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"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons
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martedì 29 dicembre 2020
Fine anno ad Alesso con "Un cjapiel di coscrit par ogni balcon"
Un cjapiel di coscrit par ogni balcon
Fra i tanti guai che il Covid ha causato c’è anche l’annullamento della festa dei coscritti di Alesso. Non era successo nemmeno col terremoto; bisogna andare indietro ai tempi delle guerre per trovare altre sospensioni.
Non ci sarà quindi, la notte tra il 31 dicembre ed il 1° gennaio, nessuna sfilata di coscritti, nessun incrocio di bandiere: vietato ogni assembramento (giustamente).
Ma, per non darla proprio vinta al Covid, ecco una proposta lanciata dalla pagina facebook “Coscrits a Delés”. In ogni casa c’è un cappello di coscritto e/o un grimâl o una ghirlanda da coscritta: tiriamoli fuori, ed il 31 dicembre ed il 1° gennaio mettiamoli esposti, su un balcone, su un terrazzino, sotto un loggiato.
Se la proposta verrà accolta, sarà un qualcosa che colpirà gli occhi e il cuore di ogni dalèssàn!
E naturalmente, visti i tempi, documentiamo sulla Rete questa “comunione di intenti”, pubblicando su questa pagina le foto dei cappelli esposti e, magari, la vostra foto mentre lo indossate, il cappello!
Se non potremo trovarci in piazza a mezzanotte a cantare “Bella non piangere”, mettiamo almeno “un cjapiel di coscrit par ogni balcon”!
Quindi, pro memoria per chi concorda:
- Mettere un “mi piace” magari con un commento al post pubblicato su https://www.facebook.com/Coscrits-a-Delés-101434435231084
- Condividere e promuovere l'iniziativa, a voce e sui social
- Tirar fuori il cappello e metterlo in un punto visibile
- Fotografarlo e pubblicarlo in questa pagina
- Per chi si vuole sbizzarrire: pubblichi la sua foto col cappello oggi e quella a vent’anni: tutti modi per sentirsi più uniti, più “paese”.
sabato 12 dicembre 2020
Addio a Mecarozzi, l'ideatore dell'Operazione Atlantide nel Lago
Il Messaggero Veneto ha dato oggi la notizia della scomparsa di Luciano Mecarozzi che alla fine degli anni '60 fu l'ideatoe della Operazione Atlantide, l'esperimento di città subacquea svoltosi nel Lago: "Morto in ospedale positivo al virus. Creò l’Operazione Atlantide, cittadella subacquea nel lago dei Tre Comuni I friulani, quando vogliono, hanno l’avventura nel sangue. Nulla li spaventa. E nulla spaventò Luciano Mecarozzi, speleologo, giornalista, appassionato di musica e tanto ancora, in una vita intrecciata di viaggi, iniziative, sfide, ma adesso spenta in pochi giorni.".
A lui, anni addietro, dedicò un ampio profilo il giornalista Mario Blasoni, sempre sulle pagine del MV. Eccone alcuni stralci (dal Messaggero del agosto 2013
Si è fatto conoscere tra gli anni Sessanta e Settanta con l'Operazione Atlantide, di sopravvivenza nelle profondità del lago di Cavazzo; dal 1976 ha affiancato i terremotati del Friuli con l'attività della battagliera Radio Effe fondata l'anno prima (tra l'altro portò 3500 persone a Roma - 250 pullman - per protestare contro la stretta creditizia) e nel 1990, «non avendo più niente da dire in Friuli», se n'è andato in Ecuador, sulla cordigliera delle Ande, dedicandosi all'esplorazione delle grotte (una, molto importante, porta il suo nome).
Questi i cenni salienti nella biografia di Luciano Mecarozzi, personaggio udinese che con le sue iniziative ha animato le cronache di casa nostra negli anni ’70 e ’80. Per poi “scomparire”, appunto dopo la scelta di trasferirsi in Sudamerica. Ma non era finita: dopo 15 anni è rientrato a Udine, nel 2005, in tempo per stampare una sua monumentale enciclopedia (17 volumi) “Musica per la scena”, consultabile nelle biblioteche Nazionale di Firenze e Joppi di Udine (settore musica). E ora sta preparando una seconda edizione, raddoppiando le voci (ben 40.206 i compositori trattati).
Nato a Udine nel 1939, Mecarozzi frequentò lo Zanon, ma non arrivò al diploma: fu rimandato a ottobre, “vittima” di una insidiosa domanda di geografia («Mi parli della depecorazione...») e non si ripresentò. Nel '53 (era ancora in terza media) organizzò il primo sciopero studentesco per Trieste italiana. (...)
