ADDIO A DON DINO PEZZETTA: LUTTO NELL’ARCIDIOCESI UDINESE
Lutto nella chiesa friulana per la scomparsa di don Dino Pezzetta. Il sacerdote, che in passato è stato anche rettore dell'Abbazia di Rosazzo e docente in Seminario, è mancato all’età di 82 anni mentre si trovava in ospedale a San Daniele. I funerali si svolgeranno martedì 15 settembre alle 16.30, a Osoppo, presieduti dall'arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato.
Don Pezzetta fu rettore dell’Abbazia di Rosazzo e docente di Teologia dogmatica in Seminario. «Un sacerdote intelligente e vivace», lo ricorda mons. Guido Genero, vicario generale dell’Arcidiocesi di Udine.
Nato a Osoppo il 5 maggio del 1938, fu ordinato sacerdote il 18 marzo 1962. Continuò poi gli studi tra Roma e la Germania fino a laurearsi in Teologia dogmatica, materia che insegnò anche al Seminario dal 1966 al 1970. «Fu uno dei migliori traduttori dei testi teologici tedeschi», afferma ancora mons. Genero.
Don Pezzetta continuò gli studi a Milano fino a trasferirsi ad Osoppo nel 1976, dove visse gli anni del post-terremoto. Dal 1982 al 1990 fu parroco di Peonis e Trasaghis e dal 1991 al 1994 di Villalta di Fagagna.
Dal 1994 al 2006 fu parroco di Oleis e rettore dell’Abbazia di Rosazzo. Successivamente parroco di Montenars fino al 2014. Negli ultimi anni, provato da problemi di salute, collaborava con la parrocchia di Osoppo. I funerali si svolgeranno martedì 15 settembre alle 16.30, a Osoppo, presieduti dall’arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato.
(http://www.diocesiudine.it/don-dino-pezzetta-e-tornato-alla-casa-del-padre/ )
Un blog per informare, per ragionare, per confrontarsi su quel che capita ad Alesso e nei dintorni. Ce sucedial, ce si fàsie, ce si podarèssie fâ a Dalés e intal dulintôr? Scuvierzìnlu su chest Blog.
"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons
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lunedì 14 settembre 2020
lunedì 20 gennaio 2020
Sabato a Trasaghis "teatri par furlan" col grazie a chi è andato da poco in pensione
L'Amministrazione comunale di Trasaghis propone per sabato 25 gennaio, alle 20, nella sala consiliare, lo spettacolo teatrale "Dino e Danilo - Dal Tiliment al Nilo", trasposizione in friulano di una commedia di Neil Simon, a cura della compagnia "Teatro Maravee" di Osoppo.
Nella commedia, molto divertente, Andy e Norman in friulano sono diventati Dino e Danilo, che, sempre al verde, convivono in un mini appartamento dove lavorano. Dino è un agente dello spettacolo, Danilo è un scrittore commediografo.
Nell'occasione si avrà la consegna di una targa in riconoscimento all'attività del dottor Maurizio Goi e di due dipendenti comunali, tutti appena andati in pensione.
Nella commedia, molto divertente, Andy e Norman in friulano sono diventati Dino e Danilo, che, sempre al verde, convivono in un mini appartamento dove lavorano. Dino è un agente dello spettacolo, Danilo è un scrittore commediografo.
A complicare l’esistenza dei due è l’arrivo di Tania, la “ragazza della porta accanto” estremamente dotata dal collo in giù. Per Danilo è amore a prima vista e…….
Nell'occasione si avrà la consegna di una targa in riconoscimento all'attività del dottor Maurizio Goi e di due dipendenti comunali, tutti appena andati in pensione.
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| Dino, Tania e Danilo... |
martedì 3 settembre 2019
Musica e solidarietà nel "Concerto per Matteo" di sabato prossimo
Il “Concerto per Matteo 2019”, manifestazione benefica, per il quinto anno consecutivo si terrà ad Osoppo (UD) nel Parco della Colonia sabato 07 settembre
La giornata di festa che associa musica, enogastronomia, intrattenimento e beneficenza, nasce per ricordare il giovane chef Matteo Rodaro di Avasinis, scomparso nel 2013 dopo una lunga battaglia. Matteo, nella sua pur breve vita, ha saputo valorizzare nei ristoranti di mezzo mondo i sapori e i vini del Friuli - Venezia Giulia. Un evento così vario rappresenta appieno la personalità aperta e senza confini di Matteo.
Inizio della manifestazione alle 16.00 con l’apertura dei chioschi, che per tutta la festa consentiranno agli avventori di degustare i prodotti tipici dei nostri territori, sorseggiando i grandi vini Doc friulani e terminando l’esperienza gastronomica con gli squisiti dolci preparati dalle nonne.
Seguirà il concerto de “I Vegas”, un’energica “rock cover band” 100% friulana.
Al calar della sera spazio allo sport con la consegna del premio “Matteo Chef Giramondo 2019” per lo sport a PIERPAOLO MARINO, direttore dell’Area Tecnica dell’Udinese Calcio
Immancabile il superconcerto con gli "O.I. & B." Zucchero Celebration Band, per percorrere un viaggio attraverso le più belle canzoni di Zucchero Fornaciari.
Dopo l’impegno a favore dell’Associazione Oncologica Alto Friuli nel 2015 e dell’Ospedale di Gemona nel 2016, del Centro diurno per disabili di Gemona “C.S.R.E.” nel 2017, del CRO Centro di Riferimento Oncologico di Aviano finalizzato all’apprendimento di metodologie avanzate di radioterapia in centri d’eccellenza mondiale nel 2018, quest’anno il ricavato della manifestazione benefica sarà impiegato sempre a scopi benefici che saranno presentati in una serata dedicata.
mercoledì 10 aprile 2019
Anche Bordano sede dell'esercitazione multirischio contro incendi e terremoto
Esercitazione multirischio per tre giorni a Venzone, Portis, Osoppo e Bordano
La zona tra Palmanova, Venzone, Portis Vecchio, Osoppo e Bordano sarà da giovedì 11 a a sabato 13 aprile lo scenario dell’esercitazione multirischio (incendi boschivi e terremoto) Readiness-Sermex 2019. Inoltre, sabato mattina, a Portis Vecchio sarà inaugurato il polo addestrativo della International training school in Seismic emergency response management (Serm Academy).
