"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons
Visualizzazione post con etichetta Pittini. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Pittini. Mostra tutti i post

sabato 9 agosto 2014

Somplago caput mundi. Rinviata la protesta contro l'elettrodotto

Doveva tenersi questa sera la manifestazione di protesta contro l'elettrodotto Wurmlach Somplago che avrebbe dovuto prevedere l'accensione di falò lungo tutto il percorso (cominciando proprio da Somplago, in Grialeç, sopra la centrale): è stata rinviata a sabato prossimo.

Causa meteo avverso, rinviati al 16 agosto i falò contro l'elettrodotto


Rinviata a sabato 16 agosto, causa le previsioni meteo molto incerte, la prima grande manifestazione contro l'elettrodotto Würmlach-Somplago dopo il via libera del ministero dell'Ambiente.

La mobilitazione per stoppare l'elettrodotto aereo voluto dalla società Alpe Adria Energia (la partecipata tra Enel e le imprese locali Fantoni, Pittini e Burgo prevede di investire circa 11 milioni di euro) si annuncia globale e un primo assaggio della protesta era in programma nella notte tra sabato 9 e domenica 10 agosto. Causa i previsti temporali che avrebbero oltremodo ostacolato l'iniziativa, il tutto è spostato nella notte tra sabato 16 e domenica 17 agosto. Su iniziativa di «Carnia in movimento», dei Comitati in difesa dell'acqua, Legambiente, Mountain Wilderness, dell'associazione Pro Gailtal e di gruppi di cittadini, dall'imbrunire si accenderanno dei falò sopra Somplago (in località stavoli Grialez), nella conca tolmezzina (Malga Avrint e Casera Presoldon), a Cercivento (Pian delle Streghe), a Paluzza (colle di San Daniele), Cleulis e nei pressi di Passo Pramosio. Sul versante austriaco sono previsti due fuochi vicino a Kötschach-Mauthen e al rifugio alpino Zollnersee Hutte. L'iniziativa si inserisce nell'ambito di «Falò sulle Alpi», manifestazione di protesta che ormai da anni «illumina» l'arco alpino, da Vienna a Nizza, per auspicare uno sviluppo sostenibile delle terre alte.

(http://www.lavitacattolica.it/stories/cronaca/5734_causa_meteo_avverso_rinviati_al_16_agosto_i_fal_contro_lelettrodotto/#.U-UXb-N_vRc)

mercoledì 6 agosto 2014

Somplago caput mundi. La Regione e l'elettrodotto

VERIFICHE DELLA REGIONE SULL'ELETTRODOTTO WURMLACH-SOMPLAGO

Pur non essendo ancora di fatto chiamata specificamente in causa dal Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE), l'Amministrazione regionale del Friuli Venezia Giulia segue con attenzione il procedimento autorizzativo per la realizzazione di un elettrodotto tra Wurmlach (in Austria) e Somplago (Udine); ha acquisito tutti gli atti e a partire dal prossimo mese di settembre prenderà contatto con tutti i Comuni interessati, per conoscere formalmente la loro posizione sull'opera.

Lo ha detto la presidente della Regione Debora Serracchiani che, assieme all'assessore regionale all'Ambiente Sara Vito, ha ricevuto i vertici della società Alpe Adria Energia che ha promosso il progetto, e i rappresentanti delle imprese che assieme ad ENEL vi partecipano, quali Fantoni, Pittini e Burgo.

Erano presenti, tra gli altri, il presidente di Alpe Adria Energia Vincenzo Chiari, Andrea Pittini, Giovanni Fantoni, Luigi Piombi per la Burgo, e il capo progetto Fabrizio Scaramuzza. L'incontro è servito per fare il punto sullo stato di avanzamento del progetto, che le imprese proponenti considerano determinante per competere a livello internazionale, comportando un livellamento dei costi energetici, in Italia ancora molto elevati rispetto al resto d'Europa.

Come è stato sottolineato, il progetto rientra tra le priorità indicate dall'Unione europea. Dal punto di vista procedurale, per quanto riguarda l'Italia, si è conclusa la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). Ora può partire il procedimento di autorizzazione unica, per il quale il MiSE convocherà una Conferenza dei Servizi. Solo in quella fase sarà coinvolta ufficialmente la Regione. A seguire sarà richiesta l'intesa delle amministrazioni comunali, con le relative decisioni su eventuali compensazioni.

