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"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons
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venerdì 13 novembre 2020
Lago, che ne è della progettualità per il by-pass? Un'interrogazione del PpA
Salvaguardia del Lago dei Tre Comuni, interrogazione a Fedriga del Patto per l’Autonomia
A che punto sono i progetti di salvaguardia del lago di Cavazzo? Lo chiedono alla Giunta Fedriga i consiglieri regionali del Patto per l’Autonomia, Massimo Moretuzzo e Giampaolo Bidoli, con un’interrogazione che intende far luce sulle attività del Laboratorio Lago dei Tre Comuni, il tavolo tecnico istituito per individuare le criticità del lago di Cavazzo e proporre soluzioni finalizzate a recuperarne le condizioni di naturalità e a garantirne la fruibilità, anche a fini turistici, in conformità al Piano regionale di tutela delle acque, con una destinazione di spesa, per il 2019, di 50 mila euro. In tal senso, Bidoli e Moretuzzo chiedono di sapere se il Laboratorio Lago dei Tre Comuni ha elaborato un piano di lavoro, a che punto è l’attuazione di tale piano e se sono state avviate adeguate progettualità al fine di costruire l’opera di bypass per convogliare direttamente le acque gelide e torbide della centrale di Somplago, diminuendo in questo modo l’impatto sul livello del lago, soggetto a forte oscillazione, sulla sua fruibilità turistica e sulle attività legate alla pesca.
«Sulle acque del canale di scarico del lago verranno realizzate tre centraline idroelettriche che andranno ad aggiungersi al progetto del Consorzio di Bonifica Friulana di derivazione irrigua dallo stesso canale di scarico – ricordano Moretuzzo e Bidoli –. Queste centraline potrebbero continuare a turbinare acqua proveniente dal lago di Cavazzo, una volta che la centrale di Somplago entrasse in fermo, con il rischio concreto di un abbassamento del livello del lago a causa dell’acqua turbinata. Con l’opera di bypass, che porterà le acque in uscita dalla centrale direttamente nel canale di scarico del lago, centraline e derivazione irrigua potranno essere realizzate senza comportare importanti interferenze con il bacino. Chiediamo alla Giunta regionale chiarezza sullo stato di fatto. Non vorremmo che il Laboratorio Lago dei Tre Comuni fosse un espediente al quale non fanno seguito azioni concrete per la rinaturalizzazione e fruibilità dello stesso lago, dimostrando – se così fosse – di non comprenderne la strategicità per lo sviluppo della valle e del suo circondario più vasto, ma anche per il sistema acquifero».
https://www.studionord.news/salvaguardia-del-lago-dei-tre-comuni-interrogazione-a-fedriga-del-patto-per-lautonomia/
domenica 19 luglio 2020
Lago, prima riunione del tavolo tecnico. La posizione dei Comitati
Riceviamo e pubblichiamo:
La Regione, per cercare una soluzione al degrado del nostro
lago, con la L.R. 6/8/2019,N° 13, art. 4, "al fine di individuare le criticità del
Lago dei Tre Comuni e proporre le conseguenti soluzioni, finalizzate a
recuperare le condizioni di naturalità del lago stesso e garantirne la
fruibilità, anche ai fini turistici, in conformità al Piano Regionale di Tutela
delle Acque, ha istituito presso la Direzione centrale Ambiente ed Energia, il
tavolo tecnico denominato "Laboratorio Lago dei Tre Comuni ".
Questo tavolo tecnico, è composto da un rappresentante e un
esperto della Direzione Ambiente e Energia, da un esperto designato dal Comune
di Trasaghis, uno da Bordano e uno da Cavazzo e infine da un rappresentante
dell'Arpa. Potrà inoltre partecipare anche un rappresentante dell'Autorità di
Bacino. Inoltre potranno essere invitati a partecipare i soggetti portatori di
interessi (Comitati, A2A, Consorzio Bonifica Pianura Friulana, ecc ). C'è
stata a fine giugno una prima riunione in videoconferenza a titolo
interlocutorio, in attesa di conoscere le proposte di A2A e del Consorzio
Bonifica Pianura friulana.
Alcune considerazioni. Con questa legge si riafferma
nuovamente che il recupero di naturalità del lago, dovrà essere realizzato tramite
un bypass (quale sarà la soluzione ottimale sarà compito del tavolo tecnico ) che
porti le acque gelide e talvolta torbide scaricate dalla centrale di Somplago a valle del lago, senza interferire con lo stesso.
Le Amministrazioni rivierasche infine hanno ricevuto un ruolo fondamentale in questo Laboratorio, nominando
ciascuna un proprio esperto.
Noi del Comitato Salvalago saremo vigili e non
mancheremo di portare in quella sede le
nostre proposte.
Claudio Polano - Comitato Salvalago
sabato 18 aprile 2020
Lago, avviare subito il tavolo tecnico per garantirne la restituzione allo stato naturale
Riceviamo e pubblichiamo:
Infatti
già nel gennaio 2014 la IV Commissione Consiliare in sede di esame della bozza
del PRTA, considerando la criticità del Tagliamento nel tratto immediatamente a
valle della derivazione irrigua del Consorzio di Bonifica Friulana ad
Ospedaletto ed il progetto dello stesso Consorzio di derivazione irrigua dallo
scarico del lago, unanimemente segnalava “ che anche il Lago di Cavazzo si trova in
condizioni di criticità ambientale, a causa dell’avanzata modificazione dello
stato di qualità delle sue acque, dovuta alla pluridecennale immissione delle
acque di scarico della centrale idroelettrica di Somplago, provenienti dalla
Carnia tramite il sistema derivatorio ex ENEL, ora Edipower, e quindi da
ecosistemi profondamente diversi da quello originario del lago. Al fine di
mitigare il progressivo snaturamento dell’ambiente lacustre, viene
contestualmente chiesto che sia presa in considerazione la possibilità di
realizzare un canale di by-pass che convogli le acque della centrale
direttamente all’emissario del lago per recuperarlo ad una condizione di
naturalità. La Commissione ravvisa una possibile utilità nell’integrazione
delle due soluzioni sopra prospettate, al fine di conseguire la salvaguardia
ambientale sia del Tagliamento a valle di Ospedaletto che del Lago di Cavazzo. Pertanto, ritiene
opportuno che negli indirizzi del PRTA sia presa in considerazione tale possibilità, mediante gli studi e le
valutazioni necessarie”.
Laboratorio Lago dei Tre Comuni: a
quando?
Nel Bollettino Ufficiale della Regione
del 6 agosto 2019 veniva pubblicata la L.R. n.13 che all’articolo 4 commi 35-38
così recita: “Al fine di individuare le criticità del Lago dei Tre Comuni e
proporre le conseguenti soluzioni finalizzate a recuperare le condizioni di naturalità
del lago stesso e a garantirne la fruibilità, anche ai fini turistici, in
conformità al Piano regionale di tutela delle acque, è istituito presso la
Direzione centrale ambiente ed energia, il tavolo tecnico denominato
Laboratorio Lago dei Tre Comuni”.
Il Laboratorio, oltre ai rappresentanti
della Direzione Ambiente, è composto da
un esperto designato da ciascuno dei tre Comuni rivieraschi di Bordano,
Cavazzo Carnico e Trasaghis nonché, su invito, dai vari portatori d’interesse.
Tale previsione
legislativa ha rappresentato una tappa importante dopo un lungo percorso che,
da un lato, ha impegnato la popolazione della Val del Lago ed i Comitati
Salvalago nella battaglia contro il disastroso progetto di pompaggio di
Edipower, ritirato, e per la rinaturalizzazione e valorizzazione del lago,
dall’altro lato, la Regione nella elaborazione del Piano Regionale di Tutela
delle Acque (PRTA) in cui viene finalmente considerato lo stato di grave
sofferenza del lago ed indicato il rimedio.
Il parere
della IV Commissione Consiliare ha trovato piena accoglienza nel testo
definitivo del PRTA, che al punto 3.2.3. Conclusioni , considerando la citata
criticità del tratto del Tagliamento ed il progetto derivatorio del Consorzio così
dispone: “Contestualmente dovrà anche essere
valutata la fattibilità tecnico - economica di realizzazione di un canale di by
– pass, o di altra soluzione progettuale che mitighi l’impatto dello scarico
della centrale di Somplago sul lago di Cavazzo con lo scopo di recuperare le
condizioni di naturalità del lago stesso e di garantirne la fruibilità”.