L’iniziativa rientra nell’ampio programma di attività di sperimentazione, formazione e addestramento sviluppate nell’ambito della Serm Academy, sorta dalla collaborazione tra Protezione civile regionale, Università di Udine, Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, Comune di Venzone e associazione Comuni Terremotati e Sindaci della Ricostruzione del Friuli, con l’obiettivo di contribuire allo sviluppo di un sistema integrato per la gestione della risposta durante un’emergenza sismica.
Come nelle edizioni 2017 e 2018, l’esercitazione è finalizzata a testare l’efficacia della risposta integrata in emergenza sismica fin dalle prime fasi post sisma da parte dei Vigili del Fuoco e della Protezione civile Fvg mediante l’utilizzo di tecnologie e procedure innovative messe a punto dall’Ateneo di Udine. (...)
L’esercitazione, oltre a prevedere l’attivazione della pianificazione comunale d’emergenza, ha come obiettivi l’integrazione operativa tra Vigili del Fuoco, Protezione civile e Università di Udine, lo sviluppo del ruolo funzionale della sala situazioni integrata della Pc a Palmanova e testare l’efficacia degli strumenti a supporto delle verifiche di sicurezza post sisma, oltre all’interoperabilità internazionale nelle attività di rilievo tecnico.
Il tutto si svilupperà attraverso la simulazione di un sisma di magnitudo elevata con epicentro l’area di Venzone e testerà le fasi di intervento, dal primo allarme con conseguente mobilitazione fino alla realizzazione delle opere di bonifica e di messa in sicurezza, adottando i nuovi strumenti di supporto per l’esecuzione dei rilievi, l’elaborazione e la mappatura automatica dei dati acquisiti sul campo per la valutazione della situazione emergenziale in tempo reale.
Dalla sala operativa regionale (Sor) al centro operativo della Pc di Palmanova, dove verrà ospitata anche la sala del sistema integrato gestione triage (Siget), si gestiranno le comunicazioni e si seguiranno le attività sul campo dei Vigili del Fuoco, dei tecnici della Protezione Civile e dei ricercatori dell’Università di Udine, le attività al Comune di Gemona, dove sarà attivato per l’emergenza simulata il Centro operativo comunale (Coc), ovvero il riferimento territoriale per tutte le forze in campo durante l’emergenza e per i cittadini coinvolti nell’evento sismico. (...)
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venerdì 27 luglio 2018
Riorganizzazione della Chiesa friulana. E in Val del Lago...
Profondi mutamenti in atto nella riorganizzazione delle parrocchie friulane. Con il documento «”Siano una cosa sola perché il mondo creda” Le Collaborazioni pastorali. Nuove opportunità per l’azione missionaria della Chiesa sul territorio friulano» sono state istituite le 54 Collaborazioni pastorali che sostituiscono il "vecchio" sistema foraniale.
Con la nuova organizzazione, la parrocchia di Cavazzo (con Cesclans, Mena e Somplago) è inserita nella "Collaborazione pastorale" di Tolmezzo all'interno della "Forania della Montagna"; le parrocchie di Bordano (con Interneppo), Trasaghis (con Braulins e Peonis), Alesso e Avasinis sono inserite nella "Collaborazione pastorale di Osoppo" all'interno della "Forania della Pedemontana".
Al proposito, in attesa di ulteriori contributi, una riflessione di Remo da Cavazzo ed una di Katia da Alesso.
Mi somèe che il Vescul si contenti dome di adatâsi ai timps cirint magari di favorî dai gnûfs rapuarts di fuarce te sô diocesi cun cheste gnove organizazion des colaborazions pastorâls.No si è savût né di autocritichis né che cualchidun si seti domandât il parcè de situazion che ‘o stin vivint. Nol coventave domandâ al istitût Tolomeo par cognossi la condizion daifurlans da diocesi di Udin. Al ere avonde clamâ in ‘samblèe i predis da diocesi e chei a varessin di sigûr fate une buine analisi e forsita varessin proponût une soluzion miôr di cheste.A sares la pussibilitât, pai laics, soredut tes piçulis comunitâts, di fâ funzions cence preidi. Ma al somèe che si veti ‘nant sierâ lis glesiis di chescj puars paîs par no che a cjapi pît une esperience secont cualchidun masse luterane. Paraltri cheste riforme a podares lâ ben in cualsisei diocesi taliane. Dome che cheste no jè une cualsisei diocesi taliane. Culì ‘o vin comunitâts lenghistichis difarentis di chês talianis. Culì come che al ere ai timps dal Patriarcjât di Acuilèe, a son furlans, todescs e slovens. Ce sucedaraie cu lis gnovis “UTI”dal Vescul? Tai paîs da comunitât slovene laràno preidis disponûts a acetâ e a doprâ la lenghe di cheste comunitât tes liturgjiis? O si sieraraie invessit lis gleisis dai paîs piçui par tirâju ju tai paîs grancj dulà che se ur larà ben si fasarà in sloven dome une leture e cualchi cjant e il rest dut par talian? E compagn pai paîs da comunitât furlane. Il Vescul Battisti al invidave i furlans a no pierdi la lôr lenghe e la lôr muse. Pape Voityla nus a invidâts a tignî dûr te nestre lenghe, te nestre culture, e tes nestris tradizions.Dibant! Al somèe che te sô riforme, Andrea Bruno Mazzocato Vescul di Udin, di chestis roubis no si seti nancje impensât… (Remo)
La mia piccola esperienza riguardo le nuove collaborazioni pastorali non può dirsi positiva. Il progetto per quanto ci riguarda è stato calato dall'alto senza possibilità né margine di trattativa. È un progetto senza dubbio ambizioso che può funzionare per centri di un certo numero, ma non è assolutamente adatto alle piccole parrocchie e comunità di montagna, con pochi abitanti e vasti territori da coprire. Sarebbe stato bello se ci avessero chiesto come mandiamo avanti la parrocchia e quali sono le difficoltà che incontriamo nella gestione e copertura degli ambiti parrocchiali. Se prima si chiedeva aiuto ai vicini più grandi e meglio organizzati, adesso non lo si può fare, perché la risposta è sempre la stessa: non possiamo aiutarvi perché siete in un'altra collaborazione pastorale e noi ne abbiamo abbastanza della nostra! Ma ovviamente tutto questo non lo si può dire! E allora andiamo avanti con la liturgia! Ma i sacramenti? Come la mettiamo? Quelli sono un miraggio, e i veri fedeli soffrono la situazione! Non sono neppure stati mai proposti dei corsi preparatori alla celebrazione liturgica senza presbitero, perché il nostro vescovo è contrario, ma i preti ti rispondono di fare ugualmente tanto nessuno viene a controllarti! E così se prima eri demoralizzato adesso ti rimane solo una debole fiammella, quella della fede, che speri non si spenga mai. (Katia)
Con la nuova organizzazione, la parrocchia di Cavazzo (con Cesclans, Mena e Somplago) è inserita nella "Collaborazione pastorale" di Tolmezzo all'interno della "Forania della Montagna"; le parrocchie di Bordano (con Interneppo), Trasaghis (con Braulins e Peonis), Alesso e Avasinis sono inserite nella "Collaborazione pastorale di Osoppo" all'interno della "Forania della Pedemontana".
