"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

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Visualizzazione post con etichetta coscrizione. Mostra tutti i post
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martedì 5 gennaio 2021

Alesso, i cappelli ed i costumi dei coscritti lungo le vie del paese

Grande riscontro ad Alesso per l’iniziativa “Un cjapiel di coscrit par ogni balcon” Dopo l’annullamento, causa Covid, della festa dei coscritti di Alesso di Trasaghis ed il conseguente mancato svolgimento, nella notte tra il 31 dicembre ed il 1° gennaio, della tradizionale sfilata di coscritti con l’incrocio delle bandiere, era nata la proposta, avanzata dalle pagine Facebook “Coscrìts a Delés” e “Sei di Alesso se…”, di esporre comunque, in segno di affermazione della identità di paese, i simboli della festa della coscrizione. La risposta è stata entusiasta, perché alle bandiere delle diverse classi, già esposte in piazza, si sono aggiunte lungo le vie del paese, alle finestre e sui balconi, gli elementi caratteristici: il cappello fiorito, la maglia con l’indicazione della classe, i vestiti femminili richiamantisi alla tradizione popolare friulana, i caratteristici scarpets, le coccarde e altro ancora. Dall’Australia la maglia dei coscritti del 1978 Le due pagine Facebook si sono riempite di fotografie documentanti la risposta del paese, con immagini anche provenienti dall’estero (Francia, Belgio, anche Australia) da parte di persone originarie di Alesso che, pur a distanza, hanno voluto partecipare idealmente all’iniziativa. La festa, quella reale, è stata rimandata alla prossima estate: una edizione estiva quando, si spera, le limitazioni della pandemia saranno del tutto superate. Il senso di questa operazione viene spiegata da una residente di Alesso, Anna: “La coscrizione è questione di radici ma soprattutto di cuore. E a noi Daléssans ci scorre nelle vene. Che tu stia ad Alesso, a Roma, in Francia, in Belgio, in Lussemburgo, in Svizzera o a Canicattì… qui per i tuoi coscritti ci torni, sempre! Perchè la classe è la classe! E allora, nonostante tutto, facciamo quello che possiamo e come possiamo per onorare questa festa! Ci rifaremo quest’estate e sarà bellissimo! La lunga attesa ripagherà tutti noi”. https://www.studionord.news/grande-riscontro-ad-alesso-per-liniziativa-un-cjapiel-di-coscrit-par-ogni-balcon/

martedì 29 dicembre 2020

Fine anno ad Alesso con "Un cjapiel di coscrit par ogni balcon"

Un cjapiel di coscrit par ogni balcon Fra i tanti guai che il Covid ha causato c’è anche l’annullamento della festa dei coscritti di Alesso. Non era successo nemmeno col terremoto; bisogna andare indietro ai tempi delle guerre per trovare altre sospensioni. Non ci sarà quindi, la notte tra il 31 dicembre ed il 1° gennaio, nessuna sfilata di coscritti, nessun incrocio di bandiere: vietato ogni assembramento (giustamente). Ma, per non darla proprio vinta al Covid, ecco una proposta lanciata dalla pagina facebook “Coscrits a Delés”. In ogni casa c’è un cappello di coscritto e/o un grimâl o una ghirlanda da coscritta: tiriamoli fuori, ed il 31 dicembre ed il 1° gennaio mettiamoli esposti, su un balcone, su un terrazzino, sotto un loggiato. Se la proposta verrà accolta, sarà un qualcosa che colpirà gli occhi e il cuore di ogni dalèssàn! E naturalmente, visti i tempi, documentiamo sulla Rete questa “comunione di intenti”, pubblicando su questa pagina le foto dei cappelli esposti e, magari, la vostra foto mentre lo indossate, il cappello! Se non potremo trovarci in piazza a mezzanotte a cantare “Bella non piangere”, mettiamo almeno “un cjapiel di coscrit par ogni balcon”! Quindi, pro memoria per chi concorda: - Mettere un “mi piace” magari con un commento al post pubblicato su https://www.facebook.com/Coscrits-a-Delés-101434435231084 - Condividere e promuovere l'iniziativa, a voce e sui social - Tirar fuori il cappello e metterlo in un punto visibile - Fotografarlo e pubblicarlo in questa pagina - Per chi si vuole sbizzarrire: pubblichi la sua foto col cappello oggi e quella a vent’anni: tutti modi per sentirsi più uniti, più “paese”.

