"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

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venerdì 3 agosto 2018

Val del Lago, dettagli tra fede e memoria - Quiz n. 3

Quest’estate, fino alla metà del mese, “Alesso e Dintorni” vi propone un quiz, suggerendovi di individuare un luogo di Val del Lago (dai Comuni cioè di Bordano, Cavazzo o Trasaghis). Le foto da localizzare presentano particolari di pitture, dipinti, costruzioni, segni legati dal filo conduttore del “tramandare”, spesso dall’angolazione particolare della fede che ha caratterizzato i secoli passati. Naturalmente vengono tolti i riferimenti spaziali, che potrebbero facilitare, e l’attenzione deve essere concentrata sul puro elemento in sé, per individuare di quale elemento il dettaglio faccia parte. Attenzione: valgono solo le risposte tramite commento sul Blog!
Come si diceva in altre edizioni, non ci sono premi, ma la soddisfazione di scoprire angoli spesso nascosti del nostro territorio.

Quiz n. 3: la fede sotto la roccia
Dov'è questo riparo sotto-roccia che da secoli la gente valuta oggetto di devozione?



Rispondete cliccando, qua sotto, alla voce “commenti”.

lunedì 9 luglio 2018

Il sindaco di Cavazzo: "Sul by-pass siamo stati fraintesi"

I lettori del Blog ricordano sicuramente le discussioni e le polemiche nate dopo che un volantino dei Comitati del 16 aprile prima ed il Messaggero Veneto del 19 aprile poi hanno dato notizia dell'opposizione espressa dal Comune di Cavazzo in merito al finanziamento della Regione per l'indizione di un concorso tecnico per studiare la possibilità di realizzare un by-pass capace di portare fuori dal lago le acque fredde dello scarico della centrale di Somplago, posizione che è stata censurata da Legambiente con l'assegnazione al Comune di una "bandiera nera".
Il Blog, dopo aver riferito di questi sviluppi, ha più volte auspicato una presa di posizione ufficiale al riguardo degli amministratori cavazzini.
Non pare che, sinora, l'argomento sia stato discusso nel Consiglio comunale.

Nel corso della trasmissione di Telefriuli "Il campanile della domenica" dell'8 luglio interamente dedicato alla Festa del pesce di Somplago, il sindaco di Cavazzo è intervenuto sull'argomento sostenendo che "Sono stato un po' frainteso, l'Amministrazione comunale di Cavazzo è stata molto fraintesa per la bandiera nera ricevuta da Legambiente. (...) Oggi, e da anni, il Comune sta chiedendo alla Regione di fare investimenti sul Lago di Cavazzo. Vorremmo che tutti i finanziamenti fossero inseriti nella logica di ricercare uno sviluppo che sia  immediatamente fruibile. Questo vuol dire non andare immediatamente a ricercare progettazioni importanti per grandissime infrastrutture ma per provare a sviluppare una progettazione armonica che interessi tutti i tre comuni e quindi che  possa essere utilizzata per interventi immediati su questo gioiello che è la Valle del lago. Vorremmo quindi che questo intervento di 50mila euro venisse utilizzato immediatamente dai Comuni e che ogni intervento rientrasse in una strategia complessiva".

Alc al è alc e nuia al è nuia, dicevano i vecchi.
L'intervento del sindaco chiarisce qualcosa, ma non tutto.
E' troppo auspicare - per l'ennesima volta - che l'argomento venga affrontato in maniera chiara e nelle sedi opportune?
(A&D)
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Per vedere la trasmissione di Telefriuli che affronta, oltre alle caratteristiche della festa del pesce anche le specificità del territorio, in particolare le caratteristiche della Pieve di Cesclans e del relativo Antiquarium, sulla chiesa di San Candido, sul forte di Monte Festa, sulla attività della pro Loco per la valorizzazione turistico culturale della zona e altro), clicca sulla finestra che rimanda al servizio pubblicato su youtube:





(Nota: l'intervento del sindaco sulla questione by-pass va dal minuto 09.45 al minuto 11.30)

sabato 24 febbraio 2018

Un nuovo appello per la strada da Cesclans a Pusea

Già altre volte si è parlato, sul Blog, dell'antico tracciato da Cesclans a Pusea che meriterebbe di essere sistemato: v. p. es  http://cjalcor.blogspot.it/2015/08/un-appello-per-la-strada-da-cavazzo.html o http://cjalcor.blogspot.it/2015/10/un-appello-per-la-strada-da-pusea-cjavac.html .
Ora Remo Brunetti, sulla pagina facebook "Sei di Cavazzo se..." rilancia l'appello, segnalando che la strada è stata inserita nel circuito del "Cammino delle Pievi" e che per ripristinarne il transito basterebbe sistemare un guado al posto di un ponte crollato:


No eise ore di fâ il puint pe strade des Presis? A è une strade militâr fate tal 1915, par colegâ Cesclans di Cjavàç cun Pusea di Verzegnis. Comedade ai prins dal 2000 da Comunitât di Mont Cjargnele, cumò a fâs part dal "Cammino delle Pievi". Pai pelegrins, a pît o in mtb, al è un problem: al è colât un puint e nol è mai stât tornât a meti su. Si fevele ancje de pussibilitât di fâ un vât...In ogni mût, almancul sot elezions, comuns di Cjavàç e di Verzegnis faseisi sintî! No vulareis migo che cualchi pelegrin si inçopedi!


domenica 11 febbraio 2018

Somplago, dubbi sulla efficacia del muro di protezione (II)

In merito alle discussioni sorte dopo la pubblicazione, lunedì 5, dell'articolo 

Somplago, dubbi sulla efficacia del muro di protezione

 Franceschino Barazzutti ha inviato al Blog una lettera dove, oltre a considerazioni di carattere generale,  stigmatizza le affermazioni di un lettore intervenuto presentandosi  solo attraverso uno pseudonimo, invitandolo a identificarsi compiutamente. Il documento viene pubblicato pressochè integralmente (esclusi solo alcuni incisi rivolti al Blogger che non rivestono interesse generale).
A&D
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Ho seguito su “Alesso e Dintorni” quanto riportato da Remo Brunetti relativo allo studio del prof. Vaia sulla rupe di San Candido a Somplago e gli interventi successivi, compresi quelli di un tal Baraciut, versione in friulano del mio cognome Barazzutti. L’anonimo  si è dato quel cognome Baraciut ben sapendo che richiama istintivamente quello di Barazzutti Franceschino per il mio impegno sui temi dell’acqua e della Valle.  E’ una provocazione che rivela solo la meschinità dell’autore che non ha il coraggio di mostrare la faccia firmandosi con nome e cognome (e carica?).  Quelle espresse da Baraciut non sono proprio le posizioni di Barazzutti Franceschino!     
    Correttezza e trasparenza richiedono che si risalga all’identità di questo signore (...). 
Nel merito.  Nel ricercare documentazione a sostegno della mia contrarietà alla costruzione di una centralina idroelettrica nella località, ad alta pericolosità, di San Candido mi sono rivolto agli amici del Comitato di Alesso più abili di me nella ricerca internet, i quali a loro volta hanno reperito  – oltre ad altra documentazione su San Candido -  le pubblicazione del 1999 dell’editrice Gortania degli studi di S. Tambosco e F. Vaia su “ La massa rocciosa della rupe di Cesclans” e “L’acquifero della rupe di Cesclans”. Studi che a mia volta ho ricevuto dagli amici del Comitato di Alesso. Studi di cui non ero a conoscenza, avendo lasciato la carica di sindaco nel 1995 e poi lavorato in Russia. Grazie di questa documentazione che amplia le conoscenze sulla nostra valle: la conoscenza è un bene per tutti.
    Leggendo tali studi mi sono chiesto se di essi hanno tenuto conto o no coloro che hanno elaborato l’ ”Adeguamento al P.A.I. –Relazione Geologico-Tecnica ed Idraulica” e la variante n. 35 al P.R.G.C. di Cavazzo Carnico per la parte relativa all’area di San Candido.
       Baraciut scrive “ La popolazione di Somplago ha dormito tranquillamente per oltre quarantanni e continuera'a farlo ... questa lettera e' solo fumo negli occhi . Una storiella per far credere all'opinione pubblica che ci sono dei rischi imminenti per la popolazione . Vergognaisci !!”. 
Anch’io credo che la popolazione di Somplago possa continuare a dormire tranquillamente. Al contrario non potranno dormire tranquillamente e dovranno vergognarsi quegli amministratori pubblici e tecnici  comunali che insistono nel voler costruire una centralina idroelettrica sbagliata nel posto sbagliato. Sbagliata e sbagliato dal punto di vista dell’accertata alta pericolosità del sito  e del pregio ambientale: un capriccio?
     Cordiali Saluti.
     Mi firmo: Franceschino Barazzutti, nato a Mena, già sindaco di Cavazzo

     Con preghiera di pubblicazione.  

lunedì 5 febbraio 2018

Somplago, dubbi sulla efficacia del muro di protezione

Remo Brunetti interviene sul problema della sicurezza del paese di Somplago presentando i dati di una analisi geologica che segnala la non completa efficacia dell'attuale muro di protezione posto a difesa dell'abitato dal pericolo di caduta massi dalla rupe di Cesclans e la necessità di affiancarvi ulteriori opere di protezione.
............... 
No dome un muraion par dâ sigurece ai sompladins e ancje a di chei che a passin pe strade

