"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons

domenica 23 novembre 2014

Per 'Farfalle nella testa' Bordano è "una balena che si è spiaggiata davanti a un tribunale"

Stefano Dal Secco, per  la Cooperativa "Farfalle nella testa" (che da poco ha ricevuto in gestione la "Casa delle farfalle" di Bordano per i prossimi 7 anni, ha diffuso un comunicato nel quale espone il punto di vista della Cooperativa, segnalando come le prospettive per il futuro siano ancora abbastanza indefinite, per la ancora non avvenuta fase del  "passaggio delle consegne". 
-------------------------
Cari futuri visitatori, vi scriviamo qualche riga per informarvi sulla situazione della Casa delle Farfalle di Bordano, e prima di tutto per dirvi che certamente non potremo aprire al pubblico in marzo, come avremmo voluto e come è abitudine. Forse sarà in maggio o sarà giugno, o forse sarà molto più in là. Forse non sarà proprio.
Per chi non lo sapesse, la Casa delle Farfalle di Bordano è stato per molti anni tra i primi centri di interesse turistico della regione Friuli Venezia Giulia e il secondo in provincia di Udine, dopo Villa Manin. Inoltre è il più grande complesso di serre tropicali in Italia. Le serre solitamente sono aperte al pubblico da marzo a ottobre, ma nel 2014 nessun visitatore ha potuto visitarle, perché la gara per scegliere il prossimo gestore della struttura (che è di proprietà del Comune di Bordano) è partita con estremo ritardo e si è protratta per mesi e mesi.
Alla nostra società, “Farfalle nella testa”, è stata da pochi giorni assegnata in via definitiva la gestione della Casa delle Farfalle per i prossimi 7 anni. L’abbiamo ottenuta partecipando e vincendo una lunga, estenuante, difficile gara pubblica. Felici. Soddisfazione. Tuttavia, come recita il documento ufficiale (in burocratese): “il Comune non ha la disponibilità della struttura denominata Casa delle Farfalle ove espletare i servizi oggetto di concessione, in quanto alla data odierna la stessa non è stata ancora restituita dal precedente gestore, il tutto come potersi rilevare dagli atti d’ufficio; la mancata disponibilità della predetta struttura nel dilazionarne i tempi preclude la stessa conclusione della procedura di affidamento (stipula del contratto di concessione)”.
Cercando di farne una traduzione in un linguaggio più semplice: esiste un precedente gestore il cui contratto è scaduto il 6 marzo di quest’anno, data in cui gli è stata inviata la richiesta di liberare i locali da parte del Comune. Tuttavia oggi (metà novembre) ciò non è ancora successo e il Comune non è ancora tornato in possesso dei locali, che sono occupati dal precedente gestore. Il Comune ci dice che non ha la minima idea di quando potrà riaverli per consegnarli a “Farfalle nella testa”, come sarebbe tenuto a fare. Di conseguenza dice a noi che non sa quando (in realtà, in via informale, ci dice che non sa nemmeno SE) potremo entrare e iniziare a lavorare.
Perché non potremo aprire a marzo e forse nemmeno nei mesi successivi.
Problema 1: il precedente gestore non vuole uscire dalla Casa delle Farfalle; ora inizieranno a mettersi di mezzo gli avvocati e si prevede passeranno diversi mesi solo prima che possiamo entrare dalla porta solo per valutare la situazione. Problema 2: dall’autunno scorso (molto prima che questa gara fosse nemmeno stata scritta) si diceva che il precedente gestore avrebbe seppellito il Comune e un altro vincitore con tutti i ricorsi e le querele che esistono nel codice civile; sta dunque per iniziare il lavoro di sbarramento a suon carte e di bolli. Visti i famigerati tempi della burocrazia e dell’amministrazione nel nostro paese, anche su questo fronte trascorreranno molti mesi.
L’ultimo problema (per ora) è dovuto al fatto che a quanto pare il precedente gestore ha completamente svuotato la struttura, lasciando “solo i muri” (diciamo “sembra” perché la follia è che chi occupa la Casa delle Farfalle può farci ogni suo comodo, mentre il proprietario non può neppure entrare per controllare). Quando finiranno le utili lungaggini burocratiche e processuali messe in campo, ci si troverà dunque in una città fantasma. Siccome la gara chiedeva di calcolare i costi di gestione partendo da una struttura pienamente operativa, questo fatto sarà un grave problema a livello finanziario. Tuttavia non è nemmeno il maggiore dei problemi. Sono sempre le “carte”, il grande male, in Italia: se infatti una parte delle dotazioni asportate (a prescindere dalla percentuale) è stata in passato acquistata con denaro pubblico o comunale – come ci dicono essere – inizieranno verbali e udienze per stabilire la proprietà di uno scaffale, di una penna a sfera, di un impianto di riscaldamento (le malelingue affermano che vi siano persone che cercano in tutti i modi di far trascorre più mesi possibili prima dell’apertura, così da fare in modo che più nessuno in Italia si ricordi della Casa delle Farfalle e da far spendere più soldi possibile ai nuovi gestori e alla pubblica amministrazione, quindi ai cittadini). Si prevedono anche in questo caso molti e molti mesi a bivaccare presso cancellerie e tribunali, e molti soldi spesi in avvocati. E di vergogne ve ne sono molte altre, ma per dare un’idea del panorama potrebbero per ora bastare queste.
In tutta questa cagnara, noi continuiamo a stare alla finestra, aspettando ci venga dato quanto oggi ci è dovuto, e non intendiamo partecipare a questa follia di carte da bollo, tribunali, legali in fila per tre, perché ci sembra criminale buttare in questo modo i soldi nostri e quelli della pubblica amministrazione. Tuttavia, proprio perché ora finalmente siamo i vincitori della gara e (probabilmente) i gestori della Casa delle Farfalle, credo sia nostro diritto (e dovere) informare di cosa stia succedendo i futuri visitatori (e quelli che sono stati visitatori in passato). Utilizziamo internet e i social media per denunciare l’attuale situazione della Casa delle Farfalle perché è giusto che il maggior numero di utenti possibili conosca come stanno le cose, lo diffonda e condivida con noi la volontà di riaprire una realtà che si è dimostrata capace di far volare alto la nostra regione.
Prima di lasciarvi, una precisazione: Farfalle nella testa è una cooperativa nata da poco (è stata fondata nell’autunno dello scorso anno proprio per cercare di vincere questa gara), ma gran parte dei nostri soci hanno lavorato per anni alla Casa delle Farfalle. Abbiamo dunque le nostre radici ben dentro la sua storia, ma nello stesso tempo non siamo prigionieri e ricattati da questa storia e abbiamo voglia di guardare avanti, voglia di portare maggiore qualità e maggiori incassi, per poter crescere e dare lavoro. Se siamo nati da Bordano e per gestire la Casa delle Farfalle di Bordano, in poco meno di un anno veniamo riconosciuti come una delle migliori realtà italiane per quanto riguarda la divulgazione scientifica naturalistica e veniamo chiamati per consulenze in molte parti del paese. Sarebbe triste e sarebbe uno spreco (e non ci consolerebbe essere in linea con la tendenza del paese) se dovessimo lavorare a giardini zoologici, progetti di didattica e public awareness ovunque tranne che a Bordano, perché Bordano è una balena che si è spiaggiata davanti a un tribunale, perché Bordano è diventata la Locride del Nordest.
Stefano Dal Secco