Da parte austriaca l'iter procedurale dovrebbe invece concludersi già a settembre. Fin dall'inizio è stata esclusa l'ipotesi di interramento per l'elettrodotto, in quanto giudicata non sicura in caso di guasti, oltre che non economica sotto il profilo realizzativo, dovendo comportare tra l'altro anche pesanti e invasivi sbancamenti.

"Pur non avendo ancora titolo ad esprimere un proprio parere, analogamente a quanto fatto per quanto riguarda l'elettrodotto Udine Ovest-Redipuglia, la Regione - ha dunque dichiarato Serracchiani - intende conoscere al più presto le posizioni delle singole amministrazioni comunali, tenendo presente anche gli aspetti compensativi e di impatto visivo ed ambientale. La Regione farà la sua parte per accompagnare la procedura e, al momento opportuno, prendere le decisioni opportune".
(http://www.regione.fvg.it/rafvg/giunta/dettaglio.act?dir=/rafvg/cms/RAFVG/Giunta/Vito/comunicati/&id=91921&ass=C07&WT.ti=Ricerca%20comunicati%20stampa )


martedì 26 marzo 2013

Pre-voto. I candidati e la Valle del Lago - 2 - Saverio Galluccio

La raccolta di opinioni sulle problematiche della Valle del Lago da parte dei candidati al Consiglio Regionale si apre con l'intervento del candidato presidente Saverio Galluccio, del Movimento 5 Stelle che, cortesemente, ha risposto per primo alle domande poste dal Blog. I lettori, se lo vogliono, possono commentare ed esprimere una valutazione.



.......................................


1) Progetto Edipower e conseguenze per il Lago. 

Il progetto di Edipower è un folle emblema della nostra società.
Potenziare la centrale di Sompago per portare acqua nel lago di Verzegnis di notte sfruttando i costi dimezzati dell'energia e farla scendere di giorno quando questa costa il doppio, potrebbe sembrare un vantaggioso affare a tutti. Forse per questo alcuni sindaci, allettati dalle promesse (da marinaio) della multinazionale dell'energia hanno detto si. Hanno la memoria corta: anche la SIOT aveva promesso mari e monti e alla fine lascia solo una striscia di centinaia di km sottoposta a servitù eterne ed espropriata a prezzi di deserto ed una stazione di pompaggio, con tutti i rischi che questa comporta (oltre a rumore e scempio), che lascia al comune meno di 700 euro all'anno.
Ma tornando alla centrale. Non si può accettare che di notte servono 1,7 kw - prodotti con le centrali a combustibili fossili o nucleari - per produrre 1 kw di giorno. Quel 1,7 kw di energia inquina e rende poco più della metà. E' una pura speculazione finanziaria che pagano i cittadini con il cip 6 nella bolletta, con l'inquinamento delle centrali produttrici, con gli elettrodotti (compreso quello di Pittini che vorrebbe collegare la Carinzia con Somplago, appunto), e tutti i cittadini del Friuli V.G. - e non solo - che non potranno più bagnarsi a causa del conseguente cambio di livello (fino a 2 metri) che impedirà qualsiasi attività ludica sulle coste del più grande lago della Regione.
Respingiamo in toto il progetto di Edipower: il lago ha già pagato un prezzo troppo alto dal passaggio dell'autostrada e dalla centrale. Ora basta.


2) Elettrodotto Wurmlach-Somplago 

Noi non siamo sempre e comunque per il no.
In questo caso, come per l'elettrodotto Terna da Redipuglia a Udine nord, siamo per la soluzione interrata.
Beneinteso se questo resta lontana dalle abitazioni, ovvero se garantisce la salute dei cittadini. E se i proprietari e i comuni attraversati non vengono liquidati con un pugno di lenticchie come succede di solito.
Giova ricordare che questo elettrodotto è di iniziativa privata, nessuna "pubblica utilità" e come più volte ricordato dal comitato che si oppone, l'energia importata non può essere utilizzata dalle fabbriche dei proponenti e deve essere venduta sul mercato. Quindi anche in questo caso è una speculazione finanziaria e come tale deve essere trattata: nessuno sconto a chi vuole speculare sul territorio.


