"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

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lunedì 18 marzo 2013

Centrale di Somplago, elettrodotto, autostrada: il parere del WWF


L'ultimo numero de "Il Friuli"  (il n. 10 del 15 marzo) ospita un servizio di Hubert Londero intitolato "Quel 'braccio di ferro' che congela il cantiere" dedicato ai tanti "problemi aperti" relativi alla costruzione di infrastrutture contro cui si è avuto un pronunciamento da parte di associazioni e comitati locali.
Fra la decina di casi citati, alcuni riguardano argomenti  spesso affrontati anche dal Blog. Nell'articolo de "Il Friuli" viene raccolta l'opinione del presidente regionale del WWF, Pizzutti.

Sul raddoppio della centrale di Somplago, Pizzutti afferma che esso ha una "natura squisitamente economica", di "grande impatto sull'ambiente" capace di dare "il colpo di grazia" alla fauna del Lago e provocare "danni al turismo".

A proposito dell'elettrodotto Wurmlach-Somplago, il WWF segnala i tanti soggetti che "stanno andando in ordine sparso", mentre sarebbe più opportuno "migliorare l'esistente, magari interrando le linee su parti del territorio già antropizzate".

L'autostrada Cimpello-Gemona, infine, viene definita una infrastruttura "inutile" e "devastante per l'ambiente".

venerdì 7 settembre 2012

Domenica il "conciert pal Tiliment"

Il concerto in difesa del Tagliamento e contro la costruzione della Cimpello - Sequals - Gemona, rimandato per maltempo il 26 agosto, si terrà domenica prossima a Colle di Pinzano.
Pubblichiamo il comunicato, col programma della manifestazione,  diramato da Arca e radio Onde Furlane.









ARCA e Onde Furlane us invidin ae 2e edizion dal

Conciert pal Tiliment

une zornade di musiche ad ôr dal flum par celebrâ il Tiliment e difindilu dal progjet de autostrade Cimpel-Glemone, che si tignarà domenie ai 09 di Setembar des 11 di buinore fin sere in localitât Pontaibe dongje Cuel di Pinçan (PN) ae confluence tra Arzin e Tiliment.

Al conciert, rimandât dai 26 di Avost par vie dal brut timp, a cjaparan part


MiG-29 over Disneyland (grande anteprime dal ultin CD "Robis di fâ"),
Pantan, G.B.U. - The Good, the Bad  and the Ugly,
Eleonora Cedaro, RuznoTone

che a sunaran tacant des 14.

Fieste a tacâ des 11 cun passegjadis vuidadis al Tiliment intune zone une vore salvadie e sugjestive, mostre naturalistiche, musiche e buine robe di bevi e mangjâ. In plui, aes 9 di buinore, escursion cul WWF al pont panoramic de Mont di Muris, di face de aree dal conciert, cun viodudis spetacolârs dal Tiliment (apontament aes 9:00 a Sant Pieri di Ruvigne, tal splaç ae crosere tra provinciâl 5 e vie dal Puint. In alternative si pues lâ sù in machine e cjatâsi cul grup dai cjaminadôrs aes 10:15 su la strade de mont. Info e plantutis sul sît www.comitato-arca.it).

Intervents di WWF, Legambiente, CAI, i comitâts Assieme per il Tagliamento, Movimento tutela Arzino, Per Altre Strade, Comitato per la vita del Friuli rurale, Coordinamento territoriale per l'ambiente, No Tav Udine.

Par informazions: www.comitato-arca.it 

lunedì 6 agosto 2012

Segnali, incoraggianti, di "furlan pride"


