"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

mercoledì 17 ottobre 2012

Un singolare "crono - rewind" sul viadotto di Somplago

Sul sito "Alto Friuli" è stato pubblicato un articolo dove si segnala e si commenta il fatto che nello spot istituzionale della Società Autostrade, attualmente trasmesso su tutte le tv,   siano state inserite delle immagini riferite al viadotto di Somplago curiosamente rappresentato come in costruzione (quindi attraverso un fotomontaggio).  La domanda, per i valdelaghini, nasce spontanea:  ci avete fatto passare sopra l'autostrada e ora la cammuffate facendole, in sostanza, perdere l'identità?
Il dibattito è aperto alla pagina di Alto Friuli  e, per chi vuole, anche su questo Blog.


Dopo l'X Drive Village
si 'taglia' anche il viadotto

Dopo l'episodio dello scorso anno con lo spot della Bmw che ha trasformato il Lussari in X Drive Village, quest'anno è la società Autostrade che nella propria pubblicità istituzionale ha sezionato il viadotto di Somplago lungo la A23, rimettendolo 'in costruzione'.Dopo l'X Drive Village
si 'taglia' anche il viadotto
In molti ricorderanno le polemiche scoppiate lo scorso anno per la pubblicità della BMW che scelse la cornice del santuario del Lussari quale location dove testare il suo nuovo modello di Suv. Spot che tra l'altro proprio in queste settimane è ritornato a comparire sulle varie televisioni nazionali.
Ebbene quest'anno, come ci ha segnalato un nostro attento lettore, l'Alto Friuli diventa nuovamente set per promozioni.

La società Autostrade ha infatti realizzato un filmato istituzionale nel quale rilancia il proprio ruolo di 'motore' per l'Italia sotto lo slogan 'la passione di muovere il paese'.
Nello spot  è raffigurata una bambina, a bordo di una macchina a pedali, che viene passata di mano in mano sopra le teste di molte persone.Nell'ultima immagine dello spot si vede che queste persone si trovano su un viadotto. Alle loro spalle c'è un altro viadotto ancora in costruzione (ne manca un pezzo).

Ebbene appare chiare che si tratta di una ricostruzione grafica (un fotomontaggio) effettuata prendendo come sfondo il viadotto di Somplago della A23 (l'inquadratura è presa, probabilmente, zoomando l'immagine dalla Pieve di Santo Stefano, sopra Mena), con l'aggiunta di una gru gialla e "tagliando" un pezzo di viadotto, oltre che... l'intero paese di Interneppo, che nello spot è una macchia marrone sullo sfondo.

Che cosa ne pensate? Sarebbe opportuno secondo voi che in questi casi compaia qualche indicazione sulle località utilizzate? Diteci la vostra.


(da: http://altofriuli.com/in-primo-piano/dopo-l-x-drive-village-si--taglia--anche-il-viadotto.htm)

Una immagine di confronto dello spot  con la situazione attuale:


Per chi vuole vedere lo spot originale e constatare l'effettiva operazione di fotomontaggio:
http://www.youtube.com/watch?v=za4RDjqQd1Y

martedì 16 ottobre 2012

Quel che si muove a ... Bordan. Nuovo numero del Notiziario comunale


E' uscito il periodico "Bordano & Interneppo oggi", il notiziario informativo del Comune di Bordano. Si tratta del primo numero pubblicato dopo le elezioni dello scorso maggio che hanno portato al rinnovo dell'Amministrazione comunale.
Il periodico si apre con una presentazione della nuova Amministrazione da parte del Sindaco Gianluigi Colomba, in cui viene manifestato  il ringraziamento agli elettori che hanno espresso rinnovata fiducia per la compagine amministrativa. Viene auspicato un confronto tra maggioranza e opposizione in un clima pacato e costruttivo. Il Sindaco si sofferma anche sui principali progetti avviati, dai "Voucher Comuni montani" alla "Borsa lavoro per i giovani studenti", alle opere pubbliche in corso di realizzazione (installazione impianti fotovoltaici, progettazione nuova sede protezione civile, interventi di riqualificazione urbana).
All'interno, oltre  ai dettagli sulla composizione del nuovo consiglio comunale,  si parla del Centro estivo e delle diverse attività proposte durante l'estate, della riapertura della biblioteca comunale,  della attività e della gestione della "Casa delle Farfalle", delle attività delle associazioni. Vi sono poi le rubriche tradizionali dedicate alla cucina, ai laureati e all'anagrafe, con un cenno particolare a "nonna Catin di Tarnep" che è stata festeggiata nella ricorrenza dei 100 anni raggiunti.

lunedì 15 ottobre 2012

Quel che si muove a ... Cjavaç. Mercoledì il documentario "Cercando le parole"


L'associazione culturale Mille e una Storia, con la collaborazione del Comune di Cavazzo,  propone la proiezione di un video sulla resistenza civile delle donne che dopo l'8 settembre 1943
svolsero un'importante ruolo nel mettere in comunicazione chi veniva deportato in
Germania in treno e i loro familiari. Queste donne si radunavano presso le
stazioni e quando un treno fermava o rallentava cercavano di portare qualche
aiuto ai deportati e in particolare raccoglievano e recapitavano alle famiglie
i biglietti che questi uomini gettavano dai vagoni. Sono frammenti di una
storia minore che testimoniano la forza della solidarietà che spingeva molte
donne ad uscire dal quotidiano e a rischiare per portare aiuto a chi ne aveva
bisogno, anche se sconosciuti. Non è un video triste, anzi, fa sperare che la
forza di reagire sia dentro ognuno di noi e che possa emergere quando
l'occasione lo richiede.

Il documentario  sulla resistenza civile delle donne friulane CERCANDO LE PAROLE
di Paolo Comuzzi e Andrea Trangoni, 
presentato da Sandra Squecco, sarà proiettato 
nella sala consiliare di Cavazzo 
mercoledì 17 ottobre 2012 alle ore 20.30. 

