Il Pich si sofferma anche sull'avvenuta demolizione del manufatto militare collocato sulla sommità del forte di monte Festa, ritenendo che l'atto non sia avvenuto con la necessaria informazione preventiva.
La costruzione, solitamente definita "edificio Nato", ospitava un centro di intercettazione, la cui funzione, evidentemente, era venuta meno a seguito degli ultimi avvenimenti mondiali.
Gli esperti di cose militari così la descrivevano su Internet:
Dentro nel forte , era stata costruita una casetta , che ospitava il primo centro radio di intercettazione .
Infatti i trattati di allora , impedivano la realizzazione di strutture militari a meno di 20 Km dal confine .
Ha funzionato sino al terremoto in Friuli , quando la strada di accesso è stata sbarrata da grossi massi .
Dalla strada era visibile solo la casetta , non il forte , perfettamente mimetizzato .
Per decenni , migliaia di persone , si sono chieste di chi e come mai , avesso costruito una casetta lassù .
(http://82.211.22.23/forum/viewtopic.php?f=9&t=3652&hilit=Monte+Festa&sid=09808b55143f6b3094608316f069965d)
Un blog per informare, per ragionare, per confrontarsi su quel che capita ad Alesso e nei dintorni. Ce sucedial, ce si fàsie, ce si podarèssie fâ a Dalés e intal dulintôr? Scuvierzìnlu su chest Blog.
"Alesso e dintorni", dal puint di Braulins al puint di Avons
martedì 13 dicembre 2011
lunedì 12 dicembre 2011
Centrale di Somplago: la si potrebbe anche comprare....
Il consigliere regionale Enore Picco rilancia il tema dell'intervento della Regione nella gestione della politica idroelettrica, auspicando che dalla regione stessa e dagli industriali friulani parta un gesto significativo capace di assicurare il futuro dell'approvvigionamento energetico, senza dipendere dalle multinazionali.
Acqua, da Picco bordate sulla Regione
Messaggero Veneto, 11 dicembre 2011
TOLMEZZO «Le multinazionali ci tolgono l’acqua e la Regione resta a guardare”. Il consigliere regionale Enore Picco lancia l’allarme e punta il dito contro la Regione “immobile, silente. Assente”». La giunta regionale, secondo il consigliere della Lega Nord si «limita a fare da spettatrice mentre il nostro territorio è investito dalla guerra, feroce e spietata, combattuta dalle multinazionali per il controllo dell’acqua». Secondo il leghista «se Edipower viene fatta a pezzi, e le nostre centrali e il nostro patrimonio idrico finiscono nelle mani di qualche speculatore internazionale, rischiamo di compromettere definitivamente la nostra autonomia energetica». «La crisi di Edison, azionista di maggioranza di Edipower, seconda utilità italiana dopo Eni ed Enel, ha ricadute dirette sul Friuli Venezia Giulia. Picco sollecita Tondo a prendere posizione e a svolgere un ruolo attivo in questa fase di riassetto del sistema dell’energia, valutando l’ipotesi di comperare gli impianti Edipower e dare corpo a un autonomo polo energetico regionale sull'esempio delle Province Autonome di Trento e di Bolzano». «Serve un investimento iniziale, ma le nostre strutture non hanno un costo esorbitante. Una volta acquistati gli impianti, la Regione sarebbe padrona della sua energia: costi, strategie, tutto sarebbe deciso qui, senza essere ostaggio di qualcuno». Un appello anche agli industriali: «Rendano un vero servizio al territorio contribuendo all'acquisizione degli impianti. Devono scegliere: o continuano a predicare bene e razzolare male, o intervengono con decisione. Ma non scarichino colpe anche loro sulla politica».(g.g.)
Leggendo il primo numero de "Il Pich" - 3 - Quella darsena a Somplago
Il periodico informativo "Il Pich" dedica anche una riflessione alla darsena realizzata a Somplago sulla sponda nord del Lago, chiedendosi a chi debba essere attribuita la maggior "quota di paternità" per la sua ideazione e collocazione.
domenica 11 dicembre 2011
E' finita la "guerra fredda". Anche a Trasaghis.
Il nostro territorio è stato spesso, nella storia, oggetto di apprestamento di opere militari, dal "Vallo Littorio" degli anni '30, alla "Blau Linie" tedesca e alle fortificazioni della Todt durante la seconda guerra mondiale, alle opere costruite fino agli anni '60 per prevenire il pericolo che poteva venire dal "blocco" che stava verso est. Erano anni, questi ultimi, caratterizzati da quelle che venivano chiamate "servitù militari" dove ampie zone erano presidiate da cippi con l'indicazione "D.M." (Demanio Militare) e dove vigeva il divieto di fotografare non solo le opere ma anche il paesaggio circostante.
Poi, lentamente, i tempi sono cambiati. Le opere militari sono state abbandonate e diventate solo oggetto di ricerca da parte degli appassionati del settore, come si può dedurre, per esempio, da alcuni post presenti sul sito vecio.it:
Ricordo molti anni fa di aver visto un paio di casotti che celavano probabilmente cannoni proprio nel paese; uno piccolo per mitraglie presso un bivio; un altro proprio sul rilevato dall'autostrada e uno attaccato al cimitero di Avasinis. (Gio)
Ricordi bene! tra Trasaghis ed Avasinis ci sono 3 "casotti" piccoli per postazioni mtg. e c'erano 4 "casotti" grandi (di cui uno accanto all'autostrada) con carri M26 seminterrati.
Questi ultimi sono stati smantellati all'inizio degli anni '90. (Dav555)
Erano strutture costruite dopo la seconda guerra mondiale , contro "il pericolo dell'est":
TRASAGHIS. Fortificazione presidiata, situata sul viadotto autostradale di Trasaghis e sulla sottostante SS 512.
Passò, alla chiusura del 73° Lombardia, alle dipendenze degli Alpini d'Arresto.
Chiudeva a sud la conca di Cavazzo, impedendo l'aggiramento da nord delle fortificazioni di Venzone.