7 commenti:

  1. Parcè la aministrazion di Bordan, fasint tanche La Pira tai agns 60, no secuestrie la cjase des pavèes?

    RispondiElimina
  2. Del comunicato del presidente di "Farfalle nella testa" riferisce oggi anche il Messaggero Veneto con l'articolo "Casa delle farfalle: spuntano i dubbi sulla riapertura".
    Tra parentesi, l'articolo del Blog dove veniva rilanciato integralmente il comunicato di Dal Secco era stato segnalato il 23 novembre al corrispondente del MV. Stupisce invece come le parole di Dal Secco - a tratti dure e pesanti - abbiano suscitato così poca discussione nella comunità Bordanese.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Neanche della Tua gestione del Centro di catologazione di Alesso si parla in paese, seppure la gestione sia quasi familiare.
      Saluti.
      S.W.

      Elimina
    2. Classico esempio di "cavoli a merenda".

      Elimina
    3. Pieri Stefanutti25 novembre 2014 20:33

      Se il sig. S.W. vuole collaborare alle attività del Centro di Documentazione sul Territorio non ha che da contattare l'Amministrazione comunale o il sottoscritto e sarà sicuramente il benvenuto, qualora porti idee, competenze e spirito costruttivo. Si fa comunque presente che dell'attività del Centro viene data costantemente notizia sul Notiziario comunale, sulla stampa locale e sul Blog del Centro di Documentazione. Saluti

      Elimina
    4. S.W. non si smentisce mai, sempre acido e maligno, chissa cosa le rode, forse il risultato delle ultime elezioni non l'ha ancora digerito....
      Montanaro

      Elimina
  3. Premesso che il Blogger non conosce l'identità di "Montanaro", nè di S.W. nè del 90% di quanti si presentano con pseudonimi, si ricorda A TUTTI che la finalità del Blog è ragionare sulle cose e non criticare le persone. Grazie

    RispondiElimina

Ogni opinione espressa attraverso il commento agli articoli è unicamente quella del suo autore, che conseguentemente si assume ogni responsabilità civile, penale e amministrativa derivante dalla pubblicazione sul Blog "Alesso e Dintorni" del testo inviato.
OGNI COMMENTO, ANCHE NELLA CATEGORIA ANONIMO;, DEVE ESSERE FIRMATO IN CALCE, ALTRIMENTI NON SARà PUBBLICATO.
Grazie.