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mercoledì 30 gennaio 2013

I Comitati chiedono. Tondo e Violino tacciono. Il Lago attende (2)


La nota dei Comitati sulle "mancate risposte" riprende e rimarca quanto pubblicato su "Il Punto" uscito a fine dicembre, con l'elenco dettagliato delle persone e delle Istituzioni cui era stata in precedenza inviata copia della relazione LEA dell'ing. Franzil con la proposta alternativa al progetto Edipower:




Perché non possano dire "noi non sapevamo"

Lo studio completo dell'ing. Franzil è stato inviato con lettera esplicativa di accompagnamento a cura e spese dei Comitati: ai Sindaci di Bordano, Cavazzo Carnico, Trasaghis e Verzegnis, a tutti i sindaci dei Comuni del Gemonese, del Canal del Ferro Valcanale, della Carnia,
ai Parlamentari del Friuli,
al Presidente Tondo,
agli Assessori regionali all'ambiente, all'agricoltura, all'energia,
ai Consiglieri regionali del Collegio di Tolmezzo Baritussio, Cacitti, Della Mea, Marsilio e Picco,
al Presidente ed ai Consiglieri componenti la IV Commissione consiliare regionale,
ai Mons. Costante e Zanello delle foranie di Gemona e di Tolmezzo, al Presidente della Provincia,
al Sindaco di Udine,
al Consorzio BIM,
al Consorzio Cosint,
al Consorzio Ledra -Tagliamento,
all'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Udine, alla Secab; ai Sindaci dei Comuni di Brescia e di Milano proprietari A2A, azionista di controllo di Edipower,
ai sindaci dei Comuni di Torino, Genova, Reggio Emilia, Piacenza e Parma proprietari di Iren azionista di Edipower,
al Presidente della Provincia Autonoma di Trento azionista di Edipower attraverso la propria società "Dolomiti Energia", al Presidente della Provincia Autonoma di Bolzano azionista di Edipower attraverso la propria società Súdtiroler Elektrizitátsaktiengeselischaft, ovvero "società elettrica altoatesina - SEL), ai gruppi consiliari comunali e provinciali di questi ultimi Comuni e Province Autonome;
al Ministero dell'Ambiente,
al Ministero dello Sviluppo Economico;
alle organizzazioni sindacali dell'Alto Friuli: CGIL, CISL, UGL, UIL; agli organi di informazione;
ad Edipower spa nelle mani di un suo rappresentante, presente alla conferenza stampa di presentazione dello studio tenuta dai Comitati martedì 11 settembre 2012 presso la sede udinese della Regione.

Si tratta quindi di "silenzi" e di "mancate risposte" davvero generalizzate….

martedì 29 gennaio 2013

I Comitati chiedono. Tondo e Violino tacciono. Il Lago attende


I Comitati del Lago alzano la voce contro Tondo e Violino: ' Va evitata la guerra dell'acqua'


I Comitati che si oppongono al progetto Edipower di pompaggio sul lago di Cavazzo già diversi mesi fa consegnavano all’Assessore Regionale Claudio Violino ed alla direzione del Consorzio Ledra Tagliamento lo studio eseguito dall’ing. Dino Franzil su tale progetto e sulle conseguenze dello stesso, senza ricevere alcun riscontro
Successivamente, anche in relazione alla riproposizione del progetto del Consorzio Ledra Tagliamento di derivazione dallo scarico del lago, in data 14 nevembre scorso i Comitati inviavano sia all’Assessore Violino sia al Consorzio una richiesta d’incontro – pervenuta alla rispettive segreterie - per “conoscere la Sua posizione su quanto si va proponendo sul lago di Cavazzo, nella sua valle e sulle proposte dell’ing. Franzil”.Richiesta pure rimasta senza risposta.

I Comitati ritengono inaccettabile l’atteggiamento coloniale di sfruttamento delle acque del lago di Cavazzo (e della Carnia!) da parte dei “foresti” lombardi- piemontesi-liguri.- emiliani azionisti di Edipower. Ma ancor più inaccettabile, oltre che vergognoso, sarebbe un atteggiamento coloniale verso il lago di Cavazzo e la sua valle da parte di soggetti friulani che, trasformandolo in bacino di prelievo irriguo, aggiungerebbero un ulteriore gravame a quello già pesantissimo dell’attuale scarico della centrale e del progettato di pompaggio. Il lago di Cavazzo non è a disposizione esclusiva di Edipower e del Consorzio Ledra Tagliamento: è un bene comune, di tutti, che va salvaguardato!

I Comitati richiamano l’attenzione e la responsabilità dell’Assessore Violino, del Presidente Tondo e della dirigenza del Consorzio sulla concreta possibilità, dimostrata nello studio dell’ing. Franzil, di continuare a produrre energia nella centrale di Somplago, di produrne di nuova con tre centraline sullo scarico del lago, di fornire acqua al Consorzio, di alimentare il Tagliamento e le falde a valle, di salvare e rinaturalizzare il lago convogliando lo scarico della centrale di Somplago, con un’adeguata condotta posata sul fondo lacustre, all’attuale scarico del lago.

I Comitati dichiarano che mobiliteranno tutta la popolazione della Val del Lago e dell’Alto Friuli per contrastare in tutte le sedi un progetto del Consorzio, benedetto dall’Assessore Violino e dal Presidente Tondo, che preveda la sola derivazione nel sistema Ledra dallo scarico del lago senza le contemporanee opere di isolamentodel lago dallo scarico della centrale di Somplago mediante l’immissione dello stesso in un’adeguata condotta che, attraversando il fondale lacustre, consegni l’acqua turbinata all’attuale scarico del lago, evitando così che nel lago finiscano acque gelide ed il fango, che in 110 anni lo interrerebbe come dimostrato sia dalla perizia dell’ing. Garzon sia dallo studio dell’ing. Franzil..

L’Assessore Violino dovrebbe sapere, per le sue frequentazioni giovanili in quel di Cavazzo, che il Consorzio è stato l’unico soggetto ad essere garantito dalle disastrose derivazioni della Sade negli anni ’50. Infatti a semplice richiesta del Consorzio è obbligatoria la cacciata d’acqua dal bacino di Verzegnis per alimentare la presa consortile di Ospedaletto. Ma l’acqua di quella cacciata e quella della normale portata del Tagliamento non possono essere utilizzate nelle piane di Cavazzo, Amaro e Bordano dove nel recente passato si irrigava a scorrimento, mentre nel presente - ed ancor più nel futuro non certo roseo - sarà necessario ripristinare la produzione agricola anche in questi luoghi.

E’ bene che le istituzioni e la politica si prendano buona nota che esistono tutti i presupposti per lo scoppio della guerra dell’acqua anche da noi e che la guerra tra la montagna e la pianura friulana va evitata. Inoltre, sappiano i rappresentanti istituzionali e politici che non potranno continuare ad ignorare i problemi del lago, della sua valle e della montagna, perché i Comitati li staneranno e dovranno dire di fronte agli elettori da che parte stanno: con il lago, la sua valle e la montagna o con i colonizzatori “foresti” o “nostrani” che siano.

Firmato
Comitato per la difesa e lo sviluppo del lago – Alesso: Valentino Rabassi Comitato tutela acque del bacino montano del Tagliamento: Franceschino Barazzutti

da: http://altofriuli.com/in-primo-piano/i-comitati-del-lago-alzano-la-voce-contro-tondo-e-violino----va-evitata-la-guerra-dell-acqua-.htm