"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

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sabato 30 marzo 2019

Lago, i Sindaci di Bordano e di Trasaghis non accettano che esso sia condannato ad una fine certa

Dopo la presa di posizione dei Comitati che hanno indetto una conferenza stampa per denunciare la pericolosità di quanto avanzato dalla Regione, vale a dire la concessione di un finanziamento di 450 mila euro per delineare il progetto per captare le acque in uscita dal Lago portandole alle condotte del Consorzio di Bonifica, anche i sindaci di Bordano e Trasaghis hanno congiuntamente emesso una nota nella quale esprimono perplessità su una scelta che "condannerebbe il lago ad una fine certa", invitando la Regione a riconsiderare il problema, dando attuazione, contestualmente, alla progettazione di vie alternative per restituire la naturalità al Lago:

I Sindaci di Bordano Ivana Bellina e Trasaghis Augusto Picco,venuti a conoscenza  dell’emendamento  proposto dalla Giunta Regionale recante quale oggetto “Progettazione del collegamento tra lo scarico del lago di Cavazzo e il sistema derivatorio Ledra Tagliamento” esprimono forte preoccupazione e perplessità per l’attuazione parziale di quanto indicato nel Piano regionale Tutela Acque del 2018 che al punto 3.2.3 che recita “(…) In particolare il flusso di lavoro dovrà prevedere la valutazione di fattibilità di possibili azioni di mitigazione e una valutazione costi/benefici delle possibili alternative agli usi specifici esistenti. In particolare la valutazione delle alternative dovrà prendere in considerazione il progetto di realizzazione di una condotta di collegamento tra il lago di Cavazzo e il sistema derivatorio Ledra Tagliamento che consentirebbe di risolvere le difficoltà che annualmente si verificano ad Ospedaletto garantendo da un lato il fabbisogno del Consorzio e migliorando, dall'altro, gli ecosistemi acquatici del fiume Tagliamento a valle di Ospedaletto che ogni estate vengono messi a dura prova. Contestualmente dovrà anche essere valutata la fattibilità tecnico - economica di realizzazione di un canale di by – pass, o di altra soluzione progettuale che mitighi l’impatto dello scarico della centrale di Somplago sul lago di Cavazzo con lo scopo di recuperare le condizioni di naturalità del lago stesso e di garantirne la fruibilità.”
Come noto la Regione ha indetto un concorso di idee allo scopo di addivenire ad una proposta di rinaturalizzazione del Lago di Cavazzo o dei Tre Comuni ma ciò non può minimamente essere inteso quale attuazione di quanto prescritto dal Piano che invece deve prevedere a nostro avviso, alla pari di quanto previsto dall’emendamento per il sistema derivatorio Ledra Tagliamento, la redazione anche per il Lago di Cavazzo o dei Tre Comuni di uno studio preliminare e del progetto definitivo per “mitigare l’impatto dello scarico della centrale di Somplago sul lago di Cavazzo con lo scopo di recuperare le condizioni di naturalità del lago stesso e di garantirne la fruibilità”
Preme sottolineare che il punto 3.2.3 del PRTA contiene una significativa parola ovvero “contestualmente” che impegna la Regione ad operare su entrambe le strade e non solo su una.
Invitiamo pertanto Il Consiglio Regionale qualora intenda recepire l’emendamento, a considerare quanto esposto per il bene dell’intero territorio regionale.
E’ chiaro infatti a tutti che se la pianura ha oltremodo bisogno di acqua, questa non può essere prelevata indiscriminatamente dal Lago senza condannarlo, insieme all’intera zona, ad una fine certa!




venerdì 18 dicembre 2015

Tagliamento in secca, Lago sotto osservazione?

Una foto del Tagliamento in secca presa dal ponte di Braulins campeggia oggi in prima pagina sul Messaggero Veneto. All'interno, note preoccupate sulla situazione caratterizzata dalla siccità, con le preoccupazioni per le conseguenze sull'approvvigionamento idrico:

Tagliamento in secca (foto Petrussi)
Regione piovosa, il Friuli. Il “catino” d’Italia a detta di molti. Ma non certo in questi ultimi due mesi. Non a novembre soprattutto, dove tutti hanno lasciato l’ombrello a casa. Perché così poche precipitazioni non si registravano in Regione dal 1988. Secondo i dati forniti dall’Osmer (Osservatorio meteorologico regionale) non si sono superati i 25 millimetri di pioggia.
E se ancora non si grida all’allarme siccità non si nasconde la preoccupazione in vista dei mesi primaverili ed estivi quando arriverà il momento di irrigare terreni e colture. Chi spera in un Natale innevato rimarrà deluso. E in montagna gli operatori danno il via alla stagione dello sci proprio in questo fine settimana incrociando le dita e affidandosi ai cannoni sparaneve per rendere praticabili le piste. (...) 
Autunno all’asciutto soprattutto nella zona montana dove, nei mesi di settembre, ottobre e novembre, le precipitazioni sono diminuite del 40 per cento rispetto alla media. Di conseguenza la portata del Tagliamento e del Torre si è ridotta in quantità significativa.
Nel solo novembre in montagna e in pianura è piovuto tra il 5 e il 10% in meno della media, a Udine addirittura il 30 per cento in meno. Le falde freatiche si sono abbassate di due metri e il trend negativo non cessa. «Per ora non ci sono esigenze di irrigazione – conferma l’ingegnere Massimo Canali direttore del Consorzio Ledra Tagliamento – , ma la preoccupazione si avrà nei mesi primaverili. Del resto nell’area compresa tra Gemona e Lignano questo mese di novembre è stato il più secco in assoluto dal 1981».
E proprio per far fronte a questi eventi «estremi» è necessario che la Regione e lo Stato provvedano a degli stanziamenti per la salvaguardia delle risorse idriche. «Il nostro mestiere – spiega – è portare l’acqua quando non c’è e toglierla quando è in eccesso. Per fare ciò sono necessari strumenti e investimenti in questi settori. Tra questi molto importanti sono l’ammodernamento dei sistemi di irrigazione nel Medio Friuli e nei territori a Nord e Sud della Napoleonica e la manutenzione del reticolo idrografico da Gemona a Lignano».