Al proposito, in attesa di ulteriori contributi, una riflessione di Remo da Cavazzo ed una di Katia da Alesso.
Mi somèe che il Vescul si contenti dome di adatâsi ai timps cirint magari di favorî dai gnûfs rapuarts di fuarce te sô diocesi cun cheste gnove organizazion des colaborazions pastorâls.No si è savût né di autocritichis né che cualchidun si seti domandât il parcè de situazion che ‘o stin vivint. Nol coventave domandâ al istitût Tolomeo par cognossi la condizion daifurlans da diocesi di Udin. Al ere avonde clamâ in ‘samblèe i predis da diocesi e chei a varessin di sigûr fate une buine analisi e forsita varessin proponût une soluzion miôr di cheste.A sares la pussibilitât, pai laics, soredut tes piçulis comunitâts, di fâ funzions cence preidi. Ma al somèe che si veti ‘nant sierâ lis glesiis di chescj puars paîs par no che a cjapi pît une esperience secont cualchidun masse luterane. Paraltri cheste riforme a podares lâ ben in cualsisei diocesi taliane. Dome che cheste no jè une cualsisei diocesi taliane. Culì ‘o vin comunitâts lenghistichis difarentis di chês talianis. Culì come che al ere ai timps dal Patriarcjât di Acuilèe, a son furlans, todescs e slovens. Ce sucedaraie cu lis gnovis “UTI”dal Vescul? Tai paîs da comunitât slovene laràno preidis disponûts a acetâ e a doprâ la lenghe di cheste comunitât tes liturgjiis? O si sieraraie invessit lis gleisis dai paîs piçui par tirâju ju tai paîs grancj dulà che se ur larà ben si fasarà in sloven dome une leture e cualchi cjant e il rest dut par talian? E compagn pai paîs da comunitât furlane. Il Vescul Battisti al invidave i furlans a no pierdi la lôr lenghe e la lôr muse. Pape Voityla nus a invidâts a tignî dûr te nestre lenghe, te nestre culture, e tes nestris tradizions.Dibant! Al somèe che te sô riforme, Andrea Bruno Mazzocato Vescul di Udin, di chestis roubis no si seti nancje impensât… (Remo)
La mia piccola esperienza riguardo le nuove collaborazioni pastorali non può dirsi positiva. Il progetto per quanto ci riguarda è stato calato dall'alto senza possibilità né margine di trattativa. È un progetto senza dubbio ambizioso che può funzionare per centri di un certo numero, ma non è assolutamente adatto alle piccole parrocchie e comunità di montagna, con pochi abitanti e vasti territori da coprire. Sarebbe stato bello se ci avessero chiesto come mandiamo avanti la parrocchia e quali sono le difficoltà che incontriamo nella gestione e copertura degli ambiti parrocchiali. Se prima si chiedeva aiuto ai vicini più grandi e meglio organizzati, adesso non lo si può fare, perché la risposta è sempre la stessa: non possiamo aiutarvi perché siete in un'altra collaborazione pastorale e noi ne abbiamo abbastanza della nostra! Ma ovviamente tutto questo non lo si può dire! E allora andiamo avanti con la liturgia! Ma i sacramenti? Come la mettiamo? Quelli sono un miraggio, e i veri fedeli soffrono la situazione! Non sono neppure stati mai proposti dei corsi preparatori alla celebrazione liturgica senza presbitero, perché il nostro vescovo è contrario, ma i preti ti rispondono di fare ugualmente tanto nessuno viene a controllarti! E così se prima eri demoralizzato adesso ti rimane solo una debole fiammella, quella della fede, che speri non si spenga mai. (Katia)
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| La presentazione della rioganizzazione ecclesiastica da parte dell'Arcivescovo |
sabato 7 luglio 2018
Tagliamento a Braulins, 1600 firme per chiedere sicurezza
Tagliamento, l'allarme dell'esperto: «Con una piena tre città allagate»
di Maura Delle Case
«Sono preoccupato. Se dovesse verificarsi oggi una piena come quella del 1966 non so come andrebbe a finire nel medio corso del fiume. Temo seriamente che il Tagliamento, stavolta, esonderebbe a Osoppo, Gemona e Trasaghis». Parla Giordano Andriolo, uno che il "Re dei fiumi alpini" lo conosce bene, come del resto la situazione dei suoi argini e dell'alveo. Oggi pensionato, fino a pochi anni fa alla guida degli omonimi vivai di Osoppo, Andriolo ha visto negli anni il letto del fiume modificarsi, un po' per mano dell'uomo, un po' per cause naturali. «Rispetto al 1966, quando il fiume non tracimò per una manciata di centimetri, oggi - afferma - dobbiamo fare i conti con due soglie a muro, realizzate in corrispondenza dei ponti di Braulins e dell'autostrada, che hanno innalzato dai 2 ai 4 metri il livello delle acque del fiume in fase di magra. Non ci vuole uno scienziato per capire che la zona è a forte rischio». Non ci vuole, ma Andriolo - a sue spese - ne ha comunque assoldato uno: il geologo Gian Paolo Droli, cui tempo addietro l'osovano ha commissionato un'indagine idrologica e idrogeologica preliminare. La presenza delle soglie, unita agli argini rinforzati rispetto al'66 ma non rialzati e ancora l'eventuale mancanza di opere utili allo smaltimento delle acque di piena o alla loro abbondante laminazione comportava per Droli il rischio «che le acque di una piena - si legge nella relazione datata 2015 - si innalzeranno a un livello più alto di quanto successe nel 1966». Andriolo è dello stesso avviso. Ha suonato a decine e decine di campanelli negli ultimi anni, bussato ad altrettante porte, dai Municipi alla Regione. Non sapendo più a chi votarsi, ha infine deciso di metterci del suo, ancora una volta. «Ho raccolto in pochi mesi ben 1. 