mercoledì 1 gennaio 2020

Alesso, incrocio di bandiere per un anno di unione e collaborazione

Si è rinnovata ad Alesso la tradizionale festa dei coscritti: gli uscenti del 1999, gli entranti del 2000, la verza del 2001 e la viscja del 2002  si sono ritrovati a ripercorrere rituali consolidati ma sempre emozionanti.
Dall'incrocio delle bandiere, simbolo di passaggio delle consegne ma anche di unione e collaborazione, traiamo gli auspici per costruire un anno basato su questi principi anche nella realtà paesana e di Valle.

Bon 2020!

A&D
L'incrocio delle bandiere tra 1999 e 2000


1999 e 2000 sulla gradinata della chiesa
  


I coscritti del 2000 con don Giordano e prè Gjulio






sabato 21 dicembre 2019

Dalès, a coventin mans par picjâ las bandieras

La preparazione della festa dei coscritti del 31 dicembre, si sa, prevede un rituale preciso e consolidato nel tempo. Una di queste fasi è la collocazione delle vecchie bandiere sulle case della piazza, a simboleggiare la continuità della tradizione.


Quest'anno, i  giovani della verza e della viscja, segnalando situazioni di difficoltà, hanno diffuso un volantino nel quale si chiede la collaborazione anche di persone extra-classe per tale impegno.



L'invito va senz'altro raccolto, e dovrà magari essere esteso anche alle prossime giornate, dal momento che, sin qui, il tempo non ha aiutato.

domenica 3 febbraio 2019

"Vivere il presente col ricordo del passato": il messaggio dei coscritti di Alesso del '99

Le bandiere dei coscritti di Alesso, si sa, rappresentano anche un prezioso documento che consente di essere letto, attraverso gli anni ed i decenni, in modo di poter ricostruire l'evoluzione di tanti fenomeni (si pensi alla stessa figura del coscritto, al progressivo inglobamento della componente femminile, alle bandiere attestanti il passaggio dal terremoto alla ricostruzione, alle diverse tematiche ambientali ...).
Già è stata presentata, su queste pagine, (vedi https://cjalcor.blogspot.com/2018/01/le-memorie-della-grande-guerra-nella.html) la descrizione dei motivi ispiratori della bandiera del 1998.

Grazie alla collaborazione dello staff degli autori (Saira, Susan e Manuel) presentiamo anche il discorso - assai suggestivo e intenso - che sta alla base della bandiera fatta dai "ragazzi del '99" (quelli del 1999, ovviamente, intenti a  provare a rapportarsi col dramma vissuto dai loro coetanei nati cent'anni prima).

quando ritorno ti porto lassù...
- disse speranzoso Nereo a Caterina quando, nella primavera del 1917 corse da lei per mostrarle la 
cartolina che lo inviava  al fronte.

Nereo, classe 1899, già uomo, perché a quei tempi si era adulti col primo colpo d’ascia sferrato al 
ceppo tagliandolo in due parti. Uomo anche per la patria che gli dava in braccio un fucile e una divisa 
verde, più grigia che verde, più timore che speranza.

Caterina annuì con l’ottimismo e l’incoscienza di chi non non sa di essere già nella pagina della grande 
storia e lasciò che il suo Nereo andasse a scriverne una fra le più tragiche.

Caterina colorò i suoi giorni del celeste della sua malinconia e il giorno in cui tutti tornarono indossò il
vestito dello stesso  colore.
La primavera divenne autunno e l’autunno inverno.
Alcuni tornarono.
Li aspettavano tutti in piazza.
Ma Nereo non tornò. 