Statisticamente, quasi a ogni allarme-siccità ha fatto seguito il riemergere della proposta di utilizzare le acque del Lago per assicurare una conveniente riserva d'acqua da destinare all'irrigazione.
Un tema dunque sotto-traccia, che si lega al dibattito in corso sulla possibile rinaturalizzazione del Lago e a proposito del quale serve, ora più che mai, una programmazione accurata e onnicomprensiva. (A&D)

martedì 17 novembre 2015

Lago, risponde il consigliere Revelant

Dopo la pubblicazione della lettera di Remo Brunetti e le note proposte dal Blog in merito alla individuazione delle migliori strategie da seguire per l'interesse del Lago, il Consigliere Roberto Revelant interviene direttamente per spiegare, come richiesto,  le proprie posizioni in merito alla "questione Lago".
L'intervento è già stato pubblicato nei commenti, ma suddiviso in due tronconi: qui viene presentato unito, per una migliore leggibilità, e integrato dalla documentazione delle ultime iniziative presentate da Revelant in Consiglio regionale.
Grazie a Remo Brunetti, che ha innestato la discussione, e a Roberto Revelant per la sensibilità dimostrata, con l'augurio che l'argomento possa essere ancora ulteriormente dibattuto in un clima di sereno confronto, come più volte auspicato dal Blog.
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Buonasera a tutti,
ringrazio anticipatamente la redazione del blog per il coinvolgimento e per avermi concesso ancora una volta lo spazio per esprimere le mie proposte ed opinioni in merito al Lago dei 3 Comuni.
Premetto anche di aver provveduto a rispondere direttamente al Sig. Remo Brunetti in via riservata ma che i contenuti di seguito rispecchiano i temi trattati.
Credo sia noto a tutti la mia attenzione ed impegno sul tema dell’idroelettrico, per anni escluso dal dibattito politico, a tutto vantaggio degli interessi di pochi, a fronte invece di una ricchezza che dovrebbe essere distribuita nei territori coinvolti a compensazione dello sfruttamento della risorsa idrica.
In questi mesi di attività sono riuscito a dare concretezza alle mie proposte che hanno trovato accoglimento in emendamenti approvati nelle varie leggi che si sono succedute, oltre a degli ordini del giorno che impegnano la giunta in azioni concrete, ovviamene documentabili e che mi vedono sempre primo firmatario e quindi propositore, estendendo poi ad altri consiglieri la sottoscrizione a garanzia di un accoglimento da parte dell’aula.
I principali atti accolti, motivo di vera soddisfazione strategica e programmatica, aprono di fatto nuove prospettive al territorio montano, con importanti ricadute socio-economiche per gli abitanti di questo territorio. Basti pensare che oltre all’emendamento a tutela delle cooperative storiche preesistenti (vedi Secab e Cooperativa fornese) sono stati approvati gli ordine del giorno (ODG) per la costituzione di una Società regionale che operi nel settore dell’energia, un ODG che impegna la giunta a predisporre una legge di settore sull’idroelettrico ed infine un ODG che impegna la maggioranza (impegno poi non mantenuto) per la revisione della destinazione dei canoni idroelettrici da trasferire ai territori montani, maggiormente interessati dallo sfruttamento idroelettrico. Tutto ciò ora deve essere messo in pratica in primis dall’organo esecutivo, ossia la giunta.
Nello specifico, sul lago, durante il parere della IV Commissione sul Piano di Tutela delle Acque, ho portato a conoscenza della commissione due proposte che negli anni erano venute avanti: quella del collegamento del canale di scarico con il canale Ledra (avanzata dal consorzio Ledra tagliamento) e quella del bypass del lago (assieme al M5S), evidenziando contestualmente in IV commissione quelle che sono le criticità nel lago stesso (fango di fondo, acqua fredda, etc…), invitando contestualmente la IV Commissione a far visita al lago dei 3 Comuni, avvenuta poi in 2 circostanze, di cui la prima su mia iniziativa a sole poche settimane dal nostro insediamento.