600 firme per la messa in sicurezza del medio corso del Tagliamento - annuncia - e le ho consegnate al direttore del servizio difesa del suolo, a testimonianza della viva preoccupazione degli abitanti residenti nell'area rivierasca del fiume. Osoppo, Braulins, Trasaghis, Gemona sud». «Avrei potuto anche raccoglierne di più - continua - ma ho deciso di fermarmi perché non era quello il mio scopo. Credo le 1.600 sottoscrizioni bastino a riportare il tema degli Tagliamento all'attenzione dell'opinione pubblica e spero anche nell'agenda di chi ci governa». Ora Andriolo attende sviluppi. «Mi è stato detto che sono attesi i risultati dello studio affidato al professor Nicolini dell'Università di Udine e che sono in corso di progettazione due interventi per il rialzo dell'argine sinistro a monte del ponte di Braulins per un totale di 1, 4 milioni di euro». È una prima risposta. Positiva, ma insufficiente per il vivaista in pensione, «basta guardare le fotografie. Vede quelle del '66? Il franco idraulico dell'argine in corrispondenza del ponte di Braulins era stato quasi annullato- dice mostrando un'immagine d'epoca - e allora non c'erano le soglie, tantomeno gli isolotti di vegetazione spontanea che oggi contribuiscono a ridurre ancor più la sezione idraulica».
(Messaggero Veneto, 22-6-18)
mercoledì 20 giugno 2018
Domenica l'inaugurazione dei pannelli informativi sul Monte Festa
Inaugurazione mostra permanente sul Forte di Monte Festa
A conclusione di un lavoro di gruppo tra l’Ecomuseo, le Amministrazioni comunali, le Associazioni incaricate di eseguire materialmente la mostra (l’Associazione Amici della fortezza di Osoppo e L’Associazione di volontariato Auser Alto Friuli), sono state realizzate e dislocate in punti strategici del Forte cinque tabelle informative che vi faranno compagnia nelle vostre prossime escursioni sul monte Festa.
Per completezza d’informazione le tabelle non sono molto sintetiche, ma se vorrete provare la sensazione di rivivere quei drammatici momenti potrete farlo leggendo i contenuti ed ascoltando i rumori ambientali, i suoni e le voci che si udiranno all’interno della fortezza. In ogni caso, se il vostro tempo a disposizione non ve lo permetterà, potrete sempre completare l’approfondimento tramite la lettura delle pagine web presenti sul nostro sito e in quello specifico del Forte.
La mostra verrà inaugurata il 24 giugno, alle ore 11,00, e, per l’occasione, verrà presentato il taccuino “La Val del Lago: testimonianze di una storia speciale”, contenente proposte per una visita storico-culturale della Val del Lago, accompagnati dalla presenza scenica dei rievocatori dell’Associazione Amici della Fortezza di Osoppo. In concomitanza con questo evento la Casa delle Farfalle di Bordano, in collaborazione con il Museo della Grande Guerra di Ragogna e il Comune di Bordano, ha in programma una visita guidata con lo storico Marco Pascoli e i naturalisti della cooperativa Farfalle nella Testa. Il tempo di percorrenza per raggiungere il forte è di circa 3 ore e può variare secondo le proprie capacità pedatorie. Per chi non può effettuare il percorso a piedi verso il Forte potrà usufruire del mezzo messo a disposizione dalla Protezione civile comunale di Bordano e Cavazzo (ci sono pochi posti per cui prenotate chiamando la Casa delle Farfalle, da chiamare anche per avere altre informazioni relative ai costi della visita guidata). Sarà una festa che sarà condivisa anche con le Sezioni ANA Carnica e di Gemona, il CAI di Gemona, ed altre realtà associative locali.
giovedì 24 maggio 2018
Sabato il concerto di solidarietà nel ricordo di Matteo Rodaro
Ecco il programma del “Concerto per Matteo 2018”, manifestazione benefica che per il quarto anno consecutivo si terrà ad Osoppo (UD) nel Parco della Colonia sabato 26 maggio.
La giornata di festa che associa musica, enogastronomia, intrattenimento e beneficenza, nasce per ricordare il giovane chef Matteo Rodaro di Avasinis, scomparso nel 2013 dopo una lunga battaglia. Matteo, nella sua pur breve vita, ha saputo valorizzare nei ristoranti di mezzo mondo i sapori e i vini del Friuli - Venezia Giulia. Un evento così vario rappresenta appieno la personalità aperta e senza confini di Matteo.
Inizio della manifestazione alle 16.00 con l’apertura dei chioschi, che per tutta la festa consentiranno agli avventori di degustare i prodotti tipici dei nostri territori, sorseggiando i grandi vini Doc friulani e terminando l’esperienza gastronomica con gli squisiti dolci preparati dalle nonne.
Seguirà il concerto de “I Vegas”, un’energica “rock cover band” 100% friulana.
Alle 19.45 spazio alla cultura con la consegna dei premi “Matteo Chef Giramondo 2018” per la letteratura a ILARIA TUTI la talentuosa scrittrice gemonese che ha scalato le classifiche con il “rural thriller” “Fiori sopra l’inferno”, e per il giornalismo a NATASCIA GARGANO, giovane giornalista della sede Rai del Friuli - Venezia Giulia, sensibile ai temi dell’ambiente e del sociale.
Apertura di serata all’insegna della grande musica italiana con “I RIBELLI”, che renderanno omaggio, nel suo ottantesimo compleanno, ad Adriano Celentano. I Ribelli, nel 1960 divennero il gruppo personale del Molleggiato affiancandolo nei suoi numerosi concerti. Dopo oltre quarant’anni sul palco di Osoppo ripercorreranno la loro carriera fra aneddoti, novità e grandi classici come: “Pugni Chiusi”, “Obladì Obladà”, “Per una lira”, Chi sarà la ragazza del Clan?”...
