"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

venerdì 17 aprile 2020

Nuova vita per il Lago, un auspicio in rima

L'ing. Dino Franzil, che alle prospettive di salvaguardia del Lago ha dedicato svariati lavori tecnici, sceglie ora la forma della poesia per formulare gli auspici che il "tavolo tecnico", istituito dalla Regione per effettuare una analisi seria delle possibili soluzioni per ovviare al degrado, riesca a dare risposte efficaci.


LAGO DI CAVAZZO APPESO AL FILO

GIUNTA E’ FORSE L’ORA DI FAR FESTA
DI SUONAR CAMPANE E FARE CANTI
E CHE LA VITA NON SIA PIU’ MESTA ?
PAESANI, ASSAI ABBIAM LOTTATO,
DA FRIULANI ABBIAM SPERATO,
LA NOSTRA VOCE HAN ASCOLTATO!
LORO, CHE PER “LA REGION” IL VOTO
DA NOI S’ASPETTAN D’OTTENERE,
IL BYPASS, ALL’ANALISI HAN PORTATO.
SPERIAM IN “TRIO TECNICO“ SINCERO,
CHE DAVVER INTENDA SALVAR IL LAGO
E DAL CAMIN MAI ESCA FUMO NERO!
SI RIDIA AL LAGO IL SUO SORRISO
RIGENERATO PURE L’AMBIENTE,
DEL FRIULI TORNI UN PARADISO.
RITORNI AD ESSER UNA SPERANZA
PER LA VALLE, NOSTRA TERRA,
E PORTI UN POCA D’ABBONDANZA.
DIA GIOIA A TUTTI QUANTI,
TAL RINASCITA DEL CREATO,
DOPO TANTI I GUAI PASSATI!
NON S’INDUGI, PER IL BEN DI TUTTI, SU’ OVVIA!
PER IL FRIULI, IL BYPASS SI DEVE FARE,
SIA TUBO O GALLERIA, LA CENTRAL SI CACCI VIA!

--Ing. Dino Franzil – Delessan 15/4/020--


NOTA: - Tecnicamente il bypass e’ fattibile! Le due soluzioni hanno costi diversi, ma ciò va in secondo piano, perché necessita considerare che non si tratta di spesa, ma di proficuo investimento. (D.F.)


giovedì 16 aprile 2020

Trasaghis, fondo di solidarietà per l'emergenza Coronavirus

Avviata una raccolta di fondi La giunta versa mille euro sul conto 

Anche il Comune di Trasaghis ha aperto un conto corrente bancario per raccogliere fondi da destinare all’emergenza coronavirus. L’Iban indicato come riferimento è il seguente: IT69E0103064340000001313585, mentre la causale è “Donazione emergenza Coronavirus”. I fondi che verranno raccolti grazie alla generosità dei concittadini saranno utilizzati per l’acquisto di beni di prima necessità e di farmaci. La prima donazione è stata fatta dalla giunta comunale che complessivamente ha messo a disposizione un migliaio di euro mentre un’altra è giunta dalla Pro Loco Alesso, iniziative che, si spera, ispirino altre persone. «Ringrazio sin d’ora – ha detto il sindaco Stefania Pisu (nella foto) – tutti coloro che contribuiranno con un atto di estrema generosità, non importa con quale importo. Attivissime anche le nostre attività commerciali che stanno aiutando i nuclei familiari in difficoltà, regalando loro dei pasti, rientra fra queste anche il dono del pranzo di Pasqua. La nostra è una comunità all’interno della quale si sente forte il legame».

P.C.
(Messaggero Veneto, 14 aprile 2020)


lunedì 13 aprile 2020

Coronavirus, ancora una vittima nel Comune di Trasaghis: Maria DG da Avasinis


Maria Di Gianantonio è la terza vittima da coronavirus nel Comune di Trasaghis: si è spenta il giorno di Pasqua nella casa di riposo di Paluzza dove era degente.

Se ne sono andate via per sempre la notte di Pasqua Elvira, Ida, Maria e Rosa. Senza l’ultima carezza dei loro cari, senza la parola dolce e di conforto di un figlio o di una nipote. È stata la notte più buia alla casa di riposo Brunetti di Paluzza. Quattro vittime, quattro addii lontane dai parenti, lontane dal sorriso di chi per una vita le aveva amate. (...)