E’ il caso di sottolineare che i punti fondamentali delle citate
disposizioni regionali sono due: un canale di by-pass che convogli le acque di
scarico della centrale direttamente all’emissario del lago ed il recupero delle
condizioni di naturalità del lago
garantendone la fruibilità.
Invero il recupero delle condizioni di naturalità e di fruibilità del
lago è stato nel 2018 oggetto da parte della Regione di un successivo bando di
concorso di idee andato, purtroppo deserto, nonché ripetutamente sollecitato da
diversi consiglieri regionali e parlamentari di varie forze politiche.
Ritornando al “Tavolo tecnico denominato Laboratorio Lago dei Tre Comuni”previsto
dalla L.R. 13/2019 constato con amarezza che alla data odierna a distanza di
ben otto mesi non è ancora stato costituito, sia perché sinora solo i Comuni di
Bordano e di Trasaghis hanno nominato il proprio esperto, sia perché la
Regione, cui va dato atto dei positivi provvedimenti adottati, non è stata sul
punto con la determinazione dovuta, sebbene la legge istitutiva preveda che “Il Laboratorio Lago dei Tre Comuni è
convocato e coordinato dal Direttore della struttura regionale”. Persona a
cui sono ben note le criticità del lago e idriche generali, presenti e future.
Nonostante i cambiamenti climatici abbiano già
presentato anche da noi il proprio biglietto da visita con i fenomeni ben noti,
si continua a non comprendere la strategicità del Lago non solo per lo sviluppo
della sua valle e del più vasto circondario, ma per il sistema acquifero e relative utenze a
valle dello stesso dal momento che tutte le acque della Carnia, quelle del
torrente But escluse, finiscono proprio nel lago e non nel naturale alveo del
Tagliamento. E così, senza un piano complessivo e condiviso di valorizzazione
il lago resta, da un lato, solo funzionale alla centrale idroelettrica ed agli
interessi degli azionisti della lombarda proprietaria a2a e, dall’altro lato, oggetto
delle richieste derivatorie irrigue del Consorzio di Bonifica Friulana, che si
ripetono puntualmente con la siccità estiva. Inoltre, come se ciò non bastasse,
perseverando nella sciagurata politica di rilascio a piene mani di concessioni
idroelettriche, la Regione ha autorizzato la costruzione di ben 4 centrali sul
canale di scarico del lago (una all’Industrial Park di Tolmezzo e tre ad una
ditta veneta). Centrali che, in mancanza del by-pass, provocheranno forti
oscillazioni del livello del lago deletrerie per la sua rinaturazione e
fruibilità. Le egoistiche soluzioni
di parte vanno sostituite con l’impegno a individuare e praticare soluzioni
complessive e condivise.
E’ tempo di
comprendere che il lago rinaturalizzato, fruibile turisticamente, pescoso come
lo era ante centrale è la base fondamentale per lo sviluppo della valle
attraendo turisti, pescasportivi, gruppi giovanili, convegnisti, amanti degli
sport acquatici, escursionisti, società sportive in ritiro, etcc. permettendo di
riaprire l’albergo di Somplago e quello di Interneppo, di mettere a frutto con
affittanze, bed and breakfast e alberghi diffusi quel notevole patrimonio
abitativo ora giacente inutilizzato nei
paesi della valle.
Il lago rinaturalizzato e fruibile è un
elemento importante che interagisce fruttuosamente con le rilevanze del
comprensorio: la Casa delle Farfalle di Bordano, i centri storici di Venzone e
di Gemona modelli della ricostruzione postsismica, il Forte di Osoppo, Cornino
con i grifoni, il laghetto, i lecci abbarbicati sulle rupi ed il Tagliamento
finalmente integro nel suo corso, la Forra del Leale, il Monte Cuar con la malga,
il Palar, il Monte San Simeone (balconata sul Friuli), la fortezza del Monte
Festa, la Storica Pieve di Cesclans svettante sulla valle e, più su, la
valletta del rio Faeit e la carnica Tolmezzo. Oltre ad altre importanti
presenze.
Si attivi quindi subito il Laboratorio Lago dei Tre Comuni ed inizi
a lavorare per il concreto raggiungimento dell’obiettivo finale: la
rinaturalizzazione e fruibilità del lago. Guai se fosse concepito come un
espediente a cui far seguire nulla di concreto abbandonando il più grande lago
della regione – che sfigura al confronto con quelli carinziani e sloveni - alla reale prospettiva di essere nel tempo di
poco superiore a 100 anni riempito dai sedimenti e fango scaricati in esso
dalla centrale, come dimostrato da diversi studi tra cui quelli recenti
dell’ing Franco Garzon, incaricato dai Comuni rivieraschi, Comunità Montane e
Consorzio BIM, e quello dell’ing. Dino Franzil.
Simile disastrosa prospettiva caricherebbe
le attuali rappresentanze istituzionali nazionali, regionali e comunali –
nessuna esclusa - di una pesante responsabilità verso le future generazioni. Il
lago e la sua valle hanno già subito troppa violenza. Questi giorni difficili
dovrebbero offrirci l’occasione per interrogarci se la natura violentata non ci
presenti prima o poi il conto.
Franceschino
Barazzutti, già sindaco di Cavazzo Carnico, già presidente del Consorzio
BIM del Tagliamento. Membro dei Comitati
Salvalago.
venerdì 17 aprile 2020
Nuova vita per il Lago, un auspicio in rima
L'ing. Dino Franzil, che alle prospettive di salvaguardia del Lago ha dedicato svariati lavori tecnici, sceglie ora la forma della poesia per formulare gli auspici che il "tavolo tecnico", istituito dalla Regione per effettuare una analisi seria delle possibili soluzioni per ovviare al degrado, riesca a dare risposte efficaci.
--Ing. Dino Franzil – Delessan 15/4/020--
LAGO DI CAVAZZO APPESO AL FILO
GIUNTA E’ FORSE L’ORA DI FAR FESTA
DI SUONAR CAMPANE E FARE CANTI
E CHE LA VITA NON SIA PIU’ MESTA ?
DI SUONAR CAMPANE E FARE CANTI
E CHE LA VITA NON SIA PIU’ MESTA ?
PAESANI, ASSAI ABBIAM LOTTATO,
DA FRIULANI ABBIAM SPERATO,
LA NOSTRA VOCE HAN ASCOLTATO!
DA FRIULANI ABBIAM SPERATO,
LA NOSTRA VOCE HAN ASCOLTATO!
LORO, CHE PER “LA REGION” IL VOTO
DA NOI S’ASPETTAN D’OTTENERE,
IL BYPASS, ALL’ANALISI HAN PORTATO.
DA NOI S’ASPETTAN D’OTTENERE,
IL BYPASS, ALL’ANALISI HAN PORTATO.
SPERIAM IN “TRIO TECNICO“ SINCERO,
CHE DAVVER INTENDA SALVAR IL LAGO
E DAL CAMIN MAI ESCA FUMO NERO!
CHE DAVVER INTENDA SALVAR IL LAGO
E DAL CAMIN MAI ESCA FUMO NERO!
SI RIDIA AL LAGO IL SUO SORRISO
RIGENERATO PURE L’AMBIENTE,
DEL FRIULI TORNI UN PARADISO.
RIGENERATO PURE L’AMBIENTE,
DEL FRIULI TORNI UN PARADISO.
RITORNI AD ESSER UNA SPERANZA
PER LA VALLE, NOSTRA TERRA,
E PORTI UN POCA D’ABBONDANZA.
PER LA VALLE, NOSTRA TERRA,
E PORTI UN POCA D’ABBONDANZA.
DIA GIOIA A TUTTI QUANTI,
TAL RINASCITA DEL CREATO,
DOPO TANTI I GUAI PASSATI!
TAL RINASCITA DEL CREATO,
DOPO TANTI I GUAI PASSATI!
NON S’INDUGI, PER IL BEN DI TUTTI, SU’ OVVIA!
PER IL FRIULI, IL BYPASS SI DEVE FARE,
SIA TUBO O GALLERIA, LA CENTRAL SI CACCI VIA!
PER IL FRIULI, IL BYPASS SI DEVE FARE,
SIA TUBO O GALLERIA, LA CENTRAL SI CACCI VIA!