(http://fanteriadarresto.altervista.org/opere.html)
Ora, in questi giorni, anche gli ultimi "gabiotti" (quello dietro la casermetta di Trasaghis e quello sul bivio per Avasinis) sono stati demoliti. La "guerra fredda" è finita. Anche a Trasaghis.
Poi, lentamente, i tempi sono cambiati. Le opere militari sono state abbandonate e diventate solo oggetto di ricerca da parte degli appassionati del settore, come si può dedurre, per esempio, da alcuni post presenti sul sito vecio.it:
Ricordo molti anni fa di aver visto un paio di casotti che celavano probabilmente cannoni proprio nel paese; uno piccolo per mitraglie presso un bivio; un altro proprio sul rilevato dall'autostrada e uno attaccato al cimitero di Avasinis. (Gio)
Ricordi bene! tra Trasaghis ed Avasinis ci sono 3 "casotti" piccoli per postazioni mtg. e c'erano 4 "casotti" grandi (di cui uno accanto all'autostrada) con carri M26 seminterrati.
Questi ultimi sono stati smantellati all'inizio degli anni '90. (Dav555)
| Postazione all'ingresso di Trasaghis demolita negli anni '90 |
Erano strutture costruite dopo la seconda guerra mondiale , contro "il pericolo dell'est":
TRASAGHIS. Fortificazione presidiata, situata sul viadotto autostradale di Trasaghis e sulla sottostante SS 512.
Passò, alla chiusura del 73° Lombardia, alle dipendenze degli Alpini d'Arresto.
Chiudeva a sud la conca di Cavazzo, impedendo l'aggiramento da nord delle fortificazioni di Venzone.
(http://fanteriadarresto.altervista.org/opere.html)
Ora, in questi giorni, anche gli ultimi "gabiotti" (quello dietro la casermetta di Trasaghis e quello sul bivio per Avasinis) sono stati demoliti. La "guerra fredda" è finita. Anche a Trasaghis.
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| Ex postazione dietro la casermetta |
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| Ex postazione sul bivio per Avasinis |
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Leggendo il primo numero de "Il Pich" - 2 - Il raddoppio della centrale
Largo spazio del primo numero del Pich viene dedicato al tema "scottante" del raddoppio della centrale di Somplago. Il tema viene ripreso in prima pagina, con una riflessione su quanto il discorso sia sentito nel capoluogo e nelle pagine interne con una disanima sulle prese di posizione dell'Amministrazione comunale al proposito.
sabato 10 dicembre 2011
Cjavaç e Tumieç: un rapporto da analizzare
Si parlava mercoledì sul Blog delle iniziative di promozione turistica della "Conca tolmezzina" che riguardano anche Cavazzo. Ma è tutto da analizzare il rapporto tra Cavazzo e il "Caput Carnee": c'è chi ipotizza vi sia un disegno per far sparire i piccoli Comuni della cintura tolmezzina per farli diventare frazioni di una "Grossen Tolmezzo". Alcune tabelle applicate all'ingresso di Cavazzo fanno discutere: è uno scherzo, uno sfottò agli "appetiti" tolmezzini o rispecchiano veramente la volontà del capoluogo carnico?
Da Cavazzo segnalano preoccupati:
Chei di Tumieç, a àn fate le anession! Secont i citadins che àn
incolade une tabelute su par ogni tabele di Cjavàç, a fuarce di tabajâ di
Conca Tolmezzina, Tumieç, un a la volte al glotarà ducj i paîs che j stan
dongje. No sai cui che al è stât a fâ cheste vôre, ma al a dutis lis rasons!
Remo
Da Cavazzo segnalano preoccupati:
Chei di Tumieç, a àn fate le anession! Secont i citadins che àn
incolade une tabelute su par ogni tabele di Cjavàç, a fuarce di tabajâ di
Conca Tolmezzina, Tumieç, un a la volte al glotarà ducj i paîs che j stan
dongje. No sai cui che al è stât a fâ cheste vôre, ma al a dutis lis rasons!
Remo
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Leggendo il primo numero de "Il Pich" - 1 - La cava di Cesclans
Tra gli argomenti trattati nel primo numero de "Il Pich", il foglio informativo edito dall'associazione "Mont", viene dato spazio alla discussione sull'attività estrattiva avviata a Cesclans, con cenni di critica nei confronti della decisioni prese dall'Amministrazione comunale di Cavazzo.
Immagini della cava di Cesclans, tratte dal sito
http://www.geoscienze.units.it/geositi/vedigeo_foto.php?ID_GEO=554
Immagini della cava di Cesclans, tratte dal sito
http://www.geoscienze.units.it/geositi/vedigeo_foto.php?ID_GEO=554
venerdì 9 dicembre 2011
Quel che si muove a ... Dalès. La festa dell'8 dicembre
Istantanee dalla festa dell'8 dicembre: la Messa dell'Immacolata senza processione ma arricchita dalla presenza del Gruppo corale, il Mercatino di solidarietà, la visita degli amici del Comune gemellato di Griffen ....
Momenti di festa, di riflessione, di incontro.
Momenti di festa, di riflessione, di incontro.
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| Il mercatino di solidarietà nei locali del Centro Servizi |
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| La piazza imbandierata |
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| Il concerto della banda di Griffen in piazza |
Il Pich, un nuovo strumento di informazione e di discussione
Nel Comune di Cavazzo è stato distribuito il primo numero de "Il Pich", un nuovo strumento di informazione e di contributo al dibattito sulle tematiche del territorio edito dall'Associazione "Movimento Mont". Ringraziando Remo Brunetti per la segnalazione, si preannuncia che, prossimamente, verranno proposti all'attenzione dei lettori del Blog alcuni degli articoli presenti nella pubblicazione.
giovedì 8 dicembre 2011
Quel che si muove ... a Vasinas. Presentazione del libro di poesie di Zuan Urban
Sabida cu ven, as 5 dopomiesdì, intal centro sociâl a Vasinas a si presenta il libri das poesias di Zuan Urban, editât da "Voce della Montagna". Intas poesias, scritas in tancj agns, Zuan al tira fûr dispes musas e lûcs da Vasinas di îr e di vuê, cun sensibilitât e sintiment.