Somplât e il muraion intune foto di Valter Pillinini
La cuestion dal progjet di une centraline par turbinâ  le aghe di chel rojuç che al ven fûr sot la glesiute di San Cjandi a Somplât ‘e a ripuartade le atenzion no dome su la glesiute ma ancje su chel creton che al sta sore e su lis sôs spacaduris. E alore la memorie a va indaûr fint a la dì da sô inaugurazion fate cul vescul che al dave lis sos benedizions stant ju a Somplât.  I Sompladins difat, si erin inecuarts che lis viertiduris tai crets si erin slargjadis a vevin visât lis autoritâts che, ancje daûr di un studi gjeologjic, a vevin sierade, considerât il pericul, la strade par San Cjandi. Al vignì ancje metût su un semafar, prin da curve a S che al deventave ros, cuant che i sensôrs poiâts sui crets a segnalavin alc. Podopo al è stât fat su il muraion, permetint cussì la ricostruzion des cjasis e da glesie cemût che a erin e dulà che a erin. Dant ancje une sigurece ai sompladins e ancje a di chei che a passin pe strade, che chei cretons, ancje se crevâts a si erin ormai poiâts e no saressin vignûts ju. E ancje se a fossin vignûts ju al sares stât simpri il muraion a fermâju. 
Cualchi setemane indaûr,  sgarfant tai archivis al è vegnût fûr  un studi gjeologjic su la “Rupe di Cesclans” firmât di doi geolics, il glemonas Franco Vaia e la maianese Sonia Tambosco, e vignût fûr tal 1999 su la riviste "Gortania". Un studi che al met in forsit cheste sigurece.
Cjapin par esempli pagjine 23: … La verifica dell’efficacia del muro di protezione è stata condotta prendendo come riferimento un volume mobilizzabile di 4 metri cubi, pari a circa 10 t ed ipotizzando che il muro possa assorbire un energia pari a 850 kjoule.
  Si è visto dalla simulazione che il muro determina l’arresto solo di alcuni dei massi, ed in particolare di quelli che partono da una altezza inferiore e hanno quindi minor velocità. Gli altri blocchi superano il muro sfondandolo. Per raggiungere le condizioni di sicurezza nei confronti di tali masse potenzialmente mobilizzabili si dovrebbe pertanto  adottare un' opera di difesa in grado di assorbire almeno parte dell’energia dei blocchi in movimento verso valle. L’opera considerata nella simulazione è una rete paramassi ad elevato assorbimento, 1750 kj, posta alla quota di circa 240 metri, che può garantire che questi massi non sfondino il muro. 
Il studi al finis cun tun invît:
…Bisogna inoltre riconsiderare l’affidabilità delle opere di difesa attualmente esistenti. Dalle simulazioni è emerso ad esempio che il muro di cemento armato posto a difesa dell’abitato di Somplago non è sufficiente a garantire la totale sicurezza dell’abitato stesso. Si conclude quindi con il sottolineare la necessità di provvedere alla messa in sicurezza del centro abitato di Somplago e delle zone di transito, quale la strada Comunale di Cavazzo Carnico,  perché lo stato di fatto dimostra la inadeguatezza o l’inesistenza di un completo sistema di opere, atte a garantire di fatto la agibilità dei luoghi, riconducendo entro limiti accettabili la naturale pericolosità geologica di questi luoghi, tenendo conte anche dell’elemento sismicità….
Al sares propit impuartant che quest studi al vignis fat cognossi a dute la popolazion, magari picjantlu tes bachechis dal comun,  in biblioteche, e parcè no, ancje tes glesiis e tes ostariis…
                                                                     Remo Brunetti 

giovedì 28 dicembre 2017

Anno Mille, il mistero di "Bordanum"


Enrico Rossi, in un suo ben  documentato articolo relativo alla nascita di Bordano, pubblicato su questo Blog alla fine di novembre (Obiettivo su Bordano & Interneppo - 3 - Dati e ipotesi sulla nascita di Bordano), analizza  il carattere della più antica citazione riferita al nome di Bordano: “Un conto infatti è verificare come il nome di quello che poi fu ed è un paese sia stato citato in un qualche documento, e un altro è assicurarsi che quella citazione si riferisca proprio al paese e non, per esempio, a una semplice località disabitata. Non è dunque scontato collegare la menzione “Bordanum”, scoperta in un codice della Chiesa gradese dell’anno Mille, alla presenza effettiva di un villaggio, un gruppo di case, una comunità insomma, anche se in quel documento si citavano i villaggi friulani sopravvissuti alle invasioni ungare, che avevano spopolato il Friuli nella prima metà del X secolo.” (1).

