"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

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venerdì 7 settembre 2012

Domenica il "conciert pal Tiliment"

Il concerto in difesa del Tagliamento e contro la costruzione della Cimpello - Sequals - Gemona, rimandato per maltempo il 26 agosto, si terrà domenica prossima a Colle di Pinzano.
Pubblichiamo il comunicato, col programma della manifestazione,  diramato da Arca e radio Onde Furlane.









ARCA e Onde Furlane us invidin ae 2e edizion dal

Conciert pal Tiliment

une zornade di musiche ad ôr dal flum par celebrâ il Tiliment e difindilu dal progjet de autostrade Cimpel-Glemone, che si tignarà domenie ai 09 di Setembar des 11 di buinore fin sere in localitât Pontaibe dongje Cuel di Pinçan (PN) ae confluence tra Arzin e Tiliment.

Al conciert, rimandât dai 26 di Avost par vie dal brut timp, a cjaparan part


MiG-29 over Disneyland (grande anteprime dal ultin CD "Robis di fâ"),
Pantan, G.B.U. - The Good, the Bad  and the Ugly,
Eleonora Cedaro, RuznoTone

che a sunaran tacant des 14.

Fieste a tacâ des 11 cun passegjadis vuidadis al Tiliment intune zone une vore salvadie e sugjestive, mostre naturalistiche, musiche e buine robe di bevi e mangjâ. In plui, aes 9 di buinore, escursion cul WWF al pont panoramic de Mont di Muris, di face de aree dal conciert, cun viodudis spetacolârs dal Tiliment (apontament aes 9:00 a Sant Pieri di Ruvigne, tal splaç ae crosere tra provinciâl 5 e vie dal Puint. In alternative si pues lâ sù in machine e cjatâsi cul grup dai cjaminadôrs aes 10:15 su la strade de mont. Info e plantutis sul sît www.comitato-arca.it).

Intervents di WWFLegambiente, CAI, i comitâts Assieme per il Tagliamento, Movimento tutela Arzino, Per Altre Strade, Comitato per la vita del Friuli rurale, Coordinamento territoriale per l'ambiente, No Tav Udine.

Par informazions: www.comitato-arca.it 

Trasaghis e Comuni limitrofi: sinergìe anti-cinghiali


Friuli: agricoltori e cacciatori alleati



Stop ai danni dei cinghiali: agricoltori e cacciatori alleati
Un piano comune per la prevenzione dei danni provocati alle colture e alla circolazione stradale dagli ungulati
UDINE. Agricoltori e cacciatori alleati nella prevenzione dei danni provocati alle colture e alla circolazione stradale dai cinghiali: è soltanto così che, secondo gli “addetti ai lavori”, si riuscirà a porre fine all’annoso problema che, da sempre, vede invece i primi contrapposti ai secondi.
La proposta è stata illustrata qualche sera fa, in un convegno organizzato a Forgaria nel Friuli proprio per cercare una soluzione condivisa e in grado di superare la restrittività dei regolamenti imposti ai cacciatori.
L’idea è di adottare pratiche di gestione venatoria che consentano di ottimizzare prelievi e il posizionamento nelle aree agricole e prative di opportuni dissuasori, per contenere le incursioni dei cinghiali. Obiettivi realizzabili soltanto previa la modifica o l’integrazione dei regolamenti venatori.
E per la precisione, aumentando le possibilità di prelievo dell’ungulato. A presentare la proposta, che si punta a far diventare un vero e proprio progetto “pilota” per la provincia di Udine, è stato Edi Garlatti, direttore della locale riserva di caccia. Al suo fianco, il coordinatore Andrea Bottecchia, forte dell’esperienza maturata nella Destra Tagliamento, dove le azioni mirate a limitare le scorribande dei cinghiali hanno dato negli ultimi anni ottimi risultati. Mutuato dall’esempio di altre province, per essere realizzato il progetto necessita di sinergie con i comuni limitrofi di Trasaghis, Vito d’Asio e Pinzano.
Tra il pubblico, non soltanto cacciatori e agricoltori, ma anche “semplici” cittadini interessati al problema, per averne già pagato in proprio le conseguenze. Ed è anche a questi ultimi che si è rivolto Sandro Levan, neopresidente regionale della Pro segugio, proponendo di utilizzare oltre ai “dissuasori artificiali” indicati da Garlatti a beneficio degli agricoltori, anche “dissuasori naturali” per la riduzione dei danni arrecati agli abitanti. «Il deterrente più immediato – ha suggerito Levan – potrebbero essere i cani: si potrebbero portare ai margini dei centri abitati in forma addestrativa». Eventualità, questa, che richiederebbe a sua volta un’adeguata normativa.
Tra i relatori, anche il sindaco Pierluigi Molinaro, che ha sollecitato uno «sforzo congiunto» ad agricoltori e cacciatori, l’assessore provinciale alla Caccia, Luca Marcuzzo, che ha giudicato l’incontro «positivo e stimolante» e il consigliere regionale Ennio Agnola, che ha sottolineato «il prezzo enorme pagato dal territorio per una totale impreparazione sul problema dei cinghiali».