La presentazion a ven dada dongja ancja cul contribût dal Comun, da Pro Loco, da Parochia e dal Grop dai Alpins.
mercoledì 7 dicembre 2011
Quel che si muove ... a Cjavaç. Un nuovo circuito di promozione turistica
Conca tolmezzina, avanti con la sfida turistica
di David ZaniratoSarà questo il proseguo dell’iniziativa di rivitalizzazione commerciale e turistica della Conca tolmezzina realizzato dai Comuni di Amaro, Cavazzo Carnico, Tolmezzo e Verzegnis in collaborazione con Terziaria Cat Udine.

Il contenitore è pronto. La comunicazione anche. Ora assieme agli operatori locali è il momento di perfezionare i contenuti. Lunedì nel capoluogo carnico c’è stata la presentazione del progetto, alla presenza dei vertici di Confcommercio mandamentale e delle amministrazioni comunali. Sono state illustrate le varie installazioni avvenute in loco con pannelli e targhe informative a fini turistici e divulgativi, la predisposizione di cartelli promozionali, la pubblicazione di materiali promozionali cartacei e la predisposizione di uno spazio web rivisto nelle forme e nei contenuti (www.concatolmezzina.it) e dedicato alla presentazione del territorio e delle sue risorse.
Nel dettaglio sono stati realizzati e installati cartelli stradali promozionali sia di prossimità alla Conca tolmezzina, sia sulle principali arterie di transito turistico della regione: Lignano, Grado, bassa friulana. Per l'orientamento in loco sono stati realizzati tabelloni con la descrizione degli itinerari possibili, una mappa, l'elenco delle strutture ricettive, e altre informazioni utili ai turisti. Il progetto si completa con l'apposizione di una serie di targhe sugli edifici storici (circa una quarantina) raccordate graficamente con gli altri interventi, un depliant orientativo commerciale e il sito della conca, orientato all'informazione turistica in aggiunta alla sua funzione istituzionale.
dal sito Alto Friuli: http://altofriuli.com/dai-comuni/conca-tolmezzina--avanti-con-la-sfida-turistica.htm
martedì 6 dicembre 2011
Alesso, Mercatino di Solidarietà
Il mercatino è aperto :
GIOVEDI' 8 DICEMBRE DALLE 10 alle 22
E' un'occasione per acquistare dei doni di Natale originali e fatti a mano e, nello stesso tempo, aiutando persone che vivono in difficoltà.
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Positivi i primi dati sulla raccolta differenziata anche nei Comuni di BORDANO e TRASAGHIS
| Rifiuti, risultato super con il porta a porta |
| Martedì 6 Dicembre 2011, Il Gazzettino |
| Ottimi risultati per la raccolta differenziata spinta porta a porta nel Gemonese che ha raggiunto la media dell'80,06% relativamente ai comuni di Gemona, Venzone, Montenars, Trasaghis, Bordano, e Artegna. Le percentuali sono state recentemente visionate in occasione di una riunione dei sindaci della zona: si fa riferimento alla raccolta spinta dei rifiuti gestita dalla Comunità Montana del Gemonese, Valcanale e Canal del Ferro e avviata durante lo scorso maggio. I dati relativi al periodo in cui è partito il nuovo servizio superano dunque di gran lunga il 65% richiesto dall'Unione Europea entro il 2012: il dato disaggregato evidenzia che il miglior risultato è stato ottenuto dal comune di Artegna con l'88,33% (con una punta massima durante il mese di maggio del 92,70%, il valore più alto in tutto il territorio considerato), mentre a seguire Bordano con il 78,63%, Gemona con l'80,39%, Montenars con il 79,80%, Trasaghis con il 74,67%, e Venzone con il 78,56%. Tali percentuali sono state calcolate utilizzando il metodo dell’Arpa Fvg, che tiene conto del rapporto tra la sommatoria delle frazioni di raccolta differenziata avviate a recupero (al netto degli scarti di cernita e selezione che rientrano tra i rifiuti urbani indifferenziati) e la quantità di rifiuti urbani complessivamente prodotti: «Sono senza dubbio degli ottimi risultati - dice l'assessore all'ambiente Luigino Patat - e di questo dobbiamo rendere grazie ai cittadini che hanno dimostrato di aver capito bene come gestire la raccolta differenziata spinta che di per sè richiede di certo più impegno e attenzione nella divisione dei rifiuti: dobbiamo infatti ricordare che i rifiuti sono anche risultati molto puliti e ciò è un punto in più per il servizio. Dall'altro lato c'è stata anche una buona collaborazione e coordinamento fra i Comuni che hanno scelto la spinta porta a porta come propostoci dalla comunità montana». Per gli amministratori il 2012 non potrà che confermare un aumento della raccolta differenziata poiché allora tale servizio verrà svolto per tutti i mesi: negli ultimi mesi e nei prossimi la Comunità montana sta provvedendo a sistemare anche la ecopiazzola di via San Daniele. |
lunedì 5 dicembre 2011
Quel che si muove a ... Trasâgas. Festa dell'Immacolata
Festa dell'Immacolata con gli amici di Griffen
Gli incontri legati al gemellaggio tra i Comuni di Trasaghis e di Griffen, in Austria, avranno un nuovo, particolare appuntamento per la giornata dell'8 dicembre. Gli amici di Griffen saranno infatti di nuovo in visita a Trasaghis in occasione della tradizionale festa dell’Immacolata Concezione, una ricorrenza molto sentita in paese e per la quale il Comune, con la collaborazione della Parrocchia e del "grop Trasagan", ha organizzato una serie di manifestazioni.
Alle 10.30 vi sarà dunque la celebrazione della Santa Messa solenne, celebrata dal rettore del Santuario di Sant'Antonio di Gemona padre Luigi assieme al Parroco don Fausto Quai; seguirà la processione per le vie del paese, con l’accompagnamento del complesso bandistico di Griffen.