All'Operazione Atlantide (che si svolse in due fasi, nelle estati 1969 e 1970) è arrivato dopo le esperienze del Centro italiano soccorso grotte, da lui fondato nel 1965 assieme alla Sezione sperimentale ricerche subacquee. Tornando alla duplice Operazione Atlantide, in Usa c'erano stati esperimenti di immersione in un unico contenitore. Mecarozzi ne ha progettati quattro (suoi anche i disegni), di cui tre per vivere e lavorare. E' riuscito a coinvolgere i ministeri della Difesa e dell'Interno, gli Stati maggiori dell'Esercito e della Marina, l'assessorato regionale al turismo, che ha concesso un contributo di 19 milioni. Dodici gli acquanauti immersisi nella cittadella subacquea, tra cui una donna, Silvana Polese.
Usciti dopo 25 giorni, furono accolti da un messaggio del presidente della Repubblica Saragat e ricevuti dal presidente della Regione Berzanti. L'Ept donò loro una medaglia d'oro. La seconda fase - all'insegna di Nuove tecnologie subacquee - si sviluppò un anno dopo, nel settembre - ottobre 1970.
Mecarozzi passò quindi alle radio private: settore in gran fermento, dato che non erano ancora regolamentate. Nel 1975 fondò Radio Effe e Radio Effe International e alcuni anni dopo acquistò LT1 Radio Pordenone e Canale 49. Con sede prima a Paparotti e poi a Tricesimo, avviò un'azienda («Due dipendenti, bene con la pubblicità») che si sviluppò dopo il terremoto e le conseguenti iniziative che Mecarozzi andò adottando.
Nell'ordine: Mecarozzi dirige l'Operazione Atlantide; i sommozzatori dell'Atlantide ricevuti dal presidente della Regione Berzanti; un momento delle operazioni sul Lago
giovedì 3 dicembre 2020
Mandi, don Gjovàni! Fu parroco ad Alesso dal 1959 al 1966
Tristezza ha uscitato ad Alesso la notizia della morte di don Giovanni Deganis, che fu parroco dal 1959 al 1966. Tanti ne ricordano l'impegno e soprattutto la capacità di tenere assieme e proporre iniziative per la gioventù.
Dopo la permanenza ad Alesso, "don Gjovàni" fu per lunghi anni a Colloredo di Prato, non scordando i legami con i dalessàns.
Fu molto lieto, anni addietro, quando gli venne recapitato il "Lunari di Dalès pal 2007" che ricordava le comunioni fatte ad Alesso nel 1961 e '62.
Ecco il profilo che ne ha fatto "Radio Studio nord news":
Addio a Don Giovanni Deganis, negli anni ’60 fu il parroco di Alesso
All’età di 99 anni è spirato don Giovanni Deganis, il decano del clero udinese. Ospite della Fraternità sacerdotale, don Deganis è una nuova vittima del coronavirus nella casa di quiescenza di via Ellero a Udine.
Nato nel 1921 a Rivignano, don Deganis fu ordinato sacerdote ben 72 anni fa, nel febbraio del 1948. Fu cooperatore pastorale dapprima a Rivignano e successivamente a Dignano. Dal 1951 al 1954 rivestì l’incarico di cappellano nella Parrocchia di Corno di Rosazzo, prima di ricoprire lo stesso ministero nella Parrocchia di Venzone. Il primo incarico da parroco giunse nel 1959, quando l’allora Arcivescovo Giuseppe Zaffonato nominò don Giovanni Deganis ad Alesso di Trasaghis.
Nel 1966, tuttavia, arrivò per don Deganis l’incarico che lo coinvolse per il resto della sua vita sacerdotale: parroco a Colloredo di Prato, una comunità che ha guidato fino a quando, nel 2009, si ritirò nella Fraternità sacerdotale di Udine. A Colloredo subentrò l’attuale parroco mons. Angelo Rosso.
Le esequie di don Giovanni Deganis saranno celebrate a Colloredo di Prato sabato 5 dicembre alle 11.00 e saranno presiedute dall’Arcivescovo mons. Mazzocato. Il compianto sacerdote sarà tumulato nel cimitero di Colloredo di Prato.
giovedì 26 novembre 2020
Mandi, don Elio! Fu parroco a Trasaghis dal 1966 al 1985
La scorsa notte, all’ospedale di Udine, è mancato don Elio Nicli, deceduto - come comunica l’Arcidiocesi di Udine - in seguito alle complicazioni dovute al coronavirus.
Don Elio Nicli era nato 84 anni fa a Giavons di Rive D’Arcano. Sacerdote dal 1962, ha prestato servizio a Venzone e, per quasi vent’anni, dal I maggio 1966 al 1985, a Trasaghis, dove è ricor-dato con affetto.
