotta dal lago di Cavazzo

“Verificate le istanze del territorio, legate anche al concorso internazionale di idee per recuperare la naturalità e fruibilità del lago di Cavazzo, la Giunta ha ritenuto di ritirare l'emendamento alla proposta di legge 26 "Misure urgenti per il recupero della competitività regionale" relativo alla progettazione della condotta di scarico dal lago al canale consortile del Consorzio Pianura friulana, per fare una valutazione sul progetto a più ampio spettro”, così recita il comunicato pubblicato poco dopo le 15 sul sito della Regione Fvg. Motivo della retromarcia la reazione dei comitati che da sempre si occupano delle tematiche ambientali in Carnia che hanno convocato una conferenza stampa questa mattina per denunciare il fatto che la Regione con un emendamento inserito in maniera disinvolta nelle “misure per il settore agroalimentare e in ambito forestale e montano” intende procedere alla realizzazione di una derivazione irrigua dallo scarico del Lago di Cavazzo o dei Tre Comuni. Secondo i comitati quel collegamento così come proposto condanna il Lago a morte per interramento aumentando ancora di più la presenza di fanghi che già ne stanno pesantemente condizionando la salute come dimostrato da numerosi studi indipendenti. Secondo il Comitato per la tutela della acque del bacino montano del Tagliamento, Il Comitato di difesa e valorizzazione del Lago dei Tre Comuni o di Cavazzo, Trasaghis e Legambiente del Friuli Venezia Giulia,  la disinvolta operazione di "collegamento tra lo scarico del lago di Cavazzo e il sistema derivatorio Ledra Tagliamento"   viene proposta nonostante il Piano Regionale di Tutela delle Acque preveda che “ Contestualmente dovrà anche essere valutata la fattibilità tecnico - economica di realizzazione di un canale di by – pass, o di altra soluzione progettuale che mitighi l’impatto dello scarico della centrale di Somplago sul lago di Cavazzo con lo scopo di recuperare le condizioni di naturalità del lago stesso e di garantirne la fruibilità”. Insomma qualcuno ha voluto accelerare relegando, dicono i Comitati,  così “la montagna al ruolo di colonia al servizio della pianura”. Ma c'è di più, al di là della inopportunità tecnica di attuare quel progetto, ampiamente spiegata dai numerosi interventi di tecnici qualificati nel corso della conferenza stampa tenutasi a Udine nel palazzo della regione,   nell'emendamento in questione vi sono delle “chicche” una delle quale è davvero un capolavoro: si legge infatti che per il Consorzio di bonifica Pianura friulana.... (che dovrebbe realizzare l'opera ndr) “tra le spese rendicontabili rientrano anche quelle sostenute prima dell'entrata in vigore della presente legge per la rendicontazione del progetto preliminare”. Insomma si coprono spese già sostenute dal Consorzio e decise evidentemente dallo stesso,  cosa che non appare completamente regolare e che forse ne ha provocato il ritiro. La  prova è che nello stesso emendamento negli ultimi capoversi si legge che “una volta finanziata l'opera da parte dello Stato il Consorzio provvederà a restituire le somme anticipate dalla Regione per la progettazione” insomma sembrerebbe solo un prestito, se non fosse che l'ultima riga dell'emendamento  palesa un diabolico finale: “la norma prevede anche, nell'eventuale ipotesi di mancato finanziamento statale, il meccanismo per la rendicontazione” come dire chi ha avuto avuto chi ha dato ha dato, certamente si tratta di eccessivo zelo ma nel voler attuare rapidamente l'operazione.
Alla fine , come già detto,  l'emendamento è stato ritirato, ma è evidente che l'attenzione sulla sopravvivenza del Lago di Cavazzo resta appesa ad un filo. Gli interessi “energivori” sono tanti e trasversali, ma per fortuna c'è chi vigila e per quanto nelle nostre possibilità i Comitati avranno sempre la nostra attenzione.



Le posizioni sono dunque chiare. Rimane un dubbio: Il Comun di Cjavaç ce dìsial?