Altre famiglie si ricomposero, alcuni piansero.
Alcuni sogni divennero realtà ma non quello di Caterina.
Quell’anno lui non tornò.

...e quando ritorno ti porto un bel fiore... le diceva con timido intento romantico, nascondendosi il 
viso che non voleva lei vedesse arrossito.

La primavera successiva, solo, Nereo mantenne la promessa e tornò a casa.
La portò lassù e le diede il fiore più delicato che aveva raccolto sul sentiero.

-Da quassù il paese sembra ancora più bello, non si vede nessuno piangere e nessuna casa 
sembra essere rimasta vuota…-

...e quando ritorno ti chiedo in sposa... c'era scritto nella lettera che tra un po' le avrebbe 
consegnato.

Noi, cent’anni dopo guardiamo dall’alto questo incontro, il paese che Caterina e Nereo guardano è il 
nostro paese, i nostri sguardi abbracciano la stessa valle.
Tanti fiori non sono stati consegnati alle belle a cui erano stati promessi, tanti soldati non sono tornati. 
Ora restano sospesi come nuvole, come pensieri.

Caterina e Nereo hanno riempito la loro piccola pagina di vita nel grande libro del millennio.



I ragazzi del ’99 del nostro secolo hanno l’onore di scriverne l’ultima pagina e di custodire quello che 
è stato il millennio più ricco, pieno, lungo e breve della storia dell’umanità.

Lo sguardo di Caterina, sereno e consapevole, ci invita a prendere coscienza della nostra responsabilità 
nella storia, piccola o grande che sia.

Nereo non ci guarda, forse perché non vuole sapere, incrociando il nostro sguardo, se il suo sforzo sia 
stato utile o invano. Forse, semplicemente, segue le traiettorie di una rondine a loro familiare e lascia 
a lei, esperta per natura, il compito di insegnarci il ciclo delle cose, di uomini, luoghi, tempi e il senso 
provvisorio degli eventi.

Il 1999 con

Saira, Susan, Manuel


mercoledì 2 gennaio 2019

Festa dei coscritti di Alesso: emozioni vive e ... punti di vista diversi

Emozioni, e tante, nella tradizionale festa dei coscritti di Alesso ("sempre uguale, sempre diversa") che ben possono essere riassunte nelle parole partecipate di Anna Rabassi:

Mezzanotte in piazza ad Alesso. È tradizione. Come fai ad andartene? Come fai a non salutare i tuoi compaesani, i tuoi amici, i nuovi ventenni, i frizzanti quarantenni e i simpaticissimi sessantenni? Gli ottantenni sono sempre più gagliardi; poi trentenni, cinquantenni e settantenni allietano ancor più la festa. In tanti è bello, in tanti si festeggia meglio! Poi rintoccano le campane. Sfila la bandiera del 1919. Un primo colpo al cuore. La bandiera della mia nonna; e già l'occhio tradisce quella commozione che solo un nipote può provare ricordando l'amore di un nonno. Dietro quella bandiera c'è però una piccola (ma grande, fidatevi, grandissima) donnina dai capelli bianchi, soffici, occhi azzurro ghiaccio, proprio come la mia nonna. Ma sì, è la Elsa! 100 anni! Dico io...100 anni ed Elsa sfila, commossa con la sua bandiera aiutata dai più giovani. Scroscia un applauso sentito in tutta la piazza. 
La ritrovo al bar, seduta con la sua famiglia e un bellissimo bouquet di rose rosse. Mi avvicino e mi fa: "cagna da l'ostia na tu vens mai a cirimi!". E ha pure ragione. "Elsa" le dico "tu sês massa fuart, la miôr. Mi samea di iodi nona chi dongja di te. Tu mi âs fat una biela sorpresa e un biel regâl". E lei si commuove. "Io e tô nona i vevin un mês di difarenza. Iêi di avost, io di setembre". E lì mi commuovo pure io. L'abbraccio forte. Fortissimo. Le nonne hanno tutte lo stesso odore. Odore di amore vero come la Elsa.
La saluto e le prometto che stavolta vado a trovarla sul serio e stiamo un po' assieme.
Me ne vado e lei mi saluta "tencj cont fruta e va tal iet cumò".
"E tu Elsa, stastu ancjmò chi tal bar?"
"Prin i met a durmî chei chi (rivolta a figlio, nuora e nipote) e dopo, si ai voia, i voi io!"
Grande Elsa, mille, mille di questi giorni felici. Sei stata la mia sorpresa più bella di questo 1 gennaio! Che Dio ti benedica 

