"Che anatra di tempo", diceva sorridendo Tuti, giocando su una traduzione raffazzonata del motto friulano "ce razza di timp". Eppure è una esclamazione che può scaturire spontanea, in queste giornate, vedendo gli effetti del maltempo in Friuli, in Carnia, anche facendo uno zoom sul microcosmo da Alesso a Braulins.
Ecco una significativa esemplificazione in una galleria fotografica:
Nell'ordine: il Palar in piena (ph. Aurelia Peressini), Strada interrotta per Bordano (Stefania Pisu), frana alla galleria del Piç a Braulins (Francesco Zingaro), Tagliamento in piena a Braulins (Massimo Monutti)
Un blog per informare, per ragionare, per confrontarsi su quel che capita ad Alesso e nei dintorni. Ce sucedial, ce si fàsie, ce si podarèssie fâ a Dalés e intal dulintôr? Scuvierzìnlu su chest Blog.
"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons
Visualizzazione post con etichetta Palar. Mostra tutti i post
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lunedì 31 agosto 2020
martedì 11 agosto 2020
Anche quest'anno, sul Palâr e al Lago, c'è l'assistenza Lifeguard
Palar e Lago di Cavazzo, per l'assistenza bagnanti ci sono i volontari
Bagno al lago e sul torrente in totale sicurezza grazie ai volontari della Lifeguard Academy
“Non vietiamo nulla, siamo lì solamente a sorvegliare. Lo scopo è quello di evitare gli incidenti”. È così che Davide Nido, vice presidente della Lifeguard Academy, presenta il progetto che vede la sua associazione, ormai dal 2011, “presidiare” il Palar e il lago dei tre Comuni, a tutela dei bagnanti. “Il progetto – spiega Nido – nacque sull’onda di una serie di incidenti gravissimi nelle acque dolci del nostro territorio. Due fratelli morirono a Cornino, un ragazzo nel Cornappo. Così, spalleggiati dall’allora sindaco di Trasaghis Augusto Picco (venuto a mancare lo scorso anno) iniziammo a operare per garantire la sicurezza. La cosa è proseguita e anche con l’Amministrazione attuale, guidata da Stefania Pisu, i rapporti sono ottimi. Ci aiutano moltissimo”.
Ferragosto e dintorni
L’attività di Nido e dei suoi colleghi copre la settimana di Ferragosto (dal 9 al 16 agosto). Ieri il primo giorno di impegno. “È andata molto bene – racconta –. C’era un sacco di gente e alla fine i bagnanti ci hanno fatto pure un coro di ringraziamento. È stata una bella emozione”. Tutto questo viene fatto a titolo di volontariato, senza nulla in cambio, garantendo una media di 7/8 persone alla volta. “È solo la passione che spinge a farlo – ci dice Nido –. I posti dove operiamo sono bellissimi, meritano di essere vissuti, ma devono anche essere praticabili in sicurezza”.
I consigli
Le acque di torrenti, fiumi e laghi sono diverse da quelle del mare, con altre dinamiche. “Prendiamo ad esempio il lago – chiarisce Nido –. Ci sono due immissari e un emissario. Si possono formare correnti di continuo. In più, spesso, soffia vento di tramontana, altro elemento che può aumentare la pericolosità del bagno. Nel Palar un pericolo ormai classico è rappresentato dai massi. Ci si tuffa, si battezza il masso a una distanza consistente e invece è molto vicino”. Come fare, allora, per garantirsi un po’ di refrigerio senza patemi? “La prima cosa da fare – spiega Nido – è bagnarsi con calma prima di entrare in acqua. I polsi, le gambe, l’addome, la testa. Tutte le parti del corpo, in modo che non ci sia una sofferenza esagerata per lo sbalzo termico. Non si deve fare gli eroi e non si deve fare il bagno mai da soli. La cosa migliore sarebbe munirsi di un presidio, come possono essere le tavolette galleggianti".
(Nicola Angeli)
Tratto da: https://www.udinetoday.it/cronaca/assistenza-bagnanti-palar-lago-cavazzo.html
Bagno al lago e sul torrente in totale sicurezza grazie ai volontari della Lifeguard Academy
“Non vietiamo nulla, siamo lì solamente a sorvegliare. Lo scopo è quello di evitare gli incidenti”. È così che Davide Nido, vice presidente della Lifeguard Academy, presenta il progetto che vede la sua associazione, ormai dal 2011, “presidiare” il Palar e il lago dei tre Comuni, a tutela dei bagnanti. “Il progetto – spiega Nido – nacque sull’onda di una serie di incidenti gravissimi nelle acque dolci del nostro territorio. Due fratelli morirono a Cornino, un ragazzo nel Cornappo. Così, spalleggiati dall’allora sindaco di Trasaghis Augusto Picco (venuto a mancare lo scorso anno) iniziammo a operare per garantire la sicurezza. La cosa è proseguita e anche con l’Amministrazione attuale, guidata da Stefania Pisu, i rapporti sono ottimi. Ci aiutano moltissimo”.
Ferragosto e dintorni
L’attività di Nido e dei suoi colleghi copre la settimana di Ferragosto (dal 9 al 16 agosto). Ieri il primo giorno di impegno. “È andata molto bene – racconta –. C’era un sacco di gente e alla fine i bagnanti ci hanno fatto pure un coro di ringraziamento. È stata una bella emozione”. Tutto questo viene fatto a titolo di volontariato, senza nulla in cambio, garantendo una media di 7/8 persone alla volta. “È solo la passione che spinge a farlo – ci dice Nido –. I posti dove operiamo sono bellissimi, meritano di essere vissuti, ma devono anche essere praticabili in sicurezza”.
I consigli
Le acque di torrenti, fiumi e laghi sono diverse da quelle del mare, con altre dinamiche. “Prendiamo ad esempio il lago – chiarisce Nido –. Ci sono due immissari e un emissario. Si possono formare correnti di continuo. In più, spesso, soffia vento di tramontana, altro elemento che può aumentare la pericolosità del bagno. Nel Palar un pericolo ormai classico è rappresentato dai massi. Ci si tuffa, si battezza il masso a una distanza consistente e invece è molto vicino”. Come fare, allora, per garantirsi un po’ di refrigerio senza patemi? “La prima cosa da fare – spiega Nido – è bagnarsi con calma prima di entrare in acqua. I polsi, le gambe, l’addome, la testa. Tutte le parti del corpo, in modo che non ci sia una sofferenza esagerata per lo sbalzo termico. Non si deve fare gli eroi e non si deve fare il bagno mai da soli. La cosa migliore sarebbe munirsi di un presidio, come possono essere le tavolette galleggianti".
(Nicola Angeli)
Tratto da: https://www.udinetoday.it/cronaca/assistenza-bagnanti-palar-lago-cavazzo.html
venerdì 10 luglio 2020
Anche i rugbysti impegnati nella pulizia del Palâr
Sono previste per quest'estate, all'interno di un programma sportivo, anche iniziative di carattere ecologico quali la pulizia di diverse aree del torrente Palâr proposta dall'Associazione Rugby Gemona "Black ducks", in particolar modo nelle giornate del 17 e 24 luglio.
A tutti ha preventivamente rivolto il ringraziamento il Sindaco di Trasaghis Stefania Pisu: "Un ringraziamento ai gruppi di rugby del gemonese che verranno prossimamente sul nostro territorio, nella zona del Palar, per ripulirlo dai rifiuti abbandonati. Giovani volenterosi, appassionati per lo sport e che amano il nostro territorio, valori che insieme portano ad iniziative lodevoli come questa".
