"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

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giovedì 14 novembre 2019

Rieccoli! Il Consorzio torna a chiedere di utilizzare l'acqua in uscita dal Lago

Il Gazzettino di mercoledì 13 novembre, mentre l'Italia soffriva per piogge e mareggiate, dava notizia di una ulteriore presa di posizione del Consorzio di Bonifica della Pianura Friulana dove si ribadiva la necessità della costruzione di una condotta tra lo scarico del Lago e il sistema di distribuzione idrica per i campi del Medio Friuli, al fine di scongiurare i danni della siccità.
Del problema si dibatte da anni, in un eterno "dialogo tra sordi". Possibile che non si riesca a mettere in piedi un tavolo di confronto capace di una analisi precisa di tutte le componenti?
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Deficit idrico serve condotta tra Somplago e la rete

IL BILANCIO

(...) Per ovviare ai consumi energetici e sopperire alla carenza della risorsa idrica durante la stagione irrigua, l'ente prevede la costruzione di una condotta di collegamento tra il canale di scarico della centrale di Somplago e il sistema derivatorio Ledra-Tagliamento per il recupero parziale della portata di scarico della centrale. L'opera sopperirebbe alla carenza idrica durante la stagione irrigua, compensando i cali di portata derivabile alla presa di Ospedaletto, assicurando l'irrigazione in vaste zone del comprensorio. Non solo: il progetto garantirebbe il deflusso minimo vitale. Alla siccità, riferiscono dal
consorzio, si risponde con un ulteriore efficientamento del sistema irriguo (passaggio da aspersione a goccia), la creazione di piccoli invasi collinari per l'accumulo d’acqua, la diffusione del “Consiglio irriguo”.
(da "Il Gazzettino", 13-11-19)
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Come segnala il "Comitât per Autonomie...", della nota del Consorzio si parla diffusamente su: https://friulisera.it/consorzio-di-bonifica-pianura-friulana-nel-2019-deficit-idrico-e-alti-consumi-energetici/
Vedi anche:
http://www.udinetoday.it/cronaca/irrigua-2019-stagione-deficit-.html

domenica 10 novembre 2019

Lago, una proposta contro l'attuale staticità ed il potenziale pericolo di nuovi errori

Riceviamo  e pubblichiamo una analisi dell'ing. Dino Franzil sulle problematiche del Lago e sulle possibili soluzioni. 
Come sempre, l'auspicio è che, su queste tematiche, si possa e si voglia discutere e ci si possa confrontare reciprocamente.
A&D
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PARLANDO DI   LAGO – TAGLIAMENTO – IRRIGAZIONE  -“
 Da mesi si scrive e si parla del Tagliamento, perché ha suscitato grande interesse a molti scienziati stranieri venuti a studiare la sua vita, originale ed incontaminata a valle di Peonis.              Il fatto che lo abbiano definito “ Re dei fiumi alpini” ci desta soddisfazione ed orgoglio, ma, in verità, non possiamo attribuirci del tutto il merito della sua conservazione.   Ricordiamoci che il governo del dopoguerra ha concesso alla S.A.D.E. lo sfruttamento delle acque della Carnia, ed i suoi tecnici, responsabili anche del Vajont, hanno realizzato una ragnatela di derivazioni, per scopi idro elettrici, stravolgendo e devastando il 65% dei corsi d’acqua, Tagliamento compreso che, a tratti, si è anche prosciugato!              L’antropizzazione carnica si è conclusa convogliando l’acqua prima nell’invaso del rio Ambiesta, chiuso con una diga in comune di Verzegnis e poi con la costruzione della centrale idroelettrica di Somplago sul Lago Dei Tre Comuni maggior bacino naturale del Friuli.
Non aver bypassato le acque della centrale è stato un errore devastante per la valle. Infatti, le fredde acque della Carnia, hanno sconvolto la biologia planctonica del lago, sepolto le alghe col fango trasportato e tolto l’alimentazione ai pesci, che ostacolati anche dal freddo e dal saliscendi del livello delle acque, si sono trovati nell’impossibilità di riprodursi e le numerose specie autoctone presenti da millenni sono scomparse.      Fatti che hanno ridotto a meno di cento anni la vita del lago e lo hanno trasformato in discarica per la centrale.  Invece, bisognava conservarlo come gradevole fruizione per tutti e fonte di risorsa economica con la pesca ed il turismo.                  Errori imperdonabili che si possono ripetere anche oggi se il “potere” anteporrà di nuovo il lucro privato al bene della comunità.     
  Oggi nella valle continua a regnare staticità e potenziale pericolo di nuovi errori.   Da decenni i contadini mirano a spillare l’acqua dal lago per irrigare i campi, incuranti dei problemi e delle vessazioni che la valle sopporta da sessant’anni!
Il Consorzio di Bonifica della Pianura friulana (già Consorzio Ledra Tagliamento) , che gestisce l’irrigazione del medio Friuli, ha già in mano un progetto di derivazione, impostato sull’uso del lago come polmone.                E’ una soluzione d’interesse unilaterale inaccettabile che favorisce gli agricoltori e danneggia i vallegiani.          Risulta solo un “rattoppo” per i problemi della valle, danneggia il lago e richiede accordi privati per regolare il deflusso nell’emissario.     Perciò se venisse approvata, “sic et simpliciter,” dimenticando il bypass, già accolto contestualmente alla derivazione nel piano delle acque, il Consorzio diverrebbe il terzo incomodo per la salvezza del lago e la Regione compirebbe un sopruso per averlo sacrificato a vantaggio di privati.  
       Il problema coinvolge: Lago, Centrale, Agricoltura e Regione e deve essere risolto in modo onesto ed ottimale per compensare, almeno in parte, agli errori del passato.          Per far questo non c’è bisogno di concorsi ma di ascoltare anche il “comitato popolare” che da dieci anni combatte e fa proposte risolutive ben più valide e socialmente utili.  
Nel quadro critico dei cambiamenti climatici e della diminuzione d’acqua potabile, è d’obbligo conservare una riserva come il lago e per l’aumento di richiesta energetica è opportuno recuperare energia dall’acqua di turbinaggio sprecata da ben sessant’anni.    Tutto ciò si può concretizzare con un’opera integrale intelligente comprendente: bypass, derivazione ed impianto energetico dal canale di scarico.
L’ ottimale del sistema lago si ottiene producendo corrente per il territorio, in modo continuo con una sola turbina.   Soluzione che, abbassando il livello idrico, mette in sicurezza anche la lesionata diga di Verzegnis, riduce al minimo le dimensioni ed il costo del bypass e garantisce per tutto l’anno la quantità idrica necessaria all’agricoltura.                   
Tutto questo sarebbe possibile con un improbabile accordo con il gestore della centrale, ma di certo attuabile se la centrale cadesse sotto gestione pubblica con la creazione di un’azienda elettrica regionale.                                                               Purtroppo la probabilità che queste proposte vengano prese in considerazione non è valutabile, perché di solito “il potere” ritiene buona soltanto la farina del suo sacco.  
Scansare l’operazione “salvezza del lago” pensando ai costi è errato!                       Infatti, qualsiasi spesa si faccia risulterà un fruttuoso investimento se le opere succitate verranno eseguite in modo ottimale e risolutivo, anche con il doveroso contributo di tutti coloro che si sono arricchiti con la nostra energia.                                                            Il rientro economico verrà garantito dalla produzione energetica, dalla rigenerazione del lago e dall’incremento turistico, senza ricordare il valore futuro del bacino di acqua potabile sempre più preziosa sul pianeta.    