Unica data in friulana per ANDREA BRAIDO e la sua band. Il famoso chitarrista di Vasco Rossi è colui che ha incantato i 225.000 del Modena Park nel 2017 con un assolo di ben 8 minuti (che ovviamente ripeterà ad Osoppo). La sua carriera vanta collaborazioni con: Celentano, Patty Pravo, Zucchero e Ramazzotti.
Dopo l’impegno a favore dell’Associazione Oncologica Alto Friuli nel 2015 e dell’Ospedale di Gemona nel 2016, del Centro diurno per disabili di Gemona “C.S.R.E.” nel 2017, quest’anno il ricavato della manifestazione benefica sarà impiegato a favore del CRO Centro di Riferimento Oncologico di Aviano finalizzato all’apprendimento di metodologie avanzate di radioterapia in centri d’eccellenza mondiale.
Daniele Martina e i famigliari di Matteo Rodaro
venerdì 30 marzo 2018
Dalle Primarie di Alesso, Osoppo e Venzone al sentiero dei dinosauri
La stazione del Soccorso Alpino di Moggio Udinese e quella di Udine hanno accompagnato mercoledì un folto gruppo di ragazzi delle classi terze e quarte dell'Istituto Comprensivo di Trasaghis (scuole primarie di Osoppo, Venzone e Alesso ) lungo il percorso che conduce al sito geologico con orme fossili di vertebrati scoperto nel 1994 in Val Dogna ad oriente del piccolo abitato di Chiout di Puppe. Oltre cinquanta i bambini partecipanti all'iniziativa, organizzata dal Comune di Dogna e guidata da tre geologi. I tecnici del CNSAS, sette uomini in tutto, hanno predisposto due ponticelli in legno per oltrepassare l'alveo del torrente, mentre una bambina con problemi di deambulazione è stata trasportata mediante una sedia a portantina costruita appositamente da un tecnico del Soccorso Alpino.
Per raggiungere il geosito infatti sarebbe necessario altrimenti guadare il torrente oppure fare un breve passaggio su roccia. Il soccorso collabora spesso con il comune e altre associazioni in iniziative didattiche simili rivolte alle scuole e che comportino uscite in ambiente per fornire un supporto di sicurezza e appoggio. Sul posto sono intervenuti anche alcuni volontari della Squadra comunale di Protezione civile di Dogna. La giornata è proseguita con la visita al Museo del Territorio e la partecipazione a un laboratorio paleontologico condotto da esperti della Coop. Gemina. La giornata ha potuto attuarsi anche grazie al contributo del Comune di Dogna e dell'UTI Canal del Ferro - Valcanale.
(rielaborato da Comunicato Stampa CNSAS FVG - Foto CNSAS-FVG)
Per raggiungere il geosito infatti sarebbe necessario altrimenti guadare il torrente oppure fare un breve passaggio su roccia. Il soccorso collabora spesso con il comune e altre associazioni in iniziative didattiche simili rivolte alle scuole e che comportino uscite in ambiente per fornire un supporto di sicurezza e appoggio. Sul posto sono intervenuti anche alcuni volontari della Squadra comunale di Protezione civile di Dogna. La giornata è proseguita con la visita al Museo del Territorio e la partecipazione a un laboratorio paleontologico condotto da esperti della Coop. Gemina. La giornata ha potuto attuarsi anche grazie al contributo del Comune di Dogna e dell'UTI Canal del Ferro - Valcanale.
(rielaborato da Comunicato Stampa CNSAS FVG - Foto CNSAS-FVG)
mercoledì 28 febbraio 2018
Recupero prati incolti sul Tagliamento, da Peonis a Trasaghis
La Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia sta provvedendo ad effettuare il recupero delle praterie magredili a partire da ex
coltivi abbandonati o da prati incespugliati ed invasi dalla specie arbustiva alloctona Amorpha fruticosa nell’ambito del
Progetto Life Magredi Grasslands (http://www.magredinatura2000.it).
Dei circa 400 ettari di praterie magre (habitat di interesse comunitario 62A0) ripristinate nell’ambito del Progetto ai sensi
della Direttiva “Habitat”, circa 30 ettari sono stati recuperati su terreni di proprietà pubblica appartenenti al Demanio idrico
regionale all’interno della Zona di Speciale Conservazione “Valle del medio Tagliamento” presso i Comuni di Osoppo e
Trasaghis incrementando il numero e la qualità dei prati già presenti in zona.
Dal mese di Gennaio/Febbraio 2018 il personale tecnico del Servizio paesaggio e biodiversità della Regione provvederà a collocare le tabelle in oggetto sui punti individuati nella mappa in allegato. Le tabelle contengono le seguenti informazioni: - importanza del sito Natura 2000 ZSC “Valle del medio Tagliamento ”, - presenza delle aree d’intervento del Progetto Life Magredi Grasslands - Misure di conservazione vigenti nel sito (LR 7/2008) - Divieto di “Svolgimento di attività di circolazione con veicoli a motore al di fuori delle strade, ivi comprese quelle interpoderali, fatta eccezione per i mezzi agricoli e forestali, per i mezzi di soccorso, controllo e sorveglianza, nonché ai fini dell'accesso al fondo e all'azienda da parte degli aventi diritto”.
Fonte: Comunicato RegioneFVG- Servizio Paesaggio e biodiversità
Dal mese di Gennaio/Febbraio 2018 il personale tecnico del Servizio paesaggio e biodiversità della Regione provvederà a collocare le tabelle in oggetto sui punti individuati nella mappa in allegato. Le tabelle contengono le seguenti informazioni: - importanza del sito Natura 2000 ZSC “Valle del medio Tagliamento ”, - presenza delle aree d’intervento del Progetto Life Magredi Grasslands - Misure di conservazione vigenti nel sito (LR 7/2008) - Divieto di “Svolgimento di attività di circolazione con veicoli a motore al di fuori delle strade, ivi comprese quelle interpoderali, fatta eccezione per i mezzi agricoli e forestali, per i mezzi di soccorso, controllo e sorveglianza, nonché ai fini dell'accesso al fondo e all'azienda da parte degli aventi diritto”.