3) Richiesta di realizzazione di varie Centraline sul torrente Leale e sul canale di uscita del Lago

Le centraline sul torrente leale solo se realizzate e gestite dalle amministrazioni comunali che si trovano sempre più in difficoltà economiche e sono tenute a rispettare - il che difficilmente succede con i privati - il minimo deflusso vitale. Basta autorizzazioni a società private che sfruttano le nostre risorse e lasciano solo miserie al territorio.
Per il canale artificiale di uscita dal lago vale sempre il solito discorso. Basta speculazioni: le risorse fondamentali della montagna friulana devono andare ai cittadini rappresentati dai comuni di residenza e non agli speculatori che vengono da chissà dove. Quindi o un accordo con le amministrazioni oppure i proprietari del canale lo lasciano com'è. E i calcoli devono essere affidati a esperti al di sopra di ogni sospetto.


4) Ipotesi di utilizzo delle acque in uscita dal Lago per l'irrigazione, come richiesto dal Consorzio Ledra Tagliamento

L'agricoltura ha bisogno di acqua, questo è indubbio. Ma non si può pensare che l'acqua serva solo per produrre denaro, una vera e propria merce come il petrolio. Eppure sta succedendo quello che accade già da decenni nei paesi arabi produttori di petrolio: poche famiglie si arricchiscono con la risorsa e ai cittadini - che hanno pari diritti - le briciole (o neanche quelle). Perciò cominciamo a domandarci: al territorio che produce l'acqua, che sopporta le conseguenze della infrastrutture, che si è visto privato del proprio patrimonio storico, naturale e di svago, cosa resta? Dobbiamo riequilibrare. Uno vale uno, non uno vale 10 mila.

Grazie mille per avermi contattato. 
Saverio  Galluccio


venerdì 1 febbraio 2013

Somplago caput mundi .... ancje par furlan

Il numero di gennaio di "Ladins dal Friul", appena uscito, riprende il comunicato dei Comitati sul problema delle richieste del cav. Pittini per l'elettrodotto Wurmlach Somplago, formulandolo in un "saurìt furlan". Le cose viste da un'altra prospettiva e con un altro codice, dunque (ma i problemi restano).
--------------

 Cumò avonda! Achì no si pea plui il mus! 

  -  Il  Cavalîr  Pittini,  paron  des  açaiariis  di  Riu  di  Osôf,  za  fa  cualchi  zornade  al  à,  dutun  in  chel,  molade  cualchi  lagrime e cualchi menace. La lagrime e je stade inviade pal displasê - usance lui  -  par  vie  che  no  i  lassin fâ  l’eletrodot  Wurmlach-Somblât. La menace, molade tal so mût sclet che no si cubie gran cu la lagrime, e rivuarde la delocalizazion des 
sôs produzions. 
    La lagrime no mertarès atenzion piç, parcè che e ricuarde chê dal crocodîl, ma la dade di chestis Fiestis nus inviule ae  bontât,  cussì  si  contentin  di  fâ  dome  cualchi  domande:  1)  cemût  puedial  il  Cavalîr  Pittini  lamentâsi  che  no  i  lassin  fâ  l’eletrodot cuant che ae sielte de soluzion di fâlu passâ sot tiere nissun si opon? Parcè fasial come  il lôf che al incolpe  l’agnel di inturgulii la aghe?  Se la variant sot tiere - metude in vore intai paîs civii - e coste di plui, parcè il Cavalîr Pittini 
aial la pretese di discjamâ chescj coscj  su lis vals e lis popolazions de Cjargne. 2) dulà jerial il Cavalîr Pittini (e la Regjon)  cuant che za fa un pôcs di agns indaûr il Stât al à privatizât la centrâl idroeletriche di Somblât? Se al fos stâ previden, e  scaltri, e la ves comprade insiemit cun altris industriâi al varès vût la centrâl une vore dongje e la energjie a bon presit. 
Invezit no: al à lassât che e finìs intes mans dai lombarts-piamontês-emilians di Edipower, che si compuartin di colonialiscj  cu lis nestris aghis pratindint fintremai di pompâlis par vuadagnâ inmò di plui; 3) cemût puedial il Cavalîr Pittini pratindi di  discjamâ la sô no previdence sui abitants de Cjargne, che a varessin di paidî un eletrodot fûr dal vade, cun entimis altis fint  a sessante metris? 4) no isal mai stât cjapât dal dubi il Cavalîr Pittini che se achì di nô il kwh al è salât la colpe e po divegni  des imposizions de nestre lobby energjetiche? Che se cjapi cun cheste lobby, e no cun altris. 
     Vignìn ae menace di delocalizâ i siei stabiliments che no merte domandis, ma fermis cjapadis di posizion de bande  des istituzions plui che dai Comitâts: a) il citadin Pittini al è libar di puartâ i siei stabiliments dulà che al crôt, ma a une  condizion dut câs: prime di sindilâsi che al torni  indaûr al Friûl i  contribûts  e  i  sostegns  publics  vûts  des  sôs  aziendis  prime, intant e dopo dal taramot. In maniere diferent al sarès masse comut! b) al fâs tante amarece e rabie constatâ che i 
plui biei flôrs de impreditorie furlane di front aes dificoltâts di chel marcjât - che lôr tant e adorin - nol sepin fâ altri che  menaçâ di sindilâsi, che usâ il ricat viers la Regjon, lis istituzions, la tiere che a lôr ur à dât tant: altri che patriots dal Friûl! 
    La Cjargne no po plui jessi dispueade di dut (aghis, malghis, boscs, scuelis, uficis di pueste, stazions forestâls, piçulis  ativitâts comerciâls, Ater, Aziende sanitarie, Agjenzie des jentradis, Tribunâl) e di jessi “ripaiade” cun l’oleodot, la super-  peresons, il poligon dal Bivera, il disvuedament dai podês dai Comuns par concentrâju su Tumieç, lis boletis saladis di 
Cjargneaghis, il sfrutaments oltri ogni regule dal lât di Cjavaç, la inutil autostrade Cjadovri-Damâr, l’eletrodot su lis entimis e… une gnove emigrazion. Cumò Avonda! 
(Comunicât stampe dal “Coordenament dai Comitâts de Mont” - Zenâr 2013)


