"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

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sabato 18 febbraio 2012

Itinerari per conoscere la Valle del lago: l'anello dal Ceregnons a Cjavaç

Come annunciato, Devis Deotto ha  pubblicato sul suo Blog  "Bulosc e bascta"(http://bulosebascta.blogspot.com/2011/12/colle-ceregnons-e-val-del-lago.html)  la descrizione di un itinerario in mountain-bike che  compie un percorso circolare, partendo dai tornanti di  Ceregnos e arrivando fino a Cavazzo, per poi ritornare al Lago. Trattandosi di un percorso che può interessare anche i non specialisti, viene pubblicato anche su questo Blog.


Colle Ceregnons e Val del Lago


Tour puramente invernale di medio dislivello e a carattere cross country che ci consente di mantenere il giusto allenamento disponendo delle poche ore di sole concesse a dicembre, godendo inoltre di uno stupendo tratto panoramico sopra il lago avremo l’occasione di visitare il profondo pozzo piezometrico della centrale facendosi così un po’ di cultura idraulica.
Il tutto si svolge nella Val del Lago dove pedaleremo toccando oltre Cavazzo Carnico, anche Somplago, Mena e Cesclans, in questa escursione mancano purtroppo i consueti sentieri tecnici della discesa.


In breve: 

Distanza: 22 km
Dislivello: +824 mt
Tempo di percorrenza: 3 h
Quota max:586 mt



Descrizione: 

L’escursione dalla forma di tre cerchi ha inizio dal campo sportivo di Cavazzo Carnico, sulla strada regionale 512 raggiungeremo al km 2 sulla destra su un dosso l’indicazione per la frazione Cesclans a cui svolteremo in salita.
Saliamo sempre su asfalto verso la frazione, fino a raggiungere dopo 400 mt una deviazione a sinistra in discesa che ci porta attraverso un facile singlatrack alla frazione di Mena, dove rientrando sulla SR 512 svolteremo a destra in discesa.
Poco dopo essere rientrati sull’asfalto, al km 3,46 prima del tornante devieremo a destra su una rotabile erbosa che taglia il tornante per una cinquantina di metri e sfociando sull’asfalto prenderemo ancora a destra in discesa.
Al bivio successivo si svolterà a destra verso la centrale elettrica di Somplago e costeggiando il lago per tutta la sua lunghezza arriveremo su via Tolmezzo, dopo aver superato un camping dovremo individuare al km 7,40 fra i piloni dell’autostrada una stradina sterrata.
La salita al Colle Ceregnons avviene su una sterrata dalle generose pendenze, dove attraverso dei tornanti cementati prenderemo velocemente quota sopra l’autostrada.
Il panorama sulla vallata sottostante inizia ad aprirsi sulle frazioni di Alesso, Avasinis e oltre il lago su Interneppo.


Si sale con strappi resi impegnativi oltre alla pendenza anche dal fondo sconnesso e sassoso fino all’ultimo tornante sinistro, dove al km 9,30 cambiando versante avremo la piena supervisione sul lago di Cavazzo.
Percorriamo un isolato traverso alle pendici del monte Sompalis fino alla cima del Ceregnons che ci permetterà al km 10,16 di riportarci sul versante di Somplago.


La traccia è ben segnalata e su singletrack scorrevole in discesa ci avviciniamo al pozzo piezometrico della centrale, il pozzo piezometrico per chi non lo sapesse è l’imponente conduttura verticale che trafora la montagna e alimenta le turbine idrauliche con l’acqua proveniente dal lago di Verzegnis.
Arriverete alla imponente struttura in cemento armato, sono presenti delle reti protettive, non sporgetevi o arrampicatevi, dal sentiero si vede comunque il profondo pozzo.


La traccia continua aggirando le mura fino ad arrivare con degli scalini (attenzione che cono fissati con paletti metallici taglienti che possono forare i pneumatici) ad un piazzale da cui parte una veloce strada asfaltata verso valle (km 11).


Dopo 1,6 km ci troviamo in via A. Volta a Somplago e mantenendo la traccia principale ci ritroveremo ad incrociare la strada percorsa in precedenza, svolteremo a sinistra riportandoci sulla SR 512 e dovremo fare attenzione a localizzare dopo 200 mt sulla sinistra una strada asfaltata che prenderemo.
Si sale con pendenza impegnativa su asfalto fino ad una sbarra che supereremo, poco dopo inizia una scorrevole sterrata dove dovremo rimanere sulla traccia principale evitando tutte le diramazioni.
In un sottobosco di noccioli raggiungeremo i prati di Cesclans al km 15, poco dopo incontreremo l’asfalto di via della Fontana e svolteremo a destra dirigendoci verso il centro della frazione.
Giunti ad un secco tornante sinistro (km 15,87) scollineremo puntando veloci in discesa, facendo attenzione al km 16,27 alla stradina ciottolata che parte a sinistra in salita.
Percorreremo un tratto sterrato facendo attenzione a rimanere sulla via principale che nell’ultimo tratto è in discesa con dei tornanti.


Al km 17,50 ci troviamo nuovamente su asfalto a pochi metri da via della Fontana percorsa poco prima, proseguiremo a destra costeggiando un campetto da calcio.
Un rilassante pianoro sulla vicinale “Pomolars-Falnor” alle pendici del monte Faeit ci permetterà di raggiungere un bivio, km 19,25 a cui svolteremo a destra e poco dopo in discesa ci lanceremo verso la località Val.
Dopo veloci tratti misti a tornanti arriveremo a valle su un ponte seguito da un bivio a cui svolteremo a destra, costeggiando il torrente Faeit arriveremo nei pressi del campo sportivo dove svoltando a destra sulla SR 512 saremo a pochi metri dal punto di partenza.


Deotto Devis



Chiunque decida di affrontare gli itinerari da me proposti si assume tutte le responsabilità per i rischi ed i pericoli a cui può andare incontro. Il creatore del blog non può infatti garantire la piena percorribilità degli stessi e non si prende alcuna responsabilità di tipo civile o penale in caso di danni e/o infortuni occorsi a discapito di chiunque.