domenica 8 luglio 2012

Autostrada pedemontana, una inchiesta del MV - (2)


Ecco tutti i dubbi degli industriali



UDINE Sulla necessità di realizzare l’opera, gli industriali friulani non hanno dubbi: la definiscono necessaria e indispensabile. Qualche perplessità riguarda, invece, la possibile ricaduta sul territorio. «In primo luogo – spiega al proposito Ugo Frata, presidente dell’Ance (Associazione nazionale costruttori edili) di Udine – desidero sottolineare che i sistemi di realizzazione delle opere pubbliche tramite la finanza di progetto, e quindi anche il collegamento Cimpello-Gemona che va visto in relazione alla ricalibratura dei traffici a livello di sistema viabilistico regionale, rappresenta una nuova importante possibilità di intervento nel mercato dei lavori pubblici in Italia». Il coinvolgimento dei privati nelle opere infrastrutturali di vario genere – insiste Frata – è oggi una realtà con un’incidenza sul totale dei bandi di gara per lavori pubblici di circa il 38% del totale. «Va da sé – è ancora il pensiero del presidente udinese dell’Ance – che in tempi di profonda crisi economica e finanziaria qualunque iniziativa possa rappresentare una occasione di lavoro, ma a condizione che vi sia una reale ricaduta sull’imprenditoria edile locale. Nel caso specifico, mi sembra che tale coinvolgimento sia difficile da prevedere anche perché gli investitori interessati al progetto sono risultati due entrambi non friulani, la società Condotte spa ed il consorzio italo spagnolo Sis-Sacyr». I costruttori edili friulani che rappresento – sono le sue parole conclusive – auspicano quindi che, in caso di realizzazione dell’opera, a fronte della partecipazione pubblica possa essere riservata una quota di lavori in favore dell’imprenditoria locale. «Questa opera è importante – gli fa eco l’ex presidente del’Assindustria friulana, Giovanni Fantoni – ma c’è la consapevolezza che per ancora per un certo periodo, vale a dire finché il Paese non sarà in grado di pianificare interventi di questa portata, l’opera non potrà decollare». Fantoni sottolinea che gli industriali sono molto interessati all’infrastruttura «perché si tratta di risparmi di tempo e di chilometri. Abbiamo atteso 30 anni quest’opera e sappiamo che nei prossimi 2-3 non succederà proprio nulla perché le condizioni di fattibilità economica non ci sono». Fantoni ricorda all’uopo la situazione di incertezza in cui versa il nodo della Terza corsia. «Per questo – conclude – che per la Cimpello-Gemona ci sarà una sorta di pausa di riflessione dovuta o imposta dalle casse pubbliche. Ma, ripeto, dal punto di vista funzionale l’importanza dell’opera non è di certo venuta meno». (d.pe.)