Ecco una scheda sui contenuti del filmato:

Gli internati militari italiani, catturati dopo l’8 settembre 1943 dall'esercito tedesco e ammassati in condizioni inumane nelle tradotte, vengono avviati nei campi di concentramento in Germania. Questi treni, scortati dalle SS, transitano anche dalla stazione ferroviaria di Udine. Dalle grate dei carri bestiame, i prigionieri lasciano cadere bigliettini scritti a matita, brevi messaggi indirizzati ai familiari ignari. Le donne friulane, incuranti dei pericoli, li raccolgono fino all'ultimo e li inviano ai destinatari.

Nel 1943, dopo vent'anni di cultura fascista che le relega a “angeli del focolare”, le donne sono spinte dalla guerra a entrare con forza nella sfera pubblica. Le voci e i volti dei testimoni, le fotografie dell'epoca, le corrispondenze tuttora conservate, i bigliettini passati di mano in mano, tutto questo per anni rimane celato all'interno delle mura domestiche. La storia delle donne è spesso una storia taciuta. Le ragazze di allora, ora anziane signore, non hanno quasi mai considerato i loro atti come gesti eccezionali e rischiosi. Per loro era semplicemente qualcosa che andava fatto, tanto che, dopo la guerra, a stento ne parlano in pubblico. Recuperare la memoria di quei giorni significa anche rendere pieno merito al loro impegno.

A sentirle raccontare, queste storie di quasi settant'anni fa, hanno la forza di un atto ancora vivo e vitale. Un racconto che lascia senza parole e che ci proietta in un mondo ferito da guerra e paura. Un mondo dove comunque esistono donne e uomini capaci di mettere a repentaglio la propria vita per un gesto di disubbidiente umanità. 

Testimonianza diretta, memoria orale, senza retorica. Voci che ci ricordano quello che eravamo ieri, ma che parlano al mondo di oggi. Anche per questo si è ripercorso la vecchia linea ferroviaria che portava al confine, ora in parte dismessa. I ricordi di allora si innestano sulle immagini odierne di quella tratta, rianimando quelle piccole stazioni abbandonate e suscitando in ognuno nuove suggestioni.

“Cercando le parole” racconta quei lontani episodi di impegno civile con la forza delle parole delle protagoniste. La Storia è fatta anche di tante piccole quotidiane storie di disubbidienza, di reazione all'indifferenza. Storie che ci riconsegnano la consapevolezza di poter cambiare le cose. Anche per questo si deve ricordare, si deve raccontare. Per coltivare il “vizio” della memoria, antidoto alla smemoratezza indotta di questi tempi.

domenica 14 ottobre 2012

C'è un pezzo di Atlantide ancora in fondo al Lago - (2)


E' in corso di realizzazione il docu-film "Operazione Atlantide" che racconta la vicenda nel quadro dell'Italia inquieta della fine degli anni '60. Attualmente è in fase di produzione su soggetto e sceneggiatura di Pietro Spirito per la regia di Fredo Valla.
Un'anteprima è stata presentata quest'estate a Grado, un evento  descritto in maniera precisa e circostanziata da "Il Piccolo":



Così Atlantide riprese forma dentro il lago di Cavazzo con 12 coraggiosi acquanauti