Sono senz’altro favorevole ad una rinaturalizzazione del lago, ma lo si deve fare contestualmente ad un progetto complessivo di valorizzazione ambientale, energetica e socio-economica del territorio rivierasco con un coinvolgimento ancor più ampio collegando per finalità turistiche anche le infrastrutture esistenti o in fase di completamente (casello autostrada Osoppo/Gemona, ferrovia, ciclovia Alpe Adria, etc…) oltre che ad una sinergia con le realtà contermini ricche di pregio storico-culturale oltre che paesaggistico-ambientale.
Per perseguire detti obiettivi, come già proposto tempo fa, auspicherei una progettazione ampia e lungimirante, sostenuta da tutti e tre i comuni rivieraschi (Cavazzo, Bordano e Trasaghis), dalla Comunità Montana (fin che c’è o dalle 2 UTI) e dalla Regione, non dimenticando la Provincia finché esiste, lanciando un concorso di idee internazionale, che porterebbe i migliori professionisti ad elaborare progettualità anche già vissute in altre esperienze europee, e che potrebbero aver già affrontato e risolto situazioni simili. 
Ciò porterebbe un beneficio immediato, esportando la nostra realtà sia in ambito scientifico che ambientale in tutta Europa attirando l’attenzione anche di un mondo economico che potrebbe successivamente essere interessato ad effettuare investimenti sul sito, e sia chiaro, investire non significa depauperare, e di esempi positivi nel mondo ce ne sono oramai moltissimi.
Personalmente ed obiettivamente, considerato che per fare delle scelte tecniche bisogna essere professionisti e specialisti e non tuttologi, preferisco rimandare a tecnici o a un comitato di tecnici la scelta se per la rinaturalizzazione del Lago sia idonea la realizzazione di un by-pass o di qualsiasi altro intervento a me sconosciuto, che sappia far conciliare le varie esigenze.-
Senz’altro sarò il primo sostenitore di un progetto risolutivo, e mi attiverò per individuare e ricercare i possibili attori per l’attuazione dello stesso.
Concludo, se mi è concesso, invitando tutti ciascuno per le proprie competenze e responsabilità a fare squadra in questo particolare momento che ha riportato interesse attorno al lago ed ai notevoli riflessi dello stesso, evitando contrapposizioni anche in considerazione del fatto che sono stato eletto nel territorio dell’Alto Friuli, assieme a soli 2 altri consiglieri, e rappresentare le esigenze di un territorio così ampio di fronte ad un consiglio di ulteriori 46 consiglieri, vi assicuro non è facile, soprattutto per la varietà degli interessi territoriali che ciascuno dei 49 consiglieri eletti è chiamato ad avanzare in Regione.-
Allego anche l'ultima mia azione, assecondata anche dal consigliere Colautti, rivolta ancora una volta ad accelerare i processi che molto spesso sono assai lenti, certo che questi passaggi segneranno un futuro migliore per la nostra terra. Ed è visibile e documentabile che anche stavolta la mia azione è indipendente da sollecitazioni esterne o in risposta ad articoli o comunicati. Mandi e grazie ancjemo'.
Gemona del Friuli, lì 17.11.2015
Roberto Revelant

                                                 

lunedì 16 novembre 2015

Il Lago, i Comitati, Revelant ... e le strategie

Il Messaggero Veneto di ieri ha pubblicato una lettera, a firma di Remo Brunetti, con la richiesta di alcuni chiarimenti a proposito della posizione del consigliere regionale Roberto Revelant sulle scelte da operarsi per il futuro del Lago di Cavazzo / Tre Comuni.