    Tarcento  12/10/019                                          Ing. Dino Franzil                   

domenica 30 giugno 2019

I comitati sul Lago bocciano le "fughe in avanti da parte di interessi particolaristici"

Il 22 giugno il Blog ha riferito dell'incontro dell'on. Bubisutti con i vertici del Consorzio di Bonifica.
Ora, sull'argomento, intervengono i Comitati:

La macabra danza  di interessi particolaristici sul morente Lago di Cavazzo o Tre Comuni   

     "Il Lago di Cavazzo o dei Tre Comuni va salvato, realizzando un bypass che porti le acque in uscita dalla centrale di Somplago direttamente alla attuale galleria di scarico nella montagna e solo dopo una parte delle acque potrà essere utilizzata per altri scopi. Ancora una volta i Comitati Salvalago ribadiscono la loro posizione sull’argomento, dopo le recenti prese di posizione dei dirigenti del Consorzio di Bonifica Pianura Friulana, che, a seguito di un loro incontro con l’on. Aurelia Bubisutti,  recentemente hanno dichiarato la necessità di derivare parte di queste acque dato che “ il progetto ( di derivazione a valle della galleria ), non influisce sulla salute delle acque del lago “.
    
Così invece non è: infatti la derivazione proposta dal Consorzio assoggetterebbe il lago ( è da lì che viene l’acqua dello scarico!)  a forti oscillazioni del livello in particolare quando la centrale è ferma e comunque non è accettabile che il lago faccia “da corridoio” per alimentare la derivazione irrigua – idroelettrica del Consorzio. Il lago, la sua valle e la sua popolazione di malefatte ne hanno subite troppe e non intendono essere ancora sacrificati per gli interessi dei signori della pianura.
     Ancora una volta, ricordiamo a Lor Signori, che il Piano Regionale di Tutela delle Acque ( PRTA) prevede sì di “prendere in considerazione”  il progetto di derivazione del Consorzio, ma prevede altresì che “Contestualmente dovrà anche essere valutata la fattibilità tecnico-economica della realizzazione di un canale di by-pass, o di altra soluzione progettuale che mitighi l’impatto dello scarico della centrale di Somplago  sul lago di Cavazzo con lo scopo di recuperare le condizioni di naturalità del lago stesso e di garantirne la fruibilità” . I dirigenti del Consorzio e i rappresentanti delle istituzioni si fissino ben in testa le parole “contestualmente, condizioni di naturalità, fruibilità” .
     Per gli abitanti della Val del Lago qualunque prelievo delle acque del lago potrà avvenire soltanto dopo che il bypass sarà realizzato. E il by-pass è l’unica soluzione al degrado del lago!
     Purtroppo, dobbiamo constatare che il concorso di idee per la rinaturazione e fruibilità del lago indetto dalla Regione è andato deserto e ora la stessa dovrà intervenire in altro modo per ottemperare a quanto previsto dalla Legge già citata. Da parte nostra ci sarà come sempre massima disponibilità al dialogo e confronto, ma non accetteremo fughe in avanti da parte di interessi particolaristici.
     Ricordiamo che studi recenti ,effettuati sia da parte del Comitato, sia da parte di un tecnico incaricato da alcuni Enti Pubblici territoriali hanno dimostrato che, senza un decisivo intervento,  in 100/110 anni  il lago diventerà una palude  a causa del continuo deposito  di fango  nei periodi piovosi  proveniente  dai torrenti della Carnia alimentanti la centrale idroelettrica. Studi confermati l’anno scorso dai ricercatori dell’ISMAR/CNR di Bologna.
      Il sistema idroelettrico del Tagliamento, di cui il lago di Cavazzo o Tre Comuni è il terminale, è stato progettato e realizzato negli anni ’40-50 senza alcun riguardo per l’ambiente, è gemello di quello infausto del Vajont e improntato ad un unico principio: trasformare tutte le acque indiscriminatamente in kw ed in denaro per gli azionisti della SADE. Tale sistema-dinosauro va sottoposto ad una severa verifica.
     Va esaminato anche il tema del deflusso minimo vitale (DMV)  nel Tagliamento di cui il Consorzio ha una concezione particolare di cui non fa parte l’uso plurimo delle acque. Se il legislatore  ha definito come calcolare il DMV  stimando che sia il minimo  per garantire la vita  di un corso d’acqua, bene pubblico da salvaguardare,  non si capisce come mai ogni anno  il DMV venga dimezzato  per favorire interessi particolaristici della pianura.