A tutti ha preventivamente rivolto il ringraziamento il Sindaco di Trasaghis Stefania Pisu: "Un ringraziamento ai gruppi di rugby del gemonese che verranno prossimamente sul nostro territorio, nella zona del Palar, per ripulirlo dai rifiuti abbandonati. Giovani volenterosi, appassionati per lo sport e che amano il nostro territorio, valori che insieme portano ad iniziative lodevoli come questa".
domenica 21 luglio 2019
Una camminata per scoprire le "meraveas" di Alesso
Si è chiusa con successo la "TRE GIORNI" di "DELES IN FIESTA", tra appuntamenti musicali (Blasco e dintorni), culturali (come la mostra dedicata ai 50 anni della "Val del Lago") e specialità gastronomiche (dai fregolòts alle "bombe").
Particolare interesse ha suscitato la prima edizione della camminata "Deles e las sos meraveas" per conoscere angoli caratteristici e talvolta poco noti del territorio dalessano.
Ecco una breve sintesi fotografica:
Cosa ne pensate, della camminata e, in generale, della festa? Mandate i vostri commenti al Blog!
Particolare interesse ha suscitato la prima edizione della camminata "Deles e las sos meraveas" per conoscere angoli caratteristici e talvolta poco noti del territorio dalessano.
Ecco una breve sintesi fotografica:
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| Appena partiti |
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| Riattraversando il Palar |
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| Al Lago |
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| Attraversando il Riu da Cot |
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| E finalmente ai Sierais! |
Cosa ne pensate, della camminata e, in generale, della festa? Mandate i vostri commenti al Blog!
lunedì 8 aprile 2019
Sabato ad Alesso un filmato sul Palar proposto dall'Ecomuseo
![]() |
| Alto corso del Palar - foto Decio Tomat |
Degno di attenzione è il fatto che nel video, oltre alla pregevole parte paesaggistica, naturalistica e turistica del torrente Palar, documentata dalle riprese di Luigi Stefanutti, è contenuto un filmato del 1994, realizzato allora da terzi per ETP/FVG, che documenta la semina con ittiozaini di trotelle fario nel corso d'acqua.
La parte finale contiene molte foto d'epoca e più recenti di semine nel torrente e dell'attività di vigilanza volontaria del Collegio n° 10 sullo stesso.
L'organizzazione della serata è a cura dell'Ecomuseo con la collaborazione della Associazione Pescatori Sportivi "Val del Lago"; un contributo operativo è stato fornito anche dalla Squadra Comunale di Protezione Civile di Trasaghis e dalla Parrocchia di Alesso.
L'organizzazione della serata è a cura dell'Ecomuseo con la collaborazione della Associazione Pescatori Sportivi "Val del Lago"; un contributo operativo è stato fornito anche dalla Squadra Comunale di Protezione Civile di Trasaghis e dalla Parrocchia di Alesso.
lunedì 1 aprile 2019
Un invito a collaborare alla riuscita di "Delés in fiesta"
Riceviamo e volentieri pubblichiamo:
Lo staff di "Deles in Fiesta" vuole invitare chiunque voglia portare un supporto in idee, consigli, forza lavoro per l'organizzazione dell'evento Deles in Fiesta del 19, 20 e 21 luglio a contattare il gruppo tramite la pagina Facebook https://m.facebook.com/delesin fiesta/ o la mail delesinfiesta@gmail.com.
Ogni idea è ben accetta,
ogni consiglio è gradito,
ogni braccio che aiuti è accolto con gratitudine, senza preconcetti o esclusioni aprioristiche, per rendere "Deles in Fiesta" sempre più un evento di tutto il paese.
Lo staff di "Deles in Fiesta" vuole invitare chiunque voglia portare un supporto in idee, consigli, forza lavoro per l'organizzazione dell'evento Deles in Fiesta del 19, 20 e 21 luglio a contattare il gruppo tramite la pagina Facebook https://m.facebook.com/delesin
Ogni idea è ben accetta,
ogni consiglio è gradito,
ogni braccio che aiuti è accolto con gratitudine, senza preconcetti o esclusioni aprioristiche, per rendere "Deles in Fiesta" sempre più un evento di tutto il paese.
giovedì 24 gennaio 2019
Una conferenza stampa per dire NO alle centraline
Riceviamo e pubblichiamo:
CENTRALINE IDROELETTRICHE:
B A S T A A
A !!!
“Il
più sublime dei simboli e il più comunitario dei beni, il segno più antico
della condivisione, la quintessenza della purezza, è diventato un bene
prigioniero. Il rumore dell’acqua che scorre non è più una ninnananna per i
nostri figli, i torrenti hanno smesso di essere uno spazio di gioco. Non
soltanto nelle città, ma anche nelle campagne. Persino in montagna. Una mutazione
culturale drammatica, di cui vediamo le conseguenze: frane, alluvioni, siccità.
Non sappiamo più usare l’elemento primordiale
e più diffuso in natura. Da qui una domanda: perché ci nascondono
l’acqua?”(Paolo Rumiz scrittore)
Risposta: perché
la mandano nelle buie condotte per farne soldi!
Come
e perché lasciarla scorrere lo spiegheranno:
Sandro Cargnelutti presidente regionale di Legambiente
Emil Lenisa del Comitato popolare “ Salviamo il
torrente Pesarina” Prato Carnico
Gaia Baracetti
promotrice della petizione contro la costruzione di una centralina sul torrente
Pecol a Dierico di Paularo
Silvio Vuerich
del Consorzio vicinale di Bagni di Lusnizza (Malborghetto)
Claudio Polano
del Comitato di opposizione alle centraline sui torrenti Leale, Palar e Tremugna in Comune di Trasaghis
Michele Tofful e Francesca Iordan, ricercatori che
si oppongono alla centralina sul Rio del
Lago di Fusine
Franceschino
Barazzutti del Comitato Tutela Acque del Bacino Montano
del Tagliamento sulla centralina San Candido a Somplago
SABATO 26 GENNAIO 2018 ORE 10
UDINE, PALAZZO
DELLA REGIONE (SALA KUGY)
giovedì 3 gennaio 2019
Lago, per l'ing. Franzil non c'è pericolo che si prosciughi, ma il by-pass va fatto
Diversi organi di informazione, sul web, hanno riferito in questi ultimi giorni del documento diffuso dall'ing. Dino Franzil in merito alla situazione attuale e alle prospettive del Lago. Si tratta di un documento complesso di cui, solitamente, è stata offerta una sintesi,
Qui viene invece diffuso integralmente il testo inviato dall'ing. Franzil: sono state solo aggiunte alcune sottolineature per facilitarne la lettura.
Come sempre, i lettori possono intervenire con commenti e osservazioni.
ORIGINE ED AUTONOMIA VITALE DEL LAGO DI CAVAZZO
Inoltre, è stato valutato che “il Lago scomparirà” tristemente in meno di cento anni, perché lo stesso fango lo riempirà e lo trasformerà in una palude attraversata da un canale. Deviando lo scarico della centrale, con tubi o galleria, il Lago non solo diventerà più caldo, ma riacquisterà anche la sua “antica autonomia vitale”, come ora dimostrerò analizzando i fattori che la determinano, ossia la piovosità, l’evaporazione e l’apporto idrico diretto.
Qui viene invece diffuso integralmente il testo inviato dall'ing. Franzil: sono state solo aggiunte alcune sottolineature per facilitarne la lettura.
Come sempre, i lettori possono intervenire con commenti e osservazioni.
