Poeta in italiano e in friulano, fortunato e innovativo autore di opere teatrali e radiodrammi,
SE SI CHIEDE IN GIRO, anche a persone informate, «Chi era Siro Angeli?», si ottiene di solito
Analoghe risposte si ottengono, infatti, chiedendo «Chi era Afro?» (autore di un affresco nel Palazzo dell’Unesco a Parigi), Mirko (cancello delle Fosse Ardeatine e soffitto nel palazzo della Fao a Roma), Dora Bassi (la più grande artista femmina del XX secolo in Friuli e docente a Brera)…: molto più noti o addirittura popolari sono, fra noi, artisti piuttosto modesti, ma sempre presenti nelle mostre paesane o nelle chiese del Friuli.
Non sappiamo se, dopo le manifestazioni indette dal Comune di Cavazzo, in collaborazione con la Fondazione Crup, Siro Angeli (Cesclans di Cavazzo Carnico, 27 settembre 1913 – Tolmezzo, 22 agosto 1991) sarà più noto e soprattutto apprezzato fra i friulani, ma è certo, ed è doveroso affermarlo, che si tratta di un grande - poeta in italiano e in friulano di altissima qualità, fortunato e
innovativo autore di opere teatrali e di radiodrammi, sceneggiatore cinematografico, per lungo tempo responsabile dei programmi culturali del Terzo Programma della Rai, autore del romanzo
«Figlio dell’uomo», interprete del film «Maria Zef» – e grande è il debito che la natia Carnia e il
Friuli hanno verso questo gigante della cultura del XX secolo.
Angeli – scrisse Carlo Sgorlon – fra il 1937 e il 1941 offrì al teatro italiano, accademico e borghese in quegli anni, «il suo mondo carnico, assolutamente inedito e sconosciuto. Offrì la trilogia “La Casa”, “Mio fratello il ciliegio”, “Dentro di noi”. Con essa un mondo sconosciuto alla letteratura si affaccia alla porta della storia. Angeli da questo punto di vista è da vedere un po’ come il Verga o la Deledda. Non che abbia particolari parentele con costoro, ma perché, nei confronti del mondo carnico, egli ebbe la stessa funzione rivelatrice e gli stessi meriti che ebbero il Verga per la Sicilia e la Deledda per la Sardegna. Per merito di Angeli un mondo ignorato dalla letteratura veniva alla luce. Un mondo ricco di situazioni drammatiche, oppresso dalla miseria, dalle dolorose separazioni tra persone che si amano, un mondo in cui la gente vive nella solitudine, nell’ossessione del risparmio e del lavoro …».
Sergio Mazzola e dalla Fucina Longobarda.
Sabato 28, alla stessa ora, avranno inizio gli interventi degli studiosi della produzione letteraria di Siro Angeli, docenti delle Università di Pisa e di Udine, e della Scuola Normale Superiore di Pisa, coordinati da Angela Guidotti.
Domenica 29, alle 20.45 per Carniarmonie, concerto sinfonico della FVG Mitteleuropa Orchestra, diretta da Dario Bisso, con la partecipazione del pianista Antonio Di Cristofano.
Le celebrazioni di fine settembre sono state precedute da due recite dell’Accademia Sperimentale Spettacolo Carnia, che ha presentato «Incontro» il 17 luglio ad Alesso, e «Assurdo» il 26 luglio a Somplago, accanto alla chiesetta di San Candido.
Chissà se il Teatro Nuovo «Giovanni da Udine» farà altrettanto?
Durante i tre giorni delle celebrazioni saranno esposte lungo le navate della Pieve le opere dei pittori Altieri, Bellaminutti, Coccolo, Collavino, Croatto, De Fabris, Di Luca, Doliach, Fanzutto, Foramitti, Gangheri, Godina, Iuri, Lodolo, Marconi, Mauri, Moreale, Serafino, Toppazzini e Mazzola, l’autore della medaglia, che sul recto reca una foglia di ciliegio contornata dai titoli della Trilogia carnica, e sul verso le parole «L’aga dal Tajament», disposte a corona intorno alle parole: «Siro Angeli 1913-2013».
GIANFRANCO ELLERO
da: La Vita Cattolica, 19 settembre 2013
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Nota: Gianfranco Ellero ha sviluppato le medesime tematiche dedicate al centenario di Siro Angeli in un ampio articolo uscito sul "Gazzettino" del 22 settembre 2013 dal titolo "Siro Angeli, ovvero il teatro della poesia"
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