"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

lunedì 31 agosto 2020

Da Alesso a Braulins, "che anatra di tempo"!

"Che anatra di tempo", diceva sorridendo Tuti, giocando su una traduzione raffazzonata del motto friulano "ce razza di timp". Eppure è una esclamazione che può scaturire spontanea, in queste giornate, vedendo gli effetti del maltempo in Friuli, in Carnia, anche facendo uno zoom sul microcosmo da Alesso a Braulins.
Ecco una significativa esemplificazione in una galleria fotografica:


Nell'ordine: il Palar in piena (ph. Aurelia Peressini), Strada interrotta per Bordano (Stefania Pisu), frana alla galleria del Piç a Braulins (Francesco Zingaro), Tagliamento in piena a Braulins (Massimo Monutti)

sabato 22 agosto 2020

Sfarfallando ... attorno al Lago

Casa delle farfalle, doppio appuntamento al lago di Cavazzo

CAVAZZO – Doppio appuntamento con la natura sul Lago di Cavazzo, il prossimo fine settimana, con i ricercatori e gli educatori della Casa delle Farfalle, in collaborazione con l’Ecomuseo della Val del Lago.
Si tratta di un’occasione da non perdere per una full immersion nelle specialità naturalistiche del più grande esteso lago naturale della regione.
La sera di sabato 22 agosto, dalle 21 in poi, l’unica occasione in questo 2020 per poter fare una “caccia notturna” con l’entomologo della Casa delle farfalle, Francesco Barbieri. L’evento si terrà davanti al Centro Visite dell’Ecomuseo, nel Parco Botanico di Interneppo (sulla riva est del Lago di Cavazzo).
Si tratta di una tecnica classica per gli studiosi di insetti: nei periodi di Luna nuova, in cui il satellite smette di splendere come una lampadina in alto nel cielo, vengono installate delle potenti lampade, la cui luce viene scambiata dagli insetti per quella della Luna. Essi, infatti, sono abituati a usarla per orientarsi nel buio. In questo modo, si possono osservare molti esemplari che perdono temporaneamente l’orientamento.
Il nostro entomologo li mostrerà agli ospiti raccontando le loro storie, curiose e inaspettate; anche tra gli insetti delle nostre latitudini si trovano, infatti, delle specie e dei comportamenti interessanti quanto quelli delle specie più esotiche.
Poche ore dopo, invece, la mattina di domenica 23 agosto, dalle 9.30, di nuovo intorno al lago, una delle escursioni in cui Rossella Crescente, direttrice delle guide naturalistiche della Casa delle farfalle, vi conduce alla scoperta delle differenti stagioni della natura intorno al Lago di Cavazzo.
Purtroppo le storie della primavera ce le siamo perse per il lockdown, ma domenica ci aspettano le storie dell’estate, e di come le piante e gli animali affrontano il grande caldo. Più in là, saremo pronti per vedere come tutto cambia con l’arrivo dell’autunno (domenica 27 settembre).
Entrambi gli eventi, la “Caccia notturna sul lago” ed “Estate al lago” durano circa un paio d’ore e sono gratuiti. Sono organizzati in collaborazione con l’Ecomuseo della Val del Lago.
Ricordiamo che la Casa delle farfalle è aperta ogni giorno fino alla fine di ottobre, dalle 10 alle 18 (ultimo ingresso alle 17), mentre La cucina delle farfalle, il punto ristoro all’esterno della casa, gestito in collaborazione con Friulando, è aperta ogni giorno fino alla fine di agosto con gli stessi orari del museo.

(da comunicato "Casa delle farfalle")

mercoledì 12 agosto 2020

In difesa del Lago di fronte all'assalto idroelettrico

Riceviamo e pubblichiamo:

I Comitati e diverse associazioni ambientaliste hanno diffuso un volantino dove si evidenziano i rapporti tra il Lago e quanti utilizzano o intendono utilizzarne le acque (esigenze irrigue, produzione di energia...).