Come si dice "orgoglio", par furlan?  Non ci si riferisce alla "supiarbie", quanto piuttosto a un sano "svant", a una positiva "braure", a quello che, con un termine inglese, è diventato ormai un paradigma della  rivendicazione di un diritto, di una condizione: "pride".
Ecco, allora, che in questi giorni, di "furlan pride" se n'è visto, un po', in giro, a salire anche sulla ribalta nazionale e internazionale.
Qualche esempio? Daniele Molmenti, che vince l'oro alle olimpiadi  e  con l'aquila friulana sulla bandiera tra le mani, si richiama convinto alle proprie  origini, a delle caratteristiche di popolo acquisite, se non altro all'estrinsecarsi in un sano "sacramentâ…"
I familiari di Alessandro Spadotto che offrono alle telecamere un manifesto in cui "la famee, i parincj e la morose" accolgono il ritorno a casa del carabiniere rapito in Afghanistan…
E poi, la delegazione gemonese a Londra, che srotola  nello stadio dell'atletica lo striscione bilingue di incoraggiamento a Pistorius: "Lo striscione viene srotolato e finalmente e' possibile leggere i due slogan bilingue (inglese -friulano) che abbiamo preparato per questa magica giornata.
MAKE IT HAPPEN OSCAR ! E' la scritta che campeggia all'inizio dello striscione con la foto del nostro Campione  - PISTORIUS E GLEMONE SIMPRI A MANETE  lo slogan in friulano che chiude i 10 metri del banner!"
(http://dagemonaalondraconpistorius.blogspot.co.uk/)
E' un messaggio che è stato ripreso anche da diversi siti sportivi internazionali:
"In the top tier of the stadium, just where the track starts to turn into the long corner before the final straight, Oscar Pistorius had a fan club from his Italian base in Gemona. “Make it happen Oscar. Pistorius e Glemone simpri a manete.”
The Italian, I was assured by Daryl Impey, the South African Olympic cyclist, could be translated loosely as “Pistorius and Gemona, always going full gas”. He went full gas on Sunday night, but it was just not enough on a night that he was feted by the 80 000 here, before and after he had run. He came last in his heat, running a second slower than his qualification time in the heats with a 46,54-second run".
(http://m.iol.co.za/article/view/s/11/a/270635)
Segnali di un "Orgoglio friulano", dunque, che non ha timore a mostrarsi. Sono segnali incoraggianti poiché emergono proprio quando, a proposito del friulano, freddi calcoli ragionieristici romani vorrebbero cancellare storia, cultura … e articoli della Costituzione.
Avanti, allora, cun braure … e simpri a manete!
(A&D)

sabato 14 luglio 2012

Autostrada pedemontana, la "ricetta" di Bolzonello

Sul periodico pordenonese "La città" nell'edizione del mese di luglio, Sergio Bolzonello, già sindaco di Pordenone, ha pubblicato una propria riflessione sull'ipotizzata autostrada Cimpello - Sequals - Gemona, sostenendo che a una costosa realizzazione come quella prospettata sia preferibile un potenziamento della viabilità esistente. E' una analisi interessante che può offrire spunti di riflessione anche per gli "utilizzatori finali", gli automobilisti del Gemonese, chiamati a riconsiderare il proprio rapporto con la pedemontana.