I progetti per il lago 
In questi ultimi giorni, stampa, radio, blogs e televisioni locali hanno dato molto risalto agli studi effettuati questa primavera dai ricercatori dell'Ismar, del Cnr e dell'Ogs sul lago di Cavazzo. Studi a cui Regione, Comuni rivieraschi, gli stessi citati istituti di ricerca e i Comitati per la difesa e la valorizzazione del lago, stanno cercando di dare continuità attraverso programmi europei. Studi che hanno come finalità la conoscenza delle acque e dei fondali in vista della realizzazione di una condotta di bypass che dovrebbe portare le acque turbinate dalla centrale di Somplago a valle del lago, onde avviarne la rinaturalizzazione come dispone il piano regionale di tutela delle acque. Piano che prevede che la condotta di cui sopra e quella che dovrebbe rifornire il Consorzio irriguo Ledra - Tagliamento siano realizzate contestualmente. Ma se sindaci e comitati sono concordi per questa realizzazione, pare non si possa dire così per tutti i nostri rappresentanti in regione. È il caso del consigliere Revelant, che pur avendo partecipato costruttivamente alla elaborazione del piano, di questa contestualità non sembra convinto. Nelle sue dichiarazioni egli si è espresso più volte in favore del progetto del Consorzio Ledra - Tagliamento, ma non sulla realizzazione del bypass e sulla contemporaneità dei lavori, adducendo una mancanza di conoscenze tecniche. Conoscenze tecniche che sorprendentemente non gli mancano quando vuole appoggiare la realizzazione della condotta del Consorzio Ledra Tagliamento. Se poi il consigliere Revelant esce con la deviante e impossibile trovata del filtraggio del fango a monte della centrale mi sembra che la confusione sia troppa, per non chiedere al consigliere Revelant di chiarire una volta per sempre ai suoi elettori la sua volontà politica. È o no favorevole alla realizzazione del bypass di cui al Piano regionale di tutela delle Acque? È o no favorevole alla contestualità della derivazione del Consorzio Ledra Tagliamento e del bypass? 
Remo Brunetti, Cavazzo Carnico
(Messaggero Veneto, 15 novembre 2015)
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Senza sindacare sulle finalità ed i contenuti della lettera, naturalmente legittimi, né chiedendo risposte (il consigliere Revelant deciderà se rispondere sulla stampa; se vorrà farlo anche qui sul Blog, sarà il benvenuto), si pongono alcune riflessioni di ordine generale.
Il lettore, anche solo  mediamente interessato a queste tematiche, ha  da tempo nel Blog uno strumento abbastanza agile per poter ottenere risposte di documentazione senza eccessiva fatica: così, per esempio, in merito alle questioni poste, potrà rileggere le proposte di Revelant per un "concorso di idee" un progetto condiviso sul lago (http://cjalcor.blogspot.it/2014/06/il-futuro-del-lago-secondo-revelant.html) o le sue considerazioni sul rapporto con il problema del Consorzio Ledra Tagliamento (http://cjalcor.blogspot.it/2013/09/il-lago-e-lirrigazione-una-storia_17.html), oltre a diversi altri spunti di discussione.
La posizione di Revelant è insomma nota da tempo e l'insistere dei Comitati (la lettera è firmata dal solo Remo ma è sicuramente stata condivisa da tutti i membri dei Comitati) su ulteriori delucidazioni, ancorché legittima - si ripete - può essere quasi letta  come una "punizione" per uno dei pochi amministratori che hanno cercato, a più riprese, di tenere desta l'attenzione sul Lago e sulle sue problematiche.
Perché, per esempio, non rivolgersi alla consigliera Zilli, gemonese come Revelant o al carnico  Marsilio, già assessore regionale, per sapere cosa hanno fatto o come valutano il futuro del Lago?  Perché non chiedere alla consigliera Bianchi (che ha avuto la sensibilità di presentarsi alle assemblee e di essere presente alla presentazione dei risultati della campagna scientifica dell'Ismar, se poi ha tradotto questa sensibilità in atti concreti in sede regionale?
E si potrebbe andare avanti con altri esempi. Ma non serve. Quello che serve è trovare invece una strategia risolutiva, possibilmente unitaria e concorde: "Bisognerebbe arrivare in tempi brevi ad una proposta condivisa, tecnicamente ineccepibile ed economicamente sopportabile, da "mettere sul tavolo" in una "contrattazione aperta" con la Regione, il Consorzio, le Amministrazioni comunali, i Comitati, le diverse componenti coinvolte. " E' evidente infatti la necessità e l'urgenza che il termine "by-pass" diventi una ipotesi concreta e "spendibile" partendo in primo luogo da una rivisitazione e un aggiornamento di quanto scritto dall'ing. Franzil.".
Queste parole erano contenute nella mail che il Blog ha inviato a diversi esponenti  dei Comitati lo scorso 10 agosto, per offrire uno strumento di discussione. Nessuno di loro ha ritenuto, allora, di rispondere.
Lo spazio è sempre aperto.  (A&D)


lunedì 10 agosto 2015

Osservazioni dei Comitati al Piano Regionale di Tutela della Acque

Il  Comitato per la tutela e lo sviluppo del Lago (di Cavazzo) con sede ad Alesso ed il Comitato tutela acque del bacino montano del Tagliamento con sede a Tolmezzo, hanno presentato alla Regione una serie di osservazioni al Piano regionale di tutela delle acque – allegato alla delibera n.2641 del 30 dicembre 2014 aventi lo scopo di ribadire l'importanza del tema del by-pass dal Lago richiedendone l'attuazione. 
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Premessa:

Per risolvere le problematiche relative al DMV ed alla derivazione di una portata costante, presso la presa di Ospedaletto, il Consorzio di Bonifica Ledra Tagliamento propone la realizzazione di una condotta di collegamento tra lo scarico del lago di Cavazzo, sul torrente Leale  e il proprio sistema derivatorio (Ledra Tagliamento).

La condotta, in calcestruzzo armato, delle dimensioni interne di circa 3,00 m x 3,00 m, atta a garantire una portata massima derivabile di 15 m3/s, interessa i Comuni di Trasaghis ed Osoppo e presenta un tracciato completamente aderente a quello dell’autostrada esistente della lunghezza di 4.300 m totali di cui 1.200 m in sub-alveo del fiume Tagliamento.

Il Consorzio ritiene inoltre che con la realizzazione dell’opera di ottimizzare i sistemi idroelettrici con quelli irrigui compatibilmente ai rilasci da effettuare per assicurare il deflusso minimo vitale, una volta definito dalla Regione, dalle captazioni degli impianti idroelettrici, dal lago di Cavazzo e dalla presa di Ospedaletto.

L’opera così come progettata dal Consorzio di Bonifica Ledra Tagliamento (con derivazione dal canale emissario del lago di Cavazzo), se da un lato ovvierebbe agli inconvenienti su accennati, ne creerebbe di ulteriori al lago di Cavazzo, già fortemente compromesso in seguito alla realizzazione della centrale di Somplago.