Centralina sul Leale, materiali per la documentazione - VII

[Prosegue l'analisi del "Riassunto non tecnico"  contenuto nella progettazione della centralina sul Leale]

Allacciamento alla rete Media Tensione 
L'impianto idroelettrico produrrà energia elettrica che verrà totalmente immessa in rete, a meno dei consumi propri dell'impianto. 
L'energia prodotta uscirà dall'impianto in media tensione e sarà introdotta nella rete Enel che transita ai margini dell'abitato di Avasinis. 
(...)
Il percorso è studiato per non arrecare danni alle proprietà e che a ogni buon modo si prevede un accordo di  indennizzo. 

Parametri di concessione 


I parametri di concessione sono: 
Il salto è calcolato per differenza tra il pelo morto superiore e il pelo morto inferiore, e risulta: 607.60 – 191.80 = 415,80 m. 

La portata media annua è stata definita in 348 l/s. 

Quindi, la potenza nominale media di concessione risulta: 
P nom. = 415,80 m. * 348 l/s. / 102 = 1.418,61 kW = arrotondato a 1.419 kW 
   


Deflusso Minimo Vitale e salvaguardia dell’integrità biologica del corso d’acqua 


Il criterio con il quale è stata affrontata la problematica attinente il deflusso minimo vitale è stato condotto non  solo in direzione degli aspetti meramente quantitativi della risorsa idrica superficiale, secondo la legislazione, ma  anche e soprattutto verso una tutela dei requisiti di qualità ambientale del sistema fluviale. 
Si è cercato infatti di risolvere contemporaneamente sia i problemi della discontinuità idraulica che  di quella  biologica, armonizzando i prelievi ed i rilasci previsti dalla normativa vigente con la ricerca di adeguate soluzioni  costruttive dei manufatti. 
Obiettivo è stato pertanto quello di garantire sempre la continuità idraulica e biologica del corso d'acqua. 
Le scelta della tipologia di opera di presa, dell'ubicazione della griglia di presa e del dispositivo di rilascio del D.M.V. è stata preceduta da una approfondita analisi delle caratteristiche morfologiche del corso d'acqua. 
L’opera di presa nella soluzione progettuale presentata, è stata individuata nella porzione a valle della presa acquedottistica del Comune di Trasaghis dalla sorgente Fontanuzas; da un punto di vista tecnico ed ambientale l’ubicazione ben si presta alla realizzazione delle strutture derivatorie sia per la conformazione morfologica del terreno, sia per la presenza di una strada esistente, con un impatto estremamente contenuto.  
Il manufatto proposto sarà costituito da uno sbarramento in calcestruzzo armato di altezza minima ammorsato al fondo ed alle spalle direttamente sulla roccia affiorante.  
L’opera in progetto prevede la costruzione di una scala di risalita per l’ ittiofauna che, pur tecnicamente corretta nella sua progettazione, considerata la natura dei  luoghi e la presenza a valle di molteplici ostacoli naturali insormontabili per questa componente acquatica animale, si ritiene inutile ai fini ambientali; a tal proposito questa soluzione verrà presa di comune accordo con l’E.T.P.
Per quanto concerne la quantità idrica prevista per legge per il rilascio (D.M.V.), il criterio adottato ha tenuto conto sia della risorsa idrica superficiale, sia e  soprattutto della tutela dei requisiti di qualità ambientale del sistema lotico a valle. 
Il progettista ha cercato armonizzare i prelievi ed i rilasci previsti dalla vigente normativa attraverso la ricerca di adeguate soluzioni costruttive dei manufatti e studiando in modo esaustivo le caratteristiche morfologiche del corso d’acqua sotteso, cercando inoltre di risolvere unitamente sia i problemi della discontinuità idraulica, sia di quella biologica, in modo da garantire sempre la continuità idraulica e biologica del corso d’acqua. 
Particolare attenzione è stata posta nello studio di tutte i possibili cause di disturbo al dispositivo atto al rilascio del D.M.V. e sono stati adottati tutti gli accorgimenti possibili per evitare ogni possibile interferenza (paratoia sghiaiatrice, protezioni, sensori di livello, controllo remoto, ecc…). 
Valutato attentamente il tratto sotteso del torrente Leale, caratterizzato in gran parte da un alveo 
marcatamente incassato in una forra di difficile accesso con un substrato di roccia affiorante, in cui sono presenti diverse manifestazioni sorgentizie perenni, si ritiene che il D.M.V. stabilito in via transitoria dalla Legge regionale 27.11.2001 n. 28, pari a 44,16 l/s (4 l/s*kmq x 11.04 kmq di bacino imbrifero sotteso) sia sufficiente a mantenere lo stato ecologico attuale del corso d’acqua. 
Data la naturalità del corso d’acqua e per recepire le richieste avanzate dall’ARPA in sede di conferenza di servizi preliminare, avvenuta in data 30.10.2008 presso il Comune di Trasaghis, in accordo con il progettista si è ritenuto di attuare un rilascio minimo ben superiore a quanto indicato dalla Legge regionale 28/2001.
Subito a valle della traversa di derivazione è localizzata un’importante sorgente che garantisce una portata media costantemente di circa 25 l/s, che è stata volutamente non intercettata per garantire un ulteriore rilascio costante al corso d’acqua, libero da possibili turbative, che già di per se garantirebbe una quantità pari a circa la metà della portata di rispetto imposta dalla L.R. 28/2001. (...)