ORIGINE ED AUTONOMIA VITALE DEL LAGO DI CAVAZZO
Dagli studi dei nostri geologi, fra cui M.Gortani ed F.Feruglio, risulta che, un tempo lontano, nella valle del Lago di Cavazzo, alias, Lago dei Tre Comuni, vi era il mare ed in seguito il Grande Lago della piana di Osoppo. Dalla fine del Tilaventino, ultima era glaciale di diecimila anni fa, il Tagliamento ha iniziato l’inghiaiamento di quel lago ed i torrenti ”Leal e Palar”, in primis, coadiuvati dalle deiezioni delle montagne franose circostanti, chiusero il fondo valle. In seguito, il Palar trasportò ghiaia verso est formando la morena su cui posa Alesso e confinò il nostro Lago che visse fiorente fino alla costruzione della centrale idroelettrica a metà del secolo scorso.
Le conseguenze di questo devastante impianto sono state evidenziate dai recenti studi, del sottoscritto, in “Lago-Energia-Ambiente” e dai rilievi dell’Istituto di Scienze Marine (ISMAR) di Bologna del Consiglio Nazionale Ricerche (C.N.R.). Risulta che, per colpa della centrale idroelettrica di Somplago, che da oltre mezzo secolo scarica acque fredde e limose, il fango trasportato ha ricoperto abbondantemente il fondale seppellendo le alghe ed assieme al freddo ha fatto estinguere quasi totalmente la vita biologica lacustre ed anche quella ittica che un tempo era molto varia ed abbondante.
Inoltre, è stato valutato che “il Lago scomparirà” tristemente in meno di cento anni, perché lo stesso fango lo riempirà e lo trasformerà in una palude attraversata da un canale. Deviando lo scarico della centrale, con tubi o galleria, il Lago non solo diventerà più caldo, ma riacquisterà anche la sua “antica autonomia vitale”, come ora dimostrerò analizzando i fattori che la determinano, ossia la piovosità, l’evaporazione e l’apporto idrico diretto.
I rilievi pluviometrici dicono che nella Valle del Lago, sui 21 kmq del bacino imbrifero montano, negli ultimi decenni sono caduti in media 2800 mm/anno d’acqua, equivalenti a 230/235 mm/mese, e che mediamente è stata rilevata una temperatura di 16 C° ed un’umidità del 72%. Ora, considerando la conformazione geologica del sito, si stima che il 25% dell’acqua piovana, filtrando, vada nelle falde freatiche e che i rimanenti 43 milioni di metri cubi/anno arrivino nel Lago in parte con veloce scorrimento superficiale, ed in parte lentamente attraverso le numerose sorgive del fondale ancora attive. A questo si aggiunge l’apporto diretto della la pioggia sul bacino valutato di 3,25 milioni/mc anno. Poi vi è anche il contributo continuo del rio Scjasazze, che con un minimo di 200 litri al secondo, versa almeno 6,3 milioni/mc anno. Allora, sommando, l’apporto complessivo nel Lago si aggira sui 52,5 milioni/mc anno, ma da questo occorre detrarre l’acqua di evaporazione. Calcolandola con la formula di Vicentini per i piccoli laghi, dall’attuale superficie lacustre stimata di 1.115.000 mq, con una media termica dell’aria di 16 C° ed umidità del 72%, l’evaporazione asporta una quantità d’acqua prossima a 1,5 milioni/mc anno. Quindi, arrotondando i valori, nel Lago arrivano, per statistica, non meno di 51 milioni/mc d’acqua/anno, ossia circa 140.000 mc/giorno. Questo potrebbe portare ad un aumento di livello dell’acqua del Lago di ben 12,5 cm/giorno e, come un tempo, con le grandi piogge, “las montanas”, defluire nell’antico canale “Taj”. Oggi, ciò non può avvenire perché quest’acqua naturale è costretta a scaricarsi nell’emissario artificiale della centrale. Quindi, si può immaginare che il suo deflusso continuo sia come una roggia che trasporta 1,6 mc/sec. Non è poi tanto se la centrale scarica giornalmente ben 1.900.800 mc, ossia 22 mc/sec.
Inoltre, non bisogna dimenticare che, nel contributo d’apporto, non è stato considerato quello del “Palar”, difficile da valutare, ma continuo. L’acqua del torrente Palar , che scorre ad ovest in un letto ben 40m più in alto, passa sotto Alesso, filtra nella citata morena alluvionale ed alimenta il Lago con le famose sorgive di fondale chiamate “Busins” di forma circolare e conica, a me note sin dall’infanzia. Infine, analizzando bene gli studi dei citati geologi si scopre che “il bacino del Lago” fa parte di quell’antico, profondo e ben più grande bacino che oggi configura le faglie freatiche. Detto questo, si conclude che l’affermazione gratuita “Il Lago scompare se manca l’acqua di scarico della centrale”, fatta da noti personaggi locali, non può essere altro che una penosa bufala speculativa. Infatti, la “Scienza” afferma il contrario: “Il nostro Lago non si prosciugherà mai, a meno che non smetta di piovere ed anche avverte che se non verrà costruito un bypass per isolare la centrale, il bacino si trasformerà in una putrida palude in circa 95 anni!” . Si deduce che il bypass è’ un’opera che “si deve fare”! Il Lago è un bene inestimabile da salvare, rendere fruibile e da tramandare sano! “Rinaturalizzarlo” è ritenuto un dovere per i governanti dabbene, ai quali, tale opera, non può non provocare uno stimolo morale per spingerli a porre rimedio, almeno in parte, ai noti ingenti disastri causati all’ambiente ed all’economia della Valle, da concessioni, progetti ed opere inique, che da più di mezzo secolo trasferiscono altrove le risorse locali e quelle del Friuli".
Ing. Dino Franzil - Membro del C.D.S.L. Comitato Difesa Sviluppo del Lago tre Comuni
mercoledì 22 agosto 2018
Esperienza positiva quella della vigilanza sul Palar
Sulla pagina fb di "Delès in fiesta" un apprezzamento all'attività della associazione "Lifeguard Academy" che ha garantito la sorveglianza agostana sul Palar:
"Encomiabile lavoro dei volontari dell'associazione Lifeguard Academy per il servizio di river watching. Un paio di interventi per incidenti sul Palâr che hanno agevolato il lavoro dell' ex 118.
Di rientro i ragazzi rimediano anche all'inciviltà diffusa offrendo il "servizio" di raccolta rifiuti".
Nota: la stampa ha riferito che si sono verificati recentemente almeno due incidenti sul Palar, quello di una signora milanese ferita a una caviglia e quello di un ragazzo francese feritosi in un salto da un "sierai".
Delle due, l'una: o i dalessàns sono "navigati" e sanno schivare i pericoli potenziali del torrente oppure ... sul Palar non ci sono più dalessàns.
Ce diséso?
"Encomiabile lavoro dei volontari dell'associazione Lifeguard Academy per il servizio di river watching. Un paio di interventi per incidenti sul Palâr che hanno agevolato il lavoro dell' ex 118.
Di rientro i ragazzi rimediano anche all'inciviltà diffusa offrendo il "servizio" di raccolta rifiuti".
Nota: la stampa ha riferito che si sono verificati recentemente almeno due incidenti sul Palar, quello di una signora milanese ferita a una caviglia e quello di un ragazzo francese feritosi in un salto da un "sierai".
Delle due, l'una: o i dalessàns sono "navigati" e sanno schivare i pericoli potenziali del torrente oppure ... sul Palar non ci sono più dalessàns.
Ce diséso?
domenica 3 giugno 2018
Un concorso per vedere le magliette del Palar "ator pal mont"
L'anno scorso con l'iniziativa "I
❤ Palâr" sono stati raccolti 900€, il progetto che ha riscosso più consensi è stato quello dell'installazione di cestini per i rifiuti lungo le sponde del Palâr. Sono in fase di definizione le modalità, le pratiche e quando necessario per dar corso concreto al progetto, vista la necessità di interessare diversi soggetti.
