"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

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sabato 18 maggio 2019

"Due forze agiscono contro la rinaturazione del Lago"

Il Messaggero Veneto del 10 maggio ha pubblicato un intervento di Remo Brunetti dove, dopo il riconoscimento del sostegno dato dalla stampa per la sensibilizzazione delle problematiche legate al Lago, si sottolinea il ruolo, attualmente negativo, assunto dallaSocietà A2A e dal Consorzio di Bonifica:

Egregio signor direttore.                                                            
Ho approfittato di questi giorni di pioggia per riordinare e classificare degli articoli comparsi sul Messaggero Veneto  che, trovandoli interessanti , avevo ritagliato e messo via. Non ho potuto fare a meno di notare il considerevole spazio che Lei e i Suoi collaboratori avete dedicato al Lago di Cavazzo. Questi articoli, comparsi nel giornale più diffuso del Friuli, hanno accresciuto nei lettori la consapevolezza dell’urgenza di intervenire in favore del lago più grande della nostra regione. Che, se non si troverà presto il modo di isolarlo  dagli scarichi limosi della centrale idroelettrica, è destinato a diventare una palude.Purtroppo, contro la rinaturazione del lago di Cavazzo agiscono due forze: A2A (Comune di Milano e di Brescia) e il Consorzio di Bonifica della Pianura Friulana. A2A ,che nella Carnia ha desertificato i corsi d’acqua, provocando un considerevole abbassamento delle falde, considera il lago solo come un bacino in cui scaricare le sue gelide acque turbinate. Mentre per il Consorzio esso è solo una appetibile e sicura massa d’acqua in transito da convogliare quanto prima nei propri canali per scopi irrigui e idroelettrici. Attualmente, A2A è obbligata a rilasciare, attraverso l’Ambiesta, nei periodi di magra del Tagliamento, tutta la quantità di cui il Consorzio ha bisogno. A questa quantità A2A deve aggiungere un 35% che viene disperso nelle falde acquifere e sottratto alla produzione idroelettrica. Pertanto A2A vede con favore il progetto del Consorzio che prevede di utilizzare le acque dell’emissario del Lago di Cavazzo per convogliarle nella propria rete di irrigazione senza che una sola goccia venga sprecata. La realizzazione di quest’opera costerà ai contribuenti, stando al progetto preliminare del Consorzio, 43 milioni di euro. Una cifra importante nel bilancio regionale, che, se destinata a questo scopo verrebbe tolta ad altre voci. Perché, si chiedono in molti, spendere 43 milioni di euro solo per garantire maggiori profitti agli azionisti di A2A?  Tuttavia, questa spesa sarebbe accettabile se, come prescritto dal Piano Regionale Tutela Acque, contestualmente alla condotta del Consorzio, venisse realizzato anche un bay – pass che isolasse il Lago di Cavazzo o dei tre comuni, dalle acque di scarico della Centrale di Somplago.

                                                                                Remo Brunetti  

(MV 10 maggio 2019, rubrica "Posta dei lettori")



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