"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

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domenica 9 settembre 2018

Avasinis, un sostegno al C.R.O. nel ricordo di Matteo Rodaro

Diecimila euro al Cro in ricordo di Matteo


SOLIDARIETÀ ad AVASINIS. Matteo Rodaro, lo chef giramondo, scomparso nel 2013 a 35 anni per un male incurabile, continua ad essere fonte di solidarietà e di aiuto a favore dei meno fortunati. Quest'anno l'associazione “Matteo chef giramondo” voluta da amici e parenti, ha donato un contributo concreto alla ricerca, devolvendo al Cro di Aviano il ricavato - diecimila euro - del concerto per Matteo 2018 promosso nei mesi scorsi al parco della Colonia di Osoppo al quale avevano partecipato tra gli altri i Vegas, I Ribelli (complesso che accompagnava Celentano nei primi anni Sessanta) e Andrea Brando, storico chitarrista di Vasco Rossi. i fondi sono stati consegnati ieri sera [venerdì] ad Avasinis nel corso di una serata che ha visto anche la partecipazione della comica e cabarettista Catine . ai medici del Cro di Aviano (presenti, con il primario Carlo Gobitti, Giovanni Franchin, Primario dell'oncologia radioterapica) e serviranno a sostenere un progetto specifico che permetterà al Cro di inviare medici a Houston per apprendere le più avanzate metodologie di radioterapia. Matteo Rodero era noto come “chef giramondo” perché. fin dal diploma, aveva scelto di esercitare la sua professione sposandola alla passione per i viaggi. cosa che lo ha portato dall’America ai Caraibi. in giro per l’Europa….con qualche tappa anche in Italia.

(Il Gazzettino, 8 settembre 2018)






(Foto: pagina facebook Ass. "Matteo chef giramondo")

lunedì 20 agosto 2018

Il 7 settembre un contributo al C.R.O. nel ricordo di Matteo

L'Associazione "Matteo chef giramondo" segnala in anteprima che

"Venerdì 7 settembre al calar della sera, Vi aspettiamo ad AVASINIS per consegnare il ricavato del "Concerto per Matteo 2018" al "C.R.O." di Aviano. Il contributo è destinato a sostenere un progetto finalizzato all’apprendimento di metodologie avanzate di radioterapia in centri d’eccellenza mondiale. 
Durante l'incontro non mancheranno le sorprese...".

Maggiori dettagli saranno diffusi nei prossimi giorni.


Consegna di materiali pediatrici all'Ospedale di Udine, in una precedente occasione

lunedì 19 febbraio 2018

Un dono ai bambini malati, nel ricordo di Pier (II)

La pagina del Messaggero Veneto di sabato dedicato alle iniziative di beneficenza avviate da Cinzia Braulinese a ricordo del figlio Pier è stato ripreso anche dal sito toscano "Tusciaweb" che sottolinea la richiesta di una "liberatoria" da parte del cantante Marco Mengoni per utilizzare una sua canzone in un video dedicato a Pier.
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Mamma chiede brano a Mengoni per il figlio morto per un tumore 


Ronciglione – (g.f.) – Guerriero, il brano di Marco Mengoni per ricordare il figlio morto a sette anni, portato via da un tumore.
Da una tragedia immensa, avvenuta a 15 mesi dalla perdita del marito in un incidente con la moto, la mamma ha trovato il modo di reagire.
Portando un sorriso a tanti piccolo colpiti dallo stesso male e costretti a cure, spesso dolorose.
Cinzia Braulinese, di Trasaghis, paese in provincia di Udine, ogni anno, nel giorno del compleanno del figlio, organizza iniziative per raccogliere fondi e giocattoli da donare alle strutture che ospitano piccoli malati. Quella appena conclusa è la terza.
Tutto nasce dalla sua esperienza. Nell’ospedale in cui si sottoponeva a chemioterapia, il figlio Pier ogni giorno metteva una croce su un foglio e a fine settimana, nell’ultimo riquadro era disegnato un pacco regalo. Significava che quel giorno avrebbe ricevuto un giocattolo in dono. Un modo per rendere meno duro quel percorso di cura.
Ricordandolo, la donna ha deciso di darsi da fare, mettendo in piedi iniziative per raccogliere fondi e fare in modo che tanti altri bambini avessero giochi e regalare momenti di gioia. Nell’ultima iniziativa, sono stati raccolti quasi mille giocattoli e oltre 1700 euro da donare a strutture sanitarie.
La donna ha pure aperto una pagina su diversi social network: “Pier Pura Energia d’Amore”. Per far conoscere le attività già svolte e promuovere le future, ha realizzato un video, come riporta il Messaggero Veneto.
Di sottofondo ha inserito la canzone di Marco Mengoni,Guerriero, che lei e suo figlio ascoltavano spesso.
“Ho realizzato un filmato che abbiamo caricato sulla pagina Facebook – racconta la donna al quotidiano – e avevamo utilizzato proprio quel brano come colonna sonora, ma ogni volta che pubblichiamo il video sul social, la musica viene bloccata”. Questione di diritti d’autore.
Da qui il desiderio della donna: “Mi piacerebbe chiedere al cantante il permesso di utilizzarla”.
La mamma adesso spera che la richiesta possa arrivare all’artista di Ronciglione.
(da: http://www.tusciaweb.eu/2018/02/mamma-chiede-brano-di-marco-mengoni-per-ricordare-il-figlio-di-7-anni/)