Nei suoi ultimi incarichi ha curato il supporto pastorale ad Arta Terme e la sua assistenza spirituale al Centro di Aiuto alla Vita, incarico svolto fino al 2015. Prima, è stato cappellano dell’ospedale di Tolmezzo dal 1984 al 2002.
Ultimamente era ospitato nella “casa del clero” di Udine.
sabato 31 ottobre 2020
Cjavaç, positivi quattro bambini: chiuse per precauzione scuole dell'infanzia e primaria
Positivi quattro bambini, chiuse le scuole primarie e dell’infanzia di Cavazzo e la primaria di Amaro
A seguito della positività al coronavirus di un dipendente della scuola primaria di Cavazzo Carnico, sono state disposte da parte dell’autorità sanitaria accertamenti sui bambini che frequentano la IV classe, il cui esito ha rivelato 4 casi di positività al Covid-19.
Pertanto, a titolo precauzionale, è stata disposta la chiusura delle scuole primarie e dell’infanzia di Cavazzo e la primaria di Amaro (quindi l’asilo di Amaro è aperto). Il provvedimento esteso alle tre scuole si è reso necessario in quanto le stesse usufruiscono dal medesimo servizio di trasporto scolastico.
Tutte le persone direttamente interessate dalla chiusura sono già state prontamente informate a cura della Direzione didattica.
Il provvedimento di sospensione dell’attività, diramato dalla Dirigente scolastica dell’istituto comprensivo di Tolmezzo cui le scuole afferiscono, viene emesso su proposta del Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale (Asufc) e su indicazione dei sindaci di Amaro e Cavazzo.
“Tale misura deriva dall’esigenza di agevolare l’attività di screening sull’intera popolazione scolastica e, contestualmente, di isolare prontamente altri casi positivi – dicono Laura Zanella e Gianni Borghi, rispettivamente primo cittadino di Amaro e Cavazzo -. Dopo lo screening eseguito sulla classe IV, nella giornata di oggi sono stati effettuati i tamponi agli alunni delle classi III e V. Lunedì verranno eseguiti i tamponi agli alunni che frequentano la sede di Amaro ( I e II classe ) e ai bambini della scuola dell’infanzia nonché a tutto il personale del servizio scolastico: insegnanti e Ata, operatori incaricati di svolgere il servizio di pre e post accoglienza, personale dedicato al trasporto e accompagnamento scuolabus. Verranno inoltre eseguiti gli ulteriori tamponi previsti dai protocolli di intervento sui contatti avuti con persone risultate positive che l’autorità sanitaria disporrà per ragioni di igiene pubblica”.
Alle famiglie e al personale viene raccomandato il più rigoroso rispetto delle misure di distanziamento e protezione previste dalle norme vigenti, in particolare evitando i contatti tra persone e gruppi non conviventi.
I sindaci rinnovano l’invito a rispettare le note regole previste (evitare contatti con persone non conviventi; evitare assembramenti; mantenere il distanziamento; utilizzare le mascherine; igiene delle mani).
(https://www.studionord.news/)
mercoledì 1 luglio 2020
Primo caso di positività al Coronavirus nel Comune di Trasaghis
Comunicato del Sindaco di Trasaghis:
"Mi spiace comunicarvi che abbiamo il primo caso di positività al Covid 19 nel nostro Comune. Il dipartimento si è occupato dell’isolamento della persona e delle relative misure di quarantena."
"Mi spiace comunicarvi che abbiamo il primo caso di positività al Covid 19 nel nostro Comune. Il dipartimento si è occupato dell’isolamento della persona e delle relative misure di quarantena."
giovedì 11 giugno 2020
Da settembre, la Primaria di Bordano farà scuola a Interneppo
Tornano le lezioni a Interneppo La scuola Montessori è salva
L’amministrazione comunale di Bordano ha infatti deciso di utilizzare l’ex struttura scolastica realizzata negli anni Sessanta nella frazione posta sul lago dei Tre Comuni, per far fronte al problema che si era originato nel plesso di Bordano. Come è noto, le indagini antisismiche che hanno interessato lo scorso anno la struttura scolastica del capoluogo non avevano dato esito positive, e questo aveva costretto l’amministrazione comunale a dichiarare inagibile tale edificio. Per far fronte all’organizzazione dell’anno scolastico, il Comune aveva dunque deciso di ospitare gli alunni delle elementari nella scuola materna, e i bambini di quest’ultima in un modulo opportunamente affittato per loro. Ora, però, gli amministratori comunali hanno deciso di portare la scuola temporaneamente a Interneppo.