Trasaghis. Si era occupata della chiesa del piccolo borgo di Avasinis per vent'anni. Maria Di Gianantonio, 86enne, era stata la perpetua nella frazione di Trasaghis. Era molto conosciuta in paese come una donna mite, molto riervata ma sempre disponibile a dare una mano a chi ne avesse bisogno.
Ospite della casa di riposo Brunetti di Paluzza da quasi un anno, lascia la figlia Giannina. "Dispiace molto - ha riferito - non esserle stata accanto negli ultimi giorni e non averla potuta salutae. Da alcuni anni era un po' debilitata dopo essere caduta alcune volte. Fa male pensare che se ne sia andata da sola".
(dal sito del "Messaggero Veneto")

venerdì 10 aprile 2020

Processioni di Vinars Sant. Filo conduttore, il patî

La vita, in tempi di corona virus, è radicalmente cambiata. Il Venerdì santo, per esempio, non risuona più del gracidare di craçulas, non ha visto bambine biancovestite nè il benaugurante tornâ sù della baluta di Menôt (come gli alessani ben sanno). Un filo conduttore lega forse, però, il soffrire negli ospedali di queste settimane a un altro Patî di duemila anni fa. Sperando che la "resurrezione" non sia lontana, una carrellata fotografica delle processioni di anni addietro.
Nonostante tutto, buina Pasca.
A&D

                                    









                                                       



sabato 4 aprile 2020

Coronavirus, anche due donne del Comune di Trasaghis tra i deceduti

Anche nel Comune di Trasaghis si piangono le vittime del Coronavirus: due donne, entrambe degenti in casa di riposo, sono decedute, una nella serata di giovedì 2, l'altra nella mattinata di venerdì 3 aprile.

È una donna di 73 anni la prima vittima registrata nella casa di riposo di Gemona. Si chiama Andrée Marie Schiltz ed era originaria di Alesso di Trasaghis. Schiltz è mancata giovedì all’ospedale di Udine dopo essere stata messa in isolamento una settimana fa, quando nella struttura di via Croce del Papa di Gemona emerse la presenza di tre casi di contagio da coronavirus. Come le altre due ospiti, anche Andrée Marie era stata messa in isolamento e seguito dai sanitari ma purtroppo non c’è stato nulla da fare. Quando è risultata colpita dall’influenza, Schiltz era già da tempo malata di Alzheimer.

L’improvvisa scomparsa di Andrée Marie Schiltz ha registrato la vicinanza ai familiari della popolazione di Alesso dove la donna aveva abitato prima di spostarsi in casa di riposo. Ad Alesso era conosciuta da tutti come “Dedée”: Schiltz era di origine belga ma viveva a Trasaghis da qualche decina di anni. Nel suo paese natio, Marie Andrée aveva conosciuto il marito Valentino Turisini che allora vi lavorava come emigrante.

I due tornarono a Trasaghis dopo il terremoto e decisero di porre la loro dimora nel paese di provenienza del marito. La coppia è molto conosciuta in paese: Turisini, che attualmente è ospitato nella casa di riposo di Tolmezzo, aveva lavorato come artigiano edile e dopo il terremoto con la sua ditta aveva contribuito alla ricostruzione. Andrée Marie era nota in paese anche per il suo lavoro di magliaia. Andrée Marie Schiltz, con il marito Valentino Turisini, lascia anche i figli Sandra, Marco e Giorgio.


 A Trasaghis la seconda vittima da coronavirus è Elsa Di Doi, 79 anni, da due anni ospite nella casa di riposo di Paluzza. La donna è spirata ieri all’ospedale di Udine dove era sta portata martedì sera quando aveva lamentato i primi problemi di respirazione dovuti a contagio da coronavirus. Purtroppo, nonostante le attenzioni dei sanitari, non c’è stato niente da fare: «L’influenza l’ha colpita improvvisamente – spiega la figlia di Elsa, Liliana Bogana –: mia mamma aveva alcune patologie, ma l’avevo sentita anche lunedì e stava bene. Anche al primo tampone che le avevano fatto era risultata negativa. Martedì ha purtroppo cominciato ad avere problemi di respirazione».