domenica 18 febbraio 2018

Un dono ai bambini malati, nel ricordo di Pier

Il "Messaggero Veneto" di ieri ha dedicato una intera pagina alle iniziative poste in atto dal gruppo "Pier pura energia d'amore" a favore dei bambini degenti presso il Cro di Aviano ed altri ospedali della regione.

Mamma onora il figlio morto a otto anni raccogliendo giocattoli per i più piccoli

Trasaghis: l’iniziativa ha portato centinaia di regali negli ospedali. Tv, pc e tablet consegnati a Tolmezzo, San Daniele e Aviano

martedì 27 ottobre 2015

Il tempo del silenzio e delle lacrime (III)

L'edizione di Pordenone del Messaggero Veneto ha dedicato un articolo alla triste vicenda di Pier, il bambino di Trasaghis scomparso negli scorsi giorni: l'angolazione è quella ripresa dall'ospedale di Aviano, dove Pier era in cura, e dove, nonostante tutto, c'era attenzione per i suoi interessi e le sue passioni.
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«Il sorriso di Pier ci è rimasto nel cuore»

Il Pordenone calcio gli aveva regalato il pallone con cui giocava al Cro. Vinto dal male che l’ha colpito dopo la perdita del padre
PORDENONE. Un bambino e una montagna. Una spaventosa differenza di proporzioni fra un cucciolo di uomo e una vetta impossibile da scalare.
La storia di Pier Della Pietra, 7 anni, friulano di Trasaghis, in fondo è tutta qua. E’ una di quelle che ti sbattono in faccia una realtà impossibile da accettare.
Un papà perso in un incidente stradale in moto e, subito dopo, le prime difficoltà nell’incedere, i segnali che qualcosa, in quel piccolo corpicino, ha smesso di funzionare.
Una conseguenza del trauma subito per la perdita del genitore, si pensa inizialmente. Invece è una malattia senza scampo al cervello.
Pier comincia il suo calvario fra le strutture sanitarie della Carnia, di Trieste e infine al Cro di Aviano, dove l’angelo dei bambini, il dottor Maurizio Mascarin, e gli operatori dell’area giovani lo adottano, di fatto, provano a portare un po’ del suo peso, a rendergli meno improba la fatica di affrontare un giorno dopo l’altro.
E Pier continua la sua vita, nell’istituto, come ogni altro piccolo paziente, con il coraggio di chi affronta un destino assurdo e una voglia di volare più forte di quelle ali spezzate prima ancora di poter essere spiegate.
Lo va a trovare il Pordenone calcio, a Natale, e gli regala un pallone. E’ il Pordenone di Fabio Rossitto, che in campo, nel girone di ritorno, mette una forza d’animo straordinaria e risale dallo sprofondo di un ultimo posto e di una retrocessione diretta che sembrava inevitabile.
Pier con quel pallone ci gioca, in istituto, tira calci fra i reparti, si ricorda di quella giornata con i calciatori neroverdi e riesce, lui che deve combattere la malattia, a infondere serenità e sorrisi a chi gli sta intorno.
E combatte, soprattutto combatte, sognando un giorno di poterli tirare su un campo verde, quei calci al pallone.
Invece non è un film americano, non è una storia a lieto fine. I miglioramenti che il ragazzino fa registrare nell’ultimo periodo si stemperano improvvisamente in un nuovo tornante e un’altra terribile salita da affrontare. Questa volta, purtroppo, fatale.
Pier ci prova, ma non ce la fa. Si consegna al destino e raggiunge suo papà prima del tempo.
A piangerli restano una mamma straordinaria, Cinzia, il fratello, la sorella, i nonni Doriano e Carla. La forza di una famiglia carnica che è una roccia.
Ma soprattutto rimangono quei calci al pallone del Pordenone, quel tentativo di riscatto, quella contagiosa voglia di non mollare.
La battaglia di Pier non è stata vinta ma tante, purtroppo, ne restano ancora da affrontare. Anche per rispetto di quel sorriso e di quella voglia di vivere del bimbo coraggio che non mollava mai.
(Messaggero Veneto - edizione PN - 26 ottobre 2015)