«Anche l’ex plesso di Interneppo – spiega il sindaco Ivana Bellina – è stato sottoposto negli ultimi mesi a una serie di verifiche in tema di sicurezza ed è emerso che la struttura è sicura e può ospitare i bambini. Sarà necessario fare una serie di piccoli interventi e alcuni sono già programmabili: noi pensiamo di riuscire a far ripartire l’anno scolastico da lì per le primarie, mentre le materne potranno tornare nella loro sede a Bordano dove non sarà più necessario affittare un modulo. Crediamo anche – continua il primo cittadino – che la presenza del plesso sarà di buon auspicio per la frazione di Interneppo dove la scuola era stata chiusa alcuni decenni fa».
Va ricordato a Bordano da anni il Comune e la direzione didattica di Trasaghis stanno portando avanti un progetto di insegnamento con il metodo Montessori, che ha permesso di salvaguardare la scuola del piccolo paese della Val del lago, richiamando l’interesse delle famiglie da molti paesi del territorio pedemontano e collinare interessate a far seguire al proprio figlio quel particolare metodo di insegnamento.
Quello di Bordano è l’unico plesso pubblico Montessori in tutto l’alto Friuli e uno dei pochi in tutta la provincia: «Il ricorso alla struttura di Interneppo – precisa ancora il sindaco Bellina – andrà a risolvere problematiche relative alle future direttive del post emergenza, per le quali attendiamo direttive dal ministero. Dall’altro lato, i bambini aumenteranno, passando da 45 dell’anno scorso a una sessantina previsti per il prossimo e la materna di Bordano non è sufficiente per far fronte a tutte le attività. La struttura di Interneppo è adatta, naturalmente si tratta di una scelta temporanea perché l’amministrazione continuare a verificare con la Regione la possibilità di riportare il plesso a Bordano».
(Messaggero Veneto, 5 giugno 2020)
Piero Cargnelutti / BORDANO
A Interneppo la scuola riaprirà i battenti per accogliere di nuovo i bambini.
A Interneppo la scuola riaprirà i battenti per accogliere di nuovo i bambini.
«Anche l’ex plesso di Interneppo – spiega il sindaco Ivana Bellina – è stato sottoposto negli ultimi mesi a una serie di verifiche in tema di sicurezza ed è emerso che la struttura è sicura e può ospitare i bambini. Sarà necessario fare una serie di piccoli interventi e alcuni sono già programmabili: noi pensiamo di riuscire a far ripartire l’anno scolastico da lì per le primarie, mentre le materne potranno tornare nella loro sede a Bordano dove non sarà più necessario affittare un modulo. Crediamo anche – continua il primo cittadino – che la presenza del plesso sarà di buon auspicio per la frazione di Interneppo dove la scuola era stata chiusa alcuni decenni fa».
Va ricordato a Bordano da anni il Comune e la direzione didattica di Trasaghis stanno portando avanti un progetto di insegnamento con il metodo Montessori, che ha permesso di salvaguardare la scuola del piccolo paese della Val del lago, richiamando l’interesse delle famiglie da molti paesi del territorio pedemontano e collinare interessate a far seguire al proprio figlio quel particolare metodo di insegnamento.
Quello di Bordano è l’unico plesso pubblico Montessori in tutto l’alto Friuli e uno dei pochi in tutta la provincia: «Il ricorso alla struttura di Interneppo – precisa ancora il sindaco Bellina – andrà a risolvere problematiche relative alle future direttive del post emergenza, per le quali attendiamo direttive dal ministero. Dall’altro lato, i bambini aumenteranno, passando da 45 dell’anno scorso a una sessantina previsti per il prossimo e la materna di Bordano non è sufficiente per far fronte a tutte le attività. La struttura di Interneppo è adatta, naturalmente si tratta di una scelta temporanea perché l’amministrazione continuare a verificare con la Regione la possibilità di riportare il plesso a Bordano».
(Messaggero Veneto, 5 giugno 2020)
mercoledì 29 aprile 2020
Un plauso alla gente che non è andata al Lago per il rispetto della quarantena
Un lago deserto diventa simbolo di civiltà dei friulani ai tempi del coronavirus
Il lago dei Tre Comuni simbolo di civiltà dei friulani.
Un lago senza “trasgressori” dell’obbligo di rimanere in casa diventa un simbolo della nostra civiltà. Ai tempi del coronavirus, con la quarantena forzata, la voglia di uscire è tanta.