In mezzo, e a lato della festa, però, anche due considerazioni di carattere diverso.
La prima, diffusa su facebook, viene da una riflessione nei rapporti tra le classi. Non è che si sta esagerando nei "riti di passaggio"?:

Buon nuovo anno a tutti i miei compaesani. Vorrei spendere due parole sulla serata di ieri sera. Mi dispiace molto ma sono rimasta molto male dalla mancanza di rispetto che hanno dimostrato alcuni elementi dell 8 verso alcuni del 9.
Penitenze varie, so
prannomi vari,scherzi vari ci possono stare ma ricordiamoci che le offese e le umiliazioni non vanno per niente bene. Ragazzi siete grandi ormai e certe cose vanno anche pensate. Ricordatevi che la ruota gira e l umiliazione prima o poi ti torna e purtroppo con gli interessi. (Annamaria)

   

L'altra nota, arrivata direttamente al Blog, ripropone l'annoso problema: non è che si stia esagerando con la "razzia" della verza?

Ho letto gli auguri ai lettori del blog ma "nell'elenco dei buoni propositi" io avrei inserito anche l'invito agli organizzatori della "tradizione dalessana" dei coscritti, per gli anni a venire, a non più depredare le piantagioni di "verza" di Somplago. Infatti, come ormai da sempre, anche quest'anno, l'unico campo coltivato a detto ortaggio, seppur situato in luogo apparentemente nascosto, ha subito la completa devastazione. E così la povera Martina (quella giovane ragazza, amante della natura che accudisce i tre asinelli che si ammirano sotto la S.R. 512) a Capodanno si è ritrovata l'amara sorpresa di aver lavorato per niente. Le feste paesane e il mantenimento delle tradizioni vanno bene, anzi benissimo, ma ognuno dovrebbe farsi carico della coltivazione in proprio o dell'acquisto delle materie prime e non andarle a RUBARE nel paese vicino. O vogliamo farci i dispetti come i bambini?
Scusatemi ma l'amarezza di Martina è anche quella di tutti i suoi compaesani e ho inteso renderlo noto.
Dario IURI di Somplago

 

Ai lettori, come sempre, la possibilità di esprimersi e argomentare (sempre "cun creance e sintiment") attraverso i commenti.



(Le belle immagini a corredo sono di Valter Pillinini e di Danis Cucchiaro)

lunedì 31 dicembre 2018

Buon anno da "Alesso e Dintorni"

Il Blog "Alesso e Dintorni" rivolge a tutti i suoi lettori un sincero augurio per un 2019 pieno di soddisfazioni e gratificazioni, con la speranza che venga riservato uno spazio adeguato (nell'animo di ognuno, nell'elenco dei buoni propositi, nell'agenda delle cose da fare ) al rispetto per gli altri e per il territorio.

Continuate a seguire il Blog e sperimentate qualcuna delle tante modalità di collaborazione!