"Ladins dal Friul" al ven fat di:
Edizions "Union Scritôrs Furlans " Str. Dandolo 12 (Tierç) 33028 - Tumieç (Ud) / telefon 0433/43696
 - e mail : ladinsdalfriul@gmail.com 

venerdì 4 gennaio 2013

Somplago caput mundi. Sta per arrivare l'OK della Regione all'elettrodotto. Intanto la Secab...

Dopo l'esternazione del Gruppo Pittini sulla possibile delocalizzazione di alcuni settori dell'impresa all'estero, per gli spropositati costi dell'energia conseguenti alla mancata realizzazione dell'elettrodotto Wurmlach - Somplago, e la conseguente nota negativa espressa dal Coordinamento dei Comitati della montagna, una notizia dell'ultima ora sembra rimettere in gioco tutto il discorso: pare imminente, infatti, il parere positivo della Regione alla realizzazione dell'elettrodotto da esprimersi al tavolo ministeriale romano della Valutazione di Impatto Ambientale.


Elettrodotto in Carnia, si sblocca l’iter


TRIESTE. Mentre infuriano le polemiche sull’elettrodotto aereo in Carnia, arriva il colpo di scena. A metà gennaio, a Roma, si riunirà la Commissione plenaria per rilasciare il Via, la valutazione di impatto ambientale sulla merchant line Somplago-Wurmlach, promossa dalla società Alpe Adria Energia. E la Regione, per voce del funzionario responsabile del procedimento, ha tutta l’intenzione di dare il parere favorevole.
Si sblocca, dunque, la prima parte dell’iter, quella amministrativa, mentre gli atti di indirizzo politico, di competenza dell’esecutivo, che daranno il sì o il no definitivo alla realizzazione dell’opera, saranno assunti solo in un secondo momento. Ad annunciare la posizione ufficiale della Regione sul primo passaggio è la stessa direzione centrale ambiente, energia e politiche per la montagna. L’ultimo nodo, quello della malga Pramosio, è stato sciolto.
«Lo studio presentato da Stefano Filacorda, dell’Università di Udine – sottolinea la direzione centrale – ha dimostrato che l’impatto dell’impianto sulla fauna selvatica tende allo zero. Dunque daremo il parere favorevole. Poi il ministero dello Sviluppo economico ci chiederà di dare l’intesa. Si tratta di un atto politico, che assumerà la giunta regionale». (...)
L’elettrodotto aereo “Somplago-Wurmlach”, promossa dalla società Alpe Adria Energia, che vede la partecipazione, oltre che di Enel, di imprese energivore quali Fantoni, Pittini e Burgo, avrà una capacità di 300 megawatt.
Consentirà, dunque, di più che raddoppiare la capacità di transito verso nord (ora di soli 200 megawatt), restituendo competitività alle industrie locali. La merchant line attraverserà la valle del But, per 35 km. Non sorgeranno tralicci in più perché saranno smantellate le linee esistenti per altrettanti chilometri. L’importanza del Fvg come futuro “hub” per gli scambi di energia con l’estero è confermato anche da altre due iniziative merchant line, ovvero realizzate e gestite da operatori privati in regime di esenzione dal “Tpa” (una sorta una sorta di concessione che consente ai privati di utilizzare le interconnessioni in esclusiva). (...)