Fonte: Comunicato RegioneFVG- Servizio Paesaggio e biodiversità
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| La zona interessata e i punti di collocazione delle tabelle |
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martedì 9 gennaio 2018
I sette "Giovani talenti" che si racconteranno giovedì ad Alesso
Si conclude giovedì sera ad Alesso l’apprezzata iniziativa promossa dal Comune di Trasaghis, dall’Associazione MEC e dalla Rete «B*sogno d’esserci» per valorizzare le «scelte riuscite» di giovani del territorio e stimolare altri giovani a riconoscere le proprie capacità e realizzare le proprie aspirazioni.
Giunge al termine il ciclo di incontri «Giovani talenti. Storie di scelte riuscite», una preziosa occasione per conoscere e ascoltare giovani del territorio che hanno compiuto percorsi interessanti riuscendo con l’impegno e la determinazione a trasformare le proprie passioni in professioni concrete, originali e gratificanti.
Dopo le serate di giovedì 7 dicembre a Osoppo, alla presenza di circa 70 persone, e di giovedì 21 dicembre ad Artegna, con un pubblico più che raddoppiato rispetto alla prima serata, giovedì 11 gennaio, alle ore 20.30 presso il Centro Servizi di Alesso a Trasaghis, altri sette giovani ricostruiranno i propri percorsi formativi e professionali, condividendo con il pubblico motivazioni e speranze, incognite e difficoltà, risultati raggiunti e obiettivi per il futuro.
Come le esperienze raccontate nei primi due incontri, anche le storie di questa terza serata non saranno all’insegna dell’eccezionalità, ma dell’autenticità, della creatività e del coraggio, elementi costitutivi di quel “talento” a cui l’iniziativa vuole dare voce.
Anche le testimonianze proposte nella serata di giovedì 11 gennaio spazieranno in settori diversi, dall’artigianato all’editoria, dal giornalismo all’ingegneria, dall’istruzione alle scienze politiche e allo sport. Gli ospiti dell’incontro saranno Andrea Ridolfo, maniscalco,Damiano Gurisatti, insegnante di lettere e volontario in ambito educativo, Francesco Cargnelutti, ricercatore di scienze politiche, Giada Carmassi, atleta professionista, Giovanni Vale, giornalista freelance, Giuseppe Favi, redattore ed editor e Paolo Taboga, ingegnere in ambito biomeccanico e direttore di laboratorio.
Dialogherà con loro la giornalista Monica Bertarelli, che come accaduto nelle precedenti serate inviterà gli ospiti a proporre anche alcune considerazioni sul loro rapporto con questo territorio e sul ruolo che esso ha avuto nel loro percorso. Obiettivo del progetto è infatti non solo quello di incoraggiare i ragazzi a riconoscere e valorizzare le proprie potenzialità, confrontandosi con esperienze di altri giovani, ma anche quello di stimolare la comunità in una riflessione costruttiva sulle possibilità che l’Alto Friuli offre alle nuove generazioni per formare competenze e realizzare aspirazioni.
Durante la serata, a conclusione dell’iniziativa, interverranno anche gli studenti di «Officina di cittadinanza», che hanno contribuito all’organizzazione del progetto e sono i reporter ufficiali delle tre serate: le loro videointerviste con i “giovani talenti” sono reperibili sul sito www.officinadicittadinanza.com, un archivio digitale dinamico e in progress che ospita anche i video realizzati nell’ambito di Re(si)stiamo, un’indagine contro lo spopolamento del territorio.
Negli ultimi due anni i progetti «Officina di cittadinanza» e «Reporter di cittadinanza», entrambi promossi dal Comune di Trasaghis, dall’Associazione Media Educazione Comunità e dalla Rete «B*sogno d’esserci» con finanziamenti dalla Regione, hanno supportato sia il team multimediale redattore del blog «Fuori dal comune» (www.blogfuoridalcomune.it), sia il gruppo «Officina».
lunedì 8 gennaio 2018
"Giovani talenti" si raccontano giovedì ad Alesso
Alcune «storie di scelte riuscite» saranno raccontate dai loro protagonisti nella serata conclusiva di «Giovani talenti», iniziativa promossa dal Comune di Trasaghis, dall’Associazione Media Educazione Comunità e dalla Rete «B*sogno d’esserci» nell’ambito del progetto «Reporter di cittadinanza», finanziato dalla Regione.
Dopo gli appuntamenti di Osoppo, giovedì 7 dicembre e di Artegna, giovedì 21 dicembre. l'ultima serata sarà nel Comune di Trasaghis, giovedì 11 gennaio alle 20.30 presso il Centro Servizi di Alesso.
Giovani talenti è una delle cinque azioni del progetto «Reporter di cittadinanza», che supporta sia il team multimediale redattore del blog «Fuori dal comune» (www.blogfuoridalcomune.it ), sia il gruppo «Officina di cittadinanza», artefice di Re(si)stiamo, un’indagine sullo spopolamento del territorio (www.officinadicittadinanza.com). Il progetto consentirà anche di realizzare un evento sul tema dell’Unione Europea in collaborazione con la Casa per l’Europa di Gemona e alcuni interventi di prevenzione del bullismo nelle scuole.
giovedì 20 luglio 2017
Tra Trasaghis e Paularo. Presidi friulani al lavoro su più sedi
Scuola Fvg: è emergenza presidi
Sul fronte della scuola, il Fvg ha conquistato una non invidiabile maglia nera. In regione, infatti, manca il 38 per cento dei presidi: sono 58 su 153 le scuole senza dirigente. Un record nazionale, perché il dato italiano si attesta al 18,3 per cento degli Istituti. Una situazione emergenziale denunciata da tempo dai sindacati. Nella nostra regione si sommano due criticità: il concorso regionale, che ha selezionato meno candidati rispetto alle esigenze, e l’assenza del bando nazionale, che latita da tre anni. Il risultato è che, in provincia di Udine, mancano 23 titolari; nel Pordenonese, sono 15 le situazioni nelle quali si profila una reggenza, 13 a Gorizia e sette a Trieste.