Mi permetto di intervenire sulla questione dal momento che mi pare di essere stato il primo ad aver segnalato, in zona, il riferimento a quel documento.  Non mi attribuisco ovviamente nessuna paternità: il riferimento era a uno dei più grandi storici friulani, don Guglielmo Biasutti, che aveva citato il documento nella sua corposa monografia sul Comune di Forgaria, uscita a ridosso del terremoto (2). La citazione diceva: “Un antichissimo codice della Chiesa di Grado ci dà il seguente elenco : (...) [50 nomi di località tra cui  Osopus, Bordanium, Cabacium, Virgineæ Fageta, Nemas, Buga, Arthenea , Glemona, Julium, Tumetium, Iblinum , Gortum,..]. Gli storici sono concordi nel far risalire questo documento a circa il Mille. E in verità vi si avverte chiaramente il vuoto della Vastata Hungarorum.
Poco importa che il documento ci venga dato in una relazione filoudinese (…) né è compito nostro risolvere i molti problemi che ne insorgono, p. es. (…) la difficile identificazione di alcune località,  il singolare accostamento a centri storicamente importanti di villaggi ora di poco conto – quale Bordano-“ (p. 86)
Mi era parso importante segnalare tale riferimento, e lo feci in un articolo pubblicato sul periodico “Monte San Simeone” (3) , in seguito riproposto integralmente in apertura del volume di Enos Costantini dedicato alla toponomastica di Bordano e Interneppo (4).
Negli anni a seguire, mi sono più volte interrogato su quella isolata citazione ed ho cercato maggiori dettagli.

Il riferimento risale al fatto che nel 1730 Ludovico Antonio Muratori pubblicava nel XVI volume dei Rerum Italicarum Scriptores il De vitis et gestis patriarcharum aquilejensium , un’opera rimasta fino ad allora manoscritta del notaio udinese Antonio Belloni, composta nella prima metà del XVI secolo e comunque non dopo il 1554, anno della morte dell’autore. L’opera era dedicata alla storia del patriarcato aquileiese, attraverso le vite dei patriarchi  da Marco ai Grimani; in essa il Belloni riportava, nel capitolo dedicato alla vita e all’opera del vescovo Niceta, un elenco di oppida (luoghi fortificati), per un totale di una cinquantina di località.
Il Belloni affermava di aver tratto tale elenco da un codice che egli considerava molto antico e che si conservava in Gradensis Ecclesiae.
La lista presenta alcuni errori nella trascrizione dei nomi delle località friulane e carniche dovute forse alla difficoltà, a causa della grafia, di lettura del manoscritto da parte del Muratori o di errori già presenti nel manoscritto stesso. I nomi sono tutti latinizzati con l’intento di farli risalire all’epoca romana per nobilitarne l’origine (5).

Sono poi riuscito a trovare una edizione a stampa  del lavoro settecentesco del Muratori (6), dove il “Bordanium”  citato da Biasutti compare come “Bordanum”, accanto al vicino “Cabatium”:


Un ulteriore dubbio mi è venuto quando ho trovato, in un lavoro di Vincenzo Joppi (7) dedicato alle prime testimonianze scritte in friulano, una lettera del notaio Belloni che presentava, questa volta in ordine alfabetico e in friulano, l’elenco dei più antichi  castelli e luoghi fortificati della Regione. Ebbene, in questo elenco, “Cabatium” era ormai localizzato in Cesclans, e, soprattutto, non compariva più Bordano ma Barbana!!!


Ecco, penso siano quindi chiari i termini della questione: si tratta di “andare alla fonte”, trovare – se ci sono ancora – i documenti originali, per verificare quale sia stata la trascrizione originaria (e, nello specifico, se esista effettivamente l’antica citazione di Bordano).

In Val del Lago c’è stato il lavoro dei “pionieri delle carte perdute”(8) (i primi ricercatori, cui va sempiterna lode, da Sabino Leskovic a Silvio Angeli a Ugo Rossi a don Santo De Caneva e altri) seguito dal lavoro degli “autodidatti” che soprattutto, dopo il terremoto, hanno tentato di dare un contributo di ricerca sul territorio (Enos Costantini, Linda Picco, Oscar Rossi,Velia Stefanutti,  Decio Tomat,  il sottoscritto e altri).
Alla new entry, la generazione giovane, fresca di studi universitari, l’augurio di “raccogliere il testimone” di questo “spirito di ricerca” e arrivare concretamente a trovare le “carte perdute”, rivitalizzandole attraverso una analisi rigorosa e proficua.
Pieri Stefanutti


Fonti:
1)      Enrico Rossi, Tra i due litiganti (Venzone e Tolmezzo) il terzo nasce (Bordano), “Alesso e Dintorni”, 30 novembre 2017
2)       Guglielmo Biasutti, Forgaria, Flagogna, Cornino, San Rocco, Agraf, Udine 1976
3)       Pieri Stefanutti, Cenni storici su Bordano e Interneppo “Monte San Simeone”, agosto 1985
4)       Enos Costantini, Bordan e Tarnep, nons di luc, Comune di Bordano, 1987
5)      Cf. Eliano Concina, La localizzazione del castrum di Ibligine alla luce delle fonti. Prima parte, in: Annuario del Museo Archeologico Nazionale di Cividale del Friuli, Forum Iulii xxxv (2011)
6)      L.A. Muratori, Rerum Italicarum Scriptores, Tomus XVI, Milano 1730
7)      Vincenzo Joppi, Testi inediti friulani dei secoli XIV al XIX, Loescher 1878
8)   Cf. P. Stefanutti, I pionieri delle carte perdute, in AA.VV. Bordan e Tarnep. Storie e vite ator dal Lac, Comune di Bordano 1997, pp. 13-25