Noe, il Comitato che appoggerà l'infrastruttura

Gino Trevisan è un imprenditore di Spilimbergo ed è il fondatore del Comitato del “sì” alla Cimpello-Gemona. Si chiama Noe (Nuovi obiettivi ecologici economici). «L’ho fondato – spiega – quando è avvenuto l’ultimo incidente di un camion uscito di strada a San Giorgio della Richinvelda e finito contro un’abitazione. Effettuando pochi giorni dopo sulla stessa casa i lavori di edilizia idraulica mi sono messo a contare i camion in transito. Bene, in un’ora ne sono passati 62. Mi sono posto alcune domande e da diversi riscontri di altri centri abitati ho avuto la conferma che la situazione era la stessa. Insomma, serve un’alternativa viaria. E la migliore ritengo sia proprio la realizzazione della Cimpello-Gemona». Trevisan precisa tuttavia che il Comitato vuole avere garanzie sulla tipologia della realizzazione infrastrutturale e sulla tutela del paesaggio che l’autostrada attraverserà. A settembre partirà una raccolta di firme a favore.

LA SCHEDA

RACCORDO IL raccordo autostradale fra la A28 (Portogruaro-Conegliano-Treviso) e la A23 (Palmanova-Tarvisio) a pedaggio e a 2 corsie per senso di marcia più corsie di emergenza di larghezza ridotta (m.1,75 anziché 3). 
CLASSIFICA Categoria B (velocità massima 110 km/h) 
LUNGHEZZA 57.6 km dallo svincolo di Cimpello sulla A28 al casello di Gemona, larghezza nei tratti scoperti e non in rilevato o tricea: 22+26 metri fino alle recinzioni con 60 metri circa per lato di vincolo urbanistico dai cigli=148 metri in totale circa; Area complessivamente impegnata: 1.000 ettari. 
BARRIERE D’INGRESSO A Zoppola, e Majano, caselli intermedi a Arzene, Spilimbergo, Sequals. yyCOSTO PEDAGGIO Per l’intero percorso: 9,81 euro per veicoli leggeri, 18,30 per i mezzi pesanti (Iva inclusa ma al 20%, prima dei recenti aumenti). 
L’OPERA Realizzata in project financing, cioè la cui progettazione, costruzione e gestione viene affidata mediante gara a privati, cui è data in concessione per 50 anni per consentire il rientro dell’investimento. I tempi stimati per la costruzione sono di 5 anni, al termine dei quali l’opera è di proprietà pubblica. 
PERCORSO Si stacca dalla A28 allo svincolo-Cimpello, supera ferrovia e Pontebbana in prossimità Pian di Pan, affianca il Meduna sull’attuale sedime della Cimpello-Sequals che viene assorbita, a Sequals piega a oriente, supera Lestans e Pinzano, corre sotto Flagogna e a Cornino passa il Tagliamento raddoppiando a Nord il ponte della provinciale, passa a Nord di Majano, sotto Tomba di Buja, poi affianca l’A23 e si connette al casello di Gemona.


martedì 17 aprile 2012

Quel che si muove ... nella Pedemontana. Opposizione alla Cimpello - Gemona

Si è svolta  sabato a Forgaria una assemblea contro la realizzazione della Cimpello-Gemona, quella che ormai da molti viene chiamata autostrada e la cui prevista costruzione viene giudicata negativamente per i paesi della Pedemontana a ridosso del Tagliamento.


Gemonese, un anno di lotta
contro la Cimpello-Gemona

Si sono riuniti sabato a Forgaria i rappresentanti del comitato ARCA, creato il 12 marzo dell’anno scorso, sull’onda della contrarietà popolare nei comuni di Forgaria e Pinzano, subito allargatasi alle altre località della pedemontana pordenonese interessate dall’infrastruttura.Gemonese, un anno di lotta
contro la Cimpello-Gemona“I comitati sono un segnale di risveglio della democrazia, della voglia di partecipazione. Riflettono la crisi di rappresentatività dell’attuale politica screditata da infiniti scandali e caratterizzata della mancanza di una visione del futuro”. Con queste parole Alberto Durì, presidente del comitato ARCA che si batte contro la progettata autostrada Cimpello-Gemona, ha aperto sabato 14 aprile a Forgaria l’assemblea generale dell’associazione, indetta per fare il punto sul suo primo anno di vita. 
 