FotoIn queste settimane, sulla stampa del Friuli Venezia Giulia, tiene banco la discussione sulla terza corsia della dell’autostrada A4 e, più in generale, sulla viabilità regionale. La terza corsia è oramai una commedia, ma anche la Cimpello – Sequals – Gemona non scherza. L’opera viene immaginata già dalla Giunta Illy, su un’idea vecchia di almeno 20 anni, e compare nel programma elettorale del Presidente Tondo nel 2008, solo che di soldi per finanziarla nemmeno l’ombra come del resto per molte opere immaginate dal centro destra regionale. Si, perché la realizzazione dell’opera, che passa da superstrada ad autostrada, costerà secondo uno studio di fattibilità presentato nel 2009 da Autovie Venete, Impregilo e Rizzani De Eccher, la modica cifra di 975,71 milioni di euro, con un tempo di realizzazione di 5 anni. Non essendoci soldi in cassa, la Giunta Tondo pensa di coprire il costo con la finanza di progetto attraverso Autovie Venete e privati, con un tempo di ammortamento di 55 anni ed un pedaggio iniziale di 8 euro per le auto e 15 per i Tir. Ma se i conti per la terza corsia dell’A4 si reggono sui pedaggi, come si fa a non capire che questa nuova autostrada drenerà molti di quei pedaggi rendendo inefficace quel piano economico a meno di aumenti che graveranno sempre sulle nostre tasche? E fin qui siamo sulla parte economica, che fa acqua da tutte le parti sia per l’A4 che per la Cimpello Sequals, che dovrà raddoppiare le corsie per diventare autostrada (e che vedrà chiudere tutte le uscite al di fuori di Spilimbergo e Zoppola), che per la Sequals Gemona che andrà a devastare un territorio straordinario tra le provincie di Pordenone ed Udine. Ecco, appunto, un territorio che oltre allo sfregio ambientale non avrà alcuna ricaduta vista la trasformazione in autostrada e la chiusura degli svincoli.
Tutto questo per avere cosa? Un arteria autostradale con un primo tratto da Fiume Veneto a Sequals (serve onestamente?), ed un secondo tratto da Sequals ed Osoppo, innestandosi nell’attuale casello autostradale.
Fermiamoci ora un istante a pensare, resettiamo dalla nostra testa la Cimpello Sequals Gemona, e chiediamoci qual’è la vera necessità per i cittadini di Pordenone ed Udine e per le imprese dei nostri territori. La risposta non potrà che essere una: un collegamento Pordenone Udine alternativo alla Pontebbana. Andare in auto, in orario di lavoro, da Pordenone ad Udine, è diventato proibitivo: non ci si mette meno di un’ora. Ecco cosa serve veramente ai cittadini delle nostre provincie, un’arteria di collegamento (superstrada?) tra Pordenone ed Udine che permetta di far transitare merci e persone sgravando la Pontebbana dell’insostenibile traffico.
Cerchiamo di immaginarla questa nuova arteria e vedremo che di fatto un tracciato di massima esiste già, ed è quello che molti, me compreso, usano se devono raggiungere Udine nord: Cimpello Sequals con uscita a Spilimbergo, Dignano, Fagagna, Martignacco, Udine, intercettando tra l’altro l’autostrada prima di entrare in città.
E qui innestiamo un’altra considerazione: ma quanto dista il casello di Udine nord da quello di Osoppo? 15/20 Km? E noi costruiamo un’autostrada per collegarci 15/20km più a nord di quanto potremmo fare ristrutturando un tracciato che esiste già? Mah.
E’ un’infrastruttura che non accontenta nessuno, che non ha senso concepita come opera autostradale, che non è sostenibile né dal punto di vista ambientale, né dal punto di vista economico se non con costi che andranno in capo alla Regione Fvg, che a sua volta non riuscirà a sostenere la costruzione della terza corsia dell’A4.
Tutto questo nella situazione attuale, con una crisi che continua a mordere e che ci obbliga a scelte vere e non di facciata. Io, la mia scelta l’ho già fatta: si approvi un nuovo piano regionale delle infrastrutture di trasporto dove la Cimpello Sequals Gemona viene cassata e dove ci si impegna alla ristrutturazione del tracciato da Spilimbergo ad Udine.
Alla prossima.
Sergio Bolzonello

domenica 8 luglio 2012

Autostrada pedemontana, una inchiesta del MV - (2)