Elsa Di Doi era originaria di Trasaghis ma per buona parte della vita aveva vissuto con la famiglia a Osoppo. Negli ultimi undici anni, con l’avanzare dell’età, la figlia Liliana aveva voluto tenerla a casa sua, nella località di Cjalcor a Trasaghis, e due anni fa era stata portata in casa di riposo a Paluzza.

Elsa Di Doi lascia i figli Liliana e Mauro, il genero, la nuora, e i nipoti Domenico, Stefano e Luca. I funerali si svolgeranno in forma privata martedì nella chiesa di Alesso alle 14.30.

(da: "Messaggero Veneto" del 4 aprile 2020)

Anche l’amministrazione comunale di Trasaghis, con il sindaco Stefania Pisu, ha espresso la vicinanza alle famiglie colpite. 

Ecco intanto il quadro riassuntivo della situazione nei tre Comuni della Valle del Lago sulla base degli ultimi dati disponibili:



venerdì 3 aprile 2020

Leale, l'idea di un sentiero naturalistico tra salvaguardia e promozione

Sentiero naturalistico sulla “Forra del Leale” Ecco l’idea del comitato 
TRASAGHIS

Un sentiero naturalistico attrezzato sulla forra del Leale. Dopo che la Regione ha riconosciuto ufficialmente il biotopo “Forra del Leale” , l’omonimo comitato che ha sostenuto con il Comune di Trasaghis la richiesta per salvaguardare il territorio e le specie protette che sono presenti in quell’area, propone di valorizzare ancora di più quell’ambito naturale.
«C’è la possibilità – spiega Claudio Polano del comitato “Forra del Leale" – di creare un sentiero naturalistico attrezzato, utilizzando anche tratti già esistenti tra la briglia a monte dell’abitato di Avasinis e la sorgente del Leale sul monte Corno a malga Cuvji. Su questo progetto lavoreremo nei prossimi mesi in collaborazione con l’Ecomuseo della Val del Lago, mentre il torrente sarà ancora meta di qualche avventuroso pescatore e degli appassionati di canyoning, soprattutto austriaci e sloveni. Naturalmente, ringraziamo la presente e passata amministrazione comunale di Trasaghis, che ha creduto da subito nella nostra idea, Legambiente del Gemonese, lo Spinning Club Italia, l’associazione Acqua, il Corpo Forestale, l’Università di Udine e gli uffici regionali di competenza».

Nel 2019 il torrente Leale era diventato area di rilevanza erpetologica nazionale, rientrando nella categoria e codice Aren – Ita105Fvg002. Nel suo contesto sono presenti una ventina di specie animali e vegetali, protette dalla direttiva Habitat. In particolare, ci vive una importante popolazione di Ululone dal ventre giallo (Bombina variegata), studiata da anni dal Tiziano Fiorenza della Societa’Herpetologica Italiana: si tratta di un piccolo rospo che si trova in particolare nel tratto denominato “Marmitte dei giganti”.

Un’altra specie importante che vive nel corso d’acqua è il Gambero d’acqua dolce (Austropotamobius pallipes), un crostaceo ormai molto raro, già censito a suo tempo da uno studio dell’Ente Tutela Pesca, e di cui è proibita la cattura. 

Piero Cargnelutti
(Messaggero Veneto, 2 aprile 2020)


martedì 31 marzo 2020

Coronavirus, la situazione in Val del Lago al 31 marzo

Continuano - fortunatamente - a non esserci casi di positività al Coronavirus nei tre Comuni della Valle del Lago: vi sono quattro persone messe in quarantena in via precauzionale nel Comune di Cavazzo e due in quello di Trasaghis; nessuno a Bordano.
Da più parti viene ribadita la necessità di rispettare le norme di comportamento e di distanza sociale stabilite.



Sono anche state determinate dal Governo le prime somme che verranno assegnate ai Comuni per i bonus spesa alle persone in maggiore difficoltà: a Bordano andranno 4.668,33 euro, a Cavazzo 5.290,96 e a Trasaghis 13.094,39.

giovedì 26 marzo 2020

Coronavirus, la situazione nella Valle del Lago al 25 marzo

Il Sindaco di Trasaghis ha comunicato che nel territorio comunale non sono stati accertati  casi di positività al test per la ricerca del Covid-19