QUEST'ANNO SI RIPARTE, con NUOVI FANTASTICI GADGET e le magliette...
Con il ricavato delle varie proposte verrà attuata una nuova iniziativa pro Palâr.
Deles in Fiesta, intanto, organizza un concorso...
"I
❤ Palâr ator pal mont" (I
❤ Palâr in giro per il mondo)
Inviate le vostre foto con indosso la maglia "I
❤ Palâr" dovunque vi troviate, in qualsiasi contesto, situazione, avventura, ...
L'autore o l'autrice della foto che avrà totalizzato più punti alla chiusura del concorso (03.08.2018) verrà premiato/a pubblicamente in occasione di Deles in Fiesta 2018 la sera di sabato 04.08 e riceverà un buono per una cena per due persone in un rinomato e prestigioso ristorante friulano.
Le Regole:
- Non foto impubblicabili (regolamento Facebook);
- Non foto di minori di cui non si abbia la patria potestà;
- Non foto di cui non si abbiano i diritti d'autore;
- Ogni
❤,
😆,
😲,
😢,
😡 o
👍 vale 1 punto;
- Ogni commento o risposta vale 2 punti;
- Bonus 10 punti assegnabile a discrezione degli organizzatori.
Per info delesinfiesta@gmail.com
Gli organizzatori annunciano anche:
"Nuova tiratura limitatissima di magliette "I
❤ Palâr", potete prenotarla direttamente commentando sulla pagina facebook di "Deles in fiesta" oppure con una email a delesinfiesta@gmail.com, indicando la taglia (XS, S, M, L, XL, XXL) e il vostro nome e cognome se il vostro profilo o la mail non li contenesse".
QUEST'ANNO SI RIPARTE, con NUOVI FANTASTICI GADGET e le magliette...
Con il ricavato delle varie proposte verrà attuata una nuova iniziativa pro Palâr.
Deles in Fiesta, intanto, organizza un concorso...
"I
Inviate le vostre foto con indosso la maglia "I
L'autore o l'autrice della foto che avrà totalizzato più punti alla chiusura del concorso (03.08.2018) verrà premiato/a pubblicamente in occasione di Deles in Fiesta 2018 la sera di sabato 04.08 e riceverà un buono per una cena per due persone in un rinomato e prestigioso ristorante friulano.
Le Regole:
- Non foto impubblicabili (regolamento Facebook);
- Non foto di minori di cui non si abbia la patria potestà;
- Non foto di cui non si abbiano i diritti d'autore;
- Ogni
- Ogni commento o risposta vale 2 punti;
- Bonus 10 punti assegnabile a discrezione degli organizzatori.
Per info delesinfiesta@gmail.com
Gli organizzatori annunciano anche:
"Nuova tiratura limitatissima di magliette "I
sabato 20 gennaio 2018
Conferenza dei Comitati venerdì a Udine per la salvaguardia del "mosaico" della Valle del Lago (II)
Appello per salvare dai fanghi il Lago dei Tre Comuni
„
Appello per salvare dai fanghi il Lago dei Tre Comuni
„
di Giancarlo Virgilio“
Potrebbe interessarti:http://www.udinetoday.it/cronaca/appello-ambiente-salvataggio-fanghi-lago-dei-tre-comuni-cavazzo.html
Seguici su Facebook:http://www.facebook.com/pages/UdineToday/131006693676317
Appello per salvare dai fanghi il Lago dei Tre Comuni
„
Da: http://www.udinetoday.it/cronaca/appello-ambiente-salvataggio-fanghi-lago-dei-tre-comuni-cavazzo.html
(sul sito si può vedere anche un servizio video sulla conferenza stampa)
„
Appello per salvare dai fanghi il Lago dei Tre Comuni
„
Potrebbe interessarti:http://www.udinetoday.it/cronaca/appello-ambiente-salvataggio-fanghi-lago-dei-tre-comuni-cavazzo.html
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Appello per salvare dai fanghi il Lago dei Tre Comuni
„
Il lago di Cavazzo, il Palar, il Leale, il Tremugna e le sorgenti di San Candido di Somplago sono tutte tessere di un unico e armonioso mosaico: la valle del Lago di Cavazzo che proprio per questo motivo va salvato. Questo l'appello fatto da parte di diversi comitati locali oggi in sala Kugy nel Palazzo della Regione di Udine. Presenti i referenti del Comitato di Difesa e Valorizzazione del Lago; il Comitato per la tutela delle acque del bacino montano del Tagliamento; Legambiente della Carnia, Canal del Ferro, Valcanale e Friuli Venezia Giulia e altri.
L'appello
La situazione del fondale del lago è allarmante, hanno spiegato Valentino Rabassi e Franceschino Barazzutti del Comitato del Lago di Cavazzo. "Le immagini prodotte dall'Ismar - spiegano i due referenti - mostrano la reale e preoccupante situazione del fondale dove vi è solo fango e qualche bomba ancora depositata. Non è presente nemmeno qualche alga. Il grande specchio d'acqua, posto fra Cavazzo Carnico, Trasaghis, Bordano sparirà nel giro di un secolo - proseguono i due ambientalisti citando alcuni studi -. Sarà sommerso interamente dal fango trasportato dalla centrale elettrica""
La richiesta
"Il piano regionale di tutela delle acque del 2014 prevede che venga fatto uno studio di fattibilità - aggiungono Barazzutti e Rabassi-. Siccome la prossima settimana, in Regione, sarà in discussione un disegno di legge in materia di energia e di ambiente chiediamo venga preso in considerazione il nostro appello e che venga deliberato lo studio di fattibilità. Chiediamo di indire un concorso internazionale per l'elaborazione di un bypass che permetta di salvare e rinaturalizzare il lago. Si tratta di una risorsa idrica preziosa, il lago più grande del Friuli, posto in una posizione strategica fra le montagne e la pianura. E' una nostra ricchezza - concludono-, rispettiamola nonostante le comprensibili esigenze agricole ed elettriche del territorio".
“Da: http://www.udinetoday.it/cronaca/appello-ambiente-salvataggio-fanghi-lago-dei-tre-comuni-cavazzo.html
(sul sito si può vedere anche un servizio video sulla conferenza stampa)
giovedì 21 dicembre 2017
Gli auguri dei Comitati per salvaguardare le tessere del "mosaico Val del Lago"
Come tradizione, anche "nell'anno III della rinaturazione del Lago", i "Comitati Salvalago" hanno diffuso il loro augurio di Natale ove invitano a considerare tutte le "tessere ambientali" che costituiscono l'universo della Valle del Lago e a impegnarsi per la relativa salvaguardia:
domenica 19 novembre 2017
Le farfalle di Bordano ed il Lago ai primi posti nelle recensioni dei visitatori
Il noto sito "Tripadvisor" dedica una sezione alle "migliori" occasioni riferite a località, monumenti, iniziative commerciali della Provincia di Udine, pubblicando le recensioni dei visitatori. Buoni i piazzamenti della Val del Lago: nella categoria "Parchi e attrazioni naturali in Provincia di Udine", la Casa delle Farfalle di Bordano è al primo posto nella sezione "Riserve naturali" mentre il Lago è al secondo posto nella sezione "Corsi e bacini d'acqua".
Nella "classifica generale" di "Parchi e natura in FVG", Bordano è al 4° posto, il Lago al 9° e il torrente Palar al 29°.
I risultati completi sulla pagina https://www.tripadvisor.it/Attractions-g2339871-Activities-c57-Province_of_Udine_Friuli_Venezia_Giulia.html
E voi siete d'accordo? Si può fare qualcosa di più o di meglio?
Nella "classifica generale" di "Parchi e natura in FVG", Bordano è al 4° posto, il Lago al 9° e il torrente Palar al 29°.