Il comitato ARCA si era formato infatti il 12 marzo dell’anno scorso (il giorno successivo alla chiusura del bando indetto dalla Regione per la progettazione e gestione privata dell’opera), sull’onda della contrarietà popolare nei comuni di Forgaria e Pinzano, subito allargatasi alle altre località della pedemontana pordenonese interessate dall’infrastruttura. Un anno di vita in cui, come ha ricordato la vicepresidente di ARCA Lucia D’Andrea, il comitato è riuscito a raccogliere più di 5000 adesioni alla sua petizione contro il progetto, condivisa da un folto gruppo trasversale di consiglieri regionali e presentata alla Presidenza della Regione all’inizio del febbraio scorso. 
 
Numerose e variegate le iniziative svolte dal comitato durante l’anno, come i 12 incontri informativi con la popolazione nei comuni della pedemontana, che hanno visto la partecipazione di 500 persone, la pittoresca manifestazione sullo Zoncolan in occasione del Giro d’Italia, e il Conciert pal Tiliment organizzato in collaborazione con Radio Onde Furlane alla confluenza tra Arzino e Tagliamento, in un punto di grande suggestione paesaggistica che, secondo il progetto, sarà attraversato da un imponente viadotto. 
 
D’Andrea ha poi ricordato i numerosi sostenitori eccellenti del comitato, quali il meteorologo Luca Mercalli, che ne ha parlato in una recente puntata di Che tempo che fa su Rai 3 (http://www.comitato-arca.it/video.html), e la fitta presenza del comitato su internet, grazie al sito www.comitato-arrca.it e all’attenzione dei media online (www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/05/il-piccolo-tav-friulano/202407/). 
 
All’assemblea erano presenti Roberto Pizzutti in rappresentanza del WWF regionale, Giorgio Cavallo per Legambiente regionale e il sindaco di Forgaria Pierluigi Molinaro, che ha ribadito la contrarietà dell’amministrazione al progetto e la volontà di collaborazione con ARCA in progetti di valorizzazione del territorio. Intanto l’iter del progetto Cimpello-Gemona è ancora fermo: come ha ricordato il consigliere regionale di IDV Enio Agnola, originario della zona, la commissione regionale deputata alla valutazione delle due offerte tecnico-economiche pervenute (da parte di due cordate con capofila la romana Condotte spa e la italo-spagnola Sis-Sacyr) ha concluso i suoi lavori ormai da mesi, ma la sua scelta non è stata ancora fatta propria dalla Giunta regionale. 
 
Una Giunta che per il presidente ARCA Alberto Durì “manca di quella visione che è fatta di attenzione agli uomini e alle donne e di slancio verso nuovi progetti che rispondano alle loro vere necessità” e in questo particolare frangente ha voluto chiudersi a riccio: “Quando viene proclamato che di un’opera si possono discutere solo le modalità di realizzazione e non la sua necessità – ribadisce Durì – significa aver sepolto il confronto. Stigmatizzare l’atteggiamento delle associazioni che difendono l’habitat umano come nimby è rovesciare il problema, sono in realtà i custodi di una cassaforte da cui l’egoismo umano sta sottraendo più dei valori che essa contiene”. Una nota di speranza arriva però da Ira Conti, intervenuta all’assemblea in rappresentanza del comitato interregionale PAS, che si batte contro l’autostrada Carnia-Cadore. 
 
“Il senso dei comitati è quello di essere una campana che suona fuori dal coro e che, per quanto piccola, la gente si gira ad ascoltare: questo è esattamente quello che i poteri forti non vogliono. Anche se non dovessimo riuscire a fermare i progetti, stiamo comunque costruendo una dimensione di partecipazione e solidarietà, che è la cosa più importante.”

venerdì 6 aprile 2012

(Auto)strade friulane. La Sequals-Gemona come la TAV?

Gianni Barbacetto, su "Il fatto quotidiano" di ieri si è occupato delle problematiche relative alla progettata realizzazione della  (super? auto?) strada da Sequals a Gemona, che tanta discussione sta suscitando nei paesi sul Tagliamento.


Il piccolo Tav friulano
La valle del medio Tagliamento, in Friuli, è un posto incantato. Sullo sfondo, le cime delle Alpi Carniche. Più giù, paesi rinati e ricostruiti perfettamente dopo il terremoto: come Gemona, una perla. E poi la valle, con il grande letto del fiume Tagliamento che gira pigro e lento alla ricerca del suo sbocco al mare. È un luogo ancora intatto, riconosciuto unico a livello europeo per ecosistema e aree a vario titolo protette. Tutto ciò ora è in pericolo.