Nel pomeriggio, gli ospiti austriaci assisteranno, in sala consiliare, a uno spettacolo proposto dal gruppo "Oasi Danze" di Osoppo.
Le manifestazioni promosse dal Comune di Trasaghis si sposteranno poi ad Alesso dove, alle 17.30 si potrà visitare, nel Centro Servizi, un mercatino di oggetti natalizi allestito da volontari in collaborazione con la Parrocchia di Alesso; le offerte raccolte saranno destinate al mantenimento dei bambini ospiti dell’Asilo di Minas Novas in Brasile e alle attività parrocchiali. Alle 18, in piazza 1° Maggio, vi sarà l’esibizione della banda di Griffen, seguita da una castagnata e dalla degustazione di ribolla per tutti gli intervenuti.
Gli incontri legati al gemellaggio tra i Comuni di Trasaghis e di Griffen, in Austria, avranno un nuovo, particolare appuntamento per la giornata dell'8 dicembre. Gli amici di Griffen saranno infatti di nuovo in visita a Trasaghis in occasione della tradizionale festa dell’Immacolata Concezione, una ricorrenza molto sentita in paese e per la quale il Comune, con la collaborazione della Parrocchia e del "grop Trasagan", ha organizzato una serie di manifestazioni.
Alle 10.30 vi sarà dunque la celebrazione della Santa Messa solenne, celebrata dal rettore del Santuario di Sant'Antonio di Gemona padre Luigi assieme al Parroco don Fausto Quai; seguirà la processione per le vie del paese, con l’accompagnamento del complesso bandistico di Griffen.
Nel pomeriggio, gli ospiti austriaci assisteranno, in sala consiliare, a uno spettacolo proposto dal gruppo "Oasi Danze" di Osoppo.
Le manifestazioni promosse dal Comune di Trasaghis si sposteranno poi ad Alesso dove, alle 17.30 si potrà visitare, nel Centro Servizi, un mercatino di oggetti natalizi allestito da volontari in collaborazione con la Parrocchia di Alesso; le offerte raccolte saranno destinate al mantenimento dei bambini ospiti dell’Asilo di Minas Novas in Brasile e alle attività parrocchiali. Alle 18, in piazza 1° Maggio, vi sarà l’esibizione della banda di Griffen, seguita da una castagnata e dalla degustazione di ribolla per tutti gli intervenuti.
domenica 4 dicembre 2011
Lago, raccolte 660 firme per il referendum. Il parere dell'Amministrazione comunale - II
Anche il Messaggero Veneto ed il Gazzettino di ieri hanno riferito della presa di posizione del Comune di Trasaghis che, di fatto, rinnova la bocciatura della proposta di indire un referendum sul raddoppio della centrale.
No al referendum sul potenziamento della centrale
Messaggero Veneto, 3 dicembre 2011
TRASAGHIS Equivale a un “no” la risposta che il sindaco Augusto Picco dà alla richiesta d’indire un referendum sul progetto di potenziamento della centrale elettrica di Somplago. «Qualora la legge offrisse una strada per una consultazione che coinvolga la popolazione e che sia valida per legge – dice -, saremmo impegnati nel perseguirla, ma di fatto il decreto legislativo che disciplina anche l’istituto del referendum prevede la consultazione della popolazione solo per ciò che concerne ambiti di esclusiva competenza comunale». Secondo Picco non ci sono dunque le condizioni per dar luogo al referendum chiesto dal gruppo di minoranza guidato da Giorgio Rodaro, il quale – precisa il primo cittadino – era stato informato della non ammissibilità del referendum. Mi chiedo quindi perché non abbia accolto il mio invito a ritirare la mozione e a collaborare nella preparazione delle obiezioni in sede di consiglio comunale al fine di presentarle alla conferenza dei servizi». Il sindaco di Trasaghis fa sapere d’essere già impegnato nella verifica di eventuali strade alternative e perseguibili per dare voce allo scontento della popolazione .«Strade però – conclude – che siano credibili e non contrarie alla legge». (m.d.c.)
Il sindaco Picco: «Sulla centrale un referendum non è possibile, occorrono strade alternative»
Il Gazzettino, Sabato 3 Dicembre 2011
TRASAGHIS -(D.Z.) «Il Referendum sulla centrale non è possibile, cerchiamo assieme altre strade perseguibili per dare voce allo scontento della popolazione in merito all'ampliamento della centrale, ma che siano credibili e non contrarie alla legge». Il sindaco di Trasaghis, Augusto Picco, ritorna sulla questione della raccolta di firme presentata dal gruppo di minoranza per l'indizione di un referendum al fine di consentire alla popolazione di esprimersi sul potenziamento della centrale idroelettrica di Somplago. «Qualora la legge offrisse una strada per una consultazione che coinvolga la popolazione e che sia valida per legge, saremmo impegnati nel perseguirla» ha commentato il primo cittadino «ma di fatto il decreto legislativo in materia (D.Lgs 267/2000) dà gli strumenti che prevedono la partecipazione della popolazione ma solo per ciò che concerne ambiti di esclusiva competenza comunale e nello specifico, purtroppo, non realizzabile. Il capogruppo della minoranza, il consigliare Giorgio Rodaro, era stato informato della non ammissibilità del referendum e, pur concedendo il riconoscimento per l'ottimo lavoro svolto nella raccolta del numero sufficiente di firme a favore del referendum - prosegue Picco - mi chiedo perché mai non avesse - al contrario - accolto il mio precedente invito a ritirare la mozione e a collaborare per preparare le obiezioni in sede di consiglio comunale al fine di presentarle alla Conferenza dei Servizi».