I risultati completi sulla pagina https://www.tripadvisor.it/Attractions-g2339871-Activities-c57-Province_of_Udine_Friuli_Venezia_Giulia.html
E voi siete d'accordo? Si può fare qualcosa di più o di meglio?
sabato 14 ottobre 2017
“I ❤️ Palâr”, novecento euro da investire sul torrente
E' stato diffuso il lusinghiero consuntivo della operazione “Maglietta I
❤️ Palâr” avviata nella festa dello scorso mese di luglio:
Non c’erano dubbi sull’amore dei dalessani e non nei confronti del Palâr, ma ogni aspettativa è stata superata. 281 magliette “I
❤️ Palâr” vendute, 900€ di incasso al netto delle spese. Rimane da definire il progetto al quale destinare i fondi. Le proposte raccolte si sono orientate sull'installazione lungo il corso del torrente di cestini per la raccolta dei rifiuti. Valuteremo con gli enti preposti la fattibilità del progetto anche inconsiderazione della necessaria gestione della raccolta dei rifiuti. Vi terremo informati, stay tuned. A presto.
(dalla pagina fb di "Deles in fiesta")
Non c’erano dubbi sull’amore dei dalessani e non nei confronti del Palâr, ma ogni aspettativa è stata superata. 281 magliette “I
(dalla pagina fb di "Deles in fiesta")
sabato 12 agosto 2017
"Chest Palâr oramai forest" (II)
Numerosi, come si è visto, i commenti all'intervento di Scjefin che ha analizzato la difficoltà del rapportarsi con "chest Palar aromai forest".
Pubblichiamo oggi l'intervento di Michela che può rappresentare la speculare posizione di chi sul Palar arriva da fuori (con rispetto e disponibilità).
Continuate a intervenire (ovviamente "cun creance e sintiment", l'unico modo di confrontarsi civilmente per arrivare, forse, a soluzioni condivise).
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Pubblichiamo oggi l'intervento di Michela che può rappresentare la speculare posizione di chi sul Palar arriva da fuori (con rispetto e disponibilità).
Continuate a intervenire (ovviamente "cun creance e sintiment", l'unico modo di confrontarsi civilmente per arrivare, forse, a soluzioni condivise).
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Propongo liberamente e senza giudizi, la mia
riflessione.
Che attrattive ha, oggi, Alesso per cui sceglierlo come mèta di soggiorno, di vacanza o addirittura di residenza?
Non certo parchi gioco ultratecnologici, ristoranti o alberghi stellati, discoteche (l'unica che c'era, come sapete meglio di me, ha infine chiuso...), locali notturni, musei, pinacoteche, abbazie, piste da sci... Niente di tutto questo.
I motivi principali per cui si ha nostalgia di Alesso e voglia di ritornarvi sono senz'altro i paesaggi, la posizione invidiabile tra lago, torrente, montagne e sentieri, la vicinanza a città d'arte, cominciando da Gemona e a 360 gradi tutto intorno per il Friuli.
Ovvio, a tutti piace la frescura e la limpidezza del torrente, e che rimanga tale, la pace ed il silenzio delle montagne e soprattutto la pulizia dei luoghi, non certo il chiasso e la congestione di autovetture (da cui la maggior parte dei cittadini in vacanza, tra l'altro, agogna scappare!), non certo la spazzatura lasciata ovunque (e ricordo che l'inciviltà non conosce cittadinanza: non è né del Sud, né del Nord, né dell'Est, né dell'Ovest, né urbana, né paesana, e così il suo contrario), non certo la spavalda cattiva educazione di cui nessuno, credo, sente il bisogno.
Che attrattive ha, oggi, Alesso per cui sceglierlo come mèta di soggiorno, di vacanza o addirittura di residenza?
Non certo parchi gioco ultratecnologici, ristoranti o alberghi stellati, discoteche (l'unica che c'era, come sapete meglio di me, ha infine chiuso...), locali notturni, musei, pinacoteche, abbazie, piste da sci... Niente di tutto questo.
I motivi principali per cui si ha nostalgia di Alesso e voglia di ritornarvi sono senz'altro i paesaggi, la posizione invidiabile tra lago, torrente, montagne e sentieri, la vicinanza a città d'arte, cominciando da Gemona e a 360 gradi tutto intorno per il Friuli.
Ovvio, a tutti piace la frescura e la limpidezza del torrente, e che rimanga tale, la pace ed il silenzio delle montagne e soprattutto la pulizia dei luoghi, non certo il chiasso e la congestione di autovetture (da cui la maggior parte dei cittadini in vacanza, tra l'altro, agogna scappare!), non certo la spazzatura lasciata ovunque (e ricordo che l'inciviltà non conosce cittadinanza: non è né del Sud, né del Nord, né dell'Est, né dell'Ovest, né urbana, né paesana, e così il suo contrario), non certo la spavalda cattiva educazione di cui nessuno, credo, sente il bisogno.
Non comprendo come ci si possa stupire ancora,
Facebook o no, che le persone cerchino posti belli e desiderabili in cui
trascorrere il breve periodo delle proprie ferie, e che trovino queste
prerogative ad Alesso.
Ciò mi sembra assolutamente naturale e giustificato. Le meraviglie della natura non sono proprietà esclusiva di nessuno in questo mondo, ma patrimonio comune, che tutti dovremmo tutelare e preservare con la massima cautela.
È giusto che ci siano regole chiare e circostanziate, sia in montagna che in città, ma che si sorvegli costantemente sul loro rispetto e sulla loro applicazione per la reale salvaguardia del territorio e dell'ambiente, conferendo incarico ed autorità a chi ha il dovere istituzionale di farlo.
I commenti di qualsiasi tipo servono a ben poco, altrimenti, e con la passiva sopportazione, i problemi rimangono, se non peggiorano...
Ciò mi sembra assolutamente naturale e giustificato. Le meraviglie della natura non sono proprietà esclusiva di nessuno in questo mondo, ma patrimonio comune, che tutti dovremmo tutelare e preservare con la massima cautela.
È giusto che ci siano regole chiare e circostanziate, sia in montagna che in città, ma che si sorvegli costantemente sul loro rispetto e sulla loro applicazione per la reale salvaguardia del territorio e dell'ambiente, conferendo incarico ed autorità a chi ha il dovere istituzionale di farlo.
I commenti di qualsiasi tipo servono a ben poco, altrimenti, e con la passiva sopportazione, i problemi rimangono, se non peggiorano...
E i servizi?
A me sembra che il paese non abbia una grande vocazione all'economia, e forse questo è voluto; ma quanto rilancio economico potrebbe ancora portare un mese o poco più di turismo all'anno, se ben gestito?
Quante, seppur piccole temporanee opportunità di lavoro sul territorio per giovani e meno giovani, che invece ancora vanno a "far la stagione" all'estero? Se lo fanno, magari a loro conviene di più... Ma il benessere così se ne va all'estero... E i giovani pure...
E a chi rimane non resta che star seduti sulle panchine vicino al lavatoio ad osservare i forestieri passanti mezzi nudi accanto alla chiesa, che danno un pessimo spettacolo di sé stessi. Ad ogni estate.
Ma perché? Non si può creare "la stagione" anche qui?
A me sembra che il paese non abbia una grande vocazione all'economia, e forse questo è voluto; ma quanto rilancio economico potrebbe ancora portare un mese o poco più di turismo all'anno, se ben gestito?
Quante, seppur piccole temporanee opportunità di lavoro sul territorio per giovani e meno giovani, che invece ancora vanno a "far la stagione" all'estero? Se lo fanno, magari a loro conviene di più... Ma il benessere così se ne va all'estero... E i giovani pure...