Vogliono costruirci un’autostrada. Una grande arteria a pagamento che unisca Cimpello a Sequals a Gemona. Che colleghi insomma due autostrade già esistenti, la A 28 (Portogruaro-Conegliano) e la A 23 (Palmanova-Udine-Tarvisio, verso l’Austria). Il piano di fattibilità è stato presentato nel 2009 da Autovie Venete e dai costruttori Impregilo e Rizzani De Eccher. Ora in pista resta Impregilo, che vorrebbe costruire l’opera in project financing: il privato progetta e costruisce, poi gestisce l’opera per 50 anni. Prevede di ripagarsi con i pedaggi: 23 mila utenti nel 2015, fino ai 53 mila del 2050. Velocità massima di percorrenza 110 o 130 chilometri all’ora.

Nel 2009 la Regione (con delibera 2. 830) ha deciso che l’opera ha il requisito di interesse pubblico. L’autostrada sarà formata da due tronconi: la parte sud (Cimpello-Sequals), dove si tratterebbe di raddoppiare l’attuale superstrada, ora non a pagamento, chiudendo lo svincolo di San Giorgio della Richinvelda e facendo pagare il pedaggio; la parte nord (Sequals-Gemona), tutta da costruire. Questa è la parte da realizzarsi con un tracciato nuovo nella zona paesaggistica della valle del medio Tagliamento, fino all’incanto di Gemona, sito di interesse comunitario. Si oppongono gli abitanti e le organizzazioni ambientaliste della zona, oltre al Movimento Cinque stelle di Udine. Si è formato un comitato che si chiama Arca: Assieme Resistiamo Contro l’Autostrada. Presidente Alberto Durì, sito web. Ha già raccolto oltre 3. 500 firme di cittadini che si oppongono al progetto. Cerca di fermarlo, perché ferirebbe l’ambiente e inquinerebbe la valle del medio Tagliamento.

Propone un ragionamento semplice: se davvero ci passeranno i 23 mila motori che diventeranno 53 mila nel 2050, l’inquinamento sarebbe insostenibile. Se queste cifre non fossero raggiunte (cosa possibile), l’opera non si ripagherebbe con i pedaggi e a rimetterci sarebbero comunque i cittadini, perché i debiti dovranno essere ripianati con i soldi pubblici (a pagare sarà la Regione Friuli-Venezia Giulia). E poi, dicono i critici, l’autostrada è sostanzialmente inutile, senza traffico, scollegata dalla viabilità locale e con bassa riduzione dei tempi di percorrenza. Eppure l’assessore regionale alla viabilità e ai trasporti, Riccardo Riccardi, è deciso a portarla a termine, nonostante il parere sfavorevole di alcuni autorevoli tecnici. Sarebbe certamente utile a Impregilo. E ai politici locali: per far girare i soldi. È un piccolo Tav friulano, senza l’attenzione che ha scatenato il Tav piemontese. Superfluo per i collegamenti, dannoso per l’ambiente. Bisogna proprio ferire la valle del Tagliamento?
Gianni Barbacetto

da: Il Fatto Quotidiano, 5 Aprile 2012

venerdì 10 febbraio 2012

Centralina sull'Arzino e autostrada Cimpello-Gemona, il "no" di Arca

Arca alza le difese sul torrente Arzino

Comitato contro la realizzazione di centraline idroelettriche. Pronto un progetto per lo sviluppo turistico della valle

