"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

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lunedì 8 ottobre 2018

Sfollati, vaganti, profughi. Il nostro 8 ottobre e quello degli altri

Ci hanno fatti andare via dalle nostre case, non siamo più stati padroni di niente. Abbiamo dovuto andarcene in quattro e quattr’otto, portando con sé praticamente niente.
Dopo aver vagato a lungo siamo andati a cercare un po’ di ospitalità. In tanti si giravano dall’altra parte, qualcuno ci scacciava, pochi cercavano di venirci incontro. È stata dura….”

Chi ha pronunciato parole di questo tipo? Certamente quelli dei nostri paesi, che – come oggi, l’8 ottobre del 1944 – furono costretti a sfollare. L’avranno magari detto i loro padri, sfollati dopo Caporetto…


Ma possono averlo detto anche, pochi anni fa, i profughi dalla Bosnia o quelli che hanno cercato di venire in Europa dalle martoriate terre del Medio Oriente.


Possono dirlo, oggi, chi cerca di scappare dalle guerre in Africa…



Qui ad Alesso - e in generale, nei Comuni di Trasaghis e di Bordano - , giustamente, si è fatto uno sforzo notevole per tramandare la memoria di quanto successo nel 1944.
Forse, aver metabolizzato il ricordo di quella dura esperienza potrebbe spingerci a “non girarsi dall’altra parte” di fronte a situazioni similari, contingenti.  

Ce diséso?

A&D

giovedì 22 febbraio 2018

Migranti a Bordano: "nell'immediato non sono previsti arrivi"

Negli scorsi giorni "Il Gazzettino" ha scritto: "Un nuovo fronte di polemica legata ai richiedenti asilo potrebbe aprirsi in alto Friuli dopo i più recenti casi, scoppiati per esempio all'ex Caserma Meloni di Tarvisio. Da alcuni giorni infatti nel piccolo paese di Bordano, 700 residenti circa, non si parla d'altro. Ovvero del possibile arrivo di una ventina di migranti che pare siano destinati ad essere trasferiti in una struttura ricettiva presente sul territorio comunale". 
L'Amministrazione comunale di Bordano ha diffuso un comunicato nel quale riporta che, a seguito di un incontro col Prefetto, è stato riferito che non sono previsti, nell'immediato, arrivi, anche se con la riserva di valutare nel prossimo futuro, compatibilmente alle caratteristiche e al contesto del  territorio, la possibilità di soluzioni diverse”. 
Il comunicato firmato dal Sindaco si chiude con "L'Amministrazione comunale continuerà nella sua opera di vigilanza salvaguardando l'interesse delle nostre Comunità". 


martedì 7 marzo 2017

Profughi in Val del Lago, idee di riequilibrio

Ogni giorno giornali e televisioni parlano della situazione dei profughi e dei problemi legati alla loro distribuzione sul territorio.
Attualmente in Val del Lago sono ospitati 21 profughi a Cavazzo (il 2% su una popolazione di 1052 abitanti).
L'insediamento in quel Comune, dal mese di febbraio del 2016, dopo alcune incertezze iniziali e a seguito di una assemblea aperta alla popolazione (vedi http://cjalcor.blogspot.it/2016/02/anche-cavazzo-ospita-un-gruppo-di.html ) pare essersi svolto senza particolari problemi.
A Trasaghis e Bordano non vi sono ancora profughi ospitati.
In un recente incontro, il Prefetto di Udine ha prospettato una ridistribuzione basata sulla percentuale dei residenti: secondo questi calcoli, a Cavazzo dovrebbero rimanerne una decina  mentre a  Bordano e a Trasaghis dovrebbero arrivarne 6 per Comune.
La situazione è dunque destinata a modificarsi, presumibilmente in tempi abbastanza ravvicinati.