E a chi rimane non resta che star seduti sulle panchine vicino al lavatoio ad osservare i forestieri passanti mezzi nudi accanto alla chiesa, che danno un pessimo spettacolo di sé stessi. Ad ogni estate.
Ma perché? Non si può creare "la stagione" anche qui?
Io credo che le criticità vadano analizzate per
poterle trasformare in vantaggi, e - perché no? - in risorse.
Mi piace pensare che un ospite, non sopportato con rassegnazione, indesiderato e respinto con facile derisione, quando non addirittura con repulsione, ma ben accolto e ben introdotto al rispetto dell'ambiente in cui arriva, si senta, in qualche modo, parte della comunità locale, ed abbia quindi tutto l'interesse e la sollecitudine a conservare l'integrità di un posto in cui desidera ritornare con la propria famiglia, magari di anno in anno, a tutto beneficio degli abitanti.
Si può prendere spunto da quelle realtà territoriali che già fanno del turismo un loro punto di forza, e con ben altri numeri di visitatori annui!
Mi piace pensare che un ospite, non sopportato con rassegnazione, indesiderato e respinto con facile derisione, quando non addirittura con repulsione, ma ben accolto e ben introdotto al rispetto dell'ambiente in cui arriva, si senta, in qualche modo, parte della comunità locale, ed abbia quindi tutto l'interesse e la sollecitudine a conservare l'integrità di un posto in cui desidera ritornare con la propria famiglia, magari di anno in anno, a tutto beneficio degli abitanti.
Si può prendere spunto da quelle realtà territoriali che già fanno del turismo un loro punto di forza, e con ben altri numeri di visitatori annui!
Infopoint, Pro Loco, luoghi dedicati alla
memoria (e non ditemi che non ne avete, proprio lì!...), sentieri segnati e
mappe degli stessi, luoghi deputati all'accoglienza degli animali domestici,
recipienti per l'immondizia per i turisti di passaggio, diverso accesso al
Palar, associazioni per la sorveglianza del decoro e l'assistenza permanente
nell'area, escursioni guidate ed attività didattico-educative per piccoli e
grandi, accoglienza agli invalidi, bed and breakfast, punti ristoro, stands di
prodotti locali e artigianali, un po' di musica ed animazione in piazza nelle
calde sere di agosto, qualche esercizio commerciale che non sia un altro bar...
Quante idee! Ogni cosa si può realizzare con la giusta misura.
Con questo, non sto auspicando che il Palar ed il paese diventino quel caos da cui tutti cerchiamo di fuggire; credo però che non si possa riportare la realtà dei posti a 50 anni fa; che si possano invece cogliere, qualora ce ne fosse la voglia, le buone potenzialità che il presente ed il futuro potrebbero offrire, con la dovuta attenzione e le necessarie regole, nel rispetto di persone e cose, e anche con un pizzico di lungimiranza.
L'accoglienza è, da sempre, un grande esempio di civiltà.
E a chi ha la possibilità di vivere tutto l'anno in questo paradiso, personalmente chiedo giusto un po' di tolleranza per chi non viene con l'intenzione di turbare la pace altrui, bensì a cercarne un po' per sé... E un po' di refrigerio, con tutta la discrezione possibile.
Grazie
Michela,
una di voi Quante idee! Ogni cosa si può realizzare con la giusta misura.
Con questo, non sto auspicando che il Palar ed il paese diventino quel caos da cui tutti cerchiamo di fuggire; credo però che non si possa riportare la realtà dei posti a 50 anni fa; che si possano invece cogliere, qualora ce ne fosse la voglia, le buone potenzialità che il presente ed il futuro potrebbero offrire, con la dovuta attenzione e le necessarie regole, nel rispetto di persone e cose, e anche con un pizzico di lungimiranza.
L'accoglienza è, da sempre, un grande esempio di civiltà.
E a chi ha la possibilità di vivere tutto l'anno in questo paradiso, personalmente chiedo giusto un po' di tolleranza per chi non viene con l'intenzione di turbare la pace altrui, bensì a cercarne un po' per sé... E un po' di refrigerio, con tutta la discrezione possibile.
Grazie
venerdì 11 agosto 2017
"Chest Palâr oramai forest"
Scjefin ha mandato al Blog una sua riflessione sulle pluridibattute problematiche estive del Palar. Un testo arguto, a tratti divertente, spesso amaro, sicuramente da leggere. E da commentare, sempre "cun creance e sintiment", prendendo spunto proprio da Scjefin che dice anche cose "penges", ma lo fa argomentando e motivando.
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Ombrelons, wurstel e sioras cu la piel imbombada
"L'aga a va simpri da riva jù" a diseva me nona. E cuant che j tu vjôts sîs cjans tal aga dal Sieraiut e j tu pensas a tros ch'an sarà su dal Prin e oltra, tu sâs zà che vuei j fruts a muel tal Gorc dal Spiron a bevaran ancja pisač di cjan.
J dis "ancja" parceche tal sieraiut a son ancja sioras cu la piel imbombada di crema solar che, jentrant ta l'aghe a nous mandaran jù tant di chel vueli di cuei una wiener schnitzel. E dopo j vin dos bielas fameas sot un ombrelòn colorât cun cuatri fruts che a mangjn cavoz ta l'aga e a tirin las scussas a riva par regueilas posdasi dopo. Cualchiduna a svuala usta tal sut ma cualchi d'un ata no, e via jù cu la corint! E ce si podino spieta di chei sis zovins che a stan ta l'aga fin tal buli bevint bira e mangjant pagnuts cul wurstel? Ai gjambars a ur plasin j furçons di wurstel?
Un bombardament cence pandin di fruts che a vegni jù da paret
Oltra a reguei la scovazas di dut chest Palâr oramai forest, il Gorc al a gambiât mût di jessi. Une volte (j tachi a jessi vecjo), j tu podevis nadâ adapardut. Al dì di vuei, la part central e jè sòt un bombardament cence pandin di fruts che a vegni jù da paret. A pasa sòt, tu sâs za che tu cj cjatarâs un frut di siet agns su pa copa. Il problema a no son chei cuatri fruts di Deles che ancjimo a vegnin su e che a conosin ben la creanza e las regulas di cemût saltâ jù. Il problema a son chei ch'a rivin la prime volte e che a salti di ogni cret cence sintiment e cence savei. J piês a son ches fameas che a fasin "trekking", "nature adventure" e via indenant par Inglês. Vèu che a rivin! Nancje smontâts e subìt foto panoramiche cun iphone7 (ma ce seraial di fotografâ in tun puar toc' di riu cun 70 personas ingrumadas una sora di che ata?). Pari: ocjai di soreli cun cuardin, majute body armour, boraza in alumini, brigonuts neris e Merrel tai pis. Mari: bandana, custùm intîr neri e brigonuts neris ancje chei, Birkenstock rinfuarzadas. Fruts: la muta par imersion (tal Gorc?). E jù a butasi cence coscience ne sintiments tant j fruts che il pari (simpri cun las Merrel tai pis, però).
L'efiet di chest gambiament sul Palâr a si vjôt ancje tal paìs. No savares a dî pai aspiets economics, ma siguramenti al tocja la morâl. A plui di cualchidun ai sarà scjampât un voli su par chês frutas disinvoltas di citât che a mostrin il miôr di sè su pas stradas dal pais. Siguramenti a lu an notat ches feminas sentadas tas bancjas in Fontana che a comentavin "il fil interdental tas culetas " di una di lor. Magari a lu varan comentât ancja chei omps sentâts tal bar da Sara... ma in maniera difarent.
Rivât fint culì, il letôr al pensarà: "chest al e un colp da oposizion!"