Bon an da banda di A&D



P.S. Quest'anno non ci saranno le foto della coscrizione "in presa diretta". Se qualche foto-lettore vuole mandarne qualcuna, in quello che è uno dei più significativi appuntamenti della tradizione dalessana, può inviarle via-mail al Blog: saranno pubblicate nei giorni successivi. Mandi

lunedì 15 gennaio 2018

Le memorie della Grande Guerra nella bandiera dei coscritti del 1998

Sul fronte della bandiera dei coscritti di quest'anno, viene ricordato il centenario della fine della Grande Guerra, con l'augurio che si possa un giorno festeggiare anche ricorrenze di Grande Pace.
Nell'osservare una vecchia foto ingiallita, il presente sbiadisce e quel passato si anima, prende colori e movimento, fino a creare una sorta di immedesimazione nelle persone illustrate.
Nel creare e pitturare la scena, abbiamo costruito delle storie che descrivono le vicende di queste persone; storie che probabilmente sono state viste e vissute dai nostri nonni e bisnonni, che ci hanno raccontato delle gioie dei ritorni e delle speranze o disperazioni nelle attese... I personaggi e le storie sono inventati, ma in realtà sono sicuramente tutti esistiti e chissà quante altre storie si potrebbero narrare e illustrare.
Abbiamo pensato che fosse interessante accompagnare l'esposizione della bandiera con questo breve racconto, presente anche sotto l'arco dove la bandiera è esposta.

I coscritti del 1998 e gli autori Manuel, Saira, Susan

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Una foto ritrovata nel cassetto del comò della nonna, una scena di paese, le montagne, le vecchie case di pietra. 

1918, Alesso. 

Sono gli attimi del ritorno a casa degli alpini della prima guerra mondiale. Un frammento della grande storia capitato tra le mie mani... 
Sono passati cent’anni, avevano la mia età...
Vedo una giovane donna accovacciata che sembra piangere. 

Ma ecco che qualcosa si muove, perde il colore antico delle vecchie foto, si colora... vive... 

A nal pos jessi lui” pensava Elena mentre quella penna nera, in un cappello troppo grande si avvicinava a lei. Lo ricordava uomo, ritornava un bambino. Fiorenzo, con le ultime forze che aveva, si mise a correre, la raggiunse e non le lasciò il tempo di fargli tutte le domande che durante la sua lontananza l’avevano tormentata; domande che cominciarono il giorno in cui lui era partito e che, dopo così tanto tempo, lei non si aspettava più potessero trovare risposta. Risposta non ci fu, almeno per quel momento. Lui la abbracciò e baciò sulla guancia come una dolce sberla, un colpo per il suo cuore, così forte che lei stessa non riuscì ad rispondere a quell’abbraccio; le sue mani rimasero aperte, pronte a stringerlo, ma non capaci di farlo. La dolcezza impetuosa di Fiorenzo nascose, per un attimo, la crudeltà e la bestialità che aveva fin ora visto. 
Il suo ritorno era anche il ritorno del cappello che portava in testa, quel cappello che, così grande, apparteneva al suo amico che non mai potrà ritornare. Fiorenzo scelse di portarlo indosso, lasciando il suo ben riposto nel suo zaino, per ricreare anche “quel” ritorno, riportare a casa anche lui. 

Era strano il cielo quel giorno, non sapeva più di inverno, giravano curiose numerose rondini scese dai boschetti delle sue care montagne. Fu la prima cosa che Niccolò notò, mentre il suo cuore batteva forte alla vista del profilo che va da Palas a Plombada. Quel profilo se l’era sognato mille volte e l’aveva ricostruito con la mente mentre calpestava sentieri di montagne non sue. “Cuissà la me famea lassù dal stali... cuissà s'a son sotét, s'a son tal ricès, s'a son tal sigûr... Ma c’era un altro profilo che Niccolò cercava ovunque: vedeva Lisa sulle vene dei rami rotti dal vento, tra le nuvole in cielo, nei disegni che l’acqua traccia passando tra i sassi, una sera lo immaginò anche nei solchi lasciati dal cucchiaio nel fondo della sua gavetta. Quel profilo adesso era lì. Niccolò si alzò il cappello in un gesto a metà tra il “cjala ch’al è ver ch’j sei tornat! J sei io!” e il “j na pos taponâ nancja un tocút di ce ch’j ai podut tornâ a jodi!”. Aveva tra le mani le lettere che non era riuscito a spedirle, le tirò fuori prima ancora di abbracciarla, quasi a voler confermare il suo impegno nel ricordarla nonostante il dolore, la fatica, il fango. Lisa, nel suo vestito azzurro lo strinse a se dolcemente, animando quella che, vista dall’alto, sembrava una danza. 