Il Piccolo, 6 agosto 2012

Ha il sapore di fantasie sottomarine degne di Salgari e Verne o rimanda a misteriose sperimentazioni partorite dalla mente fervida di J.J.Abrams per la serie cult “Lost”, ma l'affascinante avventura di 12 acquanauti friulani rimasti a vivere per un mese a 17 metri di profondità nelle acque del lago di Cavazzo è tanto incredibilmente autentica quanto rigorosamente documentata. Durante l'estate 1969, infatti, fu realmente perseguito e realizzato il sogno fantascientifico di vita “under water” con il primo esempio di città subacquea al mondo, progettato e condotto in Friuli e rimbalzato dalle tv fuori dai confini italiani come un piccolo evento mediatico. Il progetto, denominato “Programma Atlantide”, verrà raccontato mercoledì a Lagunamovies, festival indipendente e multidisciplinare non nuovo a scovare e proporre storie curiose e inedite: a illustrarlo, presso la Diga Nazario Sauro alle 21, saranno proprio tre acquanauti che furono impegnati in quell'impresa, l'ideatore Luciano Mecarozzi, oggi grintoso settantenne, con Renato De Piero e Flavio Menegozzi, in una conversazione condotta dal giornalista Pietro Spirito. Con loro anche il fisico Valerio Rossi Albertini, che inquadrerà la missione dal punto vista storico e parlerà delle attuali frontiere della ricerca in campo energetico. 
In anteprima assoluta a suggellare l'evento verrà proiettato un trailer del film documentario “Operazione Atlantide” di Pietro Spirito, il giornalista che insieme al subacqueo professionista Stefano Caressa e grazie all'uso di un “side scan sonar”, ha ritrovato in fondo al lago i resti di “Atlantide” (uno dei moduli di zavorra utilizzati allora). Il film è attualmente in fase di produzione, per la regia di Fredo Valla, con i giovani cineasti triestini della della Blink Post Production Deborah Viviani, Cristina Milovan e Carmelo Settembrino. «È una di quelle storie quasi dimenticate – racconta Pietro Spirito - che da sole illuminano un'epoca». «Spirito un giorno mi ha raccontato una storia straordinaria – gli fa eco il regista Fredo Valla – maturata in anni duri, difficili. L'uomo andava sulla luna, in Italia c'era stato l'attentato di Piazza Fontana, eravamo in piena strategia della tensione e il Friuli Venezia Giulia era ancora l'ultimo avamposto del confine che separava l'occidente dai pericolosi “comunisti mangiabambini”. E in un momento storico in cui si concepivano idee e movimenti che avrebbero portato ad anni ben più duri e al terrorismo, fu deciso un esperimento di vita subacquea in un modo totalmente rocambolesco. La storia ci ha colpito per l'originalità e per il momento in cui avveniva, con un'Italia segnata che cercava di raggiungere un'autonomia petrolifera. La tv della Svizzera Italiana filmò tutto, dando origine a un evento mediatico suggellato addirittura dalla benedizione papale». Fu così che a settembre del 1969, pochi mesi dopo lo sbarco dell'uomo sulla luna, un gruppo di 12 subacquei, tra cui una ragazza, si immerse nel lago di Cavazzo, tra le montagne del Friuli Venezia Giulia, per prendere posto all'interno di tre case-contenitore sommerse in una cittadella subacquea dotata di completa autonomia. In materia c'erano già stati altri esperimenti, alcuni eseguiti dal grande Jacques Cousteau, ma mai con più moduli abitativi contemporaneamente. I dodici vissero per quasi un mese all'interno dei contenitori senza mai risalire in superficie, effettuando periodiche escursioni in acqua libera sul fondo del lago e tutta una serie di esperimenti per studiare il comportamento e la fisiologia dell'uomo in condizioni di isolamento e di saturazione, oltre a indagini geologiche e geofisiche. Fuori, sulle rive del lago, era all'opera un'equipe composta dallo staff dell'ideatore Luciano Mecarozzi, allora giovane speleosubacqueo con già alle spalle una serie di imprese esplorative di tutto rilievo; insieme a lui, uomini e componenti dell'Esercito, della Marina militare e della Polizia di Stato, per dare il loro contributo in termini di assistenza, mezzi e materiali. In quegli anni di grande fermento, infatti, il progetto apparentemente poco più che originale di una cittadella subacquea sul fondo di un lago iniziava a suscitare interesse anche in alcuni settori delle Forze armate. I Ministeri della Difesa e dell'Interno decisero di appoggiare il progetto, dal momento che avrebbe potuto avere interessanti applicazioni nel campo delle installazioni petrolifere, in un'Italia in piena corsa per il petrolio e attenta alle ricerche in campo energetico e militare. Così, grazie a una serie di finanziamenti e di sponsorizzazioni ottenute in un tempo relativamente breve, non più di due mesi, Mecarozzi riuscì a dare vita a quello che fino a poco tempo prima era solo un sogno. I contenitori destinati ad abitazione erano enormi cilindri d'acciaio, con un volume interno di 25mila litri e un peso di 5mila chilogrammi l'uno. Per essere affondati avevano bisogno di una zavorra supplementare di 15.800 chili l'uno, e ciascuno poteva ospitare in condizioni ottimali quattro persone. 
Fu così che, dopo tanti studi e teorizzazioni, arrivò il grande giorno: il 3 settembre 1969, dopo una cerimonia pubblica di presentazione alle autorità, i primi due equipaggi presero posto nei contenitori denominati “Alfa Tau” e “Drago II” che, assieme al terzo contenitore battezzato “Cometopo” e al contenitore-madre, costituivano l'intera cittadella subacquea. Per tutto il periodo della permanenza, gli acquanauti furono collegati con una sala controllo esterna attraverso audio e video. A oltre quarant'anni della realizzazione della prima fase del programma (ce ne fu una seconda nel 1970), l'avventura di Mecarozzi e dei suoi acquanauti appare come uno dei più interessanti e dimenticati progetti tecnico-scientifici dell'Italia di allora. Il film documentario di Spirito e Valla intende ricostruire l'avventura attraverso la voce dei protagonisti, tra ricostruzioni storiche e filmati d'epoca sempre in relazione al contesto attuale. «Ci hanno interessato soprattutto gli aspetti meno noti dell'operazione - spiega Valla -, un progetto significativo per l’Italia di allora, pronta a mettersi in gioco anche in settori originali di ricerca».

Grazie alla cortesia del giornalista e scrittore Pietro Spirito è possibile ora far vedere anche ai  frequentatori del Blog il trailer del film, che unisce in maniera stimolante filmati d'epoca e riprese attuali:

http://www.pietrospirito.it/cinema.htm 

video promo:


sabato 13 ottobre 2012

C'è un pezzo di Atlantide ancora in fondo al Lago (1)


Si torna a parlare dell'operazione Atlantide che, nelle estati del 1969 e del 1970, aveva visto la realizzazione nel Lago della prima cittadella subacquea. In occasione del quarantennale, su "La Panarie" n. 164 del marzo 2010 era  stata pubblicata "Atlantide in fondo al Lago", una ricostruzione di Pieri Stefanutti e Decio Tomat.
E' in corso di realizzazione un film (soggetto di  Pietro Spirito,   regia di Fredo Valla) dedicato espressamente all'esperimento del 1969 nel Lago di Cavazzo/Tre Comuni: quest'estate è stata presentata a Grado l'anteprima.
In attesa di vedere il film, c'è da dire che l'Operazione Atlantide ha lasciato - oltre a tanti ricordi - anche un'eredità concreta: nelle acque del  Lago, infatti, c'è ancora rimasto uno dei grandi serbatoi usati durante l'esperimento. In pochi lo sapevano e il fatto che esso non sia visibile dall'esterno la dice lunga sulle attuali condizioni di trasparenza delle acque. 

Come spesso accade, la notizia era stata data su Internet:

Sono passati 42 anni da quando è stato smantellato l’impianto che ha fatto parte dell’Esperimento Atlantide che si svolse sul Lago di Cavazzo (UD) vicino a Gemona del Friuli nel lontano 1970.

Il 27 febbraio 2012 il Gruppo Sommozzatori Atlantide di Staranzano (GO), il quale nome fu portato avanti da quegli anni, hanno ritrovato l’ultimo dei serbatoi ancora sommerso nel Lago.

Distante circa 10 metri dalla riva, il relitto del contenitore che serviva da zavorra, è stato ritrovato grazie all’uso del sonar a scansione laterale che è stato opportunamente fissato al gommone appoggio.

Il relitto è stato visitato e fotografato in immersione, le foto subacquee saranno disponibili a breve.