In definitiva la quantità e variabilità dei rilasci proposti la portata di 67 l/sec in condizione di portata minima derivabile è da ritenersi ottimale ed in grado di sostenere una biomassa animale di gran lunga superiore a quella attuale stimata, assicurando innegabilmente un benessere ambientale duraturo per l’intera idrofauna presente a  valle dell’opera di presa, di cui beneficia anche degli apporti laterali e sorgentizi. 
Per quanto riguarda gli impatti della derivazione sull’ecosistema acquatico a seguito della diminuzione della  portata, con possibile frammentazione della continuità ecologica del torrente medesimo, si ricorda che la  situazione attuale già di per sé presenta una marcata frammentazione della continuità fluviale senza modificare  sostanzialmente la presenza delle relative componenti acquatiche biologiche. 
Quando la centralina idroelettrica sarà a regime il contesto ambientale relativo non subirà sostanziali modifiche, assicurando lo svolgimento della vita acquatica; si può assicurare fin d’ora che la situazione ambientale post  operam escluderà l’instaurarsi di elementi tali da  alterare l’omeostasi del sistema produttivo e la biodiversità  animale e vegetale attualmente ospitata nel tratto a valle dell’opera di presa. 
In un’ottica di costi-benefici, il D.M.V. di 67 l/sec oltre ad essere più che buono al mantenimento a valle della vita  acquatica, rappresenta il valore per il quale è possibile raggiungere il migliore compromesso tra le esigenze di  tutela ambientale e quelle di natura economica. 
Valutata infine l’opera di restituzione, visto anche lo stato ambientale dei luoghi dove sorgerà, peraltro già di per  sé inospitali per l’ittiofauna a causa del sito alterato da lavori di regimentazione idraulica, e la quasi costante  interruzione idrica rilevata alla confluenza con il Palar, l’impatto nei confronti della fauna acquatica è da  considerarsi nullo.  
Non va infine dimenticato che il presente progetto  redatto in forma preliminare nel giugno 2007 e presentato  alla Direzione Provinciale Lavori Pubblici ha ottenuto il parere favorevole vincolante dell’Autorità di Bacino sulla  compatibilità della utilizzazione con le previsioni del Piano di tutela, ai fini del controllo sull'equilibrio del bilancio  idrico o idrologico.

venerdì 17 febbraio 2012

Centralina sul Leale, materiali per la documentazione - VI

[Prosegue l'analisi del "Riassunto non tecnico"  contenuto nella progettazione della centralina sul Leale]


Portate  
-  La portata media annuale rilasciata al corso d’acqua è di 159 l/s, pari ad un contributo di 16.20 l/s x kmq;  rispetto alla portata di 44.16 l/s normata dalla LR 28/2001 è 360% superiore; 
-  La portata media annuale rilasciata al corso d’acqua è di 159 l/s, è circa il 42 % della portata media 
superficiale del torrente Leale a monte delle prese acquedottistiche, pari a 379 l/s; 
-  In condizioni di portata minima derivata per il funzionamento dall’impianto (40 l/s) il rilascio al corso  d’acqua è di 67 l/s , pari ad un contributo di 6,1 l/s x kmq; rispetto alla portata di 44.16 l/s normata dalla LR  28/2001 è 152% superiore; 
-  In condizioni di portata minima derivata per il funzionamento dall’impianto (40 l/s) il rilascio al corso d’acqua è di 67 l/s che è circa il 231 % superiore alla portata superficiale del torrente Leale, a monte delle prese acquedottistiche, presente per 347 giorni l’anno (Q347); 
(...)


Condotta forzata 
(...)



Edificio centrale 


L'ubicazione della centrale ha richiesto una attenta valutazione di scelta tra una serie di possibili collocazioni. il  criterio di scelta è stato quello di porre la massima attenzione al contesto ambientale nel quale la stessa veniva  posta e di recare il minimo disagio alla popolazione locale durante la costruzione ed esercizio della stessa. 
In base a ciò si è deciso di collocare la centrale in una zona di poco pregio, decentrata rispetto all'abitato, anche  se purtroppo tale scelta è risultata di fatto la più impegnativa sia dal punto di vista tecnico, per ciò che concerne  la posa del tratto terminale della condotta dovuta alla conformazione morfologica del terreno e, sia dal punto di  vista economico. 
L’edificio centrale è posizionato in destra orografica del torrente Leale, a quota 192.50 mslm, in una zona  boschiva abbastanza decentrata rispetto all’abitato di Avasinis ed addossando al pendio boscato, immediatamente a monte del modesto impluvio esistente. 
Il fabbricato, di cui è stato particolarmente curato l’aspetto architettonico e dell’inserimento nel paesaggio, è  parzialmente interrato ed è costituito da tre volumi che si incastrano tra di loro ed ognuno di questi tre volumi è  adibito a svolgere una specifica funzione. 
Nel merito dell'inquinamento acustico, il rumore indotto dalle turbine e dagli eventuali meccanismi di moltiplica  dei giri può essere ridotto fino a 75 dBA all'interno della centrale e livelli nettamente inferiori all'esterno ma in  ogni caso può costituire motivo di disturbo. 
La scelta di posizionare la centrale in una zona molto decentrata rispetto all'abitato di Avasinis, non creerà  assolutamente nessun disturbo alla popolazione locale. 
Considerato le caratteristiche del salto, la variabilità delle portate ed il rendimento delle macchine, si è prevista  l’installazione di n. 2 gruppi turbina-generatore del tipo “pelton” ad asse orizzontale a due iniettori con girante  con pale in acciaio in unico pezzo montata a sbalzo sull’albero generatore. Tale gruppo sarà in grado di turbinare  tutte le portate mantenendo elevato il rendimento idraulico.. 
Le acque turbinate sono restituite al torrente Leale mediante un canale di restituzione delle acque di una lunghezza complessiva di 80 m fino al corso d’acqua. 



giovedì 16 febbraio 2012

Lago, i Comitati diffidano le multiutility - IV

Anche il sito "Con te Gemona" riprende il tema della lettera aperta inviata dai Comitati ai responsabili delle multiutility del nord Italia, sviluppando il discorso anche nei suoi "risvolti gemonesi"