"Lago di Cavazzo o dei Tre Comuni: basta schiavitù idroelettriche!
Come noto il lago di Cavazzo o dei Tre Comuni – stupendo lago naturale ante costruzione della centrale di Somplago - è stato sconvolto dallo scarico in esso dell’acqua turbinata da tale centrale. Acqua gelida (constatabile mettendo un piede in acqua) proveniente, attraverso 80 km di gallerie, dalle prese in quota dei corsi d’acqua della Carnia. Acqua torbiba di fango (constatabile alla vista) le cui particelle più pesanti si depositano sul fondale del lago distruggendo ogni forma di vita ed accumulandosi trasformeranno il lago in una palude come ampiamente dimostrato dallo studio dell’ing Dino Franzil, da quello dell’ing Franco Garzon, incaricato dai Comuni rivieraschi, dal Consorzio BIM e dalle Comunità Montane e dalla ricerche dell’Istituto di Scienze Marine del CNR.
Acque gelide e torbide che, unite alla forte oscillazione del livello del lago, hanno seriamente compromesso la pesca e la fruibilità turistica del lago e della sua valle, percorsa in lungo e in largo da elettrodotti su svettanti tralicci che portano la corrente elettrica a Marghera.Valle che ha dovuto anche subire, non senza averli contrastati, l’oleodotto e relativa stazione di pompaggio sulla riva nord e la violenza dell’autostrada con il gigantesco viadotto affondante alcuni piloni nel lago.
Come se ciò non bastasse, ora assistiamo ad un assalto alle acque del canale di scarico del lago per realizzare due centraline idroelettriche da parte di una ditta privata ed una terza da parte di Carnia Industrial Park (già Cosint) di Tolmezzo. Centraline che vanno ad aggiugersi al progetto del Consorzio di Bonifica Friulana di derivazione irrigua dallo stesso canale di scarico.
I proponenti di queste centraline van dicendo candidamente che le stesse non andranno ad incidere sul lago e sul suo livello. Se così fosse il loro investimento sarebbe decisamente azzardato poiché durante i fermi della centrale a2a di Somplago dovrebbero fermare anche le loro centraline in assenza dell’apporto nel lago della portata scaricata dalla centrale e, conseguentemente, alimentante lo scarico dello stesso; scarico su cui opereranno le loro centraline e la derivazione irrigua. Tant’è che la convenzione con cui a2a autorizza l’installazione delle centraline sul canale di sua competenza prevede che, oltre al pagamento di una royalty ad a2a, la gestione di dette centraline non debba comportare alcun vincolo all’esercizio della centrale di Somplago.
A questo punto sorge inevitalmente la domanda: quando la centrale di Somplago sarà in fermo - accade spesso perché è una centrale “di punta”- e non scaricherà acqua nel lago, che ne sarà delle centraline? Risposta: entreranno anche loro in fermo ( non credibile!) o continueranno a turbinare (risposta logica e credibile!). Allora turbineranno acqua prelevata dal lago il cui livello si abbasserà. Oscillazione del livello inaccettabile. Oscillazione tanto più inaccettabile quella conseguente alla derivazione irrigua, poiché si verificherebbe in estate in danno al turismo sul lago. Al pesante asservimento del lago alla centrale si aggiungerebbe anche quello delle centraline e della derivazione irrigua.
Poiché la derivazione irrigua è prevista sullo stesso canale di scarico del lago a monte delle tre centraline, c’è da chiedersi su quale residua portata potranno fare affidamento le tre centraline quando il Consorzio di Bonifica attingerà la gran parte della portata del canale, tanto più dal momento che la produzione agricola avrà la precedenza su quella dei kw. Sorprende che in questa ingarbugliata situazione sia entrato un ente parapubblico qual’è Carnia Industrial Park e che si possa considerare di coinvolgere privati per i finanziamenti necessari.