(Tratto dalla pagina web di Antonio Pechiar http://antoniopechiar.wordpress.com/tag/atlantide/  dove sono pubblicate altre foto sull'operazione di ritrovamento)

Il capitano Pechiar, contattato dal Blog per sapere qualcosa di più delle immagini scattate al manufatto subacqueo, ha così cortesemente risposto:

Salve a tutto il Blog di “Alesso e Dintorni”
Rispondo alle domande:
Le foto non sono sicuro che siano state ancora pubblicate da qualche parte, io mi sono occupato solo del supporto logistico a terra/lago, però sono già in contatto con il sommozzatore che le ha scattate per averle e con il suo consenso ve le fornirò senza ombra di dubbio.
Il contenitore è sempre al suo posto e non credo ci siano imminenti intenzioni di smuoverlo da li.
Le indagini subacquee che abbiamo svolto sono citate (in quanto le uniche) nel filmato presentato in anteprima a Grado. E' possibile vedere cosa si può fare per rendere il più possibile a conoscenza della gente comune, questo esperimento unico nel suo genere nella storia delle immersioni subacquee.
Un caloroso Saluto marinaresco!

Ovviamente, le riprese subacquee del ritrovamento del contenitore  rappresenteranno uno dei motivi di curiosità del film in corso di lavorazione, su cui ritorneremo anche domani.

venerdì 12 ottobre 2012

Quel che si muove a ... Tarnep. Domenica la festa dei Donatori di Sangue



L'annuale appuntamento con la Festa del Dono della Sezione AFDS "Val del Lago" (che raccoglie i donatori dei Comuni di Bordano e di Trasaghis) si tiene quest'anno a Interneppo dove, domenica mattina, sarà celebrata una santa messa e poi avrà luogo la  cerimonia della consegna delle medaglie e degli attestati ai donatori.


giovedì 11 ottobre 2012

La Nautilago in Francia, ai campionati mondiali di modelvela


La Lega Navimodellistica Sportiva (Modelvela Italia ) ha sede a Genova ed è riconosciuta quale unico ente per la Vela Radiocomandata dalla Federazione Italiana Vela e dal CONI ed è affiliata alla ISAF (International Sailing Federation).

La Lega gestisce numerose classi riconosciute a livello nazionale ed internazionale.
Le barche usate durante queste manifestazioni sono imbarcazioni controllate a mezzo radiocomando, con caratteristiche e prestazioni che le avvicinano alle “barche vere”.
Quindi scafi inaffondabili, ben governabili, adatti a far fronte sia alle bonacce (assenze di vento) sia a vento ed onde molto forti. Si riescono così a riprodurre su scala ridotta quelle situazioni e sensazioni che si hanno sulle grandi barche in ogni condizione di tempo.
Scafi, alberi ed attrezzature varie sono costruiti sia con materiali semplici da lavorare e da reperire come fibra di vetro, legno, alluminio, sia con l’ impiego di materiali come il carbonio ed il kevlar,che le fanno diventare dei veri e propri “mostri da regata“ se confrontate con le normali barche che solcano i nostri mari.
Le imbarcazioni più sofisticate vengono progettate con linee d’ acqua studiate in vasche idrodinamiche e bulbi mutuati dalle esperienze dei 12 m di Coppa America.
Molto importanti sono naturalmente le vele che rappresentano l’unico “motore” per la barca e vengono curate in modo particolare sia nei materiali, sia nelle regolazioni che richiedono molta costanza ed esperienza.
Il settore Modelvela  è una particolare disciplina, grazie alla quale la NAUTILAGO è riconosciuta, a livello nazionale, tra le più attive società dal punto di vista organizzativo e tra le migliori a livello agonistico visti gli ottimi risultati conseguiti.
La squadra modelvela della NAUTILAGO ha raggiunto negli ultimi anni degli importanti successi, grazie ai risultati ottenuti dal Monfalconese Roberto Zanasi, campione nazionale nella classe "M" per ben sei volte negli ultimi 10 anni.
A fronte degli ottimi risultati ottenuti a livello nazionale, Zanasi è in partenza in questi giorni per la Francia, dove quest'anno si disputeranno i mondiali di modelvela. A Ploermel gareggeranno le imbarcazioni provenienti da tutto il mondo fra le quali ci sarà anche ITA87 con il tricolore Italiano e i colori della NAUTILAGO.

(Notizia cortesemente segnalata da Arnaldo Rossi della Nautilago)

Quel che si muove a ... Dalès. Sabato "Ein prosit!"


  • Ad Alesso, presso ex asilo
  • .....Una super festa in cui saranno presenti fiumi di birra accompagnati da piatti tipici austriaci, il tutto con sottofondo di musica a tema.....
    La Pro-loco di Alesso Vi aspetta NUMEROSISSIMI
    Orario apertura chioschi dalle ore 16.00 e cucina dalle 18.00


    Gli organizzatori ricordano che:

    alla nostra OktoberFest sono richiesti allegria, compagnia e molta sete...!!

    ps. se riuscite a terminare la birra come la porchetta di agosto avrete in omaggio "il giro delle cantine" del 1° Dicembre...

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mercoledì 10 ottobre 2012

Trasaghis, cala di un punto l'aliquota dell'Imu sulla prima casa - 3

Riceviamo e pubblichiamo un nuovo intervento di Dino Rabassi  sulle tematiche suscitate dalla diminuzione di un punto delle aliquote dell'Imu, riduzione ottenuta anche grazie alle risorse finanziarie arrivate al Comune da Edipower a seguito dei recenti accatastamenti. Come sempre, l'intervento viene pubblicato integralmente ma, per una volta,  con una breve premessa.
Il Blog è infatti naturalmente lieto di ospitare contributi capaci di aiutare la discussione in atto sulle più diverse tematiche riguardanti il territorio; rischia però di risultare deleterio un clima caratterizzato solo da repliche e controrepliche. Questo può essere superato solo attraverso  il porsi di alcune condizioni: 1) l'allargamento della discussione a un maggior numero di partecipanti; 2) l'assunzione, da parte di chiunque intervenga,  di un atteggiamento che rifugga dal desiderio, magari inconscio, di contestare, sempre e comunque, l'avversario e cerchi piuttosto di individuare punti sufficientemente condivisibili per il miglioramento della situazione del territorio.
Infine non sarebbe fuori luogo se, chi interviene, esprimesse anche qualche parola di sostegno al Blog e al Blogger che proseguono, faticosamente, nell'intento di offrire uno spazio di discussione sulle tematiche valdelaghine. (A&D)
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EDIPOWER E L'IMU

     Spiace che del mio intervento sulla questione IMU/Edipower e riflessi conseguenti, nella parte relativa ai livelli di tassazione il Sindaco Picco abbia colto solo l’aspetto polemico che, tra l’altro, non c’é: ma tant’è! Ormai così sono  bollato e così morirò facendomi una ragione!
     Al di la dei dati su cui potrei ancora disquisire ma che lascerebbe il tempo che trova, Picco non ha colto il lato propositivo del mio pensiero rivolto soprattutto alla situazione socio - economica sempre più stagnante che i nostri paesi montani debbono affrontare, aggravata da una crisi che non è solo economica, ma  strutturale di tutta la società.