«Perché volete fare un progetto di accumulo per pompaggio sul lago di Cavazzo, in casa altrui, quando simili progetti sono respinti in casa propria? Troppo comodo realizzarli in casa altrui! Con risorse idriche altrui!» Così i Comitati contrari al progetto Edipower di potenziamento della centrale idroelettrica di Somplago si sono rivolti ad alcuni sindaci e presidenti di Provincia del Nord Italia. È importante sapere che i sindaci di Brescia, Genova, Milano, Piacenza, Reggio Emilia, Torino, il Commissario straordinario del comune di Parma, il presidenti delle Province Autonome di Trento e di Bolzano, sono azionisti di Edipower, attraverso le partecipate Elettrica Altoatesina e Dolomiti Energia, le multiutility A2A, IREN e Delmi. Il contenuto della lettera è chiaro e diretto: se lo facciano a casa propria il potenziamento del pompaggio del lago! La corposa missiva [], che spiega tutti i motivi per i quali i Comitati sono contrari a questo progetto, si conclude tuttavia con un invito al dialogo. «Chiediamo a Voi che, presiedendo gli Enti Pubblici di riferimento delle sopracitate società multiutility, portate la responsabilità politica dell’operato delle stesse, di volerci concedere un incontro per meglio illustrarVi le nostre argomentazioni su questo progetto di Edipower». Come abbiamo ribadito più volte su questo blog [], la questione è di rilevante importanza non solo dal punto di vista ecologico, ma anche democratico. Tutti i diretti interessati, compresi i parroci delle comunità vicine al lago di Cavazzo, hanno oramai preso posizione []. Tra i firmatari della lettera – ne prendiamo atto positivamente – c’è anche Claudio Polano, già consigliere comunale ed esponente della lista “Per Gemona” che sostiene l’attuale maggioranza. E la giunta Urbani perché aspetta ancora a prendere una posizione chiara ed univoca?

da:  http://www.contegemona.it/tag/centrale-di-somplago/

Centralina sul Leale, materiali per la documentazione - V

[Prosegue l'analisi del "Riassunto non tecnico"  contenuto nella progettazione della centralina sul Leale]


Descrizione dell’impianto idroelettrico  

Opera di presa 


L’opera di presa sul torrente Leale è ubicata in prossimità di stavoli Prà di Steppa, subito a valle della presa  acquedottistica del Comune di Trasaghis dalla sorgente Fontanuzas (piccola derivazione di 20 l/s). In questa zona  il torrente Leale scorre in un anfratto di roccia compatta, che si presta ottimamente per la collocazione di  un’opera di presa, con strutture di dimensioni ridotte. 
La simulazione idraulica fatta ha dimostrato che l'opera in progetto non crea nessuna turbativa alla più  importante utilizzazione acquedottistica, anche in  condizioni di piena del corso d'acqua. Ad ogni modo, in  accordo con l’amministrazione comunale, si presterà massima attenzione alla progettazione esecutiva  dell’insieme, per una miglior integrazione delle opere stesse, recependo ogni eventuale esigenza. 
L’opera di presa, del tipo a traversa sub-alveo con caditoia di presa dotata di soprastante griglia del tipo  autopulente in acciaio, è costituita da un piccolo  sbarramento in calcestruzzo armato, di altezza minima,  ammorsato al fondo ed alle spalle, direttamente sulla roccia affiorante. 
Le conoscenze maturata hanno fatto propendere per l’installazione di una griglia del tipo a “coanda acquashear  screen”, che consente di evitare il deposito di foglie e aghi nella griglia, riducendo le operazioni di pulizia e  manutenzione. Oltre a ciò evita l’ingresso nelle derivazione di tutto il sedimento in sospensione nell’acqua con  diametro maggiore di 1 mm e molte particelle con diametro maggiore di 0,5 mm. Ne risulta una notevole riduzione del deposito di sedimentato nella opere derivatorie con conseguente riduzione delle operazioni di  pulizia del dissabbiatore.  
La griglia ha una lunghezza di 6,10 m per una larghezza di 1,10 m. ed è posata con un adeguata pendenza per  mantenere la sua capacità autopulente.  
Sulla traversa di presa, è posizionate una paratoia a funzionamento oleodinamico denominata “paratoia  sghiaiatrice traversa” delle dimensioni di 120 cm.  di lunghezza e 150 cm. di altezza, con la funzione  di  sghiaiamento del bacino posto a monte traversa e di pulizia della luce tarata di rilascio del D.M.V. 
La quota di ritenuta dell’opera è posta a 609.00 m. s.l.m., inferiore di 80 cm. rispetto alla quota del piede del  fabbricato acquedottistico e di 2.00 rispetto alla soglia della porta di accesso dello stesso fabbricato. 
L'impianto idroelettrico sarà completamente automatizzato, per cui al fine di regolazione delle macchine sarà  dotato di opportuni strumenti di misura e più precisamente: 
-  in vasca di carico sarà posizionato uno strumento ad ultrasuoni di rilevazione del livello idrometrico; 
-  nella condotta in pressione sarà posizionato uno strumento ad ultrasuoni per la rilevazione della velocità. 
Con questi dispositivi e dunque possibile in ogni momento verificare le portate derivate. 

[segue]

mercoledì 15 febbraio 2012

Centralina sul Leale, materiali per la documentazione - IV

[Prosegue l'analisi del "Riassunto non tecnico"  contenuto nella progettazione della centralina sul Leale]

La relazione passa poi a descrivere le caratteristiche tecniche dell'impianto proposto:


Quadro di riferimento progettuale 

 Sintesi dei dati fondamentali dell’opera  


L’obiettivo del progetto Small Hydro “Leale” è la realizzazione di un piccolo impianto per la produzione di  energia idroelettrica, che è una fonte energetica rinnovabile
La produzione di energia da fonti rinnovabili è promossa ed incentivata per l’attuazione degli obiettivi fissati con  il Protocollo di Kyoto del 11 dicembre 1997, volto  alla limitazione della dipendenza dalle fonti fossili  convenzionali, motivo di notevoli problemi e scompensi all’ambiente. 
Il progetto prevede la realizzazione di un impianto ad acqua fluente cioè senza formazione di bacini di invaso,  con opere di derivazione compatte e di minimo disturbo.  
Dall’opera di presa, sita in località Avasinis del Comune di Trasaghis diparte una condotta interrara, che adduce  la portata derivata alla centrale di produzione, 
Le acque turbinate vengono poi restituite al torrente Leale, in prossimità della confluenza con il torrente Palar. 
L’Impianto idroelettrico del tipo “Small Hydro” ad  acqua fluente di RenoWa s.r.l. previsto in località 
Avasinis in comune di Trasaghis utilizzando le acque del torrente Leale, ha le seguenti caratteristiche 
progettuali: 