Infatti, la conseguente necessità di una costante portata liquida della derivazione (che si ricorda non può essere garantita dall’attuale gestione della centrale, venendo la stessa attivata soltanto nelle ore di maggior consumo energetico)  comporterebbe  un incremento dei danni a carico delle rive lago e della ittiofauna in quanto verrebbe  assoggettato ad una accentuazione  delle oscillazioni (il lago fungerebbe, oltre che da bacino di scarico della centrale di Somplago,  anche da bacino di carico del Consorzio Ledra Tagliamento).  Tanto più che ciò avverrebbe proprio nella stagione estiva quando sul lago si ha la maggiore presenza turistica e ricreativa!

Tra l’altro è stato valutato, da due studi separati (ing. Garzon per conto dei Comuni del lago e ing. Franzil per conto dei Comitati) che il lago, se non s’interviene a modificare la situazione di fatto creata dalla centrale di Somplago (con l’immissione di acque limacciose oltre che fredde), sarà interrato nel tempo di 100 -110 anni.

Perché, poi, si fa “soltanto” gran parlare senza concretizzare alcunché, di sviluppo sostenibile, della necessità di soddisfare i bisogni fondamentali di tutti e di estendere a tutti la possibilità di attuare le proprie aspirazioni ad una vita migliore?

Affinché non rimanga “parola vuota,” occorre che ciascun progetto che si definisce sostenibile, riduca al minimo il suo impatto sull’ambiente, e che risponda alle esigenze di chi vive sul territorio oggi senza compromettere la qualità della vita e le possibilità delle generazioni future. Nel caso del progetto proposto la sostenibilità non può essere misurata solo con il “metro” dei derivatori, sia essi produttori di energia o consorzi di bonifica, ma va tenuto in considerazione il recupero del lago e le aspettative della gente della Val del Lago (recupero dovuto e aspirazione storica della popolazione), che di soprusi e maleopere ne ha subite fin troppe: centrale, oleodotto (per un breve tratto passa sotto il lago!), autostrada (in violazione al PUR che la prevedeva lungo la valle del Tagliamento).

La si smetta di soddisfare solo gli interessi del più forte con interventi ad hoc: se si vuole realizzare la derivazione del Consorzio, allora derivazione e bypass del lago siano un unico progetto da eseguirsi contemporaneamente.  Altro non può essere chiesto alla Val del Lago ed alla montagna.

La IV Commissione permanente del Consiglio regionale, presieduta dal consigliere Vittorino Boem, alla presenza dell’assessore competente Sara Vito, in sede di espressione del parere al Piano tutela delle acque, così si è espressa in merito al Lago di Cavazzo e la sua tutela insieme a quella del Tagliamento nel tratto a valle di Ospedaletto:
“Da più parti viene auspicata la realizzazione di un collegamento tra il canale emissario del Lago di Cavazzo Carnico con il sistema derivatorio irriguo del Consorzio Ledra-Tagliamento. Tale fonte di approvvigionamento alternativa consentirebbe di diminuire la portata prelevata dal Tagliamento in corrispondenza dell’opera di presa di Ospedaletto, in comune di Gemona del Friuli, e garantire un maggiore deflusso lungo l’alveo del Tagliamento, con un notevole miglioramento dello stato ambientale del fiume garantendo allo stesso tempo la portata di concessione del Consorzio di Bonifica Ledra Tagliamento. La Commissione prende atto che tale previsione è già contenuta negli indirizzi del piano.
 Tuttavia, viene segnalato che anche il Lago di Cavazzo si trova in condizioni di criticità ambientale, a causa dell’avanzata modificazione dello stato di qualità delle sue acque, dovuta alla pluridecennale immissione delle acque di scarico della centrale idroelettrica di Somplago, provenienti dalla Carnia tramite il sistema derivatorio ex ENEL, ora Edipower, e quindi da ecosistemi profondamente diversi da quello originario del lago. Al fine di mitigare il progressivo snaturamento dell’ambiente lacustre, viene contestualmente chiesto che sia presa in considerazione la possibilità di realizzare un canale di by-pass che convogli le acque della centrale direttamente all’emissario del lago per recuperarlo ad una condizione di naturalità.
 La Commissione ravvisa una possibile utilità nell’integrazione delle due soluzioni sopra prospettate, al fine di conseguire la salvaguardia ambientale sia del Tagliamento a valle di Ospedaletto  che del Lago di Cavazzo. Pertanto, ritiene opportuno che negli indirizzi del PRTA sia presa in considerazione tale possibilità, mediante gli studi e le valutazioni necessarie.”