Ecco tutti i dubbi degli industriali



UDINE Sulla necessità di realizzare l’opera, gli industriali friulani non hanno dubbi: la definiscono necessaria e indispensabile. Qualche perplessità riguarda, invece, la possibile ricaduta sul territorio. «In primo luogo – spiega al proposito Ugo Frata, presidente dell’Ance (Associazione nazionale costruttori edili) di Udine – desidero sottolineare che i sistemi di realizzazione delle opere pubbliche tramite la finanza di progetto, e quindi anche il collegamento Cimpello-Gemona che va visto in relazione alla ricalibratura dei traffici a livello di sistema viabilistico regionale, rappresenta una nuova importante possibilità di intervento nel mercato dei lavori pubblici in Italia». Il coinvolgimento dei privati nelle opere infrastrutturali di vario genere – insiste Frata – è oggi una realtà con un’incidenza sul totale dei bandi di gara per lavori pubblici di circa il 38% del totale. «Va da sé – è ancora il pensiero del presidente udinese dell’Ance – che in tempi di profonda crisi economica e finanziaria qualunque iniziativa possa rappresentare una occasione di lavoro, ma a condizione che vi sia una reale ricaduta sull’imprenditoria edile locale. Nel caso specifico, mi sembra che tale coinvolgimento sia difficile da prevedere anche perché gli investitori interessati al progetto sono risultati due entrambi non friulani, la società Condotte spa ed il consorzio italo spagnolo Sis-Sacyr». I costruttori edili friulani che rappresento – sono le sue parole conclusive – auspicano quindi che, in caso di realizzazione dell’opera, a fronte della partecipazione pubblica possa essere riservata una quota di lavori in favore dell’imprenditoria locale. «Questa opera è importante – gli fa eco l’ex presidente del’Assindustria friulana, Giovanni Fantoni – ma c’è la consapevolezza che per ancora per un certo periodo, vale a dire finché il Paese non sarà in grado di pianificare interventi di questa portata, l’opera non potrà decollare». Fantoni sottolinea che gli industriali sono molto interessati all’infrastruttura «perché si tratta di risparmi di tempo e di chilometri. Abbiamo atteso 30 anni quest’opera e sappiamo che nei prossimi 2-3 non succederà proprio nulla perché le condizioni di fattibilità economica non ci sono». Fantoni ricorda all’uopo la situazione di incertezza in cui versa il nodo della Terza corsia. «Per questo – conclude – che per la Cimpello-Gemona ci sarà una sorta di pausa di riflessione dovuta o imposta dalle casse pubbliche. Ma, ripeto, dal punto di vista funzionale l’importanza dell’opera non è di certo venuta meno». (d.pe.)

Noe, il Comitato che appoggerà l'infrastruttura

Gino Trevisan è un imprenditore di Spilimbergo ed è il fondatore del Comitato del “sì” alla Cimpello-Gemona. Si chiama Noe (Nuovi obiettivi ecologici economici). «L’ho fondato – spiega – quando è avvenuto l’ultimo incidente di un camion uscito di strada a San Giorgio della Richinvelda e finito contro un’abitazione. Effettuando pochi giorni dopo sulla stessa casa i lavori di edilizia idraulica mi sono messo a contare i camion in transito. Bene, in un’ora ne sono passati 62. Mi sono posto alcune domande e da diversi riscontri di altri centri abitati ho avuto la conferma che la situazione era la stessa. Insomma, serve un’alternativa viaria. E la migliore ritengo sia proprio la realizzazione della Cimpello-Gemona». Trevisan precisa tuttavia che il Comitato vuole avere garanzie sulla tipologia della realizzazione infrastrutturale e sulla tutela del paesaggio che l’autostrada attraverserà. A settembre partirà una raccolta di firme a favore.

LA SCHEDA

RACCORDO IL raccordo autostradale fra la A28 (Portogruaro-Conegliano-Treviso) e la A23 (Palmanova-Tarvisio) a pedaggio e a 2 corsie per senso di marcia più corsie di emergenza di larghezza ridotta (m.1,75 anziché 3). 
CLASSIFICA Categoria B (velocità massima 110 km/h) 
LUNGHEZZA 57.6 km dallo svincolo di Cimpello sulla A28 al casello di Gemona, larghezza nei tratti scoperti e non in rilevato o tricea: 22+26 metri fino alle recinzioni con 60 metri circa per lato di vincolo urbanistico dai cigli=148 metri in totale circa; Area complessivamente impegnata: 1.000 ettari. 
BARRIERE D’INGRESSO A Zoppola, e Majano, caselli intermedi a Arzene, Spilimbergo, Sequals. yyCOSTO PEDAGGIO Per l’intero percorso: 9,81 euro per veicoli leggeri, 18,30 per i mezzi pesanti (Iva inclusa ma al 20%, prima dei recenti aumenti). 
L’OPERA Realizzata in project financing, cioè la cui progettazione, costruzione e gestione viene affidata mediante gara a privati, cui è data in concessione per 50 anni per consentire il rientro dell’investimento. I tempi stimati per la costruzione sono di 5 anni, al termine dei quali l’opera è di proprietà pubblica. 
PERCORSO Si stacca dalla A28 allo svincolo-Cimpello, supera ferrovia e Pontebbana in prossimità Pian di Pan, affianca il Meduna sull’attuale sedime della Cimpello-Sequals che viene assorbita, a Sequals piega a oriente, supera Lestans e Pinzano, corre sotto Flagogna e a Cornino passa il Tagliamento raddoppiando a Nord il ponte della provinciale, passa a Nord di Majano, sotto Tomba di Buja, poi affianca l’A23 e si connette al casello di Gemona.