     Al di la di tasse o non tasse, o di chi è Sindaco o meno, con l’ultima frase in cui affermavo: “…preferirei abitare in un’area carica di vitalità, che in un paese avviato ad essere un dormitorio!”, non mi rivolgevo al mio luogo natio in quanto tale, bensì, prendendo spunto proprio dalla classifica sulla tassazione, lagnarmi del modo con cui  si esaminano, si soppesano e si affrontano i tanti problemi nella nostra area montana che sono generali, non disgiunti l’uno dall’altro e che dovrebbero trovare soluzione in un progetto generale ben diverso da quello attuale: se esiste!.

     Essere tra i primi in un deserto ove tutto scricchiola senza che nessuno abbia la forza di ribellarsi, proporsi in modo attivo, con nuove progettualità soprattutto da parte dei giovani che, di questi valori dovrebbero essere i portabandiera, ecco, tutto questo fa si che non ci si possa accontentare di quanto passa il convento con il contagocce.

     Dov’è la gente che seppe rinascere da due guerre mondiali? Dov’è il popolo che combatté unito contro tanti soprusi? Dove sono quei giovani che seppero rimboccarsi le maniche e, insieme all’esperienza dei vecchi, rinascere dalla polvere del 6 maggio?
    
     Oggi invece il silenzio e l’apatia  che pervade i nostri paesi sembrano quelli di un vecchio che accetta, rassegnato, la fine imminente in un ospizio ove i figli ingrati  l’hanno confinato e a cui ogni tanto fanno visita, non nascondendo il disappunto nel perdere la partita in TV!

     A tutto questo non ci sto! Guardo invece l’esempio di chi, almeno in parte, è ancora capace di lottare per un domani: con le unghie e con i denti se necessario! Lo faccio con invidia ed ammirazione rimpiangendo i tempi di quando questo spirito permeava anche la nostra gente, non accontentandomi mai del presente!    
    


                                                             Dino  RABASSI (già Sindaco di Trasaghis) 

Quel che si muove a ... Bordan. Bilanci per la Casa delle farfalle


La Casa delle farfalle regge alla crisi

Solo l’8% in meno di visitatori a Bordano. La direttrice: arrivati meno stranieri

da: Messaggero Veneto, 9 ottobre 2012

BORDANO. La Casa delle farfalle regge anche quest’anno nonostante i difficili tempi di crisi che di fatto registrano un leggero calo delle affluenze nel numero dei visitatori. La direzione del museo fa sapere che nella stagione che si chiude proprio questa settimana sono state registrate circa 40 mila visite, con una flessione dell’8% rispetto agli anni precedenti.
«Abbiamo osservato in particolare un calo – spiega Barbara Pellizzari della direzione della struttura – durante il mese di agosto e relativo a quei turisti stranieri che di solito in quel periodo sono in Friuli e approfittano per farci visita. Probabilmente è un effetto della crisi che anche strutture museali periferiche come la nostra affrontano, tant’è vero che la difficile congiuntura economica ci ha già costretti a ridurre gli orari lavorativi per far fronte ai minori incassi degli anni scorsi».
Se i turisti stranieri hanno fatto la differenza, una grande diminuzione si è registrata anche nella partecipazione dei diversi centri estivi della zona, che quest’anno hanno portato nella città delle farfalle 400 bambini rispetto ai ben 1.200 degli anni scorsi: sul fronte delle scolaresche, che di solito arrivano da tutta la regione e dalle province di Treviso e Venezia la diminuzione è più leggera, passando da 2.030 del 2011 ai 3.800 di quest’anno.
I cali di utenze turistiche si fanno dunque sentire anche alla Casa delle farfalle, che il prossimo anno compirà dieci anni di attività: «Certamente – spiega ancora la Pellizzari – si fa molta fatica a tenere in piedi l’attività, non solo a causa delle ristrettezze economiche che riducono il numero di potenziali clienti, ma anche per i rincari che ci sono stati sui costi delle energie, perché dobbiamo ricordare che il nostro museo necessità di un particolare riscaldamento anche durante i mesi invernali quando è chiuso, proprio per permettere alla flora tropicale delle varie sezioni di sopravvivere. La casa delle farfalle riceve qualche contributo pubblico per organizzare alcune iniziative di intrattenimento, ma sostanzialmente il suo bilancio è fatto esclusivamente con i proventi dei biglietti venduti».
Piero Cargnelutti


Quel che si muove a ... Cjavaç. Festa grande per il successo nel Carnico


Dai brindisi in campo al carro per il paese: è lo scudetto Cavazzo

Festa grande per il successo nel campionato Carnico. C’erano anche quelli che lo vinsero
nell’ormai lontano 1965

di Piero Cargnelutti
(Messaggero Veneto, 9 ottobre 2012)