Abbiamo più volte richiamato l’attenzione della Regione, dei Comuni, delle Istituzioni e dell’opinione pubblica sull’importanza per l’intero Friuli dello snodo idrico “lago – suo scarico – Tagliamento”. Non è accettabile che su di esso vari attori procedano separatamente guidati esclusivamente dal prorio interesse di parte, da un lato con l’avallo della Regione e dall’altro lato con i Comuni che si accontentano di un obolo compensativo anziché essere loro stessi attori prendendo esempio dai loro colleghi trentini di come utilizzare le acque per una produzione idroelettrica in proprio a vantaggio delle loro comunità ed ecologicamente compatibile.
E’ tempo di metter mano a questo snodo idrico con un piano complessivo, concordato con la Val del Lago ed il comprensorio circostante, che contemperi i vari utilizzi. Piano che metta al centro la rinaturalizzazione del lago e la sua fruibilità turistica quale motore di sviluppo del comprensorio. Per questo è indispensabile la realizzazione del bypass che, evitando il lago, convogli lo scarico della centrale direttamente nel canale di scarico del lago, dove centraline e derivazione irrigua potranno essere realizzate senza comportare interferenze con il lago, tanto più se, con il passaggio alla Regione della centrale di Somplago, per la stessa dovrà stabilirsi un regime di produzione funzionale alle esigenze del territorio e non a quelle attuali degli azionisti lombardi di a2a.
Si prenda atto che proprio la realizzazione del bypass facilita gli utilizzi dello scarico del lago. I Comitati hanno sempre responsabilmente sostenuto che sia possibile rinaturalizzare il lago, produrre kw e dare acqua per irrigare il Friuli. Pertanto si ritengono titolati a pretendere che gli altri attori in campo si comportino altrettanto responsabilmente accantonando gli egoismi di parte.
Presso l’Assessorato Regionale all’Ambiente si è costituito un tavolo tecnico denominato “Laboratorio Lago Tre Comuni” con il compito “di individuare le criticità del Lago dei Tre Comuni e proporre le conseguenti soluzioni finalizzate a recuperare le condizioni di naturalità del lago stesso e a garantirne la fruibilità, anche ai fini turistici”. Ebbene i Comitati vigilano affinchè questo Laboratorio adempia compiutamente alle finalità istitutive che trovino concreta attuazione sul lago. Guai se così non fosse. Il lago è gravemente malato, ha bisogno di un intervento radicale e risolutivo e non di un’aspirina qual è l’equivoca “mitigazione”: logica vuole che per eliminare gli effetti (l’acqua gelida e fango) si intervenga sulla causa (lo scarico della centrale). Diversamente sarebbe per la Val del Lago un’inaccettabile presa in giro.
Comitato Tutela Acque del Bacino Montano del Tagliamento, Tolmezzo via Davanzo 9 Francewschino Barazzutti presidente; Comitato Salvalago, Alesso via Somplago 10, Annamaria Gisolfi coordinatrice; Legambiente Regionale, Sandro Cargnelutti presidente; Legambiente della CARNIA-Valcanale-Canal del ferro, Marco lepre presidente; Coordinamento Nazionale Tutela Fiumi “Free Rivers Italia” Lucia Ruffato presidente; Ce.Vi Centro VolontariatoInternazionale Udine, Marco Iob coordinatore; Movimento Tutela Arzino, Val D’Arzino, Dario Tosoni portavoce; Comitato Acqua Libera, Paluzza, Antonino Galassi portavoce; Comitato Rio Pecol, Paularo, Gaia Baracetti portavoce; Per Altre Strade(PAS) Comitato Interregionale Carnia-Cadore sezione carnica Alto tagliamento, Forni di Sotto, Ira Conti referente; Comitato Val degano, Ovaro,Paolo Querini portavoce; Comitato NO centrale Resia 2 Ponte Rop,Luciano Micelli coordinatore; Comitato Valcellina, Barcis, Fabia Tomasino coordinatrice; Comitato Valmeduna, Meduno Gianfranco Osualdini Coordinatore; Comitato per la Vita del Friuli Rurale, Porpetto, Aldevis Tibaldi presidente; Associazione Culturale Lidriis Furlanis, Talmassons, Katia Odorico presidente; Comitato Salviamo la Fuina, Val Pesarina, Claudio Solari referente".