Il Sindaco di Cavazzo ha rivolto una lettera aperta ai concittadini informando che nel territorio comunale è stata accertata la positività al test di  tre persone , rinnovando conseguentemente l'invito a mantenere comportamenti capaci di ridurre la possibilità di contagio:





domenica 15 marzo 2020

Coronavirus, promemoria per (non) muoversi

Giornate difficili, queste, da affrontare con calma, razionalità, rispetto di sè e degli altri.
Ricordiamo ancora, anche qui, le regole di comportamento dettate dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri:



Alcuni numeri utili di riferimento per i problemi della sanità nel Comune di Trasaghis e nel Gemonese:



La possibilità, per anziani e bisognosi, di usufruire dell'aiuto della Protezione Civile:




Alcune delle attività commerciali che, nel Comune di Trasaghis e zone limitrofe, possono effettuare il servizio a domicilio per la consegna di beni di  prima necessità:

















Quanto sopra ricordato non rappresenta certamente nulla di nuovo o di originale, ma offre forse la comodità di avere, con un unico colpo d'occhio tutta una serie di informazioni utili.

Impegnandoci tutti, ce la faremo.
#andràtuttobene

domenica 8 marzo 2020

Teatri (naturali) sempre aperti nel Comune di Trasaghis

In mezzo alle tante limitazioni dettate dal Coronavirus, non si può che accogliere con favore la proposta del Comune di Trasaghis che, in un manifesto diffuso sulla Rete, invita a riflettere sul fatto che le tante bellezze naturalistiche del Comune rimangono a disposizione di tutti. 
Il Sindaco di Trasaghis Stefania Pisu, nel sostenere l'importanza del promuovere le attività all'aperto,  ha commentato: "In un periodo di emergenza e restrizioni, godiamoci le bellezze che ci offre il nostro territorio, uno spettacolo a cui possiamo contribuire frequentando le nostre attività commerciali, in questo momento di difficoltà anche economica. Restiamo uniti" accompagnando il messaggio con l'hastag #trasaghisnonsiferma


venerdì 6 marzo 2020

Le primule di solidarietà quest'anno le trovate SABATO 7 MARZO!

In tempi difficoltosi e pieni di paure, non può mancare la solidarietà.
Le primule, per esempio,  sono state scelte dalle donne come simbolo di forza e speranza e come concreto esempio di solidarietà . Da parecchi anni, ormai,  diverse volontarie  offrono coloratissime primule – col motto "Une primule par judâ la vite" – sui sagrati delle chiese o nelle piazze dei paesi della Pedemontana e dell'Alto Friuli. Le offerte raccolte vanno per tradizione all'Associazione malattie del sangue di Udine (a sua volta appartenente all'Associazione italiana per le leucemie), che opera nel reparto di Ematologia del policlinico universitario di Udine. Chi volesse partecipare all'iniziativa può ritirare le piantine (quest'anno primule e viole) e offrire il proprio volontario contributo per tutta la mattinata di sabato 7 marzo, a partire dalle 9, sulle piazza di Alesso, dove l'iniziativa viene sostenuta dalla Parrocchia, ma anche sulla piazza di Avasinis e a Trasaghis davanti al forno e in altri paesi della VAl del Lago. . 
L'occasione (a ridosso della festa della donna) è dunque un motivo in più sulla strada della consapevolezza solidale.




martedì 3 marzo 2020

La Regione riconosce la caratteristica di Biotopo al torrente Leale, prescrivendone la salvaguardia

La Regione ha approvato l'istituzione del Biotopo "Forra del Torrente Leale", un provvedimento che riconosce le caratteristiche naturali della zona e quindi l'importanza della sua salvaguardia.


Sull'importante notizia, il commento dei Comitati:

Il Comitato 'Amici del torrente Leale' comunica che In data 28 febbraio 2020 la Giunta Regionale del Friuli Venezia Giulia ha deliberato in favore dell'Istituzione del Biotopo "Forra del Leale". Ricordiamo che nel frattempo non sono state rinnovate le proroghe per lo sfruttamento idroelettrico del sito che ne avrebbe certamente compromesso l'ecosistema. Un risultato importante, frutto della volontà popolare e della sinergia di molti: fra tutti ricordiamo il Sindaco Augusto Picco che ha proposto l'Istituzione della zona protetta e che ci ha lasciati prematuramente; l'attuale Sindaco di Trasaghis Stefania Pisu, l'Assessore Mamolo e tutta la Giunta comunale, Legambiente del Gemonese, Spinning club Italia, la Societas Herpetologica Italica, il Corpo Forestale Regionale, l'Università degli Studi di Udine, gli Uffici di competenza della Regione Friuli Venezia Giulia: insomma, un grande risultato per il Bene di tutti.
Benarrivato, Biotopo della Forra del Leale.