Si chiede pertanto la modifica del punto 3.2.3 Conclusioni nel seguente modo:



“Da quanto esposto ai paragrafi precedenti e in continuità con i criteri fissati nell’Analisi
Conoscitiva, è stato scelto di definire il Tagliamento a valle di Ospedaletto come corpo idrico fortemente modificato. Tale individuazione è provvisoria e propedeutica al processo di designazione definitivo. In particolare il flusso di lavoro dovrà prevedere la valutazione di fattibilità di possibili azioni di mitigazione e una valutazione costi/benefici delle possibili alternative agli usi specifici esistenti. In particolare la valutazione delle alternative dovrà prendere in considerazione il progetto di realizzazione di una condotta di collegamento tra il lago di Cavazzo, immediatamente dallo scarico della centrale di  Somplago, e il sistema derivatorio Ledra Tagliamento che consentirebbe di risolvere le difficoltà che annualmente si verificano ad Ospedaletto garantendo da un lato il fabbisogno del Consorzio e migliorando, dall'altro, gli ecosistemi acquatici del fiume Tagliamento a valle di Ospedaletto che ogni estate vengono messi a dura prova. La  realizzazione dell’opera di by – pass che convoglierà direttamente le acque della centrale di Somplago all’emissario del lago avrà  lo scopo di recuperare le condizioni di naturalità del lago stesso.”


Franceschino Barazzutti
Comitato tutela acque del bacino montano del Tagliamento con sede in via Davanzo, 9 – Tolmezzo (UD)

Valentino Rabassi
Comitato per la tutela e lo sviluppo del lago (di Cavazzo) con sede ad Alesso (UD)

venerdì 7 agosto 2015

L'Assessore Vito sul Tagliamento, da Bordano a Trasaghis

Rischio idrogeologico: sopralluoghi su Tagliamento e Ledra

L’assessore regionale Vito ha voluto valutare in prima persona la situazione dei due corsi d'acqua

Rischio idrogeologico: sopralluoghi su Tagliamento e Ledra
06/08/2015
Serie di sopralluoghi per l'assessore regionale all'Ambiente, Sara Vito, nell'area del Gemonese per valutare in prima persona la situazione del fiume Tagliamento sul fronte del rischio idrogeologico. L'esponente della Giunta, accompagnata dai dirigenti del Servizio regionale Difesa del suolo, ha visitato alcuni punti critici nei Comuni di Gemona, Venzone, Bordano,Trasaghis e Osoppo insieme ai sindaci e ai tecnici delle rispettive amministrazioni municipali.
Da parte dei primi cittadini è stata manifestata la necessità di garantire sicurezza alle comunità della zona, tenuto conto delle criticità presenti sull'alveo del fiume e in alcuni punti degli argini che potrebbero andare in sofferenza nel caso in cui si verificassero precipitazioni intense. Secondo l'assessore Vito "è stata una giornata importante nell'attività di conoscenza del territorio. Siamo venuti insieme ai tecnici dell'assessorato per svolgere un'opera di verifica dello stato dell'arte di un fiume importante come il Tagliamento. Siamo di fronte a situazioni complesse che si modificano nel tempo ed è quindi importante venire sul posto a valutare la situazione", ha aggiunto Vito. "Molto utile risulta la collaborazione con le amministrazioni comunali: è fondamentale che si crei un clima di condivisione con il territorio in vista degli interventi che andremo ad effettuare". (...)
                                                                     Risultati immagini per braulins + ponte

martedì 28 luglio 2015

Il Consorzio rilancia: acqua dal Lago contro la siccità (II)

Sotto la calura di luglio, ci sono state  qualche giorno fa la presa di posizione del Consorzio Ledra-Tagliamento sul possibile utilizzo, a tempi brevi, delle acque del Lago per l'irrigazione e la decisa reazione dei Comitati ("irrigazione sì, ma solo con la contestuale realizzazione del by-pass"); dopo l'arrivo della pioggia, pare attenuarsi anche l'emergenza ed anche dal Consorzio arrivano dichiarazioni maggiormente distensive:

Rientra l’allarme siccità

Le precipitazioni hanno ristabilito la portata dei fiumi
UDINE. L’agricoltura, almeno per ora, può tirare un sospiro di sollievo. La pioggia scesa sabato e nella notte tra sabato e ieri ha evitato il rischio siccità – come nel 2003 e nel 2006 – ristabilendo le scorte di acqua dei fiumi.
Risultati immagini per Braulins + Tagliamento in seccaLa Regione aveva nelle settimane scorse definito il deficit idrico per quanto riguarda il Tagliamento. Nei primi sei mesi dell’anno le precipitazioni erano state inferiori del 20% rispetto alla media nella zona montana e del 40% in pianura. Ecco perchè il Consorzio Ledra Tagliamento sta monitorando con attenzione la portata delle acque. A preoccupare, soprattutto, è l’andamento delle acque superficiali nell’alta pianura.
Nel Tagliamento a Pioverno di Venzone il 6 luglio sono stati registrati 27,5 metri cubi di acqua al secondo, quando la media è di 40. Il Torre, che alimenta il sistema delle rogge udinesi, a Zompitta, ha registrato una portata di 4 metri cubi al secondo, mentre la media è di 6. «I temporali – sottolinea Massimo Canali, presidente del Consorzio Ledra Tagliamento – hanno mitigato l’emergenza.
Risultati immagini per Braulins + Tagliamento in seccaLa portata del Tagliamento e del Torre è stata aumentata, risolvendo così la situazione nelle zone irrigate garantendo al Consorzio l’approvvigionamento». Scampato, dunque, il pericolo di una razionalizzazione per i campi. E, visti i temporali previsti soprattutto tra martedì e mercoledì, la situazione dovrebbe mantenersi ancora entro i livelli di allarme.