P.S. Sulla necessità di andare sempre, quando possibile, a ricontrollare le fonti originali, ricordo il caso del "feudatario di Trasaghis": diversi studiosi di fine Ottocento riportavano la notizia di una investitura feudale a un "Hermanno de Trasagis". Come credo di avere dimostrato (v. "Messaggero Veneto" 27 maggio 1996), si trattava di una "attribuzione indebita" in quanto il "Trasagis" in questione non era il "nostro" Trasaghis ma Transacqua in Cadore (uguale etimologia per paesi diversi). 

domenica 29 ottobre 2017

Le commemorazioni dei Caduti nei tre Comuni della Valle del Lago

Le cerimonie per il ricordo dei Caduti nelle giornate dell’Unità Nazionale e delle forze armate si svolgono in date e momenti diversi nei singoli Comuni: in queste note un quadro di sintesi (si spera utile) riferito ai tre Comuni della Valle del Lago.
Nel Comune di Bordano le cerimonie si svolgeranno domenica 5 e lunedì 6 novembre
L’Amministrazione Comunale, come di consueto, intende onorare la memoria dei Caduti di tutte le guerre con una cerimonia che si svolgerà: - a Interneppo domenica 5 novembre 2017 alle ore 12.00 dopo la Messa, deposizione Corona di Alloro presso il Monumento ai Caduti - a Bordano lunedì 6 novembre 2017 alle ore 11.00 deposizione Corona di Alloro nella piazza della Chiesa presso il Monumento ai Caduti, con la presenza dei bambini della Scuola di Bordano.



Nel Comune di Cavazzo, invece, le cerimonie si svolgeranno venerdì 3 e sabato 4 novembre:

VENERDI' 3 novembre 2017
ore 14.00 - SOMPLAGO
Monumento ai Caduti: Benedizione e deposizione corona
ore 14.15 - MENA
Monumento ai Caduti: Benedizione e deposizione corona
ore 14.30 - CESCLANS
Monumento ai Caduti: Benedizione e deposizione corona
ore 15.00 -CAVAZZO
Chiesa di San Daniele: S. Messa in onore ai Caduti
Corteo per il Monumento ai Caduti: Discorso del Sindaco e Benedizione e deposizione corona
ore 16.30 - CAVAZZO
latteria: Rinfresco offerto dagli ex Combattenti e Reduci e Gruppo ANA "Monte Festa"

SABATO 4 novembre 2017
Ore 17.00 – CAVAZZO
Ex latteria: serata storico-culturale sul forte di Monte Festa a cura dell’Ass. Amici della Fortezza di Osoppo



Comune di Trasaghis

Anche quest'anno l’amministrazione comunale di Trasaghis intende ricordare la  Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, in una cerimonia che vede accomunato il ricordo dei militari e dei civili periti durante i conflitti del Novecento.
La cerimonia si  svolge  ogni anno in una frazione diversa del Comune; quest'anno si terrà a BRAULINS Domenica 5 Novembre 2017 con il seguente programma:

Ore 10.30 -    Raduno in piazza San Michele.
Ore 11.00 -    Celebrazione S. Messa nella Chiesa Parrocchiale
               accompagnata dal Coro Alpino del Gruppo A.N.A.
               di Gemona.
Ore 12.00 -    Cerimonia ufficiale presso il Monumento ai Caduti
               con la deposizione di una corona di alloro. Seguirà la lettura dei nomi dei Caduti di Braulins durante la Grande Guerra, con la consegna di medaglie ricordo ai familiari dei Caduti

  Sarà presente una rappresentanza delle Associazioni di ex combattenti austriaci Kameradschaftsbund e Abwehrkämpferbund di Griffen, il Comune austriaco gemellato con  Trasaghis, per un ricordo comune dei Caduti di tutte le guerre.

Tutta la popolazione è stata invitata, tramite manifesti,  ad intervenire e ad esporre alla finestra il tricolore.

sabato 9 settembre 2017

Val del Lago sul Web: tra i silenziosi paesi del Comune di Cavazzo

"Gabry Mir" ha appena pubblicato su youtube una bella sequenza fotografica dedicata ai paesi del Comune di Cavazzo, accompagnata dal significativo commento "I paesi appaiono silenziosi,ma le immagini parlano per loro".