VITO D’ASIO
Non soltanto il raccordo autostradale Cimpello - Sequals - Gemona e la salvaguardia del fiume Tagliamento dalle casse di espansione e dalla traversa di sbarramento: il comitato popolare Arca sta monitorando anche la situazione del torrente Arzino, dove da tempo si parla di realizzare centrali idroelettriche per sfruttarne i salti per la produzione di energia. «Un’ipotesi – ha dichiarato il presidente del comitato Alberto Durì – che secondo noi toglierebbe possibilità di sviluppo successivo della zona del torrente». Per questo Arca presenterà all’amministrazione comunale di Vito d’Asio un proprio progetto di sviluppo turistico.
«Per correttezza – ha aggiunto Durì – non vogliamo anticiparlo prima di averlo presentato agli amministratori, ma possiamo già dire che per realizzarlo occorre avere il torrente integro, senza tratti privi d’acqua come potrebbe avvenire realizzando le centrali». La filosofia alla base della costruzione delle centrali non piace ad Arca. «Magari portano soldi immediati alle casse comunali – ha sottolineato il presidente –, ma poi a cosa servono quelle risorse se non ci sono più il territorio e la possibilità di svilupparlo permettendo così alle persone di rimanerci a vivere?». Con la proposta in fase di avanzamento al Comune della Val d’Arzino il comitato vuole ancora una volta ricordare di non essere a priori contro progetti di sviluppo della valle, i quali però devono essere rispettosi dell’ambiente. Una “bocciatura” all’impianto idroelettrico di più stretta attualità, previsto tra Vito d’Asio e Verzegnis e in fase di valutazione d’impatto ambientale, è arrivata in questi giorni anche da Legambiente del Friuli Venezia Giulia. «L’impianto – hanno dichiarato gli ambientalisti – sarebbe realizzato in un corpo idrico non interessato da derivazioni a scopo idroelettrico con ciò creando un pericoloso precedente in un contesto torrentizio, naturalistico, paesaggistico di pregio».
Davide Francescutti

lunedì 21 novembre 2011

Itinerari per conoscere la Valle del lago: l'anello di Covria e Planeças

Sul Blog, ogni tanto, "giriamo" dei contributi presi da altri siti quando, in settori specialistici o particolari, gli interessi  di sportivi o escursionistici si incrociano con  gli ambienti e le località della Valle del Lago.
Dal sito "Calcarea" (http://calcarea.wordpress.com/), ecco allora una descrizione, opera di Devis Deotto,  dell'anello di Covria  e Planeças (da farsi a piedi o in mountain bike). La descrizione, precisa, è corredata da splendide immagini.


Anello di Malga Covria e Planecis

 •

 

Prosegue la collaborazione di Devis Deotto con Calcarea. Ancora una discesa impegnativa sulle pendici del Monte Cuar, teatro sia delle prime esperienze che delle ultime tendenze della mtb (i meno giovani e scatenati ricorderanno le gite alla Malga Monte Cuar!). Questo percorso, che personalmente non ho ancora provato, mi è però in parte  familiare perchè transita nella meravigliosa valletta di Planecis, dove sonnecchia, purtroppo sconosciuta ai più, una delle più belle falesie di arrampicata della regione, interamente attrezzata alcuni anni fa da Luciano Regattin.
Premessa
Ormai questi post si fanno sempre più interessanti e richiesti, spero di riuscire attraverso questo blog a  far conoscere ai lettori di Calcarea luoghi ed itinerari a noi vicini ma completamente sconosciuti e la “disciplina” dell’’Allmountain (AM), questo settore della MTB moderna,  qualcosa fra Downhill e  Trial, così adrenalinico ma ancora poco apprezzato e praticato dalle nostre parti.
Dopo il precedente tour di Illegio, ritorniamo a bomba  con questa escursione a parlare di tracciati impegnativi e molto tecnici riservati a bikers esperti e a bikes superfull.
Come di consueto vi raccomando, di non praticare queste tracce da soli, di avere sempre al seguito le protezioni adatte alla discesa e di non superare i vostri limiti.
 

in sintesi:

 genere: Allmountain
difficoltà salita: media
difficoltà discesa: molto impegnativo
distanza: 24 km
dislivello totale: 821 mt
durata senza soste: 2h 14m 15s
pendenza max salita: 27,6 %
pendenza max discesa: 39,1 %
 
 Descrizione:
 Questa escursione si svolge su una parte del monte Cuar in frazione Avasinis (cartina Tabacco n° 20 Prealpi Carniche Giulie del Gemonese).
Nei pressi del cimitero di Avasinis è possibile lasciare l’auto e attraverso una comoda stradina asfaltata che parte a destra proprio dietro ad esso raggiungere la località Chiarpena dove ad un bivio (2,79 kmquota 272 mt) svolteremo a destra in salita alla volta di località Cjanet.