Tipologia impianto  Acqua fluente 
Corso d’acqua  Torrente Leale 
Bacino sotteso  11.04 Kmq 
Ubicazione presa  Stavoli Prà di Steppa 
Quota di ritenuta  609.00 m. s.l.m. 
Quota pelo acqua superiore 607.60 m. s.l.m. 
Diametro condotta  DN 700-600 
Lunghezza condotta 3.200 m. 
Ubicazione centrale Località Avasinis 
Quota pelo morto inferiore 191.80 m. s.l.m. 
Portata media di concessione 348 l/s 
Salto di concessione 415.80 m. 
Potenza media di concessione 1.419 kW 
Potenza massima installata 2.500 kW 
Produzione attesa  9.775 MWh 


(segue)

martedì 14 febbraio 2012

Centralina sul Leale, materiali per la documentazione - III

[Prosegue l'analisi del "Riassunto non tecnico"  contenuto nella progettazione della centralina sul Leale]

Il documento richiama più volte l'importanza della produzione di energia da fonti rinnovabili:


è stato ribadito che la produzione energetica da fonti rinnovabili è per definizione produzione 
sostenibile dal punto di vista ambientale, inoltre  la maggiore produzione energetica da fonti rinnovabili  comporta, a parità di domanda e sempre considerando che l’energia elettrica non può essere immagazzinata,  una conseguente corrispondente istantanea riduzione di produzione, maggiormente inquinante, da fonti  tradizionali.  
Quindi la produzione energetica da fonti rinnovabili è produzione sostenibile e migliorativa delle condizioni  ambientali



Prosegue poi ribadendo l'opportunità, secondo i proponenti, della realizzazione dell'impianto:


La localizzazione preposta ha come motivazione primaria l’obiettivo di voler utilizzare le potenzialità derivanti  dalle portate del torrente Leale unitamente ad un salto di quota, per la realizzazione di impianto idroelettrico del  tipo “mini” ad acqua fluente ed a bassa caduta, che è una fonte energetica rinnovabile, il cui utilizzo è promosso  ed incentivato dall’Unione Europea e dall’Italia, in applicazione del protocollo di Kyoto del 11 dicembre 1997, al  fine di limitare la dipendenza dalle fonti fossili  convenzionali, che creano notevoli problemi e scompensi  all’ambiente. 
La scelta della localizzazione del punto di derivazione, l’opera di presa e l’ubicazione della centrale, sono state  condotte in modo tale da conciliare le esigenze volte all’ottenimento di un idoneo salto, con quelle rivolte a  creare un minor impatto ambientale, sia nella fase  di cantiere che nella fase di esercizio ed anche evitare  turbative al corso d’acqua. 
Tenuto conto altresì della scelta del percorso della condotta forzata, i siti prescelti sono quelli che meglio  rispondono alle esigenze succitate precedentemente evidenziate. 
L’unica alternativa ammissibile è la cosiddetta “opzione zero”, cioè la non realizzazione dell’impianto.  
Tale possibilità evidentemente, rispetto a qualsiasi altra alternativa, ha il rilevante vantaggio di non avere alcun  impatto diretto, sia in fase di cantiere che in fase di esercizio. 
Gli svantaggi riconducibili a tale ipotesi sono però la mancata produzione di energia da fonte rinnovabile, nonché  il danno economico
Relativamente al primo aspetto, è evidente che,la richiesta di energia verrebbe soddisfatta altrimenti facendo  ricorso a combustibili fossili con un rilevante danno in termini di emissioni gassose e polveri sottili, in contrasto  con gli obiettivi fissati nel Protocollo di Kyoto.
Per quanto riguarda l’aspetto economico, con la mancata realizzazione, verrebbe a mancare il beneficio  economico derivante dalla vendita dell’energia, con ricadute sulla popolazione e sulle imprese locali


[segue]

lunedì 13 febbraio 2012

Centralina sul Leale, materiali per la documentazione - II

Come promesso, iniziamo un viaggio informativo  per cercare di raccogliere elementi sulla  progettata centralina sul Leale sulla base delle carte predisposte dallo staff della RenoWa. Come si è visto, la documentazione presentata in regione è notevole; seguiremo quindi, perché probabilmente maggiormente fruibile anche ai non esperti, il  "Riassunto non tecnico" contenuto nel Progetto esecutivo depositato in Regione  proponendo alcuni passi ed evidenziandone determinate parti.
Per una lettura integrale del documento, vedi:
http://lexview-int.regione.fvg.it/serviziovia/documentazione/VIA442/DOCUMENTAZIONE%20PROPONENTE%20(INTEGRALE)/RES.05.LEALE%20-%20SIA.02%20-%

Il documento inizia citando i passi più recenti  legati alla presentazione della documentazione.


Il proponente RenoWa s.r.l. in data 3 giugno 2011 ha presentato all'Autorità competente, Regione Autonoma  Friuli – Venezia Giulia, il progetto preliminare, lo Studio Preliminare Ambientale al fine di attivare la procedura di  Verifica di assoggettabilità nell’ambito della procedura di Valutazione d’Impatto Ambientale, in quanto l’iniziativa progettuale rientra nella fattispecie  di opere per soglia di potenza idroelettrica soggetta a compatibilità ambientale (art. 20 del D.lgs n. 152/2006). 
La procedura di Verifica di assoggettabilità svolta dal Servizio Valutazione d’Impatto Ambientale della Regione  Autonoma Friuli-Venezia Giulia si è conclusa, in data 16 settembre 2011 con il Decreto n° SCR 1034 emanato dal  Direttore del Servizio Valutazione d’Impatto Ambientale, che assoggetta il progetto di nuovo impianto  idroelettrico del tipo ad acqua fluente ed ad alta caduta” ubicato in comune di Trasaghis (UD) sul torrente Leale, procedura di Valutazione d’Impatto Ambientale, per le seguenti motivazioni:
-  l’elevato sfruttamento delle potenzialità idriche del torrente Leale, già utilizzato per una derivazione a scopo  potabile (acquedotto comunale) qualche decina di metri a monte dell’opera di presa; 
-  l’elevata lunghezza della condotta forzata (circa 3 Km) e, conseguentemente del tracciato del torrente Leale sotteso all’impianto idroelettrico
-  la naturalità della struttura idrogeomorfologica del torrente Leale, in particolare nel tratto montano 
(caratterizzato da scivoli d’acqua, piccole cascatelle e tratti in forra), avvalorata dalla presenza di un 
determinato flusso idrico naturale, a rischio per l’entità delle portate rilasciate, con conseguente possibile frammentazione della continuità ecologica del torrente medesimo; 
-  Il valore naturalistico della valle del torrente Leale caratterizzata da vari percorsi escursionistici con potenziale impatto sulla fruibilità ricreativa dell’area, in particolare per quanto riguarda la fase di cantiere. 