Potete vedere il video su youtube all'indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=d28cfgt_iKE  oppure semplicemente cliccando qui sotto:



Dello stesso autore è possibile apprezzare un video girato in larga parte sul Tagliamento a Braulins:
https://www.youtube.com/watch?v=FKKqdJ0Jf74 


lunedì 31 luglio 2017

Val del Lago sul Web: il giro del San Simeone proposto da "Il Piccolo"

"Il Piccolo" di Trieste ha dedicato alla Val del Lago un bell'articolo di M. Piccin: partendo da Bordano viene proposto un anello attorno al San Simeone e alla zona del Lago:

Verso il San Simeone pedalando a Bordano, paradiso delle farfalle


di Massimo Piccin 

Oggi partiamo da Bordano, in provincia di Udine, tra Venzone e il lago di Cavazzo, per un anello che compie il giro del Monte San Simeone . Itinerario di circa 20 chilometri, tra strada carrozzabile e ciclabile. Per tutti, con ogni tipo di bici. Bordano è un paese fresco di 700 abitanti, colorato da murales e noto come “il paese delle farfalle”, per la massiccia presenza di questo insetto, soprattutto nella stagione primaverile. La Casa delle Farfalle vale una visita, a vostra scelta a inizio o a fine di questo giro. È il più grande complesso di serre per farfalle in Italia, che qui volano libere a migliaia, per centinaia di specie diverse provenienti da tutto il mondo.

Da Bordano, per strada di scarso traffico, saliamo in un paio di facili chilometri verso la Sella di Interneppo, appena oltre a un bivio, che a destra propone l'ascesa panoramica e tortuosa al Monte San Simeone (1505 m.). È la prima variante all'itinerario, per 12 km non facili (pendenze attorno all'8 per cento) fino in vetta al monte che fu epicentro e simbolo del sisma che devastò la Carnia nel '76.

Dalla sella, che raggiungiamo con facilità, lungo murales simpatici dedicati ai campioni del ciclismo, scendiamo al lago di Cavazzo. Breve sosta, finita la discesa, nel magnifico punto panoramico su questo bacino naturale, prima di iniziare la strada che lo percorre lasciandolo sulla sinistra, fino a Somplago, in circa 5 km. Qui, la seconda variante al giro, tenendosi sulla sinistra verso l'abitato di Alesso, raggiungibile in circa 3 km. Paesino grazioso, meta turistica per la presenza del torrente Palar.
A Somplago inizia una salita appena impegnativa, ma breve (2km circa), verso la Sella di Cesclans, che scollina verso Cavazzo Carnico. Appena oltre la sella, un bivio. Teniamoci a destra, dove hanno inizio il tratto ciclabile che chiude il giro del San Simeone e ci riporta a Bordano lungo il Tagliamento. Si tratta di un'antica strada, fino a qualche anno fa sterrata e ora adibita a pista ciclabile asfaltata. Facile e divertente, termina dopo 9 km a Pioverno, dove una piccola deviazione sul ponte del Tagliamento permette un panorama importante sui monti di Gemona e Venzone. Si prosegue, infine, per altri 3 km verso Bordano.


sabato 15 luglio 2017

Metti una sera in Val del Lago: dai Nomadi a Bach

Un sabato sera, in Val del Lago, che affianca proposte assai diversificate, per tutti i gusti!

Il campo sportivo di Alesso ospita il concerto dei Nomadi:

Arrivano I Nomadi nella val del lago per festeggiare i 50 anni della Pro Loco Alesso. 

La band di Beppe Carletti terrà un concerto sabato alle 21.30 nel campo sportivo della località, a poco distanza dal lago dei Tre Comuni. Per facilitare la distribuzione dei biglietti dello spettacolo sul territorio, gli organizzatori segnalano i diversi punti in cui è possibile farlo: a Gemona Alla Piazzetta a Ospedaletto e Alla Merinde in via Bariglaria, in Carnia alla Cartolibreria Moro e al Tilly's pub a Tolmezzo, al Mister Zoncolan a Sutrio e alla pasticceria Myriam a Forni di Sopra. I biglietti di possono trovare anche al Bar Esso sulla provinciale osovana a Buja, alla Pro loco di Fagagna nella sede di piazza Unità, al bar Centrale a Bordano, mentre a Trasaghis sono disponibili alla pizzeria Bunker 3, al bar Da Stefy  e all'alimentare Picco Annalisa ad Alesso. (p.c.) 
(Messaggero Veneto, 13 luglio 2017)

Nella Pieve di Cesclans, invece, un suggestivo concerto di musica classica:

Bahrami e Mercelli alla pieve di Cesclans inaugurano Carniarmonie 2017 Eventi a Udine


Bahrami e Mercelli alla pieve di Cesclans inaugurano Carniarmonie 2017 Eventi a Udine