    Ci fa piacere che l’on. Bubisutti abbia deciso di interessarsi del problema Lago di Cavazzo. La invitiamo  - anche come cjargnele - a stare con i piedi nell’acqua gelida e torbida di questo lago anziché in quella dei Canali del Consorzio".        

sabato 22 giugno 2019

Lago, il Consorzio difende il progetto. Ma i dubbi restano...

C'è stato un incontro dell'on. Tolmezzino Bubisutti con i responsabili del Consorzio di Bonifica Pianura Friulana i quali hanno ribadito che la loro proposta (utilizzo a fini irrigui delle acque in uscita dal lago) non andrebbe minimamente a incidere sulla salute del Lago.

Il Consorzio di Bonifica: “Il progetto non influisce sulla salute del Lago di Cavazzo”


“Viene messo spesso in relazione, erroneamente, alla più complessa vicenda dello stato di salute delle acque del Lago dei Tre Comuni, ma il progetto del Consorzio di Bonifica Pianura Friulana sul Lago di Cavazzo in realtà prevede di utilizzare le acque che già attualmente defluiscono attraverso il canale di scarico ed il torrente Leale, e che confluiscono nel fiume Tagliamento all’altezza di Peonis”. Così si apre una nota del Consorzio di Bonifica a margine di un incontro con l’onorevole Aurelia Bubisutti, Deputata carnica della Lega SalviniPremier XIII commissione della Camera dei Deputati – Commissione Agricoltura, alla quale la presidente del Consorzio Rosanna Clocchiatti, assieme al direttore generale Armando Di Nardo e il direttore tecnico Stefano Bongiovanni, ha illustrato il progetto “Costruzione di una condotta di collegamento tra lo scarico del lago di Cavazzo e il sistema derivatorio Ledra-Tagliamento per il recupero parziale della portata di scarico della centrale di Somplago”.
“Abbiamo colto con favore la richiesta di approfondimento del progetto da parte dell’onorevole Bubisutti – commenta Clocchiatti – perché era una buona occasione per spiegare come il Consorzio si adoperi, per vocazione, anche nella progettazione dei sistemi futuri di approvvigionamento dell’acqua necessaria allo sviluppo agricolo delle terre coltivate, sempre più soggette ai cambiamenti climatici”. “Il progetto del Consorzio non influisce sulla salute delle acque del Lago – specifica ancora una volta Bongiovanni – in quanto la “presa” è proposta a valle dell’uscita delle acque dal lago, in prossimità dell’immissione nel torrente Leale, e funzionerebbe solo in condizioni di criticità idriche. Il canale di scarico allo stato attuale già prevede un manufatto, ubicato circa 4 km in linea d’aria a valle del lago, che consente di deviare, in condizioni di deficit idrico, parte della portata nel sistema derivatorio Ledra–Tagliamento”.
Si userebbe, quindi, acqua che oggi resta inutilizzata ai fini irrigui e che invece potrebbe risolvere la questione del mantenimento del deflusso minimo vitale dell’acqua del Tagliamento tra la presa di Ospedaletto e la zona tutelata dal punto di vista ambientale posta a sud del ponte dell’autostrada Udine – Tarvisio, zona oggi soggetta a riduzioni di portata nei periodi siccitosi. “Operiamo in collaborazione con il territorio e con le istituzioni – aggiunge il direttore DI nardo – e siamo quindi a disposizione, ma non disposti ad assumere responsabilità altrui”.
Per la deputata carnica è stato un incontro costruttivo che ha permesso di approfondire alcune dinamiche idrauliche del territorio montano e notizie storiche di riferimento: “Saranno utili per la successiva analisi politica; intendo rendermi parte attiva per una soluzione condivisa e onesta, nel rispetto delle legittime aspirazioni di risolvere una volta per tutte le istanze sollevate dai comitati per la difesa del lago, ma anche di riconoscere obiettivamente pesi e responsabilità delle parti in campo”.