Intanto è giunta notizia che è stato bandito il "concorso di idee" per la rinaturazione del Lago.
Per i contenuti e le prospettive che si aprono se ne parlerà prossimamente.

sabato 30 marzo 2019

Lago, i Sindaci di Bordano e di Trasaghis non accettano che esso sia condannato ad una fine certa

Dopo la presa di posizione dei Comitati che hanno indetto una conferenza stampa per denunciare la pericolosità di quanto avanzato dalla Regione, vale a dire la concessione di un finanziamento di 450 mila euro per delineare il progetto per captare le acque in uscita dal Lago portandole alle condotte del Consorzio di Bonifica, anche i sindaci di Bordano e Trasaghis hanno congiuntamente emesso una nota nella quale esprimono perplessità su una scelta che "condannerebbe il lago ad una fine certa", invitando la Regione a riconsiderare il problema, dando attuazione, contestualmente, alla progettazione di vie alternative per restituire la naturalità al Lago:

I Sindaci di Bordano Ivana Bellina e Trasaghis Augusto Picco,venuti a conoscenza  dell’emendamento  proposto dalla Giunta Regionale recante quale oggetto “Progettazione del collegamento tra lo scarico del lago di Cavazzo e il sistema derivatorio Ledra Tagliamento” esprimono forte preoccupazione e perplessità per l’attuazione parziale di quanto indicato nel Piano regionale Tutela Acque del 2018 che al punto 3.2.3 che recita “(…) In particolare il flusso di lavoro dovrà prevedere la valutazione di fattibilità di possibili azioni di mitigazione e una valutazione costi/benefici delle possibili alternative agli usi specifici esistenti. In particolare la valutazione delle alternative dovrà prendere in considerazione il progetto di realizzazione di una condotta di collegamento tra il lago di Cavazzo e il sistema derivatorio Ledra Tagliamento che consentirebbe di risolvere le difficoltà che annualmente si verificano ad Ospedaletto garantendo da un lato il fabbisogno del Consorzio e migliorando, dall'altro, gli ecosistemi acquatici del fiume Tagliamento a valle di Ospedaletto che ogni estate vengono messi a dura prova. Contestualmente dovrà anche essere valutata la fattibilità tecnico - economica di realizzazione di un canale di by – pass, o di altra soluzione progettuale che mitighi l’impatto dello scarico della centrale di Somplago sul lago di Cavazzo con lo scopo di recuperare le condizioni di naturalità del lago stesso e di garantirne la fruibilità.”
Come noto la Regione ha indetto un concorso di idee allo scopo di addivenire ad una proposta di rinaturalizzazione del Lago di Cavazzo o dei Tre Comuni ma ciò non può minimamente essere inteso quale attuazione di quanto prescritto dal Piano che invece deve prevedere a nostro avviso, alla pari di quanto previsto dall’emendamento per il sistema derivatorio Ledra Tagliamento, la redazione anche per il Lago di Cavazzo o dei Tre Comuni di uno studio preliminare e del progetto definitivo per “mitigare l’impatto dello scarico della centrale di Somplago sul lago di Cavazzo con lo scopo di recuperare le condizioni di naturalità del lago stesso e di garantirne la fruibilità”
Preme sottolineare che il punto 3.2.3 del PRTA contiene una significativa parola ovvero “contestualmente” che impegna la Regione ad operare su entrambe le strade e non solo su una.
Invitiamo pertanto Il Consiglio Regionale qualora intenda recepire l’emendamento, a considerare quanto esposto per il bene dell’intero territorio regionale.
E’ chiaro infatti a tutti che se la pianura ha oltremodo bisogno di acqua, questa non può essere prelevata indiscriminatamente dal Lago senza condannarlo, insieme all’intera zona, ad una fine certa!




venerdì 29 marzo 2019

Lago, una "condanna a morte per interramento" col sostegno della Regione dato al Consorzio

Nelle scorse settimane (vedi articoli sul Blog del 4 e del 7 marzo) si è notata la ripresa delle richieste, da parte del Consorzio di Bonifica, di poter disporre dell'acqua in uscita dal Lago. Alle diverse riunioni proposte dal Consorzio era spesso presente l'assessore regionale Zannier. Sarà un caso? Fatto sta che, mentre si attende ancora l'indizione del concorso per raccogliere pareri tecnici per la realizzazione del by-pass o di altre soluzioni per rinaturalizzare il Lago, la maggioranza Regionale ha inserito, tra gli emendamenti proposti per la legge sull'edilizia, anche un contributo di 450 mila euro da destinare al Consorzio di Bonifica perché predisponga il progetto delle opere  "per la realizzazione della parte procedurale che dovrà portare al collegamento tra il lago ed il sistema derivatorio Ledra - Tagliamento". Si tratta di un atto che, se realizzato, secondo i movimenti ambientalisti significherebbe per il Lago "una condanna a morte per interramento". Per questo i Comitati e Legambiente hanno subito indetto una conferenza stampa per illustrare le conseguenze che avrebbe la proposta sostenuta dal Consorzio:

Sabato 30 marzo 2019 ore 10 Sala Kugy             
            palazzo della Regione a Udine
Il Comitato per la tutela della acque del bacino montano del Tagliamento, Tolmezzo
Il Comitato di difesa e valorizzazione del Lago dei Tre Comuni o di Cavazzo, Trasaghis
Legambiente del Friuli Venezia Giulia
I Comitati di difesa territoriale della montagna
                      terranno una conferenza stampa sul tema:  
ACQUE: la Regione intende procedere alla realizzazione della derivazione irrigua dallo scarico del Lago di Cavazzo o dei Tre Comuni. Così tradisce
-        il Lago condannandolo a morte per interramento;
-        la montagna relegandola al ruolo di colonia al servizio della pianura.
Lo fa nonostante il Piano Regionale di Tutela delle Acque preveda che   “ Contestualmente dovrà anche essere valutata la fattibilità tecnico - economica di realizzazione di un canale di by – pass, o di altra soluzione progettuale che mitighi l’impatto dello scarico della centrale di Somplago sul lago di Cavazzo con lo scopo di recuperare le condizioni di naturalità del lago stesso e di garantirne la fruibilità”.
Interverranno:
Franceschino Barazzutti, Comitato tutela acque del bacino montano del Tagliamento;
Sandro Cargnelutti, Presidente di Legambiente


mercoledì 27 marzo 2019

Giovedì 28 a Bordano l'ultimo incontro con i "giovani talenti" del territorio

Il terzo ed ultimo incontro con le storie riuscite di giovani del territorio si svolgerà giovedì 28
marzo, alle ore 20.30 presso la Sala consiliare di Bordano
. Altri sette giovani ricostruiranno i
propri percorsi formativi e professionali, condividendo con il pubblico motivazioni e speranze,
incognite e difficoltà, risultati raggiunti e obiettivi per il futuro. Interverranno Giada Carmassi,
atleta, Mattia Del Moro, cantautore e architetto, Paolo Petrin, educatore professionale, Marco
Pascoli, storico della Grande Guerra, Arianna Picco, visual designer, Gianluca Picco, praticante
avvocato
, e Maria Santuz, insegnante.


Anche in quest’ultima serata dialogherà con loro il giornalista e formatore dell’Associazione Media
Educazione Comunità Davide Sciacchitano, che inviterà gli ospiti a proporre alcune considerazioni
sul loro rapporto con questo territorio e sul ruolo che esso ha avuto nel loro percorso. Obiettivo del
progetto è infatti non solo quello di incoraggiare altri giovani a riconoscere e valorizzare le proprie
potenzialità presentando esempi di passioni che si sono tradotte in professioni concrete, ma anche
quello di stimolare la comunità in una riflessione costruttiva sulle possibilità che l’Alto Friuli offre
ai giovani per formare le loro competenze e realizzare le loro aspirazioni.


«Storie di scelte riuscite» è una delle azioni del progetto «Cittadinanza digitale e partecipazione
giovanile» (L.R. n. 5/2012), promosso dal Comune di Trasaghis, dall’Associazione Media
Educazione Comunità e dalla Rete «B*sogno d’esserci» e finanziato dalla Regione. Il progetto è
realizzato in continuità con le esperienze che hanno dato vita al team multimediale redattore del
blog «Fuori dal comune» (www.blogfuoridalcomune.it) e al gruppo «Officina di cittadinanza»,
artefice di Re(si)stiamo, un’indagine sullo spopolamento del territorio
(www.officinadicittadinanza.com).


domenica 24 marzo 2019

Sabato a Trasaghis per cominciare a impostare la Mappa di Comunità

Costruiamo una mappa di comunità?

Ogni luogo è diverso, è molto più di una semplice superficie geografica:
rappresenta e include la storia delle comunità, la memoria singola e collettiva,
relazioni, avvenimenti, valori, fatti numerosi e complessi che ne hanno creato
i paesaggi e quel carattere che lo distingue da tutti gli altri


L’Ecomuseo della Val del Lago, nell’ambito delle attività ecomuseali, intende avviare un lavoro di conoscenza e studio del territorio del Comune di Trasaghis attraverso la partecipazione attiva dei suoi abitanti. Le comunità locali infatti, rappresentano, nella logica dell’ecomuseo, i protagonisti irrinunciabili per ogni azione di salvaguardia, trasmissione e conservazione del patrimonio culturale locale.