--Ing. Dino Franzil – Delessan 15/4/020--
NOTA: - Tecnicamente il bypass e’ fattibile! Le due soluzioni hanno costi diversi, ma ciò va in secondo piano, perché necessita considerare che non si tratta di spesa, ma di proficuo investimento. (D.F.)
martedì 27 agosto 2019
Lago, fare il by-pass e recuperare l'energia
Bypass e derivazioni idriche Priorità per il lago dei 3 Comuni
L’analisi degli interventi urgenti per salvare il bacino e rilanciare l’economia Franzil (Comitato difesa): ma gli introiti energetici devono restare in regione
Alessandra Ceschia
Messaggero Veneto, 26 agosto 2018
A elencare le soluzioni per salvare il lago è l’ingegner Dino Franzil del Comitato difesa sviluppo, che indica come irrinunciabile «la fondazione di una Società idroelettrica regionale pubblica per recuperare le centrali in scadenza e specialmente quella di Somplago, la cui gestione deve essere rivista per riportarla alla sua normale funzione. Quindi – osserva Franzil – per risolvere tutti i problemi nel migliore dei modi occorre iniziare ottimizzando il ciclo idraulico e trasformando l’attuale da pulsante casuale, a ciclo continuo con l’uso di una sola turbina a 22 mc al secondo».
La soluzione prospettata dal tecnico del comitato punta a raggiungere una serie di obiettivi, ovvero garantire la distribuzione energetica a pioggia sul territorio secondo criteri di efficienza e dimezzare i costi per la realizzazione del bypass.
La derivazione per l’irrigazione potrebbe essere così ottimizzata senza danneggiare il lago. Sarebbe inoltre possibile mettere in sicurezza la diga di Verzegnis, lesionata e posta in una zona fortemente sismica recuperando una dozzina di migliaia di MWh all’anno dallo scarico del bypass, regolarizzando le portate per le centraline del torrente Leale. Tutto ciò con un non trascurabile ritorno dal punto di vista economico, visto che i ricavi dell’auspicata società idroelettrica potrebbero restare in regione.
E proprio sul ritorno economico insiste il Comitato. «Non bisogna dimenticare – è la chiosa di Franzil – che circa tre quarti delle centrali friulane è gestito da estranei e che in Friuli si producono oltre dieci milioni di MWh l’anno. È intuibile l’importanza di riappropriarsi dei nostri impianti e di recuperare le nostre risorse energetiche. Non vi è dubbio che svariate centinaia di milioni di euro sarebbero la “manna” per le entrate regionali annuali. Non vi sarebbero più problemi per ospedali, scuole, opere pubbliche e quant’altro per stimolare la nostra economica e ridurre i costi dell’energia». La terna di problemi che riguarda lo stato del lago, la centrale di Somplago e l’irrigazione del medio Friuli dunque, può dunque contribuire a riattivare l’economia regionale, ma l’appello che il comitato indirizza agli amministratori regionali è a «non perdere tempo in inutili incarichi per la ricerca di fantasiose mitigazioni del lago».«Il lago deve essere salvato senza indugi – afferma Franzil– e per farlo l’unica soluzione è il bypass, ma la nostra energia va recuperata: basta ingrassare gli estranei e continuare a far subire le conseguenze ai friulani.
Messaggero Veneto, 26 agosto 2018
Un bypass – con tubi o in galleria – al quale agganciare una derivazione idrica per l’irrigazione. Il lago dei Tre Comuni, e gli interventi per tutelarlo, possono rappresentare un’occasione per riattivare l’economia. Ma gli introiti energetici devono essere utilizzati in regione.
A elencare le soluzioni per salvare il lago è l’ingegner Dino Franzil del Comitato difesa sviluppo, che indica come irrinunciabile «la fondazione di una Società idroelettrica regionale pubblica per recuperare le centrali in scadenza e specialmente quella di Somplago, la cui gestione deve essere rivista per riportarla alla sua normale funzione. Quindi – osserva Franzil – per risolvere tutti i problemi nel migliore dei modi occorre iniziare ottimizzando il ciclo idraulico e trasformando l’attuale da pulsante casuale, a ciclo continuo con l’uso di una sola turbina a 22 mc al secondo».
La soluzione prospettata dal tecnico del comitato punta a raggiungere una serie di obiettivi, ovvero garantire la distribuzione energetica a pioggia sul territorio secondo criteri di efficienza e dimezzare i costi per la realizzazione del bypass.
La derivazione per l’irrigazione potrebbe essere così ottimizzata senza danneggiare il lago. Sarebbe inoltre possibile mettere in sicurezza la diga di Verzegnis, lesionata e posta in una zona fortemente sismica recuperando una dozzina di migliaia di MWh all’anno dallo scarico del bypass, regolarizzando le portate per le centraline del torrente Leale. Tutto ciò con un non trascurabile ritorno dal punto di vista economico, visto che i ricavi dell’auspicata società idroelettrica potrebbero restare in regione.
E proprio sul ritorno economico insiste il Comitato. «Non bisogna dimenticare – è la chiosa di Franzil – che circa tre quarti delle centrali friulane è gestito da estranei e che in Friuli si producono oltre dieci milioni di MWh l’anno. È intuibile l’importanza di riappropriarsi dei nostri impianti e di recuperare le nostre risorse energetiche. Non vi è dubbio che svariate centinaia di milioni di euro sarebbero la “manna” per le entrate regionali annuali. Non vi sarebbero più problemi per ospedali, scuole, opere pubbliche e quant’altro per stimolare la nostra economica e ridurre i costi dell’energia». La terna di problemi che riguarda lo stato del lago, la centrale di Somplago e l’irrigazione del medio Friuli dunque, può dunque contribuire a riattivare l’economia regionale, ma l’appello che il comitato indirizza agli amministratori regionali è a «non perdere tempo in inutili incarichi per la ricerca di fantasiose mitigazioni del lago».«Il lago deve essere salvato senza indugi – afferma Franzil– e per farlo l’unica soluzione è il bypass, ma la nostra energia va recuperata: basta ingrassare gli estranei e continuare a far subire le conseguenze ai friulani.
venerdì 31 maggio 2019
La denuncia dei Comitati per le responsabilità di un Lago "color caffelatte"
Nella questione-Lago, il minimo che si possa dire è che è finita la tregua pre-elettorale. In attesa del rinnovo dei Consigli comunali di Trasaghis e di Cavazzo, sul Lago si discuteva e ci si confrontava: entrambi i candidati-sindaco di Trasaghis avevano avuto degli incontri informativi con i Comitati Salva-Lago, ricavandone elementi e portando tutti ad affermare l'impegno sulla rinaturazione del Lago; la lista "Nuova Trasaghis" aveva anche portato sul Lago una parlamentare, membro della Commissione Agricoltura, con l'impegno di portare il problema in dimensione nazionale.
A risultati conseguiti, si attende di vedere se le premesse avranno un qualche seguito.
Intanto i Comitati Salva-Lago formulano una vibrante protesta sulla situazione, da un lato attraverso la diffusione di un volantino, dall'altro attraverso una lettera aperta inviata in Regione a Presidente, Assessori e Consiglieri e inoltre ai SIndaci, ai vertici delle UTI e ai parlamentari eletti nella zona montana.
Ecco il testo della lettera aperta:
Il volantino "Caffelatte" rappresenta invece una dura denuncia rivolta verso quanti, ai più diversi livelli, non paiono avere a cuore il problema della ineludibile rinaturazione del Lago:
Per coloro:
• che sono indifferenti alla morte del più grande lago della regione causata dallo scarico di acque gelide e portatrici di fango che, depositandosi, lo trasformerà in una palude in un tempo di circa 110 anni, come dimostrato da diversi recenti studi;
• che, per continuare a portare kw e guadagni altrove ai propri azionisti vanno dicendo che un bypass, che porti lo scarico della centrale fuori dal lago, non è fattibile;
• che, amministratori comunali e regionali, pur in assenza di un progetto, van pregiudizialmente
dicendo per sudditanza verso a2a ed il Consorzio di Bonifica Friulana che il bypass del lago “costa troppo” , mentre loro dovere sarebbe invece pretendere un progetto e ricercare finanziamenti europei, statali, regionali per la realizzazione del bypass, pretendendo anche il contributo finanziario dei proprietari della centrale, dell’oleodotto e di quello scempio che è l’autostrada;
• che scientemente evitano di chiedersi quale fosse il valore del lago ante centrale e quale l’ammontare dei danni arrecati ad esso ed alla sua Valle. Danni che vanno indennizzati;
• che, in Assessorato regionale all’ambiente ed energia anziché predisporre il previsto bando
internazionale di idee mirato alla reale rinaturazione e fruibilità del lago, hanno invece predisposto,
venendo meno agli impegni assunti, un inaccettabile bando-aspirina per l’ammalato di cancro Lago di Cavazzo o Tre Comuni! Bando che va ritirato e rifatto;
• che per ignoranza o malafede affermano che il lago “ha trovato il suo equilibrio”!!! A costoro auguriamo anche tanti piacevoli bagni in questo caffelatte gelido;
• che, sparlando di sviluppo turistico sul lago, stentano a comprendere che solo la realizzazione del bypass garantisce la rinaturalizzazione del lago, presupposto indispensabile per un reale sviluppo turistico nella Valle, realizzabile non con solitari progetti unilaterali che stridono con la naturale unitarietà del lago e della sua Valle, ma con un piano di valorizzazione unitario concordato tra i Comuni rivieraschi e le realtà presenti in Valle e che coinvolga le tante valenze ambientali, storiche e culturali del Circondario;
• che si ostinano a riprendere dall’alto solo i canali intrecciati del medio corso del Tagliamento volutamente ignorando che, per gran parte dell’anno, il Tagliamento, dopo 80 chilometri di gallerie intrecciate sotto i monti della Carnia, passa attraverso il lago di Cavazzo SNATURALIZZANDOLO
(...), per poi dire “l’unico fiume in Europa che ha preservato il suo stato naturale... !!!