sabato 7 luglio 2012

Autostrada pedemontana, una inchiesta del MV - (1)


Cimpello-Gemona. Cresce la protesta

di Domenico Pecile 

GEMONA Il 20 febbraio dello scorso anno Legambiente del Friuli Venezia Giulia inviò una lettera aperta alle associazioni degli imprenditori e alle organizzazioni sindacali a commento del Piano regionale delle infrastrutture varato dalla giunta regionale. L’obiettivo era di «Avviare una riflessione» che potesse «individuare cosa effettivamente è necessario per l’economia regionale». 
Il no di Legambiente. Quella lettera aperta si trasformò in una lettera morta. «Nessuno disse nulla. Nessuno obiettò alcunché», commenta l’ex consigliere regionale, Giorgio Cavallo. Eppure, non era un documento da Bastian contrario, tant’é che Legambiente indicò importanti 5 dei 9 grandi interventi pianificati dalla Regione. Tra le opere bocciate senza appello c’era il raccordo autostradale Cimpello-Gemona. «L’autostrada di cui è in corso – si leggeva nelle motivazioni – un project financing da circa un miliardo di euro è anch’essa devastante di un territorio di qualità e non ha in realtà nessuna potenzialità di traffico tale da ripagare l’investimento. Se in futuro risulterà necessario un raccordo tra la Pedemontana veneta (o la Gronda Nord di Pordenone) e la A23 ci sono altre soluzioni non costose e meno impattanti che potranno risolvere questo tema». 
L’ottimismo di Riccardi. L’assessore regionale alle infrastrutture, Riccardo Riccardi, fa voti di ottimismo. E si dice quasi certo che entro il prossimo anno «si potrà riuscire a individuare il concessionario che poi dovrà avviare sia l’attività di progettazione sia il lavoro di concertazione con gli enti locali. Poi spiega: «Continuiamo a considerare la realizzazione della Cimpello-Gemona un’opera strategica e determinante per il Friuli e l’intera regione, a maggior ragione adesso in un momento cioè in cui il Veneto ha dato l’avvio alla costruzione della cosiddetta Pedemontana veneta». 
Cresce il fronte del “no”. Tuttavia, nonostante l’ottimismo di Riccardi tutto lascia presagire che da qui all’avvio dei cantieri il percorso sarà in difficile salita. La Regione dovrà infatti fare i conti non soltanto con ambientalisti e comitati da tempo operativi nei territori interessati all’infrastruttura, ma anche con alcune amministrazioni sempre più determinate nel dire “no” a un’opera che rischia – sostengono – di sfregiare un paradiso incontaminato delle Prealpi e dei fiumi Tagliamento e Arzino, spendendo circa 975 milioni di euro. Si tratta dunque di una protesta trasversale, che sorvola i partiti sempre più in palese difficoltà a gestire ruoli di decisione in casi come questi. 
La posizione dei Comuni. Riassumendo la posizione delle amministrazioni comunali, si può dire che contrarie all’opera sono Pinzano e Forgaria. La precedente amministrazione di Vito d’Asio era contraria, mentre la nuova compagine che amministra il Comune non si è ancora dichiarata apertamente. Neutrali Ragogna, Castelnovo e Travesio in attesa però di approfondire le conoscenze sul progetto e di verificarne gli sviluppi. Sequals è ora commissariata, in quanto la precedete giunta è caduta. Ma al suo interno si stava formando una posizione maggioritaria critica sull’opera. Anche Buja nicchia e ha manifestato i suoi dubbi in un’assemblea con la popolazione. Infine, tutte ancora da definire le posizioni dei Comuni di San Daniele, Majano e Osoppo. 
L’Arca guida il dissenso. Innamorati del territorio interessato all’infrastruttura e consapevoli della sua unicità in Fvg e in tutto il Nordest gli oltre 400 soci del Comitato Arca (Assieme Resistiamo Contro l’Autostrada) hanno fondato questo sodalizio per inventare insieme progetti di valorizzazione del territorio e di richiamo turistico, progetti di sviluppo sostenibile tra i quali «non riteniamo possa annoverarsi la costruzione di una devastante autostrada». L’Arca ha raccolto migliaia di firme e le ha depositate in Regione. Il suo presidente, Alberto Durì, si dice certo che questa infrastruttura avrebbe «un impatto ambientale devastante perché andrebbe a incunearsi fra un grande numero di aree tutelate». I motivi della protesta. L’opera – dice ancora l’Arca – devasterebbe aree tutelate (ben 5 Sic, siti di interesse comunitario, una riserva naturale, ecc.) e consumerebbe qualcosa come 1000 ettari di superficie e dovrebbe servire inizialmente 25 mila veicoli al giorno nei due sensi di marcia e oltre 50 mila a regime (per dare un’idea, oggi a Pontebba, tra autostrada e statale si contano poco più di 20 mila veicoli al giorno) producendo ossidi di azoto sistematicamente fuori norma, inquinamento atmosferico, luminoso e acustico non tollerabile dalle popolazioni e da tutto il resto della vita che oggi fiorisce indisturbata da millenni». 
10 domande all’assessore. L’Arca ha di recente presentato un documento che consiste in 10 domande all’assessore regionale Riccardi in cui punta a demolire la caratteristica strategica dell’opera. Un esempio? «Quale traffico pesante – si legge nel terzo quesito – potrà drenare dalla viabilità ordinaria se già oggi i camion percorrono la Ss 463 piuttosto che sostenere i costi di pedaggio della A23/A4? E perché dovrebbe intercettare il traffico locale che oggi si muove gratuitamente e domani per transitare sull’autostrada? Quale vantaggio apporterebbe alle imprese locali a fronte di un aggravio simile dei costi di trasporto». E ancora (domanda 6): «Quale modello è stato usato per prevedere un incremento di traffico costante medio del 3% annuo se già negli ultimi tre anni si registra una sistematica contrazione dei flussi». Mobilitazione permanente. Stefania Garlatti Costa del Comitatio Arca annuncia che la mobilitazione continua in tutti i Comuni interessati con una serie di assemblee pubbliche. E continua pure la raccolta delle firme a sostegno della petizione che ha superato quota 5 mila. «Il 26 agosto – aggiunge – assieme a Onde furlane Arca organizzerà la seconda edizione del “Concerto al Tiliment” che si terrà in località Pontaiba, nel comune di Pinzano, alla confluenza dell’Arzino con il Tagliamento, sotto il futuro passaggio dell’autostrada».