Prin, j no sei interesât al zuc' politic. Secont, j pensi che l' amministrazion a cerût di fâ ce che a si podeve. J parchegjos a pajament a son stâts fats ben. Purtrop l'inciviltat a vinç simpri. A son cuatri dîs che un SUV a mi parchegja devant di cjasa fûr di striscia blu, blancja o zala che a seti. A smontin in trei, a van su cu la borsa frigo e a van via as sîs cence vei lasât nancja un boro vi dal Lodo.
A son stâts fats bei cartei, ma fau rispietâ al e complicât cun duta chê int. Al u sa ben il Roger che vi dal Sieraiut al a baltimat avonda par fermâ una siora che a voleve piâ un fûc par cuei luanias usta sot la mont che a vevin metut a fûc cualchi mes fa.
Ce si podial fa alore?
In famea, ognun al sbara la sô. Me sûr a dis che in Americhe par puescj como il Palâr a meti un numar sierat di ingrès. Nol si trate di pajâ, ma nomo di controlâ il numar di ingrès (par mût di dî, puj di dusinta personas a si siera l'ingrès). A voja a diai che l'americhe a jè lontane....
Gnò zinar al e puj zen e a si concentra sul cjatâ il puestut ust e un pôc fûr di man. La femina a dîs che j sin propit furtunâts a Dales e j varessin di fâ afars cun dut chel ben di Diu ch' j vin (Palâr, lâc, trois di mont).
Jo j mi fâs cjapâ dal populismo tant di moda in dì di vuei e j mi insumi Fernando o Medeo ch' a vegnin su cul chel trator ch'a si dopra l'ultima not da l'an pal cjar dai Coscrits e a mi tirin via chest SUV di devant di cjasa e a lu lassin daûr dal cimiteri, in Palût, dulà che gno nono al diseve che al jere il confin e al tacava il mont di "chei aitis"
Bon, ce fasino alore?
La colpa a je di Facebook, oviamenti. Fint cumò, j vevin rivât a platâ il Palâr e la int di fûr a si jere cjolete il lâc che nou j vevin za pierdût tai agns 50. Cun Facebook, il secret al e' finît e j si cjatin cun trops di int che pôc a pôc a nus parin fûr da chel che j penzavin al fos un mût di vivi immutabil. I efiets dal "turismo di massa" a si conosin. Al a za copât puescj ben pui impuartants dal Palâr, par esempli Vignesie. In chescj dîs, a si fevela tant sui gjornai di un riu dongja Milan dula' che, dopo jessi finit su Facebook, a si intassin Milanês cence bêz par lâ in ferias, cun efiets negatîfs sul splandor dal puest e su la int dal lûc.
A Barcellona, al e' nasût un moviment di citadins cuintra un turismo di massa che, se lassât cence nissuna regula, al svuedarà il centro da citât lasantlu nomo un puest par turiscj e pierdint cussì la sô anime.
Se a an problemas lôr a mi sa che duncje la roba a je un grum dificila e a coventarà tanta fantasia par tirasi fûr di dulà che j sin.
Forsit, a nus podaresin judâ las clapas e asociazions dal paìs? Forsit a podaressin judâ doi o trei volontaris dal paìs che a van su e jù pal Palâr a impenzâ ai nestis ospits la buina creanza como che al è scrit tas tabelas?
Fâ un tic di educazion ecologjche cui fruts e menau su pal Palâr cun la sporta par reguei scovazas? I nestis a imparin il valôr dal ben comun e dal efiet da l'omp su la natura. Chei aitis, magari a imparin a vergognasi vjodint i fruts dal paìs netâ daur di lôr. Magari cuachidun a si metarâ a judâ?
Previodi il vigil un sabida o doi tant par fâ cualchi multa di avertiment par fa gambiâ la ande?
No sai se j rivarai a vjodi il Palâr di una volta. Ma j speri che a si cjatarà un mût. E senò, pacience. J mi sentarai ancja jò tâs bancjas in Fontana e, intun buligâ di culetas, tatuagjos e borsas frigo ch'al va sù e jù par Nariu, j mi impenzarai dal Deles di cuant ch' j eri piçul, da foto di jò e Luca cul còs che a nus an fat taì deûr e da cuninaria di me nona in banda.
Scjefin T.P.
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Ombrelons, wurstel e sioras cu la piel imbombada
"L'aga a va simpri da riva jù" a diseva me nona. E cuant che j tu vjôts sîs cjans tal aga dal Sieraiut e j tu pensas a tros ch'an sarà su dal Prin e oltra, tu sâs zà che vuei j fruts a muel tal Gorc dal Spiron a bevaran ancja pisač di cjan.
J dis "ancja" parceche tal sieraiut a son ancja sioras cu la piel imbombada di crema solar che, jentrant ta l'aghe a nous mandaran jù tant di chel vueli di cuei una wiener schnitzel. E dopo j vin dos bielas fameas sot un ombrelòn colorât cun cuatri fruts che a mangjn cavoz ta l'aga e a tirin las scussas a riva par regueilas posdasi dopo. Cualchiduna a svuala usta tal sut ma cualchi d'un ata no, e via jù cu la corint! E ce si podino spieta di chei sis zovins che a stan ta l'aga fin tal buli bevint bira e mangjant pagnuts cul wurstel? Ai gjambars a ur plasin j furçons di wurstel?
Un bombardament cence pandin di fruts che a vegni jù da paret
Oltra a reguei la scovazas di dut chest Palâr oramai forest, il Gorc al a gambiât mût di jessi. Une volte (j tachi a jessi vecjo), j tu podevis nadâ adapardut. Al dì di vuei, la part central e jè sòt un bombardament cence pandin di fruts che a vegni jù da paret. A pasa sòt, tu sâs za che tu cj cjatarâs un frut di siet agns su pa copa. Il problema a no son chei cuatri fruts di Deles che ancjimo a vegnin su e che a conosin ben la creanza e las regulas di cemût saltâ jù. Il problema a son chei ch'a rivin la prime volte e che a salti di ogni cret cence sintiment e cence savei. J piês a son ches fameas che a fasin "trekking", "nature adventure" e via indenant par Inglês. Vèu che a rivin! Nancje smontâts e subìt foto panoramiche cun iphone7 (ma ce seraial di fotografâ in tun puar toc' di riu cun 70 personas ingrumadas una sora di che ata?). Pari: ocjai di soreli cun cuardin, majute body armour, boraza in alumini, brigonuts neris e Merrel tai pis. Mari: bandana, custùm intîr neri e brigonuts neris ancje chei, Birkenstock rinfuarzadas. Fruts: la muta par imersion (tal Gorc?). E jù a butasi cence coscience ne sintiments tant j fruts che il pari (simpri cun las Merrel tai pis, però).
L'efiet di chest gambiament sul Palâr a si vjôt ancje tal paìs. No savares a dî pai aspiets economics, ma siguramenti al tocja la morâl. A plui di cualchidun ai sarà scjampât un voli su par chês frutas disinvoltas di citât che a mostrin il miôr di sè su pas stradas dal pais. Siguramenti a lu an notat ches feminas sentadas tas bancjas in Fontana che a comentavin "il fil interdental tas culetas " di una di lor. Magari a lu varan comentât ancja chei omps sentâts tal bar da Sara... ma in maniera difarent.
Rivât fint culì, il letôr al pensarà: "chest al e un colp da oposizion!"
Prin, j no sei interesât al zuc' politic. Secont, j pensi che l' amministrazion a cerût di fâ ce che a si podeve. J parchegjos a pajament a son stâts fats ben. Purtrop l'inciviltat a vinç simpri. A son cuatri dîs che un SUV a mi parchegja devant di cjasa fûr di striscia blu, blancja o zala che a seti. A smontin in trei, a van su cu la borsa frigo e a van via as sîs cence vei lasât nancja un boro vi dal Lodo.