Carniarmonie, il festival più antico e innovativo della montagna friulana, è ai blocchi di partenza con due grandi appuntamenti in questo fine settimana, per una lunga programmazione che vede quarantatré concerti in due mesi, fino a settembre. Ospiti attesi all'ouverture della rassegna, che raggiunge quest'anno la ventiseiesima edizione, sabato 15 luglio con inizio alle ore 20.45 alla Pieve di Santo Stefano a Cesclans di Cavazzo, il duo internazionale composto dal pianista Ramin Bahrami e dal flautista Massimo Mercelli, due punte di diamante nel panorama musicale classico. Il primo è riconosciuto tra i più sopraffini interpreti bachiani alla tastiera e finora ha registrato ben 14 album per la prestigiosa etichetta Decca Universal. Massimo Mercelli collabora invece da diversi anni con artisti del calibro di Morricone, Nyman, Glass, Penderecki, Sollima, ricercato artista nel pantheon della grande musica.
Un duo straordinario che proporrà un concerto dal titolo "Bach Sansouci", incentrato sull'incontro che avvenne nel 1747 tra il genio di Eisenach e il re Federico II di Prussia, suo grande ammiratore, nel castello di Postdam, da cui nacque la celebre composizione Offerta musicale che Bach gli dedicò.


(da:  http://www.udinetoday.it/eventi/bahrami-e-mercelli-alla-pieve-di-cesclans-inaugurano-carniarmonie-2017-3661945.html


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Ai lettori del Blog: lait lì ch'i volés.... e raccontateci le  emozioni provate.

lunedì 10 luglio 2017

Cavazzo in uno "speciale" di Telefriuli

La trasmissione di Telefriuli "Il campanile della domenica" di ieri è stato dedicato interamente al Comune di Cavazzo.
In una serie di interventi coordinati da Dario Zampa, partendo dalla "festa del pesce" di Somplago, sono state prese in esame le caratteristiche storico-culturali ed economiche del territorio, dalla storia della Pieve di Cesclans alle vicende del forte di Monte Festa, dall'attività della centrale alle problematiche del Lago e altro ancora.

Chi vuol vedere (o rivedere) la trasmissione, può andare su youtube sulla pagina https://www.youtube.com/watch?v=4WC07_xUXyg  o cliccando direttamente qui sotto:



giovedì 13 aprile 2017

Funzions sot Pasca

Pasqua, per chi ci crede, è tempo di riflessioni individuali e di funzioni comunitarie. Se possono risultare utili, ecco dunque alcune indicazioni relative alle cerimonie religiose previste ad Alesso (e in parte ad Avasinis) e nella Parrocchia di Cavazzo.



Parochia di Delés

Oraris das funzions da Setemana Santa e di Pasca


Joiba 13 di Avrîl 2017 - Joiba Santa

-As 8.00 dasdeseras: Messa da cena dal Signôr e riposizion dal Santissim in tal “Sepulcri”.




Vinars 14 di Avrîl 2017 - Vinars Sant
- TA GLÊSIA DI DELÉS –

-Via pal dì: Adorazion dal Santissim tal “Sepulcri”.

-As 8.00 dasdeseras: Letura dal “Passio”, adorazion da Crôs, procession di Vinars Sants.




Sabida 15 di Avrîl 2017 - Sabida Santa

- A Delés, via pal dì: Adorazion da Crôs
- TA GLÊSIA DI VASINAS

-As 8.00 dasdeseras: Benedizion dal Fûc, dal Ceri Pascâl e da l’Aga Batisimâl. Messa da Risurezion.




Domenia 16 di Avrîl 2017 - PASCA MAJÔR

-As 11.00: = Messa Granda = Cjantada dai nestis fruts e benedizion dai ûs e das fuiazas.




Lunis 17 di Avrîl - Lunis di Pasca

- A NO Ê MESSA


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Ovviamente, se anche in altri paesi si sentisse l'esigenza di far conoscere orari o iniziative particolari, basta darne notizia al Blog.
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Buina Pasca a ducj!

mercoledì 16 novembre 2016

Sabato a Cavazzo il libro sulla storia del Comune

Per le iniziative di "Un libro, il suo autore", l'associazione "Mille e una storia" propone per

Sabato 19 novembre 2016 alle 18.00  nella Sala associazioni della ex Latteria di Cavazzo Carnico

la presentazione del libro 

STORIA GENERALE DI CAVAZZO CARNICO


Si tratta dell'incontro con l'autore Danilo Puppini per la presentazione del libro che tratta della storia del Comune di Cavazzo Carnico con le sue frazioni



lunedì 3 ottobre 2016

Cavazzo, "ricordare e ripercorrere quanto accadde 40 anni fa"

Cjavaç ha concluso, con una significativa manifestazione, le iniziative per ricordare il 40° anniversario del terremoto.

