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lunedì 16 marzo 2015

A Morteàn dicono sì all'autodromo. Se fosse successo a Bordano....

98 "Sì" (pari al 55% dei votanti), 816 "No", 182 voti di scarto. Questo l'esito del referendum consultivo comunale che nella giornata di ieri ha visto i cittadini di Mortegliano esprimersi sul progetto di un autodromo da realizzarsi sulla ex pista di volo di Lavariano. Il risultato più atteso, quello della frazione interessata, ha avuto un esito perfettamente salomonico: 283 "sì" e 283 "no". La differenza l'hanno fatta quindi il capoluogo e la frazione di Chiasiellis. Qui si è registrato il 75% di "sì", mentre a Mortegliano i "sì" hanno fatto registrare il 55,99%.

Praticamente, è come se, qualora si fosse svolto un referendum negli anni '80 nel Comune  sotto il San Simeone, ci fosse stata la parità a Bordano e l'autodromo fosse passato per il voto positivo di Interneppo.
D'accordo che la storia non si fa con i "se", però ....
Ce pensàiso?



domenica 14 dicembre 2014

Per l'Acu non si fece l'autodromo a Bordano solo perché non c'erano soldi. E la protesta popolare?

Come pubblicato nelle scorse giornate, nei primi anni '80 vi fu una ampia discussione sulla possibilità di realizzare un autodromo tra Bordano e Trasaghis. Il clima di quei mesi è stato richiamato di fronte al dibattito attuale sulla possibile realizzazione di un autodromo a Mortegliano. Ora il presidente dell'Acu, schierandosi a favore di questa realizzazione, aggiunge anche che se l'autodromo in Alto Friuli non venne fatto fu solamente per il fatto che "non si riuscirono a coagulare sufficienti energie economiche". A mancjavin dome i beçs, insome.  In verità, come è stato ricordato dalla produzione di documenti e dalle testimonianze di varie persone, primo fra tutti Emi Picco, il clima di opposizione alla realizzazione della struttura fu allora ampio e diversificato. Anche ammesso che la "cordata" avesse trovato i fondi necessari, dunque, non è affatto pacifico che le cose sarebbero andate lisce e rombanti...

Caso autodromo, l’Acu “promuove” la super pista

Il presidente Romanelli: «Darà nuova linfa all’economia locale. Noi siamo pronti a fare squadra»
MORTEGLIANO. L’Automobile club di Udine scende in campo per appoggiare il progetto dell’autodrodromo di Mortegliano ultimamente tornato d’attualità suscitando un acceso dibattito. «Seguiamo quello che sta accadendo con grande attenzione e interesse perchè crediamo nell’iniziativa dei privati che vogliono investire proprie risorse per realizzare questo sogno» afferma il presidente dell’Acu, Gianfranco Romanelli.
Un sogno accarezzato e inseguito da oltre 30 anni e che vide, nel 1979, proprio l’Acu, allora guidata da Gianni Asquini, in prima fila quando fu creata l’Anfri srl “Autodromo nel Friuli”, una società con oltre 24 soci che voleva costruire un impianto a Trasaghis. «Allora, purtroppo, non si riuscirono a coagulare sufficienti energie economiche e il progetto rimase sulla carta come altri che seguirono» ricorda Romanelli, successore proprio di Asquini, e che da quasi sei anni è al vertice dell’Automobile club che in provincia di Udine conta 12 mila soci.
Le proteste e le perplessità della gente che vive dove dovrebbe sorgere l’autodromo sono tante.
«Ne sono consapevole ed è un problema che va affrontato. Però, è anche vero che tutto va bene se non accade accanto al mio giardino, allora qualsiasi iniziativa dà fastidio».
Già, ma se lei anzichè a Udine abitasse a Mortegliano cosa penserebbe?
«Mi dimostrerei disponibile e pretenderei tutte le garanzie possibili perchè il progetto fosse il meno invasivo e impattante possibile».
Ritiene che l’autodromo rappresenti un’occasione?
«Senza dubbio e per questo motivo bisognerebbe essere grati a coloro che si stanno impegnando per la realizzazione dell’impianto, offrendo anche alla nostra regione l’opportunità di avere un circuito omologato e rispettoso di tutte le norme in materia, offrendo un’infrastruttura ricettiva alla quale possano rivolgersi piloti, case costruttrici, collaudatori, addetti ai lavori e in genere tutti gli appassionati di sport motoristici, locali e stranieri: sarebbe nuova linfa per l’economia locale, da mettere a sistema con tutte le altre iniziative in corso e future».
Altri vantaggi?
«Nel nostro territorio manca un luogo dove le autoscuole e gli istruttori possano svolgere i corsi di guida sicura o difensiva per le aziende, le istituzioni e i privati che vogliano migliorare le loro performance, soprattutto in condizioni non ottimali di aderenza o in caso di situazioni critiche. L’esperienza di Austria e Svizzera dimostra che una formazione pratica sotto la guida di istruttori esperti, non solo è opportuna ma garantisce una riduzione sensibile degli incidenti dovuti a imperizia e imprudenza: fondamentale è che i corsi si svolgano in luoghi dove le manovre possano essere fatte in assoluta sicurezza e con le migliori condizioni».
L’Acu, dunque, si è schierata...
«Noi ci siamo, pronti a fare squadra».