Margherita aveva tre figli, li aveva lasciati ad aspettarla tra gli archi della vecchia casa. Lei non si allontanò molto, andò in strada, non chiamò nessuno, non pianse. Anche Valentino le si avvicinò in silenzio. Non le disse che in guerra aveva avuto paura di morire, non le disse che pensava di non rivedere più la sua famiglia. Non riusciva a sostenere il suo sguardo. Stettero vicini. 

Caterina rimase, speranzosa, ad aspettare... 

Domenica, la giovane donna accovacciata, immobile, pianse per sempre imprigionata in quello scatto, nel colore antico delle vecchie foto. Giovanni non era tornato.


martedì 2 gennaio 2018

Alesso, istantanee dalla festa dei coscritti 2017-2018


"La festa dei coscritti di Alesso, si sa, è bella perché è …. sempre uguale, sempre diversa".

Fedeli a questo motto, riproponiamo il “telâr” della sequenza di istantanee proposto gli scorsi anni, aggiornandolo naturalmente con la festa appena conclusa. Come tutte le selezioni, essa può essere non esaustiva: dà però l'idea del "savôr" della festa "tipicamente dalessana". 
Si è appena chiusa un'altra bella, intensa, suggestiva fiesta dai coscrits. Chi vi ha partecipato, chi vi ha assistito potrà ricordarla con affetto e con qualche sorriso, vista la "carica" di identità che, periodicamente, vi viene  trasfusa. 
Per tutti, a caldo, alcune immagini che ripercorrono i principali momenti della festa.



Un momento della cena con i coscritti del '48


Un momento della cena con i coscritti del '78

L'ingresso in piazza dei coscritti del '68

L'ingresso in piazza dei coscritti del '98


  Un gruppo di coscritti del '98 in piazza


I coscritti del '98  in chiesa con la bandiera

I coscritti del '98  in chiesa con i coscritti uscenti del '97


 La bandiera del '98 in chiesa

Confidiamo che la serie di immagini (opera di Roberta Pupin, Antonella Turani e Selima Della Bartolomea)  pubblicate su facebook  possa risultare gradita . 

Chi vuole, può contribuire, mandando commenti, descrizione di sensazioni, anche altre immagini (inviandole in allegato a una mail). Nuovamente.... auguri di buon anno.
                                         A&D

sabato 7 gennaio 2017

Coscritànças - 3 - Auguris, di jeta in jeta

Un applauso spontaneo e caloroso ha accolto in chiesa, nella messa di capodanno, il messaggio che i coscritti del 1937 hanno voluto lanciare ai giovani coscritti del 1997, quasi un passaggio generazionale:

Ai coscritti del 1997

Carissimi giovani coscritti, noi del '37 (che per la quarta volta ci  siamo trovati in piazza con la nostra bandiera) vorremmo farvi tanti auguri per la vita che avete davanti.

Sono auguri di salute e di tanta serenità, prima di tutto; auguri perché possiate mantenere l'allegria della vostra bella età, ma anche auguri perché possiate crescere come persone sensibili, generose, altruiste e solidali.

Auguri inoltre perché possiate realizzare i vostri sogni, perché portiate la pace ovunque andiate, perché possiate contare su affetti sinceri e siate sempre attorniati da buoni amici.

Grazie anche alle coscritte uscenti del '96 che hanno saputo dare una bella prova di impegno e attaccamento alla tradizione.