La denuncia dei Comitati viene dunque a lanciare uno strale contro i proprietari della Centrale di Somplago impegnati solo a "portare Kw e guadagni altrove", al Consorzio di Bonifica Friulana e agli amministratori regionali che lo sostengono nel definire antieconomica l'ipotesi del by-pass, l'Assessorato regionale all’ambiente ed energia che ha predisposto un bando di concorso inadeguato alla soluzione dei problemi del Lago, al Comune di Cavazzo che parla di un "equilibrio raggiunto" attualmente dal Lago, al Comune di Trasaghis che ha dato il via a "progetti unilaterali" senza cercare un "piano di valorizzazione unitario", alle trasmissioni televisive che, anche su scala nazionale, danno una visione falsata del Tagliamento, ignorando le correlazioni col Lago e infine, in generale, a quanti restano indifferenti di fronte al pericolo di morte del Lago.
Pare evidente come un documento del genere necessiti di risposte adeguate, siano una puntuale contestazione delle tematiche proposte o invece, qualora condivise, la definizione di un unitario "Bon (anzit mal), e alora ce fasìno?".
A risultati conseguiti, si attende di vedere se le premesse avranno un qualche seguito.
Intanto i Comitati Salva-Lago formulano una vibrante protesta sulla situazione, da un lato attraverso la diffusione di un volantino, dall'altro attraverso una lettera aperta inviata in Regione a Presidente, Assessori e Consiglieri e inoltre ai SIndaci, ai vertici delle UTI e ai parlamentari eletti nella zona montana.
Ecco il testo della lettera aperta:
Egregio Signor Presidente della Giunta Regionale
Egregio Assessore Regionale
Egregio Presidente del Gruppo Consiliare
Egregio Consigliere Regionale
Egregio Sindaco
Egregio Presidente
UTI della Carnia - UTI del Gemonese – UTI Canal del Ferro - Val Canale – BIM Tagliamento
Onorevoli Parlamentari della Montagna
Aurelia Bubisutti
Renzo Tondo
ANCHE DURANTE LE ULTIME PIOGGE DI MAGGIO, LE ACQUE DEL LAGO DI CAVAZZO O DEI TRE COMUNI, SONO DIVENTATE COLOR CAFFELATTE, a causa del pesante apporto limoso proveniente dal suo bacino montano! Una situazione che si ripete ad ogni pioggia in Carnia, da dove giungono con un reticolo di circa 80 km, dopo un lungo tragitto in galleria, che le raffredda ulteriormente.
NON SI PUÒ RESTARE INDIFFERENTI A QUESTA MORTE ANNUNCIATA DI UN BENE COLLETTIVO DI GRANDISSIMA IMPORTANZA AMBIENTALE, PAESAGGISTICA E TURISTICA, OLTRECHÉ DI GRANDE IMPATTO SUL MICROCLIMA DELLA VALLE.
PER SALVARE IL LAGO È’ NECESSARIO CHE L'ACQUA, SCARICATA IN ESSO DALLA CENTRALE DI SOMPLAGO, VENGA TRAMITE UN BYPASS CONVOGLIATA ALL'USCITA DEL LAGO. Solo così potrà ritornare allo stato naturale, fruibile e temperato, come è sempre stato fino agli anni '50. Ciò permetterebbe il ripristino graduale della flora e fauna ittica originale. Solo a questo punto, a valle della sua uscita, il Consorzio Bonifica Pianura Friulana, potrà utilizzare una parte delle acque, salvaguardando la falda freatica, per scopi irrigui o di produzione idroelettrica.
SIAMO RIMASTI FORTEMENTE DELUSI, PER ALCUNI ASPETTI DEL BANDO REGIONALE PER IL CONCORSO DI IDEE (di cui abbiamo chiesto il ritiro ), PREVISTO CON LEGGE REGIONALE E FINALIZZATO ALLA RINATURAZIONE DEL LAGO. Contrarietà messe per iscritto al Presidente Fedriga, alla sua Giunta e a tutti i Consiglieri regionali, sottolineando che aldilà del titolo corretto della delibera, poi si passa a parlare di " MITIGAZIONE ", cosa ben diversa dalla necessità di " RINATURAZIONE "!
In allegato il nostro documento di protesta.
Cordiali saluti
COMITATO PER LA DIFESA E VALORIZZAZIONE DEL LAGO /ALESSO
COMITATO TUTELA ACQUE DEL BACINO MONTANO DEL TAGLIAMENTO /TOLMEZZO
Il volantino "Caffelatte" rappresenta invece una dura denuncia rivolta verso quanti, ai più diversi livelli, non paiono avere a cuore il problema della ineludibile rinaturazione del Lago:
Per coloro:
• che sono indifferenti alla morte del più grande lago della regione causata dallo scarico di acque gelide e portatrici di fango che, depositandosi, lo trasformerà in una palude in un tempo di circa 110 anni, come dimostrato da diversi recenti studi;
• che, per continuare a portare kw e guadagni altrove ai propri azionisti vanno dicendo che un bypass, che porti lo scarico della centrale fuori dal lago, non è fattibile;
• che, amministratori comunali e regionali, pur in assenza di un progetto, van pregiudizialmente
dicendo per sudditanza verso a2a ed il Consorzio di Bonifica Friulana che il bypass del lago “costa troppo” , mentre loro dovere sarebbe invece pretendere un progetto e ricercare finanziamenti europei, statali, regionali per la realizzazione del bypass, pretendendo anche il contributo finanziario dei proprietari della centrale, dell’oleodotto e di quello scempio che è l’autostrada;
• che scientemente evitano di chiedersi quale fosse il valore del lago ante centrale e quale l’ammontare dei danni arrecati ad esso ed alla sua Valle. Danni che vanno indennizzati;
• che, in Assessorato regionale all’ambiente ed energia anziché predisporre il previsto bando
internazionale di idee mirato alla reale rinaturazione e fruibilità del lago, hanno invece predisposto,
venendo meno agli impegni assunti, un inaccettabile bando-aspirina per l’ammalato di cancro Lago di Cavazzo o Tre Comuni! Bando che va ritirato e rifatto;
• che per ignoranza o malafede affermano che il lago “ha trovato il suo equilibrio”!!! A costoro auguriamo anche tanti piacevoli bagni in questo caffelatte gelido;
• che, sparlando di sviluppo turistico sul lago, stentano a comprendere che solo la realizzazione del bypass garantisce la rinaturalizzazione del lago, presupposto indispensabile per un reale sviluppo turistico nella Valle, realizzabile non con solitari progetti unilaterali che stridono con la naturale unitarietà del lago e della sua Valle, ma con un piano di valorizzazione unitario concordato tra i Comuni rivieraschi e le realtà presenti in Valle e che coinvolga le tante valenze ambientali, storiche e culturali del Circondario;
• che si ostinano a riprendere dall’alto solo i canali intrecciati del medio corso del Tagliamento volutamente ignorando che, per gran parte dell’anno, il Tagliamento, dopo 80 chilometri di gallerie intrecciate sotto i monti della Carnia, passa attraverso il lago di Cavazzo SNATURALIZZANDOLO
(...), per poi dire “l’unico fiume in Europa che ha preservato il suo stato naturale... !!!
