"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

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martedì 17 giugno 2014

Quell'acqua che esce dal Lago .... (II)

Riceviamo e pubblichiamo un contributo di Dino Rabassi che, nato evidentemente dopo la posizione del consigliere Revelant, si sofferma in modo particolare sulle dichiarazioni del sindaco di Trasaghis e in generale sul problema delle modalità del richiesto prelievo idrico delle acque in uscita dal Lago. E' ovvio che, di questi tempi, i temi in discussione (lago di Verzegnis, lago di Cavazzo/Tre Comuni, sfangamento, by-pass, prelievo...) si accavallano e si integrano a vicenda. Approfittiamo per chiedere a Dino Rabassi (che, al proposito,  dovrebbe avere avuto la possibilità di un approccio da angolazioni diverse) se può fornire ai lettori del Blog alcune informazioni e un commento sulla sostanza dell'incontro del 13 giugno in Regione, dal momento che su di esso vi è stato sinora solo il comunicato della Regione stessa, mentre non si è saputo nulla di ufficiale da parte dei Sindaci che vi hanno partecipato nè da parte delle associazioni ambientaliste ugualmente coinvolte. (A&D)
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NON BY PASS, MA APERTURA DEL TAJ


In risposta all’articolo del Sindaco Picco su quanto concerne il by pass delle acque della centrale di Somplago, chiarisco che sotto la mia Amministrazione l’intervento non si era mai presentato come prima soluzione, soprattutto perché la centrale e, conseguentemente il lago, erano gestiti dall’ENEL: Ente statale che ai tempi aveva considerevole peso politico e contrarissima a questa soluzione, dato che, per loro, la massima operatività delle turbine era legata anche al controllo dei livelli del lago stesso.
Quindi gli sforzi sia del sottoscritto che di Barazzutti per Cavazzo, Picco Enore per Bordano, ma anche con gli interessamenti delle Comunità Montane, Provincia e Regione, furono rivolti ad ottenere innanzitutto una stabilizzazione del livello del lago allora assai elevata, attraverso la proposta della riapertura del Canale Taj.
Questo canale che permetteva anche la naturale risalita ittica, si sarebbe attuata con la costruzione sul canale di scarico di setti di sfioro ad altezza fissa in cemento, così da consentire sia una stabilizzazione del livello delle acque, che un afflusso idrico costante in primis al Tai e poi allo stesso canale di scarico artificiale.
Questa proposta così concepita, andava soprattutto a contrastare le esose pretese, allora ancora pressanti, del Consorzio Ledra-Tagliamento per ottenere un maggior prelievo di acque nei periodi di siccità e che invece, così agendo, doveva accontentarsi solo delle acque in surplus , salvando il lago da un’enorme prelievo che lo avrebbe definitivamente ucciso: (L’acqua c’è, basta andare a prenderla! Così si esprimeva allora il Consorzio).
Una soluzione che aveva incontrato i favori dell’ENEL, disposta a trasferire buona parte di un finanziamento destinato ad un museo in Venezia, subordinandola alla partecipazione di tutti gli Enti locali sopra elencati, e necessari a coprire le spese che, effettivamente, si quantificavano in circa 6 miliardi di vecchie lire.
Una spesa dettata anche dal problema più grosso che si riscontrò nel tunnel scatolare con cui l’autostrada scavalca il Taj, ormai divenuto un’opera di salvaguardia per eventuali emergenze ma ancora necessario: un budello di 4 metri per 4, lungo 120 metri con murature in cls armato dello spessore di 80 cm. la cui quota, rispetto al lago se non ricordo male, é di solo 10 cm più basso del punto odierno di massimo invaso.
Scartata la demolizione del fondo di questo tunnel, si era pensato a crearne uno nuovo affiancato, da realizzare semplicemente con spingi tubo.
Ricordo pure che anche allora le Amministrazioni locali si lamentarono con Enel per lo scarico dei fanghi, che però non avevano ancora soffocato la più grande delle sorgive subacquee che il lago possedeva.
Testimone ancora vivente di queste sorgive è il cognato di Augusto Stefanutti, residente a Pordenone, che partecipò alla spedizione Nautilago, così com’è testimone della profondità del lago che raggiungeva ancora i 40 metri e dello spessore, già notevole dei fanghi, depositatisi in poco più di una decina d’anni dall’apertura della Centrale.
Per cui non è vero che il lago ha solo il Rio Schiasazze quale immissario, come non è vero che il lago si ritirasse addirittura oltre l’attuale perimetro.
Per quanto attiene le sorgenti subacquee infatti, bisognerebbe verificare la loro situazione perché, stante la montagna di fanghi scaricati, potrebbero essere occluse: qui si che lo sfangamento andrebbe bene per riattivarle.
Per quanto attiene invece il ritiro delle acque del lago se non alimentato dalla Centrale, mi pare un tantino pessimistica come previsione in quanto, sorgenti subacquee o meno, storicamente avveniva questo: il lago si espandeva fino a raggiungere quasi l’abitato di Alesso nel periodo autunnale di forti piogge, per poi ritirarsi lentamente nel periodo estivo fino a circa duecento metri dall’attuale campo sportivo e ciò, fino a quando si creò il Tai.
Con la costruzione del Taj (anch’esso artificiale e scavato dagli Alessani e dai Somplaghini per evitare che le acque del lago invadesse le loro case), le acque autunnali venivano scaricate a partire dal raggiungimento della sua quota, per poi ritirarsi come prima nel periodo estivo ma non oltre, anche perché l’inondazione interessava terreni prettamente alluvionali e, quindi, particolarmente permeabili all’acqua se non alimentata.
Infatti come in sogno mi ricordo ancora, seppur vagamente, di quando mia madre falciando i nostri prati situati proprio a circa due – trecento metri dal campo sportivo di Alesso, era poi costretta a trasferire l’erba in luoghi asciutti perché c’era ancora acqua.

                                                                                                               Dino RABASSI

3 commenti:

  1. "Per quanto attiene le sorgenti subacquee infatti, bisognerebbe verificare la loro situazione perché, stante la montagna di fanghi scaricati, potrebbero essere occluse: qui si che lo sfangamento andrebbe bene per riattivarle" . Al momento si conosce la situazione delle sorgenti subacquee ?

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    1. C'è un video su youtube che documenterebbe le condizioni subacquee attuali del Lago, dove si intravede un unico pesciolino vagante su una distesa di fango: https://www.youtube.com/watch?v=f0iLHZk-iX8
      Se questo fosse il quadro reale è chiaro che le sorgenti subacquee risulterebbero tutte "stropadas"....

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    2. QUindi i vari studi fatti finora non tengono conto delle sorgenti subacque e quindi del possiile effetto "vasi comunicanti" mica una cosa da poco .

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