CAVAZZO CARNICO. Grande festa domenica nella cittadina sul lago dei Tre Comuni per lo scudetto vinto quest'anno dal Cavazzo nel campionato carnico. Il risultato, il secondo nella lunga storia della società sportiva, è stato festeggiato al campo sportivo al termine dell’ultima partita di campionato col Trasaghis. Proprio per i festeggiamenti, il campo era stato appositamente addobbato, con i bambini che hanno accompagnato gli atleti al fischio di inizio partita.
Per l’occasione, erano stati invitati i giocatori che nel lontano 1965 vinsero il primo e unico (fino a questa stagione) scudetto carnico: tra loro Franco Michelli, Ivan Monai, Mario e Claudio Stroili, Alvise Lestuzzi, Bruno Mongiat e tanti altri che probabilmente non si ritrovavano insieme dal 2005, quando ci fu una festa proprio per ricordare l’anniversario dei quarant’anni dalla conquista dello scudetto carnico.
«Questo successo – ha detto il presidente della società sportiva Dario Zearo – è stata anche il frutto di un lavoro di rafforzamento dello staff avviato l’anno scorso con il coinvolgimento di un ottimo allenatore come Marino Corti, l’introduzione di un secondo allenatore e pure di preparatori atletici che hanno permesso alla nostra prima squadra, fra l’altro sempre piazzatasi fra i primi posti della classifica, di ottenere questo buon risultato».
La festa al campo sportivo di domenica ha coinvolto tutto il paese, che si è trovato ad applaudire il colore viola appeso sulla torre della cittadina sotto il tricolore italiano: i festeggiamenti sono andati per le lunghe e ad una certa ora si sono spostati per le vie della cittadina sopra un carro addobbato di proposito che ha trasportato un bel gruppo di persone festanti fino in piazza a Tolmezzo. Dal capoluogo carnico si è tornati giù nel centro sportivo della cittadina dove qualche giocatore ha perfino passato la notte in tenda.
«Nella società sportiva – ha detto il sindaco Dario Iuri, 35 anni di attività nel Cavazzo, da giocatore ad allenatore, ruolo che si propone di riprendere allo scadere del suo mandato amministrativo – possiamo contare su una buona percentuale di giovani atleti che negli anni hanno spesso vinto nelle categorie giovanissimi e juniores e dai quali si è pescato per formare la prima squadra: segno il vivaio nella nostra cittadina è più che positivo».
La società sportiva Cavazzo Carnico è nata nel 1958 e oggi conta 157 tesserati, dai pulcini fino alla prima squadra. Se nel ’65 vinse il primo scudetto carnico, qualcuno ne ricorda uno precedente, nel ’45 in tempi di guerra non riconosciuto quando la squadra non era ancora riconosciuta ufficialmente.

martedì 9 ottobre 2012

Trasaghis, cala di un punto l'aliquota dell'Imu sulla prima casa - 2

Riceviamo e pubblichiamo:


EDIPOWER E L'IMU


     Nei giorni scorsi il Sindaco Picco ha dato notizia che l'aliquota IMU a Trasaghis  si abbasserà grazie anche ad Edipower la quale, dopo aver provveduto ad accatastare dei manufatti, verserà cinquantunmila €. per tale tassa.
     Bene! Finalmente un contenzioso che durava dai tempi dell'Enel si appiana! Un introito, seppur miserevole rispetto a quanto costoro hanno tolto e vorrebbero togliere a questa valle, sarà recuperato.
     Versamenti dovuti per legge e ai quali erano sempre sfuggiti, interpretando le norme unilateralmente e da buoni Azzeccagarbugli. 
     Ma parafrasando l'on. Andreotti che a pensar male spesso ci si azzecca, mi auguro che l'improvvisa munificenza di Edipower sia interpretata correttamente e cioè: che si tratta di versamenti dovuti e non di una regalia da incensare ed usare per altri fini.
     Anzi! Ora l'Amministrazione Comunale dovrebbe pretendere il risarcimento dei tributi non versati e con gli interessi per gli ultimi 5 anni, così come la norma vuole per chi non ha ottemperato in passato.  
     Per quanto riguarda la classifica dei Comuni sui livelli della tassazione, non gioirei tanto nel trovare Trasaghis ai primi posti in compagnia di realtà certamente non all'apice del benessere in regione: anzi!.
     I parametri con cui vengono fatti i raffronti sono certamente attendibili, ma i freddi numeri  vanno sempre analizzati e raffrontati, in questo caso, anche con il livello economico-produttivo e sociale della zona in esame.
     Vale a dire: “Un numero alto di attività produttive, uffici, servizi ecc, soggetti ad aliquote ben maggiori delle sole abitazioni, alzano non di poco la media della tassazione per cui, paradossalmente, abbiamo Comuni che pur avendo l'aliquota IMU per sole case più alte, sono in testa, mentre altri, dove il tenore di vita é maggiore e l'IMU é la stessa o addirittura minore, li troviamo dietro”. 
     In sintesi, preferirei trovarmi in questa classifica  un pochino dopo, ma abitare in un'area carica di vitalità, che non in un paese avviato ad essere un dormitorio. 
     
     
Dino  RABASSI (già Sindaco di Trasaghis) 


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REPLICA DEL SINDACO DI TRASAGHIS:


Sono assolutamente d’accordo con Dino Rabassi nella parte del suo intervento che riguarda Edipower. L’accatastamento che la società ha fatto è tardivo e andava fatto molto tempo prima. Tutti i comuni (non solo in Friuli Venezia Giulia) stanno verificando anche grazie ai rispettivi B.I.M. questo aspetto e stanno recuperando somme ingenti. Non si tratta di ritardi negli accertamenti ma di un’interpretazione corretta di ciò che è ritenuto struttura a servizio di un manufatto (la centrale in questo caso) che grazie appunto a molti B.I.M. ed a sentenze a supporto ha rivisto a favore dei comuni questo aspetto.
Per il pregresso il Comune si è già attivato per richiedere gli arretrati di legge.
Quindi assolutamente non un grazie ad Edipower ma solamente una pura constatazione del maggior gettito I.M.U. e per spiegare bene ai cittadini come mai da una previsione prudenziale iniziale dello 0,5% si è poi riusciti a passare allo 0,4%.
Passando alla seconda parte dell’intervento di Rabassi, non sono invece per niente d’accordo sui livelli di tassazione. Quando un comune dispone di “un numero alto di attività produttive, uffici, servizi ecc” di per se trae vantaggio da ciò ed ha entrate maggiori che dovrebbero indurre l’Amministrazione a calare le tasse al cittadino non certo ad aumentarle.
I livelli riportati dal settimanale “Il Friuli” parlano di imposizione fiscale e questa essendo bassa non presuppone livelli bassi di vita ma virtuosità nella gestione dell’ente per il quale sono richieste minori introiti per erogare gli stessi servizi di altri comuni. 
Tanto per citare dei dati (http://www.portalewebifel.it/I-numeri-dei-Comuni/I-numeri-dei-comuni) Trasaghis €118,10 Bordano €198,10, Artegna €266,00 Montenars €121,00 Venzone €205,4 Verzegnis €162,80 Forgaria nel Friuli €227,60 Cavazzo Carnico €146,30; tutti comuni che non credo abbiano un livello diverso dal nostro in merito ai citati livelli di attività produttive ecc ecc. Si moltiplichi la differenza fra Trasaghis e altri comuni per 2,2 (media famiglia) e si vede il livello di risparmio annuo. 
Ricordo inoltre che oltre a minori tasse richieste al cittadino il Comune eroga servizi gratuitamente od a costi bassissimi per i quali invito a fare confronti con i cumini contermini, vedasi trasporto scolastico, centro estivo ecc ecc.
Concludo dicendo che a differenza di Dino Rabassi io sono felice di trovarmi a vivere nel Comune di Trasaghis con queste aliquote fiscali e con questo livello di vita.
Augusto Picco