La questione non è così semplice, basta rileggersi gli Atti del Convegno sul Lago del 1987 (organizzato di fronte alle richieste dell'allora Consorzio Ledra-Tagliamento). Agli amanti delle bibliografie si può ricordare anche l'articolo "Quell'acqua (in più) del lago di Cavazzo", pubblicato dal Messaggero Veneto il 21 agosto 1987 e le decine di articoli e studi promossi in questi ultimi anni. In sostanza: se c'è un'autorizzazione a prelevare all'uscita 10 metri cubi, e questi metri cubi non ci sono (funzionamento centrale, siccità o altro), dove si va a prenderli?

mercoledì 22 maggio 2019

Salvare il Lago, in fondo, è salvare il pianeta

La pagina facebook della fortunata trasmissione "Vita nei campi" del GR regionale ospita una riflessione di Enos Costantini dedicata alla importanza dell'acqua nella società e nella economia attuale, in un discorso che si intreccia saldamente con quello del destino del Lago

Un lago unico, un solo pianeta
di Enos Costantini

A ogni siccità, a ogni previsione di siccità, durante ogni inverno in cui si prevede una prossima estate siccitosa, all’approssimarsi di ogni estate non si sa fare altro che perorare l’utilizzo a fini irrigui del Lago di Cavazzo. Per fare più mais sulle ghiaie dell’alta pianura friulana, immagino. Il mais, notoriamente, è una coltura ad alto valore aggiunto che crea uno straordinario indotto e tanti posti di lavoro. Senza il mais, figurarsi, non avremmo le tante eccellenze del territorio che hanno reso la pianura friulana famosa tra gli chef stellati di tutto il mondo. Mi si perdoni la facile ironia.
La mia opinione è che l’ente pubblico dovrebbe spendere il denaro pubblico innanzitutto per salvare il Lago di Cavazzo da morte certa. Poi si discuterà del resto.
Quanto ai pensatori dell’agricoltura friulana, questi ideologi passatisti rimasti ancorati all’ettaro lanciato sappiano che è giunta l’ora di togliersi l’elmetto che la guerra è finita. 
Primo punto: tutte le grandi civiltà del Mediterraneo sono state grandi perché avevano fatto propria quella branca dell’agronomia che si chiama ARIDOCOLTURA.
Punto due: il Lago di Cavazzo è unico, come unico è il pianeta sul quale viviamo. Salvare l’uno significa salvare l’altro.
Punto tre: l’agricoltura asservita all’industria è il paleolitico. Un neolitico con un altro modello agricolo è l’unica salvezza possibile. E non dovrà essere un’epoca da misurarsi in millenni, bensì in anni. Per mangiare da cristiani, o anche solo per sopravvivere, abbiamo bisogno di un nuovo umanesimo e di un rinascimento agronomico.
L’acqua, nella nuova frontiera dell’agricoltura friulana dovrà
1. essere risparmiata in modo parossistico perché non è un bene infinito;
2. se ne dovrà fare un utilizzo morale perché l’acqua è un bene di tutti; 
3. dovrà essere trasformata in economia, quindi utilizzata solo per colture ad alto reddito, labor intensive, ad alto valore aggiunto e che creino posti di lavoro;
4. infine dovrà essere impiegata per colture di alto valore nutrizionale quali gli ortaggi di cui in Friuli siamo deficitari al 90 per cento. Deve, quindi, servire a creare un solido legame di vicinato tra chi produce e chi mangia, e tutti mangiano.
Insomma l’acqua dovrà essere trasformata in soldi, in lavoro e in salute.



sabato 18 maggio 2019

"Due forze agiscono contro la rinaturazione del Lago"

Il Messaggero Veneto del 10 maggio ha pubblicato un intervento di Remo Brunetti dove, dopo il riconoscimento del sostegno dato dalla stampa per la sensibilizzazione delle problematiche legate al Lago, si sottolinea il ruolo, attualmente negativo, assunto dallaSocietà A2A e dal Consorzio di Bonifica:

Egregio signor direttore.                                                            
Ho approfittato di questi giorni di pioggia per riordinare e classificare degli articoli comparsi sul Messaggero Veneto  che, trovandoli interessanti , avevo ritagliato e messo via. Non ho potuto fare a meno di notare il considerevole spazio che Lei e i Suoi collaboratori avete dedicato al Lago di Cavazzo. Questi articoli, comparsi nel giornale più diffuso del Friuli, hanno accresciuto nei lettori la consapevolezza dell’urgenza di intervenire in favore del lago più grande della nostra regione. Che, se non si troverà presto il modo di isolarlo  dagli scarichi limosi della centrale idroelettrica, è destinato a diventare una palude.Purtroppo, contro la rinaturazione del lago di Cavazzo agiscono due forze: A2A (Comune di Milano e di Brescia) e il Consorzio di Bonifica della Pianura Friulana. A2A ,che nella Carnia ha desertificato i corsi d’acqua, provocando un considerevole abbassamento delle falde, considera il lago solo come un bacino in cui scaricare le sue gelide acque turbinate. Mentre per il Consorzio esso è solo una appetibile e sicura massa d’acqua in transito da convogliare quanto prima nei propri canali per scopi irrigui e idroelettrici. Attualmente, A2A è obbligata a rilasciare, attraverso l’Ambiesta, nei periodi di magra del Tagliamento, tutta la quantità di cui il Consorzio ha bisogno. A questa quantità A2A deve aggiungere un 35% che viene disperso nelle falde acquifere e sottratto alla produzione idroelettrica. Pertanto A2A vede con favore il progetto del Consorzio che prevede di utilizzare le acque dell’emissario del Lago di Cavazzo per convogliarle nella propria rete di irrigazione senza che una sola goccia venga sprecata. La realizzazione di quest’opera costerà ai contribuenti, stando al progetto preliminare del Consorzio, 43 milioni di euro. Una cifra importante nel bilancio regionale, che, se destinata a questo scopo verrebbe tolta ad altre voci. Perché, si chiedono in molti, spendere 43 milioni di euro solo per garantire maggiori profitti agli azionisti di A2A?  Tuttavia, questa spesa sarebbe accettabile se, come prescritto dal Piano Regionale Tutela Acque, contestualmente alla condotta del Consorzio, venisse realizzato anche un bay – pass che isolasse il Lago di Cavazzo o dei tre comuni, dalle acque di scarico della Centrale di Somplago.

                                                                                Remo Brunetti  

(MV 10 maggio 2019, rubrica "Posta dei lettori")



domenica 31 marzo 2019

Lago, la Regione ritira l'emendamento a favore del prelievo delle acque

Dopo la convocazione della conferenza stampa dei Comitati per denunciare la pericolosità dell'emendamento regionale che assegnava al Consorzio di Bonifica un contributo per progettare il progetto di prelievo delle acque in uscita, e la preoccupata nota dei sindaci di Bordano e Trasaghis, la Regione ha fatto marcia indietro, annunciando il ritiro dell'emendamento: se ne parlerà "contestualmente" al concorso per la raccolta di idee progettuali per la rinaturazione del Lago stesso.

Ecco il comunicato della Regione:

Ambiente: ritirato emendamento su progetto condotta da lago Cavazzo




Udine, 30 mar - Verificate le istanze del territorio, legate anche al concorso internazionale di idee per recuperare la naturalità e fruibilità del lago di Cavazzo, la Giunta ha ritenuto di ritirare l'emendamento alla proposta di legge 26 "Misure urgenti per il recupero della competitività regionale" relativo alla progettazione della condotta di scarico dal lago al canale consortile del Consorzio Pianura friulana, per fare una valutazione sul progetto a più ampio spettro. ARC

Tra i primi commenti, quello del sito "Friuli sera" che parla espressamente di una Regione "presa con le pive nel sacco" e dell'influenza di "tanti e trasversali poteri energivori"

Ambiente: colta con le “pive nel sacco” la giunta regionale Fvg ritira l’emendamento sul progetto condotta dal lago di Cavazzo

“Verificate le istanze del territorio, legate anche al concorso internazionale di idee per recuperare la naturalità e fruibilità del lago di Cavazzo, la Giunta ha ritenuto di ritirare l'emendamento alla proposta di legge 26 "Misure urgenti per il recupero della competitività regionale" relativo alla progettazione della condotta di scarico dal lago al canale consortile del Consorzio Pianura friulana, per fare una valutazione sul progetto a più ampio spettro”, così recita il comunicato pubblicato poco dopo le 15 sul sito della Regione Fvg. Motivo della retromarcia la reazione dei comitati che da sempre si occupano delle tematiche ambientali in Carnia che hanno convocato una conferenza stampa questa mattina per denunciare il fatto che la Regione con un emendamento inserito in maniera disinvolta nelle “misure per il settore agroalimentare e in ambito forestale e montano” intende procedere alla realizzazione di una derivazione irrigua dallo scarico del Lago di Cavazzo o dei Tre Comuni. Secondo i comitati quel collegamento così come proposto condanna il Lago a morte per interramento aumentando ancora di più la presenza di fanghi che già ne stanno pesantemente condizionando la salute come dimostrato da numerosi studi indipendenti. Secondo il Comitato per la tutela della acque del bacino montano del Tagliamento, Il Comitato di difesa e valorizzazione del Lago dei Tre Comuni o di Cavazzo, Trasaghis e Legambiente del Friuli Venezia Giulia,  la disinvolta operazione di "collegamento tra lo scarico del lago di Cavazzo e il sistema derivatorio Ledra Tagliamento"   viene proposta nonostante il Piano Regionale di Tutela delle Acque preveda che “ Contestualmente dovrà anche essere valutata la fattibilità tecnico - economica di realizzazione di un canale di by – pass, o di altra soluzione progettuale che mitighi l’impatto dello scarico della centrale di Somplago sul lago di Cavazzo con lo scopo di recuperare le condizioni di naturalità del lago stesso e di garantirne la fruibilità”. Insomma qualcuno ha voluto accelerare relegando, dicono i Comitati,  così “la montagna al ruolo di colonia al servizio della pianura”. Ma c'è di più, al di là della inopportunità tecnica di attuare quel progetto, ampiamente spiegata dai numerosi interventi di tecnici qualificati nel corso della conferenza stampa tenutasi a Udine nel palazzo della regione,   nell'emendamento in questione vi sono delle “chicche” una delle quale è davvero un capolavoro: si legge infatti che per il Consorzio di bonifica Pianura friulana.... (che dovrebbe realizzare l'opera ndr) “tra le spese rendicontabili rientrano anche quelle sostenute prima dell'entrata in vigore della presente legge per la rendicontazione del progetto preliminare”. Insomma si coprono spese già sostenute dal Consorzio e decise evidentemente dallo stesso,  cosa che non appare completamente regolare e che forse ne ha provocato il ritiro. La  prova è che nello stesso emendamento negli ultimi capoversi si legge che “una volta finanziata l'opera da parte dello Stato il Consorzio provvederà a restituire le somme anticipate dalla Regione per la progettazione” insomma sembrerebbe solo un prestito, se non fosse che l'ultima riga dell'emendamento  palesa un diabolico finale: “la norma prevede anche, nell'eventuale ipotesi di mancato finanziamento statale, il meccanismo per la rendicontazione” come dire chi ha avuto avuto chi ha dato ha dato, certamente si tratta di eccessivo zelo ma nel voler attuare rapidamente l'operazione.
Alla fine , come già detto,  l'emendamento è stato ritirato, ma è evidente che l'attenzione sulla sopravvivenza del Lago di Cavazzo resta appesa ad un filo. Gli interessi “energivori” sono tanti e trasversali, ma per fortuna c'è chi vigila e per quanto nelle nostre possibilità i Comitati avranno sempre la nostra attenzione.