Claudio Polano, portavoce del Comitato "Forra del torrente Leale"


Primi passi per la composizione del Tavolo Tecnico sul Lago

Si sta componendo il Tavolo tecnico denominato "LABORATORIO LAGO TRE COMUNI" ideato dalla Regione per l'analisi della situazione del Lago e la ricerca di soluzioni.

I Comuni sono stati chiamati a nominare ciascuno un proprio tecnico di fiducia:

1) Nomina esperto da parte del Comune di Trasaghis
Con DELIBERA GIUNTA COMUNALE N. 3 DEL 2020
La Giunta comunale di Trasaghis ha individuato nel dott. Gasperini dell’ISMAR di Bologna l’esperto designato dal Comune di Trasaghis per la partecipazione al Tavolo tecnico.

2) Nomina esperto da parte del Comune di Bordano
DELIBERA GIUNTA COMUNALE N. 7 DEL 2020
La Giunta comunale ha individuato nel dott. Ing. Pederzolli di Stenico (Trento) l’esperto designato dal Comune di Bordano per la partecipazione al Tavolo tecnico.

Si attende la designazione del tecnico da parte del Comune di Cavazzo.


venerdì 28 febbraio 2020

Conclusa al Lago l'esercitazione dei Vigili del Fuoco per il salvataggio in acqua

Vigili del Fuoco pronti al salvataggio in acqua: l’esercitazione al lago di Cavazzo
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Vigili del Fuoco pronti al salvataggio in acqua: l’esercitazione al lago di Cavazzo“
Vigili del Fuoco pronti al salvataggio in acqua: l’esercitazione al lago di Cavazzo
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Terminato mercoledì 26 febbraio, nel comune di Trasaghis (UD), l’addestramento dei  Soccorritori Fluviali Alluvionali (SFA) dei  Vigili del fuoco del Comando provinciale di Trieste.
Provate attività di nuoto e manovre di conduzione Raft, ribaltamento e raddrizzamento, salita a bordo,  uomo al guinzaglio per recupero persona con gommoni  Raft nelle acque del  Lago di Cavazzo.


(https://www.triesteprima.it/cronaca/vigili-fuoco-salvataggio-esercitazione-cavazzo.html ) “

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mercoledì 26 febbraio 2020

"Per salvare la Carnia: defiscalizzazione, incentivi, sostegno alla maternità e tariffe agevolate"

Riceviamo e pubblichiamo:

CARNIA: VECCHIE GENTI E NUOVE GENTI
.