La denuncia dei Comitati viene dunque a lanciare uno strale contro i proprietari della Centrale di Somplago impegnati solo a "portare Kw e guadagni altrove", al Consorzio di Bonifica Friulana e agli amministratori regionali che lo sostengono nel definire antieconomica l'ipotesi del by-pass, l'Assessorato regionale all’ambiente ed energia che ha predisposto un bando di concorso inadeguato alla soluzione dei problemi del Lago, al Comune di Cavazzo che parla di un "equilibrio raggiunto" attualmente dal Lago, al Comune di Trasaghis che ha dato il via a "progetti unilaterali" senza cercare un "piano di valorizzazione unitario", alle trasmissioni televisive che, anche su scala nazionale, danno una visione falsata del Tagliamento, ignorando le correlazioni col Lago e infine, in generale, a quanti restano indifferenti di fronte al pericolo di morte del Lago.
Pare evidente come un documento del genere necessiti di risposte adeguate, siano una puntuale contestazione delle tematiche proposte o invece, qualora condivise, la definizione di un unitario "Bon (anzit mal), e alora ce fasìno?".
venerdì 29 marzo 2019
Lago, una "condanna a morte per interramento" col sostegno della Regione dato al Consorzio
Nelle scorse settimane (vedi articoli sul Blog del 4 e del 7 marzo) si è notata la ripresa delle richieste, da parte del Consorzio di Bonifica, di poter disporre dell'acqua in uscita dal Lago. Alle diverse riunioni proposte dal Consorzio era spesso presente l'assessore regionale Zannier. Sarà un caso? Fatto sta che, mentre si attende ancora l'indizione del concorso per raccogliere pareri tecnici per la realizzazione del by-pass o di altre soluzioni per rinaturalizzare il Lago, la maggioranza Regionale ha inserito, tra gli emendamenti proposti per la legge sull'edilizia, anche un contributo di 450 mila euro da destinare al Consorzio di Bonifica perché predisponga il progetto delle opere "per la realizzazione della parte procedurale che dovrà portare al collegamento tra il lago ed il sistema derivatorio Ledra - Tagliamento". Si tratta di un atto che, se realizzato, secondo i movimenti ambientalisti significherebbe per il Lago "una condanna a morte per interramento". Per questo i Comitati e Legambiente hanno subito indetto una conferenza stampa per illustrare le conseguenze che avrebbe la proposta sostenuta dal Consorzio:
Sabato 30 marzo 2019 ore 10 Sala Kugy
palazzo
della Regione a Udine
Il Comitato per la tutela
della acque del bacino montano del Tagliamento, Tolmezzo
Il Comitato di difesa e
valorizzazione del Lago dei Tre Comuni o di Cavazzo, Trasaghis
Legambiente del Friuli
Venezia Giulia
I Comitati di difesa
territoriale della montagna
terranno una conferenza
stampa sul tema:
ACQUE: la Regione intende procedere alla realizzazione
della derivazione irrigua dallo scarico del Lago di Cavazzo o dei Tre Comuni.
Così tradisce
-
il Lago condannandolo a morte per interramento;
-
la montagna relegandola al ruolo di colonia al
servizio della pianura.
Lo fa nonostante il Piano Regionale
di Tutela delle Acque preveda che “ Contestualmente dovrà anche essere
valutata la fattibilità tecnico - economica di realizzazione di un canale di by
– pass, o di altra soluzione progettuale che mitighi l’impatto dello scarico
della centrale di Somplago sul lago di Cavazzo con lo scopo di recuperare le
condizioni di naturalità del lago stesso e di garantirne la fruibilità”.
Interverranno:
Franceschino Barazzutti,
Comitato tutela acque del bacino montano del Tagliamento;
Sandro Cargnelutti, Presidente di Legambientegiovedì 7 marzo 2019
Per i Comitati si potrà usare l'acqua del Lago per l'irrigazione solo dopo aver restituito al Lago le sue condizioni naturali
Il Blog "Alesso e Dintorni" ha riferito lunedì scorso della discussione in atto in seno al Consorzio di Bonifica sulla possibilità di utilizzare per l'irrigazione le acque in uscita dal Lago.
Sul tema si ha ora una ferma presa di posizione dei Comitati ambientalisti che, dopo aver ripercorso le diverse tappe delle battaglie degli ultimi anni, ribadiscono che non potrà essere dato spazio a nessun prelievo prima del concreto attuarsi del percorso di rinaturazione del Lago:
" Si prevede una estate calda e
siccitosa e quindi perché non prelevare le acque del Lago di Cavazzo o dei Tre
Comuni per irrigare i campi del Medio Friuli”? Questo è il
ritornello ormai stantio, visto che viene ripetuto in tutte le salse,
ormai da molti anni dai dirigenti dell'ex Consorzio
Ledra/Tagliamento, ora Consorzio Bonifica Pianura Friulana.
A
questo punto giova ricordare come siamo giunti alla proposta di rinaturazione
del lago di Cavazzo o dei Tre Comuni. Un sogno nel cassetto di molti
amministratori locali, comitati, associazioni e semplici cittadini della Val
del Lago e non. Un puntuale Ordine del Giorno, votato dal Consiglio regionale
nella passata legislatura, è stato recepito nel Piano regionale Tutela
Acque del 2018, al punto 3.2.3., dove si legge che " dovrà essere valutata
la fattibilità tecnico/economica di realizzazione di un canale di bypass o di
altra soluzione progettuale, che mitighi l'impatto dello scarico della centrale
di Somplago sul lago, con lo scopo di recuperare le condizioni di naturalità
del lago stesso e di garantirne la fruibilità ".
Sul tema si ha ora una ferma presa di posizione dei Comitati ambientalisti che, dopo aver ripercorso le diverse tappe delle battaglie degli ultimi anni, ribadiscono che non potrà essere dato spazio a nessun prelievo prima del concreto attuarsi del percorso di rinaturazione del Lago:
Noi perciò, ancora una volta vogliamo ricordare loro che il più grande lago
naturale della regione, non può' essere considerato un mero serbatoio a
disposizione della pianura e dei suoi pur legittimi interessi, ma va
salvaguardato e rilanciato, in un'ottica di uso plurimo delle acque,
come bene della comunità regionale, nei suoi aspetti ambientali,
naturalistici, paesaggistici e turistici.
La
nostra ormai decennale lotta, prima contro il devastante progetto di pompaggio
di Edipower, che avrebbe dato il colpo di grazia al nostro lago e ora l'attesa,
speriamo breve, per la prevista delibera della Giunta regionale, che
determinerà i contenuti del concorso di idee, finalizzato alla rinaturazione
del lago, impongono un secco stop a ogni proposta di prelievo, prima che le
acque della centrale di Somplago, mediante un bypass o altro, vengano portate
all'attuale scarico, senza entrare in contatto con l'attuale bacino lacustre.
Cosi' facendo l'ormai attuale freddo e limoso lago alpino, ritornerebbe
temperato come un tempo, con un microclima, una flora e una fauna ittica ormai
scomparse.
Solo quando le acque turbinate dalla
centrale di Somplago non finiranno nel lago ma a valle di esso, il Consorzio
potrà prelevarne una parte sostenibile per i suoi scopi, ma non prima, come si
tenta ancora oggi di fare. Su questo aspetto, come sempre, saremo vigili ed
intransigenti.
A
questo punto giova ricordare come siamo giunti alla proposta di rinaturazione
del lago di Cavazzo o dei Tre Comuni. Un sogno nel cassetto di molti
amministratori locali, comitati, associazioni e semplici cittadini della Val
del Lago e non. Un puntuale Ordine del Giorno, votato dal Consiglio regionale
nella passata legislatura, è stato recepito nel Piano regionale Tutela
Acque del 2018, al punto 3.2.3., dove si legge che " dovrà essere valutata
la fattibilità tecnico/economica di realizzazione di un canale di bypass o di
altra soluzione progettuale, che mitighi l'impatto dello scarico della centrale
di Somplago sul lago, con lo scopo di recuperare le condizioni di naturalità
del lago stesso e di garantirne la fruibilità ".
Arriviamo così alla L.R. n° 3 del 6/2/2018,
che all'articolo 11, commi 1 e2, stabilisce la indizione di un concorso
di idee, destinando allo scopo ben 50.000 Euro, per “ la predisposizione
di un documento che contenga una valutazione di fattibilità di possibili azioni
di mitigazione, finalizzata alla rinaturalizzazione e valorizzazione ambientale
e turistica” . In seguito a ciò la Regione/ Assessorato all'Ambiente, come già
detto, sta predisponendo il bando di concorso, che arriverà in Giunta regionale
in tempi brevi.
Ricordiamo infine che questo intervento si
rende assolutamente necessario, in quanto a causa dei milioni di m/c di fango
depositatisi in 70 anni di attività della centrale sul fondo del lago, a
detta del 'ing. Dino Franzil per i Comitati e dell'ing. Franco Garzon, che era
stato incaricato di uno specifico studio da diversi Enti Locali, il nostro lago
fra 100/110 anni diventerà una palude, con un corso d'acqua centrale.