No al referendum sul potenziamento della centrale
Messaggero Veneto, 3 dicembre 2011
TRASAGHIS Equivale a un “no” la risposta che il sindaco Augusto Picco dà alla richiesta d’indire un referendum sul progetto di potenziamento della centrale elettrica di Somplago. «Qualora la legge offrisse una strada per una consultazione che coinvolga la popolazione e che sia valida per legge – dice -, saremmo impegnati nel perseguirla, ma di fatto il decreto legislativo che disciplina anche l’istituto del referendum prevede la consultazione della popolazione solo per ciò che concerne ambiti di esclusiva competenza comunale». Secondo Picco non ci sono dunque le condizioni per dar luogo al referendum chiesto dal gruppo di minoranza guidato da Giorgio Rodaro, il quale – precisa il primo cittadino – era stato informato della non ammissibilità del referendum. Mi chiedo quindi perché non abbia accolto il mio invito a ritirare la mozione e a collaborare nella preparazione delle obiezioni in sede di consiglio comunale al fine di presentarle alla conferenza dei servizi». Il sindaco di Trasaghis fa sapere d’essere già impegnato nella verifica di eventuali strade alternative e perseguibili per dare voce allo scontento della popolazione .«Strade però – conclude – che siano credibili e non contrarie alla legge». (m.d.c.)
Il sindaco Picco: «Sulla centrale un referendum non è possibile, occorrono strade alternative»
Il Gazzettino, Sabato 3 Dicembre 2011
TRASAGHIS -(D.Z.) «Il Referendum sulla centrale non è possibile, cerchiamo assieme altre strade perseguibili per dare voce allo scontento della popolazione in merito all'ampliamento della centrale, ma che siano credibili e non contrarie alla legge». Il sindaco di Trasaghis, Augusto Picco, ritorna sulla questione della raccolta di firme presentata dal gruppo di minoranza per l'indizione di un referendum al fine di consentire alla popolazione di esprimersi sul potenziamento della centrale idroelettrica di Somplago. «Qualora la legge offrisse una strada per una consultazione che coinvolga la popolazione e che sia valida per legge, saremmo impegnati nel perseguirla» ha commentato il primo cittadino «ma di fatto il decreto legislativo in materia (D.Lgs 267/2000) dà gli strumenti che prevedono la partecipazione della popolazione ma solo per ciò che concerne ambiti di esclusiva competenza comunale e nello specifico, purtroppo, non realizzabile. Il capogruppo della minoranza, il consigliare Giorgio Rodaro, era stato informato della non ammissibilità del referendum e, pur concedendo il riconoscimento per l'ottimo lavoro svolto nella raccolta del numero sufficiente di firme a favore del referendum - prosegue Picco - mi chiedo perché mai non avesse - al contrario - accolto il mio precedente invito a ritirare la mozione e a collaborare per preparare le obiezioni in sede di consiglio comunale al fine di presentarle alla Conferenza dei Servizi».
Lago e referendum: il parere di D. Rabassi
L'ex sindaco di Trasaghis Dino Rabassi interviene sulla discussione in atto a proposito della richiesta di indire un referendum consultivo sul raddoppio della centrale ricordando quale sia stato "lo spirito" della stesura, durante la sua amministrazione, dello statuto comunale, cui si fa riferimento in merito alla possibilità, o meno, di indire il referendum stesso.sabato 3 dicembre 2011
Lago, raccolte 660 firme per il referendum. Il parere dell'Amministrazione comunale
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato emesso dall'Amministrazione comunale di Trasaghis dove viene espresso un parere sulla raccolta firme promosse dalla minoranza per l'indizione di un referendum consultivo sul raddoppio della centrale di Somplago.
Centrale di Somplago
Il Sindaco:
sì al referendum se la legge lo permette
Trasaghis, 2 dicembre 2011 –
Il Sindaco di Trasaghis risponde positivamente all'azione del gruppo di minoranza che ha presentato la raccolta di firme per l'indizione di un referendum al fine di consentire alla popolazione di esprimersi sul potenziamento della centrale idroelettrica di Somplago.
“Qualora la legge offrisse una strada per una consultazione che coinvolga la popolazione e che sia valida per legge, saremmo impegnati nel perseguirla” dice il Sindaco “ma di fatto il decreto legislativo in materia (D.Lgs 267/2000) dà gli strumenti che prevedono la partecipazione della popolazione ma solo per ciò che concerne ambiti di esclusiva competenza comunale e nello specifico, purtroppo, non realizzabile”.
Il capogruppo della minoranza consigliare Giorgio Rodaro era stato informato della non ammissibilità del referendum e, pur concedendo il Sindaco il pregio per l'ottimo lavoro svolto nella raccolta del numero sufficiente di firme a favore del referendum, si chiede perché mai non avesse – al contrario - accolto il suo precedente invito a ritirare la mozione e a collaborare per preparare le obiezioni in sede di consiglio comunale al fine di presentarle alla Conferenza dei Servizi.
L'azione per il referendum non è stata disgiunta dagli obiettivi dei Comitati, di cui Giorgio Rodaro condivide i principi.
Il Sindaco di Trasaghis è già impegnato nella verifica di eventuali strade alternative che siano perseguibili per dare voce allo scontento della popolazione in merito all'ampliamento della centrale, ma che “sia credibile e non contraria alla legge”.
Addenda:
Il comunicato è stato ripreso anche da un articolo pubblicato oggi a pag. 16 de "Il quotidiano" (segnalazione di Roberta Michieli):
Addenda:
Il comunicato è stato ripreso anche da un articolo pubblicato oggi a pag. 16 de "Il quotidiano" (segnalazione di Roberta Michieli):
Lago, raccolte 660 firme per il referendum. E cumò?