Con questa finalità si prevede di andare a costruire una MAPPA DI COMUNITA’, che descriva come i residenti (vecchi e nuovi) vedono, percepiscono, attribuiscono valore al loro ambiente di vita, alle sue memorie e trasformazioni. Questa mappa rappresenterà uno strumento concreto attraverso il quale le comunità di Trasaghis potranno descrivere, con il supporto anche di esperti e facilitatori, quali sono i caratteri di questi luoghi (paesaggi, alberi, case, strade, acque, animali, personaggi, saperi, storie…) perché sono per loro significativi, cosa non esiste più, cosa vorrebbero conservare, migliorare o trasformare…

Questo permetterà di individuare un programma di lavoro pluriennale per l’ecomuseo ma anche di acquisire informazioni importanti per chi governa e pianifica le scelte del territorio.
Cercheremo di rappresentare tutto ciò con creatività, attraverso disegni, la raccolta di fotografie d’epoca, testi, interviste, testimonianze scritte…

Per far questo c’è bisogno del contributo di tutti, anziani che raccontano o mostrano, giovani e adulti che fotografano, disegnano, cucinano, ragazzi che ascoltano e scoprono…

Per illustrare questo progetto e per lavorare assieme, siete tutti invitati a partecipare alla presentazione dell’iniziativa, che si terrà presso la sala “Don Celeste” di Trasaghis sabato 30 marzo 2019, alle ore 15,30



sabato 23 marzo 2019

Rapporto tra Lago e Tagliamento: spunti dopo la trasmissione "Sapiens"

Franceschino Barazzutti, a nome dei diversi comitati ambientali, ha scritto al geologo Mario Tozzi responsabile della trasmissione  "Sapiens" di Rai 3 a proposito di una recente puntata sul Tagliamento (per vedere uno spezzone della trasmissione: http://www.udinetoday.it/cronaca/mario-tozzi-tagliamento-sapiens-rai-3.html).
L'invito rivolto al conduttore è quello di analizzare il corso del fiume nella sua interezza, studiando soprattutto le diverse "emergenze ambientali" presenti.
Ecco il testo della lettera aperta:

 Egregio dott. Tozzi,
    Le scrivo anche a nome di altri Comitati che si occupano della difesa dei corsi d’acqua della montagna friulana. Personalmente mi occupo del tema “acqua” nel Friuli montano (e non solo) da una vita, ciò anche in relazione alle cariche istituzionali che ho ricoperto (sindaco di Cavazzo Carnico dal 1977 al 1995, consigliere regionale del Friuli Venezia Giulia, presidente del Consorzio del Bacino Imbrifero Montano del Tagliamento).
     Ho visto la Sua trasmissione “Sapiens” del 16 c.m., e nel ringraziarla per avere portato alla ribalta televisiva il nostro fiume, volevo condividere con Lei alcune considerazioni:

  • il Tagliamento, come giustamente osservato, si estende dal Passo della Mauria al mare di Lignano; è un unico corpo e come tale andrebbe descritto e analizzato;
  • nella Sua trasmissione è stato considerato solo un suo breve tratto mediano, quello “buono”, dove ancora i suoi rami si intrecciano grazie principalmente alla portata dello scarico del Lago di Cavazzo, naturale sino agli anni ’50, ora sconvolto – purtroppo e inutilmente! - dallo scarico della centrale idroelettrica di Somplago; questa è alimentata, attraverso un percorso in gallerie di circa 80 km, da acque gelide e torbide dei corsi d’acqua della Carnia centrale ed occidentale, Tagliamento compreso, acque portatrici di limo e fango, che hanno creato grossi problemi ambientali, come mostrato da diversi studi, compreso quello recente dei suoi colleghi dell’ISMAR-CNR di Bologna;
  • nella trasmissione non c’è traccia del fiume a monte del tratto da Lei considerato, sebbene da lì alla sorgente il corso sia molto, molto lungo, interessante e problematico. Risalendo dal tratto mediano troviamo il Tagliamento sofferente, poi il Tagliamento morente ed infine il Tagliamento che non c’è più, in un alveo desertificato, in quanto alle acque è stato imposto un percorso “idroelettrico” che sfocia nel Lago di Cavazzo o Tre Comuni. Questo lunghissimo corso avrebbe meritato attenzione, anche alla luce di quanto (giustamente) da Lei ha illustrato nella trasmissione rispetto alla criticità degli interventi antropici; se avesse fatto questo, avrebbe potuto notare ben 32 captazioni, tre dighe e sbarramenti idroelettrici che hanno sconvolto completamente e in poco tempo l’equilibrio naturale e il rapporto tra il fiume e il territorio, del quale, come Lei sottolinea in analogia al corpo umano, rappresenta l’ “arteria principale”. Nella trasmissione Lei afferma che il problema sono le “grandi dighe” non i piccoli impianti, veicolando un messaggio a nostro avviso discutibile: dipende molto dalla quantità e dall’impatto di questi “piccoli” impianti; il tema qui da noi sarebbe stabilire un limite di sopravvivenza, del quale i gestori (forse comprensibilmente) e gli amministratori (molto meno comprensibilmente), con qualche rara eccezione, non si curano troppo. E così si dà il permesso per, non “qualche centralina di troppo” – come Lei ha dichiarato al Messaggero Veneto – ma per ben due centralone come quelle di Ampezzo e di Somplago (turbina 66 mc/sec) ed un’inflazione di centraline diffuse, con l’assalto agli ultimi ruscelli in quota, creando un deserto, ambientale e culturale, facendo prevalere una logica predatoria del territorio che allontana le persone dalla Natura;
  • abbiamo senz’altro percepito nella trasmissione la buona intenzione di dare un’immagine positiva, esemplare del Tagliamento, ma per questo avremmo ritenuto utile mettere il “dito” nelle “molte piaghe” che nessuno vuole curare; crediamo che il suo messaggio sarebbe stato ancora più efficace in questo modo, e sarebbe stato molto apprezzato dalle popolazioni locali che non si sono riconosciute nella sua narrazione, perché da decenni si battono contro l’indiscriminato sfruttamento del fiume e dei suoi affluenti.
        Egregio dott. Tozzi, mi sono permesso d’inviarLe queste righe poiché apprezzo il Suo lavoro di educazione ambientale, in un Paese refrattario a questi temi come il nostro, e gradirei che Lei considerasse queste mie osservazioni un contributo collaborativo. Mi farebbe piacere che Lei volgesse la Sua attenzione anche al tratto montano del Tagliamento, e discutesse come da errori del passato possiamo e dobbiamo affrancarci, con una trasmissione o magari realizzando un documentario. Per questo La invito a venire da noi a parlarne. Di persone che si sono interessate, s’interessano e continueranno ad interessarsi del Tagliamento ce ne sono tante nella parte montana del suo corso, e sarebbero tutti felici di incontraLa. Ci sono anche suoi colleghi geologi del CNR che sono sicuro sarebbero felici di condividere con Lei le osservazioni interessanti che ogni tanto ci propongono anche in assemblee pubbliche.


    Nell’augurarLe buon lavoro Le porgo distinti Saluti.
    dott. Franceschino Barazzutti, presidente del Comitato Tutela Acque del Bacino Montano del Tagliamento, Tolmezzo

    Sottoscrivono:
    Valentino Rabassi per il “Comitato difesa e valorizzazione del Lago di Cavazzo o dei Tre Comuni, Val del Lago (Bordano, Cavazzo Carnico, Trasaghis);
    Antonino Galassi per il “Comitato Acqua Libera”, Paluzza;
    Hans Puntel per il “Comitato Carnia in Movimento”, Valle del torrente But;
    Claudio Polano per il “Comitato Forra del  torrente Leale”, Gemona del Friuli;
    Paolo Querini per il “Comitato Val Degano”, Ovaro;
    Simone Petris per il “Comitato Interregionale Per Altre Strade Dolomiti”, Sezione Carnia, Alta Val Tagliamento, Ampezzo;
    Marco Lepre presidente del Circolo Legambiente della Carnia, Canal del Ferro, Valcanale;
    Anna Micelli, portavoce del Comitato centralina Resia 2 Ponte Rop, Val Resia, Resia.


giovedì 14 marzo 2019

Ad Avasinis, nelle domeniche di marzo, si potrà visitare la mostra fotografica della scuola dell'Infanzia

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:


SCUOLA DELL’INFANZIA DI AVASINIS

CARISSIMI,       

SU RICHIESTA DI NUMEROSE PERSONE, SI È PENSATO DI RIPROPORRE LA MOSTRA FOTOGRAFICA “ QUANDO IL PASSATO E IL FUTURO SI INCONTRANO NEL PRESENTE” ALLESTITA IN OCCASIONE DEL QUARANTESIMO E DELL’INTITOLAZIONE DELLA SCUOLA DELL’INFANZIA, IN MODO DA CONSENTIRE A TUTTI COLORO CHE NE SONO INTERESSATI DI POTERNE FRUIRE. 