Concludendo, finora la Val del Lago ha solo
" dato " con l'oleodotto SIOT, con la centrale di Somplago e infine
con il passaggio dell'autostrada. Ora legittimamente pretende di " avere
" almeno la rinaturazione del lago, per lo sviluppo del turismo, della
pesca, delle attività del tempo libero. Per un principio di civiltà!
Impediremo che a decidere delle acque del lago
e della montagna sia la pianura nel suo esclusivo ed egoistico interesse a
detrimento della Val del Lago e di tutta
la montagna.
Comitato per la difesa e
sviluppo del lago di Cavazzo o dei Tre Comuni, Alesso di Trasaghis
Comitato per la tutela
delle acque del bacino montano del Tagliamento, Tolmezzo
Comitato " Forra del
torrente Leale " - Avasinis di Trasaghis
Comitato interregionale
PAS “Per Altre Strade Dolomiti” Sezione Carnia, Alta Val Tagliamento
Comitato Tutela
Acque Val Degano, Ovaro
Comitato Acqua Libera,
Alto But, Paluzza
Gaia Baracetti, promotrice della petizione contro
la centralina sul Rio Pecol, Paularogiovedì 17 gennaio 2019
Polano: perché sì al by-pass per il Lago
Riceviamo e pubblichiamo:
Rinaturare
il Lago di Cavazzo con un concorso europeo di idee, finalizzato al recupero
della sua naturalità e plurima fruibilità!
Questo è stato ed è il sogno nel cassetto di molti
Amministratori locali, di Associazioni, Comitati e semplici cittadini della Val
del Lago e non. Infatti da quando è entrata in funzione, a fine anni ‘50, la
centrale idroelettrica di Somplago, l’allora lago temperato, è diventato un
freddo e limoso lago alpino, a causa delle acque provenienti dai bacini della
Carnia. Negli ultimi anni, anche grazie alla costante e responsabile azione dei
Comitati Salvalago, la Regione si è dimostrata sensibile, ritenendo
inaccettabile il degrado del nostro lago, che senza un drastico intervento, è
destinato a diventare una palude nell’arco di un secolo. Per questo, in alcuni puntuali atti regionali, sia a livello
consiliare che giuntale, è stato prima affermato il concetto che per evitare il
progressivo snaturamento in ambiente
palustre, venisse presa in considerazione la possibilità di realizzare un
canale di bypass, per convogliare le acque in uscita dalla centrale,
direttamente all’attuale scarico del
lago nella galleria e quindi nel torrente Leale. A questo primo atto di indirizzo,
ha dato risposta il Piano Regionale di Tutela delle Acque del 2018, che al
punto 3.2.3, recita che “ dovrà essere valutata la fattibilità
tecnico/economica di realizzazione di un canale di bypass o di altra soluzione
progettuale, che mitighi l’impatto dello scarico della centrale di Somplago sul
lago, con lo scopo di recuperare le condizioni di naturalità del lago stesso e
di garantirne la fruibilità.” Arriviamo così alla L.R. 6/2/2018 n°3, che
all’articolo 11, comma 1 e 2, stabilisce di indire un concorso di idee, anche
in eventuale concorso con le due UTI e i Comuni rivieraschi, “ per la
predisposizione di un documento che contenga una valutazione di fattibilità di
possibili azioni di mitigazione, anche finalizzata alla rinaturalizzazione e
valorizzazione ambientale e turistica “. Per questa finalità del concorso viene
destinata la somma di ben 50.000 E. In seguito a cio’ la Regione/Assessorato
all’Ambiente sta predisponendo il bando di concorso, che arriverà in Giunta
regionale a breve. Ma c’è un ma. Tutti si sono dichiarati d’accordo su questo
concorso, salvo gli attuali Amministratori di Cavazzo, che a partire da un incontro
con l’ex Assessore all’Ambiente, Sara Vito, hanno affermato che del bypass non
si deve neanche parlare, perché a loro dire, tale scarico garantisce la vita e
la salute del lago! ( come se il lago non fosse esistito in salute prima della
centrale ! ). Inoltre, anche recentemente il Sindaco Borghi ha affermato che
quei soldi andrebbero invece spesi per
piccoli lavori di miglioramento di sentieri e altri interventi a fini turistici
e addirittura “ per nuove piccole attività commerciali sulle rive “. I Comitati
sono inoltre stati accusati di fare cattiva informazione, ma crediamo che sia
impossibile per chiunque smentire quanto affermato dai ricercatori dell’Ismar
del CNR di Bologna riguardo le attuali condizioni del fondale del lago e sia dall’ing. Dino
Franzil che dall’ing. Franco Garzon, (incaricato anche dal Comune di Cavazzo
), che nei loro rispettivi studi, hanno dichiarato che il lago in 100/110 anni
sarà verosimilmente riempito di fango e resterà solo un corso d’acqua al
centro! Ecco perché le piccole cose sono palliativi senza respiro temporale,
poiché fino a quando il lago sarà gelido e limoso, non ci potrà essere alcuna
valenza turistica o legata alla pesca. Ecco perché è necessario riportarlo alle
condizioni naturali di un tempo, impedendo nel contempo la sua rapida trasformazione
in palude. Noi invece condividiamo pienamente l’iniziativa regionale che
abbiamo invocato con forza e
responsabilità. Sottolineiamo anche che con la realizzazione del bypass verrà
garantito il funzionamento della centrale, la eventuale irrigazione della
pianura, la rinaturalizzazione del lago e conseguentemente la sua plurima fruibilità.
Circa i costi del recupero ambientale sara’ la valutazione tecnico/economica e
il concorso di idee ad indicarli. I finanziamenti per realizzare l’opera
potranno venire da diverse fonti, europee comprese, non escludendo quelle
società, le cui opere hanno sconvolto il bacino lacuale, traendone nel contempo
lauti profitti. Una Val del Lago che finora ha solo “ dato “ e che ora pretende
di “ avere “. Anche se alcuni incomprensibilmente sono contrari a un intervento
risolutore per il lago, la valle e i suoi abitanti. Perché lo fanno?
Claudio Polano
venerdì 11 gennaio 2019
Lago, concorso di idee, by-pass: la posizione del Sindaco di Cavazzo
I lettori valdelaghini ricorderanno senz’altro le ultime
tappe della “Questione Lago”: la decisione della Regione, dopo le richieste dei
Comitati e altri movimenti d’opinione di indire un concorso tecnico per
verificare la possibilità di realizzazione del by-pass (gennaio ’18), la “dissociazione”
da tale scelta del Comune di Cavazzo (aprile ’18, vedi https://cjalcor.blogspot.com/2018/04/lago-il-comune-di-cavazzo-contrario_21.html
e https://cjalcor.blogspot.com/2018/04/lago-il-comune-di-cavazzo-contrario.html
), le prese di posizione dei Comuni di Bordano e Trasaghis (fine aprile) e
della minoranza consiliare di Cavazzo favorevoli alla indizione del concorso (maggio-giugno),
la presentazione degli studi Ismar (17 maggio), i rilievi della Goletta di
Legambiente sul Lago (14 luglio…).
Da più parti era stata chiesta una esplicitazione della
posizione del Comune di Cavazzo: c’era stata una intervista del sindaco durante
la “festa del pesce” a Somplago ((8 luglio, vedi https://cjalcor.blogspot.com/2018/07/il-sindaco-di-cavazzo-sul-by-pass-siamo.html
) e, a fine anno, sul numero unico del Notiziario comunale di Cavazzo è stato
pubblicato un intervento al riguardo che qui si trascrive, per opportuna
conoscenza:
Lago: su questo
argomento penso ci sia cattiva informazione, pertanto tralascio polemiche e
prese di posizione radicali che non mi appartengono. Preferirei tavoli di
dialogo allargati su cui si discutano obiettivi e azioni per uno sviluppo di
un’ area che vada nell‘interesse della nostra comunità e di chi la frequenta,
non certo per accontentare portatori di idee solo ed esclusivamente ambientaliste
fini a se stesse e poco illuminate. La mia idea di valorizzazione del nostro
lago passa prima di tutto attraverso le piccole cose. In maniera molto semplice
ho chiesto alla Regione interventi veri e non solo progettazioni che
arricchiscono solo gli studi professionali e vi assicuro sono l'ultima cosa di
cui abbiamo bisogno.