A scattare una fotografia del lago dei Tre Comuni senza invasione di turisti è Giuseppe Ierace, socio/operatore dell’Aisa di Udine. “Ogni anno come da tradizione non solo in Friuli ma in ogni parte d’ Italia dopo la pasqua l’attesa è stata sempre trepidante chi sui colli chi in montagna chi sulle spiagge milioni d’italiani pronti a festeggiare una delle feste più rinomate – racconta Ierace -. Quest’ anno purtroppo non è stato lo stesso credo che la voglia di uscire di travisare sia stata tanta e i dati non smentiscono la realtà su scala nazionale, nel weekend pasquale le forze dell’ordine hanno eseguito verifiche complessivamente su 795.990 persone e 244.131 attività con una stretta sulle fughe pasquali che ha evidenziato 13.756 sanzionati amministrativamente non in regola con le ultime ordinanze che rispecchiavano il divieto assoluto di assembramento e di uscite anche in solitaria se non per comprovati motivi urgenti di salute e approvvigionamenti“.
“Ma ben si sa – aggiunge Ierace – che nell’uomo la debolezza è una caratteristica che lo rende tale tra un equilibrio di pregi e difetti non si hanno chiari certi concetti, tralasciando il modo di interpretare di ognuno e tornando sul territorio regionale che comprende la parte alta del Friuli Venezia Giulia partendo da Trasaghis e arrivando ai confini austriaci attraversando la “Carnia” si è potuto constatare un eccellente risultato, quello che da “addetto ai lavori” pensavo sinceramente di non trovare data anche la giornata con favorevoli condizioni climatiche”.
“Proseguendo con un mezzo di servizio sulla strada regionale 512 direzione sud arrivati sul lago di Cavazzo lo spettacolo si è presentato nel migliore dei modi, quel verde corallo contornato dalla fauna selvatica che in questo frangente è riuscita a riappropriarsi di quanto le è stato tolto, destava ancor più stupore la totale assenza di persone e nello stesso tempo faceva riflettere di quanto ognuno di noi deve essere responsabile del proprio operato nel rispetto della natura e tutto ciò che ci circonda. Non posso che indirizzare un plauso a tutta la popolazione del posto – conclude Ierace – che in linea di massima ha interpretato con grande senso civico il messaggio di Stare a Casa”.
(da https://www.friulioggi.it/)
giovedì 16 aprile 2020
Trasaghis, fondo di solidarietà per l'emergenza Coronavirus
Avviata una raccolta di fondi La giunta versa mille euro sul conto
Anche il Comune di Trasaghis ha aperto un conto corrente bancario per raccogliere fondi da destinare all’emergenza coronavirus. L’Iban indicato come riferimento è il seguente: IT69E0103064340000001313585, mentre la causale è “Donazione emergenza Coronavirus”. I fondi che verranno raccolti grazie alla generosità dei concittadini saranno utilizzati per l’acquisto di beni di prima necessità e di farmaci. La prima donazione è stata fatta dalla giunta comunale che complessivamente ha messo a disposizione un migliaio di euro mentre un’altra è giunta dalla Pro Loco Alesso, iniziative che, si spera, ispirino altre persone. «Ringrazio sin d’ora – ha detto il sindaco Stefania Pisu (nella foto) – tutti coloro che contribuiranno con un atto di estrema generosità, non importa con quale importo. Attivissime anche le nostre attività commerciali che stanno aiutando i nuclei familiari in difficoltà, regalando loro dei pasti, rientra fra queste anche il dono del pranzo di Pasqua. La nostra è una comunità all’interno della quale si sente forte il legame».
P.C.
(Messaggero Veneto, 14 aprile 2020)
Anche il Comune di Trasaghis ha aperto un conto corrente bancario per raccogliere fondi da destinare all’emergenza coronavirus. L’Iban indicato come riferimento è il seguente: IT69E0103064340000001313585, mentre la causale è “Donazione emergenza Coronavirus”. I fondi che verranno raccolti grazie alla generosità dei concittadini saranno utilizzati per l’acquisto di beni di prima necessità e di farmaci. La prima donazione è stata fatta dalla giunta comunale che complessivamente ha messo a disposizione un migliaio di euro mentre un’altra è giunta dalla Pro Loco Alesso, iniziative che, si spera, ispirino altre persone. «Ringrazio sin d’ora – ha detto il sindaco Stefania Pisu (nella foto) – tutti coloro che contribuiranno con un atto di estrema generosità, non importa con quale importo. Attivissime anche le nostre attività commerciali che stanno aiutando i nuclei familiari in difficoltà, regalando loro dei pasti, rientra fra queste anche il dono del pranzo di Pasqua. La nostra è una comunità all’interno della quale si sente forte il legame».
P.C.
(Messaggero Veneto, 14 aprile 2020)
lunedì 13 aprile 2020
Coronavirus, ancora una vittima nel Comune di Trasaghis: Maria DG da Avasinis
Maria Di Gianantonio è la terza vittima da coronavirus nel Comune di Trasaghis: si è spenta il giorno di Pasqua nella casa di riposo di Paluzza dove era degente.