Per quanto riguarda il lago di Cavazzo, Canali ci tiene a sottolineare che «il nostro progetto è di recuperare parte delle acque scaricate dal lago senza ampliare le zone irrigate, ma migliorando la distribuzione».
(dal sito del Messaggero Veneto)
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Risultati immagini per Braulins + Tagliamento in seccaIl problema del by-pass, comunque, non è archiviato. Come si è visto anche dagli interventi sul Blog e sulla pagina fb, le posizioni sono però piuttosto  diversificate. Bisognerebbe arrivare in tempi brevi ad una proposta condivisa, tecnicamente ineccepibile ed economicamente sopportabile, da "mettere sul tavolo" in una "contrattazione aperta" con la Regione, il Consorzio, le Amministrazioni comunali, i Comitati, le diverse componenti coinvolte. Il Blog, naturalmente, continuerà a raccogliere osservazioni e contributi. (A&D)

domenica 26 luglio 2015

Il Consorzio rilancia: acqua dal Lago contro la siccità

Puntuale, a ogni "sec" estivo, riemerge la proposta del Consorzio Ledra Tagliamento di ottenere l'uso dell'acqua del Lago per l'irrigazione. Se ne è parlato più volte anche qui sul Blog, per esempio l'anno scorso (http://cjalcor.blogspot.it/2014/06/quellacqua-che-esce-dal-lago.html ) , nel 2012 (http://cjalcor.blogspot.it/2012/08/lacqua-del-lago-contro-la-siccita-una.html ) e più indietro ancora.

                              Risultati immagini per Lago di Cavazzo + Consorzio Ledra Tagliamento
L'allarme viene ora dal Direttore generale del Consorzio:

Tagliamento a secco, l’allarme della Regione
di Davide Vicedomini
Messaggero Veneto, 23 luglio 2015
Emanato un decreto sull’aggravamento dello stato idrico. In difficoltà anche il Torre. Il Consorzio avverte: se non pioverà entro domenica, approvvigionamenti a rischio
(…) Adesso anche i livelli delle falde freatiche, ovvero la quantità di risorse idriche nei corsi d’acqua di risorgiva, che non sembravano toccati dalla calura di questi giorni, grazie alle piogge della passata stagione, si stanno abbassando. In particolare viene monitorata ora dopo ora dal Consorzio la falda tra Cividale e Remanzacco, che serve l’approvvigionamento dei pozzi.
Risultati immagini per Ledra Tagliamento + cavazzo«Ci troviamo – spiega Canali – in una situazione molto simile a quella vissuta nell’estate del 2006, che, dopo quella del 2003, è stata la più siccitosa».
Per risolvere il problema annoso del deficit idrico che si verifica in estate c’è un progetto che servirebbe a garantire l’approvvigionamento del Ledra - Tagliamento attraverso il collegamento con lo scarico del Lago di Cavazzo. L’opera, inserita nella previsione del piano di tutela delle acque della regione, ha un costo di 40 milioni di euro.
Nel frattempo l’emergenza rimane. E se la situazione dovesse perdurare ancora per alcuni giorni, già dalla prossima settimana, si dovrà procedere a una razionalizzazione e quindi a una diminuzione della quantità e della frequenza dell’irrigazione nei campi
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Il consigliere regionale Revelant invita a puntare piuttosto su un miglioramento della rete idrica, prendendo poi in esame l'ipotesi del prelievo, attuando parallelamente passi per valorizzare il Lago:

Revelant, valorizzare lago di Cavazzo anche contro siccità

Risultati immagini per roberto revelant + cavazzo“Una soluzione per combattere la siccità c’è, basterebbe attuarla con investimenti strutturali nelle reti ed ammodernando l’approvvigionamento idrico”. Il Consigliere regionale Roberto Revelant (Autonomia Responsabile) interviene a seguito dell’allarme lanciato da Coldiretti per le colture a causa dell’eccessivo caldo e della mancanza di acqua per l’irrigazione. “Rinnovo l’invito a estendere una progettualità più ampia della valorizzazione del lago dei Tre comuni, attraverso il coinvolgimento diretto, oltre che delle amministrazioni comunali locali anche della Regione, della Comunità Montana del Gemonese e anche di chi trae, o potrebbe trarre, benefici dall’utilizzo della risorsa acqua per finalità diverse – precisa Revelant chiarendo che il riferimento è sia al concessionario della centrale di Somplago, sia al mondo agricolo che da anni attende, senza risposta, l’approvvigionamento da quel bacino, per aumentare la superficie irrigabile della nostra regione garantendo anche contestualmente il deflusso minimo vitale nel fiume Tagliamento. “Ricordo – continua il consigliere – che fin dall’origine esisteva la previsione di un’opera che il Consorzio Ledra Tagliamento intendeva realizzare e la volontà mi risulta ancora attuale, nonostante la sospensione degli anni ’80 da parte della Regione. Tale intervento prevedeva il collegamento dello scarico Sade del lago di Cavazzo nel torrente Leale e il canale Ledra Tagliamento tra Trasaghis e Gemona ed è stato inserito recentemente nel progetto di Piano regionale di tutela delle acque adottato con DGR n. 2000 dd 15.11.2012, ma non è mai stato finanziato. “Ogni qualvolta la stagione estiva diventa più torrida l’agricoltura paga dazio peggiorando ulteriormente le già difficili situazioni di mercato presenti. Un problema quello dell’approvvigionamento idrico ai fini irrigui – spiega Revelant – che ho sollecitato in più occasione di cui l’ultima non più tardi di un anno fa, quando la stagione era invece caratterizzata da forti piogge: non ci vuole molto per capire che d’estate il caldo e la siccità sono situazioni che non si possono definire straordinarie. “E’ chiaro che soprattutto nei periodi di secca, la quantità d’acqua proveniente dal lago attraverso il collegamento consentirebbe un significativo maggior rilascio sul Tagliamento dalla presa di Ospedaletto a tutto beneficio del fiume stesso. Il lago di Cavazzo rappresenta una risorsa importantissima della nostra Regione – conclude il consigliere di Autonomia Responsabile – e per questo rinnovo l’invito alla Giunta a prendere in considerazione un intervento di valorizzazione del lago volto a dare risposte concrete all’agricoltura e a dare nuovo impulso ad un’area tra le più interessanti sotto il profilo turistico della nostra Regione”.