È giunto il momento di fare, e le cose da fare subito e a
basso costo sono quelle che tutti noi auspichiamo, ovvero: pulizia e valorizzazione
delle sponde attraverso il recupero delle stesse e dei pendii, creazione di
percorsi e aree attrezzate dedicati ad attività sportive, realizzazione di una
sentieristica per ogni tipo di frequentazione, predisposizione aree per piccole
attività commerciali e molto altro... perché da cosa nasce cosa. Il Comune di
Cavazzo sta chiedendo da tempo alla Regione di farsi parte attiva nel mettere
intorno a un tavolo regione, sindaci, amministratori e responsabili delle
grandi infrastrutture esistenti sulla sponda nord, per disegnare e attuare
quanto sopra e da cui non è mai stato dato riscontro. Anzi, non è mai stato
dato 1 euro!
La posizione dell’Amministrazione quindi non è ”Bypass si o
Bypass no", è semplicemente quella sopra descritta.
Per questi motivi abbiamo chiesto di usare prioritariamente
i fondi regionali (50.000,00) per fare qualcosa, che non siano progetti per delle
opere che, verosimilmente, visti i tempi e i costi faraonici, nessuno
realizzerà.
Altra cosa sono gli studi speculativi validati, che generano
evidenze scientifiche, che a loro volta consentono di diagnosticare i problemi
e di ipotizzare l'evoluzione dei fenomeni su cui il Sindaco, costruisce le sue
idee e basa le sue decisioni.
Questi però hanno i loro tempi, e rispondono solo ai rigori
della ricerca scientifica, mentre un Sindaco deve rispondere del contingente e
alla sua gente. Altra cosa ancora sono le situazioni di fatto, le reali risorse
finanziarie a disposizione, le priorità da affrontare, la tutela e il sostegno
delle attività produttive, la difesa dei posti di lavoro. Nel nostro territorio
io ci sono e ci devono essere tutti i giorni, ma non con la bandiera nera che
mi è stata attribuita, ma con il tricolore.
Quel tricolore che i miei cittadini mi hanno consegnato
quasi 5 anni fa.
Un caro saluto a tutti
Gianni Borghi – Sindaco
-------------------------
La posizione del sindaco è dunque netta: no al concorso di
idee, perché arricchirebbe solo gli studi tecnici; irrealizzabile il by-pass,
composto da “opere che, verosimilmente, visti i tempi e i costi faraonici,
nessuno realizzerà”, preferibili “piccole cose, interventi veri, cose da fare
subito e a basso costo”.
È dunque una “lettura diversa” del futuro del Lago e della
Valle, quella che si ipotizza a Cjavaç. Ne vogliamo discutere (ovviamente “cun
creance e sintiment”)?
domenica 26 agosto 2018
Acque, siccità, by-pass del Lago: le questioni aperte
Il "Messaggero Veneto di ieri ha pubblicato integralmente, col titolo "Emergenza siccità: no a interventi soltanto parziali o egoistici" il comunicato dei Comitati Salvalago diffuso in seguito alle ultime prese di posizione del Consorzio di Bonifica Friulana in merito alla "vecchia" ipotesi di utilizzare le acque in uscita dal Lago per combattere la siccità.
Il Comunicato è già stato pubblicato sul Blog: chi vuole leggerlo o rileggerlo e non ha sottomano il MV può andare alla pagina: http://cjalcor.blogspot.com/2018/08/lago-ennesima-richiesta-di-adoperare-le.html
Ovviamente lo spazio offerto dal MV offre una notevole rilevanza al problema che, come si è già avuto modo di dire, "non scalda" (purtroppo) il dibattito in Val del Lago nè tanto meno fuori.
Agli interessati, si rimanda anche a un altro articolo apparso sul Blog relativo invece alle prospettive aperte da una intervista alla Vita Cattolica dal prossimo Direttore regionale dell'Ambiente:
http://cjalcor.blogspot.com/2018/08/studiare-un-intervento-compatibile-per.html
In calce, c'erano alcune proposte operative, qui sotto riproposte, su cui, auspicabilmente, sarebbe interessante raccogliere commenti, valutazioni e proposte.
"Sarebbe opportuno quindi, anche alla luce dell'incontro con gli assessori regionali all'ambiente e alle finanze che sono venuti sul Lago nelle scorse settimane ad ascoltare le problematiche del Lago stesso, che "chi puote" acceleri quanto più possibile l'indizione del concorso tecnico di idee volto a verificare la possibilità di realizzazione del by-pass.
Una concreta ipotesi di realizzazione del by-pass, valida sul piano tecnico e accettabile sul piano economico consentirebbe a Regione, Consorzio, Amministratori locali, Comitati e soggetti comunque coinvolti di sedersi a un tavolo per la definizione di un percorso compatibile e condiviso. (A&D)"
Sono argomenti da affrontare con calma e lucidità, senza l'incombenza - pressante e fuorviante - di "secs" o di "montanas".
Il Comunicato è già stato pubblicato sul Blog: chi vuole leggerlo o rileggerlo e non ha sottomano il MV può andare alla pagina: http://cjalcor.blogspot.com/2018/08/lago-ennesima-richiesta-di-adoperare-le.html
Ovviamente lo spazio offerto dal MV offre una notevole rilevanza al problema che, come si è già avuto modo di dire, "non scalda" (purtroppo) il dibattito in Val del Lago nè tanto meno fuori.
Agli interessati, si rimanda anche a un altro articolo apparso sul Blog relativo invece alle prospettive aperte da una intervista alla Vita Cattolica dal prossimo Direttore regionale dell'Ambiente:
http://cjalcor.blogspot.com/2018/08/studiare-un-intervento-compatibile-per.html
In calce, c'erano alcune proposte operative, qui sotto riproposte, su cui, auspicabilmente, sarebbe interessante raccogliere commenti, valutazioni e proposte.
"Sarebbe opportuno quindi, anche alla luce dell'incontro con gli assessori regionali all'ambiente e alle finanze che sono venuti sul Lago nelle scorse settimane ad ascoltare le problematiche del Lago stesso, che "chi puote" acceleri quanto più possibile l'indizione del concorso tecnico di idee volto a verificare la possibilità di realizzazione del by-pass.
Una concreta ipotesi di realizzazione del by-pass, valida sul piano tecnico e accettabile sul piano economico consentirebbe a Regione, Consorzio, Amministratori locali, Comitati e soggetti comunque coinvolti di sedersi a un tavolo per la definizione di un percorso compatibile e condiviso. (A&D)"
Sono argomenti da affrontare con calma e lucidità, senza l'incombenza - pressante e fuorviante - di "secs" o di "montanas".
sabato 21 luglio 2018
Due assessori regionali sul Lago, per ascoltare e comprenderne le problematiche (II)
Il Messaggero Veneto di ieri ha dedicato ben due articoli al Lago: nel primo, la pubblicazione del Comunicato della Regione sulla visita sul Lago degli assessori Scoccimarro e Zilli (già pubblicato sul Blog), l'altro quello scritto dal corrispondente locale, presente all'incontro:
--------------
Gli impegni assunti dagli amministratori regionali da un lato e la presenza, sostanzialmente concorde, all'incontro di amministratori locali e rappresentanti dei Comitati lascia ben sperare. Mancherebbe ancora una revisione della posizione degli amministratori di Cavazzo.... ma pare ci si stia avviando sulla buona strada. (A&D)
Lago dei Tre Comuni: dalla Regione altri fondi per un
concorso di idee.
Un concorso di idee coordinato dalla
Regione per il progetto di bypass da realizzare nel Lago dei Tre Comuni per risolvere
il problema dei fanghi che in futuro causeranno non pochi problemi per la
sopravvivenza del più grande bacino friulano. La questione è stata al centro di
un incontro tra la Regione rappresentata dagli assessori Barbara Zilli e Fabio
Scoccimarro, che sono stati accolti mercoledì sera sulla riva ovest del lago dai
comitati guidati da Franceschino Barazzutti, alla presenza del sindaco Augusto Picco,
dal presidente di Legambiente Fvg Sandro Cargnelutti, e Ivo Del Negro dell’Ecomuseo
della Val del lago. L’incontro era stato richiesto dalle realtà operative nella
salvaguardia del lago dei Tre Comuni, per presentare al nuovo assessore
regionale all’ambiente Fabio Scoccimarro l’attuale situazione del bacino e i
processi che sono stati avviati, in particolare dalle direttive regionali di
alcuni mesi fa che hanno dato avvio alla possibilità di procedere con un
concorso di idee in merito alla realizzazione di un bypass, in grado di
raccogliere le acque allo scarico della centrale di Somplago per riversarle
nell’emissario del lago e in seguito alla presa del Tagliamento, a Ospedaletto.