Per leggere tutto l'articolo:
http://messaggeroveneto.gelocal.it/cronaca/2013/01/04/news/elettrodotto-in-carnia-si-sblocca-l-iter-1.6292559 

Intanto, da Paluzza, i vertici della Secab dicono al Gruppo Pittini: che bisogno c'è di comprare energia in Austria? Ce l'abbiamo noi, a un prezzo assai conveniente, e ottenuta in maniera rispettosa dell'ambiente!


«Industrie, volete energia? Venite da noi in Carnia»


PALUZZA. «Non serve andare all’estero per avere costi inferiori di energia, basta guardarsi in giro e venire su da noi dove c’è il 50% in meno sul costo della bolletta».
Il messaggio proviene dal presidente della cooperativa Secab di Paluzza, Luigi Cortolezzis, ed è rivolto al Gruppo Pittini, che nei giorni scorsi, attraverso il suo ad, Federico Pittini, aveva annunciato la decisione di trasferire all’estero una serie di produzioni con la possibile perdita di qualche centinaio di posti di lavoro.
Pittini indicava come primo motivo della delocalizzazione la mancata realizzazione dell’elettrodotto Würmlach-Somplago. Cortolezzis non condivide il ragionamento, né il far leva su timori occupazionali. Per lui se il problema è davvero il costo dell’energia, la soluzione c’è, basta aver voglia di conoscere cosa offre il territorio in termini di produzione di energia, ad esempio con la Secab, che appunto opera nel settore, con costi di bolletta dimezzati per gli utenti, senza contare poi che anche se l’elettrodotto Würmlach-Somplago fosse realizzato, una parte dell’energia il Gruppo non potrebbe utilizzarla per le sue imprese, ma andrebbe venduta alla rete.
Cortolezzis allora dice al Gruppo Pittini, ma anche ad altre aziende: «Prima di andare all’estero, venite a conoscere il nostro progetto e la disponibilità di Secab, potrebbe anche essere un’occasione di sviluppo per il territorio!». (...)
Leggi tutto l'articolo: 

giovedì 3 gennaio 2013

Somplago caput mundi. Senza elettrodotto, Il Gruppo Pittini minaccia di andarsene all'estero

Qualcuno, negli scorsi giorni, si è lamentato sul Blog dicendo che dare tanto spazio alla "vicenda coscritti" avrebbe tolto attenzione a problematiche più "serie" come la minacciata delocalizzazione del gruppo Pittini che causerebbe notevoli conseguenze in zona sul piano occupazionale. Del problema si è discusso più volte, sul Blog: abbiamo lanciato lo slogan "Somplago caput mundi" proprio per sottolineare lo snodo cruciale somblaghino dove vengono a confluire le tematiche dell'elettrodotto e del raddoppio della centrale.
Pittini, dunque. La minaccia di delocalizzare è, per il gruppo, una  conseguenza della mancata realizzazione dell'elettrodotto Wurmlach Somplago. Ne ha parlato anche "Il Sole 24ore":
«Abbiamo intrapreso la strada della delocalizzazione all'estero; tutto il comparto delle verticalizzazioni del gruppo è destinato a essere trasferito verso Paesi più amichevoli nei confronti delle imprese». Federico Pittini, amministratore delegato del Gruppo omonimo (per la capogruppo Ferriere Nord 964 milioni di fatturato nel 2011, 930 milioni di previsione di fatturato nel 2012) annuncia che “la decisione di trasferire all'estero una serie di produzioni è stata presa”. Di conseguenza, “qualche centinaio di posti di lavoro (attualmente il gruppo ne occupa 1210.
Il primo motivo della delocalizzazione? «È assolutamente la mancata realizzazione della linea di elettrodotto Wurmlach-Somplago» aggiunge Federico Pittini. 
da: Paolo Pinchierri - Il Sole 24 Ore - leggi su http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2012-12-28/gruppo-pittini-guarda-oltreconfine-064241.shtml?uuid=AbpcrdFH


Sulla vicenda, il Coordinamento dei Comitati della montagna ha diramato un comunicato di netta contrarietà alle ipotesi di delocalizzazione, con argomentazioni che toccano direttamente la Valle del Lago:


   Il Cavalier Pittini, proprietario delle acciaierie di Rivoli di Osoppo, qualche giorno fa ha contemporaneamente versato una lacrimuccia e lanciato una minaccia.             
   La lacrimuccia è  provocata dal dispiacere  -  a dir suo -  che non gli lasciano fare il l’elettrodotto Würmlach- Somplago. 
   La minaccia, lanciata nel suo modo rude che non si concilia con la lacrimuccia, consiste nella delocalizzazione delle sue produzioni. 
   La lacrimuccia non meriterebbe attenzione, perché ricorda quella del coccodrillo, ma la ricorrenza di queste Feste c’induce alla bontà, limitandoci ad alcune domande:
   1) come può il Cavalier Pittini lamentarsi che non gli lasciano fare l’elettrodotto quando all’esecuzione interrata non ci sono opposizioni? Perché fa come il lupo che incolpa l’agnello di intorbidirgli l’acqua? Se la variante interrata – adottata nei paesi civili - costa di più, perché il Cavalier Pittini ha la pretesa di scaricarne i costi – suoi – sulle valli e le popolazioni della Carnia?  
   2) dov’era il Cavalier Pittini (e la Regione) quando alcuni anni fa lo Stato ha privatizzato la centrale idroelettrica di Somplago? Se fosse stato lungimirante e l’avesse acquistata assieme ad altri industriali avrebbe avuto la centrale vicinissima. Invece no: ha lasciato che finisse nelle mani dei lombardi-piemontesi- emiliani di Edipower, che si comportano da colonialisti con le nostre acque pretendendo addirittura di pomparle per guadagnarci ancora di più;
   3) come può il Cavalier Pittini pretendere di scaricare la sua non lungimiranza sugli abitanti della Carnia, che dovrebbero subire un elettrodotto-mostro con tralicci alti 60 metri? 
   4)  non è mai stato colto il Cavalier Pittini dal dubbio che se da noi il kwh è caro lo sia per imposizione della nostra lobby energetica? Se la prenda con questa lobby, non con altri.
     Ora veniamo alla minaccia di delocalizzazione dei suoi  stabilimenti che non merita domande, ma ferme prese di posizione da parte delle Istituzioni più che dei Comitati:
    a) il cittadino Pittini è libero di portare i suoi stabilimenti dove crede, ma ad una condizione però: prima di andarsene restituisca al Friuli i contributi e gli incentivi pubblici ricevuti dalle sue aziende prima, durante e dopo il terremoto. Diversamente sarebbe troppo comodo!
    b) fa tanta amarezza e rabbia constatare che questo fior fiore dell’imprenditoria friulana di fronte alle difficoltà di quel mercato - che loro tanto adorano - non sanno far altro che minacciare di andarsene, che  usare il ricatto verso la Regione, le Istituzioni, i loro dipendenti, la terra che a loro ha dato tanto: altro che patrioti del Friuli!  
   Ebbene,  se costoro, il Presidente Tondo ed i suoi pretoriani in Carnia, i Sindaci e amministratori di Tolmezzo e di Cavazzo che hanno tradito la Carnia, i vari “sorestanz” locali, regionali e statali, compresa  la candidata Serracchiani, i sindacalisti elettrodottisti alla Belci (cgil) ed alla Palese (cisl) hanno già dimenticato i 2.500 manifestanti a Paluzza ed i 4.500 a Tolmezzo, i Comitati sono pronti a ricordarglielo con una nuova imponente manifestazione, che porterà l’intera Carnia a travolgerli, a presentare loro il conto di tutti i torti e malefatte passate, presenti ed incombenti sulla Carnia. E ce ne sono a bizzeffe! Sarà certamente una bella giornata per la gente, non per loro!
  A tutti costoro consigliamo di non andare a cercarsi notte. La Carnia non ne può più di esssere spogliata di tutto (acque, malghe, boschi, scuole, uffici postali, stazioni forestali, piccole attività commerciali, ater, azienda sanitaria, agenzia delle entrate, tribunale) e di essere “ricompensata” con l’oleodotto, il supercarcere, il poligono del Bivera, lo svuotamento dei poteri dei Comuni per centralizzarli su Tolmezzo, il carobollette di Carniacque, il pompaggio nel lago di Cavazzo, l’inutile autostrada Cadore-Amaro, l’elettrodotto aereo e …una nuova emigrazione. 
                            CUMO AVONDA!   ADESSO BASTA!