Vengono poi esaminate le prescrizioni  derivanti da un Quadro di riferimento programmatico 
 
 
 
La salvaguardia paesaggistico-ambientale 

L’area d’intervento è soggetta a vincolo paesaggistico, ai sensi del D.Lgs. 490/1999, in quanto ricade all’interno  della fascia di 150 m dalle sponde del torrente Leale ed è compresa in un’area boscata. Tuttavia, anche non  sussiste un divieto assoluto all’esecuzione di lavori in un’area sottoposta a vincolo paesaggistico;inoltre non  ricade o interessa nessun ambito naturale protetto  o sensibile (Z.P.S., S.I.C., A.R.I.A., Parchi Naturali, Riserve  Naturali, Biotopi) e non si rilevano valenze storico culturali, zone archeologiche vincolate. 
 
Vincolo idrogeologico 

In base ai contenuti dell’art. 51 comma 4 della L.R. 9/2007, il sito d’intervento è soggetto a vincolo idrogeologico. 
 

Piano Regolatore Generale Comunale di Trasaghis 

La strumentazione urbanistica a scala comunale del  comune di Trasaghis riprende le indicazioni di scala  sovraordinata del P.U.R.G., determinando una serie di localizzazioni puntuali che correttamente definiscono la  destinazione d'uso di dettaglio del territorio. 
L'intervento in esame, risulta essere compreso nelle seguenti zonizzazioni: l’opera di presa ricade entro la  destinazione d’uso E3 “Zona silvo-zootecnica”, mentre la centrale di produzione è posizionata nella la  destinazione d’uso E4 “Zona agricolo-paesaggistica” e la condotta interessa le destinazioni d’uso: E3 “Zona silvo-zootecnica” e E2 “Zona boschiva”. 
Gli impianti di produzione di energia elettrica, alimentati da fonti rinnovabili, possono essere ubicati anche in  zone classificate agricole dai piani urbanistici vigenti, pertanto, ai sensi dell’articolo 12 del Decreto Legislativo 29  dicembre 2003, n. 387, l’intervento proposto è compatibile con la zonizzazione del P.R.G.C. nonostante le norme  delle zonizzazioni: E2 “Zona boschiva”, E3 “Zona silvo-zootecnica” ed E4 “Zona agricolo-paesaggistica” che non  ammetterebbero l’iniziativa proposta. 

(segue)

domenica 12 febbraio 2012

La Riserva naturale di Cornino e il Tagliamento "in vetrina" tra le "Meraviglie italiane"


Valle del Tagliamento e Cornino
incluse tra le Meraviglie italiane

da: Il Gazzettino, Domenica 12 Febbraio 2012
La Valle del Tagliamento presso Ragogna ed il Lago di Cornino in comune di Forgaria nel Friuli sono stati riconosciuti dal Forum Nazionale dei Giovani quale "Meraviglia Italiana", titolo concesso a 1000 località di tutta Italia in virtù della loro valenza naturalistica, culturale, storica, paesaggistica. «Si tratta di un riconoscimento molto importante, che rende onore al nostro territorio e a quanto si sta facendo per valorizzarlo» commentano gli amministratori locali dei due comuni che invitano tutti i cittadini poi a connettersi al sito internet www.meravigliaitaliana.it  e votare per far entrare le due aree tra le prime dieci. «È un piccolo gesto, assolutamente gratuito e che non comporta alcun onere se non la brevissima registrazione on line necessaria per esprimere il voto, che si dimostra importante per la valorizzazione dei nostri tesori ambientali, storici e paesaggistici. E anche per iniziare a far contare un po’quanto di bello abbiamo nel nostro Friuli». Il Lago di Cornino, Istituita Riserva Regionale nel 1996, si trova all'estremo margine sudorientale delle Prealpi Carniche, con l'ampio alveo del Fiume Tagliamento che la separa dalle Prealpi Giulie, dalle fasce collinari e dall'alta Pianura friulana. Ha una superficie di 487 ettari ed è inclusa nei territori dei comuni di Forgaria e Trasaghis.


da:  https://www.facebook.com/events/236671026416870/
VOTA LA  RISERVA SUL SITO www.meravigliaitaliana.it 

AIUTACI A FARLA ARRIVARE TRA LE 10 MERAVIGLIE ITALIANE PIU' BELLE SUI 1000 CANDIDATI!

Centralina sul Leale: materiali per la documentazione - I

Sul Blog, da qualche tempo, si parla della progettata centralina sul Leale, dopo la domanda presentata dalla Ditta Renowa e l'apertura, presso la regione, del procedimento di VIA (Valutazione di Impatto Ambientale). Come è stato osservato da più di qualcuno, l'argomento non è  ancora  giunto al "top" degli argomenti di discussione valdelaghini. Troppo presto? Tant sunsûr par nuje? Mah. Fattosta che il "dossier" presentato in Regione - come segnalato su queste pagine da OG Loc - è estremamente corposo, basti scorrere l'elenco dei documenti e delle relazioni, consultabili, sul sito della Regione, alla pagina http://lexview-int.regione.fvg.it/serviziovia/dettaglio.asp?IDDOM=34613&SubFolder=G:\ServizioVIA\via442\documentazione%20proponente%20(integrale)#sel:


 Parere Autorità Bacino VE Hydro Leale.pdf (587Kb)
  Res.05.H.LEALE - A.01 - Relazione tecnico illustrativa.pdf (12444Kb)
  Res.05.H.LEALE - B.01 - Relazione idrologica.pdf (1306Kb)
  Res.05.Leale - D.1.01.pdf (15499Kb)
  Res.05.Leale - D.1.02.pdf (1526Kb)
  Res.05.Leale - D.2.01.pdf (11623Kb)
  Res.05.Leale - D.2.02.pdf (3458Kb)
  Res.05.Leale - D.2.03.pdf (487Kb)
  Res.05.Leale - D.3.01.pdf (12671Kb)
  Res.05.Leale - D.3.02.pdf (1958Kb)
  Res.05.Leale - D.3.03.pdf (577Kb)
  Res.05.Leale - D.3.04.pdf (1483Kb)
  Res.05.Leale - D.4.01.pdf (1599Kb)
  Res.05.Leale - D.5.01.pdf (6924Kb)
  Res.05.Leale - D.5.02.pdf (3822Kb)
  Res.05.Leale - D.5.03.pdf (729Kb)
  Res.05.Leale - D.5.04.pdf (2211Kb)
  Res.05.Leale - D.6.01.pdf (466Kb)
  Res.05.Leale - RA.01 - Relazione incidenza.pdf (3812Kb)
  Res.05.Leale - SIA.01 - Studio Impatto Ambientale.pdf (25391Kb)
  Res.05.Leale - SIA.02 - Sintesi non tecnica.pdf (393Kb)
  Verbale di visita locale d'istruttoria- Hydro Leale.pdf (149Kb)


Come già detto più volte, il Blog non ha "staff tecnici" da mettere in campo per una analisi precisa e dettagliata: esprime però la viva esigenza di "sapere", di "ragionarci su". Perché già si intravede l'ennesimo, prossimo  radicalizzarsi di posizioni, col ripresentarsi dei "partiti" del "No, nancje discuti" e del "Sì, par fuarce". Vorremmo capire. Cercheremo di rifletterci su. Confidando nell'aiuto e nella collaborazione di tutti.
(A&D)

sabato 11 febbraio 2012

Quella misteriosa "barcjuta dai cosacs"

Il freddo di questi giorni e l'attesa della neve ha fatto ricordare a qualcuno, oltre che le stagioni del "pistòc" sul lago gelato, anche quella singolare "barcjuta" che, fino ai primi anni '60, veniva utilizzata dalla gioventù, dopo le nevicate, per scivolare lungo i pendii di "deur Cuel". Raccontavano  fosse stata portata in paese dai cosacchi, nel 1944-45 e che fosse rimasta in paese dopo la ritirata di fine aprile - inizio maggio 1945.

Il bello è che … anche a Tarcento, in casa Toffoletti, viene conservata una struttura per molti versi simili, anche qui si tratta di una barca che, nelle memorie locali, viene indicata come "barca cosacca" e che Alfonso Toffoletti ha così descritto:  "Ho conservato una barca che mio padre chiamava barca da neve utilizzata dai cosacchi per trasportare i feriti. Non sono riuscito a trovare conferme sulla sua origine. Probabilmente è stata sottratta da qualche deposito militare alla fine della guerra a Tarcento. E' strano che una barca da fiume, si trovi a Tarcento. Ho notizie che una barca simile si trovava ad Alesso negli anni 60 e veniva definita come barca cosacca".

Lanciamo un appello, allora, a chi potesse fornire qualche elemento di chiarimento: sia sulle vicende "spicciole" della "barcjuta di Dalès" (di cui esiste un'unica foto), sia, in generale,  dell'effettiva attribuzione specifica ai cosacchi dell'oggetto (o se non sia, invece, un attrezzo in uso a qualche esercito del nord Europa…).
Eventuali, gradite informazioni possono essere fornite con un commento o una mail al Blog oppure intervenendo sulla pagina facebook di "Alesso e Dintorni Web".


(In alto, una foto scattata nel 1953 ad alcune ragazze di Alesso sulla neve con la "barcjuta"; in basso  la barca da neve conservata a Tarcento. Sono evidenti le analogie)

Centralina sull'Arzino: contrarietà del WWF


VERZEGNIS Gli ambientalisti: si basa su dati vecchi di 50 anni
Centralina, il "no" del Wwf
L’associazione boccia il progetto assieme al Movimento tutela Arzino
VAL D’ARZINO Rilievi degli ambientalisti sul progetto di una nuova centralina idroelettrica

da: Il Gazzettino, Venerdì 10 Febbraio 2012
VERZEGNIS - «Il progetto di centralina idroelettrica sul torrente Arzino è stato redatto con dati vecchi di 50 anni, le istanze di nuove derivazioni e i progetti in corso di Via devono venire sospesi». A dirlo sono il Wwf Fvg e il Movimento tutela Arzino: le loro critiche si aggiungono ai rilievi già mossi nelle scorse settimane da Legambiente. «Si tratta di un'opera che andrà a compromettere l'integrità di uno dei tratti più pregiati del torrente, l'unico di tutte le Prealpi friulane ancora integro, per questo motivo ancora più meritevole di tutela», hanno fatto sapere gli ambientalisti, riferendosi al progetto della centralina idroelettrica presentato da Industria Tessile del Vomano (Teramo) nell'alta Val d'Arzino, tra Pozzis, frazione di Verzegnis e San Francesco di Vito d'Asio, in provincia di Pordenone. «Un progetto, peraltro - fanno notare le associazioni - che fa riferimento a misure di portata (cioè la quantità d'acqua che scorre nell'alveo) misurate a Casera Beazut, a circa 2 chilometri a valle dell'opera di presa prevista, tra il 15 giugno 1956 e il 1963: esattamente cinquant'anni fa». Le due associazioni hanno tra l'altro spedito alla Regione un documento di osservazioni allo studio di impatto ambientale. Per dimostrare quanto differenti siano le misure degli anni Cinquanta con quelle attuali, gli ambientalisti riportano i dati relativi a novembre, uno dei mesi più piovosi dell'anno: negli anni '50 si avevano portate medie di 2,3 metri cubi al secondo mentre attualmente i volontari del Movimento tutela Arzino hanno misurato per il mese di novembre tra il 2009 e il 2011 portate variabili tra i 0,4 e i 0,7 metri cubi al secondo. Secondo Wwf e Movimento tutela Arzino, dunque, il progetto, la cui concessione prevede di derivare una portata media di 0,86 metri cubi al secondo e una portata massima di 1,25, va corredato da una serie continua di misure di portata in corrispondenza della sezione di presa estese su almeno dieci anni idrologici, quando nello studio di impatto ambientale - rilevano i due sodalizi - sono invece presenti solo 3 misure di portata recenti, di cui l'ultima, seppure rilevata il 23 marzo 2011, dopo il verificarsi di eventi meteorologici consistenti, non raggiunge nemmeno la portata derivabile massima in concessione. Di qui la bocciatura del progetto da parte delle associazioni, anche alla luce dell'assenza di un Piano regionale di tutela delle acque imposto dalla direttiva 200/60 della comunità europea.
      David Zanirato