"Recentemente mons. Angelo Zanello, titolare della parrocchia  di Tolmezzo, ha opportunamente gettato non un sasso ma un macigno nello stagno della politica della Carnia per provocarne la reazione, ma dal fondale, tranne l’intervento di Cortolezzis, sindaco di Treppo Ligosullo, null’altro è emerso, tant’è profondo il letargo.
      Invero  monsignor Zanello ha con ciò svolto un ruolo di supplenza, pienamente legittimo, a quello che in una situazione di normalità della vita politica sarebbe stato da tempo un dovere delle figure istituzionali del territorio.
     Proprio il fatto che i rappresentanti istituzionali e politici della Carnia non abbiano degnato di attenzione le dichiarazioni di mons. Zanello segnala che a quelli ben noti della nostra montagna va aggiunto l’ulteriore problema dell’indifferenza prodotta dall’accettazione dello status quo e dall’assuefazione allo stesso.
     Sostenendo che vanno importate nuove genti mons. Zanello non dice una “bestemmia”, anche perché oltre all’attualità ha presente la storia, storia – maestra di vita - che purtroppo non si studia più.
      La Carnia attuale è un sistema chiuso, accentuato dalla decadenza demografica e dal notevole invecchiamento,  in cui non circolano idee nuove. E le idee circolano anche nella misura in cui circolano le persone. L’emigrazione stagionale dalla Carnia verso l’Europa Centrale fu certamente un fattore negativo, ma va dato atto che gli emigranti  carnici a contatto con le idee ed esperienze avanzate in quei paesi le portavano al rientro nei loro paesi e così sorsero le società operaie, le casse mutue, le cooperative, i movimenti politici. In un organismo spossato per la perdita di sangue il primo trattamento medico è una trasfusione.
      Inoltre, la Carnia attuale presenta, oltre a un patrimonio edilizio disabitato, vaste aree allo stato di semiabbandono e abbandono addirittura nei fondovalle. In natura però vige una legge ferrea che non ammette il vuoto: o lo riempie l’uomo con le sue attività produttive o vi provvedono altri esseri viventi. Non tanto gli animali (ah i cinghiali!) quanto le piante che, pur non avendo gambe ma solo radici, colonizzano rapidamente la aree abbandonate  con specie solitamente infestanti.
     Nel mondo globalizzato in cui già si manifestano i segnali dei futuri cambiamenti climatici, in cui popolazioni  alla fame sognano terre da lavorare che diano loro un raccolto con cui vivere, non è ammissibile che terreni coltivabili, anche a causa di un eccessivo frazionamento fondiario che va superato con opportune ricomposizioni, restino abbandonati. In altri tempi il grido dei poveri era “la terra a chi la lavora!” , “tierra y libertad!” e in Russia “Zemljà i vòlja!”
     Il sindaco Cortolezzis ha fatto presente che per importare “nuove genti” bisogna che, innanzitutto, ci siano un lavoro e servizi di base: è un ragionamento fondato. Ma non è forse fondato anche il ragionamento che le “nuove genti”, che vogliono uscire dalla povertà e conquistarsi una vita migliore impiegando volontà, mente e braccia, producono ricchezza per sé e per la sofferente comunità d’inserimento?   
    A proposito del trascurato insegnamento della storia dovremmo ricordare come  in altri tempi l’Argentina favorì l’importazione di “nuove genti”,anche friulane, le quali svilupparono quel paese, così come fecero gli Stati Uniti d’America ed altri paesi.
    Ma restando in casa nostra dobbiamo ricordare che nella valle di Sappada  migrò una comunità germanofona, che altri insediamenti simili avvennero  in Friuli, che le terre comuni erano la dotazione assegnata alle “nuove genti” per il loro sostentamento.  
    La storia ci insegna che in quel cortile chiamato Mar Mediterraneo, sulle cui sponde  vissero popoli diversi e fiorirono civiltà che hanno segnato le tappe dell’umanità,  sin dai tempi remoti uomini e popoli si spostavano in cerca di terre su cui vivere meglio. Viene alla mente la parte dell’Eneide in cui Didone, regina di Cartagine, così accoglie Enea ed i suoi, profughi Troiani: “Se poi volete fermarvi nel mio regno, sappiate che questa nuova città è vostra: tirate a secco le navi, non farò nessuna differenza tra Punici e Troiani”.  Successivamente Enea ed i profughi Troiani approdarono alla foce del Tevere e fu…Roma! 
    Se la Carnia è dissanguata lo si deve al prevalere di una cultura urbanocentrica ed alle conseguenti politiche che ne hanno provocato la decadenza, che a sua volta genera indifferenza negli stessi montanari, dalla quale si esce con adeguati provvedimenti esterni ed iniziative interne.
    Per evitare di dover importare “nuove genti” tra i provvedimenti esterni c’è l’adozione improcrastinabile di una legge statale organica - sottolineo organica! - sulla montagna (l’ultima la n.1102 risale al 1971!) che la consideri  veramente una risorsa e preveda un sistema di defiscalizzazioni, incentivi, sostegno alla maternità, servizi adeguati, tariffe agevolate sulle bollette dell’elettricità (prodotta con le nostre acque!) e su quelle salatissime dell’acqua (nostra!), strumenti di reale autogoverno del territorio e delle sue risorse, le acque in particolare, quella del rubinetto compresa, ora gestita da Udine. 
    Sul fronte interno bisogna avere il coraggio di dire chiaramente ai cjargnei che, inzichè mugugnare nelle poche osterie rimaste, bisogna responsabilmente farsi carico dei problemi della propria comunità per risolverli. Bisogna recuperare un rapporto stretto con il proprio territorio, il valore ed il ruolo della seppur piccola  comunità in cui si vive, lo spirito della ricostruzione postsismica. O occorre forse un altro terremoto per darsi una scossa?"