 La strada è poco trafficata e non dalle pendenze impossibili, attraverso una prima parte costituita da tornanti si giunge ad un punto molto panoramico sulla sottostante pedemontana del Gemonese.
 
 Dopo7,15 km di nero bitume arrivati a quota 555 mt finalmente poggeremo le nostre “ruote grasse” sullo sterrato svoltando a destra e lasciando la strada principale.
Man mano che ci si alza di quota il panorama si fa decisamente più interessante sulla valle sottostante, il fondo è a tratti ghiaioso e poco scorrevole.
Si pedala sempre su sterrato fra castagni e vegetazione mista fino ad incrociare al km 11,98 quota 914 mt la strada per il monte Cuar.
Proseguiremo su asfalto per un breve tratto (circa 1km), quando ad un tornante sinistro lasceremo l’asfalto a favore di  una strada sterrata che parte sulla destra in salita11,7 kmquota 888 mt.
Proseguiremo sulla sterrata incontrando prima un tornante destro (non proseguire dritti al tornante ma a destra!!!) poi uno sinistro; è importante mantenere la traccia principale in salita, ci troviamo nei pressi di Malga Covria.
Dopo circa 1 h 40m (tempo senza soste) giunti a quota 992mt al km 13,3 su pista forestale erbosa facendo attenzione alla nostra sinistra individueremo i segnali del sentiero della discesa (sulla cartina e sul GPS il sentiero non ha il numero).
La discesa inizia subito su single veloce a zig zag, non impegnativa e pulita, ma più si scende e più il tecnico si presenta, essendo molto sassoso nella parte finale, lo sconsiglio in sella ai principianti.
Si conclude la prima parte tecnica al raggiungimento degli stavoli di Val Planecis dove giunti ad una radura erbosa dovremo ricercare sulla destra (non proseguire dritti) fra gli alberi vicino ad una recinzione per il bestiame la prosecuzione della traccia.(vicino alla recinzione ci sono i cartelli che indicano il sentiero), onde evitare di perdersi consiglio l’escursione con GPS cartografico di cui fornisco la traccia a richiesta.
 
 Come ad ogni uscita AM che si rispetti, c’è un tratto da percorrere a spinta in salita fino a trovarci alle pendici del “Col del sole” che vedremo in alto sopra di noi e giungere a sella Planecis.
Il single track diviene impegnativo e interamente pietroso (attenzione…è pericoloso!!!) si percorrono diversi tratti su pure pietre, dove cadere risulterebbe rovinoso!!!
Oltrepasseremo un fantastico canyon ghiaioso e rivedendo con gran gioia della vegetazione sotto le nostre ruote saremo prossimi al versante percorso in salita (stavoli Chiavaneli).
La traccia riprende molto scorrevole e veloce, non sottovalutiamola, sono presenti numerosi massi instabili e radici insidiose.
 Si scende fra pianori e brevi risalite, tutto comunque in sella, fino alla picchiata nei pressi di località “Chiarpena” dove sbucheremo sopra la strada percorsa all’andata (cartello).
Non ci rimane altro che “smontare le corazze” dare un ultimo sguardo panoramico alla vallata sottostante prima di lanciarci sulla veloce strada del rientro.
Ricordate che al bivio di “Cjanet” km 21,24 dovete svoltare a sinistra (cartello di divieto mezzi a motore) per riprendere la rotabile che ci riporta al parcheggio di Avasinis.
 Devis Deotto


sabato 3 settembre 2011

Quel che si muove .... sul Lago. Domenica la camminata di "Gente di fiume, gente di mare"

Domenica 4 arriva al Lago la camminata naturalistica "Gente di fiume, gente di mare", partita  sabato da Pinzano, transitata per Osoppo e arrivata poi, in chiusura della prima tappa, al Centro Grifoni di Cornino.
L'itinerario di domenica prevede la camminata lungo il Leale e l'arrivo al Lago con una sosta specifica al Parco Botanico "Leskovic" sotto Interneppo.