Il Messaggero di giovedì ha dato notizia della conclusione della raccolta di firme promossa dalla minoranza consiliare per l'indizione di un referendum consultivo sul raddoppio della centrale di Somplago. Si attendono quindi le decisioni al proposito che saranno prese dall'Amministrazione comunale.Centrale, 660 firme con la minoranza contro il raddoppio
Messaggero Veneto 1 dicembre 2011
TRASAGHIS Chiude a quota 660 la raccolta firme promossa a Trasaghis dal gruppo di minoranza “In Comune” per chiedere all’ente locale l’indizione di un referendum che consenta alla popolazione di esprimersi sul potenziamento della centrale idroelettrica di Somplago progettato da Edipower spa. “Potevamo senza alcuna difficoltà arrivare a mille, anche 1500 firme, ma abbiamo scelto di limitarci allo stretto necessario (la soglia utile era 625 vale a dire il 25% degli aventi diritto di voto) per dimostrare che quest’iniziativa non è rivolta a screditare il primo cittadino, ma a garantire alla gente il diritto di esprimersi su un progetto così impattante per il territorio”, dichiara il capogruppo Giorgio Rodaro, che tiene a marcare la completa autonomia dell’iniziativa referendaria rispetto ai comitati. La richiesta con allegate firme è stata protocollata e ora l’amministrazione comunale avrà 30 giorni per decidere il da farsi. Qualcuno parla già d’illegittimità del quesito non essendo il progetto di esclusiva competenza dell’ente locale di Trasaghis. “Anche fosse così – ribatte Rodaro -, nulla vieta al sindaco di sentire il parere della gente su un’opera dal così pesante impatto per il territorio del nostro comune”. Nel progetto di Edipower l’opposizione rileva infatti innumerevoli mali e pochi, nonché incerti benefici. “A favore dell’intervento si è genericamente parlato di mitigazione ambientale e di compensazione ovvero di ricadute in positivo sul bilancio comunale che però non sono mai state quantificate – continua Rodaro -. A benefici incerti corrispondono danni evidenti: potenziare la centrale significherebbe innalzare il livello dell’acqua, di ben 2,5 metri secondo il professionista incaricato dal Comune di studiare il progetto, di un solo metro secondo Edipower, erodere le sponde dello specchio d’acqua e alterare sensibilmente la presenza di flora e fauna a seguito dell’innalzamento della temperatura dell’acqua. La Val del lago – conclude il capogruppo- ha già pagato un caro prezzo alle grandi opere, basti ricordare il passaggio dell’autostrada, ora chiedere sviluppo, in particolare turistico, per avere una nuova chance per il futuro”.
Maura Delle Case
venerdì 2 dicembre 2011
Autostrada Belluno-Amaro. Il "NO" di Cavazzo
Pronta reazione dell'Amministrazione comunale di Cavazzo al riemergere delle voci a favore della costruzione di una autostrada da Belluno ad Amaro.
«L’autostrada? Sarebbe la rovina per Cavazzo»
Messaggero Veneto 1° dicembre 2011
CAVAZZO CARNICO Interviene duramente il sindaco Dario Iuri sull’incoraggiamento degli industriali dell’Alto Friuli alla realizzazione dell’autostrada per il Cadore: «se tornano all’attacco – dice – è bene far loro capire che il territorio che rappresento non ci sta. Non permetteremo che si perpetri a danno del nostro comune, che ha già dato, l’ennesimo scempio. Non possiamo perdere la piana di Cavazzo che dà oggi lavoro a diversi operatori agricoli e che rappresenta una risorsa economica per noi importante». È molto contrariato Iuri anche dalle motivazioni addotte dal presidente della delegazione di Tolmezzo di Confindustria, Federico Gollino, secondo cui un’autostrada Amaro-Belluno avvantaggerebbe anche il settore del turismo locale grazie a un collegamento più veloce. Iuri obbietta: «la Carnia non ha bisogno dell’autostrada, altri la vogliono. La Carnia ha invece bisogno, questo sì, di veder messe in sicurezza le strade che ci sono, le strade statali, ha bisogno che si intervenga sulla 52 e la 52 bis che hanno i loro ben noti problemi. Questo è importante anche per i turisti. E non li si tiri fuori, come scusa per giustificare l’autostrada, perché il turista qui viene a cercare ciò che non trova altrove e non un paesaggio deturpato dall’autostrada». «Il paesaggio è la risorsa che cerca. Sarebbe poi bene – rincara Iuri – che gli industriali iniziassero a pensare alla Carnia non solo da Tolmezzo in su, ma anche per quel piccolo tratto che va da Tolmezzo in giù. Non si può sempre chiedere senza oltretutto dare mai niente in cambio». Il sindaco di Cavazzo ripercorre poi le tante servitù subite dal suo territorio: «Ribadisco, come rappresentante della mia comunità – dice - che Cavazzo ha già dato tra autostrada», che passa proprio sopra il lago, «oleodotto, centrale idroelettrica, elettrodotti, la variante che già parecchi anni fa dalla strada di Pissebus ha deviato tutto il traffico sulla strada statale oggi verso Cavazzo e Amaro. Non possiamo per l’ennesima volta colpire questo territorio che vedrebbe persa tutta la piana di Cavazzo, dato che la vedrebbe tagliata a metà e che dovrebbe addirittura sorgerci un nuovo svincolo a pochi chilometri dal casello di Amaro. Passerebbe a fianco della chiesa di San Rocco. Lì ci sono frutteti, campi coltivati, operatori agricoli della Conca tolmezzina». Poco credibile sarebbe poi secondo Iuri l’esempio del Veneto che sarebbe disponibile ad un’autostrada Belluno-Monaco: «realizzare un’autostrada da Belluno a Monaco – osserva Iuri – significa passare necessariamente per il Trentino Alto Adige e là se lo scordano di far passare strutture del genere».
Tanja Ariis
Come sarebbe la campagna di Cavazzo col passaggio dell'autostrada (simulazione grafica pubblicata sul sito "per altre strade")
giovedì 1 dicembre 2011
Autostrada Belluno-Amaro. I conti tornano?
Se ne è parlato tante volte, anche sul Blog. In Val del Lago non sono ancora del tutto assorbite le polemiche, i dibattiti, le discussioni, le divergenze legate all'imposto passaggio dell'autostrada Udine- Tarvisio (uno scempio ecologico poi diventato, per tanti, un esempio da ammirare quale realizzazione tecnica).
Ora gli industriali di Tolmezzo rilanciano la costruzione dell'autostrada dal Cadore alla Carnia.

Parlare di autostrada Cadore - Carnia significa dare una pennellata veloce. Dire "autostrada Belluno - Amaro" dà l'idea di un lavoro di certosina pazienza. Una pazienza pluridecennale, si potrebbe dire. Già, perchè quell'«Amaro» è spuntato all'improvviso all'inizio degli anni '70, e si è posto come punto di arrivo di una variante autostradale che doveva salire dalle parti di Gemona verso Chiusaforte e invece è stato fatto deviare verso la Valle del Lago (nonostante una lunga opposizione popolare).