«Per avviare il bando - hanno
spiegato il sindaco Picco e Barazzutti - sono stati assegnati 50 mila euro che
i Comuni hanno a loro volta affidato all’Uti, ma ragionando sopra abbiamo
compreso che vi è la necessità della Regione nel seguire pratiche di questo tipo,
anche perché si tratta di un intervento di una certa rilevanza». Il bypass
potrebbe costare parecchi milioni di euro ma al momento appare come l’idea migliore per
ridurre la creazione di fanghi causati dai movimenti della centrale e allo
stesso tempo mettere comunque a disposizione acqua per il settore agricolo. Da parte
loro, gli amministratori regionali hanno preso atto della documentazione consegnata
da amministratori e comitati e delle
loro richieste.
P.C.
(Messaggero Veneto, 20 luglio 2018)
Gli impegni assunti dagli amministratori regionali da un lato e la presenza, sostanzialmente concorde, all'incontro di amministratori locali e rappresentanti dei Comitati lascia ben sperare. Mancherebbe ancora una revisione della posizione degli amministratori di Cavazzo.... ma pare ci si stia avviando sulla buona strada. (A&D)
lunedì 16 luglio 2018
Ragionando sul by-pass: "Pensare prima ai fanghi"
Nella discussione in corso sulla possibilità di realizzare un by-pass per portar fuori dal Lago le fredde acque degli scarichi della centrale di Somplago, una opinione "di altro taglio" viene da Giovanni "Nanni" Stefanutti che ha affidato a facebook la propria riflessione, auspicando che anche questa venga presa in esame nel dibattito in corso. Il Blog - senza sposare la tesi esposta - rilancia l'intervento auspicando ulteriori confronti e integrazioni.
--------------
Come persona che da 13 anni vive e lavora con attività di volontariato ambientale nel Parco Botanico di Interneppo voglio far sentire la mia voce .
Entro subito in argomento nella maniera più diretta e chiara possibile.
Concordo ancora una volta sulla necessità e urgenza di interventi per salvare il lago dei Tre Comuni dal triste destino al quale sembra costretto .
Continuo a non concordare sui termini e metodi fino ad ora proposti.
Il termine "rinaturalizzazione" lo ritengo improprio e forzato. Un lago si " rinaturalizza"solo se gli si permette ,senza intromissioni , di seguire le sue fasi naturali di riconquista e rielaborazione dei propri equilibri . Attualmente il lago è , a distanza di 60 anni dalla entrata in funzione della Centrale Idroelettrica di Somplago , in una lenta fase di riconquista dei propri equilibri.Disturbata purtroppo da continue nostre " iniziative" di varia natura . Non ultima , ad esempio , l' immissione di specie ittiche alloctone .
L' attuazione del by-pass , a mio avviso , costituirebbe ulteriore disturbo a questa lenta riconquista . Rimane comunque urgente risolvere il problema dei fanghi che ne stanno sollevando il fondo ed aumentando la velocità del suo interramento , previsto al termine dei prossimi 120 anni .
Tuttavia , prendiamo pure come fattibile tecnicamente ed economicamente l'operazione by-pass . Sarebbe comunque una intromissione innaturale con grossi interventi di lavori di messa in opera di tubazioni lungo una intera sponda e di tutte quelle soluzioni tecniche necessarie per rendere il più leggero possibile l' impatto paesaggistico- ambientale e la libera fruizione della sponda . Ma ciò che ritengo grave è il fatto che con questa soluzione si sposta solo il problema. Trasferendo i fanghi dal lago al Tagliamento .Non possiamo dimenticare che il nostro più grande fiume ha un regime torrentizio con apporto di notevole massa detritica in continua modificazione ed aumento di livello . Ben presto si potrebbero problemi di squilibrio anche sul tratto del fiume interessato da questi sversamenti .Ed allora saremmo daccapo . Perché non cercare allora , oggi , di risolvere il problema alla fonte? . Se uno sforzo deve essere fatto facciamolo mettendo realmente in moto le eccellenze presenti in Regione . Eccellenze tecniche , politiche e amministrative che facciano del progetto una iniziativa imitabile ed esportabile . Personalmente suggerisco di imitare il pensiero naturale . Cioè ciò che la natura fa da che mondo è mondo per preservare i suoi equilibri . Continuando ad utilizzare i suoi pesi e le sue misure. Quello che tolgo restituisco . In questo modo cerco di mantenere l"equilibrio generale rendendo utile e non dannosa la mia opera . In pratica . Perché non studiare un sistema di raccolta dei fanghi (che sono una mescolanza di sabbie , argilla e limo componenti indispensabili nella formazione dei terreni agrari) e trasportarli laddove sarebbero utili per la bonifica o l' arricchimento di terreni poveri di questi elementi fisici ? Se uno sforzo deve essere fatto perché non in questa direzione ? Imiteremo la natura , ridurremo i problemi di impatto ambientale , fertilizzeremo terreni con ritorno economico , Contribuiremo alla salvezza del Lago e alla conservazione del Tagliamento . Ce ne saranno grate le generazioni future e saremo veramente innovatori nella tutela ambientale .
Cosa ne pensate?
Giovanni Stefanutti
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Come persona che da 13 anni vive e lavora con attività di volontariato ambientale nel Parco Botanico di Interneppo voglio far sentire la mia voce .
Entro subito in argomento nella maniera più diretta e chiara possibile.
Concordo ancora una volta sulla necessità e urgenza di interventi per salvare il lago dei Tre Comuni dal triste destino al quale sembra costretto .
Continuo a non concordare sui termini e metodi fino ad ora proposti.
Il termine "rinaturalizzazione" lo ritengo improprio e forzato. Un lago si " rinaturalizza"solo se gli si permette ,senza intromissioni , di seguire le sue fasi naturali di riconquista e rielaborazione dei propri equilibri . Attualmente il lago è , a distanza di 60 anni dalla entrata in funzione della Centrale Idroelettrica di Somplago , in una lenta fase di riconquista dei propri equilibri.Disturbata purtroppo da continue nostre " iniziative" di varia natura . Non ultima , ad esempio , l' immissione di specie ittiche alloctone .
L' attuazione del by-pass , a mio avviso , costituirebbe ulteriore disturbo a questa lenta riconquista . Rimane comunque urgente risolvere il problema dei fanghi che ne stanno sollevando il fondo ed aumentando la velocità del suo interramento , previsto al termine dei prossimi 120 anni .
Tuttavia , prendiamo pure come fattibile tecnicamente ed economicamente l'operazione by-pass . Sarebbe comunque una intromissione innaturale con grossi interventi di lavori di messa in opera di tubazioni lungo una intera sponda e di tutte quelle soluzioni tecniche necessarie per rendere il più leggero possibile l' impatto paesaggistico- ambientale e la libera fruizione della sponda . Ma ciò che ritengo grave è il fatto che con questa soluzione si sposta solo il problema. Trasferendo i fanghi dal lago al Tagliamento .Non possiamo dimenticare che il nostro più grande fiume ha un regime torrentizio con apporto di notevole massa detritica in continua modificazione ed aumento di livello . Ben presto si potrebbero problemi di squilibrio anche sul tratto del fiume interessato da questi sversamenti .Ed allora saremmo daccapo . Perché non cercare allora , oggi , di risolvere il problema alla fonte? . Se uno sforzo deve essere fatto facciamolo mettendo realmente in moto le eccellenze presenti in Regione . Eccellenze tecniche , politiche e amministrative che facciano del progetto una iniziativa imitabile ed esportabile . Personalmente suggerisco di imitare il pensiero naturale . Cioè ciò che la natura fa da che mondo è mondo per preservare i suoi equilibri . Continuando ad utilizzare i suoi pesi e le sue misure. Quello che tolgo restituisco . In questo modo cerco di mantenere l"equilibrio generale rendendo utile e non dannosa la mia opera . In pratica . Perché non studiare un sistema di raccolta dei fanghi (che sono una mescolanza di sabbie , argilla e limo componenti indispensabili nella formazione dei terreni agrari) e trasportarli laddove sarebbero utili per la bonifica o l' arricchimento di terreni poveri di questi elementi fisici ? Se uno sforzo deve essere fatto perché non in questa direzione ? Imiteremo la natura , ridurremo i problemi di impatto ambientale , fertilizzeremo terreni con ritorno economico , Contribuiremo alla salvezza del Lago e alla conservazione del Tagliamento . Ce ne saranno grate le generazioni future e saremo veramente innovatori nella tutela ambientale .
Cosa ne pensate?
Giovanni Stefanutti
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