Lungo il fiume dei tigli


Tagliamento
Gente di fiume, gente di mare 2011” È giunta alla sesta edizione l’escursione sul fiume Tagliamento organizzata dall’Associazione “Assieme per il Tagliamento”. Il programma previsto per sabato 3 e domenica 4 settembre è ricco di interessanti itinerari e visite, nonché degustazioni culinarie. «L’itinerario di quest’anno ci porterà a camminare seguendo uno degli antichi corsi del Tagliamento, lungo la valle che lui stesso ha scavato, occupata poi dal grande ghiacciaio che ha circondato i monti San Simeone e Brancot e che ci ha lasciato a sua testimonianza: il Lago dei Tre Comuni, il Campo di Osoppo, l’anfiteatro morenico e il Lago di Cornino.» La prima giornata prevede una camminata di 20 km da Pinzano a Osoppo. Altrettanti kilometri nella seconda giornata da Osoppo a Cavazzo Carnico. Lungo l’itinerario sono previste le visite al Centro “Progetto Grifone” a Cornino, e a quello del Parco Botanico Leskoviç. La camminata sarà impreziosita dagli interventi di alcuni esperti, dal botanico Nanni Stefanutti, dagli ornitologi Fulvio Genero e Renato Castellani, dal geologo Dario Tosoni, e dallo storico Angelo Floramo. Un’occasione da non perdere per tutti coloro che vogliono scoprire il nostro Tagliamento nei suoi molteplici e affascinanti aspetti, e passare due giornate condividendo emozioni e fatica in compagnia di gente esperta e appassionata della natura.


da: 
http://www.contegemona.it/ 

venerdì 2 settembre 2011

Quel che si muove ... tra Tagliamento e Arzino. Il "Conciert pal Tiliment"

Della ventilata costruzione della strada Cimpello - Sequals - Gemona (un progetto che sta trasformandosi nella realizzazione di una autostrada e per questo incontra l'opposizione delle popolazioni coinvolte) si è già discusso anche su questo Blog, ricordando anche le parallele vicende dell'opposizione al passaggio dell'autostrada in Val del Lago.


Per il 4 settembre i Comitati locali hanno organizzato una manifestazione (che mette assieme il dibattito, la musica e la poesia) legata al tema del Tagliamento, il cui corso e le cui caratteristiche vengono definite minacciate dal progetto.


Quanti conoscono la terra stupenda racchiusa dalle acque del Tagliamento e dell'Arzino? I suoi panorami sconfinati, i forti colori, l'ambiente ancora incontaminato? Quanti sanno della minaccia che su di essi grava per la miopia della politica e per gli interessi delle lobbies dei costruttori?
Venite a viverli con il cuore leggero della musica, venite a difenderli contro il devastante progetto dell'autostrada Cimpello-Gemona, delle casse di espansione, dell'invaso di Pinzano.
Venite in tanti per vincere una battaglia di democrazia e per lo sviluppo sostenibile.

ARCA e Onde Furlane presentano il Conciert pal Tiliment, una giornata di musica e protesta con la partecipazione del meglio della musica friulana, che ha aderito al nostro appello con entusiasmo assicurando la propria presenza gratuitamente:

Bande TzingareStraulino Fedele & VescovoDJ TubetMad Men BluesFabian Riz, Canzonîr di Dael, Cimel Live, NosisàCarantan,
Renzo Stefanutti Ensemble & Maurizio Mattiuzza, Orchestra Cortile


Il concerto si terrà il 4 settembre dalle 15 fino a sera a Pontaiba, località prossima a Colle di Pinzano al Tagliamento, proprio alla confluenza tra l’Arzino e il Tagliamento. Se il tempo è bello, ricordate di portare il costume per fare il bagno! Se il tempo è brutto, il concerto verrà rinviato: tutte le informazioni verranno date per tempo sul sito http://www.comitato-arca.it/ .
.
Come arrivare
Arrivando da Majano-Flagogna, girate a sinistra dopo il ponte sull’Arzino e seguite le indicazioni al luogo del concerto. Arrivando da Pinzano, proseguite in direzione di Flagogna: all’altezza della frazione Campeis troverete le indicazioni al luogo del concerto. Se volete verificare la posizione del sito su Google Maps, digitate Colle di Pinzano al Tagliamentoil concerto si terrà presso il campo sportivo a destra dell’abitato di Colle, proprio sulla riva dell’Arzino. 
Fonte:
http://www.comitato-arca.it/