Cavazzo Carnico ha ricordato il terremoto


Le manifestazioni per il ricordo del terremoto organizzate dal Comune carnico hanno avuto l’apice nella seconda metà di settembre con la giornata commemorativa tenuta assieme alle amministrazioni di Tolmezzo, Amaro, Verzegnis e Villa Santina. Presenti gli assessori regionali Sergio Bolzonello e Mariagrazia Santoro, nonché il comandante della Julia generale Fabbri, il prefetto di Udine Zappalorto, il colonnello Zearo del comando provinciale dei carabinieri, l'arcivescovo di Forlì monsignor Pizzi, i genieri dell’ex battaglione Bolsena e 14 sindaci, fra i quali molti di quei Comuni d’Italia che 40 anni fa hanno dato il loro fattivo contributo per la ricostruzione. «Abbiamo l’obbligo storico e morale di ricordare e ripercorrere quanto accadde 40 anni fa – ha detto il sindaco Borghi –, quando la forza inaudita del sisma dilaniò il Friuli. La giornata del 15 settembre è stata un apocalisse perché in quel momento il pensiero non era più solo quello di aver perso la casa ma di aver perso la propria terra». Poi un pensiero alla ricostruzione, a quanti, come l’allora sindaco Cornelia Puppini si sono trovati innanzi l’immane compito di ricostruire le case e la società per quanti rimasti. All’epoca Cavazzo Carnico ospitava caserme di militari, i quali sono subito intervenuti in aiuto dei civili. Un aiuto che costò la vita al geniere Antonio Vallerio di 22 anni morto il 9 settembre 1977 durante le operazioni di demolizione, e a Franck Rieboldt, tedesco 21enne appartenente al Soccorso dell’Ordine di San Giovanni, che perse la vita in un tragico incidente alla guida di un camion. (g.g.)


(Messaggero Veneto, 2 ottobre 2016)

mercoledì 28 settembre 2016

Sabato concerto nella Pieve di Cesclans: un aiuto per i terremotati

Concerto benefico a Cesclans pro terremotati del Centro Italia


Il Coro Tita Copetti organizza un concerto a scopo di raccolta fondi per i paesi colpiti dal sisma del 24 agosto.
L’appuntamento è per sabato 1° ottobre alle 20:45 alla Pieve di Santo Stefano di Cesclans di Cavazzo Carnico, con ospiti gli Ottoni della Bassa Friulana del maestro Francesco Fasso diretti dal maestro Mauro Vidoni.
Le offerte raccolte durante la serata saranno interamente devolute tramite donazione alla Protezione Civile, che le farà giungere alle popolazioni del centro Italia colpite dal terremoto.
PROGRAMMA
OTTONI DELLA BASSA FRIULANA Direttore Maestro Mauro Vidoni
Tielman Susato (1510-1570) Intrada II
Johann Sebastian Bach (1685-1750) Gelobet sei der Herr, mein Gott – BWV 129
Mauro Vidoni (1969) Sacred Colors
Johann Sebastian Bach (1685-1750) Num danket alle Gott – BWV 79
Marc-Antoine Charpentier (1636-1704) Te Deum Prelude – H 146

CORO TITA COPETTI Direttore Maestro Daniele Cuder
Diane Loomer (1940-2012) Ave Maris Stella
Bepi De Marzi (1935) Gerusalemme
Morten Lauridsen(1943) O Magnum Mysterium

OTTONI DELLA BASSA FRIULANA Direttore Maestro Mauro Vidoni
Mauro Vidoni (1969) Intrada I
Felice De Giardini (1716-1796) Fanfare Prelude on the Italian Hymn
Georg Daniel Speer (1636-1707) Sonata da Chiesa in A minor
Anton Bruckner (1824-1896) Ecce sacerdos magnus – WAB 13
James Swearingen (1947) Fanfare Prelude on Crown Him Whit Many Crowns
Gabriel Fauré (1845-1924) Pie Jesu

Nel 1976 la Pieve di Cesclans era così.... Da qui, il senso della rinascita.

sabato 30 luglio 2016

"Mossi dalla terra", memorie cavazzine sul terremoto

Mossi dalla terra





"Mossi dalla Terra"
 nasce per ricordare, a quarant'anni di distanza, l'esodo dei cittadini di Cavazzo Carnico dopo il sisma del 1976.
Il progetto racconterà in un film e in una pubblicazione, che verranno presentati al pubblico il prossimo settembre 2016, la storia dell'esodo dei cittadini di Cavazzo Carnico a seguito delle scosse del settembre 1976. Gran parte di coloro che lasciarono il paese si sistemarono in provincia di Varese.
Sono on-line le pagine Facebook e Twitter del progetto attraverso le quali è possibile rimanere aggiornati sulla ricerca e gli eventi che animeranno i prossimi mesi:

FACEBOOK
 https://www.facebook.com/Mossi-dalla-Terra-994952397248749/

TWITTER
 https://twitter.com/mossidallaterra
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Il progetto è estremamente interessante per il fatto di raccogliere e mettere in rete importanti testimonianze fotografiche che documentano le fasi dell'emergenza post - terremoto nel Comune di Cavazzo. Ecco alcune delle immagini già pubblicate:
Terremoto a Mena
Adelchi e Lucia a Somplago, subito dopo il terremoto di settembre
Distribuzione di pasti alla caserma Bernardini di Cavazzo (Archivio Cattelan)

Tende a Cesclans (archivio Franco Billiani)