Sindaco di Trasaghis

lunedì 8 ottobre 2012

Como vuê. 68 anni fa, lo sfollamento

La strada che dalla piazza della Roja porta all'uscita del paese l'hanno chiamata "Via otto ottobre", per lasciare un ricordo indelebile  di quella triste giornata del 1944, quando la gente di Alesso venne fatta sfollare per lasciare le proprie case agli occupanti cosacchi.

Per ricordare (e far conoscere a chi non lo sa) quei lontani fatti, riproponiamo una ricostruzione uscita sul "Boletìn di Dalès".



(...) Il comant todesc al veva dât dongja in Friûl un trop di « specialisti anti guerriglia », int organizada nomo par chel, ben armada e soradut ben comandada. Chest grop, fra avost e setembre, al à fat dut un pestacuesim di chês bandas di Attimis e Nimis, brusant dut ce che a cjatavin e dopo, cui prins di otobre, a an girât la lôr atenzion da nesta banda, cul risultât che ducj si sa. Intant, tas campagnas di Glamona e di Usôf a erin rivâts i mongui : and’era tancj, e a davin fastidi a caporions fassiscj gosârs. Cussì a devin jessi stâts contents, cuant che i todescs a an mandât i cosacs dilà dal Tajament, dulà che Delès al sarès deventât « Novocerkassk ».
E cussì, dopo da bataja cui partigjans, par deûr dai todescs e dai fassiscj, tor il 5 di otobre, a son rivâts i cosacs, cui lôr cjars e tancj cjavai, plens di fan (via par Glamona, prima, a n’al è che a la vessin tant comuda, ju conossìn i gosârs ; cavìa i taulâts a erin plens di fen e ator pas monts a erin medas e medii).
Cuant che a son rivâts, a si son accampâts aì das scuelas, tai prats da Roja e jà, scuasi fint lajù dal tai. La puritât da int a è partida la domenia 8, ma zà che doi-trei dîs prima a patulgjavin il paîs, par sielgi la cjasa che a ur plaseva di pui. 
E la int di Delès, spezia las pôras feminas,  a vevin il cuel che al vegniva simpri pui sglonf di disperazion. E la int a à scognût lâ via, passâ il Tajament e lâ a cerî ospitalitât di ogni banda jù pal Friûl, opûr lâ tai stalis in mont o su, tal comun di Cjavaç. 
I mongui a erin brâfs di lâ  a cjaval, ma di campagna e agricultura zero. Difat la int, sicomo che a vevin nomo vignas di clinto e di bacò, che al madurava in setembre, e duncja che il vin al era benzà pront intas damigjanas, a an fat a la svelta a esaurî las scortas. Ma las patatas, che a erin sot cjera, bisugnava forcjâ e pleâ la schena par cjapalas su : difat a son restadas dutas o scuasi intas cunvierias e ta vierta dal ’45, cuant che ormai a la vevin capida ancja lôr che a lava pa curta, a lassavin a la int sfolada che a vegnis a samenâ, e cussì a son vegnudas fûr las cartufulas. In chei mês prima a na lassavin passâ nissun pal paîs : al era un mongul clamat « Cjandin » pa sô « bontât » che al fermava ducj. Tal insiema, però, a erin pui disgraciâts di nô ! E cussì a passavin i mês, lant a vôra inta « Todt » o provant, ogni tant, a tornâ in paîs.
La int a spietava dì par dì che al finis dut, par podê tornâ tal paîs e lôr, i cosacs, dislidrisâts da lôr cjera, cenza sperança, a vedevin dì par dì la fin che a si svizinava. Difat, dopo vê cjapât la scopula dal 26 di avrîl e scjampâts via pa not cidins cidins, vê fassât i scalçs dai cjavai e las rovedas dai cjars, cjapât la strada di Mont di Crôs e da Val dal Gail, in fuarça dai acordos tra inglês e rus, che a volevin puartaju in Siberia, in tancj a an sielt la Drava como « ultima residenza ». Piês di cussì a na podeva lâ a finî par lôr.
Par nô, alc di miôr : j podevin almancul jodi il soreli che al jevava di chê banda di Tarnep !
Cussì la int a è tornada dongja, dopo siet mês di sfolament : ce tancj tons che a son stâts sbarâts su la rosta dal Palar, cuant che al è stât il prin aniversari dal 8 di otobre, par fâ fiesta, par dî che a era finida ! E la storia di chei dîs a deventava zà lienda, cun Bepo da Roissa che a si meteva a cjantâ, par riguardâ a chei che a la vevin vivuda, e par fâ savê a chei che a na erin, i moments dal passâc dal Tajament : « E il Tagliamento sfollava a piene grave… ».