Le posizioni sono dunque chiare. Rimane un dubbio: Il Comun di Cjavaç ce dìsial?

Intanto è giunta notizia che è stato bandito il "concorso di idee" per la rinaturazione del Lago.
Per i contenuti e le prospettive che si aprono se ne parlerà prossimamente.

sabato 30 marzo 2019

Lago, i Sindaci di Bordano e di Trasaghis non accettano che esso sia condannato ad una fine certa

Dopo la presa di posizione dei Comitati che hanno indetto una conferenza stampa per denunciare la pericolosità di quanto avanzato dalla Regione, vale a dire la concessione di un finanziamento di 450 mila euro per delineare il progetto per captare le acque in uscita dal Lago portandole alle condotte del Consorzio di Bonifica, anche i sindaci di Bordano e Trasaghis hanno congiuntamente emesso una nota nella quale esprimono perplessità su una scelta che "condannerebbe il lago ad una fine certa", invitando la Regione a riconsiderare il problema, dando attuazione, contestualmente, alla progettazione di vie alternative per restituire la naturalità al Lago:

I Sindaci di Bordano Ivana Bellina e Trasaghis Augusto Picco,venuti a conoscenza  dell’emendamento  proposto dalla Giunta Regionale recante quale oggetto “Progettazione del collegamento tra lo scarico del lago di Cavazzo e il sistema derivatorio Ledra Tagliamento” esprimono forte preoccupazione e perplessità per l’attuazione parziale di quanto indicato nel Piano regionale Tutela Acque del 2018 che al punto 3.2.3 che recita “(…) In particolare il flusso di lavoro dovrà prevedere la valutazione di fattibilità di possibili azioni di mitigazione e una valutazione costi/benefici delle possibili alternative agli usi specifici esistenti. In particolare la valutazione delle alternative dovrà prendere in considerazione il progetto di realizzazione di una condotta di collegamento tra il lago di Cavazzo e il sistema derivatorio Ledra Tagliamento che consentirebbe di risolvere le difficoltà che annualmente si verificano ad Ospedaletto garantendo da un lato il fabbisogno del Consorzio e migliorando, dall'altro, gli ecosistemi acquatici del fiume Tagliamento a valle di Ospedaletto che ogni estate vengono messi a dura prova. Contestualmente dovrà anche essere valutata la fattibilità tecnico - economica di realizzazione di un canale di by – pass, o di altra soluzione progettuale che mitighi l’impatto dello scarico della centrale di Somplago sul lago di Cavazzo con lo scopo di recuperare le condizioni di naturalità del lago stesso e di garantirne la fruibilità.”
Come noto la Regione ha indetto un concorso di idee allo scopo di addivenire ad una proposta di rinaturalizzazione del Lago di Cavazzo o dei Tre Comuni ma ciò non può minimamente essere inteso quale attuazione di quanto prescritto dal Piano che invece deve prevedere a nostro avviso, alla pari di quanto previsto dall’emendamento per il sistema derivatorio Ledra Tagliamento, la redazione anche per il Lago di Cavazzo o dei Tre Comuni di uno studio preliminare e del progetto definitivo per “mitigare l’impatto dello scarico della centrale di Somplago sul lago di Cavazzo con lo scopo di recuperare le condizioni di naturalità del lago stesso e di garantirne la fruibilità”
Preme sottolineare che il punto 3.2.3 del PRTA contiene una significativa parola ovvero “contestualmente” che impegna la Regione ad operare su entrambe le strade e non solo su una.
Invitiamo pertanto Il Consiglio Regionale qualora intenda recepire l’emendamento, a considerare quanto esposto per il bene dell’intero territorio regionale.
E’ chiaro infatti a tutti che se la pianura ha oltremodo bisogno di acqua, questa non può essere prelevata indiscriminatamente dal Lago senza condannarlo, insieme all’intera zona, ad una fine certa!