Articolo originale: http://www.ilgiornaledelfriuli.net/com-stampa/autonomia-responsabile-revelant-valorizzare-lago-di-cavazzo-anche-contro-siccita/#ixzz3gyOYyOSR
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Netto e deciso l'intervento dei Comitati: nessuna captazione se non attuata contestualmente alla realizzazione del by-pass, capace di ripristinare le condizioni di naturalità del Lago:

Nessun prelievo senza la realizzazione del by-pass

Il Comitato per la difesa e la valorizzazione del Lago di Cavazzo o dei Tre Comuni ed il Comitato per la tutela delle acque del bacino montano del Tagliamento non intendono lasciare senza risposta le dichiarazioni dei dirigenti del Consorzio Ledra Tagliamento di derivare nel proprio sistema irriguo le acque in uscita dal lago mediante una condotta del costo di 40 milioni da realizzarsi già nel 2017.
Risultati immagini per Lago di Cavazzo + Consorzio Ledra Tagliamento    Ad ogni siccità il Consorzio mette gli occhi sulla massa d’acqua del lago, pensando che questa possa diventare disponibile per incrementare l’irrigazione del Medio Friuli, dimenticando però che questo prezioso elemento non è di sua proprietà ma appartiene in primis alle comunità della Val del Lago, alla Montagna, a chi ancora la abita e alla comunità regionale. 
     Non è più accettabile che il lago di Cavazzo sia asservito agli interessi idroelettrici, con di più “foresti”, ed a quelli della pianura attraverso i signori dell’acqua del Consorzio. Se è vero che tale progetto di derivazione è previsto nel Progetto di Piano Regionale di Tutela delle Acque (PPRTA) è altrettanto vero che in tale contesto di Piano va considerato il bypass che porti lo scarico della centrale di Somplago fuori dal lago.
    A meno che qualcuno voglia assumersi la responsabilità di una guerra tra la montagna e la pianura, il Comitato dichiara che l’acqua dello scarico del lago non dovrà essere prelevata senza che contestualmente sia realizzato il bypass dalla centrale di Somplago allo scarico del lago. Non permetteremo che passi la furbata dei due tempi: realizzare prima la derivazione del consorzio e poi … dimenticare il bypass del lago! Il lago e la sua valle hanno subito troppi torti!
    Con questo bypass le acque fredde e limose provenienti dal bacino dell’Ambiesta, in cui confluiscono le acque della Carnia centro-occidentale, non entreranno più in contatto con il lago, che così potrà tornare temperato come un tempo, con innegabili benefici a livello ambientale e turistico.
    Per questo vigileremo affinchè non ci siano sgradite sorprese e che la volontà della gente della Val del Lago venga presa seriamente in considerazione, diversamente la sua mobilitazione sarà massiccia.
     E’ tempo di dare soluzioni complessive e non parziali (interessate) ai problemi relativi alla risorsa idrica. Al riguardo, avuto presente che sono principalmente le acque del Tagliamento ad alimentare la falda, se le sue acque non scorreranno più nel suo alveo ghiaioso ma saranno trasportate altrove in impermeabili canali di cemento, quali saranno le conseguenze per la falda acquifera sottostante? Una falda captata ad Artegna dal Cafc e che fornisce acqua potabile a oltre 80 Comuni. Inoltre, di quanto si abbasserà la falda senza questo indispensabile apporto?
    Del “bene comune acqua” non possono continuare a decidere solo cattedratici ed i soliti “signori dell’acqua”
    Acqua significa democrazia!
    Val del Lago, 25 luglio 2015
    Dino Rabassi per il Comitato difesa e valorizzazione del lago – Alesso
     Franceschino Barazzutti per il Comitato Tutela acque del bacino montano del
    Tagliamento  - Tolmezzo
     Comitato per la difesa e lo sviluppo del Lago di Cavazzo

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Ai lettori la parola, con l'invito a esprimere un parere non in forma emotiva ma magari dopo aver riesaminato i "precedenti storici" della questione, per non ritrovarci ogni estate nella saga del "già detto". Grazie