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sabato 22 giugno 2019

Lago, il Consorzio difende il progetto. Ma i dubbi restano...

C'è stato un incontro dell'on. Tolmezzino Bubisutti con i responsabili del Consorzio di Bonifica Pianura Friulana i quali hanno ribadito che la loro proposta (utilizzo a fini irrigui delle acque in uscita dal lago) non andrebbe minimamente a incidere sulla salute del Lago.

Il Consorzio di Bonifica: “Il progetto non influisce sulla salute del Lago di Cavazzo”


“Viene messo spesso in relazione, erroneamente, alla più complessa vicenda dello stato di salute delle acque del Lago dei Tre Comuni, ma il progetto del Consorzio di Bonifica Pianura Friulana sul Lago di Cavazzo in realtà prevede di utilizzare le acque che già attualmente defluiscono attraverso il canale di scarico ed il torrente Leale, e che confluiscono nel fiume Tagliamento all’altezza di Peonis”. Così si apre una nota del Consorzio di Bonifica a margine di un incontro con l’onorevole Aurelia Bubisutti, Deputata carnica della Lega SalviniPremier XIII commissione della Camera dei Deputati – Commissione Agricoltura, alla quale la presidente del Consorzio Rosanna Clocchiatti, assieme al direttore generale Armando Di Nardo e il direttore tecnico Stefano Bongiovanni, ha illustrato il progetto “Costruzione di una condotta di collegamento tra lo scarico del lago di Cavazzo e il sistema derivatorio Ledra-Tagliamento per il recupero parziale della portata di scarico della centrale di Somplago”.
“Abbiamo colto con favore la richiesta di approfondimento del progetto da parte dell’onorevole Bubisutti – commenta Clocchiatti – perché era una buona occasione per spiegare come il Consorzio si adoperi, per vocazione, anche nella progettazione dei sistemi futuri di approvvigionamento dell’acqua necessaria allo sviluppo agricolo delle terre coltivate, sempre più soggette ai cambiamenti climatici”. “Il progetto del Consorzio non influisce sulla salute delle acque del Lago – specifica ancora una volta Bongiovanni – in quanto la “presa” è proposta a valle dell’uscita delle acque dal lago, in prossimità dell’immissione nel torrente Leale, e funzionerebbe solo in condizioni di criticità idriche. Il canale di scarico allo stato attuale già prevede un manufatto, ubicato circa 4 km in linea d’aria a valle del lago, che consente di deviare, in condizioni di deficit idrico, parte della portata nel sistema derivatorio Ledra–Tagliamento”.
Si userebbe, quindi, acqua che oggi resta inutilizzata ai fini irrigui e che invece potrebbe risolvere la questione del mantenimento del deflusso minimo vitale dell’acqua del Tagliamento tra la presa di Ospedaletto e la zona tutelata dal punto di vista ambientale posta a sud del ponte dell’autostrada Udine – Tarvisio, zona oggi soggetta a riduzioni di portata nei periodi siccitosi. “Operiamo in collaborazione con il territorio e con le istituzioni – aggiunge il direttore DI nardo – e siamo quindi a disposizione, ma non disposti ad assumere responsabilità altrui”.
Per la deputata carnica è stato un incontro costruttivo che ha permesso di approfondire alcune dinamiche idrauliche del territorio montano e notizie storiche di riferimento: “Saranno utili per la successiva analisi politica; intendo rendermi parte attiva per una soluzione condivisa e onesta, nel rispetto delle legittime aspirazioni di risolvere una volta per tutte le istanze sollevate dai comitati per la difesa del lago, ma anche di riconoscere obiettivamente pesi e responsabilità delle parti in campo”.

La questione non è così semplice, basta rileggersi gli Atti del Convegno sul Lago del 1987 (organizzato di fronte alle richieste dell'allora Consorzio Ledra-Tagliamento). Agli amanti delle bibliografie si può ricordare anche l'articolo "Quell'acqua (in più) del lago di Cavazzo", pubblicato dal Messaggero Veneto il 21 agosto 1987 e le decine di articoli e studi promossi in questi ultimi anni. In sostanza: se c'è un'autorizzazione a prelevare all'uscita 10 metri cubi, e questi metri cubi non ci sono (funzionamento centrale, siccità o altro), dove si va a prenderli?

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