Ce pensàiso?

mercoledì 10 febbraio 2016

Anche Cavazzo ospita un gruppo di profughi (II)

All'insegna dello slogan "Sono rimaste le montagne e i mari ma non ci sono più i confini",
l'Amministrazione comunale di Cavazzo propone per giovedì un incontro nel quale il Prefetto ed il Questore illustreranno le motivazioni che hanno spinto a fare arrivare a Cavazzo 23 profughi afghani; sarà raccolto il parere anche dell'assessore regionale Torrenti e del direttore della Croce Rossa udinese. Anche se non espressamente previsto dal bando di convocazione diffuso dal Comune, è probabile che il Sindaco illustrerà la posizione dell'Amministrazione comunale e sarà anche un'occasione per un confronto con e tra la popolazione.
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L'Amministrazione comunale di Cavazzo Carnico
invita tutti i cittadini

GIOVEDÌ 11 FEBBRAIO 2016 alle 18.00
nella Sala Consiliare del Municipio

a partecipare a un incontro sul tema:

ACCOGLIENZA DEI MIGRANTI
NEL TERRITORIO COMUNALE

Chi sono i 23 migranti giunti a Cavazzo?

Cambieranno il nostro modo di vivere?

Preoccupazioni, paure, tensioni, polemiche;  parliamone con:

        Prefetto di Udine dott. Vittorio Zappalorto
        Questore di Udine dott. Claudio Cracovia
        Assessore Regionale dott. Gianni Torrenti
Direttore della Croce Rossa Udine dott. Fabio Di Lenardo






        Direttore della Croce Rossa Udine dott. Fabio Di Lenardo

venerdì 5 febbraio 2016

Anche Cavazzo ospita un gruppo di profughi

Nuovi trasferimenti di migranti in Carnia, stavolta tocca a Cavazzo


Risultati immagini per Albergo Olivo + CavazzoDopo i recenti trasferimenti di Enemonzo e Pontebba, la Carnia viene nuovamente chiamata in causa in fatto di accoglienza. Altri 23 afghani richiedenti asilo politico, di età compresa tra i 20 e i 35 anni, da ieri sera sono ospiti dell’Albergo Olivo a Cavazzo Carnico mentre 23 pachistani sono giunti martedì sera a Villa Santina, ricevuti dall’Albergo Alla Pineta. Da quanto si è appreso si tratta di una quota di coloro i quali si trovavano alla Caserma Cavarzerani di Udine, struttura ormai satura da tempo, gestita dalla Croce Rossa Italiana del capoluogo friulano.
Risultati immagini per Gianni Borghi + Cavazzo “Li hanno inviati senza grandi preavvisi – commenta il sindaco di Cavazzo Gianni Borghi – lunedì ho ricevuto la telefonata del Prefetto che mi comunicava il trasferimento, ho avuto il tempo solamente di avvisare la Giunta e cercare di capire come muovermi per poter gestire, per quanto in nostra facoltà,  la situazione in paese, ricordando che gli arrivi sono trattati direttamente da Croce Rossa Italiana ed esercente privato che si è offerto di ospitarli. C’è molto malumore per l’incapacità degli enti preposti a programmare e comunicare queste decisioni – aggiunge il primo cittadino – senza contare la comprensibile preoccupazione dei cittadini che si troveranno di fronte, per di più in centro paese, da un giorno all’altro queste persone. Per questo ho richiesto la presenza del prefetto ad un incontro con la popolazione che abbiamo deciso subito di convocare per giovedì prossimo in serata, al fine di spiegare il tutto”.

Barbara ZilliE sulla vicenda c'è stato oggi un duro comunicato del consigliere regionale della Ln Barbara Zilli: 
“Abbiamo capito ormai che il modus operandi della Giunta è quello di scavalcare il ruolo dei sindaci – dice Zilli – che, giustamente, sollevano criticità e si rifiutano di aderire al progetto di accoglienza diffusa, proprio perché si rendono conto delle oggettive difficoltà a cui andrebbero incontro, per mancanza di strutture, presidi sanitari e garanzie di sicurezza”.
“Condivido la preoccupazione dei sindaci di Cavazzo e Villa Santina – dice ancora Zilli – che sono relegati a spettatori passivi. C’è da sottolineare poi l’effettiva l’incapacità che stanno dimostrando gli enti preposti a programmare e comunicare queste decisioni, segno di un fallimento dei progetto su tutta la linea”.

Fonte: articoli di Rsn news