“Abbiamo chiesto all’ufficio scolastico regionale e alla Regione di fare pressioni sul Ministero perché si possano almeno concedere distaccamenti dall’insegnamento ai vice-presidi”, spiega Adriano Zonta, segretario regionale Flc-Cgil. “Ci sono, infatti, casi particolarmente critici, nei quali ad alcuni dirigenti sono state assegnate anche tre reggenze, con evidenti ricadute sulla qualità dell’organizzazione scolastica”.
Il punto, infatti, è che, per contratto, i dirigenti non possono rifiutare l’incarico. Accade, quindi, che il preside dell’istituto comprensivo di Trasaghis – che spazia da Peonis a Resiutta, attraverso Venzone, Osoppo e Alesso - debba seguire anche le scuole di Arta e Paularo. O che il dirigente di Gemona, residente a Udine, abbia ricevuto l’incarico anche per Comeglians. Nel Friuli occidentale, tra i casi limite c’è il plesso di Sacile, con oltre 1.600 studenti, al quale è stata ‘accorpata’ anche Caneva, o il colosso Leopardi, che prevede anche la reggenza sull’Istituto comprensivo cittadino.
“E’ il momento che anche i dirigenti aprano gli occhi – chiosa Massimo Gargiulo della Flc Cgil di Udine – perché, finora, in molti casi sono stati proprio loro a chiedere le reggenze. Spero, per lo meno, che questa volta attendano le nomine d’ufficio. E mi auguro che anche il nuovo direttore scolastico regionale mandi un segnale di discontinuità rispetto al passato nella gestione di questo vero e proprio disastro”, conclude Gargiulo.
martedì 18 luglio 2017
Legambiente premia l'attività per il Lago dell'ing. Franzil e dell'ISMAR
Cinque bandiere verdi e due nere, quelle che Legambiente Fvg ha conferito quest'anno ad altrettanti soggetti.
Ad essere premiate sono state l'azienda agricola Zore di Alessia Berra , il consorzio vicinale di Pontebba Nova, l'associazione fondiaria 'Valle Dell'Erbezzo'. Bandiera verde anche all'ing. Dino Franzil e all'Ismar, nonché al giovanissimo (ha soli 15 anni) Aran Cosentino.
Maglia nera, invece, per il Comune di Osoppo (per il progetto di asfaltare l'aviosuperficie) e per i cosiddetti 'predatori del bosco'.
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| La consegna del riconoscimento all'ing. Franzil |
I riconoscimenti sono stati consegnati domenica nel corso di una manifestazione a Prato di Resia: è stato espressamente ricordato che la "bandiera verde per il Lago" vuole segnalare lo studio dell'ing. Franzil sulle problematiche relative al ventilato raddoppio della centrale di Somplago e le possibilità di rinaturalizzazione del Lago e le ricerche scientifiche effettuate sul fondo del lago da parte dell'Ismar.
Queste le motivazioni addotte della Commissione della
Carovana delle Alpi che ha scelto di premiare con la bandiera verde i
ricercatori del CNR-ISMAR di Bologna e l’ing. Dino Franzil
"In molti sono rimasti dapprima colpiti e poi sconcertati ed indignati per la recente strage di pesci – in particolare di centinaia e centinaia di esemplari adulti di trota marmorata – avvenuta nel greto del Tagliamento, improvvisamente prosciugato, subito a valle della presa del Consorzio di Bonifica Pianura Friulana, ad Ospedaletto di Gemona. Le eloquenti immagini, diffuse dagli organi di informazione locale, lasciano chiaramente intendere una relazione tra questo drammatico evento e l'aumentato prelievo idrico, reso possibile dal Decreto della Presidente della Giunta Regionale che ha dimezzato per quindici giorni il rilascio del deflusso minimo vitale allo scopo di garantire l'approvvigionamento necessario all'irrigazione e a contenere i danni della perdurante siccità nelle campagne.In questo contesto non potevano non suscitare ulteriori preoccupazioni le dichiarazioni del direttore dello stesso Consorzio di Bonifica, l'ing. Massimo Canali, che, reclamando a gran voce la necessità di finanziare un progetto per collegare lo scarico del Lago di Cavazzo nel torrente Leale con il canale Ledra-Tagliamento, attraverso una condotta sotto l'alveo del fiume all'altezza del ponte autostradale, facevano venire alla mente le accese discussioni di una trentina d'anni fa, quando sembrava che il più esteso lago della regione dovesse diventare una sorta di bacino da riempire o svuotare a seconda delle esigenze dei produttori di mais della pianura.
Prendere l'acqua dal lago - che già soffre per i problemi creati a monte dagli impianti realizzati dalla SADE e rischia di venire riempito dal limo nel giro di un centinaio d'anni - non è, naturalmente, l'unica soluzione contro la siccità. Prima bisognerebbe iniziare a seminare colture che richiedano una minor quantità d'acqua per la loro crescita e, in ogni caso, una strada che tenga conto delle richieste del mondo agricolo e delle situazioni di emergenza in realtà è già stata indicata. Da anni i Comitati che si battono in difesa del Lago sostengono la necessità di spostare il punto di immissione delle gelide acque della Centrale idroelettrica di Somplago - responsabili dell'inquinamento termico, del deposito di sedimenti e delle frequenti variazioni di livello – a valle del lago medesimo, dando la possibilità di riportare quest'ultimo alle condizioni originarie di bacino temperato.
Tra gli studi e le indagini più significativi che negli ultimi tempi hanno arricchito il bagaglio di conoscenze scientifiche sul lago e dato concretezza all'ipotesi di realizzazione di un by-pass per lo scarico della centrale ci sono quelli dell'ing. Dino Franzil e dell'Istituto di Scienze Marine (ISMAR) del CNR di Bologna.