Se ne sono andate via per sempre la notte di Pasqua Elvira, Ida, Maria e Rosa. Senza l’ultima carezza dei loro cari, senza la parola dolce e di conforto di un figlio o di una nipote. È stata la notte più buia alla casa di riposo Brunetti di Paluzza. Quattro vittime, quattro addii lontane dai parenti, lontane dal sorriso di chi per una vita le aveva amate. (...)
Trasaghis. Si era occupata della chiesa del piccolo borgo di Avasinis per vent'anni. Maria Di Gianantonio, 86enne, era stata la perpetua nella frazione di Trasaghis. Era molto conosciuta in paese come una donna mite, molto riervata ma sempre disponibile a dare una mano a chi ne avesse bisogno.
Ospite della casa di riposo Brunetti di Paluzza da quasi un anno, lascia la figlia Giannina. "Dispiace molto - ha riferito - non esserle stata accanto negli ultimi giorni e non averla potuta salutae. Da alcuni anni era un po' debilitata dopo essere caduta alcune volte. Fa male pensare che se ne sia andata da sola".
(dal sito del "Messaggero Veneto")
sabato 4 aprile 2020
Coronavirus, anche due donne del Comune di Trasaghis tra i deceduti
Anche nel Comune di Trasaghis si piangono le vittime del Coronavirus: due donne, entrambe degenti in casa di riposo, sono decedute, una nella serata di giovedì 2, l'altra nella mattinata di venerdì 3 aprile.
È una donna di 73 anni la prima vittima registrata nella casa di riposo di Gemona. Si chiama Andrée Marie Schiltz ed era originaria di Alesso di Trasaghis. Schiltz è mancata giovedì all’ospedale di Udine dopo essere stata messa in isolamento una settimana fa, quando nella struttura di via Croce del Papa di Gemona emerse la presenza di tre casi di contagio da coronavirus. Come le altre due ospiti, anche Andrée Marie era stata messa in isolamento e seguito dai sanitari ma purtroppo non c’è stato nulla da fare. Quando è risultata colpita dall’influenza, Schiltz era già da tempo malata di Alzheimer.
L’improvvisa scomparsa di Andrée Marie Schiltz ha registrato la vicinanza ai familiari della popolazione di Alesso dove la donna aveva abitato prima di spostarsi in casa di riposo. Ad Alesso era conosciuta da tutti come “Dedée”: Schiltz era di origine belga ma viveva a Trasaghis da qualche decina di anni. Nel suo paese natio, Marie Andrée aveva conosciuto il marito Valentino Turisini che allora vi lavorava come emigrante.
I due tornarono a Trasaghis dopo il terremoto e decisero di porre la loro dimora nel paese di provenienza del marito. La coppia è molto conosciuta in paese: Turisini, che attualmente è ospitato nella casa di riposo di Tolmezzo, aveva lavorato come artigiano edile e dopo il terremoto con la sua ditta aveva contribuito alla ricostruzione. Andrée Marie era nota in paese anche per il suo lavoro di magliaia. Andrée Marie Schiltz, con il marito Valentino Turisini, lascia anche i figli Sandra, Marco e Giorgio.
A Trasaghis la seconda vittima da coronavirus è Elsa Di Doi, 79 anni, da due anni ospite nella casa di riposo di Paluzza. La donna è spirata ieri all’ospedale di Udine dove era sta portata martedì sera quando aveva lamentato i primi problemi di respirazione dovuti a contagio da coronavirus. Purtroppo, nonostante le attenzioni dei sanitari, non c’è stato niente da fare: «L’influenza l’ha colpita improvvisamente – spiega la figlia di Elsa, Liliana Bogana –: mia mamma aveva alcune patologie, ma l’avevo sentita anche lunedì e stava bene. Anche al primo tampone che le avevano fatto era risultata negativa. Martedì ha purtroppo cominciato ad avere problemi di respirazione».
Elsa Di Doi era originaria di Trasaghis ma per buona parte della vita aveva vissuto con la famiglia a Osoppo. Negli ultimi undici anni, con l’avanzare dell’età, la figlia Liliana aveva voluto tenerla a casa sua, nella località di Cjalcor a Trasaghis, e due anni fa era stata portata in casa di riposo a Paluzza.
Elsa Di Doi lascia i figli Liliana e Mauro, il genero, la nuora, e i nipoti Domenico, Stefano e Luca. I funerali si svolgeranno in forma privata martedì nella chiesa di Alesso alle 14.30.
(da: "Messaggero Veneto" del 4 aprile 2020)
Anche l’amministrazione comunale di Trasaghis, con il sindaco Stefania Pisu, ha espresso la vicinanza alle famiglie colpite.