Zuan Cucchiaro

(da: « E il Tagliamento sfolava in piene grave ». Ricuart dai 60 agns dal sfolament dal ’44, in "Dalès un timp par vivi" n. 43, 2004


Una cjanta sul sfolament

E sui dîs dal sfolament, Maria da Tina e Menia Boz a ricuardin di una cjanzon che a vevin inventât i dalessans e che a si cjantava su l’aria di « E’ primavera, svegliatevi bambine… » :

 E l’8 ottobre, 
sfollati gli alessani, 
repubblicani, 
cosacchi insieme 
a saccheggiar.
Giovanni Picco 
fece di tutto 
per non sfollare, 
ma coi fascisti, 
niente da far !
E a tarda sera, 
fioriscono gli amori, 
coi bimotori 
a bombardare, 
la gran città.

(Ibidem)

domenica 7 ottobre 2012

Un Lago per Musa - 6 - Tracce di una singolare Congiura sul Lago


Anche il Lago ha ospitato l'ambientazione della "Magna congiura"

Bruno Pizzul è chiamato in codice “The Voice”, Maurizio Zamparini è l'enigmatico “Mister Zeta”, Renzo Tondo è a capo della Cia, Bobby Solo e Mal sono due agenti segreti che devono “far cantare” con le buone o con le cattive il loro collega Little Tony. Gigi Di Meo guida il Mossad , Gabriella Paruzzi è un'agente sotto copertura, mentre Alessandro Ciriani è l'ineffabile “C”, il numero uno dell'MI6 britannico. Sono alcuni degli attori “vip”, che hanno interpretato, con una buona dose di ironia e di autoironia, un ruolo o un cammeo in “Magna Congiura – Il Friuli Venezia Giulia si racconta in giallo”, fotoromanzo (o meglio romanzo fotografico illustrato come preferiscono chiamarlo gli autori), che strizza l'occhio alle spy story di Ian Fleming e ai film di James Bond, ma con location e ambientazioni tipicamente friulgiuliane. (…) Le locations spaziano da Tarvisio, al porto vecchio di Trieste, ai centri storici di Udine e Cividale, il lago di Trasaghis, la Valcellina e i magredi dell'alta pianura pordenonese. «La storia in “Magna Congiura” - spiegano gli organizzatori - rimane in realtà un pretesto per raccontare in modo originale un territorio, la sua gente e le sue eccellenze. Insomma, un riuscito esperimento di promozione del territorio, frutto di una coralità di stili e di creatività. Quasi una sorta di depliant turistico».
(IL FOTOROMANZO:ESCE LA “MAGNA CONGIURA”
Messaggero Veneto 16 luglio 2012)

E così, dopo l'anticipazione di quest'estate, in queste settimane si è potuto leggere "La magna congiura", la spy-story in forma di fotoromanzo ambientata in FVG che ha visto la partecipazione, spiritosa, di tanti personaggi famosi. E' stato citato in questa sezione perché anche il Lago rientra nelle locations del "romanzo fotografico illustrato", da pag. 66 a pag. 70. La scelta degli autori è stata evidentemente di premiare il paesaggio del Lago, dato che ben due delle cinque pagine sono a foto intera. Vengono  ripresi, oltre a diversi scorci dello specchio lacustre, il molo della Nautilago, la passerella sul canale emissario, lo stagno ecologico. Insomma … il Lago fa la sua bella figura!
Colpisce, nella didascalia iniziale, una denominazione toponomastica che forse non  piacerà a tutti: "Lago di Trasaghis, nel cuore della Carnia".  Deriva forse dal fatto che il Comune di Trasaghis figura, in ultima di copertina, tra i Comuni patrocinatori…


sabato 6 ottobre 2012

Trasaghis, cala di un punto l'aliquota dell'Imu sulla prima casa


Aliquota più bassa di un punto grazie anche alla centrale

TRASAGHIS Tra i paesi della regione con minor imposizione fiscale, a Trasaghis si abbassa ancora la tassa sulla casa. Durante l’ultima seduta di consiglio è stata approvata l’aliquota Imu al 4 per 1000. «In attesa di verificare quali erano le entrate - ha detto il sindaco Augusto Picco -, avevamo tenuto l’aliquota al 5 per mille, ma ora abbiamo verificato che le entrate sono buone e possiamo così abbassarla di un punto, venendo incontro ai nostri cittadini in questi tempi di crisi. Le maggiori entrate non derivano solo dai contribuenti, ma anche dalla centrale Edipower, che, su nostra richiesta e anche del Bacino imbrifero montano, ha accatastato sue condutture presenti sul nostro territorio: ciò ci permette di tenere bassa l'imposizione fiscale». Con i nuovi accatastamenti, Edipower si è trovata a versare 51 mila euro quest’anno. Fra le novità Imu, anche una certa attenzione per le “seconde case” degli anziani: «In quel caso - dice il sindaco -, poiché molti anziani, una volta in casa di riposo devono dichiarare quella come prima casa con il rischio che la loro casa effettiva diventi “seconda” con la relativa imposizione: siamo riusciti a fare in modo che la casa di origine resti riconosciuta come “prima”». (p.c.)

venerdì 5 ottobre 2012

Commenti e non patacche, please!

Alcuni dei tanti recenti finti commenti necessariamente cestinati
I lettori del Blog ricorderanno che, qualche tempo fa, per semplificare la vita di chi era intenzionato a inserire dei commenti, è stato eliminato l'obbligo di inserire manualmente dei caratteri casuali indicati dal computer.
Questo ha reso più semplice l'attività dei commentatori ... ma ha spalancato la porta agli "spammer", con l'invio di numerosi messaggi mascherati da commento ma in realtà confezionati solo per finalità pubblicitarie, o peggio.
Così, quelli che sembrano commenti su Alesso, il Lago, Cavazzo, il San Simeone, il puint di Braulins ... rimandano in realtà a proposte commerciali, richieste di contatti equivoci, vendite di viagra o simili.
Si spera che i "veri" lettori del Blog  comprendano lo stress del dover stare a filtrare e cestinare messaggi che nulla hanno di valdelaghino .... e, mossi da buon cuore, siano spinti a collaborare e a contribuire alla crescita del Blog.

Un esempio di finto commento