A son stâts fats bei cartei, ma fau rispietâ al e complicât cun duta chê int. Al u sa ben il Roger che vi dal Sieraiut al a baltimat avonda par fermâ una siora che a voleve piâ un fûc par cuei luanias usta sot la mont che a vevin metut a fûc cualchi mes fa.
Ce si podial fa alore?
In famea, ognun al sbara la sô. Me sûr a dis che in Americhe par puescj como il Palâr a meti un numar sierat di ingrès. Nol si trate di pajâ, ma nomo di controlâ il numar di ingrès (par mût di dî, puj di dusinta personas a si siera l'ingrès). A voja a diai che l'americhe a jè lontane....
Gnò zinar al e puj zen e a si concentra sul cjatâ il puestut ust e un pôc fûr di man. La femina a dîs che j sin propit furtunâts a Dales e j varessin di fâ afars cun dut chel ben di Diu ch' j vin (Palâr, lâc, trois di mont).
Jo j mi fâs cjapâ dal populismo tant di moda in dì di vuei e j mi insumi Fernando o Medeo ch' a vegnin su cul chel trator ch'a si dopra l'ultima not da l'an pal cjar dai Coscrits e a mi tirin via chest SUV di devant di cjasa e a lu lassin daûr dal cimiteri, in Palût, dulà che gno nono al diseve che al jere il confin e al tacava il mont di "chei aitis"
Bon, ce fasino alore?
La colpa a je di Facebook, oviamenti. Fint cumò, j vevin rivât a platâ il Palâr e la int di fûr a si jere cjolete il lâc che nou j vevin za pierdût tai agns 50. Cun Facebook, il secret al e' finît e j si cjatin cun trops di int che pôc a pôc a nus parin fûr da chel che j penzavin al fos un mût di vivi immutabil. I efiets dal "turismo di massa" a si conosin. Al a za copât puescj ben pui impuartants dal Palâr, par esempli Vignesie. In chescj dîs, a si fevela tant sui gjornai di un riu dongja Milan dula' che, dopo jessi finit su Facebook, a si intassin Milanês cence bêz par lâ in ferias, cun efiets negatîfs sul splandor dal puest e su la int dal lûc.A Barcellona, al e' nasût un moviment di citadins cuintra un turismo di massa che, se lassât cence nissuna regula, al svuedarà il centro da citât lasantlu nomo un puest par turiscj e pierdint cussì la sô anime.
Se a an problemas lôr a mi sa che duncje la roba a je un grum dificila e a coventarà tanta fantasia par tirasi fûr di dulà che j sin.
Forsit, a nus podaresin judâ las clapas e asociazions dal paìs? Forsit a podaressin judâ doi o trei volontaris dal paìs che a van su e jù pal Palâr a impenzâ ai nestis ospits la buina creanza como che al è scrit tas tabelas?
Fâ un tic di educazion ecologjche cui fruts e menau su pal Palâr cun la sporta par reguei scovazas? I nestis a imparin il valôr dal ben comun e dal efiet da l'omp su la natura. Chei aitis, magari a imparin a vergognasi vjodint i fruts dal paìs netâ daur di lôr. Magari cuachidun a si metarâ a judâ?
Previodi il vigil un sabida o doi tant par fâ cualchi multa di avertiment par fa gambiâ la ande?
No sai se j rivarai a vjodi il Palâr di una volta. Ma j speri che a si cjatarà un mût. E senò, pacience. J mi sentarai ancja jò tâs bancjas in Fontana e, intun buligâ di culetas, tatuagjos e borsas frigo ch'al va sù e jù par Nariu, j mi impenzarai dal Deles di cuant ch' j eri piçul, da foto di jò e Luca cul còs che a nus an fat taì deûr e da cuninaria di me nona in banda.
Scjefin T.P.
lunedì 31 luglio 2017
Val del Lago sul Web: il giro del San Simeone proposto da "Il Piccolo"
"Il Piccolo" di Trieste ha dedicato alla Val del Lago un bell'articolo di M. Piccin: partendo da Bordano viene proposto un anello attorno al San Simeone e alla zona del Lago:
Verso il San Simeone pedalando a Bordano, paradiso delle farfalle
di Massimo Piccin
Oggi partiamo da Bordano, in provincia di Udine, tra Venzone e il lago di Cavazzo, per un anello che compie il giro del Monte San Simeone . Itinerario di circa 20 chilometri, tra strada carrozzabile e ciclabile. Per tutti, con ogni tipo di bici. Bordano è un paese fresco di 700 abitanti, colorato da murales e noto come “il paese delle farfalle”, per la massiccia presenza di questo insetto, soprattutto nella stagione primaverile. La Casa delle Farfalle vale una visita, a vostra scelta a inizio o a fine di questo giro. È il più grande complesso di serre per farfalle in Italia, che qui volano libere a migliaia, per centinaia di specie diverse provenienti da tutto il mondo.
Da Bordano, per strada di scarso traffico, saliamo in un paio di facili chilometri verso la Sella di Interneppo, appena oltre a un bivio, che a destra propone l'ascesa panoramica e tortuosa al Monte San Simeone (1505 m.). È la prima variante all'itinerario, per 12 km non facili (pendenze attorno all'8 per cento) fino in vetta al monte che fu epicentro e simbolo del sisma che devastò la Carnia nel '76.
Dalla sella, che raggiungiamo con facilità, lungo murales simpatici dedicati ai campioni del ciclismo, scendiamo al lago di Cavazzo. Breve sosta, finita la discesa, nel magnifico punto panoramico su questo bacino naturale, prima di iniziare la strada che lo percorre lasciandolo sulla sinistra, fino a Somplago, in circa 5 km. Qui, la seconda variante al giro, tenendosi sulla sinistra verso l'abitato di Alesso, raggiungibile in circa 3 km. Paesino grazioso, meta turistica per la presenza del torrente Palar.
Da Bordano, per strada di scarso traffico, saliamo in un paio di facili chilometri verso la Sella di Interneppo, appena oltre a un bivio, che a destra propone l'ascesa panoramica e tortuosa al Monte San Simeone (1505 m.). È la prima variante all'itinerario, per 12 km non facili (pendenze attorno all'8 per cento) fino in vetta al monte che fu epicentro e simbolo del sisma che devastò la Carnia nel '76.
Dalla sella, che raggiungiamo con facilità, lungo murales simpatici dedicati ai campioni del ciclismo, scendiamo al lago di Cavazzo. Breve sosta, finita la discesa, nel magnifico punto panoramico su questo bacino naturale, prima di iniziare la strada che lo percorre lasciandolo sulla sinistra, fino a Somplago, in circa 5 km. Qui, la seconda variante al giro, tenendosi sulla sinistra verso l'abitato di Alesso, raggiungibile in circa 3 km. Paesino grazioso, meta turistica per la presenza del torrente Palar.
A Somplago inizia una salita appena impegnativa, ma breve (2km circa), verso la Sella di Cesclans, che scollina verso Cavazzo Carnico. Appena oltre la sella, un bivio. Teniamoci a destra, dove hanno inizio il tratto ciclabile che chiude il giro del San Simeone e ci riporta a Bordano lungo il Tagliamento. Si tratta di un'antica strada, fino a qualche anno fa sterrata e ora adibita a pista ciclabile asfaltata. Facile e divertente, termina dopo 9 km a Pioverno, dove una piccola deviazione sul ponte del Tagliamento permette un panorama importante sui monti di Gemona e Venzone. Si prosegue, infine, per altri 3 km verso Bordano.
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