Cun dut il cûr….. dai coscrits dal '37


E  Chiara, a nome delle coscritte uscenti del '96, ha affidato alla rete il consuntivo di una esperienza così significativa:

Si è conclusa una esperienza durata quattro lunghi anni consecutivi; sono stati anni di gioie e dolori , anni che ci sono serviti a crescere e maturare (cui sa pó), anni in cui abbiamo imparato ad apprezzare il nostro piccolo grande paese nelle sue più diverse sfaccettature . Portare avanti questa tradizione è stato un grande lavoro ma soprattutto un onore . 
E come disse papà : " la coscrizione è la metafora della vita".
Auguro ai nostri 'successori' un grande futuro , e auguro ai grandi, ai piccoli e ai futuri dalessani di perpetrare questa speciale tradizione dei Coscritti .
Grazie 'Dallas' , " il ben che ti voglio nessun lo sa .. Nessun lo sa , nessun lo può dire ...."
Infine ringrazio di cuore le mie compagne e tutti coloro che ci hanno aiutato e accompagnato in questi festeggiamenti ; le SEI del SEI uscenti passano il testimone e ringraziano di cuore .. Ci vediamo tra 20 anni e augurons di cuur !!!
(Chiara, su fb)

Ogni lettore naturalmente può dire la sua, sui messaggi, sui ringraziamenti, sul "passaggio generazionale".

venerdì 6 gennaio 2017

Coscritànças - 2 - Dalés-pride

Una accorata difesa della specificità della festa alessana e dell'orgoglio di farne parte è apparsa sulla rete, a firma di Ivano Picco: 

Penso che una festa tradizionale come la nostra in pochi ce l'abbiano... da quanto sentivo, parlando con amici, mi sono fatto un'idea che il capodanno negli altri paesi è un "normale" sabato di festa, chiaro ci si diverte.. ma se pensate bene, non è nient'altro che un sabato qualunque dell'anno...
Mentre da noi, cresciamo per 17 anni con quella di non vedere l'ora di entrare in piazza, orgogliosi del proprio anno di nascita... 
Alzarsi alle sette per lavorare duro nel box, al freddo ovviamente, in modo tale che sia il più bello, creare addobbi a non finire, scegliere musica ballabile che piaccia a tutti, in modo tale da "rubare" gente alle altre classi...
Altri due anni così, con annesse penitenze da parte dei coscritti uscenti!
A 20, la consacrazione, anzi, coscrizione... 
entri in piazza con una tua bandiera, con i tuoi vestiti, nei tuoi scarpez, petto gonfio e testa alta...
È li che realizzi veramente che cosa sia la coscrizione, e per uno che ama il paese (come me) è una delle gioie più belle, indimenticabile e indelebile!
Quindi (e qui mi rivolgo ai giovinotti) non state a fare la Viscja, Verza, Coscritti così, "tanto per" o "perchè devo". Lo dico perchè mi pare che lo spirito stia un po' calando (anche se spero di sbagliarmi)!!!
Abbiamo una festa bellissima, da onorare e portare avanti per anni anni e anni! 
Buon 2017 a tutti!
(Ivano Picco, su fb)

mercoledì 4 gennaio 2017

Coscritànças 1 - Miscliçaments

Ricordate "Taramotànzas"? Erano state raccolte testimonianze dalessane sul terremoto. Mutuandone il termine, proponiamo oggi qui  (e nei prossimi giorni) le "Coscritànças", una raccolta di pensieri e annotazioni sulla festa di quest'anno e in generale sulla tradizione della coscrizione.
Come sempre, ogni "filone" proposto potrà essere arricchito da osservazioni e commenti dei lettori.
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Coscritànças 1 - Miscliçaments