venerdì 10 febbraio 2012

Centralina sull'Arzino e autostrada Cimpello-Gemona, il "no" di Arca

Arca alza le difese sul torrente Arzino

Comitato contro la realizzazione di centraline idroelettriche. Pronto un progetto per lo sviluppo turistico della valle

VITO D’ASIO
Non soltanto il raccordo autostradale Cimpello - Sequals - Gemona e la salvaguardia del fiume Tagliamento dalle casse di espansione e dalla traversa di sbarramento: il comitato popolare Arca sta monitorando anche la situazione del torrente Arzino, dove da tempo si parla di realizzare centrali idroelettriche per sfruttarne i salti per la produzione di energia. «Un’ipotesi – ha dichiarato il presidente del comitato Alberto Durì – che secondo noi toglierebbe possibilità di sviluppo successivo della zona del torrente». Per questo Arca presenterà all’amministrazione comunale di Vito d’Asio un proprio progetto di sviluppo turistico.
«Per correttezza – ha aggiunto Durì – non vogliamo anticiparlo prima di averlo presentato agli amministratori, ma possiamo già dire che per realizzarlo occorre avere il torrente integro, senza tratti privi d’acqua come potrebbe avvenire realizzando le centrali». La filosofia alla base della costruzione delle centrali non piace ad Arca. «Magari portano soldi immediati alle casse comunali – ha sottolineato il presidente –, ma poi a cosa servono quelle risorse se non ci sono più il territorio e la possibilità di svilupparlo permettendo così alle persone di rimanerci a vivere?». Con la proposta in fase di avanzamento al Comune della Val d’Arzino il comitato vuole ancora una volta ricordare di non essere a priori contro progetti di sviluppo della valle, i quali però devono essere rispettosi dell’ambiente. Una “bocciatura” all’impianto idroelettrico di più stretta attualità, previsto tra Vito d’Asio e Verzegnis e in fase di valutazione d’impatto ambientale, è arrivata in questi giorni anche da Legambiente del Friuli Venezia Giulia. «L’impianto – hanno dichiarato gli ambientalisti – sarebbe realizzato in un corpo idrico non interessato da derivazioni a scopo idroelettrico con ciò creando un pericoloso precedente in un contesto torrentizio, naturalistico, paesaggistico di pregio».
Davide Francescutti

giovedì 9 febbraio 2012

Sul Lago gelato: "chei dal pistòc"

Le immagini del bordolago gelato di questi giorni hanno fatto riandare alla memoria di quanti hanno conosciuto il Lago "di prima" i  momenti  in cui i ragazzi andavano a pattinare sul lago gelato, servendosi di rudimentali pattini e spingendosi con un bastone appuntito, con un chiodo alla sommità, il pistòc.
Per chi ricorda quei tempi, per chi  ne nutre curiosità, si ripropone la "vivarosa" descrizione che ne ha fatta Zuan Cucchiaro sul "Lunari di Dalès pal 2010":


Cuant che a vegnivin chei grancj frêts, il lâc a si glazzava cussì ben che al sameava un spieli e i zovins a preparavin il lôr imprest: dôs brentas spizzadas su la ponta, doi fiers da sot e un scjapin par meti denta i scarpets e par sbultrâsi un racli cuntun claut dapît: eco il pistoc. 
Cuant che la glazza a era lissa como il veri, a si lava fn scuasi intal mieç e a si spiava jù sul font a al sameava di jodi mûrs como di cjasas e maserias, e nissun a nal à mai savût spiegâ ce che a erin chês rostas tal font dal lâc! A saràn ancjmò, ma cujertas dal paltan e da lacja dal Tajament!
A si lava fint tal mieç, dulà che a erin las risultivas che a vegnivin su dal font; lì a era 'aga simpri pui temperada e a na si glazzava mai. Chei pui coragjôs, lant a gnagnau, a rivavin fint aì adôr a bevi l'aga che a sameava clipa. Il mês di luj, inveza, cuant che a si rivava aì cu la barcja, bevint chê aga  a sameava glazzada! 

Val del Lago sul Web. Ghiaccio sul Lago....

Lago ghiacciato. Fa freddo, di inverno è normale



Le temperature di questi giorni sono insolite ma ogni anno l'inverno fa vedere la parte più cattiva. Ricordiamoci di queste nevicate e di immagini come queste di un lago ghiacciato in prossimità della riva; ricordiamoci di come sia normale che d'inverno faccia freddo e d'estate faccia caldo; ricordiamocelo la prossima volta che qualcuno parla di global warming (surriscaldamento globale) con sotto mano solo 20 o 30 anni di statistiche accurate, in confronto ai millenni di storia: sono i naturali mutamenti climatici che hanno creato i fiumi, arrotondato le montagne, riempito i mari, ecc.
zoom
zoom
Queste foto sono state scattate oggi sulla rive del Lago di Cavazzo (o dei Tre Comuni); temperatura dell'aria circa -3°C alle ore 15; siamo a circa 195 m slm in Friuli - Venezia Giulia.

dal sito: http://www.antoniopicco.it/articolo.asp?id=92#.TzQeF8WFgfU