"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

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giovedì 7 gennaio 2016

Tra centrali che passano di mano e un Lago in attesa (I)

Il recentissimo passaggio di ben 23 centrali del Friuli (Somplago e Ampezzo escluse) da Edipower ad Edison transitando per la Società Elettrica Altoatesina (SEL) ha spinto i Comitati ad organizzare l'incontro “Il passamano delle centrali idroelettriche in Friuli”  (che si terrà sabato prossimo alle 16 nel Centro Servizi di Alesso) nella convinzione che questo settore richieda un urgente intervento della Regione, anche per porre rimedio alla situazione compromessa del lago di Cavazzo o dei Tre Comuni a causa dello scarico in esso della centrale di Somplago.
Si tratta di situazione e rimedio già considerati nel Piano Regionale di Tutela delle Acque ("dovrà anche essere valutata la fattibilità tecnico - economica di realizzazione di un canale di by – pass che convogli direttamente le acque della centrale di Somplago all’emissario del lago di Cavazzo con loscopo di recuperare le condizioni di naturalità del lago stesso") ed opportunamente riproposti nell’ ordine del giorno n.66, sottoscritto dai Consiglieri Revelant, Bianchi, Sergo, Agnola, Boem, Travanut, Marsilio, Riccardi, Colautti, Zilli e Zecchinon, accolto dalla Giunta Regionale in sede del recente esame dei ddl  124; 125; 126.

All'incontro sono stati invitati diversi amministratori e consiglieri regionali, in particolare quelli che  hanno sottoscritto l’emendamento art.35 bis in sede di esame del disegno di legge n.82 “Disciplina organica in materia di difesa del suolo e di utilizzazione delle acque”.

                                            

Dell'incontro ha parlato diffusamente il Messaggero Veneto del 5 gennaio (anche se la sintesi operata nel titolo non rende probabilmente bene i termini del problema):

«Non svendete le centraline del lago dei Tre Comuni»

Sabato incontro pubblico e dibattito ad Alesso. Barazzutti: «La Regione faccia valere la sua autonomia»
TRASAGHIS. “Il passamano delle centrali idroelettriche in Friuli” è l’argomento sarà al centro dell'incontro pubblico organizzato per sabato, alle 16, nel centro sociale di Alesso, dai comitati impegnati nella difesa e nella valorizzazione del lago dei Tre Comuni.
Questo per ragionare sul fatto che in Friuli si produce energia ma i proventi finiscono nelle tasche di società extrregionali. Per tale motivo, ancora una volta, si domanda alla giunta Serracchiani di predisporre un disegno di legge sull’energia idroelettrica che permetta anche di mantenere in loco i ricavi della produzione.
L’assemblea pubblica è stata avviata all’indomani delle notizie sulla scissione parziale di Edipower, fresche proprio degli ultimi giorni.
Di fatto, con un comunicato del scorso 28 dicembre, A2A, la multiutility lombarda che controlla Edipower, ha fatto sapere che, per effetto di un’operazione di scissione, è stato assegnato a Cellina Energy Srl tutto il compendio costituito dal complesso di impianti idroelettrici di titolarità Edipower costituente il nucleo di Udine, fatta eccezione per i due impianti di Ampezzo e Somplago.
Cellina Energy Srl è interamente partecipata dalla Eletrica Altotesina (Sel srl), società creata dalle Provincia autonoma di Bolzano, che aveva una partecipazione dell’8,4% in Edipower e che a sua volta ha ceduto le 23 centrali friulani acquisite a Edison, rilevando le quote che aveva nelle società satellite della stessa, SelEdison e Hydos.
La nuova configurazione, che interessa dunque anche le proprietà degli impianti friulani, è già entrata in funzione con il primo gennaio, e pare essere il frutto della volontà della società altoatesina Sel di rinunciare a diverse partecipazioni esterne per mantenere il controllo dell’energia locale in Sud Tirolo: «Ora le società pubbliche - ha dichiarato Arno Kompatscher, presidente della Provincia di Bolzano - potranno attuare politiche energetiche e tariffarie per i cittadini».
Di fronte a questa situazione, che vede ben 23 centrali friulane passare di mano in mano, i comitati aprono la discussione sulla possibilità che la Regione si occupi direttamente dell’energia che viene prodotta sul suo territorio a allo stesso modo attui politiche di sviluppo con i proventi.
«Con ordine del giorno trasversale presentato in consiglio regionale l’anno scorso - spiega Franceschino Barazzutti a nome dei comitati - si era impegnata la giunta a presentare un disegno di legge sulla gestione dell’energia idroelettrica. Noi crediamo sia giunto il momento di avviare questo percorso, anche in vista della scadenza della gestione di alcune centrali con il 2020. La Regione farebbe bene a pensarci facendo valere la sua autonomia come si fa in Alto Adige».
(Messaggero Veneto, 5 gennaio 2016)




2 commenti:

  1. Fantats, fin che su lis cjiasis e su lis fotografîs si metin duti chês bandieris taglianis, no si pò spietasi nuie di bon !!!!

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    1. Pieri Stefanutti9 gennaio 2016 11:02

      Siôr Gambellini, la fieste dai coscrits a jè nassude cul lâ soldâts dai zovins intal esercit talian, e duncje la bandiere taliane a jè une sielte fie dai timps. Propit par segnâ la evoluzion dai timps, an dopo an, i coscrits di Dalés àn zontât dispés a bandiere taliane chê dal Friûl. A ogni mût, la racuelte di bandieris dai coscrits di Dalés al è un document di "antropologje culturâl" unevore preziôs. Mandi

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