Dino Franzil, originario di Alesso, ha ancora ben vive nella mente le esperienze vissute da bambino, quando l'attività di pesca dava da vivere a numerose famiglie e le trote, le carpe e le anguille catturate nel lago venivano portate in vendita nei paesi della Carnia e del Friuli in un raggio di vari chilometri. Nella sua pubblicazione – “Lago, Energia, Ambiente. Salviamo il Lago. Come e Perché” – non si è limitato a smontare punto per punto le tesi della società Edipower, che voleva mettere in funzione due nuove turbine pompando le acque del Lago nel sovrastante bacino artificiale di Verzegnis, sfruttando le variazioni di prezzo dell'energia tra il giorno e la notte e la possibilità di assicurarsi gli incentivi garantiti dai cosiddetti “certificati verdi”, ma ha anche affrontato altre questioni come quella del progressivo interrimento del bacino lacustre. Franzil ha calcolato che, dopo l'entrata in funzione della Centrale idroelettrica, oltre alla scomparsa del pesce si è verificato un deposito di sedimenti che in circa mezzo secolo ha raggiunto gli otto milioni di metri cubi. Questo ha compromesso l'alimentazione un tempo assicurata dalle polle presenti sul fondo del Lago e comportato una notevole diminuzione della profondità. Per evitare che nel giro di un centinaio d'anni il Lago si trasformi in un “canale-palude”, Franzil conclude il suo lavoro proponendo alcune soluzioni alternative. “Isolando” la Centrale dal Lago, è possibile garantire la produzione di energia e insieme riportare il bacino al suo stato naturale.
L'Istituto di Scienze Marine del CNR di Bologna ha invece condotto a partire dal 2015 alcune indagini sul campo che hanno permesso di stilare un Rilievo geologico/geofisico del Lago di Cavazzo o dei Tre Comuni. Grazie all'utilizzo congiunto di diverse tecniche di indagine geofisica, eseguite con apparecchiature sofisticate, e al campionamento diretto dei sedimenti mediante carotaggi a gravità è stato possibile ottenere una copertura quasi totale del fondale lacustre e acquisire dati di elevata qualità che permetteranno di studiare e descrivere l'evoluzione stratigrafico-sedimentologica del Lago alla scala secolare. La compilazione di una carta morfo-batimetrica, di una carta di riflettività dei fondali e di una carta delle isocronopache dei sedimenti saranno utilizzate per lavori scientifici e relazioni tecniche indispensabili ad una buona gestione del grande patrimonio naturale rappresentato dal Lago di Cavazzo.
Adesso non ci resta che attendere che “qualcuno” trasformi questi progetti in realtà, pronti ad assegnargli un giusto riconoscimento. Crediamo che per Franzil, i Comitati che si battono per il Lago e la gente che ci vive attorno sarebbe questa la “bandiera verde” più bella e attesa”.
-----------------
Sul sito "Udine - Diario del Web" è possibile vedere un video sull'annuncio delle assegnazioni delle bandiere nere e verdi in Fvg:
https://udine.diariodelweb.it/udine/articolo/?nid=20170714_432043
Leggi anche, sul sito de "Il Friuli" un comunicato dei Comitati sull'argomento:
http://www.ilfriuli.it/articolo/Cronaca/Bandiera_verde_di_Legambiente_per_il_Lago_Cavazzo/2/169014
Leggi anche, sul sito de "Il Friuli" un comunicato dei Comitati sull'argomento:
http://www.ilfriuli.it/articolo/Cronaca/Bandiera_verde_di_Legambiente_per_il_Lago_Cavazzo/2/169014
venerdì 14 luglio 2017
Fatte brillare nel Tagliamento, tra Osoppo e Trasaghis, le bombe di Chiusaforte
disinnescato la prima delle due bombe d'aereo della II Guerra Mondiale,13 luglio 2017
„
Giovedì
13 luglio si sono completate le operazioni di bonifica dei residuati
bellici risalenti alla II Guerra Mondiale rinvenuti nel comune di Chiusaforte
(UD), le stesse hanno avuto inizio lo scorso 5 luglio quando gli artificieri
dell’Esercito in forza al 3° Reggimento Genio Guastatori di Udine hanno
disinnescato la prima delle due bombe d’aereo da 1000 lbs ciascuna.
Il secondo ordigno è stato trasportato nel sito di brillamento finale nel greto del fiume Tagliamento, al confine del territorio dei comuni di Osoppo e Trasaghis, dove alle 11:39, con due distinte esplosioni radio comandate è stato, assieme alla prima bomba, definitivamente distrutto dal personale specializzato del 3° Reggimento Genio Guastatori di Udine.
Su mandato della Prefettura di Udine sono state disposte diverse ordinanze di
sgombero e interdizione a persone e veicoli che hanno interessato dapprima il
comune di Chiusaforte per le operazioni di disinnesco, dalle ore 05:30 di
giovedì 13 luglio e fino a termine delle operazioni avvenute alle 07:05 circa,
tale limitazione ha interessato porzioni dell’autostrada A23 – Udine –
Tarvisio, della S.S. 13 Pontebbana, della strada comunale Moggio Udinese –
Roveredo, della Ciclovia Alpe Adria, un divieto di sorvolo per un altezza di
metri 500 e la sospensione dell’erogazione della corrente elettrica ad
alta tensione. A seguire l’ordinanza di sgombero ha interessato i
comuni di Osoppo e Trasaghis nell’area interessata alle operazioni di brillamento,
avente raggio di 500 metri a far centro dal luogo dell’esplosione e a partire
dalle ore 9 e fino alle esplosioni finali delle 11:39 circa quando
l’area è stata riportata alla normalità.

Tratto dal sito “Udine today”. Leggi tutto l’articolo: http://www.udinetoday.it/cronaca/brillare-bomba-osoppo-seconda-guerra-mondiale-esercito-13-luglio-udine.html
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Giovedì
13 luglio si sono completate le operazioni di bonifica dei residuati
bellici risalenti alla II Guerra Mondiale rinvenuti nel comune di Chiusaforte
(UD), le stesse hanno avuto inizio lo scorso 5 luglio quando gli artificieri
dell’Esercito in forza al 3° Reggimento Genio Guastatori di Udine hanno
disinnescato la prima delle due bombe d’aereo da 1000 lbs ciascuna.Il secondo ordigno è stato trasportato nel sito di brillamento finale nel greto del fiume Tagliamento, al confine del territorio dei comuni di Osoppo e Trasaghis, dove alle 11:39, con due distinte esplosioni radio comandate è stato, assieme alla prima bomba, definitivamente distrutto dal personale specializzato del 3° Reggimento Genio Guastatori di Udine.

Tratto dal sito “Udine today”. Leggi tutto l’articolo: http://www.udinetoday.it/cronaca/brillare-bomba-osoppo-seconda-guerra-mondiale-esercito-13-luglio-udine.html
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