LA LOCATION È STATA SPOSTATA PRESSO IL CENTRO SOCIALE DI AVASINIS E, A PARTIRE DA QUESTO FINE SETTIMANA PER L’INTERA DURATA DEL MESE DI MARZO, SARÀ POSSIBILE VISIONARLA NEL SEGUENTE ORARIO :
DOMENICA DALLE 15 ALLE 17. 

RINGRAZIAMO LE VOLONTARIE CHE SARANNO PRESENTI E L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE PER L’USO DEI LOCALI.                 

BUONA VISIONE



LE INSEGNANTI, I BAMBINI E IL PERSONALE DELLA SCUOLA “GRISULUTE: NON TI SCORDAR DI ME”


domenica 10 marzo 2019

Giovedì a Trasaghis l'esperienza di otto giovani talenti

Giovani talenti a Trasaghis
Prende il via a Trasaghis il secondo ciclo di incontri promosso dal Comune di Trasaghis,  dall’Associazione MEC e dalla Rete «B*sogno d’esserci» per valorizzare le «scelte riuscite» di giovani del territorio e stimolare altri giovani a riconoscere le proprie capacità e realizzare le proprie aspirazioni
Dopo i venticinque «giovani talenti» che tra dicembre 2017 e gennaio 2018 hanno raccontato al territorio dell’Alto Friuli le proprie storie di vita, percorse non all’insegna dell’eccezionalità, ma della passione e della determinazione, altri giovani si apprestano a condividere le proprie esperienze.
Giovedì 14 marzo 2019, alle ore 20.30 presso la Sala consiliare di Trasaghisotto volti, con sette differenti storie, saranno protagonisti nella serata d’apertura di «Storie di scelte riuscite», iniziativa promossa dal Comune di Trasaghis, dall’Associazione Media Educazione Comunità e dalla Rete «B*sogno d’esserci» nell’ambito del progetto «Cittadinanza digitale e partecipazione giovanile», finanziato dalla Regione.
Un percorso, quello di «Storie di scelte riuscite», nato per valorizzare giovani che hanno saputo dare ascolto alle proprie inclinazioni e mettere a frutto le proprie competenze, compiendo percorsi e raggiungendo risultati interessanti, sia qui sia altrove.
Durante la serata i giovani testimoni – attivi in vari campi: sanitario, scientifico, politico e amministrativo, imprenditoriale, turistico, sportivo – presenteranno la propria esperienza, raccontando non solo ciò di cui oggi si occupano e i risultati che hanno ottenuto, ma anche le difficoltà che hanno incontrato, le motivazioni che li hanno sostenuti, il percorso formativo compiuto, i fattori che si sono rivelati centrali per la realizzazione dei propri progetti, le aspettative per il futuro.
Interverranno Andrea Cucchiaro, chimico, Anna Di Toma, consigliere comunale, Laura Ganzitti, ginecologa, Luca e Andrea Pontelli, imprenditori, Maria Zuliani, calciatrice di Serie A, Martina Cescutti, responsabile di un ufficio turistico, Pietro Iogna Prat, fisioterapista. Dialogherà con loro il giornalista e formatore dell’Associazione Media Educazione Comunità Davide Sciacchitano, conduttore della serata e dei due successivi appuntamenti, in programma giovedì 21 marzo presso la Sala consiliare di Artegna e giovedì 28 marzo presso la Sala consiliare di Bordano, sempre alle ore 20.30.
Gli otto ospiti saranno invitati a proporre anche alcune considerazioni sul loro rapporto con questo territorio e sul ruolo che esso ha avuto nel loro percorso, al fine di stimolare una riflessione costruttiva sulle possibilità che l’Alto Friuli offre ai giovani per formare le loro competenze e realizzare le loro aspirazioni.
«Storie di scelte riuscite» è una delle azioni del progetto «Cittadinanza digitale e partecipazione giovanile», che supporta il gruppo «Officina di cittadinanza», artefice di Re(si)stiamo, un’indagine sullo spopolamento del territorio (www.officinadicittadinanza.com).