La festa della coscrizione, si sa, è stata per anni vissuta paese per paese, "ognun cu la so cjanta", in una difesa quasi gelosa delle caratteristiche della propria tradizione.
Ultimamente si assiste a qualche segnale di apertura e di incontro.
La classe del 1977 di Alesso, per esempio, in occasione dei festeggiamenti di Capodanno, ha pensato di rendere omaggio ad un coetaneo che è venuto a mancare prematuramente tre anni fa: Matteo Rodaro di Avasinis, che avrebbe compiuto anche lui  quarant'anni nel 2017.
I quarantenni del '77, assieme ai coscritti del 1977 di Alesso e di Avasinis, sul caratteristico carro, si sono quindi recati nel camposanto di Avasinis a salutare Matteo, donando poi ai suoi genitori  il cappello ed i fiori di carta che sono il simbolo della coscrizione.
L'iniziativa è stata quindi una testimonianza del legame che unisce i coscritti di Alesso e Avasinis  nei momenti di gioia ma anche di dolore.


domenica 1 gennaio 2017

Alesso, istantanee dalla festa dei coscritti 2016-2017

"La festa dei coscritti di Alesso, si sa, è bella perché è …. sempre uguale, sempre diversa".
Fedeli a questo motto, riproponiamo il “telâr” della sequenza di istantanee proposto gli scorsi anni, aggiornandolo naturalmente con la festa appena conclusa. Come tutte le selezioni, essa può essere non esaustiva: dà però l'idea del "savôr" della festa "tipicamente dalessana". 
Si è appena chiusa un'altra bella, intensa, suggestiva fiesta dai coscrits. Chi vi ha partecipato, chi vi ha assistito potrà ricordarla con affetto e con qualche sorriso, vista la "carica" di identità che, periodicamente, vi viene  trasfusa. 
Per tutti, a caldo, alcune immagini che ripercorrono i principali momenti della festa.

L'ingresso dei coscritti del '37
L'ingresso in piazza dei coscritti del '97
Passaggio di consegne tra 96 e 97


 L'incrocio delle bandiere in piazza

Festa anche per la viscja e la verza

I coscritti del 97 in chiesa con la bandiera
Tutti assieme, sulla scalinata della chiesa

Confidiamo che la serie di immagini  possa risultare gradita . 
Chi vuole, può contribuire, mandando commenti, descrizione di sensazioni, anche altre immagini (inviandole in allegato a una mail). L'invito è aperto anche ai "cugini" di Avasinis e Trasaghis che, a loro modo, hanno cercato di tenere viva la festa della coscrizione..
Nuovamente.... auguri di buon anno.
                                         
A&D

domenica 10 gennaio 2016

Coscrizione come momento di incontro tra i paesi

Questo Blog ha dato ampio spazio alla festa della coscrizione di Alesso, sottolineandone la particolare, unica condizione di quest'anno (in mancanza dei coscritti maschi, la tradizione è stata portata avanti da quelle che sono state definite "sei piccole, forti guerriere".
Vogliamo sottolineare però anche un altro aspetto.
In tanti ricorderanno le contrapposizioni, la discussione, il dibattito anche duro sviluppatosi a fine 2012 tra le feste della coscrizione di Avasinis e di Alesso (si possono rileggere anche  su  http://cjalcor.blogspot.it/2012/12/insomma-dove-stanno-i-coscritti.html e su  http://cjalcor.blogspot.it/2012/12/coscrits-da-alesso-mandano-dire.html).

La coscrizione di quest'anno, passata la festa in piazza,  è stata caratterizzata da anche da momenti di incontro tra le coscritte di Alesso ed i coetanei di Avasinis e di Trasaghis (un elemento cui è stata dedicata anche la foto di copertina del Blog).




Unanime apprezzamento è stato espresso anche per la collaborazione prestata come autista del carro da Giorgio, vasinàs doc, alle coscritte di Alesso.


Segnali positivi di confronto e di incontro, dunque: è logico che, ognun cu la so cjanta, ci si porti avanti lungo il sentiero proposto dalla tradizione di paese, ma senza che questo porti a contrapposizioni e rivalità.

Cosa ne pensano i lettori del Blog?