martedì 17 aprile 2012

Quel che si muove ... nella Pedemontana. Opposizione alla Cimpello - Gemona

Si è svolta  sabato a Forgaria una assemblea contro la realizzazione della Cimpello-Gemona, quella che ormai da molti viene chiamata autostrada e la cui prevista costruzione viene giudicata negativamente per i paesi della Pedemontana a ridosso del Tagliamento.


Gemonese, un anno di lotta
contro la Cimpello-Gemona

Si sono riuniti sabato a Forgaria i rappresentanti del comitato ARCA, creato il 12 marzo dell’anno scorso, sull’onda della contrarietà popolare nei comuni di Forgaria e Pinzano, subito allargatasi alle altre località della pedemontana pordenonese interessate dall’infrastruttura.Gemonese, un anno di lotta
contro la Cimpello-Gemona“I comitati sono un segnale di risveglio della democrazia, della voglia di partecipazione. Riflettono la crisi di rappresentatività dell’attuale politica screditata da infiniti scandali e caratterizzata della mancanza di una visione del futuro”. Con queste parole Alberto Durì, presidente del comitato ARCA che si batte contro la progettata autostrada Cimpello-Gemona, ha aperto sabato 14 aprile a Forgaria l’assemblea generale dell’associazione, indetta per fare il punto sul suo primo anno di vita. 
 