martedì 11 agosto 2020

Anche quest'anno, sul Palâr e al Lago, c'è l'assistenza Lifeguard

Palar e Lago di Cavazzo, per l'assistenza bagnanti ci sono i volontari

Bagno al lago e sul torrente in totale sicurezza grazie ai volontari della Lifeguard Academy




“Non vietiamo nulla, siamo lì solamente a sorvegliare. Lo scopo è quello di evitare gli incidenti”. È così che Davide Nido, vice presidente della Lifeguard Academy, presenta il progetto che vede la sua associazione, ormai dal 2011, “presidiare” il Palar e il lago dei tre Comuni, a tutela dei bagnanti. “Il progetto – spiega Nido – nacque sull’onda di una serie di incidenti gravissimi nelle acque dolci del nostro territorio. Due fratelli morirono a Cornino, un ragazzo nel Cornappo. Così, spalleggiati dall’allora sindaco di Trasaghis Augusto Picco (venuto a mancare lo scorso anno) iniziammo a operare per garantire la sicurezza. La cosa è proseguita e anche con l’Amministrazione attuale, guidata da Stefania Pisu, i rapporti sono ottimi. Ci aiutano moltissimo”.

Ferragosto e dintorni

L’attività di Nido e dei suoi colleghi copre la settimana di Ferragosto (dal 9 al 16 agosto). Ieri il primo giorno di impegno. “È andata molto bene – racconta –. C’era un sacco di gente e alla fine i bagnanti ci hanno fatto pure un coro di ringraziamento. È stata una bella emozione”. Tutto questo viene fatto a titolo di volontariato, senza nulla in cambio, garantendo una media di 7/8 persone alla volta. “È solo la passione che spinge a farlo – ci dice Nido –. I posti dove operiamo sono bellissimi, meritano di essere vissuti, ma devono anche essere praticabili in sicurezza”.

I consigli

Le acque di torrenti, fiumi e laghi sono diverse da quelle del mare, con altre dinamiche. “Prendiamo ad esempio il lago – chiarisce Nido –. Ci sono due immissari e un emissario. Si possono formare correnti di continuo. In più, spesso, soffia vento di tramontana, altro elemento che può aumentare la pericolosità del bagno. Nel Palar un pericolo ormai classico è rappresentato dai massi. Ci si tuffa, si battezza il masso a una distanza consistente e invece è molto vicino”. Come fare, allora, per garantirsi un po’ di refrigerio senza patemi? “La prima cosa da fare – spiega Nido – è bagnarsi con calma prima di entrare in acqua. I polsi, le gambe, l’addome, la testa. Tutte le parti del corpo, in modo che non ci sia una sofferenza esagerata per lo sbalzo termico. Non si deve fare gli eroi e non si deve fare il bagno mai da soli. La cosa migliore sarebbe munirsi di un presidio, come possono essere le tavolette galleggianti".

(Nicola Angeli)



Tratto da: https://www.udinetoday.it/cronaca/assistenza-bagnanti-palar-lago-cavazzo.html

lunedì 10 agosto 2020

Ancora sulle centraline idroelettriche all'uscita del Lago

Qualche settimana fa era stato avanzato l'ennesimo allarme per le possibili conseguenze delle concessioni di centraline all'uscita del Lago:
"senza un piano complessivo e condiviso di valorizzazione il lago resta, da un lato, solo funzionale alla centrale idroelettrica ed agli interessi degli azionisti della lombarda proprietaria a2a e, dall’altro lato, oggetto delle richieste derivatorie irrigue del Consorzio di Bonifica Friulana, che si ripetono puntualmente con la siccità estiva. Inoltre, come se ciò non bastasse, perseverando nella sciagurata politica di rilascio a piene mani di concessioni idroelettriche, la Regione ha autorizzato la costruzione di ben 4 centrali sul canale di scarico del lago (una all’Industrial Park di Tolmezzo e tre ad una ditta veneta). Centrali che, in mancanza del by-pass, provocheranno forti oscillazioni del livello del lago deleterie per la sua rinaturazione e fruibilità".
(https://www.studionord.news/barazzutti-a-quando-il-laboratorio-lago-dei-tre-comuni/)

Ora il sito "leopost" dà notizia del fatto che il progetto presentato da Industrial Park sarebbe stato bloccato per irregolarità formali:

"Il bando del progetto per la realizzazione di un impianto idroelettrico sul canale di scarico del lago di Cavazzo (Ud) è sospeso a data da destinarsi. Figure di merda lunari dei mezzadri carnici che dirigono lo strombazzante Consorzio. Le ragioni della sospensione sono da ricercarsi in errori su tariffe, calcoli tecnici squilibrati, elementi ambientali e puzza di bruciato. Tanta puzza di bruciato che interessa chi dirige la conca: Il direttore Danilo Farinelli, il Rup Maurizio Cleva, il responsabile amministrativo in telelavoro da Pescara, Erika Bubisutti e il presidente.

L’elaborazione del bando ha comportato l’impegno di consulenti, personale qualificato, risorse per la stesura e i costi sostenuti dalle imprese private per presentare le domande. Il danno erariale è di dimensioni significative. Carnia Infetta, regione malata.