Allora si parlò di decisioni imposte dall'Anas, di decisioni imposte dall'esistenza di postazioni militari intoccabili .... PARE invece che la scelta derivi dai desiderata degli industriali dell'area tolmezzina, forti di potenti appoggi in Regione.
Non è che con l'idea di un'autostrada Belluno- Amaro si punti alla conclusione di un discorso pensato e avviato da tanto tempo?
Ora gli industriali di Tolmezzo rilanciano la costruzione dell'autostrada dal Cadore alla Carnia.
«L’autostrada per il Cadore va fatta»
Confindustria di Tolmezzo ripropone il progetto. Il governatore del Veneto invece punta ancora sulla Belluno-Monaco
TOLMEZZO
Autostrada Belluno-Amaro: tutto tace ancora, ma Federico Gollino, della delegazione di Confindustria della Carnia, dopo le esternazioni del presidente del Veneto Luca Zaia, torna alla carica.
«In Veneto sono sempre stati più propensi all’autostrada di collegamento fra le due regioni: da noi in Friuli siamo stati più freddi, non certamente noi industriali, ma la regione e il sentore popolare». In provincia di Belluno si era parlato di varie cordate di operatori propensi a costruire l’infrastruttura almeno sino a Pieve di Cadore, mettendosi in gioco in prima persona con dei project financing. «Le infrastrutture sono indispensabili – prosegue Gollino – specie in questo periodo di stagnazione: senza di esse siamo in una situazione di disagio».
Infrastrutture, e quindi anche il collegamento autostradale che diverrebbe volàno per l’economia, teso ad abbattere il differenziale fra chi opera in montagna rispetto a zone più servite. (...)
L’autostrada aumenterebbe l’afflusso di turisti dall’Est-Europa, in aumento ultimamente. Preferenziale rimane la terza corsia, ma in Carnia si guarda con favore oltre al collegamento autostradale al collegamento con l’Austria attraverso il passo di Monte Croce Carnico. «In un momento di stagnazione economica interventi strutturali diverrebbero volani per l’economia, tenendo presente – conclude Gollino – che si dovrebbe necessariamente intervenire anche in progetti minori legati al territorio per non svilire gli interventi internazionali».
Gino Grillo
(Messaggero Veneto 30 novembre 2011)
Parlare di autostrada Cadore - Carnia significa dare una pennellata veloce. Dire "autostrada Belluno - Amaro" dà l'idea di un lavoro di certosina pazienza. Una pazienza pluridecennale, si potrebbe dire. Già, perchè quell'«Amaro» è spuntato all'improvviso all'inizio degli anni '70, e si è posto come punto di arrivo di una variante autostradale che doveva salire dalle parti di Gemona verso Chiusaforte e invece è stato fatto deviare verso la Valle del Lago (nonostante una lunga opposizione popolare).
Allora si parlò di decisioni imposte dall'Anas, di decisioni imposte dall'esistenza di postazioni militari intoccabili .... PARE invece che la scelta derivi dai desiderata degli industriali dell'area tolmezzina, forti di potenti appoggi in Regione.
Non è che con l'idea di un'autostrada Belluno- Amaro si punti alla conclusione di un discorso pensato e avviato da tanto tempo?
Quel che si muove a ... Bordan. I "numeri" della scuola Primaria
| Bordano. Scuola elementare salva solo se arriveranno le iscrizioni "Il Gazzettino", Mercoledì 30 Novembre 2011 |
| BORDANO - (pc) Salva in base alle proiezioni degli iscritti nei prossimi anni, ma ora si conta sull'impegno delle famiglie nell'iscrivere i propri figli a Bordano per mantenere il plesso scolastico in paese. Con i suoi 25 allunni iscritti quest'anno, la primaria locale era a rischio di essere tagliata secondo i criteri della riforma Gelmini che prevede almeno 30 allievi per poter sostenere un plesso scolastico, ma in base al numero di bambini oggi iscritti al nido d'infanzia, già con il prossimo anno scolastico alle primarie si arriverà a 35 iscritti, mentre per il 2015/2016 si prevede di arrivare addirittura a 43. Alla luce di un test realizzato ancora due anni fa, in cui si dimostravano i buoni esiti dei bambini passati dalle primarie di Bordano alla secondaria di secondo grado di Alesso, l'amministrazione comunale aveva già investito sulla realtà scolastica finanziando la presenza di un educatore da cooperativa socio-assistenziale durante l'anno: «Ora è fondamentale - dice la vice sindaco Laura Bevilacqua - che tutti i genitori decidano di iscrivere i loro figli al primo anno. È, infatti, importante ricordare che per mantenere la scuola elementare sul nostro territorio tutti devono fare la loro parte: l'amministrazione comunale destinare fondi al sostegno dell'istituto scolastico e i genitori iscrivere i loro figli alla prima elementare in modo da rispettare i parametri di incremento della popolazione scolastica». |
mercoledì 30 novembre 2011
Problema centraline. Dall'Arzino al Leale
Il "Messaggero Veneto" dà notizia della opposizione avviata "intal cjanâl di San Francesc" contro la realizazione di una centralina idroelettrica sull'Arzino.

E, qui da noi, com'è andata a finire, col progetto di realizzare una centralina sul Leale?
Derivazione sul torrente Leale
Alla Regione sono state presentate due distinte domande per dare attuazione ad una derivazione idroelettrica sul torrente Leale, in località "Fontanucis", poco a valle delle opere di presa dell'acquedotto comunale.
La prima richiesta risale all'aprile 2007 ed e' stata avanzata dalla Ditta Renowa Srl di Brugnera (Pn) per una potenza nominale media di 1616 Kwh, la seconda nel maggio 2007 dalla Ditta Alpe Progetti di Udine per una potenza nominale media di 697 Kwh.