Franceschino Barazzutti, già sindaco di Cavazzo Carnico



NOTA: ampia sintesi del comunicato è stata pubblicata anche sul "Messaggero Veneto" del 25 febbraio 

lunedì 24 febbraio 2020

Anche in Val del Lago ... comportamenti virtuosi anti Corona Virus

"Cuntune Ordenance urgjente, il Ministeri de Salût, in acuardi cul President de Regjon Autonome Friûl Vignesie Julie, par evitâ il sparniçament dal COVID-19, al à metût in vore misuris straordenaris, fatis par contrastâ l’evolvi de situazion epidemiologjiche in at." (S.F.F.)

In vigore dunque da oggi le norme per prevenire il contagio dal Corona Virus.
Primo atto visibile, oltre alla chiusura delle scuole, la cancellazione della serata di solidarietà con il Madagascar prevista per sabato a Trasaghis.

In attesa di tempi migliori, anche dal Blog si rinnova l'appello a mantenere comportamenti corretti in maniera da non pregiudicare la propria e l'altrui salute.





mercoledì 19 febbraio 2020

Uno "scampanotament" per i nuovi nati

La Parrocchia ed il Gruppo Alpini di Alesso segnalano che è attivo un nuovo servizio: lanciare il suono festoso delle campane ("scampanotament") per annunciare la bella novità di una nuova nascita.
Al verificarsi dell'evento, le famiglie che lo desiderano possono segnalare al n. 338 8601075 l'avvenuta nuova nascita, cui seguirà lo "scampanotament" per darne l'annuncio al paese.
Il servizio è gratuito; saranno comunque graditi un messaggio di ringraziamento al Gruppo Alpini e una piccola offerta per le necessità della Chiesa.


lunedì 17 febbraio 2020

Domenica si cammina attorno al Lago ... per Davide

Importante appuntamento di solidarietà quello previsto per domenica 23 febbraio. Ci si ritrova (meglio se in maschera) alle 9.30 nel parcheggio per la partenza di una passeggiata solidale finalizzata alla raccolta di fondi per aiutare Davide, un bambino gemonese in gravi difficoltà motorie, a sottoporsi a cure sofisticate sia in Italia sia all'estero.
La manifestazione viene proposta dalla associazione "Noi di Braulins" col patrocinio del Comune di Trasaghis e la collaborazione delle associazioni operanti sul territorio.




venerdì 14 febbraio 2020

Una società energetica regionale per sanare i guasti dell'idroelettrico

Riceviamo e pubblichiamo:

UNA POLITICA ENERGETICA REGIONALE
    
Ha fatto bene il neopresidente del Consorzio BIM Tagliamento, nonché sindaco di Ampezzo, Michele Benedetti  a sollevare il tema dell’applicazione nella nostra regione  dell’art.11-quater (Disposizioni in materia di concessioni di grandi derivazioni idroelettriche) della Legge Nazionale 11.02.2019 n. 12 (Legge Semplificazioni),  poiché  il settore idroelettrico investe ampiamente e pesantemente quasi tutti i corsi d’acqua del territorio montano della nostra regione, per il quale il provvedimento legislativo può essere uno strumento per una positiva svolta radicale.
   Ma vediamo, per punti, che cosa prevede questo provvedimento legislativo iniziando dall’aspetto più importante qual è il trattamento delle concessioni: “alla scadenza delle stesse  e nei casi di decadenza o rinuncia, gli impianti passano, senza compenso, in proprietà delle regioni, in stato di regolare funzionamento”. Questo è il dettato  fondamentale . Al  concessionario   è dovuto solo un indennizzo pari al valore non ammortizzato delle opere autorizzate. Le regioni possono assegnare  le concessioni così acquisite ad operatori economici mediante gara pubblica, (che significherebbe lasciare le cose come sono ora!) o a società a capitale misto pubblico-privato (sarebbe una mezza misura!) o a una propria società energetica (sarebbe la cosa giusta!) come avviene  con ottimi risultati nella Regione Autonoma Trentino Alto Adige.
      Conseguentemente i nuovi concessionari versano i  canoni concessori alla regione e non più allo stato. Inoltre sono previsti canoni aggiuntivi da destinare al finanziamento del  ripristino ambientale dei corpi idrici interessati dalla derivazione e misure di compensazione ambientale e territoriale da destinare ai territori dei comuni interessati dalla presenza delle opere idroelettriche  
     Con questo provvedimento legislativo viene riconosciuta alle regioni l’importante facoltà di disporre  “l’obbligo per i concessionari di fornire annualmente e gratuitamente alle stesse regioni 220 kWh per ogni kW di potenza nominale media di concessione, per almeno il 50 per cento destinata a servizi pubblici e categorie di utenti dei territori provinciali interessati dalle derivazioni.” Tale obbligo è da tempo vigente nel Trentino Alto Adige.
    Di fronte a così importanti ed innovativi poteri attribuiti alle regioni, sorge la domanda: come mai la nostra Regione non ha ancora adottato la propria legge attuativa di quella nazionale entro il termine massimo previsto del 31 marzo 2020? Né risulta che sull’argomento tuttora siano state depositate in consiglio regionale proposte di legge di gruppi politici o di singoli consiglieri o un disegno di legge giuntale. Ogni ulteriore ritardo sarebbe grave e minerebbe la credibilità politica.  
    Preoccupa il fatto che sugli interessanti scenari disegnati dalla legge nazionale  regni il silenzio in particolare proprio nei territori montani sui quali principalmente grava l’idroelettrico, mentre dovrebbe essere oggetto di dibattito e di iniziative nelle sedi istituzionali, nei partiti, nelle associazioni, nelle comunità, e perché no anche nei bar, con la volontà  di prendere nelle proprie mani il destino della propria terra, dove  sono presenti storiche presenze di cooperative idroelettriche centenarie che hanno garantito e garantiscono condizioni favorevoli agli utenti e sono depositarie di una preziosa esperienza gestionale.
   Tra le varianti di assegnazione delle concessioni acquisite va considerata la preziosa e consolidata esperienza della Provincia Autonoma di Trento, che attraverso la propria società energetica “Dolomiti Energia” ed altre società pubbliche gestisce le concessioni, come fa pure la Provincia Autonoma di Bolzano con la propria società energetica “Alperia”. Province che hanno saputo e voluto ben utilizzare ed ampliare i poteri della loro autonomia. Altrettanto deve fare la nostra Regione, dove purtroppo spadroneggiano società energetiche esterne, i cui azionisti di riferimento – si noti - sono Comuni, enti pubblici che incamerano all’attivo dei loro bilanci i profitti realizzati dallo sfruttamento della nostre acque.
    E’ ormai indilazionabile che la nostra Regione a statuto speciale di autonomia costituisca quanto prima una propria società energetica a capitale pubblico per assumere via via le concessioni. Non si capisce perché la proposta di legge n. 193 avente per oggetto “Costituzione della Società Energia Friuli Venezia Giulia – SEFV”, presentata il 27.02.2017  dai Consiglieri Revelant, Tondo, Riccardi, Colautti, Violino, Marsilio, Ciriani e Zilli sia rimasta senza seguito. Forse per fermarla è bastata  una letterina dell’Associazione dei derivatori “Elettricità Futura”?
     Occorre più coraggio politico. Tanto più che sono imminenti le scadenze del complesso idroelettrico della Val Tramontina di Edison , cioè della francese “Electricité de France”, costituito da 5 centrali, mentre nel 2029 scadranno  le concessioni del sistema idroelettrico del Tagliamento della lombarda a2a costituito dalle centrali di Ampezzo e di Somplago. Un sistema dinosauro incompatibile e insostenibile in quanto ha privato di tutte le acque la gran parte della Carnia e sconvolto il lago di Cavazzo o Tre Comuni, un sistema che va rivisto.
    E’ tempo che la nostra Regione a statuto speciale di autonomia decida se vuole doverosamente svolgere una propria politica energetica autonoma anche ricorrendo alle moderne tecnologie o se invece vuole continuare a rilasciare concessioni per centraline speculative che inaridiscono gli ultimi ruscelli, incentivate fra l’altro con i certificati verdi pagati dagli utenti attraverso le bollette,  e ad essere quindi colonia delle società multiutity esterne. Tanto più dal momento che l’idroelettrico sfrutta un bene comune per eccellenza come l’acqua che sta già diventando sempre più strategica e preziosa.


Franceschino Barazzutti, già presidente del Consorzio del Bacino Imbrifero Montano (BIM) Tagliamento, già sindaco di Cavazzo Carnico