venerdì 29 marzo 2019

Lago, una "condanna a morte per interramento" col sostegno della Regione dato al Consorzio

Nelle scorse settimane (vedi articoli sul Blog del 4 e del 7 marzo) si è notata la ripresa delle richieste, da parte del Consorzio di Bonifica, di poter disporre dell'acqua in uscita dal Lago. Alle diverse riunioni proposte dal Consorzio era spesso presente l'assessore regionale Zannier. Sarà un caso? Fatto sta che, mentre si attende ancora l'indizione del concorso per raccogliere pareri tecnici per la realizzazione del by-pass o di altre soluzioni per rinaturalizzare il Lago, la maggioranza Regionale ha inserito, tra gli emendamenti proposti per la legge sull'edilizia, anche un contributo di 450 mila euro da destinare al Consorzio di Bonifica perché predisponga il progetto delle opere  "per la realizzazione della parte procedurale che dovrà portare al collegamento tra il lago ed il sistema derivatorio Ledra - Tagliamento". Si tratta di un atto che, se realizzato, secondo i movimenti ambientalisti significherebbe per il Lago "una condanna a morte per interramento". Per questo i Comitati e Legambiente hanno subito indetto una conferenza stampa per illustrare le conseguenze che avrebbe la proposta sostenuta dal Consorzio:

Sabato 30 marzo 2019 ore 10 Sala Kugy             
            palazzo della Regione a Udine
Il Comitato per la tutela della acque del bacino montano del Tagliamento, Tolmezzo
Il Comitato di difesa e valorizzazione del Lago dei Tre Comuni o di Cavazzo, Trasaghis
Legambiente del Friuli Venezia Giulia
I Comitati di difesa territoriale della montagna
                      terranno una conferenza stampa sul tema:  
ACQUE: la Regione intende procedere alla realizzazione della derivazione irrigua dallo scarico del Lago di Cavazzo o dei Tre Comuni. Così tradisce
-        il Lago condannandolo a morte per interramento;
-        la montagna relegandola al ruolo di colonia al servizio della pianura.
Lo fa nonostante il Piano Regionale di Tutela delle Acque preveda che   “ Contestualmente dovrà anche essere valutata la fattibilità tecnico - economica di realizzazione di un canale di by – pass, o di altra soluzione progettuale che mitighi l’impatto dello scarico della centrale di Somplago sul lago di Cavazzo con lo scopo di recuperare le condizioni di naturalità del lago stesso e di garantirne la fruibilità”.
Interverranno:
Franceschino Barazzutti, Comitato tutela acque del bacino montano del Tagliamento;
Sandro Cargnelutti, Presidente di Legambiente


giovedì 7 marzo 2019

Per i Comitati si potrà usare l'acqua del Lago per l'irrigazione solo dopo aver restituito al Lago le sue condizioni naturali

Il Blog "Alesso e Dintorni" ha riferito lunedì scorso della discussione in atto in seno al Consorzio di Bonifica sulla possibilità di utilizzare per l'irrigazione le acque in uscita dal Lago.

Sul tema si ha ora una ferma presa di posizione dei Comitati ambientalisti che, dopo aver ripercorso le diverse tappe delle battaglie degli ultimi anni, ribadiscono che non potrà essere dato spazio a nessun prelievo prima del concreto attuarsi del percorso di rinaturazione del Lago:

   
" Si prevede una estate calda e siccitosa e quindi perché non prelevare le acque del Lago di Cavazzo o dei Tre Comuni per irrigare i campi del  Medio Friuli”? Questo è il  ritornello ormai stantio, visto che viene ripetuto in tutte le salse, ormai da  molti anni dai dirigenti  dell'ex Consorzio Ledra/Tagliamento, ora Consorzio Bonifica Pianura Friulana.
     Noi perciò, ancora una volta vogliamo ricordare loro che il più grande lago naturale della regione, non può' essere considerato un mero serbatoio a disposizione della pianura e dei suoi pur legittimi interessi, ma va salvaguardato e rilanciato,  in un'ottica di uso plurimo delle acque,  come bene della comunità regionale, nei suoi aspetti ambientali, naturalistici, paesaggistici e turistici.
     La nostra ormai decennale lotta, prima contro il devastante  progetto di pompaggio di Edipower, che avrebbe dato il colpo di grazia al nostro lago e ora l'attesa, speriamo breve,  per la prevista delibera della Giunta regionale, che determinerà i contenuti del concorso di idee, finalizzato alla rinaturazione del lago, impongono un secco stop a ogni proposta di prelievo, prima che le acque della centrale di Somplago, mediante un bypass o altro, vengano portate all'attuale scarico, senza entrare in contatto con l'attuale bacino lacustre. Cosi' facendo l'ormai attuale freddo e limoso lago alpino, ritornerebbe temperato come un tempo, con un microclima, una flora e una fauna ittica ormai scomparse.
     Solo quando le acque turbinate dalla centrale di Somplago non finiranno nel lago ma a valle di esso, il Consorzio potrà prelevarne una parte sostenibile per i suoi scopi, ma non prima, come si tenta ancora oggi di fare. Su questo aspetto, come sempre, saremo vigili ed intransigenti.
    A questo punto giova ricordare come siamo giunti alla proposta di rinaturazione del lago di Cavazzo o dei Tre Comuni. Un sogno nel cassetto di molti amministratori locali, comitati, associazioni e semplici cittadini della Val del Lago e non. Un puntuale Ordine del Giorno, votato dal Consiglio regionale nella passata legislatura,  è stato recepito nel Piano regionale Tutela Acque del 2018, al punto 3.2.3., dove si legge che " dovrà essere valutata la fattibilità tecnico/economica di realizzazione di un canale di bypass o di altra soluzione progettuale, che mitighi l'impatto dello scarico della centrale di Somplago sul lago, con lo scopo di recuperare le condizioni di naturalità del lago stesso e di garantirne la fruibilità ".
      Arriviamo così alla L.R. n° 3 del 6/2/2018, che all'articolo 11, commi 1  e2, stabilisce la indizione di un concorso di idee, destinando allo scopo ben 50.000 Euro,  per “ la predisposizione di un documento che contenga una valutazione di fattibilità di possibili azioni di mitigazione, finalizzata alla rinaturalizzazione e valorizzazione ambientale e turistica” . In seguito a ciò la Regione/ Assessorato all'Ambiente, come già detto, sta predisponendo il bando di concorso, che arriverà in Giunta regionale in tempi brevi.
     Ricordiamo infine che questo intervento si rende assolutamente necessario, in quanto a causa dei milioni di m/c di fango depositatisi in 70 anni di attività della centrale  sul fondo del lago, a detta del 'ing. Dino Franzil per i Comitati e dell'ing. Franco Garzon, che era stato incaricato di uno specifico studio da diversi Enti Locali, il nostro lago fra 100/110 anni diventerà una palude, con un corso d'acqua centrale.
     Concludendo, finora la Val del Lago ha solo " dato " con l'oleodotto SIOT, con la centrale di Somplago e infine con il passaggio dell'autostrada. Ora legittimamente pretende di " avere " almeno la rinaturazione del lago, per lo sviluppo del turismo, della pesca, delle attività del tempo libero. Per un principio di civiltà!
 Impediremo che a decidere delle acque del lago e della montagna sia la pianura nel suo esclusivo ed egoistico interesse a detrimento della Val del Lago  e di tutta la montagna.

Comitato per la difesa e sviluppo del lago di Cavazzo o dei Tre Comuni, Alesso di Trasaghis
Comitato per la tutela delle acque del bacino montano del Tagliamento, Tolmezzo
Comitato " Forra del torrente Leale " - Avasinis di Trasaghis
Comitato interregionale PAS “Per Altre Strade Dolomiti” Sezione Carnia, Alta Val Tagliamento
Comitato Tutela Acque  Val Degano, Ovaro
Comitato Acqua Libera, Alto But, Paluzza
Gaia Baracetti, promotrice della petizione contro la centralina sul Rio Pecol,  Paularo

lunedì 4 marzo 2019

Nel Consorzio di Bonifica si pensa al Lago per mitigare i problemi della siccità

Nel Medio Friuli ci pensano. Nel corso di un incontro proposto dal Consorzio di Bonifica della Pianura friulana, si è nuovamente parlato dell'ipotesi di utilizzare le acque in uscita dal Lago per far fronte ai pericoli della siccità (tematica antica, più volte affrontata anche sul Blog).
A dare autorevole avvallo alla discussione, l'assessore  regionale, Zannier. 
Non è ancora dato di sapere in che termini si è espresso l'assessore  nè come i convenuti hanno risposto. Ma sarà sicuramente un argomento da riprendere ed approfondire (anche e considerato che si è in attesa della definizione di varie tematiche, dal concorso di idee per il by-pass alla concreta applicazione del Piano regionale delle acque.
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Risorse idriche, i piani del Consorzio di bonifica illustrati alle Consulte

Il Consorzio di bonifica della Pianura friulana ha riunito a Mortegliano le Consulte Medio Friuli, Colline occidentali e Sinistra Torre, alle quali sono stati illustrati il bilancio dell’ente e le opere in programma, oltre 100 nel prossimo triennio.

Irrigazione e approvvigionamento idrico, cambiamenti climatici, difesa idraulica e salvaguardia del territorio, opere e investimenti a favore della comunità e degli agricoltori sono i temi toccati nell’incontro, alla presenza dei vertici dell’ente consortile, dell’assessore regionale Stefano Zannier, e del sindaco ospitante, Alberto Comand.
Le Consulte, di cui fanno parte i sindaci e i nominati dal consiglio dei delegati, sono un prezioso strumento di informazione dei consorziati, una modalità di partecipazione unica fra consorzi a livello nazionale – come rilevato dalla presidente dell’ente Rosanna Clocchiatti –, organi consultivi “sentinella” «che ci permettono di essere vicini al territorio». (...)

L’assessore Zannier, infine, ha annunciato: «Con la Finanziaria di quest’anno si interverrà con mutuo a garantire un’anticipazione immediata e una quota di bilancio costante nel tempo per i prossimi anni, pari a 5 milioni di media annua in conto capitale per manutenzioni per un totale di 17,5 milioni». Zannier ha toccato anche il delicato tema della presa dallo scarico del lago di Cavazzo, che potrebbe mitigare i gravi effetti dei fenomeni di siccità. — 
(Messaggero Veneto, 26 febbraio 2019)