Entrambi i progetti prevedono di collocare una presa poco a valle di quella dell'acquedotto comunale, mentre si differenziano nell'installazione degli impianti per la produzione di energia, uno adiacente al rio canale a monte dell'abitato di Avasinis e l'altro nei pressi del torrente Leale.
In data 30 ottobre 2008 presso il Municipio di Trasaghis si e' svolta la visita di istruttoria, convocata dalla regione, in cui le due Ditte proponenti hanno illustrato i rispettivi progetti. Sono intervenuti anche il Sindaco di Trasaghis, i rappresentanti dell'ARPA regionale e dell'Ente Tutela Pesca.
Entrambe le Ditte hanno proposto una convenzione con il Comune di Trasaghis al fine di destinare una parte delle risorse sviluppate a beneficio della comunità locale. Attualmente e' iniziata presso la regione Autonoma Friuli Venezia Giulia la Valutazione di Impatto Ambientale, al termine della quale sarà scelta una delle due proposte per la realizzazione dell'impianto idroelettrico.
(Notiziario Comunale n. 3/2008)
La pubblicazione dei Comitati "Il Punto" di novembre, a pag. 7, aggiorna la situazione dicendo che del progetto della società udinese Alpe "giacente da tempo in Regione, non si hanno notizie" mentre presenta maggiori dettagli su quello della Ditta Renowa, sul quale "il Comune ha espresso parere negativo" ma che "è ora all'esame della commissione di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) della Regione il cui parere, se positivo, darà diritto alla società proponente di realizzare l'opera".
Sarebbe il caso, magari, di riaprire la discussione, già lanciata sul Blog, sul tema "quale energia per la Valle del Lago". Magari ricordando i tempi in cui, anche ad Alesso, si facevano i dibattiti invitando a parlare e applaudendo chi proponeva la realizzazione di centraline su ducj i rius, per ribaltare "i fatti e i misfatti" della Sade-Enel....
Arzino, centralina idroelettrica contestata
VITO D’ASIO Avviato il procedimento autorizzativo ambientale per un nuovo progetto di derivazione idroelettrica in alta val d’Arzino, che prevede il prelievo delle acque poco a valle di Pozzis
VITO D’ASIO
Avviato il procedimento autorizzativo ambientale per un nuovo progetto di derivazione idroelettrica in alta val d’Arzino, che prevede il prelievo delle acque poco a valle di Pozzis e la loro restituzione 4 chilometri più a valle, in corrispondenza della borgata Marins a San Francesco di Vito d’Asio. Il quantitativo d’acqua prelevata potrà arrivare fino a 1.l250 litri al secondo, lasciando, quindi, all’asciutto il tratto di torrente a valle della presa.
«A fronte di una produzione elettrica modesta, i cui benefici finiranno fuori regione, l’opera appare destinata a compromettere definitivamente l’integrità di uno dei tratti più belli e incontaminati del torrente - afferma Dario Tosoni del Movimento tutela Arzino – Un corso d’acqua ancor più prezioso perché l’unico del Pordenonese scampato a opere idroelettriche, ultimo testimone della natura delle origini a cui l’uomo moderno si sente sempre più richiamato». «Ne è consapevole anche il comune di Vito d’Asio – osserva – il cui strumento urbanistico nega espressamente la possibilità di realizzare derivazioni idroelettriche lungo il corso d’acqua, posizione ribadita da una delibera del consiglio comunale di quest’anno in cui, all’unanimità, si esprimeva parere contrario a qualsiasi ipotesi di derivazione idroelettrica sul torrente». Conclude Tosoni: «Si spera che le strutture regionali preposte alla valutazione ambientale di queste opere tengano conto del valore di unicità che questo torrente rappresenta per il Friuli e per la montagna pordenonese, in particolare».
(Messaggero Veneto 26 novembre 2011)
E, qui da noi, com'è andata a finire, col progetto di realizzare una centralina sul Leale?
Derivazione sul torrente Leale
La prima richiesta risale all'aprile 2007 ed e' stata avanzata dalla Ditta Renowa Srl di Brugnera (Pn) per una potenza nominale media di 1616 Kwh, la seconda nel maggio 2007 dalla Ditta Alpe Progetti di Udine per una potenza nominale media di 697 Kwh.
Entrambi i progetti prevedono di collocare una presa poco a valle di quella dell'acquedotto comunale, mentre si differenziano nell'installazione degli impianti per la produzione di energia, uno adiacente al rio canale a monte dell'abitato di Avasinis e l'altro nei pressi del torrente Leale.
In data 30 ottobre 2008 presso il Municipio di Trasaghis si e' svolta la visita di istruttoria, convocata dalla regione, in cui le due Ditte proponenti hanno illustrato i rispettivi progetti. Sono intervenuti anche il Sindaco di Trasaghis, i rappresentanti dell'ARPA regionale e dell'Ente Tutela Pesca.
Entrambe le Ditte hanno proposto una convenzione con il Comune di Trasaghis al fine di destinare una parte delle risorse sviluppate a beneficio della comunità locale. Attualmente e' iniziata presso la regione Autonoma Friuli Venezia Giulia la Valutazione di Impatto Ambientale, al termine della quale sarà scelta una delle due proposte per la realizzazione dell'impianto idroelettrico.
(Notiziario Comunale n. 3/2008)
La pubblicazione dei Comitati "Il Punto" di novembre, a pag. 7, aggiorna la situazione dicendo che del progetto della società udinese Alpe "giacente da tempo in Regione, non si hanno notizie" mentre presenta maggiori dettagli su quello della Ditta Renowa, sul quale "il Comune ha espresso parere negativo" ma che "è ora all'esame della commissione di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) della Regione il cui parere, se positivo, darà diritto alla società proponente di realizzare l'opera".
Sarebbe il caso, magari, di riaprire la discussione, già lanciata sul Blog, sul tema "quale energia per la Valle del Lago". Magari ricordando i tempi in cui, anche ad Alesso, si facevano i dibattiti invitando a parlare e applaudendo chi proponeva la realizzazione di centraline su ducj i rius, per ribaltare "i fatti e i misfatti" della Sade-Enel....
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