Ecco intanto il quadro riassuntivo della situazione nei tre Comuni della Valle del Lago sulla base degli ultimi dati disponibili:
È una donna di 73 anni la prima vittima registrata nella casa di riposo di Gemona. Si chiama Andrée Marie Schiltz ed era originaria di Alesso di Trasaghis. Schiltz è mancata giovedì all’ospedale di Udine dopo essere stata messa in isolamento una settimana fa, quando nella struttura di via Croce del Papa di Gemona emerse la presenza di tre casi di contagio da coronavirus. Come le altre due ospiti, anche Andrée Marie era stata messa in isolamento e seguito dai sanitari ma purtroppo non c’è stato nulla da fare. Quando è risultata colpita dall’influenza, Schiltz era già da tempo malata di Alzheimer.L’improvvisa scomparsa di Andrée Marie Schiltz ha registrato la vicinanza ai familiari della popolazione di Alesso dove la donna aveva abitato prima di spostarsi in casa di riposo. Ad Alesso era conosciuta da tutti come “Dedée”: Schiltz era di origine belga ma viveva a Trasaghis da qualche decina di anni. Nel suo paese natio, Marie Andrée aveva conosciuto il marito Valentino Turisini che allora vi lavorava come emigrante.
I due tornarono a Trasaghis dopo il terremoto e decisero di porre la loro dimora nel paese di provenienza del marito. La coppia è molto conosciuta in paese: Turisini, che attualmente è ospitato nella casa di riposo di Tolmezzo, aveva lavorato come artigiano edile e dopo il terremoto con la sua ditta aveva contribuito alla ricostruzione. Andrée Marie era nota in paese anche per il suo lavoro di magliaia. Andrée Marie Schiltz, con il marito Valentino Turisini, lascia anche i figli Sandra, Marco e Giorgio.
A Trasaghis la seconda vittima da coronavirus è Elsa Di Doi, 79 anni, da due anni ospite nella casa di riposo di Paluzza. La donna è spirata ieri all’ospedale di Udine dove era sta portata martedì sera quando aveva lamentato i primi problemi di respirazione dovuti a contagio da coronavirus. Purtroppo, nonostante le attenzioni dei sanitari, non c’è stato niente da fare: «L’influenza l’ha colpita improvvisamente – spiega la figlia di Elsa, Liliana Bogana –: mia mamma aveva alcune patologie, ma l’avevo sentita anche lunedì e stava bene. Anche al primo tampone che le avevano fatto era risultata negativa. Martedì ha purtroppo cominciato ad avere problemi di respirazione».Elsa Di Doi era originaria di Trasaghis ma per buona parte della vita aveva vissuto con la famiglia a Osoppo. Negli ultimi undici anni, con l’avanzare dell’età, la figlia Liliana aveva voluto tenerla a casa sua, nella località di Cjalcor a Trasaghis, e due anni fa era stata portata in casa di riposo a Paluzza.
Elsa Di Doi lascia i figli Liliana e Mauro, il genero, la nuora, e i nipoti Domenico, Stefano e Luca. I funerali si svolgeranno in forma privata martedì nella chiesa di Alesso alle 14.30.
(da: "Messaggero Veneto" del 4 aprile 2020)
Anche l’amministrazione comunale di Trasaghis, con il sindaco Stefania Pisu, ha espresso la vicinanza alle famiglie colpite.
Ecco intanto il quadro riassuntivo della situazione nei tre Comuni della Valle del Lago sulla base degli ultimi dati disponibili:
martedì 31 marzo 2020
Coronavirus, la situazione in Val del Lago al 31 marzo
Continuano - fortunatamente - a non esserci casi di positività al Coronavirus nei tre Comuni della Valle del Lago: vi sono quattro persone messe in quarantena in via precauzionale nel Comune di Cavazzo e due in quello di Trasaghis; nessuno a Bordano.
Da più parti viene ribadita la necessità di rispettare le norme di comportamento e di distanza sociale stabilite.
Sono anche state determinate dal Governo le prime somme che verranno assegnate ai Comuni per i bonus spesa alle persone in maggiore difficoltà: a Bordano andranno 4.668,33 euro, a Cavazzo 5.290,96 e a Trasaghis 13.094,39.
Da più parti viene ribadita la necessità di rispettare le norme di comportamento e di distanza sociale stabilite.