Il comitato ARCA si era formato infatti il 12 marzo dell’anno scorso (il giorno successivo alla chiusura del bando indetto dalla Regione per la progettazione e gestione privata dell’opera), sull’onda della contrarietà popolare nei comuni di Forgaria e Pinzano, subito allargatasi alle altre località della pedemontana pordenonese interessate dall’infrastruttura. Un anno di vita in cui, come ha ricordato la vicepresidente di ARCA Lucia D’Andrea, il comitato è riuscito a raccogliere più di 5000 adesioni alla sua petizione contro il progetto, condivisa da un folto gruppo trasversale di consiglieri regionali e presentata alla Presidenza della Regione all’inizio del febbraio scorso. 
 
Numerose e variegate le iniziative svolte dal comitato durante l’anno, come i 12 incontri informativi con la popolazione nei comuni della pedemontana, che hanno visto la partecipazione di 500 persone, la pittoresca manifestazione sullo Zoncolan in occasione del Giro d’Italia, e il Conciert pal Tiliment organizzato in collaborazione con Radio Onde Furlane alla confluenza tra Arzino e Tagliamento, in un punto di grande suggestione paesaggistica che, secondo il progetto, sarà attraversato da un imponente viadotto. 
 
D’Andrea ha poi ricordato i numerosi sostenitori eccellenti del comitato, quali il meteorologo Luca Mercalli, che ne ha parlato in una recente puntata di Che tempo che fa su Rai 3 (http://www.comitato-arca.it/video.html), e la fitta presenza del comitato su internet, grazie al sito www.comitato-arrca.it e all’attenzione dei media online (www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/05/il-piccolo-tav-friulano/202407/). 
 
All’assemblea erano presenti Roberto Pizzutti in rappresentanza del WWF regionale, Giorgio Cavallo per Legambiente regionale e il sindaco di Forgaria Pierluigi Molinaro, che ha ribadito la contrarietà dell’amministrazione al progetto e la volontà di collaborazione con ARCA in progetti di valorizzazione del territorio. Intanto l’iter del progetto Cimpello-Gemona è ancora fermo: come ha ricordato il consigliere regionale di IDV Enio Agnola, originario della zona, la commissione regionale deputata alla valutazione delle due offerte tecnico-economiche pervenute (da parte di due cordate con capofila la romana Condotte spa e la italo-spagnola Sis-Sacyr) ha concluso i suoi lavori ormai da mesi, ma la sua scelta non è stata ancora fatta propria dalla Giunta regionale. 
 
Una Giunta che per il presidente ARCA Alberto Durì “manca di quella visione che è fatta di attenzione agli uomini e alle donne e di slancio verso nuovi progetti che rispondano alle loro vere necessità” e in questo particolare frangente ha voluto chiudersi a riccio: “Quando viene proclamato che di un’opera si possono discutere solo le modalità di realizzazione e non la sua necessità – ribadisce Durì – significa aver sepolto il confronto. Stigmatizzare l’atteggiamento delle associazioni che difendono l’habitat umano come nimby è rovesciare il problema, sono in realtà i custodi di una cassaforte da cui l’egoismo umano sta sottraendo più dei valori che essa contiene”. Una nota di speranza arriva però da Ira Conti, intervenuta all’assemblea in rappresentanza del comitato interregionale PAS, che si batte contro l’autostrada Carnia-Cadore. 
 
“Il senso dei comitati è quello di essere una campana che suona fuori dal coro e che, per quanto piccola, la gente si gira ad ascoltare: questo è esattamente quello che i poteri forti non vogliono. Anche se non dovessimo riuscire a fermare i progetti, stiamo comunque costruendo una dimensione di partecipazione e solidarietà, che è la cosa più importante.”