A nulla sono valsi gli allarmi che l’ex presidente del Consorzio Cucchiaro aveva esposto al sindaco di Tolmezzo circa un mese fa. Una missiva illuminante, coraggiosa, che metteva in guardia i vertici del Consorzio sulla “stranezza” dello strumento utilizzato per il bando, ovvero un “project financing”. Tuttavia, il contenuto della lettera al sindaco (maggior azionista del Consorzio), puntava anche a mettere in evidenza la questione ambientale che interessa l’ecosistema del Lago: non è stato considerato l’impatto dell’opera in oggetto. Sul punto, lo stesso Franceschino Barazzutti, ultimo aedo del patrimonio ecologico del lago dei tre comuni, aveva sollevato perplessità sull’opera. Tutto da rifare".
(https://www.leonarduzzi.eu/carniamanikomio-exxx-polzive-prima-stecca-del-presidente-siagri-sospeso-il-bando-di-gara-da-circa-5milioni-di-euri-per-un-impianto-idroelettrico-sul-lago-di-cavazzo-ud-chi-paga-i-danni-le-an/)

domenica 9 agosto 2020

Aperto "Trilago". Ovviamente... sul Lago dei Tre Comuni

Qualcuno lo ricorda come "Al fogolâr", qualche altro come "Hotel da Mara" o ancora come "Hotel Al Lago" nella "Gestione Finzi" .... dopo un lungo periodo di inattività, ha riaperto, con nuova proprietà, l'Hotel sulla riva occidentale del Lago, vicino alla foce del riu da Côt. Un augurio di rilancio...



Riapre 17 anni dopo la chiusura l’hotel sul lago dei Tre comuni



A 17 anni dalla sua chiusura l’albergo ristorante del lago dei Tre comuni ha riaperto i battenti. Lo storico locale “Al lago” era stato chiuso nel 2003 e negli ultimi anni è stato acquisito dai due imprenditori Paolo e Natalia Polo, che hanno effettuato una serie di interventi di ristrutturazione per adeguarla alle recenti normative e dotarlo di nuovi servizi, a cominciare da una piscina esterna che si trova sul retro dell’albergo.


Il nuovo hotel è stato battezzato “Trilago”, un nome che rimanda al lago dei Tre Comuni e rappresenta una possibilità di rilancio dell’area.

«Il nostro obiettivo – spiega Polo – è contribuire a valorizzare questo territorio aggiungendo alla preesistente offerta turistica dei campeggi, anche una struttura ricettiva dotata di camere, ristorante e servizi».

L’hotel dispone di 16 camere, disposte su tre piani, e offre una quarantina di posti letto: per valorizzare quei locali, nell’intervento di ristrutturazione sono state aggiunte alcune terrazze esterne per ognuna della camere, tutto ciò finalizzato a far sì che i visitatori possano apprezzare la vista sul paesaggio esterno. Nel retro della struttura è stata realizzata una piscina, mentre grande attenzione è stata riservata alla terrazza localizzata sul fronte dell’albergo dove si è creata un’area destinata alla ristorazione e bar. Per quanto concerne la ristorazione, l’hotel mette a disposizione fino a 110 coperti tra la terrazza e la sala interna.

«Abbiamo aperto in questi giorni – spiega Polo –, appena possibile, nel rispetto delle autorizzazioni, perché, anche se siamo già in estate inoltrata volevamo dare un messaggio di rilancio a tutto il territorio in cui abbiamo voluto investire perché lo riteniamo molto attraente. La nostra intenzione è quella di tenere aperto l’hotel per tutto l’anno perché pensiamo che la nostra struttura possa venire incontro alle esigenze non solo del turismo ma anche di chi si sposta in quest’area per motivi di lavoro».

Nella zona del lago dei Tre Comuni, questa è l’unica struttura alberghiera aperta, dove tuttavia la presenza dei campeggi già da alcuni anni ha permesso di attrarre molti visitatori. Va ricordato che il lago è anche sede di molte attività sportive, dalla vela con la società Nautilago fino al volo libero, che già negli scorsi anni aveva organizzato sulla riva ovest i mondiali di volo acrobatico. Quest’anno l’emergenza ha impedito tali manifestazioni, ma la direzione dell’hotel “Trilago” è pronta a collaborare con il territorio: «Abbiamo già avuto contatti – spiega Paolo Polo – con le diverse associazioni operative nel settore sportivo. Crediamo che sarà possibile proporre ai nostri utenti anche dei pacchetti specifici nei quali la nostra offerta di servizi si integra con le attività che si possono svolgere in quest’area molto pregiata».


Piero Cargnelutti

(Messaggero Veneto, 8 agosto 2020)


mercoledì 5 agosto 2020

Trasaghis ricorda il Sindaco Augusto Picco, a un anno dalla scomparsa

E' passato un anno dalla scomparsa di Augusto Picco, per due mandati (dal 2009 al 2019) Sindaco di Trasaghis. Lo ricordano gli Amministratori, i familiari, quanti hanno avuto modo di conoscerlo ed apprezzarlo come Amministratore e come persona.
(MV 5-8-20)