Sono anche state determinate dal Governo le prime somme che verranno assegnate ai Comuni per i bonus spesa alle persone in maggiore difficoltà: a Bordano andranno 4.668,33 euro, a Cavazzo 5.290,96 e a Trasaghis 13.094,39.
giovedì 26 marzo 2020
Coronavirus, la situazione nella Valle del Lago al 25 marzo
Il Sindaco di Trasaghis ha comunicato che nel territorio comunale non sono stati accertati casi di positività al test per la ricerca del Covid-19
Il Sindaco di Cavazzo ha rivolto una lettera aperta ai concittadini informando che nel territorio comunale è stata accertata la positività al test di tre persone , rinnovando conseguentemente l'invito a mantenere comportamenti capaci di ridurre la possibilità di contagio:
Il Sindaco di Cavazzo ha rivolto una lettera aperta ai concittadini informando che nel territorio comunale è stata accertata la positività al test di tre persone , rinnovando conseguentemente l'invito a mantenere comportamenti capaci di ridurre la possibilità di contagio:
domenica 15 marzo 2020
Coronavirus, promemoria per (non) muoversi
Giornate difficili, queste, da affrontare con calma, razionalità, rispetto di sè e degli altri.
Ricordiamo ancora, anche qui, le regole di comportamento dettate dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri:
Alcuni numeri utili di riferimento per i problemi della sanità nel Comune di Trasaghis e nel Gemonese:
La possibilità, per anziani e bisognosi, di usufruire dell'aiuto della Protezione Civile:
Alcune delle attività commerciali che, nel Comune di Trasaghis e zone limitrofe, possono effettuare il servizio a domicilio per la consegna di beni di prima necessità:
Quanto sopra ricordato non rappresenta certamente nulla di nuovo o di originale, ma offre forse la comodità di avere, con un unico colpo d'occhio tutta una serie di informazioni utili.
Impegnandoci tutti, ce la faremo.
#andràtuttobene
Ricordiamo ancora, anche qui, le regole di comportamento dettate dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri:
Alcuni numeri utili di riferimento per i problemi della sanità nel Comune di Trasaghis e nel Gemonese:
La possibilità, per anziani e bisognosi, di usufruire dell'aiuto della Protezione Civile:
Alcune delle attività commerciali che, nel Comune di Trasaghis e zone limitrofe, possono effettuare il servizio a domicilio per la consegna di beni di prima necessità:
Quanto sopra ricordato non rappresenta certamente nulla di nuovo o di originale, ma offre forse la comodità di avere, con un unico colpo d'occhio tutta una serie di informazioni utili.
Impegnandoci tutti, ce la faremo.
#andràtuttobene
domenica 8 marzo 2020
Teatri (naturali) sempre aperti nel Comune di Trasaghis
In mezzo alle tante limitazioni dettate dal Coronavirus, non si può che accogliere con favore la proposta del Comune di Trasaghis che, in un manifesto diffuso sulla Rete, invita a riflettere sul fatto che le tante bellezze naturalistiche del Comune rimangono a disposizione di tutti.
Il Sindaco di Trasaghis Stefania Pisu, nel sostenere l'importanza del promuovere le attività all'aperto, ha commentato: "In un periodo di emergenza e restrizioni, godiamoci le bellezze che ci offre il nostro territorio, uno spettacolo a cui possiamo contribuire frequentando le nostre attività commerciali, in questo momento di difficoltà anche economica. Restiamo uniti" accompagnando il messaggio con l'hastag #trasaghisnonsiferma
Il Sindaco di Trasaghis Stefania Pisu, nel sostenere l'importanza del promuovere le attività all'aperto, ha commentato: "In un periodo di emergenza e restrizioni, godiamoci le bellezze che ci offre il nostro territorio, uno spettacolo a cui possiamo contribuire frequentando le nostre attività commerciali, in questo momento di difficoltà anche economica. Restiamo uniti" accompagnando il messaggio con l'hastag #trasaghisnonsiferma
lunedì 24 febbraio 2020
Anche in Val del Lago ... comportamenti virtuosi anti Corona Virus
"Cuntune Ordenance urgjente, il Ministeri de Salût, in acuardi cul President de Regjon Autonome Friûl Vignesie Julie, par evitâ il sparniçament dal COVID-19, al à metût in vore misuris straordenaris, fatis par contrastâ l’evolvi de situazion epidemiologjiche in at." (S.F.F.)
In vigore dunque da oggi le norme per prevenire il contagio dal Corona Virus.
Primo atto visibile, oltre alla chiusura delle scuole, la cancellazione della serata di solidarietà con il Madagascar prevista per sabato a Trasaghis.
In attesa di tempi migliori, anche dal Blog si rinnova l'appello a mantenere comportamenti corretti in maniera da non pregiudicare la propria e l'altrui salute.
In vigore dunque da oggi le norme per prevenire il contagio dal Corona Virus.
Primo atto visibile, oltre alla chiusura delle scuole, la cancellazione della serata di solidarietà con il Madagascar prevista per sabato a Trasaghis.
In attesa di tempi migliori, anche dal Blog si rinnova l'appello a mantenere comportamenti corretti in maniera da non pregiudicare la propria e l'altrui salute.
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